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DECRETO 3 settembre 2001

DECRETO 3 settembre 2001 - Modifiche ed integrazioni al decreto 26 luglio 1984 concernente classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi. (GU n. 242 del 17-10-2001)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 3 settembre 2001

Modifiche ed integrazioni al decreto 26 luglio 1984 concernente
classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai
fini della prevenzione incendi.

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570, recante nuove norme per
l’organizzazione dei servizi antincendi;
Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, concernente l’ordinamento
dei servizi antincendi e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, concernente la disciplina
delle tariffe, delle modalita’ di pagamento e dei compensi al
personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a
pagamento;
Vista la legge 7 dicembre 1984, n. 818, concernente, tra l’altro,
il nulla osta provvisorio per le attivita’ soggette ai controlli di
prevenzione incendi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, concernente il regolamento per l’espletamento dei servizi di
prevenzione e di vigilanza antincendi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37, concernente il regolamento per i procedimenti relativi alla
prevenzione incendi;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 26 giugno 1984, recante
la classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali
ai fini della prevenzione incendi;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 26 marzo 1985, recante
procedure e requisiti per l’autorizzazione e l’iscrizione di enti e
laboratori negli elenchi del Ministero dell’interno;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 14 gennaio 1985,
concernente la attribuzione della classe di reazione al fuoco zero;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 5 agosto 1991,
concernente la commercializzazione e impiego in Italia dei materiali
destinati all’edilizia legalmente riconosciuti in uno dei Paesi CEE
sulla base delle norme di reazione al fuoco;
Viste le norme UNI ISO 1182 (dicembre 1995), UNI 8456 (ottobre
1987), UNI 8457 (1987), UNI 8457/A1 (maggio 1996), UNI 9174 (ottobre
1987), UNI 9174/A1 (maggio 1996), UNI 9175 (ottobre 1987), UNI
9175/FA1 (luglio 1994), UNI 9176 (seconda edizione gennaio 1998), UNI
9177 (ottobre 1987) recanti i metodi di prova e di classificazione
per la determinazione della classe di reazione al fuoco dei
materiali;
Ritenuto necessario integrare ed armonizzare il decreto 26 giugno
1984 con le disposizioni piu’ recenti riportate in epigrafe e
recepire gli aggiornamenti tecnici apportati ai metodi di prova per
la determinazione della classe di reazione al fuoco dei materiali
dalle norme UNI citate in premessa;
Acquisito il parere favorevole del Comitato centrale
tecnico-scientifico di prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 1982, n. 577;
Espletata la procedura di informazione prevista dalla legge 21
giugno 1986, n. 317, dalla quale non sono emersi motivi di
opposizione da parte degli Stati membri della Comunita’;
Decreta:
Art. 1.
1. L’art. 2, punto 2.5 “Produttore” del decreto del Ministro
dell’interno 26 giugno 1984 e’ sostituito dal seguente:
“Fabbricante del materiale, nonche’ ogni persona che, apponendo il
proprio nome, marchio o segno distintivo sul materiale, si presenti
come produttore dello stesso. Si considera altresi’ produttore chi
importa e/o commercializza un materiale d’importazione. E’ parimenti
ritenuto produttore, il produttore estero avente sede legale
nell’Unione europea ovvero, in uno dei Paesi contraenti l’accordo
SEE.”.
2. L’art. 2, punto 2.8 “Campionatura testimone” del decreto del
Ministro dell’interno 26 giugno 1984 e’ sostituito dal seguente:
“Materiale opportunamente contrassegnato e conservato presso il
laboratorio legalmente riconosciuto dal Ministero dell’interno in
quantita’ tale da permettere l’esecuzione delle prove necessarie per
la loro classificazione.
La campionatura testimone puo’ essere eliminata dopo 5 anni dal
rilascio della certificazione di prova.”.
3. L’art. 3 “Metodi di prova” del decreto del Ministro dell’interno
26 giugno 1984 e’ sostituito dal seguente:
“I metodi di prova per la determinazione della classe di reazione
al fuoco dei materiali sono i seguenti:
UNI ISO 1182 (dicembre 1995) – Prove al fuoco – Prodotti edilizi
– Prove di non combustibilita’;
UNI 8456 (ottobre 1987) – Materiali combustibili suscettibili di
essere investiti dalla fiamma su entrambe le facce. Reazione al fuoco
mediante applicazione di una piccola fiamma;
UNI 8457 (1987) e UNI 8457/A1 (maggio 1996) Materiali
combustibili suscettibili di essere investiti dalla fiamma su una
sola faccia – Reazione al fuoco mediante applicazione di una piccola
fiamma;
UNI 9174 (ottobre 1987) e UNI 9174/A1 (maggio 1996) – Reazione al
fuoco dei materiali sottoposti all’azione di una fiamma d’innesco in
presenza di calore radiante;
UNI 9175 (ottobre 1987) e UNI 9175/FA1 (luglio 1994) – Reazione
al fuoco di mobili imbottiti sottoposti all’azione di una piccola
fiamma.
In relazione alle conclusioni alle quali perverranno gli studi, le
ricerche e le sperimentazioni in corso a livello nazionale ed
internazionale, saranno definiti i metodi di prova per la valutazione
della opacita’ e della tossicita’ dei prodotti della combustione.
I metodi di preparazione dei materiali per l’accertamento delle
caratteristiche di reazione al fuoco a seguito delle operazioni di
manutenzione sono riportati nella norma UNI 9176 (seconda edizione –
gennaio 1998).
L’elenco dei materiali di classe 0 che sono considerati tali senza
essere sottoposti a prova e’ riportato nel decreto del Ministro
dell’interno 14 gennaio 1985 “Attribuzione ad alcuni materiali della
classe di reazione al fuoco 0 (zero) prevista dall’allegato A1.1 al
decreto del Ministro dell’interno 26 giugno 1984.
Per i suddetti materiali non viene rilasciato alcun atto di
omologazione.”.
4. L’art. 5 “Classificazione dei materiali” del decreto del
Ministro dell’interno 26 giugno 1984 e’ sostituito dal seguente:
“I criteri per la determinazione della classe di reazione al fuoco
dei materiali combustibili sulla base dei risultati ottenuti dalle
prove effettuate sono riportati nelle norme UNI 9177 (ottobre 1987),
UNI 9175 (ottobre 1987) e UNI 9175/FA1 (luglio 1994).
I criteri per l’attribuzione della classe 0 di reazione al fuoco
sulla base dei risultati ottenuti dalle prove effettuate secondo la
norma UNI ISO 1182 (dicembre 1995) sono i seguenti:
l’incremento medio di temperatura della termocoppia del forno
come calcolato al punto 8.1.2 della norma UNI ISO 1182 (dicembre
1995) non deve superare i 50oC;
la durata media di fiamma persistente come calcolata al punto
8.2.2 della norma UNI ISO 1182 (dicembre 1995) non deve superare i 20
secondi;
la perdita di massa media non deve superare il 50% della massa
originale media dopo il raffreddamento.”.
5. L’art. 7 “Certificazione” del decreto del Ministro dell’interno
26 giugno 1984 e’ sostituito dal seguente:
“Il C.S.E. ed i laboratori legalmente riconosciuti dal Ministero
dell’interno in base ai requisiti stabiliti con il decreto del
Ministro dell’interno 26 marzo 1985 “Procedure e requisiti per
l’autorizzazione e l’iscrizione di enti e laboratori negli elenchi
del Ministero dell’interno di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818
provvedono alla emissione dei certificati di prova. I modelli
occorrenti per le certificazioni debbono essere conformi a quelli
predisposti dal C.S.E.”.
6. L’art. 8, punto 8.1.2 “Procedure per l’omologazione dei
materiali – Classificazione dei materiali ai fini dell’omologazione”
del decreto del Ministro dell’interno 26 giugno 1984 e’ sostituito
dal seguente:
“Qualora la classificazione per l’omologazione sia effettuata dai
laboratori legalmente riconosciuti, questi seguiranno le procedure
stabilite dal C.S.E. Detti laboratori invieranno al C.S.E.,
contestualmente al rilascio del certificato di prova al richiedente,
copia della scheda tecnica e del certificato di prova.”.
7. L’art. 8, punto 8.3 “Autorizzazione ministeriale” del decreto
del Ministro dell’interno 26 giugno 1984 e’ sostituito dal seguente:
“Il Ministero dell’interno, valutata la documentazione presentata,
provvedera’ a rilasciare, entro i termini finali previsti dal
regolamento di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto
1990, n. 241, a partire dalla data di ricevimento dell’istanza,
l’autorizzazione a riprodurre il prototipo prima della immissione del
materiale sul mercato.
L’intestatario della autorizzazione e’ responsabile civilmente e
penalmente della conformita’ della produzione al prototipo
omologato.”.
8. L’art. 11 “Accertamenti e controlli” del decreto del Ministro
dell’interno 26 giugno 1984 e’ sostituito dal seguente:
“Il Ministero dell’interno effettua a campione accertamenti e
controlli, sui materiali provvisti di marchio o dichiarazione di
conformita’ al prodotto omologato, presso le sedi di produzione e/o
deposito prima della commercializzazione.
Il numero dei campioni prelevati dovra’ essere sufficiente a
consentire l’esecuzione di tre serie delle prove stabilite per
l’ottenimento della omologazione del prototipo. Le prime due serie
saranno prese in consegna dall’organo di controllo, la terza,
debitamente punzonata sara’ conservata per un anno dal produttore.
Ai fini del prelievo per campione si intende il materiale provvisto
di marchio o dichiarazione di conformita’ al prototipo omologato. Il
C.S.E. effettua accertamenti …

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