Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 gennaio 1991, n. 55 | Architetto.info

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 gennaio 1991, n. 55

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 gennaio 1991, n. 55 - Dimostrazione di lavori eseguiti.

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
L’ANCE – Associazione nazionale costruttori edili, con nota n. 51
C2/V di protocollo in data 3 febbraio 2000 rappresentava l’anomalia
riscontrata nel bando di gara per la realizzazione della variante
in galleria di Monte Zucco della linea ferroviaria Treviso –
Calalzo.
Detta anomalia consisteva nella richiesta, ai fini della
qualificazione per la partecipazione alla gara, che il concorrente
avesse eseguito nell’ultimo quinquennio lavori di costruzione di
gallerie naturali con una tecnica determinata e con un importo pari
a 0,50 volte l’importo a base d’asta se il requisito veniva
dimostrato con un solo lavoro, ovvero pari a 0,60 volte lo stesso
importo, se dimostrato con due lavori.
Il consiglio dell’Autorita’, esaminato nell’adunanza del 29 marzo
2000 l’esposto in oggetto e considerate le delucidazioni fornite
dalla S.p.a. Ferrovie dello Stato richiamava alla propria
determinazione del 28 dicembre 1999, n. 15, concernente “Previsione
nei bandi dei requisiti relativi alla capacita’ tecnica e
finanziaria” secondo cui l’ente appaltante non puo’ prevedere nel
bando disposizioni maggiormente onerose rispetto a quelle previste
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 gennaio
1991, n. 55 (cosiddetto decreto sui bandi-tipo), in vigore fino
alla introduzione del nuovo sistema di qualificazione delle
imprese, nel rispetto del principio generale, affermato dalla
giurisprudenza, della omogeneita’ di comportamento delle stazioni
appaltanti in ordine alle condizioni di gara, volte a garantire la
piu’ ampia partecipazione alle gare stesse.
Con la indicata previsione del bando, si determinava, invece, una
ingiustificata restrizione del mercato, in contrasto con i principi
enunciati dall’art. 1 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni.
Si chiedevano alla S.p.a. Ferrovie dello Stato gli ulteriori
provvedimenti in ordine alla procedura in argomento.
Detta societa’ riscontrava e precisava che lo stato attuale della
procedura di gara europea era in fase avanzata, in quanto la
scadenza delle offerte era stata fissata per il giorno 10 maggio
2000; che delle sette domande di invito a partecipare alla gara
d’appalto, solo sei soggetti nazionali (sia individuali, sia
raggruppati in ATI) erano stati ritenuti idonei, in quanto in
possesso dei requisiti previsti nel bando di gara.
Nel merito affermavano che, nel bando di gara erano puntualmente
rispettate le percentuali previste dal decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 55/1991 in ordine all’importo dei lavori
eseguiti nell’ultimo quinquennio nella categoria prevalente e che
il richiesto requisito tecnico relativo ai 5.400 ml di galleria
eseguiti a fronte dei 2.700 ml previsti nel bando, “serve
unicamente a definire ed accertare l’esperienza maturata
nell’attivita’ di scavo di tipo innovativo ………. appena
sufficiente a garantire, considerate le caratteristiche geologico-
ambientali della zona, adeguata esperienza in riferimento alla
particolare natura degli stessi”.
***
Va premesso che il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 10 gennaio 1991, n. 55, recante disposizioni per garantire
omogeneita’ di comportamenti delle stazioni committenti,
relativamente ai contenuti dei bandi, avvisi di gara e capitolati
speciali, nonche’ disposizioni per la qualificazione dei soggetti
partecipanti alle gare per l’esecuzione di opere pubbliche,
all’art. 6, comma 1, lettera d), relativo agli appalti di importo
pari o superiore ai cinque milioni di ecu ed inferiore ai
trentacinque milioni di ecu, prevede che debba essere dimostrato di
avere eseguito nell’ultimo quinquennio, uno o due lavori nella
categoria prevalente o nelle categorie d’iscrizione previste nel
bando in misura variabile tra 0,40 e 0,50 volte quello a base
d’asta qualora comprovato con un solo lavoro o nella misura
variabile tra 0,50 e 0,60 volte l’importo a base d’asta qualora
comprovato con due lavori.
Il comma 4 dello stesso art. 6 stabilisce altresi’ che il requisito
concernente l’attrezzatura, i mezzi d’opera e l’equipaggiamento
tecnico e’ dimostrato mediante dichiarazione dell’interessato circa
la proprieta’ o l’effettiva disponibilita’ di essi, in relazione
alle caratteristiche dei lavori da realizzare. Non e’ consentito
richiedere attrezzature, mezzi d’opera ed equipaggiamenti tecnici
che abbiano l’effetto di favorire determinate imprese o di
eliminarne altre. Infine il comma 6 prevede che “le amministrazioni
committenti non possono richiedere ai concorrenti la dimostrazione
della capacita’ economica e finanziaria e capacita’ tecnica con
modalita’ diverse da quelle previste dal presente articolo”.
In base alle indicate disposizioni puo’ prescindersi dal
riferimento operato dall’ANCE che correla criticamente il requisito
quantitativo richiesto dei 5.400 ml di galleria (doppio rispetto
alla quantita’ prevista nel bando), con l’importo complessivo dei
lavori eseguiti nell’ultimo quinquennio.
Per quanto riguarda, invece, le referenze tecniche richieste dalle
Ferrovie dello Stato le disposizioni del bando si pongono in
contrasto con il comma 6 dell’art. 6 sopra citato, secondo cui i
requisiti da richiedere ai concorrenti ai fini della partecipazione
a gare d’appalto, relativi alla capacita’ tecnica-economica e
finanziaria, non possono assolutamente discostarsi da quelli
tassativamente fissati dalla norma di cui trattasi.
Va messo in rilievo che la capacita’ tecnica dell’imprenditore e’
provata dalla esecuzione a regola d’arte dei lavori e
principalmente dall’importo degli stessi eseguiti nell’ultimo
quinquennio senza che abbiano rilievo le caratteristiche e le
modalita’ di esecuzione dei lavori. La richiesta, quindi, del
requisito di aver eseguito una quantita’ di lavori non inferiore ad
un certo valore non e’ basata su alcun elemento significativo, in
quanto nulla cambia in relazione alle modalita’ di esecuzione
dell’opera, se un tratto di galleria si estende oltre una certa
lunghezza, trattandosi di categorie di lavoro analoghe e ripetitive
di quelle precedentemente eseguite.
Inoltre, costituisce ulteriore e non previsto requisito, quello
concernente la disponibilita’ dell’attrezzatura e dei mezzi d’opera
necessari per l’ esecuzione dei lavori, nella fattispecie la
disponibilita’ della macchina per l’esecuzione dello scavo
meccanizzato, richiamata specificatamente nel bando. Cio’ in quanto
la scelta delle modalita’ di esecuzione non e’ fatto che assume
rilievo in sede di gara e richiederlo puo’ avere effetti negativi
sul principio comunitario della concorrenza e dell’accesso agli
appalti.
Ai fini della tutela sostanziale degli interessi
dell’amministrazione possono soccorrere prescrizioni progettuali di
capitolato speciale che impongano all’aggiudicatario le necessarie,
particolari modalita’ di esecuzioni, ivi compreso l’uso di
apparecchiature speciali.
Roma, 14 giugno 2000
Il presidente: Garri

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