DECRETO 2 maggio 2001: Ripartizione delle risorse di cui all'art. 9 della legge n. 413 del 1998, rifinanziate dall'art. 54, comma 1, della legge n. 488 del 1999 | Architetto.info

DECRETO 2 maggio 2001: Ripartizione delle risorse di cui all’art. 9 della legge n. 413 del 1998, rifinanziate dall’art. 54, comma 1, della legge n. 488 del 1999

DECRETO 2 maggio 2001: Ripartizione delle risorse di cui all'art. 9 della legge n. 413 del 1998, rifinanziate dall'art. 54, comma 1, della legge n. 488 del 1999 e dall'art. 144, comma 1, della legge n. 388 del 2000 per la realizzazione di opere infrastrutturali di ampliamento, l'ammodernamento e riqualificazione dei porti. (GU n. 199 del 28-8-2001)

MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE

DECRETO 2 maggio 2001
Ripartizione delle risorse di cui all’art. 9 della legge n. 413 del
1998, rifinanziate dall’art. 54, comma 1, della legge n. 488 del 1999
e dall’art. 144, comma 1, della legge n. 388 del 2000 per la
realizzazione di opere infrastrutturali di ampliamento,
l’ammodernamento e riqualificazione dei porti.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
Vista la legge 30 novembre 1998, n. 413, recante: “Rifinanziamento
degli interventi per l’industria cantieristica ed armatoriale ed
attuazione della normativa comunitaria di settore” che all’art. 9,
comma 1, prevede l’adozione e il finanziamento di un programma per
opere infrastrutturali di ampliamento, ammodernamento e
riqualificazione dei porti;
Vista la legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 54, comma 1, recante:
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato (legge finanziaria 2000)”;
Vista la legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 144, comma 1,
recante: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)”;
Vista la legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni,
recante: “Riordino della legislazione in materia portuale”;
Vista la legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive
modificazioni, recante: “Legge quadro in materia di lavori pubblici”
che all’art. 14 reca disposizioni in materia di programmazione
triennale delle opere pubbliche;
Vista la legge 23 dicembre 1998, n. 448, recante: “Misure di
finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999,
n. 554, recante: “Regolamento di attuazione della legge quadro in
materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109, e successive
modificazioni”;
Ritenuto di dover finalizzare le risorse finanziarie destinate
all’ammodernamento, alla riqualificazione e ristrutturazione dei
porti, contribuendo alla realizzazione dei piani triennali delle
autorita’ portuali;
Visti i piani triennali delle opere infrastrutturali trasmessi
dalle autorita’ portuali ai sensi dell’art. 14, della legge n. 109
del 1994;
Ritenuto opportuno proporzionare il contributo di cui sopra tenendo
conto, di massima, dell’incidenza del traffico complessivo di ciascun
porto rispetto al traffico dell’intera portualita’ nazionale, e dei
risultati dello studio “Le autostrade del mare – Principi ed
indirizzi progettuali di riferimento” elaborato da Sviluppo Italia
S.p.a. in esecuzione del protocollo d’intesa del 14 giugno 2000;
Considerato, in particolare, che da tale documento e’ emerso che le
direttrici che risultano caratterizzate da una significativa domanda
attuale e potenziale di trasporto combinato strada-mare sono quelle
che interessano principalmente i porti di Genova, Livorno, Napoli e
Palermo nel Mar Tirreno; Trieste, Venezia, Ravenna, Ancona, Bari e
Brindisi nel Mar Adriatico; Catania nel Mar Ionio e che a tali porti
vanno aggiunti quelli non sede di autorita’ portuale di Chioggia,
importante terminali fluvio-marittimo, e di Monfalcone,
caratterizzati da una significativa quota di traffico merci e da
rilevanti connessioni viarie e ferroviarie, elementi che garantiscono
prospettive di sviluppo del trasporto combinato strade-mare;
Sentite le regioni interessate, come prescritto dall’art. 9 della
legge n. 413 del 1998;
Visto il parere favorevole, con osservazioni, reso dalla IX
commissione permanente (trasporti, poste e telecomunicazioni) della
Camera dei deputati, il 18 aprile 2001 sullo schema di riparto delle
predette risorse;
Preso atto del decorso del termine per l’emanazione del parere
della 8a commissione permanente (lavori pubblici, comunicazioni) del
Senato della Repubblica sul medesimo schema di riparto;
Ritenuto di dover accogliere l’osservazione della IX commissione
permanente (trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei
deputati, formulata nel parere reso il 18 aprile 2001;
Decreta:
Art. 1.
1. Le risorse di cui all’art. 9 della legge n. 413 del 1998,
rifinanziate dall’art. 54, comma 1, della legge n. 488 del 1999 e
dall’art. 144, comma 1, della legge n. 388 del 2000, destinate alla
realizzazione di opere infrastrutturali di ampliamento,
ammodernamento e riqualificazione dei porti comprese nei programmi
triennali adottati ai sensi dell’art. 14 della legge n. 109 del 1994
e successive modificazioni, sono ripartite secondo la tabella
allegata che costituisce parte integrante del presente decreto.
2. Al fine di sviluppare le modalita’ di trasporto combinato
strada-mare, secondo il progetto comunemente denominato “autostrade
del mare”, le autorita’ portuali di Genova, Livorno, Napoli, Palermo,
Catania, Trieste, Venezia, Ravenna, Ancona, Bari e Brindisi, nonche’
le aziende speciali dei porti di Chioggia e Monfalcone, destinano una
parte dei finanziamenti assegnati a progetti da individuare, con
carattere di priorita’, tra le seguenti categorie di interventi:
a) realizzazione di terminal per traghetti ro-ro dedicati al
trasporto delle merci, dotati di banchine, piazzali, collegamenti
stradali o ferroviari, atti a consentire la rapidita’ delle
operazioni di imbarco/sbarco e di movimentazione degli automezzi,
anche attraverso l’applicazione delle nuove tecnologie;
b) ammodernamento di terminal esistenti, che svolgono anche
traffico misto passeggeri/merci, al fine di adeguare il rapporto fra
numero di accosti ed area di piazzale operativo, di separare il
flusso degli autoveicoli da quello dei mezzi pesanti, di migliorare
la produttivita’ delle operazioni di imbarco/sbarco;
c) realizzazione, nel terminal e/o in aree portuali e/o in aree
extraportuali, previo acquisto di queste ultime, di aree di sosta
custodita per i mezzi pesanti, eventualmente dotate di strutture di
servizio per l’autotrasporto (rifornimento, officina, ristoro);
d) realizzazione di accosti/aree dedicate a traffici
specializzati (in particolare ortofrutticoli, prodotti chimici);
e) interventi per migliorare la sicurezza delle operazioni
portuali nei terminal per i traghetti (segnaletica, barriere,
illuminazione, controlli con telecamere, ecc.);
f) interventi sulla viabilita’ portuale, atti a rendere
compatibili i flussi derivanti dai trasporti combinati strada-mare
con quelli degli altri traffici portuali.
3. Ciascun tipo di intervento di cui al comma 2 deve essere
giustificato con la sussistenza, anche disgiunta, delle seguenti
condizioni:
a) esistenza di una significativa domanda attuale e potenziale di
trasporto combinato strada-mare, valutabile sia sotto il profilo dei
quantitativi trasportati/trasportabili, sia sotto il profilo della
qualita’ dei servizi offerti (frequenza, regolarita’, numero di
destinazioni nazionali/internazionali) e tale da essere soddisfatta
anche mediante interventi tesi al decongestionamento dei porti gia’
interessati dal traffico attuale, con particolare riferimento
all’alto Adriatico;
b) esistenza di intese con gli enti locali (ed, eventualmente, di
questi con il Ministero dei lavori pubblici) per la realizzazione di
interventi atti a eliminare interferenze fra traffico portuale e
traflico urbano e/o garantire fluidita’ dei trasporti fra porto e
hinterland;
c) attivazione di accordi fra porti (compresi quelli ove operano
le aziende speciali delle camere di commercio), per la realizzazione
di strutture terminalistiche tra loro coordinate, al fine di
garantire agli utenti caratteristiche fra loro compatibili sotto il
profilo della qualita’ delle infrastrutture, delle modalita’
organizzative e della produttivita’ dei servizi offerti;
d) esistenza di progetti per lo sviluppo di sistemi informatici
che:
siano compatibili con gli indirizzi di riferimento individuati
dal gruppo di lavoro del piano generale dei trasporti e della
logistica incaricato dello studio delle applicazioni informatiche e
telematiche al sistema dei trasporti;
prevedano l’integrazione nel sistema delle attivita’ che
possono essere svolte in tutte le fasi del servizio di trasporto da
origine a destinazione;
prevedano la possibilita’ di integrazione con le modalita’
applicative dei progetti realizzati dai porti con i quali vengono
svolti servizi regolari.
4. Le autorita’ portuali diverse da quelle di cui al comma 2,
nell’ambito di proprie autonome valutazioni strategiche, possono
realizzare interventi coerenti con lo sviluppo del trasporto
combinato strada-mare, cui destinare una parte dei finanziamenti
assegnati, nel rispetto dei parametri di cui ai commi 2 e 3.

Art. 2.
1. Al fine di consentire al Ministero dei trasporti e della
navigazione – Dipartimento della navigazione marittima ed interna –
Unita’ di gestione delle infrastrutture per la navigazione ed il
demanio marittimo una gestione semplificata, tempestiva ed efficiente
delle risorse, con particolare riferimento alla fase di erogazione
delle rate di ammortamento all’istituto o soggetto di cui all’art. 9
della legge n. 413 del 1998, ciascuna autorita’ portuale, nonche’ le
aziende speciali dei porti di Chioggia e Monfalcone, salvo motivate
eccezioni, contrae non piu’ di un mutuo o altra operazione
finanziaria, per ciascuno dei periodi quindicennali in cui e’
ripartito il finanziamento globale a carico dello Stato, nei limiti
delle disponibilita’ assegnate con il presente decreto.
2. Il contratto di mutuo, o altra operazione finanziaria, da
stipularsi nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale in
materia di appalti di servizi pubblici, nonche’ nel rispetto di
quanto stabilito dall’art. 45, comma 32, della legge n. 448 del 1998,
dovra’ contenere espressa indicazione che l’onere finanziario, a rate
semestrali costanti, e’ a carico dello Stato, che provvedera’ ad
erogare direttamente all’istituto le rate di ammortamento. Il
contratto, corredato dal relativo piano di ammortamento dovra’ essere
notificato, entro sessanta giorni dalla stipula, al Ministero dei
trasporti e della navigazione – Dipartimento della navigazione
marittima ed interna – Unita’ di gestione delle infrastrutture per la
navigazione ed il demanio marittimo, per i successivi adempimenti
contabili.

Art. 3.
1. Nell’ambito dei propri compiti istituzionali, il Ministero dei
trasporti e della navigazione – Dipartimento della navigazione
marittima ed interna – Unita’ di gestione delle infrastrutture per la
navigazione ed il demanio marittimo, provvede al monitoraggio degli
investimenti acquisendo da ciascuna autorita’ portuale, nonche’ dalle
aziende speciali dei porti di Chioggia e Monfalcone, il quadro
economico definitivo di ciascuna opera finanziata o cofinanziata con
le risorse di cui al presente decreto, verificando il rispetto delle
condizioni di cui all’art. 1, commi 2 e 3, nonche’, con cadenza
almeno semestrale, ogni necessaria notizia sullo stato di avanzamento
dell’esecuzione delle opere medesime.
Roma, 2 maggio 2001

Il Ministro: Bersani

Registrato alla Corte dei conti il 2 luglio 2001
Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 4, foglio n. 350

Allegato Vedere tabella allegata in formato zip

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