DECRETO-LEGGE 27 giugno 2012, n. 87 - Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell'amministrazione economico-finanziaria, nonche' misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario. (12G0110) - (GU n. 148 del 27-6-2012 | Architetto.info

DECRETO-LEGGE 27 giugno 2012, n. 87 – Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria, nonche’ misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario. (12G0110) – (GU n. 148 del 27-6-2012

DECRETO-LEGGE 27 giugno 2012, n. 87 - Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell'amministrazione economico-finanziaria, nonche' misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario. (12G0110) - (GU n. 148 del 27-6-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 27/06/2012

DECRETO-LEGGE 27 giugno 2012 , n. 87

Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e
dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione
dell’amministrazione economico-finanziaria, nonche’ misure di
rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario.
(12G0110)

Capo I Efficientamento, valorizzazione e dismissione
del patrimonio pubblico, e misure di razionalizzazione
dell’amministrazione economico-finanziaria

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 47 e 117, secondo comma, lettera e), della
Costituzione;
Vista la dichiarazione dei capi di Stato o di governo dell’Unione
europea del 26 ottobre 2011 sulle misure di rafforzamento del settore
bancario;
Visti in particolare i paragrafi 4, 5 e 6 dell’allegato alla
predetta dichiarazione, nei quali si esprime la decisione di
rafforzare la base patrimoniale delle banche entro il 30 giugno 2012;
Visto l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea che permette la concessione di
aiuti destinati a porre rimedio ad un grave turbamento dell’economia;
Vista la Comunicazione della Commissione europea 2008/C-270/02
concernente l’applicazione delle regole in materia di aiuti di Stato
alle misure adottate per le istituzioni finanziarie nel contesto
dell’attuale crisi finanziaria mondiale;
Vista la Comunicazione della Commissione europea 2009/C-10/03
concernente la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie nel
contesto della crisi finanziaria;
Vista la Comunicazione della Commissione europea 2009/C-195/04 sul
ripristino della redditivita’ e la valutazione delle misure di
ristrutturazione del settore finanziario nel contesto dell’attuale
crisi in conformita’ alle norme sugli aiuti di Stato;
Vista la Comunicazione della Commissione europea 2011/C-356/02
relativa all’applicazione dal 1° gennaio 2012 delle norme in materia
di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto
della crisi finanziaria;
Considerato che nella Comunicazione 2011/C-356/02, da ultimo
citata, la Commissione europea ha ritenuto che le condizioni per
l’approvazione degli aiuti di Stato a norma dell’articolo 107,
paragrafo 3, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea continuino a sussistere anche dopo la fine del 2011;
Vista la raccomandazione della European Banking Authority – EBA
dell’8 dicembre 2011, con la quale, in esercizio dei poteri conferiti
all’EBA dal regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n.
1093/2010 del 24 novembre 2010, e in particolare dagli articoli 16,
comma 1, 21, comma 2, lettera b), e 31, e in attuazione della
predetta dichiarazione dei capi di Stato e di governo, si richiedeva
alle autorita’ nazionali di vigilanza di assicurare che 71 banche
europee rafforzassero la loro posizione patrimoniale costituendo un
buffer di capitale eccezionale e temporaneo a fronte dell’esposizione
verso emittenti sovrani risultante al 30 settembre 2011, tale da
portare, entro la fine di giugno 2012, il Core Tier 1 ratio delle
banche medesime al 9%;
Considerato che al fine di raggiungere gli obiettivi di
rafforzamento prefissati, l’ammontare di risorse patrimoniali
richiesto a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. era stimato
dall’EBA in euro 3.267.000.000;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di garantire entro
il 30 giugno 2012 il supporto pubblico alle misure di rafforzamento
patrimoniale, in conformita’ di quanto previsto nella predetta
dichiarazione dei capi di Stato e di governo del 26 ottobre 2011;
Ritenuta, altresi’, la straordinaria necessita’ ed urgenza di
procedere a una razionalizzazione e a un riassetto delle
partecipazioni detenute dallo Stato, di procedere alla valorizzazione
e dismissione del patrimonio pubblico al fine di conseguire la
riduzione del debito pubblico e liberare risorse economiche a favore
degli Enti territoriali, nonche’ di conseguire risparmi mediante la
razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 15 e del 26 giugno 2012;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
per la pubblica amministrazione e la semplificazione;

E m a n a

il seguente decreto-legge:

Art. 1

Dismissione e razionalizzazione di partecipazioni societarie dello
Stato

1. Ai fini della razionalizzazione e del riassetto industriale
nell’ambito delle partecipazioni detenute dallo Stato, e’ attribuito
a Cassa Depositi e Prestiti Societa’ per azioni (CDP S.p.A.) il
diritto di opzione per l’acquisto delle partecipazioni azionarie
detenute dallo Stato in Fintecna S.p.A., Sace S.p.A. e Simest S.p.A.
I diritti di opzione possono essere esercitati anche disgiuntamente
entro 120 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto-legge.
2. Entro 10 giorni dall’eventuale esercizio dell’opzione, CDP
S.p.A. provvede al pagamento al Ministero dell’economia e delle
finanze del corrispettivo provvisorio pari al 60 percento del valore
del patrimonio netto contabile come risultante dal bilancio,
consolidato ove redatto, al 31 dicembre 2011 di ciascuna societa’ per
le quali ha esercitato l’opzione di cui al comma 1. Conseguentemente
si provvede ai relativi adempimenti connessi al trasferimento delle
partecipazioni.
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, emanato
ai sensi dell’articolo 5, comma 3, lettera b), del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, e’ determinato il valore definitivo di
trasferimento, ritenuto congruo da CDP S.p.A.
4. I corrispettivi provvisorio e definitivo derivanti dalle
operazioni di cessione delle partecipazioni dello Stato di cui al
presente decreto, al netto degli oneri inerenti alle medesime, sono
versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati
al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato o destinati al
pagamento dei debiti dello Stato; a tale ultimo fine i corrispettivi
possono essere riassegnati al Fondo speciale per reiscrizione dei
residui perenti delle spese correnti e al Fondo speciale per la
reiscrizione dei residui perenti in conto capitale, ovvero possono
essere utilizzati per incrementare l’importo stabilito dall’articolo
35, comma 1, lettera b) del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell’economia e delle finanze, si provvede alla
determinazione delle percentuali di riparto tra le finalita’ indicate
nel presente comma.
5. Fintecna S.p.A., Sace S.p.A. e Simest S.p.A. continuano a
svolgere le attivita’ loro gia’ affidate sulla base di provvedimenti
normativi e regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto-legge. La Simest S.p.A., nella gestione degli
interventi di sostegno finanziario all’internazionalizzazione del
sistema produttivo, continua ad osservare le convenzioni con il
Ministero dello sviluppo economico gia’ sottoscritte o che verranno
sottoscritte in base alla normativa di riferimento.
6. Alla data di trasferimento della partecipazione azionaria
detenuta dallo Stato in Sace, e’ abrogato l’articolo 6, commi 2 e 18,
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. Alla data di
trasferimento della partecipazione azionaria detenuta dallo Stato in
Simest S.p.A. sono abrogati l’articolo 1, commi 6 e 7, e l’articolo
3, commi 5 e 6, della legge 24 aprile 1990, n. 100.
7. All’articolo 5, comma 3, lettera b), del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326 e’ aggiunto il seguente periodo «I decreti
ministeriali di cui alla presente lettera sono soggetti al controllo
preventivo della Corte dei Conti».
8. Ai fini di certezza giuridica e fermo restando quanto previsto
dal comma 1, entro 10 giorni dalla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente
disposizione, CDP S.p.A. provvede comunque a presentare le necessarie
preventive istanze per il rilascio di pareri, nulla-osta o comunque
per l’emissione da parte di Autorita’ pubbliche, istituzioni, enti o
altre autorita’ di atti o provvedimenti di loro competenza. I termini
per il rilascio dei relativi pareri e nulla-osta ovvero per
l’emissione dei relativi atti da parte delle Autorita’ pubbliche
competenti decorrono dalla data di comunicazione dell’istanze.

Capo I Efficientamento, valorizzazione e dismissione del
patrimonio pubblico, e misure di razionalizzazione
dell’amministrazione economico-finanziaria

Art. 2

Valorizzazione e dismissione di immobili pubblici

1. All’articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1:
1) al primo periodo, fra le parole «dell’economia e» e
«finanze» e’ inserita la seguente «delle»; dopo le parole «capitale
sociale pari» sostituire le parole «a 2 milioni» con le parole «ad
almeno un milione e comunque non superiore a 2 milioni»; dopo le
parole «immobiliari chiusi promossi» aggiungere le seguenti «o
partecipati»; dopo le parole «in forma consorziata» aggiungere «o
associata»; dopo le parole «ai sensi» eliminare le parole
«dell’articolo 31»;
2) al terzo periodo, dopo le parole «Il capitale» inserire le
seguenti «della societa’ di gestione del risparmio di cui al primo
periodo del presente comma»; dopo le parole «il Ministero
dell’economia e delle finanze» inserire le seguenti «, fatto salvo
quanto previsto dal successivo comma 8-bis».
3) al quinto periodo, dopo la parola «investono», inserire la
seguente «, anche,»;
b) al comma 2:
1) al primo periodo, dopo le parole «immobiliare promossi»
aggiungere le seguenti «o partecipati»; dopo le parole «in forma
consorziata» aggiungere «o associata»; dopo le parole «ai sensi»
eliminare le parole «dell’articolo 31»; dopo le parole «del fondo
medesimo,» inserire le seguenti «ovvero trasferiti,»; dopo la parola
«diritti» inserire le seguenti «reali immobiliari,»;
2) al secondo periodo dopo le parole «tali apporti» inserire le
seguenti «o trasferimenti»;
3) il terzo periodo e’ sostituito dal seguente «Possono
presentare proposte di valorizzazione anche soggetti privati secondo
le modalita’ di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163»;
c) al comma 3:
1) al primo periodo, le parole «nel fondo di cui al comma 1»
sono sostituite dalle seguenti «nei fondi di cui ai commi 1, 8-ter e
8-quater»; le parole «ai decreti legislativi 17 marzo 1995, n. 174, e
17 marzo 1995, n. 175,» sono sostituite dalle seguenti «al decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209»;
2) al secondo periodo: la parola «suddetti» e’ eliminata e dopo
la parola «fondi», sono aggiunte le seguenti «di cui al comma 1. Il
venti per cento del piano di impiego di cui al precedente periodo e’
destinato, per gli anni 2012, 2013 e 2014, alla sottoscrizione delle
quote dei fondi di cui ai successivi commi 8-ter e 8-quater»;
3) all’ultimo periodo le parole «al comma 1» sono sostituite
dalle seguenti «ai commi 1, 8-ter e 8-quater»;
d) al comma 4:
1) al primo periodo, dopo la parola «conferimento» aggiungere
le seguenti «o trasferimento», le parole «di cui al comma 2» sono
sostituite dalle seguenti «di cui ai commi 2, 8-ter e 8-quater»;
2) al secondo periodo, eliminare le parole «di cui al comma 2»;
3) al quarto periodo dopo la parola «apporto» inserire le
seguenti «o il trasferimento»; le parole «di cui al comma 2» sono
sostituite dalle seguenti «di cui ai commi 2, 8-ter e 8-quater»;
sostituire le parole «all’espletamento» con le seguenti «al
completamento»; tra le parole «delle procedure» e «di valorizzazione
e di regolarizzazione» inserire la parola «amministrative»;
4) al quinto periodo, dopo le parole «non sia completata,»
inserire le seguenti «secondo le valutazioni effettuate dalla
relativa societa’ di gestione del risparmio,», dopo le parole «i
soggetti apportanti», eliminare le seguenti «di cui al comma 1»;
5) dopo l’ultimo periodo aggiungere il seguente «A seguito
dell’apporto ai fondi di cui al comma 8-ter da parte degli Enti
territoriali e’ riconosciuto, in favore di questi ultimi, un
ammontare pari almeno al 75% del valore di apporto dei beni in quote
del fondo; compatibilmente con la pianificazione
economico-finanziaria dei fondi gestiti dalla societa’ di gestione
del risparmio di cui al comma 1, la restante parte del valore e’
corrisposta in denaro.»
e) al comma 7, dopo le parole «Agli apporti» aggiungere «e ai
trasferimenti»;
f) al comma 8-bis:
1) al primo periodo, dopo le parole «gestione del risparmio» la
parola «del» e’ sostituita dalle parole «costituita dal»;
2) al secondo periodo e’ eliminata la parola «predetta»; dopo
le parole «societa’ di gestione del risparmio», sono inserite le
seguenti «di cui al comma 1»;
3) il terzo periodo e’ sostituito dai seguenti «Con apposita
convenzione, a titolo oneroso, sono regolati i rapporti fra la
societa’ di gestione di cui al comma 1 e l’Agenzia del demanio. Per
le attivita’ svolte ai sensi del presente articolo dall’Agenzia del
demanio, quest’ultima utilizza parte delle risorse appostate sul
capitolo di spesa n. 7754 dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze. Le risorse di cui all’ultimo capoverso
del comma 1 dell’articolo 6 della legge 12 novembre 2011, n. 183 sono
utilizzate dall’Agenzia del demanio per l’individuazione o
l’eventuale costituzione della societa’ di gestione del risparmio o
delle societa’, per il collocamento delle quote del fondo o delle
azioni della societa’, nonche’ per tutte le attivita’, anche
propedeutiche, connesse alle operazioni di cui al presente comma»;
g) dopo il comma 8-bis inserire i seguenti:
«8-ter Allo scopo di conseguire la riduzione del debito
pubblico il Ministro dell’economia e delle finanze, attraverso la
societa’ di gestione del risparmio di cui al comma 1, promuove, con
le modalita’ di cui all’articolo 4 del decreto-legge 25 settembre
2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre
2001, n. 410, la costituzione di uno o piu’ fondi comuni
d’investimento immobiliare, a cui trasferire o conferire immobili di
proprieta’ dello Stato non utilizzati per finalita’ istituzionali,
nonche’ diritti reali immobiliari.
Le risorse derivanti dalla cessione delle quote del Ministero
dell’economia e delle finanze sono versate all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate al Fondo per l’ammortamento dei
titoli di Stato, e destinati al pagamento dei debiti dello Stato; a
tale ultimo fine i corrispettivi possono essere riassegnati al Fondo
speciale per reiscrizione dei residui perenti delle spese correnti e
al Fondo speciale per la reiscrizione dei residui perenti in conto
capitale, ovvero possono essere utilizzati per incrementare l’importo
stabilito dall’articolo 35, comma 1, lettera b) del decreto-legge 24
gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
marzo 2012, n. 27. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, si
provvede alla determinazione delle percentuali di riparto tra le
finalita’ indicate nel presente comma.
Le societa’ controllate direttamente o indirettamente dallo
Stato possono deliberare il trasferimento o il conferimento a tali
fondi di immobili di proprieta’. Possono altresi’ essere trasferiti o
conferiti ai medesimi fondi i beni valorizzabili, suscettibili di
trasferimento ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera e), del
decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, individuati dall’Agenzia
del demanio e a seguito di apposita manifestazione, da parte dei
competenti organi degli Enti interessati, della volonta’ di
valorizzazione secondo le procedure del presente comma. I decreti del
Ministro dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 4 del
citato decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351 disciplinano,
altresi’, le modalita’ di concertazione con le competenti strutture
tecniche dei diversi livelli di Governo territoriale interessati,
nonche’ l’attribuzione agli Enti territoriali delle quote dei fondi,
nel rispetto della ripartizione e per le finalita’ previste
dall’articolo 9 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85
limitatamente ai beni di cui all’articolo 5, comma 1 lettera e) sopra
richiamato, derivanti dal conferimento ai predetti fondi immobiliari.
Ai fondi di cui al presente comma possono conferire beni anche i
soggetti di cui al comma 2 con le modalita’ ivi previste, ovvero con
apposita deliberazione adottata secondo le procedure di cui
all’articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, anche in deroga
all’obbligo di allegare il piano delle alienazioni e valorizzazioni
immobiliari al bilancio. Tale delibera deve indicare espressamente le
destinazioni urbanistiche non compatibili con le strategie di
trasformazione urbana. La totalita’ delle risorse rinvenienti dalla
valorizzazione ed alienazione degli immobili di proprieta’ delle
Regioni e degli Enti locali trasferiti ai fondi di cui al presente
comma, e’ destinata alla riduzione del debito dell’Ente e, solo in
assenza del debito, o comunque per la parte eventualmente eccedente,
a spese di investimento.
8-quater. Per le medesime finalita’ di cui al comma 8-ter, il
Ministro dell’economia e delle finanze, attraverso la societa’ di
gestione del risparmio di cui al comma 1, promuove, altresi’, con le
modalita’ di cui all’articolo 4 del decreto-legge 25 settembre 2001,
n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,
n. 410, uno o piu’ fondi comuni di investimento immobiliare a cui
sono apportati o conferiti, ai sensi del comma 4, gli immobili di
proprieta’ dello Stato non piu’ utilizzati dal Ministero della difesa
per finalita’ istituzionali e suscettibili di valorizzazione, nonche’
diritti reali immobiliari. Con uno o piu’ decreti del Ministero della
difesa, sentita l’Agenzia del demanio, da emanarsi il primo entro 60
giorni dall’entrata in vigore delle presenti disposizioni, sono
individuati tutti i beni di proprieta’ statale assegnati al medesimo
Dicastero e non utilizzati dallo stesso per finalita’ istituzionali.
L’inserimento degli immobili nei predetti decreti ne determina la
classificazione come patrimonio disponibile dello Stato. A decorrere
dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei citati
decreti, l’Agenzia del demanio avvia le procedure di regolarizzazione
e valorizzazione previste dal presente articolo ovvero dall’articolo
33-bis del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, limitatamente ai
beni suscettibili di valorizzazione. Al predetto Dicastero sono
attribuite le risorse rinvenienti dalla cessione delle quote dei
fondi a cura del Ministero dell’economia e delle finanze in misura
del 30 per cento, con prioritaria destinazione alla razionalizzazione
del settore infrastrutturale, ad esclusione di spese di natura
ricorrente. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze,
su indicazione dell’Agenzia del demanio, sono assegnate una parte
delle restanti quote dello stesso Ministero, nella misura massima del
25 per cento delle stesse, agli Enti territoriali interessati dalle
procedure di cui al presente comma; le risorse rinvenienti dalla
cessione delle stesse sono destinate alla riduzione del debito
dell’Ente e, solo in assenza del debito, o comunque per la parte
eventualmente eccedente, a spese di investimento. Le risorse
derivanti dalla cessione delle quote del Ministero dell’economia e
delle finanze sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per
essere riassegnate al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, e
destinati al pagamento dei debiti dello Stato; a tale ultimo fine i
corrispettivi possono essere riassegnati al Fondo speciale per
reiscrizione dei residui perenti delle spese correnti e al Fondo
speciale per la reiscrizione dei residui perenti in conto capitale,
ovvero possono essere utilizzati per incrementare l’importo stabilito
dall’articolo 35, comma 1, lettera b) del decreto-legge 24 gennaio
2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,
n. 27. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, si provvede alla
determinazione delle percentuali di riparto tra le finalita’ indicate
nel presente comma. Gli immobili, individuati con i decreti del
Ministero della difesa di cui al secondo periodo del presente comma,
non suscettibili di valorizzazione rientrano nella disponibilita’
dell’Agenzia del demanio per la gestione e l’amministrazione secondo
le norme vigenti. Spettano all’Amministrazione della difesa tutti gli
obblighi di custodia degli immobili individuati con i predetti
decreti, fino al conferimento o al trasferimento degli stessi ai
fondi di cui al presente comma ovvero fino alla formale riconsegna
dei medesimi all’Agenzia del demanio. La predetta riconsegna e’ da
effettuarsi gradualmente e d’intesa con l’Agenzia del demanio, a far
data dal centoventesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale dei relativi decreti individuativi.
8-quinquies. In deroga alla normativa vigente, con
provvedimenti dell’Agenzia del demanio e’ disposto d’ufficio, laddove
necessario, sulla base di elaborati planimetrici in possesso,
l’accatastamento o la regolarizzazione catastale degli immobili di
proprieta’ dello Stato, ivi compresi quelli in uso
all’Amministrazione della difesa. A seguito dell’emanazione dei
predetti provvedimenti, la competente Agenzia fiscale procede alle
conseguenti attivita’ di iscrizione catastale. In caso di dismissione
degli immobili di proprieta’ dello Stato, eventuali regolarizzazioni
catastali possono essere eseguite, anche successivamente agli atti o
ai provvedimenti di trasferimento, a cura degli acquirenti. Tutte le
attivita’ rese in favore delle Amministrazioni dall’Agenzia del
demanio ai sensi del presente articolo e del successivo articolo
33-bis, sono svolte da quest’ultima a titolo oneroso sulla base di
specifiche convezioni con le parti interessate.
2. Sono abrogati:
a) l’articolo 3, comma 6, l’articolo 5, commi 5-bis e 5-ter e
l’articolo 7 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85;
b) al comma 1 dell’articolo 6 della legge 12 novembre 2011, n.
183 le parole: «, a uso diverso da quello residenziale, fatti salvi
gli immobili inseriti negli elenchi predisposti o da predisporre ai
sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, e degli enti
pubblici non territoriali ivi inclusi quelli di cui all’articolo 1,
comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196»;
c) l’articolo 314 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;
d) i periodi dal secondo al quinto dell’articolo 2, comma
196-bis, della legge n. 191 del 2009 sono abrogati.

Capo I Efficientamento, valorizzazione e dismissione del
patrimonio pubblico, e misure di razionalizzazione
dell’amministrazione economico-finanziaria

Art. 3

Incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e
dell’Agenzia del territorio e soppressione dell’Agenzia per lo
sviluppo del settore ippico

1. L’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e l’Agenzia del
territorio sono incorporate, rispettivamente, nell’Agenzia delle
dogane e nell’Agenzia delle entrate ai sensi del comma 2 a decorrere
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto e i relativi organi decadono, fatti salvi gli
adempimenti di cui al comma 4.
2. Le funzioni attribuite agli enti di cui al comma 1 dalla
normativa vigente continuano ad essere esercitate, con le inerenti
risorse umane finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti
giuridici attivi e passivi, anche processuali, senza che sia esperita
alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale,
rispettivamente, dall’Agenzia delle dogane, che assume la
denominazione di «Agenzia delle dogane e dei monopoli», e dalla
Agenzia delle entrate. Le risorse finanziarie di cui al precedente
periodo inerenti all’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono escluse
dalle modalita’ di determinazione delle dotazioni da assegnare alla
medesima Agenzia ai sensi dell’articolo 1, comma 74, della legge 23
dicembre 2005, n. 266.
3. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell’economia e delle finanze da adottare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, sono trasferite le risorse umane strumentali e finanziarie
degli enti incorporati. Fino all’adozione dei predetti decreti, per
garantire la continuita’ dei rapporti gia’ in capo all’ente
incorporato, l’Agenzia incorporante puo’ delegare uno o piu’
dirigenti per lo svolgimento delle attivita’ di ordinaria
amministrazione, ivi comprese le operazioni di pagamento e
riscossione a valere sui conti correnti gia’ intestati all’ente
incorporato che rimangono aperti fino alla data di emanazione dei
decreti medesimi.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, i bilanci di chiusura degli enti
incorporati sono deliberati dagli organi in carica alla data di
cessazione dell’ente, corredati della relazione redatta dall’organo
interno di controllo in carica alla data di incorporazione dell’ente
medesimo e trasmessi per l’approvazione al Ministero dell’economia e
delle finanze. Ai componenti degli organi degli enti di cui al comma
1 i compensi, indennita’ o altri emolumenti comunque denominati ad
essi spettanti sono corrisposti fino alla data di adozione della
deliberazione dei bilanci di chiusura e, comunque, non oltre novanta
giorni dalla data di incorporazione. I comitati di gestione delle
Agenzie incorporanti sono rinnovati entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
anche al fine di tenere conto del trasferimento di funzioni derivante
dal presente articolo.
5. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto le dotazioni organiche delle Agenzie
incorporanti sono provvisoriamente incrementate di un numero pari
alle unita’ di personale di ruolo trasferite, in servizio presso gli
enti incorporati. Detto personale e’ inquadrato nei ruoli delle
Agenzie incorporanti. I dipendenti trasferiti mantengono
l’inquadramento previdenziale di provenienza ed il trattamento
economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative, corrisposto al momento dell’inquadramento; nel caso in
cui tale trattamento risulti piu’ elevato rispetto a quello previsto
per il personale dell’amministrazione incorporante, e’ attribuito per
la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti.
6. Per i restanti rapporti di lavoro le Agenzie incorporanti
subentrano nella titolarita’ del rapporto fino alla naturale
scadenza.
7. Le Agenzie incorporanti esercitano i compiti e le funzioni
facenti capo agli enti incorporati con le articolazioni
amministrative individuate mediante le ordinarie misure di
definizione del relativo assetto organizzativo. Nell’ambito di dette
misure, nei limiti della dotazione organica della dirigenza di prima
fascia, l’Agenzia delle entrate istituisce due posti di
vicedirettore, di cui uno, anche in deroga ai contingenti previsti
dall’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001,
per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni
riconducibili all’area di attivita’ dell’Agenzia del territorio;
l’Agenzia delle dogane e dei monopoli istituisce due posti di
vicedirettore, di cui uno, anche in deroga ai contingenti previsti
dall’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001,
per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni
riconducibili all’area di attivita’ dell’Amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato. Per lo svolgimento sul territorio dei compiti gia’
devoluti all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato,
l’Agenzia delle dogane e dei monopoli stipula apposite convenzioni,
non onerose, con la Guardia di finanza e con l’agenzia delle entrate.
Al fine di garantire la continuita’ delle attivita’ gia’ facenti capo
agli enti di cui al presente comma fino al perfezionamento del
processo di riorganizzazione indicato, l’attivita’ facente capo ai
predetti enti continua ad essere esercitata dalle articolazioni
competenti, con i relativi titolari, presso le sedi e gli uffici gia’
a tal fine utilizzati. Nei casi in cui le disposizioni vigenti o atti
amministrativi ovvero contrattuali fanno riferimento all’Agenzia del
territorio ed all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato si
intendono riferite, rispettivamente, all’Agenzia delle entrate ed
all’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
8. Le risorse finanziarie disponibili, a qualsiasi titolo, sui
bilanci degli enti incorporati ai sensi del presente articolo sono
riassegnate, a far data dall’anno contabile 2013, alle Agenzie
incorporanti. Al fine di garantire la continuita’ nella prosecuzione
dei rapporti avviati dagli enti incorporati, la gestione contabile
delle risorse finanziarie per l’anno in corso, gia’ di competenza
dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, proseguono in
capo alle equivalenti strutture degli Uffici incorporati.
9. L’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico-Assi e’ soppressa a
decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto. In relazione agli adempimenti di cui al comma 3
i decreti di natura non regolamentare sono adottati, nello stesso
termine di cui al predetto comma, dal Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze. Con i medesimi decreti sono ripartite
tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e
l’Agenzia delle dogane e dei monopoli le funzioni attribuite ad ASSI
dalla normativa vigente, nonche’ le relative risorse umane,
finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici
attivi e passivi, senza che sia esperita alcuna procedura di
liquidazione di ASSI, neppure giudiziale. Fino all’adozione dei
predetti decreti, per garantire la continuita’ dei rapporti gia’ in
capo all’ente soppresso, il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali puo’ delegare uno o piu’ dirigenti per lo
svolgimento delle attivita’ di ordinaria amministrazione, ivi
comprese le operazioni di pagamento e riscossione a valere sui conti
correnti gia’ intestati all’ente soppresso che rimangono aperti fino
alla data di emanazione dei decreti medesimi. Trovano applicazione i
commi da 4 a 8, intendendosi per Amministrazione incorporante, ai
fini del presente comma, anche il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali. Con apposito decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, da adottare di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, e’ approvata la tabella di
corrispondenza per l’inquadramento del personale trasferito. Resta
comunque ferma, nei limiti temporali previsti dalla vigente
normativa, la validita’ delle graduatorie dei concorsi pubblici
espletati dall’Assi e dall’Unire. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono rideterminate le dotazioni
organiche del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, con l’istituzione di un posto di dirigente generale di
prima fascia, in relazione alle funzioni ed alla quota parte delle
risorse trasferite ai sensi del secondo periodo del presente comma,
ferma in ogni caso l’assegnazione delle residue posizioni
dirigenziali generali di ASSI all’Agenzia delle dogane e dei
monopoli; con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 4 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni, e’ rideterminato l’assetto organizzativo del predetto
Ministero in conseguenza dell’attuazione delle disposizioni del
presente comma.
10. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, al decreto legislativo n. 300 del
1999, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 57, comma 1, le parole: «l’agenzia del
territorio», sono sostituite dalle seguenti: «e dei monopoli»;
b) all’articolo 62, comma 1, in fine, e’ aggiunto il seguente
periodo: «L’agenzia delle entrate svolge, inoltre, le funzioni di cui
all’articolo 64.»;
c) all’articolo 63, nella rubrica e nel comma 1, dopo le parole:
«delle dogane», sono inserite le seguenti: «e dei monopoli»; nel
medesimo comma e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L’agenzia
svolge, inoltre, le funzioni gia’ di competenza dall’Amministrazione
autonoma dei Monopoli di Stato.»;
d) all’articolo 64, sono apportate le seguenti modifiche:
1) nella rubrica, le parole: «Agenzia del territorio», sono
sostituite dalle seguenti: «Ulteriori funzioni dell’agenzia delle
entrate»;
2) al comma 1, le parole «del territorio e’» sono sostituite
dalle seguenti: «delle entrate e’, inoltre»;
3) al comma 3-bis, sono soppresse le parole: «del territorio»;
4) il comma 4 e’ abrogato;
11. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
12. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Capo I Efficientamento, valorizzazione e dismissione
del patrimonio pubblico, e misure di razionalizzazione
dell’amministrazione economico-finanziaria

Art. 4

Riduzione delle dotazioni organiche e riordino delle strutture del
Ministero dell’economia e delle finanze e delle agenzie fiscali

1. Il Ministero dell’economia e delle finanze, all’esito della
riduzione degli assetti organizzativi prevista dall’articolo 1 del
decreto-legge n. 138 del 2011, e le agenzie fiscali provvedono, anche
con le modalita’ indicate nell’articolo 41, comma 10, del
decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14:
a) ad apportare, entro il 31 ottobre 2012, un’ulteriore riduzione
degli uffici dirigenziali di livello generale e di livello non
generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura:
1) per il Ministero, non inferiore al 20 per cento di quelli
risultanti a seguito dell’applicazione del predetto articolo 1 del
decreto-legge n. 138 del 2011;
2) per le Agenzie fiscali, tale che il rapporto tra personale
dirigenziale di livello non generale e personale non dirigente sia
non superiore ad 1 su 40 ed il rapporto tra personale dirigenziale di
livello generale e personale dirigenziale di livello non generale sia
non superiore ad 1 su 20 per l’Agenzia delle entrate e ad 1 su 15 per
l’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Per assicurare la
funzionalita’ del nuovo assetto operativo conseguente alla riduzione
dell’organico dirigenziale, possono essere previste posizioni
organizzative di livello non dirigenziale, in numero comunque non
superiore ai posti dirigenziali coperti alla data dei entrata in
vigore del presente decreto ed effettivamente soppressi, da affidare
a personale della terza area che abbia maturato almeno cinque anni di
esperienza professionale nell’area stessa; l’attribuzione di tali
posizioni e’ disposta secondo criteri di valorizzazione delle
capacita’ e del merito sulla base di apposite procedure selettive; al
personale che ricopre tali posizioni e’ attribuita un’indennita’ di
posizione graduata secondo il livello di responsabilita’ ricoperto,
in misura comunque non superiore al cinquanta per cento di quella
corrisposta al dirigente di seconda fascia di livello retributivo
piu’ basso; la valutazione annuale positiva dell’incarico svolto
comporta una retribuzione di risultato non superiore al venti per
cento della retribuzione di posizione. All’onere connesso al
conferimento delle posizioni organizzative di cui al presente punto
si provvede con il risparmio di spesa conseguente alla riduzione
delle posizioni dirigenziali di cui al primo periodo, detratta una
quota non inferiore al venti per cento. Nei confronti delle
amministrazioni di cui al presente punto 2) non si applica l’articolo
17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001.
b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche del personale
non dirigenziale, apportando una ulteriore riduzione non inferiore al
10 per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di
organico di tale personale risultante a seguito dell’applicazione,
per il Ministero, del predetto articolo 1 del decreto-legge n. 138
del 2011 e, per le agenzie, dell’articolo 3 del presente decreto.
2. Alle amministrazioni di cui al comma 1 che non abbiano adempiuto
a quanto previsto dal predetto comma entro il 31 ottobre 2012 e’
fatto comunque divieto, a decorrere dalla predetta data, di procedere
ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi
contratto. Fino all’emanazione dei provvedimenti di cui al comma 1 le
dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari
ai posti coperti alla data di entrata in vigore del presente decreto;
sono fatte salve le procedure concorsuali e di mobilita’ nonche’ di
conferimento di incarichi ai sensi dell’articolo 19, commi 5-bis e 6,
del decreto legislativo n. 165 del 2001 avviate alla predetta data.
3. Restano esclusi dall’applicazione dei commi 1 e 2 le dotazioni
organiche relative al personale amministrativo di livello non
dirigenziale operante presso le segreterie delle commissioni
tributarie ed ai giudici tributari. Gli otto posti di livello
dirigenziale generale corrispondenti a posizioni di fuori ruolo
istituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze sono
trasformati in posti di livello dirigenziale non generale. La
riduzione dei posti di livello dirigenziale generale di cui al
presente comma concorre, per la quota di competenza del Dipartimento
della Ragioneria Generale dello Stato, alla riduzione prevista dal
comma 1. I soggetti titolari dei corrispondenti incarichi alla data
di entrata in vigore del presente decreto-legge conservano l’incarico
dirigenziale generale fino alla data di cessazione dello stesso. Sono
fatte comunque salve le procedure finalizzate alla copertura dei
posti di livello dirigenziale generale avviate alla medesima data. Al
fine di garantire la continuita’ dell’azione amministrativa, la
riduzione della dotazione organica degli uffici dirigenziali non
generali non ha effetto sul numero degli incarichi conferibili ai
sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del
2011.
4. Ferme le vigenti disposizioni in materia di limitazione delle
assunzioni, le facolta’ assunzionali degli enti di cui al presente
articolo sono prioritariamente utilizzate per il reclutamento,
dall’esterno, di personale di livello non dirigenziale munito di
diploma di laurea.
5. La riorganizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze
e delle Agenzie fiscali e’ effettuata, in base alle disposizioni dei
rispettivi ordinamenti, con l’osservanza, in particolare, dei
seguenti principi:
a) nei casi in cui si ritenga indispensabile, ai fini
dell’efficace svolgimento di compiti e funzioni dell’amministrazione
centrale, l’articolazione delle strutture organizzative in uffici
territoriali, si procede comunque alla riduzione del numero degli
stessi. Gli uffici da chiudere sono individuati avendo riguardo
prioritariamente a quelli aventi sede in province con meno di 300.000
abitanti, ovvero aventi un numero di dipendenti in servizio inferiore
a 30 unita’, ovvero dislocati in stabili in locazione passiva;
b) al fine di razionalizzare le competenze, le direzioni generali
che svolgono compiti analoghi sono accorpate;
c) con riferimento alle strutture che operano a livello
territoriale sia ministeriale sia delle Agenzie, le competenze sono
riviste in modo tale che, di norma:
1) gli incaricati di funzioni di livello dirigenziale generale
non hanno mai competenza infraregionale;
2) gli incaricati di funzioni di livello dirigenziale non
generale non hanno mai competenza infraprovinciale, salvo il caso in
cui gli uffici abbiano sede in comuni citta’ metropolitane;
3) gli uffici infraprovinciali sono retti da funzionari.
6. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
la direzione della giustizia tributaria e la direzione comunicazione
istituzionale della fiscalita’ sono trasferite, con il relativo
assetto organizzativo e gli attuali titolari, al dipartimento
dell’amministrazione generale del personale e dei servizi. La
direzione comunicazione istituzionale della fiscalita’ assume la
denominazione di direzione comunicazione istituzionale e svolge i
propri compiti con riferimento a tutti i compiti istituzionali del
Ministero. Il dipartimento delle finanze, direzione legislazione
tributaria, esercita le competenze in materia di normativa,
monitoraggio e analisi del contenzioso tributario; il predetto
dipartimento continua inoltre ad esercitare le competenze in materia
di coordinamento della comunicazione relativa alle entrate tributarie
e alla normativa fiscale.
7. Le attivita’ in materia informatica a supporto delle
amministrazioni pubbliche, svolte attualmente dalla Consip S.p.a. ai
sensi di legge e di statuto, sono trasferite, mediante operazione di
scissione, alla Sogei S.p.a., che svolgera’ tali attivita’ attraverso
una specifica divisione interna che assicuri la prosecuzione delle
attivita’ secondo il precedente modello di relazione con il
Ministero. All’acquisto dell’efficacia della suddetta operazione di
scissione, le disposizioni normative che affidano a Consip S.p.a. le
attivita’ oggetto di trasferimento si intendono riferite a Sogei
S.p.a.
8. Le attivita’ di realizzazione del Programma di razionalizzazione
degli acquisti, di centrale di committenza e di e-procurement
continuano ad essere svolte dalla Consip s.p.a., che svolge i
predetti compiti anche per la Sogei s.p.a.
9. I componenti dei consigli di amministrazione della Sogei s.p.a.
e dalla Consip S.p.a. attualmente in carica decadono dalla data di
pubblicazione del presente decreto, senza applicazione dell’articolo
2383, terzo comma, del codice civile e restano in carica sino alla
data dell’assemblea da convocare, entro 30 giorni, per il rinnovo
degli organi decaduti. Il Ministero dell’economia e delle finanze,
nell’esercizio dei propri diritti di azionista, provvede a nominare i
nuovi consigli, prevedendo la composizione degli stessi con tre
membri, di cui due dipendenti dell’amministrazione
economico-finanziaria e il terzo con funzioni di presidente e
amministratore delegato.
10. Il Ministero dell’economia e delle finanze, nell’esercizio dei
propri diritti di azionista, assicura la tempestiva realizzazione
delle necessarie operazioni societarie e le conseguenti modifiche
statutarie, tenendo anche conto della natura in house delle suddette
societa’.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale
delle imprese del settore bancario

Art. 5

Emissione di strumenti finanziari

1. Al fine di conseguire gli obiettivi di rafforzamento
patrimoniale previsti in attuazione della raccomandazione della
European Banking Authority dell’8 dicembre 2011 il Ministero
dell’economia e delle finanze (di seguito il «Ministero»), su
specifica richiesta di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (di
seguito l’«Emittente») e subordinatamente al verificarsi delle
condizioni di cui agli articoli 6, comma 1, 7 e 8,:
a) provvede a sottoscrivere, fino al 31 dicembre 2012, anche in
deroga alle norme di contabilita’ di Stato, strumenti finanziari (di
seguito i «Nuovi Strumenti Finanziari»), computabili nel patrimonio
di vigilanza (Core Tier 1) come definito dalla Raccomandazione EBA
dell’8 dicembre 2011, fino all’importo di euro due miliardi.
b) provvede altresi’ a sottoscrivere, entro il medesimo termine,
Nuovi Strumenti Finanziari per l’importo ulteriore di euro
unmiliardonovecentomilioni al fine dell’integrale sostituzione degli
strumenti finanziari emessi dall’Emittente e sottoscritti dal
Ministero ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, nel rispetto delle condizioni di remunerazione previste
dall’articolo 6, comma 2.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale
delle imprese del settore bancario

Art. 6

Condizioni di sottoscrizione

1. Il Ministero non puo’ sottoscrivere alcun Nuovo Strumento
Finanziario se l’Emittente non ha provveduto, nel rispetto delle
condizioni indicate dal decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze 25 febbraio 2009 e del relativo prospetto, al riscatto degli
strumenti finanziari emessi dall’Emittente e sottoscritti dal
Ministero ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2 ed alla accettazione preventiva di quanto previsto dal
comma 2. L’importo dovuto dall’Emittente e’ compensato con l’importo
dovuto dal Ministero per la sottoscrizione dei Nuovi Strumenti
Finanziari.
2. In caso di emissione di Nuovi Strumenti Finanziari, la
remunerazione degli strumenti finanziari gia’ emessi dall’Emittente e
sottoscritti dal Ministero ai sensi dell’articolo 12 del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per il periodo
decorrente dal 1° gennaio 2012 fino alla data di riscatto, e’
calcolata secondo le condizioni di remunerazione previste per i Nuovi
Strumenti Finanziari, ai sensi dell’articolo 9 e del decreto
ministeriale di cui all’articolo 11. La remunerazione e’ corrisposta
alla prima data di pagamento degli interessi prevista per i Nuovi
Strumenti Finanziari.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale
delle imprese del settore bancario

Art. 7

Conformita’ con la disciplina degli aiuti di Stato

1. La sottoscrizione dei Nuovi Strumenti Finanziari e’ consentita
solo a seguito dell’acquisizione della decisione della Commissione
europea sulla compatibilita’ delle misure previste nel presente
decreto-legge con il quadro normativo dell’Unione europea in materia
di aiuti di Stato applicabile alle misure di sostegno alle banche nel
contesto della crisi finanziaria.
2. In caso di sottoscrizione dei Nuovi Strumenti Finanziari da
parte del Ministero, l’Emittente svolge la propria attivita’ in modo
da non abusare del sostegno ricevuto e conseguirne indebiti vantaggi.
3. L’Emittente e’ tenuto a presentare un piano di ristrutturazione
(il «Piano») conforme alle disposizioni europee in materia di aiuti
di Stato ai sensi dell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, anche per quanto attiene alle strategie
commerciali e di espansione, alle politiche di distribuzione degli
utili e ai meccanismi di remunerazione e incentivazione. Il Piano e
le sue eventuali successive variazioni sono presentati alla
Commissione europea ai sensi del paragrafo 14 della Comunicazione
della Commissione europea 2001/C-356/02.
4. Per il tempo necessario all’attuazione del Piano di
ristrutturazione, l’Emittente non puo’ acquisire, direttamente o
indirettamente, nuove partecipazioni in banche, in intermediari
finanziari e in imprese di assicurazione e di riassicurazione, salvo
che l’acquisizione sia funzionale all’attuazione del Piano e sia
compatibile con la normativa europea in materia di aiuti di Stato.
5. Nel caso in cui il bilancio approvato evidenzi una perdita di
esercizio non sono corrisposti interessi sugli altri strumenti
finanziari subordinati il cui contratto preveda la facolta’ per la
banca emittente di non corrispondere la remunerazione in caso di
andamenti negativi della gestione.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale
delle imprese del settore bancario

Art. 8

Procedura

1. L’Emittente, se intende emettere Nuovi Strumenti Finanziari,
trasmette al Ministero e alla Banca d’Italia, almeno trenta giorni
prima dalla data di sottoscrizione prevista, una richiesta che
include:
a) la delibera del consiglio di amministrazione;
b) l’importo della sottoscrizione richiesta;
c) il valore nominale iniziale di ciascuno strumento finanziario
emesso;
d) la data di sottoscrizione prevista;
e) il Piano di cui all’articolo 7, comma 3.
2. Entro quindici giorni dalla comunicazione di cui al precedente
comma, la Banca d’Italia valuta:
a) l’adeguatezza del Piano, avendo riguardo anche alla
conformita’ del Piano alla normativa europea in materia di aiuti di
Stato, secondo quanto previsto dall’articolo 7 e dalle disposizioni
di vigilanza;
b) l’adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica
dell’Emittente;
c) il profilo di rischio dell’Emittente;
d) le caratteristiche dei Nuovi Strumenti Finanziari, la loro
conformita’ al presente decreto-legge e al decreto previsto
dall’articolo 11, la loro computabilita’ nel patrimonio di vigilanza;
e) l’ammontare dei Nuovi Strumenti Finanziari al fine del
conseguimento delle finalita’ di cui all’articolo 5, comma 1.
3. La Banca d’Italia puo’ chiedere all’Emittente chiarimenti,
integrazioni ed effettuare accertamenti. In tali casi il termine di
cui al comma 2 e’ sospeso. Le valutazioni di cui al comma 2 sono
comunicate all’Emittente e al Ministero.
4. La sottoscrizione dei Nuovi Strumenti Finanziari da parte del
Ministero e’ effettuata, per l’ammontare di cui al comma 2, lettera
e), comunicato dalla Banca d’Italia, sulla base della positiva
valutazione da parte della stessa degli elementi di cui al comma 2.
5. Il Ministero sottoscrive i Nuovi Strumenti Finanziari dopo il
perfezionamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
di cui all’articolo 10.
6. La sottoscrizione dei Nuovi Strumenti Finanziari e’ approvata
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale
delle imprese del settore bancario

Art. 9

Caratteristiche dei Nuovi Strumenti Finanziari

1. I Nuovi Strumenti Finanziari sono privi dei diritti indicati
nell’articolo 2351 del codice civile e sono convertibili in azioni
ordinarie a richiesta dell’Emittente. L’esercizio della facolta’ di
conversione e’ sospensivamente condizionato alla deliberazione in
ordine al relativo aumento di capitale. A tal fine le deliberazioni
previste dall’articolo 2441, quinto comma, e dall’articolo 2443,
secondo comma, del codice civile sono assunte con le stesse
maggioranze previste per le deliberazioni di aumento di capitale
dagli articoli 2368 e 2369 del codice civile.
2. E’ prevista a favore dell’Emittente la facolta’ di rimborso o
riscatto, a condizione che l’esercizio della facolta’ di rimborso o
riscatto sia autorizzato dalla Banca d’Italia, avendo riguardo alle
condizioni finanziarie e di solvibilita’ dell’Emittente e del
relativo gruppo bancario.
3. Il pagamento degli interessi sui Nuovi Strumenti Finanziari
dipende dalla disponibilita’ di utili distribuibili ai sensi
dell’articolo 2433 del codice civile. La delibera con la quale
l’assemblea decide sulla destinazione degli utili e’ vincolata al
rispetto delle condizioni di remunerazione dei Nuovi Strumenti
Finanziari.
4. Se gli interessi non sono corrisposti, per assenza o incapienza
degli utili distribuibili, l’Emittente assegna al Ministero azioni
ordinarie di nuova emissione per una quota del patrimonio netto
corrispondente all’importo della cedola non corrisposta. Il relativo
aumento di capitale, o, comunque, l’emissione delle azioni e la
conseguente modifica nello statuto dell’indicazione del numero di
azioni ordinarie sono deliberati dal consiglio di amministrazione.
5. All’assunzione di partecipazioni azionarie nell’Emittente da
parte del Ministero conseguente alla sottoscrizione dei Nuovi
Strumenti Finanziari non si applicano:
a) le disposizioni di cui ai capi III e IV del titolo II del
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
b) le disposizioni degli articoli 106, comma 1, e 109, comma 1,
del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
c) eventuali limiti di possesso azionario previsti da
disposizioni legislative o statutarie.
6. Il consiglio di amministrazione dell’Emittente delibera in
merito all’emissione dei Nuovi Strumenti Finanziari.
7. Con il decreto di cui all’articolo 11 sono specificate le
caratteristiche dei Nuovi Strumenti Finanziari individuate dal
presente decreto-legge e definite le ulteriori caratteristiche degli
stessi.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale
delle imprese del settore bancario

Art. 10

Risorse finanziarie

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sono individuate
le risorse necessarie per finanziare la sottoscrizione dei Nuovi
Strumenti Finanziari. Le predette risorse, da iscrivere in apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze, sono individuate mediante:
a) riduzione lineare delle dotazioni finanziarie, a legislazione
vigente, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, con esclusione
delle dotazioni di spesa di ciascuna missione connesse a stipendi,
assegni, pensioni e altre spese fisse; alle spese per interessi; alle
poste correttive e compensative delle entrate, comprese le
regolazioni contabili con le regioni; ai trasferimenti a favore degli
enti territoriali aventi natura obbligatoria; del fondo ordinario
delle universita’; delle risorse destinate alla ricerca; delle
risorse destinate al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui
redditi delle persone fisiche; nonche’ quelle dipendenti da parametri
stabiliti dalla legge o derivanti da accordi internazionali;
b) riduzione di singole autorizzazioni legislative di spesa;
c) utilizzo temporaneo mediante versamento in entrata di
disponibilita’ esistenti sulle contabilita’ speciali nonche’ sui
conti di tesoreria intestati ad amministrazioni pubbliche ed enti
pubblici nazionali con esclusione di quelli intestati alle
Amministrazioni territoriali, nonche’ di quelli riguardanti i flussi
finanziari intercorrenti con l’Unione europea ed i connessi
cofinanziamenti nazionali, con corrispondente riduzione delle
relative autorizzazioni di spesa e contestuale riassegnazione al
predetto capitolo;
d) emissione di titoli del debito pubblico.
2. Lo schema del decreto di cui al comma 1, corredato di relazione
tecnica e dei correlati decreti di variazione di bilancio, e’
trasmesso alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni
competenti per i profili di carattere finanziario. I pareri sono
espressi entro quindici giorni dalla data di trasmissione. Il
Governo, qualora non intenda conformarsi alle condizioni formulate
con riferimento ai profili finanziari, trasmette nuovamente alle
Camere lo schema di decreto, corredato dei necessari elementi
integrativi di informazione, per i pareri definitivi delle
Commissioni competenti per i profili finanziari, da esprimere entro
dieci giorni dalla data di trasmissione. Decorsi inutilmente i
termini per l’espressione dei pareri, il decreto puo’ essere comunque
adottato. Il decreto e i correlati decreti di variazione di bilancio
sono comunicati alla Corte dei conti.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale delle
imprese del settore bancario

Art. 11

Disposizioni di attuazione

1. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, da
adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, sono stabilite le disposizioni di attuazione del
presente decreto-legge ed il prospetto dei Nuovi Strumenti
Finanziari. Il prospetto disciplina la remunerazione, i casi di
riscatto, rimborso e conversione nonche’ ogni altro elemento
necessario alla gestione delle fasi successive alla sottoscrizione
dei Nuovi Strumenti Finanziari.
2. Il Ministero delle economia e delle finanze riesamina le misure
previste dal presente decreto secondo quanto previsto dalle
Comunicazioni della Commissione europea.

Capo II Misure di rafforzamento patrimoniale delle
imprese del settore bancario

Art. 12

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 27 giugno 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei
Ministri e Ministro dell’economia e
delle finanze

Patroni Griffi, Ministro per la
pubblica amministrazione e la
semplificazione

Visto, il Guardasigilli: Severino

DECRETO-LEGGE 27 giugno 2012, n. 87 – Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria, nonche’ misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario. (12G0110) – (GU n. 148 del 27-6-2012

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