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COMUNICATO: Entrata in vigore degli emendamenti alla Convenzione di Amburgo del 27 aprile 1979

COMUNICATO: Entrata in vigore degli emendamenti alla Convenzione di Amburgo del 27 aprile 1979 sulla ricerca ed il salvataggio marittimo. (GU n. 120 del 25-5-2001- Suppl. Ordinario n.128)

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

COMUNICATO
Entrata in vigore degli
emendamenti alla Convenzione di Amburgo del
27 aprile 1979 sulla
ricerca ed il salvataggio marittimo.

Si comunica che in data 1o
gennaio 2001, ai sensi dell’art. III
della Convenzione di Amburgo
del 27 aprile 1979 sulla ricerca ed il
salvataggio marittimo, sono
entrati in vigore, in seguito alla
Risoluzione MSC.70(69)
adottata il 18 maggio 1998, gli emendamenti
alla Convenzione
sopracitata. Si riporta qui di seguito il testo
degli emendamenti
in questione:
RISOLUZIONE MSC.70(69)

(adottata il 18 maggio 1998)
ADOZIONE DI EMENDAMENTI
ALLA CONVENZIONE INTERNAZIONALE DEL
1979 SULLA RICERCA ED
IL SALVATAGGIO MARITTIMO
IL COMITATO DELLA SICUREZZA MARITTIMA,

RICORDANDO l’articolo 28 b) della Convenzione recante creazione

dell’Organizzazione Marittima internazionale, attinente
alle
funzioni del Comitato,
RICORDANDO inoltre l’articolo III
2) f) della Convenzione
internazionale del 1979 sulla ricerca ed il
salvataggio marittimo, di
seguito denominata 1a Convenzione,
relativo alle procedure di
emendamento dell’Annesso alla
Convenzione ad esclusione dei paragrafi
2.1.4, 2.1.5, 2.1.7, 2.1.10,
3.1.2. e 3.1.3,
AVENDO ESAMINATO, nella sua sessantanovesima
sessione, gli
emendamenti alla Convenzione che erano stati
proposti e diffusi in
conformita’ all’articolo III 2) a) di questa
convenzione,
1. ADOTTA, in conformita’ all’articolo III
2) e) della
Convenzione, gli emendamenti alla Convenzione il cui
testo figura
all’annesso della presente risoluzione;
2. DECIDE, in
conformita’ all’articolo III 2) f) della Convenzione
che gli
emendamenti saranno reputati accettati il 1 luglio 1999 a
meno che,
prima di questa data, oltre un terzo delle Parti non abbia
notificato
un’obiezione contro questi emendamenti;
3. INVITA le Parti alla
Convenzione a rilevare che, in conformita’
all’articolo III 2 h)
della Convenzione, gli emendamenti entreranno
in vigore il 1
gennaio 2000 quando saranno stati accettati alle
condizioni previste
al paragrafo 2 precedente.
4. PREGA il Segretario generale, in
conformita’ all’articolo III
2) d) della Convenzione, di
trasmettere copie certificate conformi
della presente Risoluzione e
dei testo degli emendamenti che figurano
nell’annesso, a tutte le
Parti della Convenzione,
5. PREGA INOLTRE il Segretario generale di
trasmettere copie della
presente risoluzione e dei suoi annessi ai
Membri dell’Organizzazione
che non sono Parti della Convenzione.

ANNESSO
Emendamenti alla Convenzione
Internazionale del 1979
sulla ricerca ed il salvataggio
in mare
Conviene sostituire il testo attuale dell’Annesso
della
Convenzione, fatti salvi i paragrafi 2.1.4, 2.1.5, 2.1.7,
2.1.10,
3.1.2 e 3.1.3, con il seguente testo:

“CAPITOLO 1
Termini e Definizioni
1.1.
L’uso del presente dell’indicativo nell’Annesso indica che si
tratta
di una disposizione la cui applicazione uniforme ad opera di
tutte
le Parti e’ necessaria per la salvaguardia della vita umana in
mare.

1.2. L’uso del condizionale nell’Annesso indica che si tratta
di
una disposizione la cui applicazione uniforme, ad opera di tutte
le
Parti, e’ raccomandata per la salvaguardia della vita umana in
mare.
1.3. Nel presente Annesso, i termini e le espressioni di
seguito
hanno il seguente significato:
1. “Ricerca”. Operazione,
di regola coordinata da un centro di
coordinamento di salvataggio
o da un centro secondario di
salvataggio, che si avvale del
personale e dei mezzi disponibili ed
e’ destinata a localizzare le
persone in pericolo.
2. “Salvataggio”. Operazione destinata a
ripescare le persone in
pericolo ed a prodigare loro, le prime cure
mediche o altre di cui
potrebbero aver bisogno ed a trasportarle in un
luogo sicuro.
3. “Servizio di ricerca e di salvataggio”.
Esecuzione, in caso di
pericolo, delle funzioni di sorveglianza,
di comunicazione, di
coordinamento nonche’ di ricerca e di
salvataggio compresa la
prestazione di consigli medici, delle
prime cure, o l’evacuazione
sanitaria facendo appello a risorse
pubbliche e private, con la
cooperazione di aeromobili, navi
e di altri congegni ed
installazioni.
4. “Area di ricerca
e di salvataggio”. Area di dimensioni
determinate abbinata ad
un centro di coordinamento di salvataggio,
entro i limiti della
quale sono forniti servizi di ricerca e di
salvataggio.
5.
“Centro di coordinamento di salvataggio”. Centro incaricato
di
provvedere ad una efficiente organizzazione dei servizi di ricerca
e
di salvataggio e di coordinare le operazioni di ricerca e
di
salvataggio in una zona di ricerca e di salvataggio.
6. “Centro
secondario di salvataggio”. Centro subordinato ad un
centro di
coordinamento di salvataggio e complementare di
quest’ultimo,
in conformita’ alle disposizioni specifiche delle
autorita’
responsabili.
7. “Mezzo di ricerca e di salvataggio”. Ogni
risorsa mobile,
comprese le unita’ di ricerca e di salvataggio
designate, utilizzata
per svolgere un’operazione di ricerca e di
Salvataggio.
8. “Unita’ di ricerca e di salvataggio”: unita’
composta da
personale addestrato, e dotata di materiale adeguato per
una rapida
esecuzione delle operazioni di ricerca e di salvataggio.

9. “Posto di allarme”: qualsiasi mezzo destinato a fungere
da
intermediario fra una persona che segnala una situazione di
emergenza
ed un centro di coordinamento di salvataggio o un centro
secondario
di salvataggio.
10. “Fase di emergenza”: termine
generico che si applica, a
seconda dei casi, alla fase d’incertezza,
alla fase di allarme o alla
fase di pericolo.
11. “Fase
d’incertezza”: situazione nella quale si puo’ dubitare
della sicurezza
di una persona, di una nave o di un altro congegno.
12. “Fase di
allarme”: situazione nella duale si puo’ temere per
la sicurezza di
una persona, di una nave o di altro congegno.
13. “Fase di
pericolo”: situazione nella quale vi e’ luogo di
pensare che una
persona, una nave o altro congegno sono minacciati da
un pericolo
grave ed imminente e che hanno bisogno di soccorso
immediato.

14. “Coordinatore sul posto”: persona designata per coordinare
le
operazioni di ricerca e di salvataggio in una determinata zona.

15. “Segretario generale”: Segretario generale
dell’Organizzazione
Marittima Internazionale

CAPITOLO 2
ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO

2.1. Disposizioni relative all’istituzione ed al coordinamento
dei
servizi di ricerca e di salvataggio
2.1.1. Le Parti
partecipano, nella misura in cui possono farlo a
titolo individuale
o in cooperazione con altri Stati, e se del caso
con
l’Organizzazione, allo sviluppo dei servizi di ricerca e
di
salvataggio per garantire che sia fornita assistenza a
qualsiasi
persona in pericolo in mare. Quando sono informate che una
persona e’
o sembra essere in pericolo in mare, le autorita’
responsabili di una
Parte prendono con urgenza misure per
accertarsi che l’assistenza
richiesta e’ fornita.
2.1.2 Le Parti
stabiliscono, sia a titolo individuale sia, se del
caso, in
cooperazione con altri Stati, i seguenti elementi di base di
un
servizio di ricerca e di salvataggio:
1. il quadro giuridico;
2.
la designazione di un’autorita’ responsabile;
3. l’organizzazione
delle risorse disponibili;
4. i mezzi di comunicazione;
5. le
funzioni di coordinamento e di utilizzazione;
6. i processi
suscettibili di migliorare il servizio, fra i quali
figurarlo la
pianificazione, le relazioni di cooperazione nazionali
ed
internazionali e la formazione.
Le Parti applicano per quarto
possibile, le norme minime e le
direttive pertinenti stabilite
dall’Organizzazione.
2.1.3. Per garantire che i mezzi di
radiocomunicazione a terra
sono adattati, che sono avviati gli
allarmi di pericolo e che le
operazioni sono correttamente
coordinate al fine di consentire ai
servizi di ricerca e di
salvataggio in mare di svolgere le loro
operazioni in modo efficace,
le Parti vigilano a titolo individuale o
in cooperazione con altri
Stati, affinche’ sia stabilito un numero
sufficiente di aree di
ricerca e di salvataggio in ciascuna zona
marittima, in conformita’
alle disposizioni dei paragrafi 2.1.4, e
2.1.5. Queste aree
dovrebbe essere contigue e per quanto possibile
non sconfinare
reciprocamente.
2.1.6 Qualsiasi accordo sulle aree o sulle
disposizioni di cui ai
paragrafi 2.1.4 e 2.1.5. e’ registrato
dalle Parti interessate o
trascritto per iscritto sotto forma di piani
accettati dalle Parti.
2.1.8 Quando prevedono di istituire
aree di ricerca e di
salvataggio marittimo ai sensi di un
accordo, secondo le modalita’
previste al paragrafo 2.1.4, o di
concludere un accordo sull’adozione
di nonne appropriate, secondo
le modalita’ previste al paragrafo
2.1.5., le Parti dovrebbero
adoperarsi per verificare, se del caso,
che i loro servizi di
ricerca e di salvataggio aeronautici e
marittimi sono
compatibili.
2.1.9 Le Parti che hanno accettato la
responsabilita’ di fornire
servizi di ricerca e di salvataggio in
una determinata zona, fanno
appello ad unita’ di ricerca e di
salvataggio e ad altri mezzi
disponibili per prestare assistenza ad
una persona che e’, o sembra
essere in pericolo in mare.
2.1.11 Le
Parti comunicano al Segretario generale informazioni sui
loro servizi
di ricerca e di salvataggio ed in particolare su:

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