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DECRETO 15 marzo 2001

DECRETO 15 marzo 2001 Disciplina delle modalita' di presentazione, valutazione e finanziamento dei progetti di azione positiva per la parita' uomo-donna nel lavoro di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125. (GU n. 132 del 9-6-2001)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

DECRETO 15 marzo 2001
Disciplina delle modalita’ di presentazione, valutazione e
finanziamento dei progetti di azione positiva per la parita’
uomo-donna nel lavoro di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125.

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
e
IL MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA’
Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125, concernente azioni positive
per la realizzazione della parita’ uomo-donna nel lavoro;
Visto il decreto interministeriale 22 luglio 1991 relativo ai
progetti di azioni positive approvati fino all’entrata in vigore del
decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, che reca disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la realizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese;
Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, recante, tra l’altro,
all’art. 47, comma 1, delega al Governo in materia di revisione
dell’art. 8 nonche’ della disciplina delle azioni positive di cui
alla legge 10 aprile 1991, n. 125;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, emanato in
attuazione della predetta delega, recante tra l’altro disposizioni in
materia di azioni positive,
Visti, in particolare, l’art. 7 relativo alle azioni positive,
nonche’ l’art. 10, comma 1, che demanda al Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e con il Ministro per le
pari opportunita’, di stabilire nuove modalita’ di presentazione
delle relative richieste di finanziamento, le procedure di
valutazione e di verifica e quelle di erogazione dei finanziamenti
medesimi, nonche’ i requisiti di onorabilita’ che i soggetti
richiedenti devono possedere;
Acquisite le indicazioni fornite dal Comitato nazionale di parita’
di cui alla sopracitata legge 125/1991, nella riunione del
12 settembre 2000;
Decreta:
Art. 1.
Requisiti del soggetto richiedente
1. Il soggetto proponente, costituito da almeno due anni, per poter
accedere al finanziamento, deve essere in possesso dei seguenti
requisiti di onorabilita’:
non deve aver riportato condanne penali, se persona fisica per
se’, se persona giuridica per il rappresentante legale e, ove
esistente, per l’amministratore delegato.
Qualora il soggetto proponente sia una azienda:
non deve essere o essere stata assoggettata a procedure
concorsuali negli ultimi cinque anni.
A tal fine dovra’ essere presentata apposita dichiarazione
sostitutiva, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15.
Qualora il soggetto proponente sia un centro di formazione
professionale:
deve essere in possesso della certificazione attestante
l’accreditamento, ai sensi della legge 24 giugno 1997, n. 196, e deve
produrre apposita documentazione.
Qualora il soggetto proponente sia una cooperativa sociale:
deve essere in possesso della certificazione attestante
l’iscrizione all’albo regionale e deve produrre apposita
documentazione.
2. In ogni caso quando per la natura giuridica del soggetto la
normativa vigente richiede l’iscrizione all’albo, la relativa
certificazione deve essere prodotta.
3. La documentazione di cui ai commi precedenti va allegata alla
domanda di ammissione al beneficio, a pena di improcedibilita’
dichiarata d’ufficio.

Art. 2.
Modalita’ e termini di presentazione delle richieste
1. I datori di lavoro pubblici e privati, ivi compresi le
cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione professionale
accreditati, le associazioni, le organizzazioni sindacali nazionali e
territoriali presentano richiesta – in duplice copia, di cui una in
bollo – al Ministro del lavoro e della previdenza sociale – Comitato
nazionale di parita’ intesa ad ottenere l’ammissione al rimborso
totale o parziale degli oneri finanziari connessi all’attuazione dei
progetti di azione positiva di cui all’art. 2, della legge 10 aprile
1991, n. 125.
2. La domanda di ammissione ai benefici previsti deve recare in
allegato il progetto.
3. A pena di improcedibilita’, detto progetto:
deve essere compilato in base al Programma-obiettivo formulato
annualmente dal Comitato nazionale di parita’;
deve essere redatto secondo il modello allegato, che costituisce
parte integrante del presente decreto, e che deve essere compilato
debitamente in ogni sua parte;
deve essere sottoscritto, ai sensi e per gli effetti di cui
all’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, dal legale
rappresentante del proponente;
deve pervenire in duplice copia, cosi come tutti gli allegati;
deve essere inoltrato, esclusivamente a mezzo posta con
raccomandata con ricevuta di ritorno, dal 1o ottobre al 30 novembre
di ciascun anno che precede quello in cui si intende realizzare
l’iniziativa. Fara’ fede il timbro di spedizione postale;
deve recare l’indicazione della tipologia di finanziamento
prescelta, di cui al successivo art. 4. Tale obbligo non sussiste per
le pubbliche amministrazioni.
4. Alla domanda dovra’ inoltre essere allegata, secondo la natura
del soggetto proponente, documentazione pertinente al soggetto
medesimo (statuto e/o atto costitutivo, visura camerale con
dichiarazione antimafia, certificazione di qualita’ “ISO 9000” per i
centri di formazione professionale che ne siano in possesso ed ogni
altro documento ritenuto opportuno), nonche’ un sintetico curriculum
dell’attivita’ svolta almeno negli ultimi 2 anni.
5. I progetti di azioni positive, della durata massima prevista dal
Programma obiettivo, possono essere articolati in fasi temporali, per
ciascuna delle quali devono essere indicati i relativi costi.

Art. 3.
Procedure di valutazione e approvazione
1. Il Comitato nazionale di parita’ valuta il progetto sulla base
dei criteri indicati nel programma-obiettivo ed esprime,
a maggioranza, parere sul finanziamento dei progetti ammessi
all’istruttoria.
2. I progetti di azioni positive sono approvati e ammessi a
finanziamento con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale.
3. In caso di approvazione del progetto con finanziamento parziale
devono essere indicati i costi ridotti e/o non ammessi e le relative
motivazioni.
4. A partire dal Programma-obiettivo 2001, l’attivita’ istruttoria
e le relative decisioni sono definite entro sei mesi dalla data di
ricevimento delle relative domande. A tal fine fa fede il protocollo
in arrivo della Segreteria tecnica del Comitato nazionale di parita’.
5. Al progetto finanziato non possono essere apportate modifiche,
se non preventivamente approvate dal Comitato nazionale di parita’,
in caso contrario non verranno riconosciute le relative spese, fermo
restando quanto previsto dall’art. 8.
6. Non saranno ammesse al rimborso le spese sostenute per corsi di
formazione professionale previsti dal progetto qualora i registri di
presenza di docenti, tutors e discenti non risultino preventivamente
vidimati dalla Direzione provinciale del lavoro competente per
territorio.
7. Non saranno autorizzate piu’ di due proroghe e comunque per un
periodo complessivo non superiore al 40% della durata inizialmente
prevista per la realizzazione del progetto.

Art. 4.
Modalita’ di erogazione dei finanziamenti e procedure di verifca
1. A pena di decadenza, l’attuazione del progetto deve avere inizio
entro due mesi dal rilascio dell’autorizzazione e l’avvio deve essere
comprovato con atto di data certa.
2. Il beneficiario deve dare immediata notifica dell’avvio
dell’iniziativa alla Direzione provinciale del lavoro competente per
territorio. L’erogazione della prima quota e’ subordinata all’esito
positivo della verifica ispettiva, di cui all’ultimo comma primo
periodo del presente articolo da trasmettere alla segreteria tecnica
del Comitato nazionale di parita’ a cura della Direzione provinciale
del lavoro.
3. Il finanziamento concesso e’ erogato in due quote, secondo le
seguenti modalita’, alternative tra loro:
a) prima modalita’:
ad avvio dell’iniziativa, a titolo di contributo delle spese
sostenute ivi inclusi gli oneri relativi alla predisposizione del
progetto, si fa luogo all’erogazione della prima quota, pari al 10%
del finanziamento autorizzato, previa verifica ispettiva di cui
all’ultimo comma primo periodo del presente articolo.
A conclusione di tutte le azioni programmate, si fa luogo
all’erogazione del saldo pari al restante 90%, previa verifica
amministrativo-contabile svolta dalla Direzione provinciale del
lavoro – Servizio ispezione, competente per territorio, e sulla base
della valutazione effettuata dal Comitato nazionale di cui sopra,
attestante la corretta utilizzazione dei finanziamenti concessi e gli
obiettivi conseguiti in rapporto a quelli programmati. A tal fine il
beneficiario e’ tenuto ad inviare al Comitato una relazione finale
concernente il conseguimento degli obiettivi e i costi sostenuti per
la realizzazione del progetto;
b) seconda modalita’:
la prima quota, fino ad un massimo dell’80% del finanziamento
autorizzato, viene erogata previa presentazione …

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