DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 - Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0247) - (GU n. 284 del 6-12-2011 | Architetto.info

DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 – Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0247) – (GU n. 284 del 6-12-2011

DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 - Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0247) - (GU n. 284 del 6-12-2011 - Suppl. Ordinario n.251) note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/12/2011

DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011 , n. 201

Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento
dei conti pubblici. (11G0247)

Titolo I Sviluppo ed equita’

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni per il consolidamento dei conti pubblici, al fine di
garantire la stabilita’ economico-finanziaria del Paese nell’attuale
eccezionale situazione di crisi internazionale e nel rispetto del
principio di equita’, nonche’ di adottare misure dirette a favorire
la crescita, lo sviluppo e la competitivita’;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 4 dicembre 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro
dell’economia e delle finanze, del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali e del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare e con il Ministro per i rapporti con il Parlamento;

E M A N A

Il seguente decreto-legge:

Art. 1

Aiuto alla crescita economica (Ace)

1. In considerazione della esigenza di rilanciare lo sviluppo
economico del Paese e fornire un aiuto alla crescita mediante una
riduzione della imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento
con capitale di rischio, nonche’ per ridurre lo squilibrio del
trattamento fiscale tra imprese che si finanziano con debito ed
imprese che si finanziano con capitale proprio, e rafforzare, quindi,
la struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo
italiano, ai fini della determinazione del reddito complessivo netto
dichiarato dalle societa’ e dagli enti indicati nell’articolo 73,
comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, e’ ammesso in deduzione un importo corrispondente al
rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, secondo le
disposizioni dei commi da 2 a 8. Per le societa’ e gli enti
commerciali di cui all’articolo 73, comma 1, lettera d), del citato
testo unico le disposizioni del presente articolo si applicano
relativamente alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.
2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’ valutato
mediante applicazione dell’aliquota percentuale individuata con il
provvedimento di cui al comma 3 alla variazione in aumento del
capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura
dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010.
3. Dal quarto periodo di imposta l’aliquota percentuale per il
calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’
determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da
emanare entro il 31 gennaio di ogni anno, tenendo conto dei
rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici,
aumentabili di ulteriori tre punti percentuali a titolo di
compensazione del maggior rischio.In via transitoria, per il primo
triennio di applicazione, l’aliquota e’ fissata al 3 per cento.
4. La parte del rendimento nozionale che supera il reddito
complessivo netto dichiarato e’ computata in aumento dell’importo
deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.
5. Il capitale proprio esistente alla chiusura dell’esercizio in
corso nel primo anno di applicazione della disposizione e’ costituito
dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tener
conto dell’utile del medesimo esercizio. Rilevano come variazioni in
aumento i conferimenti in denaro nonche’ gli utili accantonati a
riserva ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili;
come variazioni in diminuzione: a) le riduzioni del patrimonio netto
con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b) gli
acquisti di partecipazioni in societa’ controllate; c) gli acquisti
di aziende o di rami di aziende.
6. Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a
partire dalla data del versamento; quelli derivanti
dall’accantonamento di utili a partire dall’inizio dell’esercizio in
cui le relative riserve sono formate. I decrementi rilevano a partire
dall’inizio dell’esercizio in cui si sono verificati. Per le aziende
e le societa’ di nuova costituzione si considera incremento tutto il
patrimonio conferito.
7. Il presente articolo si applica anche al reddito d’impresa di
persone fisiche, societa’ in nome collettivo e in accomandita
semplice in regime di contabilita’ ordinaria, con le modalita’
stabilite con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze
di cui al comma 8 in modo da assicurare un beneficio conforme a
quello garantito ai soggetti di cui al comma 1.
8. Le disposizioni di attuazione del presente articolo sono emanate
con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze entro 30
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. Con lo stesso provvedimento possono essere
stabilite disposizioni aventi finalita’ antielusiva specifica.
9. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere
dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2011.

Titolo I Sviluppo ed equita’

Art. 2

Agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro
nonche’ per donne e giovani

————->TESTO COMPLETO ALLEGATO IN FORMATO ZIP/PDF<-------------

DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 – Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0247) – (GU n. 284 del 6-12-2011

Architetto.info