DECRETO-LEGGE 4 novembre 2002, n.245 | Architetto.info

DECRETO-LEGGE 4 novembre 2002, n.245

DECRETO-LEGGE 4 novembre 2002, n.245 - Interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dalle calamita' naturali nelle regioni Molise e Sicilia, nonche' ulteriori disposizioni in materia di protezione civile. (GU n. 258 del 4-11-2002)

DECRETO-LEGGE 4 novembre 2002, n.245

Interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dalle calamita’
naturali nelle regioni Molise e Sicilia, nonche’ ulteriori
disposizioni in materia di protezione civile.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni per fronteggiare, con ulteriori interventi, gli
eccezionali eventi sismici e fenomeni vulcanici verificatisi nelle
regioni Sicilia e Molise;
Ritenuta, altresi’, la straordinaria necessita’ ed urgenza di
adottare ulteriori misure per gli eventi calamitosi che stanno
interessando numerose zone del territorio nazionale e per interventi
indifferibili di protezione civile;
Visti i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, in data
29 e 31 ottobre 2002, con i quali e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza nei territori delle province di Catania e di Campobasso ed
e’ stato nominato Commissario delegato il Capo del Dipartimento della
protezione civile;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 3 novembre 2002;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;
E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
1. Relativamente alle situazioni emergenziali di cui ai decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 e del 31 ottobre 2002, e
limitatamente ai relativi periodi temporali di vigenza, il Capo del
Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, Commissario delegato, provvede al coordinamento di
tutti gli interventi e di tutte le iniziative per fronteggiare le
situazioni emergenziali in atto, definendo con i comuni interessati
appositi piani esecutivi di misure ed opere per il superamento delle
emergenze stesse. Detti piani, per quanto riguarda l’emergenza nella
regione Molise, da adottarsi d’intesa con i comuni interessati,
possono prevedere localizzazioni alternative dei centri abitati
maggiormente colpiti dagli eventi sismici, per la cui costruzione, in
un contesto di armonico sviluppo urbanistico, dovranno
obbligatoriamente utilizzarsi tecnologie antisismiche. I piani,
approvati dalla regione Molise, possono prevedere la realizzazione di
spazi a servizio della collettivita’ ed opere commemorative.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, il Capo del Dipartimento
della protezione civile dispone direttamente in ordine agli
interventi di competenza delle strutture operative nazionali del
Servizio nazionale della protezione civile di cui all’articolo 11,
comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, anche avvalendosi di
appositi sub-commissari cui affidare specifiche responsabilita’ in
ordine a determinati settori di intervento, anche per quanto riguarda
la fase della ricostruzione, altresi’ realizzando i necessari
coordinamenti con le regioni e gli enti locali per assicurare che la
direzione unitaria dei servizi di emergenza posta in essere quale
Commissario delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri
avvenga in un contesto di sinergie operative.
3. La fase della ricostruzione riguardera’ anche le istituzioni
scolastiche statali di ogni ordine e grado le cui strutture sono
state danneggiate dagli eventi sismici di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 31 ottobre 2002.

Art. 2.
1. Il Capo del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il perseguimento degli
obiettivi di cui al presente decreto, agisce con i poteri di cui al
comma 2 dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225,
adottando gli indispensabili provvedimenti per assicurare ogni forma
di tutela agli interessi pubblici primari delle popolazioni
interessate e il concorso immediato delle amministrazioni e degli
enti pubblici, nonche’ di ogni altra istituzione, organizzazione e
soggetto privato, il cui apporto possa comunque risultare utile per
il perseguimento degli interessi pubblici, assumendo altresi’ ogni
ulteriore determinazione per il soccorso e l’assistenza alle
popolazioni interessate e per l’avvio della ripresa civile,
amministrativa, sociale ed economica nei territori interessati.
2. Con successive ordinanze di protezione civile adottate dal
Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 5, comma
2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in relazione alle quali
l’intesa regionale relativa all’impianto generale del provvedimento
ed alla tipologia delle iniziative di soccorso ivi previste e’
rilasciata entro quarantotto ore dalla richiesta, si provvede alla
disciplina ed alla definizione delle modalita’ degli interventi di
emergenza, a valere sulle risorse di cui all’articolo 5, nonche’ su
quelle eventualmente individuate nelle stesse ordinanze di protezione
civile.
3. La regione interessata, successivamente all’adozione delle
ordinanze di cui al comma 2, propone le eventuali implementazioni e
modifiche dei contenuti dei predetti provvedimenti relativamente agli
aspetti non precedentemente concertati, ritenuti necessari per il
conseguimento delle finalita’ di cui al comma 1.
4. Il Capo del Dipartimento della protezione civile, Commissario
delegato, e’ autorizzato a definire sulla base delle previsioni di
cui alle ordinanze adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri
ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n.
225, anche sul territorio interessato dai fenomeni eruttivi e dagli
eventi sismici di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 29 e del 31 ottobre 2002, la propria necessaria
struttura organizzativa, utilizzando, se del caso, gli uffici ed il
personale delle amministrazioni ed enti pubblici in sede locale, ivi
compresi quelli militari, acquisendo, ove necessario, la
disponibilita’ di beni mobili, immobili e servizi, anche a trattativa
privata mediante affidamento diretto.

Art. 3.
1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, comma 1, primo periodo,
e 2 si applicano, altresi’, alle ipotesi di cui all’articolo 2, comma
1, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225, qualora per
l’eccezionalita’ della situazione emergenziale da valutarsi in
relazione al grave rischio di compromissione dell’integrita’ della
vita, anche prima della dichiarazione dello stato di emergenza di cui
all’articolo 5, comma 1, della stessa legge, il Presidente del
Consiglio dei Ministri disponga, con proprio decreto, su proposta del
Capo del Dipartimento della protezione civile, il coinvolgimento
delle strutture operative nazionali del Servizio nazionale della
protezione civile per fronteggiare l’emergenza.

Art. 4.
1. Per i soggetti che alle date del 29 e del 31 ottobre 2002 erano
residenti nei territori individuati nei decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri in pari data, sono sospesi fino al 31 marzo
2003 i termini di prescrizione, decadenza e quelli perentori, legali
e convenzionali, sostanziali e processuali, anche previdenziali,
comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione ed
eccezione, in scadenza nel periodo di vigenza delle dichiarazioni di
emergenza. Con provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 9, comma
2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, sono sospesi i termini per
l’adempimento di obblighi di natura tributaria. Sono altresi’ sospesi
per lo stesso periodo tutti i termini relativi ai processi esecutivi,
mobiliari e immobiliari, nonche’ ad ogni altro titolo di credito
avente forza esecutiva di data anteriore ai decreti sopra citati e
alle rate dei mutui di qualsiasi genere in scadenza nel medesimo
periodo. Sono altresi’ sospesi per il predetto periodo i termini di
notificazione dei processi verbali, di esecuzione del pagamento in
misura ridotta, di svolgimento di attivita’ difensiva e per la
presentazione di ricorsi amministrativi e giurisdizionali. Con
ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 24
febbraio 1992, n. 225, si provvede a disciplinare la sospensione
degli obblighi di leva.

Art. 5.
1. Alle prime esigenze derivanti dalle situazioni emergenziali di
cui al presente decreto si provvede in ragione di 10 e di 50 milioni
di euro per gli eventi oggetto, rispettivamente, dei decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 e del 31 ottobre 2002,
nell’ambito delle risorse del fondo per la Protezione civile.

Art. 6.
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 4 novembre 2002
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli

DECRETO-LEGGE 4 novembre 2002, n.245

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