DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 marzo 2001, n.197 | Architetto.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 marzo 2001, n.197

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 marzo 2001, n.197 - Regolamento di attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di termini, partecipazione e responsabilita' del procedimento amministrativo. (GU n. 121 del 26-5-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 marzo 2001, n.197
Regolamento di attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, in
materia di termini, partecipazione e
responsabilita’ del procedimento amministrativo.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio 1991,
n. 85;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1993, n.
106;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 agosto
1995;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80;
Considerato il parere del Consiglio di Stato prot. n. 209/99 del
24 settembre 1999, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti
normativi nell’adunanza del 20 settembre 1999;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 maggio
2000 di delega di funzioni per i Servizi tecnici nazionali, ad
esclusione del Servizio sismico nazionale e del Servizio nazionale
dighe, al Ministro dell’ambiente on. Willer Bordon;

A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.

Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento si applica ai procedimenti
amministrativi, sia ad iniziativa di parte sia promossi d’ufficio, di
competenza degli uffici del Dipartimento per i servizi tecnici
nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ufficio Affari
Amministrativi, Servizio Geologico Nazionale, Servizio Idrografico e
Mareografico Nazionale e relative sedi periferiche) che verranno
tutti di seguito indicati con il termine “Dipartimento”.
2. I procedimenti di competenza del Dipartimento devono concludersi
con un provvedimento espresso nel termine stabilito, per ciascun
procedimento, nelle tabelle allegate per ciascun Servizio o Ufficio,
che costituiscono parte integrante del presente regolamento e che
contengono, altresi’, l’indicazione dell’organo, dell’ufficio
competente e della fonte normativa. In caso di mancata inclusione del
procedimento nelle tabelle allegate, lo stesso si concludera’ nel
termine previsto da altra fonte legislativa o regolamentare o, in
mancanza, nel termine di trenta giorni di cui all’articolo 2, comma
3, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo,
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Nota al titolo:
– La legge 7 agosto 1990, n. 241, recante “Nuove norme
in materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi” e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 1990.
Note alle premesse:
– Per il titolo della legge 7 agosto 1990, n. 241, si
veda nella nota al titolo.
– Si riporta il testo del comma 3, dell’art. 17, della
legge n. 400/1988 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione”.
– La legge 18 maggio 1989, n. 183, recante “Norme per
il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del
suolo” e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del
25 maggio 1989, supplemento ordinario
– Il decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio
1991, n. 85, recante: “Regolamento concernente la
riorganizzazione ed il potenziamento dei servizi tecnici
nazionali geologico, idrografico e mareografico, sismico e
dighe nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, ai sensi dell’art. 9 della legge 18 maggio 1989,
n. 183”, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del
18 marzo 1991.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile
1993, n. 106, recante: “Regolamento concernente la
riorganizzazione ed il potenziamento dei servizi tecnici
nazionali nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, ai sensi dell’art. 9 della legge 18 maggio 1989,
n. 183”, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del
10 aprile 1993.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
3 agosto 1995, recante: “Rideterminazione delle dotazioni
organiche delle qualifiche dirigenziali e funzionali dei
servizi tecnici nazionali della Presidenza del Consiglio
dei Ministri”, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
245 del 19 ottobre 1995.
– Il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, reca:
” Razionalizzazione dell’organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in
materia di pubblico impiego, a norma dell’art. 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 421″.
– Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, reca:
“Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di
rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di
giurisdizione nelle controversie di lavoro e di
giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione
dell’art. 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59”.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
8 maggio 2000, recante: “Delega di funzioni del Presidente
del Consiglio dei Ministri in materia di servizi tecnici
nazionali al Ministro dell’ambiente on. Willer Bordon”, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 114 del 18 maggio
2000.
Nota all’art. 1:
– Si riporta il testo dell’art. 2 della citata legge n.
241/1990:
“Art. 2. – 1. Ove il procedimento consegua
obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere
iniziato d’ufficio, la pubblica amministrazione ha il
dovere di concluderlo mediante l’adozione di un
provvedimento espresso.
2. Le pubbliche amministrazioni determinano per ciascun
tipo di procedimento, in quanto non sia gia’ direttamente
disposto per legge o per regolamento, il termine entro cui
esso deve concludersi. Tale termine decorre dall’inizio di
ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda se
il procedimento e’ ad iniziativa di parte.
3. Qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano
ai sensi del comma 2, il termine e’ di trenta giorni.
4. Le determinazioni adottate ai sensi del comma 2,
sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli
ordinamenti”.

Art. 2.
Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti d’ufficio
1. Per i procedimenti d’ufficio il termine decorre dalla data in
cui il Dipartimento abbia formale e documentata notizia del fatto da
cui sorge l’obbligo di provvedere.
2. Qualora l’atto propulsivo promani da organo o ufficio di altra
amministrazione, il termine decorre dalla data di ricevimento, da
parte del competente ufficio del Dipartimento, della richiesta o
della proposta.

Art. 3.
Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti ad iniziativa di
parte
1. Per i procedimenti ad iniziativa di parte, il termine iniziale
decorre dalla data di ricevimento della domanda o istanza.
2. La domanda o istanza deve essere redatta nelle forme e nei modi
stabiliti dal Dipartimento, ove determinati e portati ad idonea
conoscenza degli amministrati, e deve essere corredata dalla prevista
documentazione, dalla quale risulti la sussistenza dei requisiti e
delle condizioni richiesti da legge o da regolamento per l’adozione
del provvedimento.
3. All’atto della presentazione della domanda e’ rilasciata
all’interessato una ricevuta, contenente, ove possibile, le
indicazioni di cui all’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Tali indicazioni sono comunque fornite all’atto della comunicazione
dell’avvio del procedimento di cui all’articolo 7 della citata legge
n. 241 e all’articolo 4 del presente regolamento. Per le domande o
istanze inviate a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata
con avviso di ricevimento, la ricevuta e’ costituita dell’avviso
stesso.
4. Ove la domanda dell’interessato sia ritenuta irregolare o
incompleta, il responsabile del procedimento ne da’ comunicazione al
richiedente entro sessanta giorni, indicando le cause di
irregolarita’ o dell’incompletezza. In questi casi il termine
iniziale decorre dal ricevimento della domanda regolarizzata o
completata.
5. Restano salvi la facolta’ di autocertificazione e il dovere di
procedere agli accertamenti d’ufficio, previsti rispettivamente dagli
articoli 2 e 10 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, nonche’ dal
disposto di cui all’articolo 18, commi 2 e 3, della legge 7 agosto
1990, n. 241.

Note all’art. 3:
– Si riporta il testo degli articoli 8 e 7 della citata
legge n. 241/1990:
“Art. 8. – 1. L’amministrazione provvede a dare notizia
dell’avvio del procedimento mediante comunicazione
personale.
2. Nella comunicazione debbono essere indicati:
a) l’amministrazione competente;
b) l’oggetto del procedimento promosso;
c) l’ufficio e la persona responsabile del
procedimento;
d) l’ufficio in cui si puo’ prendere visione degli
atti.
3. Qualora per il numero dei destinatari la
comunicazione personale non sia possibile o risulti
particolarmente gravosa, l’amministrazione provvede a
rendere noti gli elementi di cui al comma 2, mediante forme
di pubblicita’ idonee di volta in volta stabilite
dall’amministrazione medesima.
4. L’omissione di taluna delle comunicazioni prescritte
puo’ essere fatta valere solo dal soggetto nel cui
interesse la comunicazione e’ prevista”.
“Art. 7. – 1. Ove non sussistano ragioni di impedimento
derivanti da particolari esigenze di celerita’ del
procedimento, l’avvio del procedimento stesso e’
comunicato, con le modalita’ previste dall’art. 8, ai
soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale e’
destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per
legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le
ragioni di impedimento predette, qualora da un
provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti
individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi
diretti destinatari, l’amministrazione e’ tenuta a fornire
loro, con le stesse modalita’, notizia dell’inizio del
procedimento.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, resta salva la
facolta’ dell’amministrazione di adottare, anche prima
della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo
comma 1, provvedimenti cautelari”.
– La legge 4 gennaio 1968, n. 15, abrogata dal testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia di documentazione amministrativa, recava: “Norme
sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione
delle firme” ed e’ stata pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 27 gennaio 1968, n. 23.
– Si riporta il testo dell’art. 18, commi 2 e 3, della
citata legge n. 241/1990:
“Art. 18. – 1. (Omissis).
2. Qualora l’interessato dichiari che fatti, stati e
qualita’ sono attestati in documenti gia’ in possesso della
stessa amministrazione procedente o di altra pubblica
amministrazione, il responsabile del procedimento provvede
d’ufficio all’acquisizione dei documenti stessi o di copia
di essi.
3. Parimenti sono accertati d’ufficio dal responsabile
del procedimento i fatti, gli stati e le qualita’ che la
stessa amministrazione procedente o altra pubblica
amministrazione e’ tenuta a certificare”.

Art. 4.
Comunicazione dell’inizio del procedimento
1. Salvo che non sussistano ragioni di celerita’ connesse con
documentate e motivate situazioni di emergenza, il responsabile del
procedimento promosso d’ufficio da’ comunicazione dell’inizio del
procedimento stesso ai soggetti nei confronti dei quali il
provvedimento finale e’ destinato a produrre effetti, ai soggetti la
cui partecipazione al procedimento sia prevista da legge o da
regolamento, nonche’ ai soggetti individuati o facilmente
individuabili, ai quali dal provvedimento possa derivare pregiudizio.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono resi edotti dell’avvio del
procedimento mediante comunicazione personale contenente le
indicazioni di cui all’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Qualora per il numero dei destinatari, la comunicazione personale
risulti, per tutti o per alcuni di essi, impossibile o
particolarmente gravosa, nonche’ nei casi in cui vi siano particolari
esigenze di celerita’, il responsabile del procedimento procede ai
sensi dell’articolo 8, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241,
mediante forme di pubblicita’ da attuarsi con la pubblicazione e
l’affissione di apposito atto, indicante le ragioni che giustificano
la deroga, rispettivamente nell’albo del Dipartimento e nel
Bollettino ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
3. L’omissione, il ritardo o l’incompletezza della comunicazione
puo’ essere fatta valere anche nel corso del procedimento solo dai
soggetti che abbiano titolo alla comunicazione, mediante segnalazione
scritta al responsabile del procedimento, il quale e’ tenuto a
fornire, entro dieci giorni, i motivi della mancata comunicazione o a
dare comunicazione e fornire indicazioni atte a consentirne la
partecipazione nel procedimento.
4. Resta fermo quanto stabilito dall’articolo 3 in ordine alla
decorrenza del termine iniziale del procedimento.

Nota all’art. 4:
– Per il testo dell’art. 8 della legge n. 241/1990, si
rimanda alle note all’art. 3.

Art. 5.
Partecipazione al procedimento
1. Ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera a), della legge
7 agosto 1990, n. 241, presso l’ufficio delle relazioni con il
pubblico del Dipartimento sono rese note, mediante affissione in
appositi albi o con altre idonee forme di pubblicita’, le modalita’
per prendere visione degli atti del procedimento.
2. Ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera b), della medesima
legge n. 241/1990, coloro che hanno titolo a prendere parte al
procedimento possono presentare memorie scritte e documenti entro un
termine pari a due terzi di quello fissato per la durata del
procedimento, sempre che il procedimento stesso non sia gia’
concluso. La presentazione di memorie e documenti entro il detto
termine non puo’ comunque determinare lo spostamento del termine
finale.
3. Fino a quando non verra’ istituito l’ufficio per le relazioni
con il pubblico, i compiti previsti nei commi precedenti sono svolti
dai singoli servizi ed uffici del Dipartimento.

Nota all’art. 5:
– Si riporta il testo dell’art. 10 della citata legge
n. 241/1990:
“Art. 10. – 1. I soggetti di cui all’art. 7 e quelli
intervenuti ai sensi dell’art. 9, hanno diritto:
a) di prendere visione degli atti del procedimento,
salvo quanto previsto dall’art. 24;
b) di presentare memorie scritte e documenti, che
l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano
pertinenti all’oggetto del procedimento”.

Art. 6.
Termine finale del procedimento
1. I termini di tempo per la conclusione dei procedimenti si
riferiscono alla data di adozione del provvedimento finale ovvero,
nel caso di provvedimenti recettizi, alla data in cui il destinatario
ne riceve comunicazione, salvo disguidi non imputabili
all’amministrazione.
2. I tempi di cui al comma 1 costituiscono termini massimi; la loro
scadenza non esonera comunque il Dipartimento dall’obbligo di
provvedere con ogni sollecitudine, fatta salva ogni altra conseguenza
dell’inosservanza del termine.
3. Nei casi in cui il controllo sugli atti del Dipartimento abbia
carattere preventivo, il periodo di tempo relativo alla fase di
integrazione dell’efficacia del provvedimento non e’ computato ai
fini del termine di conclusione del procedimento. In calce al
provvedimento soggetto a controllo il responsabile del procedimento
indica l’organo competente al controllo medesimo e i termini, ove
previsti, entro cui lo stesso deve essere esercitato.
4. Ove non sia diversamente disposto, per i procedimenti di
modifica dei provvedimenti gia’ emanati si applicano gli stessi
termini finali indicati per il procedimento principale.
5. Nei casi in cui la legge o regolamento ricolleghino effetti
provvedimentali all’inerzia dell’amministrazione, la durata dei
relativi procedimenti e’ pari a quella stabilita per la formazione
del silenzio-assenso o del silenzio-rifiuto. Quando la legge
stabilisca nuovi casi o nuovi termini di silenzio-assenso o di
silenzio-rifiuto, i termini indicati nelle tabelle allegate si
intendono integrati o modificati in conformita’.

Art. 7.
Acquisizione obbligatoria di pareri e di valutazioni tecniche di
organi od enti appositi
1. Ove debba essere obbligatoriamente sentito un organo consultivo
e il parere non intervenga entro il termine stabilito dalla legge o
da regolamento oppure entro i termini previsti in via suppletiva
dall’articolo 16, commi 1 e 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, il
Dipartimento puo’ procedere indipendentemente dall’acquisizione del
parere. Il responsabile del procedimento, ove ritenga di non
avvalersi di tale facolta’, partecipa al predetto Organo e agli
interessati la determinazione esplicitando i motivi ed indicando un
nuovo termine, che non puo’ comunque essere superiore ad ulteriori
quarantacinque giorni. Tale ulteriore termine non viene computato, ai
fini della determinazione del termine finale del procedimento.
2. Ove per disposizione di legge o di regolamento l’adozione di un
provvedimento debba essere preceduta dall’acquisizione di valutazioni
tecniche di organi od enti appositi e questi non provvedano e non
rappresentino esigenze istruttorie ai sensi e nei termini di cui
all’articolo 17, commi 1 e 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, il
responsabile del procedimento chiede le suddette valutazioni tecniche
agli organismi di cui al comma 1 del suindicato articolo 17, e
partecipa agli interessati l’intervenuta richiesta. In tali casi, per
il periodo di sei mesi dall’entrata in vigore del presente
Regolamento, il tempo occorrente per l’acquisizione delle valutazioni
tecniche richieste in via sostitutiva non viene computato ai fini del
termine finale del procedimento. Entro il predetto termine di sei
mesi il Ministro delegato per i Servizi tecnici nazionali individua,
in via generale, di intesa con gli organi, amministrazioni o enti
pubblici istituzionalmente competenti, gli altri soggetti che siano
dotati di qualificazione e capacita’ tecnica equipollenti rispetto
agli organi ordinari, ai quali sia possibile richiedere in via
sostitutiva le valutazioni tecniche, stabilendo i termini entro i
quali le stesse devono essere rese.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato
per i Servizi tecnici nazionali provvede, ove occorra, ad apportare,
con la prescritta forma regolamentare, le conseguenti modifiche ai
termini finali stabiliti nelle tabelle allegate al presente
Regolamento. Fino a quando non si sara’ provveduto in via generale
nei modi suindicati, il responsabile del procedimento provvedera’ di
volta in volta ad individuare gli organi od i soggetti ai quali
richiedere in via sostitutiva le valutazioni tecniche.

Note all’art. 7:
– Si riporta il testo degli articoli 16 e 17 della
citata legge n. 241/1990:
“Art. 16. – 1. Gli organi consultivi delle pubbliche
amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono tenuti a rendere i
pareri ad essi obbligatoriamente richiesti entro
quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta.
Qualora siano richiesti di pareri facoltativi, sono tenuti
a dare immediata comunicazione alle amministrazioni
richiedenti del termine entro il quale il parere sara’
reso.
2. In caso di decorrenza del termine senza che sia
stato comunicato il parere o senza che l’organo adito abbia
rappresentato esigenze istruttorie, e’ in facolta’
dell’amministrazione richiedente di procedere
indipendentemente dall’acquisizione del parere.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, non si
applicano in caso di pareri che debbano essere rilasciati
da amministrazioni preposte alla tutela ambientale,
paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini.
4. Nel caso in cui l’organo adito abbia rappresentato
esigenze istruttorie il termine di cui al comma 1, puo’
essere interrotto per una sola volta e il parere deve
essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla
ricezione degli elementi istruttori da parte delle
amministrazioni interessate.
5. Qualora il parere sia favorevole, senza
osservazioni, il dispositivo e’ comunicato telegraficamente
o con mezzi telematici.
6. Gli organi consultivi dello Stato predispongono
procedure di particolare urgenza per l’adozione dei pareri
loro richiesti”.
“Art. 17. – 1. Ove per disposizione espressa di legge o
di regolamento sia previsto che per l’adozione di un
provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le
valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali
organi ed enti non provvedano o non rappresentino esigenze
istruttorie di competenza dell’amministrazione procedente
nei termini prefissati dalla disposizione stessa o, in
mancanza, entro novanta giorni dal ricevimento della
richiesta, il responsabile del procedimento deve chiedere
le suddette valutazioni tecniche ad altri organi
dell’amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano
dotati di qualificazione e capacita’ tecnica equipollenti,
ovvero ad istituti universitari.
2. La disposizione di cui al comma 1, non si applica in
caso di valutazioni che debbano essere prodotte da
amministrazioni preposte alla tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini.
3. Nel caso in cui l’ente od organo adito abbia
rappresentato esigenze istruttorie all’amministrazione
procedente, si applica quanto previsto dal comma 4
dell’art. 16”.

Art. 8.
Parere facoltativo del Consiglio di Stato
1. Quando, fuori dei casi di parere obbligatorio, si ritiene per
questioni di particolare importanza e complessita’ di dover
promuovere la richiesta di parere in via facoltativa al Consiglio di
Stato, il responsabile del procedimento partecipa la determinazione
dell’amministrazione agli interessati, indicandone adeguatamente le
ragioni. In tal caso, il periodo di tempo occorrente per
l’acquisizione del parere, dalla richiesta alla sua ricezione, non e’
computato nel termine finale del procedimento, ove il parere medesimo
sia reso nei termini di cui all’articolo 16, commi 1 e 4, della legge
7 agosto 1990, n. 241.
2. L’acquisizione in via facoltativa di pareri e valutazioni
tecniche di organi, amministrazioni o enti, al di fuori del caso di
cui al comma 1, ha luogo con l’osservanza del termine finale del
procedimento.

Nota all’art. 8:
– Per il testo dei commi 1 e 4 dell’art. 16 della legge
n. 241/1990 si rimanda alle note all’art. 7.

Art. 9.
Responsabile del procedimento
1. Salvo che non sia diversamente disposto, il responsabile del
procedimento e’ il dirigente o funzionario preposto all’unita’
organizzativa competente alla trattazione del tipo di procedimento,
come individuata nelle tabelle allegate al presente decreto.
2. Il dirigente o funzionario preposto all’unita’ organizzativa
puo’ designare responsabile di un singolo procedimento altro
funzionario assegnato all’unita’. In caso di assenza o di temporaneo
impedimento di quest’ultimo, il dirigente o funzionario preposto
all’unita’ organizzativa riassume, senza soluzione di continuita’, la
responsabilita’ del procedimento, salva ulteriore assegnazione ad
altro funzionario.
3. Il responsabile del procedimento esercita le attribuzioni
contemplate dall’articolo 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e dal
presente Regolamento e svolge tutti gli altri compiti indicati nelle
disposizioni organizzative e di servizio, nonche’ quelli attinenti
all’applicazione della legge 4 agosto 1968, n. 15.

Note all’art. 9:
– Si riporta il testo dell’art. 6 della citata legge n.
241/1990:
“Art. 6. – 1. Il responsabile del procedimento:
a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di
ammissibilita’, i requisiti di legittimazione ed i
presupposti che siano rilevanti per l’emanazione di
provvedimento;
b) accerta di ufficio i fatti, disponendo il
compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni
misura per l’adeguato e sollecito svolgimento
dell’istruttoria. In particolare, puo chiedere il rilascio
di’ dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze
erronee o incomplete e puo’ esperire accertamenti tecnici
ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;
c) propone l’indizione o, avendone la competenza,
indice le conferenze di servizi di cui all’art. 14;
d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le
modificazioni previste dalle leggi e’ dai regolamenti;
e) adotta, ove ne abbia la competenza, il
provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all’organo
competente per l’adozione”.
– Per i riferimenti della legge 4 gennaio 1968, n. 15,
si veda nelle note all’art. 3.

Art. 10.
Integrazione e modificazione del presente regolamento
1. Entro due anni dall’entrata in vigore del presente Regolamento,
e successivamente ogni tre anni, il Dipartimento verifica lo stato di
attuazione della normativa emanata ed apporta, nelle prescritte forme
regolamentari, le modificazioni ritenute necessarie.

Art. 11.
Pubblicita’ aggiuntiva
1. Il presente Regolamento, oltre che pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, e’ reso pubblico mediante
ulteriori forme e modalita’ stabilite nel rispetto della normativa
vigente. Le stesse forme e modalita’ sono utilizzate per le
successive modifiche ed integrazioni.
2. L’Ufficio per le relazioni con il pubblico del Dipartimento
tiene a disposizione di chiunque vi abbia interesse appositi elenchi
recanti l’indicazione delle unita’ organizzative responsabili
dell’istruttoria e del procedimento nonche’ del provvedimento finale,
in relazione a ciascun tipo di procedimento amministrativo.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 5 marzo 2001
Il Ministro delegato: Bordon

Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 14 maggio 2001
Ministeri istituzionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n. 5, foglio n. 102

Tabelle

DIPARTIMENTO PER I SERVIZI TECNICI NAZIONALI
UFFICIO AFFARI AMMINISTRATIVI
Tabella

DIPARTIMENTO PER I SERVIZI TECNICI NAZIONALI
SERVIZIO GEOLOGICO NAZIONALE
Tabella

DIPARTIMENTO PER I SERVIZI TECNICI NAZIONALI
SERVIZIO IDROGRAFICO E MAREOGRAFICO NAZIONALE
Tabella

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 marzo 2001, n.197

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