CONFERENZA UNIFICATA - PROVVEDIMENTO 1 aprile 2009 | Architetto.info

CONFERENZA UNIFICATA – PROVVEDIMENTO 1 aprile 2009

CONFERENZA UNIFICATA - PROVVEDIMENTO 1 aprile 2009 - Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra Stato, regioni e gli enti locali, sull'atto concernente misure per il rilancio dell'economia attraverso l'attivita' edilizia. (Repertorio atti n. 21/CU del 1 aprile 2009). (09A04766) (GU n. 98 del 29-4-2009 )

CONFERENZA UNIFICATA

PROVVEDIMENTO 1 aprile 2009

Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno
2003, n. 131, tra Stato, regioni e gli enti locali, sull’atto
concernente misure per il rilancio dell’economia attraverso
l’attivita’ edilizia. (Repertorio atti n. 21/CU del 1 aprile 2009).
(09A04766)

LA CONFERENZA UNIFICATA

Nell’odierna seduta del 1° aprile 2009;
Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante «Disposizioni per
l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge
costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 e, in particolare, l’art. 8,
comma 6, che prevede la possibilita’, per il Governo, di promuovere
la stipula di intese in Conferenza Unificata, dirette a favorire
l’armonizzazione delle legislazioni statali e regionali o il
raggiungimento di posizioni unitarie o il conseguimento di obiettivi
comuni»;
Visti gli esiti della Conferenza unificata, convocata in seduta
straordinaria in data 25 marzo 2009, al fine di avviare un primo
confronto con le regioni e gli enti locali in merito ad iniziative
legislative finalizzate ad un rilancio dell’attivita’ edilizia e del
tessuto urbanistico;
Visti gli esiti del tavolo tecnico-politico riunitosi in data 26
marzo 2009 e successivamente in data 31 marzo per discutere le
modalita’ e i contenuti delle misure da adottare in questa materia,
attraverso interventi legislativi coordinati per favorire lavori di
modifica del patrimonio edilizio e forme di semplificazione degli
adempimenti previsti;
Visto lo schema di intesa stipulato tra il Governo, le regioni e le
autonomie locali per il rilancio dell’economia attraverso l’attivita’
edilizia che, allegato al presente atto, ne costituisce parte
integrante (All.1);
Visti gli esiti favorevoli alla conclusione dell’intesa
dell’odierna Conferenza unificata, in seduta straordinaria;

Sancisce intesa

ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra
Stato, regioni e autonomie locali sull’atto contenente misure per il
rilancio dell’economia attraverso l’attivita’ edilizia.

Roma, 1° aprile 2009

Il presidente: Fitto

Il segretario: Siniscalchi

Allegato

Visto l’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, che
prevede una possibilita’ per il Governo di promuovere la stipula di
intese in Conferenza Unificata dirette, tra l’altro, a favorire
l’armonizzazione delle rispettive legislazioni o il conseguimento di
obiettivi comuni;
Rilevata l’esigenza, da parte del Governo, delle regioni e degli
enti locali di individuare misure che contrastino la crisi economica
in materie di legislazione concorrente con le regioni, quale quella
relativa al governo del territorio;
Visto l’accordo delle regioni e degli enti locali in ordine alle
esigenze di fronteggiare la crisi mediante un riavvio dell’attivita’
edilizia favorendo altresi’ lavori di modifica del patrimonio
edilizio esistente nonche’ prevedendo forme di semplificazione dei
relativi adempimenti secondo modalita’ utili ad esplicare effetti in
tempi brevi nell’ambito della garanzia del governo del territorio;
Rilevata l’esigenza di predisporre misure legislative coordinate
tra Stato e regioni nell’ambito delle rispettive competenze;
Governo, regioni ed enti locali convengono la seguente intesa:
Per favorire iniziative volte al rilancio dell’economia,
rispondere anche ai bisogni abitative delle famiglie e per introdurre
incisive misure di semplificazione procedurali dell’attivita’
edilizia, lo Stato, le regioni e le autonomie locali definiscono il
seguente accordo .
Le regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni
proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi:
a) regolamentare interventi – che possono realizzarsi attraverso
piani/programmi definiti tra regioni e comuni – al fine di migliorare
anche la qualita’ architettonica e/o energetica degli edifici entro
il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali
uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri
cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte
salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere
ulteriori forme di incentivazione volumetrica;
b) disciplinare interventi straordinari di demolizione e
ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale
entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalita’ di
miglioramento della qualita’ architettonica, dell’efficienza
energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo
criteri di sostenibilita’ ambientale, ferma restando l’autonomia
legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di
intervento;
c) introdurre forme semplificate e celeri per l’attuazione degli
interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i
principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della
pianificazione comunale.
Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad edifici abusivi o
nei centri storici o in aree di inedificabilita’ assoluta.
Le leggi regionali possono individuare gli ambiti nei quali gli
interventi di cui alle lettera a) e b) sono esclusi o limitati, con
particolare riferimento ai beni culturali e alle aree di pregio
ambientale e paesaggistico, nonche’ gli ambiti nei quali i medesimi
interventi sono favoriti con opportune incentivazioni e premialita’
finalizzate alla riqualificazione di aree urbane degradate.
La disciplina introdotta dalle suddette leggi regionali avra’
validita’ temporalmente definita, comunque non superiore a 18 mesi
dalla loro entrata in vigore, salvo diverse determinazioni delle
singole regioni.
In caso di mancata approvazione delle leggi regionali nel termine
stabilito, il Governo e il presidente della Giunta regionale
interessata, congiuntamente, determinano le modalita’ procedurali
idonee ad attuare compiutamente l’accordo, anche ai sensi dell’art.
8, comma 1, della legge n. 131/2003.
Entro dieci giorni dalla sottoscrizione del presente Accordo, il
Governo emanera’ un decreto-legge i cui contenuti saranno concordati
con le regioni e il sistema delle autonomie con l’obiettivo precipuo
di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato,
al fine di rendere piu’ rapida ed efficace l’azione amministrativa di
disciplina dell’attivita’ edilizia.
Il Governo e le regioni ribadiscono la necessita’ assoluta del
pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di
lavoro, anche per gli aspetti previdenziali e assistenziali e di
sicurezza nei cantieri e la necessita’ di mettere a punto una
procedura che garantisca trasparenza come, per esempio, quella
utilizzata per lo sgravio Irpef del 36%.
Il Governo si impegna, inoltre, confermando integralmente gli
impegni assunti con l’Accordo sottoscritto con le regioni in merito
al sostegno dell’edilizia residenziale pubblica, ad avviare
congiuntamente con le regioni e le autonomie locali uno studio di
fattibilita’ per un nuovo piano casa che individui, in aggiunta alle
risorse dell’Accordo sopra indicato, e compatibilmente con le
condizioni di finanza pubblica risorse pubbliche e private per
soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie particolari
categorie, che si trovano nella condizione di piu’ alto disagio
sociale e che hanno difficolta’ ad accedere al libero mercato della
locazione.
Viene fatta salva ogni prerogativa costituzionale delle regioni a
statuto speciale e delle province autonome.

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