DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 gennaio 2011 | Architetto.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 gennaio 2011

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 gennaio 2011 - Approvazione del nuovo statuto dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL). (11A04396) (GU n. 77 del 4-4-2011 )

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 gennaio 2011

Approvazione del nuovo statuto dell’Istituto per lo sviluppo della
formazione professionale dei lavoratori (ISFOL). (11A04396)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1973, n.
478, di costituzione dell’Istituto per lo sviluppo della azione
professionale dei lavoratori (ISFOL), e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, recante
disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione
della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e
tecnologica a norma dell’art. 11, comma 1, lettera d), della legge 15
marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, recante il
riordinamento degli enti pubblici nazionali a norma degli articoli 11
e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto, in particolare, l’art. 10 del citato decreto legislativo n.
419 del 1999 che include l’istituto tra gli enti di ricerca,
prevedendo inoltre che l’approvazione del relativo statuto avvenga su
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge 30
luglio 2010, n. 122, e in particolare l’articolo 7, comma 15;
Su proposta del Ministro per lavoro e delle politiche sociali,
sentito il Ministro dell’economia e delle finanze

Decreta:

Art. 1

1. E’ approvato, nel testo allegato al presente decreto, il nuovo
statuto dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale
dei lavoratori (ISFOL).
Il presente provvedimento sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 11 gennaio 2011

Il Presidente del Consiglio
dei Ministri
Berlusconi

Il Ministro del lavoro e
delle politiche sociali
Sacconi

Allegato

NUOVO STATUTO DELL’ISTITUTO PER LO SVILUPPO DELLA
FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI LAVORATORI (ISFOL)

Art. 1.

Natura

1. L’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei
lavoratori (ISFOL), istituito con decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1973, n. 478, opera nel campo della formazione
delle politiche sociali e del lavoro al fine di contribuire alla
crescita dell’occupazione, al miglioramento delle risorse umane,
all’inclusione sociale e allo sviluppo locale.
2. L’ISFOL, ente nazionale di ricerca, e’ dotato di indipendenza
di giudizio e di autonomia scientifica, metodologica, organizzativa,
amministrativa e contabile, cosi’ come stabilito nel decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 419; ha sede in Roma, ed e’
sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali ed opera a supporto delle competenze dello Stato, delle
regioni e delle province autonome nelle materie di cui al comma 1.

Art. 2.

Finalita’ e compiti

1. Per le finalita’ di cui all’art. 1 l’ISFOL:
a) svolge e promuove attivita’ di studio, ricerca,
sperimentazione, documentazione, informazione e valutazione,
consulenza ed assistenza tecnica;
b) fornisce supporto tecnico-scientifico allo Stato, alle
regioni e province autonome, alla Conferenza permanente per i
rapporti tra Stato e regioni e province autonome ed alla Conferenza
unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
c) puo’ svolgere attivita’ di consulenza tecnico-scientifica
per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per altri
Ministeri e istituzioni nazionali, pubbliche;
d) collabora con gli Istituti di ricerca e con le regioni e le
province autonome nell’ambito dei compiti e delle funzioni che esse
svolgono relativamente alle tematiche dell’art. 1, comma 1, anche
attraverso la realizzazione di attivita’, programmi e progetti da
esse affidati;
e) promuove, svolge e realizza le attivita’ previste nel
Programma nazionale per la ricerca di cui all’art. 2, comma 2, del
decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204;
f) collabora con organismi internazionali e istituzioni
comunitarie;
g) realizza specifici progetti ed iniziative sperimentali
nazionali a carattere innovativo ed esemplare;
h) cura la valorizzazione, la diffusione ed il trasferimento
dei risultati delle proprie attivita’, comprese quelle realizzate con
le collaborazioni di cui al comma 3;
i) svolge, anche attraverso propri programmi di assegnazione di
borse di studio e di ricerca, attivita’ di formazione nei corsi
universitari di dottorato di ricerca, in attuazione dell’art. 4,
comma 4, della legge 3 luglio 1998, n. 210;
l) svolge attivita’ di ricerca statistica, in quanto facente
parte, ai sensi del decreto del Ministro per le riforme istituzionali
e gli affari regionali del 31 marzo 1990, del Sistema statistico
nazionale (SISTAN) di cui all’art. 2 del decreto legislativo 6
settembre 1989, n. 322, in conformita’ alla legislazione in materia
di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento
dei dati personali.
2. Per le finalita’ e compiti di cui ai commi precedenti,
l’ISFOL, secondo criteri e modalita’ determinati con proprio
regolamento, puo’ stipulare accordi e convenzioni, partecipare o
costituire consorzi, fondazioni e societa’ con soggetti pubblici e
privati, nazionali ed internazionali, anche con partecipazione
maggioritaria.
3. L’Istituto puo’ istituire sedi operative sul territorio
nazionale per fornire, per il tempo necessario, un supporto alle
regioni, province autonome ed enti locali. A questo scopo puo’
istituire una sede decentrata in una localita’ delle regioni
dell’obiettivo 1 del fondo sociale e una nelle regioni dell’obiettivo
2. L’istituto puo’ altresi’ istituire un proprio ufficio presso
l’Unione europea per favorire l’integrazione delle proprie attivita’
con quelle svolte a livello comunitario.

Art. 3.

Organizzazione e funzionamento

1. L’ISFOL provvede a disciplinare con propri regolamenti:
a) l’organizzazione e il funzionamento degli organi e delle
strutture;
b) l’amministrazione, la finanza e la contabilita’, anche in
deroga, ove necessario, al decreto del Presidente della Repubblica 18
dicembre 1979, n. 696, ed al decreto del Presidente della Repubblica
20 aprile 1994, n. 367;
c) la dotazione organica e, nel rispetto delle disposizioni
vigenti e dei contratti collettivi nazionali di lavoro, il personale.
2. I regolamenti di cui al comma 1, lettere a) e b) sono
sottoposti all’approvazione del Ministero del lavoro e politiche
sociali che puo’ formulare rilievi motivati entro quarantacinque
giorni dalla loro ricezione. I regolamenti di cui al comma 1, lettera
c) sono approvati dal Ministero del lavoro e politiche sociali con il
concerto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento
della funzione pubblica e del Ministero dell’economia e delle
finanze, entro sessanta giorni dalla loro ricezione. Trascorsi i
termini i suindicati i regolamenti diventano esecutivi.
3. Sono altresi’ sottoposti all’approvazione del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali i documenti di programmazione
adottati sulla base degli indirizzi forniti annualmente dal Ministro
del lavoro e delle politiche sociali.

Art. 4.

Piano triennale

1. L’Istituto predispone un piano triennale di attivita’,
aggiornabile annualmente, con cui determina obiettivi, priorita’ e
risorse umane e finanziarie per l’intero periodo, tenuto conto anche
dei programmi di ricerca dell’Unione europea e delle esigenze di
coordinamento con le attivita’ di supporto e assistenza tecnica
svolte dall’Istituto.
2. Il piano e gli aggiornamenti annuali sono adottati con
delibera del consiglio di amministrazione, su proposta del direttore
sentito il comitato di consulenza scientifica, e approvati dal
Ministro del lavoro e delle politiche sociali entro quarantacinque
giorni dalla loro ricezione, decorsi i quali, senza osservazioni,
diventano esecutivi. Il piano e’ trasmesso altresi’ al Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato e al Dipartimento della funzione pubblica per
l’esame degli aspetti relativi al fabbisogno di personale nel ciclo
di programmazione e l’acquisizione del nulla osta ai fini
dell’approvazione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali.

Art. 5.

Gli organi dell’Istituto

1. Sono organi dell’ISFOL:
a) il presidente;
b) il consiglio di amministrazione;
c) il comitato di consulenza scientifica;
d) il collegio dei revisori dei conti.
2. Il compenso del presidente, nonche’ gli emolumenti e i gettoni
dei componenti del consiglio di amministrazione e del collegio dei
revisori sono determinati con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sulla base di eventuali direttive del Presidente del
Consiglio dei Ministri.

Art. 6.

Presidente

1. Il presidente, nominato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, sentite le commissioni parlamentari, dura in carica quattro
anni ed e’ rinnovabile una sola volta.
2. Il presidente ha la rappresentanza legale dell’Istituto ed
esercita le seguenti funzioni:
a) predispone, sentito il direttore generale, l’ordine del
giorno delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, disponendone
la convocazione;
b) sovrintende all’andamento dell’Istituto, assicurandone
l’unita’ d’indirizzo;
c) sovrintende ai rapporti istituzionali;
d) sottopone al Consiglio di Amministrazione, su proposta del
direttore generale, l’individuazione e la definizione degli obiettivi
da perseguire ed i programmi da realizzare, le dotazioni organiche e
il documento di programmazione triennale dei fabbisogni;
e) assicura al Ministro del lavoro e delle politiche sociali la
necessaria collaborazione nell’azione di vigilanza ministeriale,
trasmettendo le determinazioni soggette ad approvazione;
f) assicura il costante raccordo tra le funzioni esercitate
rispettivamente dal Consiglio di amministrazione e dal direttore
generale.
3. Il presidente convoca e presiede il consiglio di
amministrazione e il Comitato di partenariato sociale e
istituzionale. Provvede nelle materie e per gli atti delegati dal
consiglio di amministrazione; esercita ogni competenza non attribuita
espressamente ad altri organi dalla legge e dai regolamenti, nel
rispetto del criterio di distinzione tra indirizzo ed attivita’ di
gestione.
4. Il presidente, in caso di assenza o di temporaneo impedimento,
puo’ delegare la rappresentanza legale e le altre funzioni inerenti
al suo ufficio ad un membro del consiglio di amministrazione
designato quale vicepresidente.
5. Su specifici ambiti di attivita’ dell’Istituto coerenti con i
compiti di cui all’art. 2, il presidente puo’, qualora necessario,
costituire comitati di indirizzo aventi funzioni consultive e di
proposta. Nella costituzione di detti comitati rileva il principio
della rappresentanza del partenariato sociale ed istituzionale.

Art. 7.

Consiglio di amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione e’ organo di indirizzo e
programmazione, e’ convocato dal presidente di norma una volta al
mese. Alle sedute del consiglio di amministrazione partecipa, con
funzioni consultive, il direttore generale. Il consiglio di
amministrazione in particolare provvede a:
a) individuare e definire su proposta del Presidente, gli
obiettivi da perseguire ed i programmi da realizzare, adottando le
direttive di carattere generale per la gestione ordinaria e
straordinaria dell’ente, definendo il fabbisogno finanziario;
b) deliberare il piano triennale di attivita’ e i relativi
aggiornamenti, i bilanci di previsione e le relative note di
variazione, i conti consuntivi e le relazioni sulle attivita’ di cui
all’art. 12;
c) le proposte di modifiche statutarie e i regolamenti previsti
all’art. 3 a maggioranza semplice;
d) nominare il direttore generale e i responsabili dei
dipartimenti area di cui all’art. 10;
e) definire, nel rispetto dei criteri indicati dal decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, dal
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e dal decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 419, le linee fondamentali di organizzazione e
individua gli obiettivi della direzione generale, tenuto conto di
quanto previsto dal piano triennale;
f) verificare la rispondenza dei risultati conseguiti
nell’attivita’ amministrativa e di gestione rispetto agli indirizzi
impartiti degli indirizzi forniti, avvalendosi delle risultanze delle
attivita’ di controllo svolte dall’Organismo indipendente di
valutazione di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre
2009, n. 150;
g) nominare l’Organismo indipendente di valutazione.
2. Il consiglio dura in carica quattro anni e, tenuto conto di
quanto previsto dall’art. 13, comma 1, lettera b), del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, e’ composto dal presidente e da
quattro membri di comprovata esperienza scientifica e professionale
nei settori di attivita’ dell’ente, nominati con decreto del Ministro
del lavoro e delle politiche sociali, di cui due designati dallo
stesso Ministro del lavoro e delle politiche sociali, due della
Conferenza dei presidenti delle regioni provenienti dagli assessorati
regionali competenti nelle materie oggetto di attivita’
dell’Istituto, e uno del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca. Il voto del presidente nel caso di parita’ vale
doppio.

Art. 8.

Comitato di consulenza scientifica

1. Il comitato di consulenza scientifica e’ nominato, nel
rispetto del principio di pari opportunita’ tra uomini e donne, con
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ed e’
composto da tre membri, dei quali uno eletto dai ricercatori e dai
tecnologi dell’Istituto nel loro ambito secondo modalita’ da definire
in sede di regolamento di organizzazione e funzionamento e due scelti
tra professori universitari, ricercatori, tecnologi, esperti – anche
stranieri – di comprovata qualificazione scientifica, tutti
competenti nei settori di ricerca dell’Istituto.
2. I membri del comitato di consulenza scientifica durano in
carica quattro anni e possono essere riconfermati una sola volta.
3. Il comitato esercita le seguenti funzioni:
a) formula al direttore il parere sul piano triennale e
l’aggiornamento annuale dei piani di ricerca;
b) esprime parere obbligatorio e non vincolante sui programmi
proposti dal direttore;
c) svolge attivita’ consultiva e istruttoria su richiesta del
consiglio di amministrazione e del direttore generale.
4. Nella prima seduta il comitato nomina, nel suo ambito, un
coordinatore e adotta un regolamento per lo svolgimento della propria
attivita’.
5. Il funzionamento del Comitato di consulenza scientifica non
comporta oneri a carico del bilancio dell’ISFOL.

Art. 9.

Collegio dei revisori dei conti

1. Il collegio dei revisori dei conti e’ l’organo di controllo
della regolarita’ amministrativa e contabile dell’Istituto. I membri
del collegio sono nominati tra persone in possesso di specifica
professionalita’.
2. Il collegio dei revisori dura in carica quattro anni ed e’
nominato dal Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali. E’
composto da un presidente designato dal Ministro dell’economia e
delle finanze e da due membri effettivi, designati rispettivamente
dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dalla Conferenza
unificata di cui al decreto legislativo n. 281 del 1997, e da un
supplente designato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali
cui non e’ corrisposto alcun emolumento e che subentra nelle funzioni
in caso di morte, rinunzia o decadenza dei revisori titolari.

Art. 10.

Ordinamento dell’Istituto

1. L’ordinamento dell’ISFOL prevede l’integrazione della gestione
e delle responsabilita’ tra attivita’ di ricerca e di consulenza
tecnico-scientifica e attivita’ amministrative, ed e’ cosi’
strutturato:
a) due dipartimenti necessari al conseguimento delle finalita’
di cui all’art. 1, articolati nei seguenti ambiti di competenza:
sistemi formativi;
mercato del lavoro e delle politiche sociali.
I dipartimenti si articolano in strutture finalizzate allo
svolgimento di attivita’ tra loro omogenee;
b) uffici dirigenziali per la gestione delle risorse umane,
della comunicazione, delle risorse finanziarie e tecniche,
programmazione e controllo di gestione dell’ente in numero non
superiore a cinque.
2. L’Organismo indipendente di valutazione della performance
esercita in piena autonomia le attivita’ di cui al comma 4 dell’art.
14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 ed esercita le
attivita’ di controllo strategico di cui all’art. 6, comma 1, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, e’ nominato dal consiglio
di amministrazione, sentita la Commissione di cui all’art. 13 del
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
3. E’ istituito, secondo criteri e modalita’ stabiliti dal
Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR) di cui
all’art. 5, comma 1, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204,
un apposito Comitato incaricato della valutazione dei risultati
dell’attivita’ scientifica complessiva dell’ente con procedure
trasparenti ed esiti pubblici anche nel rispetto dell’art. 11 del
decreto legislativo n. 150/2009. La composizione e le specifiche
attivita’ del Comitato saranno definite nel regolamento di
organizzazione di cui all’art. 3, comma 1, lettera a).
4. In coerenza con gli orientamenti comunitari in materia di
sussidiarieta’ e di dialogo sociale, e’ istituito un Comitato che, in
rappresentanza del partenariato sociale ed istituzionale e senza
oneri a carico del bilancio dell’ISFOL, svolge funzioni consultive
sulle attivita’ dell’Istituto in tema di politiche del lavoro, della
formazione e di inclusione sociale. La composizione e le principali
specifiche attivita’ dovranno essere riprese nel regolamento di
organizzazione.
5. La gestione finanziaria dell’Istituto e’ sottoposta al
controllo della Corte dei conti ai sensi dell’art. 12 della legge 21
marzo 1958, n. 259.

Art. 11.

Attivita’ di gestione

1. Il direttore generale costituisce ufficio dirigenziale di
livello generale ed e’ destinatario delle direttive emanate dal
presidente e dal consiglio di amministrazione.
2. Il direttore generale e’ responsabile del coordinamento delle
attivita’ tecnico scientifiche e di gestione amministrativa
dell’Istituto. A tal fine, sovrintende all’attivita’ dei dipartimenti
e di tutti gli uffici dirigenziali e ne cura l’organizzazione,
assicurando il coordinamento tecnico scientifico, operativo e
amministrativo di tutte le articolazioni dell’ente in attuazione
degli atti di indirizzo, dei piani, dei programmi e delle direttive
generali definiti dal presidente e dal consiglio di amministrazione;
partecipa alle riunioni dello stesso con voto consultivo. Il
direttore generale adotta gli atti relativi all’organizzazione dei
dipartimenti e degli uffici di livello dirigenziale, assicura le
attivita’ di organizzazione del personale, adotta gli atti e i
provvedimenti amministrativi ed esercita i poteri di spesa rientranti
nella competenza del proprio ufficio salvo quelli esercitati dai
responsabili dei dipartimenti. Esercita i poteri di acquisizione
delle entrate dell’Istituto. E’ scelto tra esperti di elevata
qualificazione professionale, anche tra personale estraneo alla
pubblica amministrazione, in tal caso il rapporto di lavoro e’
regolato con contratto a termine di diritto privato. Se dipendente
pubblico e’ collocato fuori ruolo senza assegni. Dura in carica
quattro anni, rinnovabili una sola volta.
3. I responsabili dei dipartimenti di cui all’art. 10, comma 1,
lettera a) costituiscono uffici dirigenziali di livello generale,
sono preposti al coordinamento di attivita’ tra loro omogenee e sono
responsabili della relativa gestione operativa e amministrativa ai
sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Sono scelti tra dirigenti amministrativi o dirigenti di ricerca
nonche’ tra estranei alla pubblica amministrazione, in conformita’ a
quanto previsto dall’art. 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165.
4. Il presidente organizza riunioni periodiche con il direttore
generale e i responsabili dei dipartimenti per garantire la
collegialita’ e l’integrazione tra ruoli, funzioni e attivita’.

Art. 12.

Bilanci, relazioni e controlli

1. Il consiglio di amministrazione delibera il bilancio di
previsione entro il 31 ottobre dell’anno precedente al quale si
riferisce e il conto consuntivo entro il 30 aprile successivo alla
chiusura dell’esercizio. Il bilancio e il conto consuntivo, redatti a
norma dei regolamenti di cui all’art. 3, sono approvati dal Ministero
del lavoro e delle politiche sociali nei termini previsti dall’art. 2
del decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n. 439.

Art. 13.

Risorse finanziarie

1. Le entrate dell’Istituto sono costituite:
a) da un contributo ordinario annuo per il funzionamento e le
attivita’ di istituto, di cui al piano triennale di cui all’art. 11,
a carico dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali;
b) contributi dell’INPS e dell’INAIL finalizzato allo
svolgimento delle attivita’ di ricerca dell’ISFOL nel settore delle
politiche sociali;
c) da eventuali contributi a carico del Fondo integrativo
speciale di cui all’art. 1, comma 3, del decreto legislativo 5 giugno
1998, n. 204;
d) da eventuali assegnazioni e contributi da parte dell’Unione
europea o di altri organismi internazionali, o da parte di enti
pubblici;
e) convenzioni con soggetti pubblici e privati;
f) da ogni altra eventuale entrata connessa alle proprie
attivita’.
2. Il contributo degli enti di cui alla lettera b) e’
determinato, entro il 30 settembre di ciascun anno, con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi della legge 10
febbraio 1961, n. 66.

Art. 14.

Patrimonio e norme processuali

1. Il patrimonio dell’Istituto e’ costituito dai beni mobili e
immobili di qualunque specie che per lasciti, donazioni, acquisti e
in qualsiasi altro modo, pervengano all’Istituto.
2. In caso di scioglimento dell’Istituto il patrimonio netto
risultante dalla liquidazione sara’ devoluto ad enti aventi analoghe
finalita’.
3. L’ISFOL puo’ avvalersi della consulenza e del patrocinio
dell’Avvocatura dello Stato ai sensi dell’art. 43 del regio decreto
30 ottobre 1933, n. 1611, e successive modificazioni ed integrazioni.

Art. 15.

Incompatibilita’

1. Il presidente e i componenti del consiglio di amministrazione
e del comitato di consulenza scientifica non possono ricoprire
incarichi politici elettivi a livello comunitario, nazionale e
regionale, nonche’ di membro della giunta regionale, di presidente o
assessore alla giunta provinciale, di sindaco o assessore nei comuni
con popolazione superiore a 20.000 abitanti; il presidente e i
componenti del consiglio di amministrazione non possono inoltre
essere amministratori o dipendenti di imprese o societa’ di
produzione di beni o servizi che partecipano ad attivita’ e programmi
dell’Istituto.

Art. 16.

Norme transitorie e finali

1. Il presidente, il consiglio di amministrazione, il collegio
dei revisori dei conti in carica alla data di entrata in vigore del
presente Statuto decadono con la nomina dei nuovi organi cui si
provvede entro i successivi sessanta giorni e, durante tale periodo,
svolgono le funzioni di ordinaria amministrazione.
2. Nel caso di gravi e reiterate inadempienze relative ai piani
di attivita’ il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
dichiara decaduti gli organi e nomina un commissario straordinario
con i poteri previsti per il presidente e il consiglio di
amministrazione per la durata massima di dodici mesi, a pena di
scioglimento dell’Istituto.
3. Lo statuto dell’ISFOL, approvato, integrato e modificato con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2003,
e’ abrogato a far data dalla entrata in vigore del presente statuto.
4. Eventuali successive modifiche allo statuto sono apportate con
la stessa modalita’ procedurale seguita per l’adozione del presente
statuto.
5. Entro tre mesi dall’insediamento dei nuovi organi l’ISFOL sono
adottati, in coerenza con le disposizione del presente statuto, il
regolamento di organizzazione e funzionamento degli organi e delle
strutture e il regolamento di amministrazione, finanza e
contabilita’.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 gennaio 2011

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