DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2002 | Architetto.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2002

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2002 - Disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico, nonche' delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione. (GU n. 60 del 12-3-2002)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2002

Disciplina delle caratteristiche merceologiche dei
combustibili
aventi rilevanza ai fini dell’inquinamento atmosferico,
nonche’ delle
caratteristiche tecnologiche degli impianti di
combustione.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

su proposta del

MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL
TERRITORIO
di concerto con

IL MINISTRO DELLA SALUTE
e sentito

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Visto l’art.
2, comma 1, lettere b) e c), comma 2 e comma 3, della
legge 8 luglio
1986, n. 349;
Visto l’art. 16 del decreto del Presidente della
Repubblica 24
maggio 1988, n. 203;
Visto il decreto-legge 7 marzo
2002, n. 22, recante: “Disposizioni
urgenti per l’individuazione
della disciplina relativa
all’utilizzazione del coke da
petrolio (pet-coke) negli impianti di
combustione”;
Visto il
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
conferimento
di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni e
agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15
marzo 1997,
n. 59, e in particolare l’art. 83, comma 1, lettera g),
relativo
alla “Determinazione delle caratteristiche merceologiche,
aventi
rilievo ai fini dell’inquinamento atmosferico,
dei
combustibili e dei carburanti, nonche’ alla fissazione dei limiti
del
tenore di sostanze inquinanti in essi presenti”;
Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1970,
n. 1391,
“Regolamento per l’esecuzione della legge 13 luglio 1966, n.
615,
recante provvedimenti contro l’inquinamento
atmosferico,
limitatamente al settore degli impianti termici”;
Visto
il decreto del Ministro dell’ambiente 8 maggio
1989,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio
1989,
recante limitazione delle emissioni nell’atmosfera di
taluni
inquinanti originati dai grandi impianti di combustione;

Visto il decreto del Ministro dell’ambiente del 12 luglio
1990,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale
n. 174
del 30 luglio 1990, recante linee guida per il contenimento
delle
emissioni inquinanti degli impianti industriali e la
fissazione dei
valori minimi di emissione;
Vista la legge 9 gennaio
1991, n. 10;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente 20
maggio 1991,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31
maggio 1991, che
fissa i “Criteri per l’elaborazione dei piani
regionali per il
risanamento della qualita’ dell’aria”;
Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1991,
pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 27 luglio 1991,
recante
modifiche dell’atto di indirizzo e coordinamento in materia
di
emissioni poco significative e di attivita’ a ridotto
inquinamento
atmosferico, emanato con decreto del Presidente del
Consiglio dei
Ministri in data 21 luglio 1989;
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412, “Regolamento
recante norme per la progettazione,
l’installazione,
l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici
degli edifici ai
fini del contenimento dei consumi di energia” e sue
modifiche ed
integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica
del 18 aprile
1994, n. 420, “Regolamento recante semplificazione delle
procedure di
concessione per l’installazione di impianti di
lavorazione o di
deposito di oli minerali”;
Visto il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 2
ottobre 1995, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 25
novembre 1995, recante
disciplina delle caratteristiche merceologiche
dei combustibili
aventi rilevanza ai fini dell’inquinamento
atmosferico nonche’
delle caratteristiche tecnologiche degli impianti
di combustione;

Visto il decreto ministeriale del 22 maggio 1998, n. 219, che
fissa
“Modalita’ di applicazione del trattamento agevolato per il
biodiesel
e criteri di ripartizione del contingente agevolato”;

Visto il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372
“Attuazione
della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e
riduzione integrate
dell’inquinamento”;
Visto il decreto
direttoriale del Dipartimento delle dogane e delle
imposte indirette
del Ministero delle finanze del 20 marzo 2000,
pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2000, recante
caratteristiche
tecniche delle emulsioni di olio da gas ed olio
combustibile
denso con acqua, destinate alla trazione ed alla
combustione;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio 7 settembre
2001,
recante recepimento della direttiva 99/32/CE, relativa alla
riduzione
del tenore di zolfo in alcuni combustibili liquidi;

Considerata l’opportunita’ di aggiornare ed integrare il
citato
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2
ottobre 1995
al fine di assicurare una maggiore protezione
dell’ambiente e della
salute umana;
Sentita la Commissione
interministeriale di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 1995;
Vista la deliberazione
del CIPE del 19 novembre 1998, recante linee
guida per le politiche
e misure nazionali di riduzione delle
emissioni dei gas serra;

Espletata la procedura di informazione di cui alla
direttiva
98/34/CE, che codifica la procedura istituita con la
direttiva
83/189/CEE;
Sentito il parere della Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie
locali, unificata con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, ai
sensi dell’art. 9 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
espresso nella seduta del 28
febbraio 2002;
Decreta:

Art. 1.
Ambito di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce le caratteristiche
merceologiche
dei combustibili aventi rilevanza ai fini
dell’inquinamento
atmosferico nonche’ le caratteristiche tecnologiche
degli impianti di
combustione.
2. Sono fatte salve le competenze
delle regioni a statuto speciale
e delle province autonome di Trento
e di Bolzano, che provvedono in
conformita’ ai rispettivi
statuti e alle relative norme di
attuazione.

Art. 2.
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) combustibili
per uso industriale: combustibili utilizzati
negli impianti
disciplinati dal decreto del Presidente della
Repubblica 24
maggio 1988, n. 203, nonche’ quelli utilizzati nelle
attivita’ di cui
agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 25
luglio 1991, ovvero negli impianti indicati nel punto 3
del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 luglio 1989;
b)
combustibili per usi civili: combustibili utilizzati
negli
impianti termici non inseriti in un ciclo di produzione
industriale;
c) luogo di produzione di uno o piu’
combustibili: area
delimitata in cui sono localizzati uno o piu’
impianti destinati alla
produzione di detti combustibili;
d)
potenza termica nominale dell’impianto di
combustione:
prodotto del potere calorifico inferiore del
combustibile utilizzato
e della portata di combustibile bruciato
al singolo focolare
dell’impianto di combustione, cosi’ come
dichiarata dal costruttore,
espressa in Watt termici o suoi multipli.
Per focolare si intende la
parte di un impianto termico nella quale
brucia il combustibile. Ogni
focolare costituisce un’unita’
termica. Ai soli fini della
definizione dei valori limite di
emissione e dell’applicabilita’
dell’art. 2, comma 1 del decreto del
Presidente della Repubblica 25
luglio 1991, la potenza termica
nominale da considerare e’ la somma
delle potenze termiche nominali
dei singoli focolari, salvo diverse
valutazioni dell’autorita’
competente al rilascio
dell’autorizzazione.
2. Sono in
ogni caso compresi fra gli impianti di cui al comma 1,
lettera b),
quelli aventi le seguenti destinazioni d’uso:
a) riscaldamento o
climatizzazione di ambienti;
b) riscaldamento di acqua calda per
utenze civili;
c) cucine, lavaggio stoviglie, sterilizzazione
e disinfezione
mediche;
d) lavaggio biancheria e simili;
e)
forni da pane;
f) mense ed altri pubblici esercizi destinati
ad attivita’ di
ristorazione.

Titolo I
Combustibili e
caratteristiche tecnologichedegli impianti di combustione per uso
industriale
Art. 3.

Combustibili consentiti
1. Salvo quanto indicato nei successivi
articoli e fermi restando,
anche in relazione a quanto prescritto dai
successivi commi, i poteri
attribuiti alle regioni dall’art. 4 del
decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 203,
negli impianti e nelle attivita’
di cui all’art. 2, comma 1,
lettera a), e’ consentito l’uso dei
seguenti combustibili:
a) gas
naturale;
b) gas di petrolio liquefatto;
c) gas di raffineria
e petrolchimici;
d) gas d’altoforno, di cokeria, e d’acciaieria;

e) gasolio, kerosene ed altri distillati leggeri e medi
di
petrolio rispondenti alle caratteristiche indicate in Allegato
I,
punto 1;
f) emulsioni acqua-gasolio, acqua-kerosene e
acqua-altri
distillati leggeri e medi di petrolio di cui alla
precedente lettera
e), rispondenti alle caratteristiche indicate in
Allegato II, punto
1;
g) biodiesel rispondente alle
caratteristiche indicate in
Allegato I, punto 3;
h) olio
combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio con
contenuto di
zolfo non superiore all’1% in massa e rispondenti
alle
caratteristiche indicate in Allegato I, punto 1, colonne 1, 2,
3, 4,
5, 6, 9 e 10;
i) emulsioni acqua-olio combustibile o
acqua-altri distillati
pesanti di petrolio, di cui alla precedente
lettera h), e rispondenti
alle caratteristiche indicate in Allegato
II, punto 2;
l) legna da ardere alle condizioni previste
nell’Allegato III,
punto 2;
m) carbone di legna;
n) biomasse
combustibili individuate nell’Allegato III, alle
condizioni ivi
previste;
o) carbone da vapore con contenuto di zolfo non
superiore all’1%
in massa e rispondente alle caratteristiche
indicate in Allegato I,
punto 4;
p) coke metallurgico e da gas
con contenuto di zolfo non
superiore all’1% in massa e
rispondente alle caratteristiche indicate
in Allegato I, punto 4;

q) antracite, prodotti antracitosi e loro miscele con contenuto
di
zolfo non superiore all’1% in massa e rispondenti
alle
caratteristiche indicate in Allegato I, punto 4;
r) biogas
individuato nell’Allegato VI, alle condizioni ivi
previste;

s) gas di sintesi proveniente dalla gassificazione
di
combustibili consentiti, limitatamente allo stesso
comprensorio
industriale nel quale tale gas e’ prodotto.
2. Fermo
restando quanto stabilito al comma 4, negli impianti di
combustione
con potenza termica nominale, per singolo focolare,
uguale o
superiore a 50 MW, e’ consentito altresi’ l’uso di:
a) olio
combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio con
contenuto di
zolfo non superiore al 3% in massa e rispondenti
alle
caratteristiche indicate nell’Allegato I, punto 1, colonna 7,
fatta
eccezione per il contenuto di nichel e vanadio, come somma, che,
fino
all’adeguamento ai valori limite di emissione previsti dal
decreto
del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203,
non deve
essere superiore a 180 mg/kg;
b) emulsioni acqua-olio
combustibile o acqua-altri distillati
pesanti di petrolio, di cui
alla precedente lettera a) e rispondenti
alle caratteristiche indicate
in Allegato II, punto 2;
c) lignite con contenuto di zolfo non
superiore all’1,5% in massa
e rispondente alle caratteristiche
indicate in Allegato I, punto 4;
d) miscele acqua-carbone, anche
additivate con stabilizzanti o
emulsionanti, purche’ il carbone
utilizzato corrisponda ai requisiti
indicati al comma 1, lettere o),
p) e q);
e) coke da petrolio con contenuto di zolfo non superiore
al 3% in
massa e rispondente alle caratteristiche indicate in
Allegato I,
punto 4, riga 7.
3. Negli impianti di combustione di
potenza termica nominale, per
singolo focolare, uguale o superiore a
300 MW, diversi da quelli di
cui all’art. 2, punto 10 del decreto del
Presidente della Repubblica
n. 203/1988, nonche’ negli altri impianti
delle stesse potenzialita’
autorizzati in via definitiva o che
rispettano i valori limite di
emissione previsti per l’adeguamento
ai sensi dell’art. 13 del
decreto del Presidente della
Repubblica n. 203/1988, e’ consentito
altresi’ l’uso di:
a)
emulsioni acqua-bitumi rispondenti alle
caratteristiche
indicate nell’Allegato I, punto 2;
b) petrolio
greggio con contenuto di nichel e vanadio, come
somma, non
superiore a 230 mg/kg.
4. E’ altresi’ consentito, nel luogo di
produzione l’uso di:
a) olio combustibile ed altri distillati
pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore al 3% in
massa e rispondenti alle
caratteristiche indicate nell’Allegato I,
punto 1, colonna 7;
b) emulsioni acqua-olio combustibile o
acqua-altri distillati
pesanti di petrolio, di cui alla precedente
lettera a) e rispondenti
alle caratteristiche indicate in Allegato II,
punto 2;
c) gas di raffineria, gasolio, kerosene ed altri
distillati
leggeri e medi di petrolio, olio combustibile ed altri
distillati
pesanti di petrolio, derivanti da greggi nazionali,
e coke da
petrolio, in deroga a quanto previsto all’Allegato 3 B,
punto B) 4,
al decreto ministeriale 12 luglio 1990;
d) idrocarburi
pesanti derivanti dalla lavorazione del greggio
rispondenti alle
caratteristiche e secondo le condizioni di utilizzo
di cui
all’Allegato IV.
5. Negli impianti in cui durante il processo
produttivo i composti
dello zolfo siano fissati o combinati in
percentuale non inferiore al
60% con il prodotto ottenuto, e’
consentito altresi’ l’uso di:
a) olio combustibile ed altri
distillati pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore
al 4% in massa e rispondenti alle
caratteristiche indicate
nell’Allegato I, punto 1, colonna 8;
b) emulsioni acqua-olio
combustibile o acqua-altri distillati
pesanti di petrolio, di cui
alla precedente lettera a) e rispondenti
alle caratteristiche indicate
in Allegato II, punto 2;
c) bitume di petrolio con contenuto di
zolfo non superiore al 6%
in massa;
d) coke da petrolio con
contenuto di zolfo non superiore al 6% in
massa e rispondente alle
caratteristiche indicate in Allegato I,
punto 4, riga 8.
6. E’ in
ogni caso vietato utilizzare i combustibili di cui al
comma 5
nei forni per la produzione della calce
impiegata
nell’industria alimentare.
7. Fermo restando quanto
previsto ai commi precedenti, nella
regione Sardegna e’
consentito l’uso di combustibili indigeni,
costituiti da carbone e
da miscele acqua-carbone, in:
a) centrali termoelettriche e
impianti di produzione, combinata e
non, di energia elettrica e
termica purche’ vengano raggiunte le
percentuali di desolforazione
riportate nell’Allegato 9 del decreto
del Ministero dell’ambiente 8
maggio 1989;
b) impianti di cui al comma 2 del presente articolo.

8. Gli impianti termici di cui all’art. 2, comma 1, lettera a)
che,
alla data di entrata in vigore del presente decreto,
effettuano la
combustione della legna da ardere, delle biomasse e del
biogas di cui
all’art. 3, comma 1, lettere l), n) ed r), devono
rispettare i valori
limite e le prescrizioni indicate negli
Allegati III e VI, entro
diciotto mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto.

Art. 4.

Impianti di combustione con potenza

termica non superiore a 3 MW
1. Negli impianti previsti all’art.
2, comma 1, lettera a) aventi
potenza termica nominale complessiva
non superiore a 3 MW, fatti
salvi i luoghi stessi di produzione,
e’ vietato l’uso dei seguenti
combustibili:
a) carbone da vapore;

b) coke metallurgico e da gas;
c) antracite, prodotti
antracitosi e loro miscele;
d) gas da altoforno, di cokeria e
d’acciaieria;
e) bitume da petrolio;
f) coke da petrolio;

g) limitatamente agli impianti autorizzati dopo il 24 marzo
1996,
combustibili liquidi, come individuati dal presente
decreto, con
contenuto di zolfo superiore allo 0,3% in massa e loro
emulsioni.
2. Nell’ambito dei piani e programmi di cui all’art. 8 e
all’art. 9
del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, le
regioni possono
estendere il divieto di cui al comma 1, lettera
g), anche agli
impianti di cui al comma 1, autorizzati
anteriormente al 24 marzo
1996, ove tale misura sia necessaria
per il conseguimento degli
obiettivi di qualita’ dell’aria.
3. In
deroga al comma 1, l’uso del carbone e del coke
metallurgico
rispondenti alle caratteristiche di cui all’Allegato I,
punto 4, e’
consentito negli impianti di lavorazione del ferro
forgiato a mano.

Art. 5.

Requisiti degli impianti
1. Fatto salvo quanto
previsto all’Allegato III, punto 2.3, lettera
b), al fine di
ottimizzare il rendimento di combustione, gli impianti
di cui
all’art. 2, comma 1, lettera a) di potenza termica nominale,
per
singolo focolare, pari o superiore a 6 MW e rientranti fra
le
tipologie disciplinate dal decreto ministeriale 8 maggio 1989,
devono
essere dotati di rilevatori della temperatura nei gas
effluenti
nonche’ di un analizzatore per la misurazione e la
registrazione in
continuo dell’ossigeno libero e del monossido di
carbonio. I medesimi
impianti devono essere dotati, entro diciotto
mesi dall’entrata in
vigore del presente decreto, ove
tecnicamente fattibile, di
regolazione automatica del rapporto
aria-combustibile. I suddetti
parametri devono essere rilevati
nell’effluente gassoso all’uscita
della camera di combustione.
2.
Nel caso di impianti di combustione per i quali e’ prescritto,
ai
sensi della vigente normativa, un valore limite di emissione
in
atmosfera per il monossido di carbonio, le prescrizioni relative
alla
misurazione di tale inquinante e al controllo della
combustione,
previste nei decreti emanati ai sensi dell’art. 3,
comma 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 203,
ovvero contenute nelle autorizzazioni rilasciate ai
sensi dello
stesso decreto, tengono luogo di quelle previste al comma
1.
3. Per quanto non previsto dal presente decreto, gli impianti
di
cui all’art. 2, comma 1, lettera a) devono rispettare le
disposizioni
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1988, n.
203, e le relative norme regolamentari e tecniche
di attuazione,
nonche’ i provvedimenti di autorizzazione rilasciati
sulla base delle
predette norme.

Titolo II
Combustibili e
caratteristiche tecnologichedegli impianti di combustione per uso
civile
Art. 6.
Combustibili
consentiti e condizioni di utilizzo
1. Negli impianti termici di
cui all’art. 2, comma 1, lettera b) e
comma 2, e’ consentito l’uso dei
seguenti combustibili:
a) gas naturale;
b) gas di citta’;

c) gas di petrolio liquefatto;
d) gasolio, kerosene ed altri
distillati leggeri e medi di
petrolio rispondenti alle
caratteristiche indicate in Allegato I,
punto 1;
e) emulsioni
acqua-gasolio, acqua-kerosene e acqua-altri
distillati leggeri
e medi di petrolio di cui alla precedente lettera
d) e rispondenti
alle caratteristiche indicate in Allegato II, punto
1;
f) legna
da ardere alle condizioni previste nell’Allegato III,
punto 2;

g) carbone di legna;
h) biomasse combustibili individuate
nell’Allegato III, alle
condizioni ivi previste;
i) biodiesel
avente le caratteristiche indicate in Allegato I,
punto 3;
l)
agglomerati di lignite rispondente alle
caratteristiche
indicate in Allegato I, punto 4, limitatamente al
periodo previsto
all’art. 10;
m) olio combustibile ed altri
distillati pesanti di petrolio
rispondenti alle caratteristiche
indicate nell’Allegato I, punto 1,
colonne 1, 3, 5 e 9, fatto salvo
quanto previsto all’art. 8;
n) emulsioni acqua-olio
combustibile o acqua-altri distillati
pesanti di petrolio, di cui
alla precedente lettera m), rispondenti
alle caratteristiche
indicate in Allegato II, punto 2, fatto salvo
quanto previsto
all’art. 9;
o) carbone da vapore rispondente alle caratteristiche
indicate in
Allegato I, punto 4, limitatamente al periodo previsto
all’art. 10:
p) coke metallurgico e da gas rispondente alle
caratteristiche
indicate in Allegato I, punto 4, limitatamente al
periodo previsto
all’art. 10;
q) antracite, prodotti antracitosi
e loro miscele rispondenti
alle caratteristiche indicate in Allegato
I, punto 4, limitatamente a
quanto previsto all’art. 10;
r) biogas
individuato nell’Allegato VI, alle condizioni ivi
previste.
2.
I combustibili di cui alle lettere l), m), n), o), p), q) ed r)
non
possono essere utilizzati nei forni da pane, nelle cucine, nelle
mense
e negli altri pubblici esercizi destinati ad attivita’
di
ristorazione.
3. Gli impianti termici di cui all’art. 2, comma
1, lettera b) e
comma 2, di potenza termica nominale complessiva
superiore a 0,035
MW, installati successivamente alla data di
entrata in vigore del
presente decreto, ad esclusione di
quelli che utilizzano i
combustibili di cui al comma 1,
lettere f), h) ed r), devono
rispettare, in condizioni di
funzionamento a regime, i valori limite
di emissione in atmosfera
riportati in Allegato V. I valori di
emissione devono essere
controllati almeno annualmente dal
responsabile dell’esercizio
e della manutenzione dell’impianto
nell’ambito delle normali
operazioni di controllo e manutenzione
dello stesso. I valori
misurati devono essere allegati al libretto di
centrale o di
impianto di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26
agosto 1993, n. 412, e successive modifiche.
4. Per gli impianti
installati precedentemente alla data di entrata
in vigore del
presente decreto, gli obblighi di cui al comma 3, si
applicano a
partire dal 1 settembre 2003.
5. I valori limite di emissione di
cui all’Allegato V, fatte salve
diverse determinazioni
dell’autorita’ competente al controllo dello
stato di manutenzione
e di esercizio degli impianti, individuata
dall’art. 31, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ed a
condizione che
siano regolarmente eseguite le manutenzioni
programmate di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 26
agosto 1993, n.
412, e successive modifiche e integrazioni, si
ritengono
rispettati quando vengono utilizzati come combustibili:
a) gas
naturale;
b) gas di citta’;
c) gas di petrolio liquefatto;

d) gasolio, kerosene ed altri distillati leggeri e medi
di
petrolio rispondenti alle caratteristiche indicate in Allegato
I,
punto 1;
e) emulsioni acqua-gasolio, acqua-kerosene e
acqua-altri
distillati leggeri e medi di petrolio di cui alla
precedente lettera
d) e rispondenti alle caratteristiche indicate in
Allegato II, punto
1;
f) biodiesel avente le caratteristiche
indicate in Allegato I,
punto 3;
6. Gli impianti termici di cui
all’art. 2, comma 1, lettera b) e
comma 2, che, alla data di
entrata in vigore del presente decreto,
effettuano la combustione
della legna da ardere, delle biomasse e del
biogas di cui al comma
1, lettere f), h) ed r), devono rispettare i
valori limite e le
prescrizioni indicate negli Allegati III e VI,
entro due anni
dall’entrata in vigore del presente decreto.

Art. 7.
Caratteristiche
tecnologiche
degli impianti di combustione
1.
Nelle more dell’emanazione delle norme di cui all’art. 12, comma
2,
lettera f), fatto salvo quanto previsto dal decreto del
Presidente
della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, gli impianti di
cui all’art.
2, comma 1, lettera b), e comma 2, di potenza termica
nominale per
singolo focolare superiore a 0,035 MW devono possedere
i requisiti
tecnici e costruttivi degli impianti termici di cui al
decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1970, n. 1391.
Gli impianti
installati precedentemente alla data di entrata in
vigore del
presente decreto si adeguano ai suddetti requisiti
tecnici e
costruttivi entro quattro anni dall’entrata in vigore
del presente
decreto.
2. Al fine di ottimizzare il rendimento
di combustione, gli
impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera b) e
comma 2, di potenza
termica nominale complessiva pari o superiore a
1,5 MW devono essere
dotati di rilevatori della temperatura nei gas
effluenti nonche’ di
un analizzatore per la misurazione e la
registrazione in continuo
dell’ossigeno libero e del monossido
di carbonio. I suddetti
parametri devono essere rilevati
nell’effluente gassoso all’uscita
della camera di combustione.
3.
Gli impianti di potenza termica nominale complessiva pari
o
superiore a 1,5 MW, installati precedentemente all’entrata in
vigore
del presente decreto, si adeguano a quanto disposto dal
comma 2,
entro due anni dall’entrata in vigore del presente decreto.

Art. 8
Uso
dell’olio combustibile
ed altri distillati pesanti di
petrolio
1. L’uso degli oli combustibili ed altri distillati
pesanti di
petrolio di cui all’art. 6, comma 1, lettera m), e’
consentito negli
impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera b) e
comma 2, di potenza
termica nominale complessiva pari o superiore a
1,5 MW, purche’ ogni
singolo focolare abbia una potenza uguale o
superiore a 0,75 MW. Sono
fatte salve le ulteriori limitazioni
stabilite dalle regioni,
nell’ambito dei piani e programmi di
cui agli articoli 8 e 9 del
decreto legislativo 4 agosto 1999, n.
351, ove tali misure siano
necessarie per il conseguimento
degli obiettivi di qualita’
dell’aria.
2. L’uso degli oli
combustibili ed altri distillati pesanti di
petrolio di cui al
comma 1, e’ consentito altresi’, fino al termine
fissato nell’ambito
dei piani e programmi di cui all’art. 8, comma 3
e 9, comma 2, del
decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, e
comunque non oltre
il 1 settembre 2005, in tutti gli impianti che
alla data di
entrata in vigore del presente decreto funzionino, in
ragione delle
loro caratteristiche costruttive, ad olio combustibile
o ad altri
distillati pesanti di petrolio utilizzando detti
combustibili in
misura pari o superiore al 90% in massa del totale
dei combustibili
impiegati durante l’ultimo periodo annuale di
esercizio,
individuato dall’art. 9 del decreto del Presidente della
Repubblica
26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni.
3. Le
condizioni di cui al comma 2, devono risultare
dalla
compilazione iniziale del libretto di impianto o di centrale
previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica n.
412/1993 o da
successive annotazioni al libretto medesimo, comunque
anteriori alla
data di entrata in vigore del presente decreto,
e da documenti
comprovanti acquisti periodici di olio
combustibile o di altri
distillati pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore
allo 0,3% in massa.
4. Il
responsabile dell’esercizio e della manutenzione
dell’impianto
di cui al comma 2 trasmette, entro sessanta giorni
dall’entrata
in vigore del presente decreto, agli enti competenti per
i controlli,
individuati all’art. 31 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n.
112, una dichiarazione attestante la sussistenza delle
condizioni
di cui al comma 2.

Art. 9.

Uso delle emulsioni acqua-olio combustibile
ed
altri distillati pesanti di petrolio
1. L’uso di emulsioni
acqua-olio combustibile o acqua-altri
distillati pesanti di
petrolio aventi le caratteristiche di cui
all’art. 6, comma 1,
lettera n), e’ consentito negli impianti di cui
all’art. 2, comma
1, lettera b) e comma 2, di potenza termica
nominale complessiva
pari o superiore a 1,5 MW, purche’ ogni singolo
focolare abbia una
potenza uguale o superiore a 0,75 MW. Sono fatte
salve le ulteriori
limitazioni stabilite dalle regioni, nell’ambito
dei piani e
programmi di cui agli articoli 8 e 9 del decreto
legislativo 4
agosto 1999, n. 351, ove tali misure siano necessarie
per il
conseguimento degli obiettivi di qualita’ dell’aria.
2. L’uso di
emulsioni acqua-olio combustibile o acqua-altri
distillati
pesanti di petrolio, di cui al precedente comma, e’
consentito
altresi’, fino al termine fissato nell’ambito dei piani e
programmi di
cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 4 agosto
1999, n.
351, e comunque non oltre il 1 settembre 2005, in tutti gli
impianti
che alla data di entrata in vigore del presente
decreto
funzionino, in ragione delle loro caratteristiche
costruttive, ad
olio combustibile o ad altri distillati pesanti di
petrolio ovvero ad
emulsioni di cui al comma 1, utilizzando detti
combustibili in misura
pari o superiore al 90% in massa del
totale dei combustibili
impiegati durante l’ultimo periodo annuale
di esercizio, individuato
dall’art. 9 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 agosto
1993, n. 412, e successive modifiche.
3.
Le condizioni di cui al comma 2 devono risultare
dalla
compilazione iniziale del libretto di impianto o di centrale
previsto
dal decreto del Presidente della Repubblica n.
412/1993, o da
successive annotazioni al libretto medesimo, comunque
anteriori alla
data di entrata in vigore del presente decreto,
e da documenti
comprovanti acquisti periodici di olio
combustibile o di altri
distillati pesanti di petrolio con
contenuto di zolfo non superiore
allo 0,3% in massa o di emulsioni di
cui al comma 1.
4. Il responsabile dell’esercizio e della
manutenzione
dell’impianto di cui al comma 2 trasmette, entro
sessanta giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto, agli enti
competenti per
i controlli, individuati all’art. 31 del decreto
legislativo 31 marzo
1998, n. 112, una dichiarazione attestante
la sussistenza delle
condizioni di cui al comma 2.

Art. 10.
Uso di combustibili
solidi
1. E’ consentita fino al termine fissato nell’ambito dei
piani e
programmi di cui agli articoli 8 e 9, del decreto
legislativo 4
agosto 1999, n. 351, e comunque non oltre il 1
settembre 2005,
l’impiego dei seguenti combustibili solidi, negli
impianti di cui
all’art. 2, comma 1, lettera b) e comma 2,
funzionanti a tali
combustibili alla data di entrata in vigore del
presente decreto:
a) agglomerati di lignite rispondente alle
caratteristiche
indicate in Allegato I, punto 4;
b) carbone da
vapore rispondente alle caratteristiche indicate in
Allegato I, punto
4;
c) coke metallurgico e da gas rispondente alle
caratteristiche
indicate in Allegato I, punto 4;
d) antracite,
prodotti antracitosi e loro miscele rispondenti
alle
caratteristiche indicate in Allegato I, punto 4.
2. Le condizioni
di cui al comma 1 devono risultare dalla
compilazione iniziale
del libretto di impianto o di centrale previsto
dal decreto del
Presidente della Repubblica n. 412/1993, o da
successive
annotazioni al libretto medesimo, comunque anteriori alla
data di
entrata in vigore del presente decreto, e da
documenti
comprovanti acquisti periodici, di tali combustibili. Il
responsabile
dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto di
cui al comma 1
trasmette, entro sessanta giorni dall’entrata in
vigore del presente
decreto, agli enti competenti per i controlli,
individuati all’art.
31 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, una dichiarazione
attestante la sussistenza delle condizioni di
cui sopra 1.
3. E’ consentito, anche oltre il termine previsto
al comma 1,
l’utilizzo dei combustibili di cui all’art. 6, comma 1,
lettera q),
negli impianti di potenza termica nominale complessiva
inferiore a
0,035 MW e nelle stufe per singoli locali.

Art. 11.
Piani e programmi
regionali
1. Secondo quanto stabilito agli articoli 8, 9 e 10, le
regioni,
nell’ambito dei piani e programmi di cui agli articoli 8
e 9 del
decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, possono
limitare
l’utilizzo dei seguenti combustibili, come individuati dal
presente
decreto, ove tale misura sia necessaria per il
conseguimento degli
obiettivi di qualita’ dell’aria:
a)
agglomerati di lignite;
b) carbone da vapore;
c) coke
metallurgico e da gas;
d) antracite, prodotti antracitosi e loro
miscele;
e) olio combustibile ed altri distillati pesanti di
petrolio;
f) emulsioni di acqua-olio combustibile o acqua-altri
distillati
pesanti di petrolio.

Titolo III
Disposizioni
finali
Art. 12.

Aggiornamenti
1. Con decreto del Ministro dell’ambiente e
della tutela del
territorio, di concerto con il Ministro della
salute ed il Ministro
delle attivita’ produttive, e’
istituita una commissione
interministeriale composta da
rappresentanti degli stessi Ministeri e
da un rappresentante del
Dipartimento affari regionali della
Presidenza del Consiglio dei
Ministri, per l’esame delle proposte di
integrazione ed
aggiornamento al presente decreto presentate dalle
amministrazioni
dello Stato e dalle regioni, nonche’ per la
individuazione
delle caratteristiche merceologiche dei prodotti di
cui all’art. 10,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica
18 aprile 1994,
n. 420.
2. La commissione di cui al comma 1 propone
inoltre
l’aggiornamento:
a) delle specifiche relative al tenore
massimo di metalli pesanti
e del residuo carbonioso massimo nei
combustibili liquidi nonche’ dei
relativi metodi di analisi e
valutazione;
b) delle caratteristiche merceologiche dei
combustibili;
c) delle condizioni di utilizzo dei combustibili;

d) dei metodi di campionamento e analisi dei combustibili;
e)
della lista di combustibili di cui all’art. 6, comma 5;
f) delle
caratteristiche tecniche degli impianti di combustione
per uso
civile anche ai fini dell’abrogazione del decreto del
Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1970, n. 1391.
3. La commissione
propone, in via prioritaria, entro un anno
dall’entrata in
vigore del presente decreto, le specifiche relative
al tenore massimo
di metalli pesanti ed al residuo carbonioso massimo
nei combustibili
liquidi e i relativi metodi di analisi e
valutazione,
nonche’ le caratteristiche tecniche degli impianti di
combustione
per uso civile.
4. Fatte salve diverse disposizioni delle
regioni, adottate ai
sensi dell’art. 4, comma 1, lettera e) del
decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, i
valori limite di emissione
previsti negli allegati al presente
decreto si applicano fino
all’emanazione dei decreti che
aggiornano la disciplina delle
emissioni in atmosfera ai sensi
dell’art. 3, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 24
maggio 1988, n. 203.

Art. 13.

Metodi
1. Per la determinazione
delle caratteristiche dei combustibili
liquidi si applicano, fino
alla definizione di apposita metodica, i
metodi riportati negli
Allegati I, II, IV, riferiti alle versioni
piu’ aggiornate. La
trattazione dei risultati delle misure e’
effettuata secondo la
norma EN ISO 4259, salvo nei casi indicati
nell’Allegato I, punti 2
e 3.

Art. 14.

Abrogazioni
1. A partire dalla data di entrata in
vigore del presente decreto
e’ abrogato il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 2
ottobre 1995. A partire da tale data sono
abrogati gli articoli 12 ed
13 della legge 13 luglio 1966, n.
615, secondo quanto disposto
dall’art. 2, comma 3, della legge 8
luglio 1986, n. 349.

Art. 15.

Entrata in vigore
1. Il presente decreto
entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 8 marzo 2002

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

Berlusconi
Il Ministro dell’ambiente

e della tutela del territorio

Matteoli
Il Ministro della salute

Sirchia

Allegato I

—-> Vedere
allegato da pag. 18 a pag. 20 in formato zip

Allegato II

—-> Vedere allegato di pag. 21 in formato zip

Allegato III

—-> Vedere allegato alle pagg. 22 – 23 in formato zip

Allegato IV

—-> Vedere allegato alle pagg. 23 – 24 in formato zip

Allegato V

—-> Vedere allegato di pag. 25 in
formato zip

Allegato VI

—-> Vedere allegato alle pagg. 25 –
26 in formato zip

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2002

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