DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 - Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 – Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011

DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 - Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 12/05/2011

DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011 , n. 54

Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli.
(11G0097)

Allegato

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Capo I Disposizioni generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2009/48/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009, ed in particolare
gli articoli 1, 2, 3, 4 e 36, nonche’ l’allegato B;
Visto il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di
accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la
commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n.
339/93;
Vista la decisione (CE) n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa ad un quadro comune per la
commercializzazione dei prodotti e che abroga la decisione
93/465/CEE;
Visto il regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici;
Visto il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione,
all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele
che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca
modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006;
Visto il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente «la registrazione, la
valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze
chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze
chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il
regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n.
1488/94 della Commissione, nonche’ la direttiva 76/769/CEE del
Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE,
93/105/CE e 2000/21/CE»;
Visto il regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 27 ottobre 2004, riguardante i materiali e gli oggetti
destinati a venire in contatto con i prodotti alimentari e che abroga
le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE;
Vista la direttiva 76/768/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976,
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative ai prodotti cosmetici;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 1994, ed in particolare
l’articolo 47 che disciplina gli aspetti finanziari relativi alle
attivita’ amministrative finalizzate alla marcatura CE;
Visto il decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 313, attuativo
della direttiva n. 88/378/CEE relativa al ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri concernenti la sicurezza dei
giocattoli;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’11 gennaio 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 marzo 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri della
salute, della giustizia, degli affari esteri e dell’economia e delle
finanze;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Campo d’applicazione

1. Il presente decreto si applica ai prodotti progettati o
destinati, in modo esclusivo o meno, a essere utilizzati per fini di
gioco da bambini di eta’ inferiore a 14 anni. Non sono considerati
giocattoli i prodotti elencati nell’allegato I.
2. Il presente decreto non si applica:
a) alle attrezzature per aree da gioco per uso pubblico;
b) alle macchine da gioco automatiche, a moneta o no, per uso
pubblico;
c) ai veicoli-giocattolo con motore a combustione;
d) alle macchine a vapore giocattolo;
e) alle fionde e alle catapulte.

Avvertenza
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE)
Note alle premesse:
L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio
della funzione legislativa non puo’ essere delegato al
Governo se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti
definiti.
L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti
La direttiva 2009/48/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 30
giugno 2009, n. L 170.
Il testo degli articoli 1, 2, 3, 4 e 36 e dell’allegato
B della legge 4 giugno 2010, n. 96, «Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria
2009» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2010,
n. 146, S.O., cosi’ recita:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie) – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro il termine di recepimento indicato in
ciascuna delle direttive elencate negli allegati A e B, i
decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare
attuazione alle medesime direttive. Per le direttive
elencate negli allegati A e B, il cui termine di
recepimento sia gia’ scaduto ovvero scada nei tre mesi
successivi alla data di entrata in vigore della presente
legge, il Governo e’ delegato ad adottare i decreti
legislativi di attuazione entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della medesima legge. Per le direttive
elencate negli allegati A e B, che non prevedono un termine
di recepimento, il Governo e’ delegato ad adottare i
decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’ art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o del
Ministro per le politiche europee e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate nell’ allegato B,
nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali,
quelli relativi all’attuazione delle direttive elencate
nell’ allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli
altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati
e al Senato della Repubblica affinche’ su di essi sia
espresso il parere dei competenti organi parlamentari.
Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i
decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora
il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui
al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai
commi 4 e 8 scadano nei trenta giorni che precedono la
scadenza dei termini previsti dai commi 1 o 5 o
successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive che comportino conseguenze
finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui
all’ art. 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.
196. Su di essi e’ richiesto anche il parere delle
Commissioni parlamentari competenti per i profili
finanziari. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle
condizioni formulate con riferimento all’esigenza di
garantire il rispetto dell’ art. 81, quarto comma, della
Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi, corredati
dei necessari elementi integrativi di informazione, per i
pareri definitivi delle Commissioni parlamentari competenti
per i profili finanziari, che devono essere espressi entro
venti giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati
dalla presente legge, il Governo puo’ adottare, con la
procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal
comma 6.
6. I decreti legislativi, relativi alle direttive
elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’
art. 117, quinto comma, della Costituzione, nelle materie
di competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome, si applicano alle condizioni e secondo le
procedure di cui all’ art. 11, comma 8, della legge 4
febbraio 2005, n. 11.
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in
cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risultino
esercitate alla scadenza del termine previsto, trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che da’ conto dei motivi addotti a
giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza
istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le
politiche europee, ogni sei mesi, informa altresi’ la
Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sullo
stato di attuazione delle direttive da parte delle regioni
e delle province autonome nelle materie di loro competenza,
secondo modalita’ di individuazione delle stesse da
definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B,
ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica. Decorsi venti giorni dalla data di
ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di
nuovo parere.»
«Art. 2 (Principi e criteri direttivi generali della
delega legislativa) – 1. Salvi gli specifici principi e
criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui ai
capi II e III, e in aggiunta a quelli contenuti nelle
direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all’
art. 1 sono informati ai seguenti principi e criteri
direttivi generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate
provvedono all’attuazione dei decreti legislativi con le
ordinarie strutture amministrative, secondo il principio
della massima semplificazione dei procedimenti e delle
modalita’ di organizzazione e di esercizio delle funzioni e
dei servizi;
b) ai fini di un migliore coordinamento con le
discipline vigenti per i singoli settori interessati dalla
normativa da attuare, sono introdotte le occorrenti
modificazioni alle discipline stesse, fatti salvi i
procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa
ovvero le materie oggetto di delegificazione;
c) al di fuori dei casi previsti dalle norme penali
vigenti, ove necessario per assicurare l’osservanza delle
disposizioni contenute nei decreti legislativi, sono
previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni
alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a 150.000
euro e dell’arresto fino a tre anni, sono previste, in via
alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni
ledono o espongono a pericolo interessi costituzionalmente
protetti. In tali casi sono previste: la pena dell’ammenda
alternativa all’arresto per le infrazioni che espongono a
pericolo o danneggiano l’interesse protetto; la pena
dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che recano un danno di particolare gravita’.
Nelle predette ipotesi, in luogo dell’arresto e
dell’ammenda, possono essere previste anche le sanzioni
alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del decreto
legislativo 28 agosto 2000, n. 274, e la relativa
competenza del giudice di pace. La sanzione amministrativa
del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non
superiore a 150.000 euro e’ prevista per le infrazioni che
ledono o espongono a pericolo interessi diversi da quelli
indicati nei periodi precedenti. Nell’ambito dei limiti
minimi e massimi previsti, le sanzioni indicate nella
presente lettera sono determinate nella loro entita’,
tenendo conto della diversa potenzialita’ lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
astratto, di specifiche qualita’ personali del colpevole,
comprese quelle che impongono particolari doveri di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonche’ del vantaggio
patrimoniale che l’infrazione puo’ recare al colpevole
ovvero alla persona o all’ente nel cui interesse egli
agisce. Entro i limiti di pena indicati nella presente
lettera sono previste sanzioni identiche a quelle
eventualmente gia’ comminate dalle leggi vigenti per
violazioni omogenee e di pari offensivita’ rispetto alle
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle
materie di cui all’ art. 117, quarto comma, della
Costituzione, le sanzioni amministrative sono determinate
dalle regioni;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e
che non riguardano l’attivita’ ordinaria delle
amministrazioni statali o regionali possono essere previste
nei decreti legislativi recanti le norme necessarie per
dare attuazione alle direttive, nei soli limiti occorrenti
per l’adempimento degli obblighi di attuazione delle
direttive stesse; alla relativa copertura, nonche’ alla
copertura delle minori entrate eventualmente derivanti
dall’attuazione delle direttive, in quanto non sia
possibile farvi fronte con i fondi gia’ assegnati alle
competenti amministrazioni, si provvede a carico del fondo
di rotazione di cui all’ art. 5 della legge 16 aprile 1987,
n. 183;
e) all’attuazione di direttive che modificano
precedenti direttive gia’ attuate con legge o con decreto
legislativo si procede, se la modificazione non comporta
ampliamento della materia regolata, apportando le
corrispondenti modificazioni alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) nella predisposizione dei decreti legislativi si
tiene conto delle eventuali modificazioni delle direttive
comunitarie comunque intervenute fino al momento
dell’esercizio della delega;
g) nella predisposizione dei decreti legislativi,
relativi alle direttive elencate negli allegati Ae B, si
tiene conto delle esigenze di coordinamento tra le norme
previste nelle direttive medesime e quanto stabilito dalla
legislazione vigente, con particolare riferimento alla
normativa in materia di lavoro e politiche sociali, per la
cui revisione e’ assicurato il coinvolgimento delle parti
sociali interessate, ai fini della definizione di eventuali
specifici avvisi comuni e dell’acquisizione, ove richiesto
dalla complessita’ della materia, di un parere delle stesse
parti sociali sui relativi schemi di decreto legislativo;
h) quando si verificano sovrapposizioni di competenze
tra amministrazioni diverse o comunque sono coinvolte le
competenze di piu’ amministrazioni statali, i decreti
legislativi individuano, attraverso le piu’ opportune forme
di coordinamento, rispettando i principi di sussidiarieta’,
differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione e le
competenze delle regioni e degli altri enti territoriali,
le procedure per salvaguardare l’unitarieta’ dei processi
decisionali, la trasparenza, la celerita’, l’efficacia e
l’economicita’ nell’azione amministrativa e la chiara
individuazione dei soggetti responsabili;
i) quando non sono di ostacolo i diversi termini di
recepimento, sono attuate con un unico decreto legislativo
le direttive che riguardano le stesse materie o che
comunque comportano modifiche degli stessi atti normativi.»
«Art. 3 (Delega al Governo per la disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie) –
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme
comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo, fatte
salve le norme penali vigenti, e’ delegato ad adottare,
entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali o
amministrative per le violazioni di obblighi contenuti in
direttive comunitarie attuate in via regolamentare o
amministrativa, ai sensi delle leggi comunitarie vigenti, o
in regolamenti comunitari pubblicati alla data di entrata
in vigore della presente legge, per i quali non sono gia’
previste sanzioni penali o amministrative.
2. La delega di cui al comma 1 e’ esercitata con
decreti legislativi adottati ai sensi dell’ art. 14 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente
del Consiglio dei ministri o del Ministro per le politiche
europee e del Ministro della giustizia, di concerto con i
Ministri competenti per materia. I decreti legislativi si
informano ai principi e criteri direttivi di cui all’ art.
2, comma 1, lettera c).
3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al
presente articolo sono trasmessi alla Camera dei deputati e
al Senato della Repubblica per l’espressione del parere da
parte dei competenti organi parlamentari con le modalita’ e
nei termini previsti dai commi 3 e 8 dell’ art. 1.»
«Art. 4 (Oneri relativi a prestazioni e a controlli) –
1.In relazione agli oneri per prestazioni e per controlli,
si applicano le disposizioni dell’ art. 9, commi 2 e 2-bis,
della legge 4 febbraio 2005, n. 11.»
«Art. 36 (Delega al Governo per l’attuazione della
direttiva 2009/48/CEsulla sicurezza dei giocattoli) – 1.
Nella predisposizione del decreto legislativo di attuazione
della direttiva 2009/48/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 giugno 2009, sulla sicurezza dei
giocattoli, il Governo e’ tenuto a seguire, oltre ai
principi e criteri direttivi di cui all’ art. 2 della
presente legge, in quanto compatibili, anche i seguenti
principi e criteri direttivi:
a) prevedere il coordinamento delle disposizioni
attuative della delega con quelle previste dal decreto
legislativo 27 settembre 1991, n. 313, recante attuazione
della direttiva 88/378/CEErelativa al ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri concernenti la sicurezza
dei giocattoli, prevedendo in particolare che il Ministero
dello sviluppo economico eserciti la vigilanza sui
controlli sulla sicurezza dei giocattoli;
b) prevedere, anche allo scopo di ottemperare al
disposto dell’articolo 18, paragrafo 5, del regolamento
(CE) n. 765/2008del Parlamento europeo e del Consiglio, del
9 luglio 2008, che il Ministero dello sviluppo economico si
avvalga, per lo svolgimento delle attivita’ di controllo e
di vigilanza, delle camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, nell’ambito delle funzioni
attribuite dall’ art. 20 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112, nonche’ della collaborazione del Corpo della
guardia di finanza, conformemente al dettato dell’ art. 2,
comma 2, lettera m), e dell’ art. 3, comma 1, del decreto
legislativo 19 marzo 2001, n. 68;
c) prevedere che, con regolamento da adottare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo attuativo della delega di cui al presente
articolo, su proposta del Ministro dello sviluppo
economico, vengano impartite le necessarie disposizioni
atte a garantire il coordinamento tra le funzioni assegnate
in fase di attuazione della delega al suddetto Ministero
dello sviluppo economico e quelle attribuite alle altre
amministrazioni preposte alla vigilanza del mercato in
materia di sicurezza dei giocattoli, per gli aspetti di
specifica competenza;
d) prevedere, in sede di attuazione dell’ art. 50 della
direttiva 2009/48/CE, le fattispecie di divieto di
immissione sul mercato, nonche’ quelle di richiamo e di
ritiro del prodotto, per le ipotesi di giocattoli privi di
documentazione tecnica idonea a provare la sicurezza del
prodotto, nonche’ mancanti di marcatura CE, e la relativa
disciplina di notifica immediata alla parte interessata,
con l’indicazione dei mezzi di ricorso previsti
dall’ordinamento.
2. All’attuazione della delega di cui al comma 1 si
provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.»
«Allegato B
(Art. 1, commi 1 e 3)
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per
quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno
dei servizi postali comunitari;
2008/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, concernente una procedura comunitaria
sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale
industriale di gas e di energia elettrica (rifusione);
2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (Versione
codificata);
2008/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla gestione della sicurezza delle
infrastrutture stradali;
2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente;
2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei
gas a effetto serra;
2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia
interinale;
2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, relativa a standard di qualita’
ambientale nel settore della politica delle acque, recante
modifica e successiva abrogazione delle direttive del
Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e
86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio;
2008/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie;
2008/112/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica le direttive del Consiglio
76/768/CEE, 88/378/CEE, 1999/13/CE e le direttive del
Parlamento europeo e del Consiglio 2000/53/CE, 2002/96/CE e
2004/42/CE, allo scopo di adeguarle al regolamento (CE) n.
1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura
e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele;
2008/114/CE del Consiglio, dell’8 dicembre 2008,
relativa all’individuazione e alla designazione delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione della
necessita’ di migliorarne la protezione;
2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto
riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprieta’,
dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo
termine e dei contratti di rivendita e di scambio;
2009/4/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009, sulle
contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione
delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la
direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE)
n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a
disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti
su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del
Consiglio;
2009/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2009, che
modifica l’allegato III della direttiva 2006/22/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per
l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n.
3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia
sociale nel settore dei trasporti su strada;
2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali;
2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009, recante
attuazione dell’accordo concluso dall’Associazione armatori
della Comunita’ europea (ECSA) e dalla Federazione europea
dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul
lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva
1999/63/CE;
2009/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, recante modifica della direttiva
94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi per
quanto riguarda il livello di copertura e il termine di
rimborso;
2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato
di approdo (rifusione);
2009/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, recante modifica della direttiva 2002/59/CE
relativa all’istituzione di un sistema comunitario di
monitoraggio del traffico navale e d’informazione;
2009/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che stabilisce i principi fondamentali in
materia di inchieste sugli incidenti nel settore del
trasporto marittimo e che modifica la direttiva 1999/35/CE
del Consiglio e la direttiva 2002/59/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio;
2009/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al rispetto degli obblighi dello
Stato di bandiera;
2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da
fonti rinnovabili, recante modifica e successiva
abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;
2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario
per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto
serra;
2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per
quanto riguarda le specifiche relative a benzina,
combustibile diesel e gasolio nonche’ l’introduzione di un
meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di
gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE del
Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al
combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione
interna e abroga la direttiva 93/12/CEE;
2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di
biossido di carbonio e recante modifica della direttiva
85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento
europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE,
2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio;
2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti
e a basso consumo energetico nel trasporto su strada;
2009/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 maggio 2009, che modifica la direttiva 98/26/CE
concernente il carattere definitivo del regolamento nei
sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli e
la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia
finanziaria per quanto riguarda i sistemi connessi e i
crediti;
2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli;
2009/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 78/660/CEE e
83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni
obblighi di comunicazione a carico delle societa’ di medie
dimensioni e l’obbligo di redigere conti consolidati;
2009/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 2001/82/CE e
2001/83/CE per quanto concerne le modifiche dei termini
delle autorizzazioni all’immissione in commercio dei
medicinali;
2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione
delle acque minerali naturali;
2009/69/CE del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto in relazione
all’evasione fiscale connessa all’importazione;
2009/71/EURATOM del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare
degli impianti nucleari;
2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva
2003/54/CE;
2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
2003/55/CE;
2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure
per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di
forniture e di servizi nei settori della difesa e della
sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica
delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
2009/90/CE della Commissione, del 31 luglio 2009, che
stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per
l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle
acque;
2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, intesa a coordinare, per renderle
equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati
membri, alle societa’ a mente dell’art. 48, secondo comma,
del trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei
terzi;
2009/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, in materia di diritto delle societa’,
relativa alle societa’ a responsabilita’ limitata con un
unico socio (Versione codificata);
2009/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, recante modifica della direttiva
98/8/CE, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi,
per quanto riguarda l’estensione di determinati periodi di
tempo;
2009/111/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, che modifica le direttive 2006/48/CE,
2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi
dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza
e la gestione delle crisi;
2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che
stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un
livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di
prodotti petroliferi;
2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, che modifica la direttiva 2005/35/CE
relativa all’inquinamento provocato dalle navi e
all’introduzione di sanzioni per violazioni;
2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione
ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia
(rifusione);
2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009, che
modifica l’allegato VII della direttiva 2008/57/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario;
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attivita’ di assicurazione e di riassicurazione
(solvibilita’ II) (rifusione);
2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i
rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il
lavoro (Versione codificata);
2009/149/CE della Commissione, del 27 novembre 2009,
che modifica la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio per quanto riguarda gli indicatori comuni
di sicurezza e i metodi comuni di calcolo dei costi
connessi agli incidenti;
2010/12/UE del Consiglio, del 16 febbraio 2010, recante
modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE e 95/59/CE
per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise
che gravano sui tabacchi lavorati e della direttiva
2008/118/CE»
Il regolamento (CE) n.765/2008 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 13 agosto 2008, n. L 218.
Il regolamento (CEE) n.339/93 e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 17 febbraio 1993, n. L 40.
La decisione (CE) n.768/2008/CE e’ pubblicata nella
G.U.U.E. 13 agosto 2008, n. L 218.
La decisione 93/465/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 30
agosto 1993, n. L 220.
Il regolamento (CE) n.1223/2009 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 22 dicembre 2009, n. L 342.
Il regolamento (CE) n.1272/2008 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 31 dicembre 2008, n. L 353.
La direttiva 67/548/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 16
agosto 1967, n. 196.
La direttiva 1999/45/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 30
luglio 1999, n. L 200.
Il regolamento (CE) n.1907/2006 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 30 dicembre 2006, n. L 396.
Il regolamento (CEE) n.793/93 e’ pubblicata nella
G.U.C.E. 5 aprile 1993, n. L 84.
Il regolamento (CE) n.1488/94 e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 29 giugno 1994, n. 161.
La direttiva 76/769/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 27
settembre 1976, n. L 262.
La direttiva 91/155/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 22
marzo 1991, n. L 76.
La direttiva 93/67/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 8
settembre 1993, n. L 227.
La direttiva 93/105/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 30
novembre 1993, n. L 294.
La direttiva 2000/21/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 28
aprile 2000, n. L 103.
Il regolamento (CE) n.1935/2004 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 13 novembre 2004, n. L 338.
La direttiva 80/590/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 19
giugno 1980, n. L 151.
La direttiva 89/109/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 11
febbraio 1989, n. 40.
La direttiva 76/768/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 27
settembre 1976, n. L 262.
Il testo dell’art. 47 della legge del 6 febbraio 1996
n. 52 recante «Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee – legge comunitaria 1994», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 1996, n. 34, S.O., cosi’
recita:
«Art. 47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedure di certificazione e/o attestazione per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle procedure di
riesame delle istanze presentate per le stesse finalita’,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2. Le spese relative alle procedure finalizzate
all’autorizzazione degli organismi ad effettuare le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I
controlli possono avvenire anche mediante l’esame a
campione dei prodotti certificati.
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al comma
1, se effettuate da organi dell’amministrazione centrale o
periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui al comma 2,
sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per
essere successivamente riassegnati, con decreto del
Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei Ministeri
interessati sui capitoli destinati al funzionamento dei
servizi preposti, per lo svolgimento delle attivita’ di cui
ai citati commi e per l’effettuazione dei controlli
successivi sul mercato che possono essere effettuati dalle
autorita’ competenti mediante l’acquisizione temporanea a
titolo gratuito dei prodotti presso i produttori, i
distributori ed i rivenditori.
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono
determinate ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’ di cui al comma 1 se effettuate da organi
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’ di riscossione delle tariffe stesse e dei
proventi a copertura delle spese relative ai controlli di
cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in base alla vigente normativa, al personale
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato
addetto alle attivita’ di cui ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la successiva eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente. L’effettuazione dei controlli dei prodotti sul
mercato, come disciplinati dal presente comma, non deve
comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente articolo, sono abrogate le disposizioni
incompatibili emanate in attuazione di direttive
comunitarie in materia di certificazione CE.
6. I decreti di cui al comma 4 sono emanati entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dei
provvedimenti di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso tale termine,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica; le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza.»
Il decreto legislativo 27 settembre 1991, n.313, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5 ottobre 1991, n. 234.
La direttiva 88/378/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 16
luglio 1988, n. L 187.

Capo I Disposizioni generali

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto legislativo si intende per:
a) messa a disposizione sul mercato: la fornitura di un
giocattolo per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato
comunitario nel corso di un’attivita’ commerciale, a titolo oneroso o
gratuito;
b) immissione sul mercato: la prima messa a disposizione di un
giocattolo sul mercato comunitario;
c) fabbricante: persona fisica o giuridica che fabbrica un
giocattolo, oppure lo fa progettare o fabbricare, e lo commercializza
apponendovi il proprio nome o marchio;
d) rappresentante autorizzato: una persona fisica o giuridica
stabilita nella Comunita’ che ha ricevuto da un fabbricante un
mandato scritto che la autorizza ad agire per suo conto in relazione
a determinati compiti;
e) importatore: una persona fisica o giuridica stabilita nella
Comunita’ che immette sul mercato comunitario un giocattolo
proveniente da un Paese terzo;
f) distributore: una persona fisica o giuridica nella catena di
fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore, che mette a
disposizione sul mercato un giocattolo;
g) operatori economici: il fabbricante, il rappresentante
autorizzato, l’importatore e il distributore;
h) norma armonizzata: una norma adottata da uno degli organismi
europei di normalizzazione indicati nell’allegato I della direttiva
98/34/CE sulla base di una richiesta presentata dalla Commissione
conformemente all’articolo 6 di tale direttiva;
i) normativa comunitaria di armonizzazione: la normativa
comunitaria che armonizza le condizioni di commercializzazione dei
prodotti;
l) accreditamento: lo stesso significato di cui al regolamento
(CE) n. 765/2008;
m) valutazione della conformita’: il processo atto a dimostrare
se i requisiti specifici relativi a un giocattolo siano stati
rispettati;
n) organismo di valutazione della conformita’: un organismo che
svolge attivita’ di valutazione della conformita’, fra cui tarature,
prove, certificazioni e ispezioni;
o) richiamo: qualsiasi provvedimento volto ad ottenere la
restituzione di un giocattolo che e’ gia’ stato messo a disposizione
dell’utilizzatore finale;
p) ritiro: qualsiasi provvedimento volto a impedire la messa a
disposizione sul mercato di un giocattolo nella catena della
fornitura;
q) vigilanza del mercato: le attivita’ svolte e i provvedimenti
adottati dalle autorita’ competenti per garantire che i giocattoli
siano conformi ai requisiti applicabili stabiliti nella normativa
comunitaria di armonizzazione e non pregiudichino la salute, la
sicurezza o qualsiasi altro aspetto della protezione del pubblico
interesse;
r) marcatura CE: una marcatura mediante cui il fabbricante indica
che il giocattolo e’ conforme ai requisiti applicabili stabiliti
nella normativa comunitaria di armonizzazione che ne prevede
l’apposizione;
s) prodotto funzionale: un prodotto che svolge la stessa funzione
e viene impiegato nello stesso modo di un prodotto, un apparecchio o
un impianto destinato ad essere utilizzato da adulti, e che puo’
essere un modello in scala di tale prodotto, apparecchio o impianto;
t) giocattolo funzionale: un giocattolo che svolge la stessa
funzione e viene impiegato nello stesso modo di un prodotto, un
apparecchio o un impianto destinato ad essere utilizzato da adulti, e
che puo’ essere un modello in scala di tale prodotto, apparecchio o
impianto;
u) giocattolo acquatico: un giocattolo destinato a essere usato
in acque poco profonde e che e’ in grado di reggere o sostenere il
bambino sull’acqua;
v) velocita’ di progetto: tipica velocita’ operativa potenziale
determinata dalla progettazione del giocattolo;
z) gioco di attivita’: un gioco per uso domestico nel quale la
struttura di supporto resta ferma durante l’attivita’ e che e’
destinato a permettere a un bambino di svolgere una delle seguenti
attivita’: arrampicarsi, saltare, dondolare, scivolare, cullarsi,
avvitarsi, gattonare o strisciare o qualsiasi combinazione di esse;
aa) giocattolo chimico: un giocattolo destinato alla
manipolazione diretta di sostanze chimiche e destinato ad essere
utilizzato da bambini di uno specifico gruppo di eta’ e sotto la
supervisione di un adulto;
bb) gioco olfattivo da tavolo: un giocattolo il cui scopo e’
quello di aiutare il bambino ad imparare a riconoscere diversi odori
o profumi;
cc) kit cosmetico: un giocattolo il cui scopo e’ quello di
aiutare il bambino a imparare a creare prodotti come profumi, saponi,
creme, shampoo, bagnoschiuma, lucidalabbra, rossetti, e altri
trucchi, dentifrici e balsami;
dd) gioco gustativo: un gioco il cui scopo e’ quello di
permettere al bambino di preparare dolci o piatti che comportano
l’uso di ingredienti alimentari, come dolci, liquidi, polveri e
aromi;
ee) danno: le lesioni fisiche o qualsiasi altro danno alla salute
inclusi effetti sulla salute a lungo termine;
ff) pericolo: una fonte potenziale di danno;
gg) rischio: la probabilita’ di insorgenza di un pericolo fonte
di danni e la gravita’ dei danni;
hh) destinato a essere utilizzato da: indicazione atta a
permettere a un genitore o a un supervisore di valutare se il
giocattolo, in base alle sue funzioni, dimensioni e caratteristiche,
e’ destinato ad essere utilizzato da bambini della fascia di eta’
indicata.

Note all’art. 2:
La direttiva 98/34/CE del 22 giugno 1998 del Parlamento
europeo e del Consiglio e’ pubblicata nella G.U.C.E. 21
luglio 1998, n. L 204.
Per i riferimenti del regolamento (CE) n.765/2008 si
vedano le note alle premesse.

Capo II Obblighi degli operatori economici

Art. 3

Obblighi dei fabbricanti

1. All’atto dell’immissione dei loro giocattoli sul mercato, i
fabbricanti garantiscono che essi siano stati progettati e fabbricati
conformemente ai requisiti di cui all’articolo 9 e all’allegato II.
2. I fabbricanti preparano la documentazione tecnica prescritta
dall’articolo 18 ed eseguono o fanno eseguire la procedura di
valutazione della conformita’ applicabile a norma dell’articolo 16.
Qualora la conformita’ di un giocattolo alle prescrizioni applicabili
sia stata dimostrata da tale procedura, i fabbricanti redigono, a
norma dell’articolo 13, una dichiarazione CE di conformita’, e
appongono la marcatura CE di cui all’articolo 14.
3. I fabbricanti conservano la documentazione tecnica e la
dichiarazione CE di conformita’ per un periodo di dieci anni dopo che
il giocattolo e’ stato immesso sul mercato.
4. I fabbricanti garantiscono che siano predisposte le procedure
necessarie affinche’ la produzione in serie continui a essere
conforme. Tengono debitamente conto delle modifiche della
progettazione o delle caratteristiche del giocattolo, nonche’ delle
modifiche delle norme armonizzate con riferimento alle quali si
dichiara la conformita’ di un giocattolo.
5. Laddove ritenuto necessario in considerazione dei rischi
presentati da un giocattolo, i fabbricanti eseguono, per proteggere
la salute e la sicurezza dei consumatori, prove a campione dei
giocattoli commercializzati, svolgono indagini e, se del caso,
tengono un registro dei reclami, dei giocattoli non conformi e dei
richiami di giocattoli e informano i distributori di tale
monitoraggio.
6. I fabbricanti garantiscono che sui loro giocattoli sia apposto
un numero di tipo, di lotto, di serie, di modello oppure un altro
elemento che consenta la loro identificazione, oppure, qualora le
dimensioni o la natura del giocattolo non lo consentano, che le
informazioni prescritte siano fornite sull’imballaggio o in un
documento di accompagnamento del giocattolo.
7. I fabbricanti indicano sul giocattolo il loro nome, la loro
denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e
l’indirizzo dove possono essere contattati oppure, ove cio’ non sia
possibile, sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del
giocattolo. L’indirizzo indica un unico punto in cui il fabbricante
puo’ essere contattato.
8. I fabbricanti garantiscono che il giocattolo sia accompagnato da
istruzioni e informazioni sulla sicurezza fornite almeno in lingua
italiana.
9. I fabbricanti che ritengono o hanno motivo di credere che un
giocattolo che hanno immesso sul mercato non sia conforme alla
pertinente normativa comunitaria di armonizzazione prendono
immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme
tale giocattolo, per ritirarlo o richiamarlo, a seconda dei casi.
Inoltre, qualora il giocattolo presenti un rischio, i fabbricanti ne
informano immediatamente il Ministero dello sviluppo economico,
indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformita’ e
qualsiasi misura correttiva adottata.
10. I fabbricanti, a seguito di una richiesta motivata delle
autorita’ competenti forniscono tutte le informazioni e la
documentazione necessarie per dimostrare la conformita’ del
giocattolo, in lingua italiana o inglese. Essi collaborano con tale
autorita’, ove richiesto dalle medesime, in ordine alle azioni
intraprese per eliminare i rischi presentati dai giocattoli che essi
hanno immesso sul mercato, compresi il ritiro e il richiamo dei
giocattoli non conformi.

Capo II Obblighi degli operatori economici

Art. 4

Rappresentanti autorizzati

1. Il fabbricante puo’ nominare, mediante mandato scritto, un
rappresentante autorizzato.
2. Gli obblighi di cui all’articolo 3, comma 1, e la stesura della
documentazione tecnica non rientrano nel mandato del rappresentante
autorizzato.
3. Il rappresentante autorizzato esegue i compiti specificati nel
mandato ricevuto dal fabbricante. Il mandato consente al
rappresentante autorizzato di eseguire almeno i seguenti compiti:
a) mantenere a disposizione dell’autorita’ di vigilanza la
dichiarazione CE di conformita’ e la documentazione tecnica per un
periodo di dieci anni dopo l’immissione sul mercato del giocattolo;
b) a seguito di una richiesta motivata dell’autorita’ competente,
fornire tutte le informazioni e la documentazione necessarie per
dimostrare la conformita’ di un giocattolo;
c) cooperare, su richiesta, con l’autorita’ competente, in ordine
a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai
giocattoli che rientrano nel loro mandato.

Capo II Obblighi degli operatori economici

Art. 5

Obblighi degli importatori

1. Gli importatori immettono sul mercato comunitario solo
giocattoli conformi.
2. Prima di immettere un giocattolo sul mercato gli importatori
assicurano che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata procedura
di valutazione della conformita’. Essi assicurano che il fabbricante
abbia preparato la documentazione tecnica, che la marcatura di
conformita’ prescritta sia apposta sul giocattolo, che il giocattolo
sia accompagnato dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia
rispettato le prescrizioni di cui all’articolo 3, commi 6 e 7.
3. L’importatore, se ritiene o ha motivo di credere che un
giocattolo non sia conforme ai requisiti di cui all’articolo 9 e
all’allegato II, non immette sul mercato il giocattolo fino a quando
esso non e’ stato reso conforme. Inoltre, quando un giocattolo
presenta un rischio, l’importatore ne informa il fabbricante e
l’autorita’ di vigilanza del mercato.
4. Gli importatori indicano sul giocattolo il loro nome, la loro
denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e
l’indirizzo a cui possono essere contattati oppure, ove cio’ non sia
possibile, sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del
giocattolo.
5. Gli importatori assicurano che il giocattolo sia accompagnato da
istruzioni e informazioni sulla sicurezza almeno in lingua italiana.
Sono fatti salvi gli oneri informativi relativi alla conformita’ dei
processi di lavorazione alle norme in materia di lavoro, con
particolare riguardo al lavoro minorile, e in materia di tutela
ambientale.
6. Gli importatori garantiscono che mentre un giocattolo e’ sotto
la loro responsabilita’, le condizioni di immagazzinamento o di
trasporto non mettano a rischio la conformita’ ai requisiti di cui
all’articolo 9 e all’allegato II.
7. Ove ritenuto opportuno alla luce dei rischi presentati da un
giocattolo, gli importatori, per proteggere la salute e la sicurezza
dei consumatori, eseguono prove a campione dei giocattoli
commercializzati, svolgono indagini e, se del caso, tengono un
registro dei reclami, nonche’ dei giocattoli non conformi e dei
richiami di giocattoli e informano i distributori di tale
monitoraggio.
8. Gli importatori che ritengono o hanno motivo di credere che un
giocattolo che hanno immesso sul mercato non sia conforme alla
pertinente normativa comunitaria di armonizzazione adottano
immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme
tale giocattolo, per ritirarlo o richiamarlo, a seconda dei casi.
Inoltre, qualora il giocattolo presenti un rischio, gli importatori
ne informano immediatamente il Ministero dello sviluppo economico,
indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformita’ e
qualsiasi misura correttiva adottata.
9. Gli importatori conservano per un periodo di dieci anni dopo
l’immissione sul mercato del giocattolo la dichiarazione CE di
conformita’ a disposizione dell’autorita’ di vigilanza del mercato;
garantiscono inoltre che, su richiesta, la documentazione tecnica
possa essere resa disponibile a tale autorita’.
10. Gli importatori, a seguito di una richiesta motivata delle
autorita’ competenti, forniscono tutte le informazioni e la
documentazione necessarie per dimostrare la conformita’ del
giocattolo, in lingua italiana o inglese. Essi collaborano con tali
autorita’, ove richiesto dalle medesime, in ordine alle azioni
intraprese per eliminare i rischi presentati dai giocattoli che essi
hanno immesso sul mercato, compresi il ritiro e il richiamo dei
giocattoli non conformi.

Capo II Obblighi degli operatori economici

Art. 6

Obblighi dei distributori

1. Quando mettono un giocattolo a disposizione sul mercato, i
distributori agiscono con la dovuta attenzione in relazione alle
prescrizioni applicabili.
2. Prima di mettere un giocattolo a disposizione sul mercato, i
distributori verificano che il giocattolo in questione rechi la
marcatura prescritta, che sia accompagnato dai documenti prescritti e
da istruzioni e informazioni sulla sicurezza almeno in lingua
italiana, e che il fabbricante e l’importatore si siano conformati
alle prescrizioni di cui all’articolo 3, commi 6, 7 e 8, e
all’articolo 5, commi 3 e 4.
3. Il distributore, se ritiene o ha motivo di credere che un
giocattolo non sia conforme ai requisiti di cui all’articolo 9 e
all’allegato II, non mette il giocattolo a disposizione sul mercato
fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre, quando un
giocattolo presenta un rischio, il distributore ne informa il
fabbricante o l’importatore, nonche’ il Ministero dello sviluppo
economico.
4. I distributori garantiscono che, mentre un giocattolo e’ sotto
la loro responsabilita’, le condizioni di immagazzinamento o di
trasporto non mettano a rischio la conformita’ alle prescrizioni di
cui all’articolo 9 e all’allegato II.
5. I distributori che ritengono o hanno motivo di credere che un
giocattolo che hanno messo a disposizione sul mercato non sia
conforme alla pertinente normativa comunitaria di armonizzazione si
assicurano che siano adottate le misure correttive necessarie per
rendere conforme tale giocattolo, per ritirarlo o richiamarlo, a
seconda dei casi. Inoltre, qualora il giocattolo presenti un rischio,
i distributori ne informano immediatamente il Ministero dello
sviluppo economico, indicando in particolare i dettagli relativi alla
non conformita’ e qualsiasi misura correttiva adottata.
6. I distributori, a seguito di una richiesta motivata delle
autorita’ competenti, forniscono tutte le informazioni e la
documentazione necessarie per dimostrare la conformita’ del prodotto
e collaborano con tali autorita’, ove richiesto dalle medesime, in
ordine alle azioni intraprese per eliminare i rischi presentati dai
giocattoli che essi hanno messo a disposizione compresi il ritiro e
il richiamo dei giocattoli non conformi.

Capo II Obblighi degli operatori economici

Art. 7

Casi in cui gli obblighi dei fabbricanti sono applicati agli
importatori e ai distributori

1. Un importatore o distributore e’ ritenuto un fabbricante ai fini
del presente decreto, ed e’ soggetto agli obblighi del fabbricante di
cui all’articolo 3, quando immette sul mercato un giocattolo con il
proprio nome, denominazione commerciale o marchio o modifica un
giocattolo gia’ immesso sul mercato, in modo tale che la conformita’
alle prescrizioni previste dal presente decreto potrebbe esserne
condizionata.

Capo II Obblighi degli operatori economici

Art. 8

Identificazione degli operatori economici

1. Gli operatori economici forniscono, su richiesta, all’autorita’
di vigilanza le informazioni relative agli operatori economici che
abbiano fornito loro un giocattolo e agli operatori economici cui lo
abbiano fornito.
2. Gli operatori economici conservano le informazioni di cui al
comma 1 per un periodo di dieci anni dopo l’immissione sul mercato
del giocattolo, nel caso del fabbricante, e per un periodo di dieci
anni dopo la fornitura del giocattolo, nel caso di altri operatori
economici.

Capo III Conformita’ dei giocattoli

Art. 9

Requisiti essenziali di sicurezza

1. I giocattoli immessi sul mercato devono essere conformi ai
requisiti essenziali di sicurezza prescritti dal comma 2 del presente
articolo, nonche’ ai requisiti specifici di sicurezza di cui
all’allegato II.
2. I giocattoli, comprese le sostanze chimiche che contengono, non
devono compromettere la sicurezza o la salute dell’utilizzatore o dei
terzi, quando sono utilizzati conformemente alla loro destinazione o
quando ne e’ fatto un uso prevedibile in considerazione del
comportamento abituale dei bambini. Si deve tenere conto
dell’abilita’ degli utilizzatori e, se del caso, di chi effettua la
sorveglianza, in particolare per quanto riguarda i giocattoli che
sono destinati ai bambini di eta’ inferiore a 36 mesi o ad altri
gruppi di eta’.
3. Le avvertenze di cui all’articolo 10, nonche’ le istruzioni per
l’uso di cui i giocattoli sono corredati, richiamano l’attenzione
degli utilizzatori o di chi effettua la sorveglianza sui pertinenti
pericoli e sui rischi di danno che l’uso dei giocattoli comporta e
sul modo di evitare tali rischi e pericoli.
4. I giocattoli immessi sul mercato devono essere conformi ai
requisiti essenziali di sicurezza per tutta la durata di impiego
prevedibile e normale dei giocattoli stessi.

Capo III Conformita’ dei giocattoli

Art. 10

Avvertenze

1. Laddove cio’ risulti opportuno per la sicurezza dell’uso, le
avvertenze indicano, conformemente alle prescrizioni di cui
all’articolo 9, comma 2, le opportune restrizioni relative agli
utilizzatori, conformemente all’allegato V, parte A. Per quanto
riguarda le categorie di giocattoli di cui all’allegato V, parte B,
vanno utilizzate le avvertenze ivi elencate. Le avvertenze di cui ai
punti da 2 a 10 della parte B dell’allegato V vanno utilizzate nella
versione ivi figurante.
2. I giocattoli non devono recare una o piu’ delle avvertenze
specifiche di cui alla parte B dell’allegato V, qualora esse
contraddicano l’uso al quale e’ destinato il giocattolo, quale
determinato in base alla sua funzione, alle sue dimensioni e alle sue
caratteristiche.
3. Il fabbricante appone le avvertenze in modo chiaramente visibile
e facilmente leggibile, facilmente comprensibile ed accurato sul
giocattolo, su un’etichetta o sull’imballaggio, nonche’, se del caso,
sulle istruzioni per l’uso di cui e’ corredato. Per i giocattoli di
piccole dimensioni venduti senza imballaggio, le avvertenze
appropriate sono apposte sul giocattolo stesso.
4. Le avvertenze, che determinano la decisione di acquistare il
giocattolo, quali quelle che precisano l’eta’ minima e l’eta’ massima
degli utilizzatori e le altre avvertenze applicabili di cui
all’allegato V, devono figurare sull’imballaggio destinato al
consumatore o essere altrimenti chiaramente visibili al consumatore
prima dell’acquisto, anche nelle ipotesi di acquisto per via
telematica.
5. Le avvertenze e le istruzioni di sicurezza devono essere redatte
almeno in lingua italiana. Le avvertenze sono precedute dalla parola:
«Attenzione» o dalla parola: «Avvertenza» o: «Avvertenze» a seconda
dei casi.

Capo III Conformita’ dei giocattoli

Art. 11

Presunzione di conformita’

1. I giocattoli che sono conformi alle norme armonizzate o a parti
di esse, i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale dell’Unione europea, sono considerati conformi alle
prescrizioni di cui all’articolo 9 e all’allegato II contemplate da
tali norme o da parte di esse.

Capo III Conformita’ dei giocattoli

Art. 12

Obiezione formale ad una norma armonizzata

1. Il Ministero dello sviluppo economico, qualora ritenga che,
anche a seguito di segnalazione di altri Ministeri o di parti
interessate, una norma armonizzata non soddisfi pienamente i
requisiti essenziali di sicurezza di cui all’articolo 9 e dei
requisiti specifici di sicurezza di cui all’allegato II, sottopone la
questione al comitato istituito ai sensi dell’articolo 5 della
direttiva 98/34/CE presentando le proprie motivazioni.

Note all’art. 12:
Per i riferimenti della direttiva 98/34/CE si vedano le
note all’art. 2.

Capo III Conformita’ dei giocattoli

Art. 13

Dichiarazione CE di conformita’

1. Con la dichiarazione CE di conformita’ il fabbricante si assume
la responsabilita’ della conformita’ del giocattolo all’articolo 9 e
all’allegato II.
2. La dichiarazione CE di conformita’ contiene almeno gli elementi
specificati nell’allegato III del presente decreto e dei pertinenti
moduli della decisione 768/2008/CE ed e’ continuamente aggiornata.
3. La dichiarazione CE di conformita’ viene redatta in italiano o
in inglese conformemente all’allegato III.

Note all’art. 13:
Per i riferimenti della decisione 768/2008/CE si vedano
le note alle premesse.

Capo III Conformita’ dei giocattoli

Art. 14

Marcatura CE

1. I giocattoli prima di essere immessi sul mercato devono recare
la marcatura CE. I giocattoli che recano la marcatura CE si presumono
conformi al presente decreto.
2. La marcatura CE e’ soggetta ai principi generali di cui
all’articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008.
3. I giocattoli che non recano la marcatura CE o che non sono
altrimenti conformi al presente decreto possono essere presentati ed
utilizzati in occasione di fiere ed esposizioni, purche’
un’indicazione chiara precisi che il giocattolo non e’ conforme al
presente decreto e che non saranno messi a disposizione sul mercato
comunitario prima di essere resi conformi.
4. La marcatura CE e’ apposta in modo visibile, leggibile e
indelebile sul giocattolo o su un’etichetta affissa o
sull’imballaggio. Nel caso di giocattoli di piccole dimensioni o
costituiti da piccole parti la marcatura CE puo’ essere apposta su
un’etichetta oppure su un foglio informativo. Qualora cio’ risulti
tecnicamente impossibile, nel caso di giocattoli venduti in
espositori e a condizione che l’espositore sia stato inizialmente
utilizzato come imballaggio per i giocattoli, la marcatura CE deve
essere affissa sull’espositore stesso. Qualora non sia visibile
dall’esterno dell’imballaggio, la marcatura CE va apposta almeno
sull’imballaggio.
5. La marcatura CE puo’ essere seguita da un pittogramma o da
qualsiasi altro marchio che indichi un rischio o un impiego
particolare.

Note all’art. 14:
Per i riferimenti del regolamento (CE) n.765/2008 si
vedano le note alle premesse.

Capo IV Valutazione della conformita’

Art. 15

Valutazione della sicurezza

1. Prima di immettere un giocattolo sul mercato i fabbricanti
effettuano un’analisi dei pericoli chimici, fisico-meccanici ed
elettrici, di infiammabilita’, di igiene e di radioattivita’ che lo
stesso puo’ presentare, e effettuano una valutazione della potenziale
esposizione a tali pericoli.

Capo IV Valutazione della conformita’

Art. 16

Procedure di valutazione della conformita’

1. Prima di immettere un giocattolo sul mercato, allo scopo di
dimostrare che il giocattolo e’ conforme ai requisiti prescritti
dall’articolo 9 e dall’allegato II, i fabbricanti applicano le
procedure di valutazione della conformita’ di cui ai commi 2 e 3.
2. Il fabbricante, qualora abbia applicato le norme armonizzate i
cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione europea riguardanti tutti i requisiti di sicurezza del
giocattolo, segue la procedura di controllo interno della produzione
di cui al modulo A dell’allegato II della decisione n. 768/2008/CE.
3. Il giocattolo e’ sottoposto ad esame CE del tipo, di cui
all’articolo 17, congiuntamente alla procedura di conformita’ al tipo
prevista dal modulo C dell’allegato II della decisione n. 768/2008/CE
nei seguenti casi:
a) qualora non esistano norme armonizzate, i cui riferimenti
siano stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea,
riguardanti tutti i requisiti di sicurezza del giocattolo;
b) quando esistono le norme armonizzate di cui alla lettera a),
ma il fabbricante non le ha applicate o le ha applicate solo in
parte;
c) quando una o piu’ norme armonizzate di cui alla lettera a)
sono state pubblicate con una limitazione;
d) quando il fabbricante ritiene che la natura, la progettazione,
la costruzione o la destinazione del giocattolo richiedono il ricorso
alla verifica di parti terze, cosi’ come individuate ai sensi
dell’articolo 19, comma 1.

Note all’art. 16:
Per i riferimenti della decisione 768/2008/CE si vedano
le note alle premesse.

Capo IV Valutazione della conformita’

Art. 17

Esame CE del tipo

1. La richiesta di esame CE del tipo, l’esecuzione dell’esame e il
rilascio dell’attestato d’esame CE del tipo sono effettuati
conformemente alle procedure di cui al modulo B dell’allegato II
della decisione n. 768/2008/CE. L’esame CE del tipo e’ effettuato
secondo le modalita’ specificate al paragrafo 2, secondo trattino, di
tale modulo B. In aggiunta a tali disposizioni sono applicati i
requisiti di cui ai commi da 2 a 6.
2. La richiesta di esame CE del tipo include una descrizione del
giocattolo e l’indicazione del luogo di fabbricazione, incluso
l’indirizzo.
3. Quando un organismo di valutazione della conformita’ notificato
conformemente al capo V del presente decreto effettua l’esame CE del
tipo valuta, unitamente al fabbricante, l’analisi dei pericoli che il
giocattolo puo’ presentare effettuata dal fabbricante stesso
conformemente all’articolo 15.
4. Il certificato d’esame CE del tipo include un riferimento alla
direttiva 2009/48/CE, un’immagine a colori e una descrizione chiara
del giocattolo comprensiva delle dimensioni, nonche’ l’elenco delle
prove eseguite con un riferimento ai pertinenti rapporti di prova.
5. Il certificato d’esame CE del tipo e’ rivisto in qualsiasi
momento se ne presenti la necessita’, in particolare qualora si
verifichino modifiche nel processo di fabbricazione, nelle materie
prime o nei componenti del giocattolo, e in ogni caso ogni cinque
anni. Il certificato di esame CE del tipo e’ revocato se il
giocattolo non e’ conforme ai requisiti prescritti dall’articolo 9 e
dall’allegato II.
6. La documentazione tecnica e la corrispondenza riguardanti le
procedure di esame CE del tipo sono redatti in una lingua ufficiale
dello Stato membro in cui e’ stabilito l’organismo notificato o in
una lingua accettata da quest’ultimo.

Note all’art. 17:
Per i riferimenti della decisione 768/2008/CE e della
direttiva 2009/48/CE si vedano le note alle premesse.

Capo IV Valutazione della conformita’

Art. 18

Documentazione del prodotto

1. La documentazione tecnica di cui all’articolo 3, comma 2,
contiene tutti i dati necessari o i dettagli relativi agli strumenti
utilizzati dal fabbricante per garantire la conformita’ del
giocattolo ai requisiti di cui all’articolo 9 e all’allegato II. Essa
contiene in particolare i documenti elencati nell’allegato IV.
2. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 17, comma 6, la
documentazione tecnica e’ redatta in una delle lingue ufficiali della
Comunita’.
3. In seguito a una richiesta motivata da parte dell’autorita’ di
vigilanza del mercato, il fabbricante fornisce una traduzione delle
parti pertinenti della documentazione tecnica in italiano o in
inglese. Qualora a un fabbricante sia richiesta la documentazione
tecnica o la traduzione di parti di essa dall’autorita’ di vigilanza
del mercato, questa puo’ fissare un termine pari a trenta giorni, a
meno che rischi gravi e imminenti non giustifichino una scadenza piu’
breve.
4. Nel caso in cui il fabbricante non osservi gli obblighi di cui
ai commi 1, 2 e 3, l’autorita’ di vigilanza del mercato puo’
richiedere che il fabbricante faccia effettuare a proprie spese una
prova, entro un termine determinato, da parte di un organismo
notificato per verificare la conformita’ alle norme armonizzate e ai
requisiti essenziali di sicurezza.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 19

Autorita’ di notifica e Organismo nazionale di accreditamento

1. Il Ministero dello sviluppo economico e’ l’autorita’ competente
per l’autorizzazione e la notifica alla Commissione europea e agli
altri Stati membri degli Organismi autorizzati a svolgere i compiti
di valutazione della conformita’ (CE) di cui al presente decreto.
2. La valutazione e la vigilanza sugli Organismi di valutazione
della conformita’ CE e’ svolta dall’Organismo nazionale italiano di
accreditamento ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 23
luglio 2009, n. 99, e in conformita’ del regolamento (CE) n.
765/2008. L’accreditamento da parte dell’Organismo nazionale italiano
costituisce presupposto dell’autorizzazione di cui al comma 1. Il
Ministero dello sviluppo economico e’ responsabile per i compiti
svolti dall’Organismo nazionale italiano di accreditamento nei
termini e secondo il citato regolamento (CE) n. 765/2008 e le
disposizioni nazionali di attuazione.
3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto le modalita’ di svolgimento dell’attivita’ di cui al
comma 2 da parte dell’Organismo nazionale italiano di accreditamento
sono regolate per mezzo di apposita convenzione, protocollo di intesa
o altro analogo strumento bilaterale stipulato con il Ministero dello
sviluppo economico.

Note all’art. 19:
Il testo dell’art. 4, comma 2, della legge 23 luglio
2009, n.99, (Disposizioni per lo sviluppo e
l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia
di energia), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 luglio
2009, n. 176, S.O., cosi’ recita:
«Art. 4. (Attuazione del capo II del regolamento (CE)
n. 765/2008del Parlamento europeo e del Consiglio, che pone
norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato
per la commercializzazione dei prodotti). – (Omissis).
2. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con i Ministri interessati, provvede con decreto di natura
non regolamentare, entro tre mesi dalla data di adozione
del decreto di cui al comma 1, alla designazione dell’unico
organismo italiano autorizzato a svolgere attivita’ di
accreditamento. Il Ministero dello sviluppo economico, per
il tramite del competente ufficio, e’ autorita’ nazionale
referente per le attivita’ di accreditamento, punto
nazionale di contatto con la Commissione europea ed assume
le funzioni previste dal capo II del citato regolamento non
assegnate all’organismo nazionale di accreditamento.»
Per i riferimenti del regolamento (CE) n.765/2008 si
vedano le note alle premesse.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 20

Autorizzazione degli Organismi notificati

1. La valutazione di conformita’ alla direttiva 2009/48/CE e al
presente decreto e’ effettuata dagli Organismi a tale fine
autorizzati e notificati dall’Ufficio competente del Ministero dello
sviluppo economico. L’autorizzazione e’ rilasciata previa
presentazione di apposita domanda corredata della documentazione di
cui al comma 2.
2. La domanda di cui al comma 1 e’ accompagnata da una descrizione
delle attivita’ di valutazione della conformita’, del modulo o dei
moduli di valutazione della conformita’ e del giocattolo o dei
giocattoli per i quali tale organismo dichiara di essere competente,
nonche’ da un certificato di accreditamento che attesti che
l’organismo di valutazione della conformita’ e’ conforme alle
prescrizioni di cui all’articolo 21.
3. Alle spese concernenti le procedure finalizzate
all’autorizzazione anche provvisoria degli organismi, alla notifica e
ai successivi rinnovi della notifica degli organismi di cui al comma
1 ed ai successivi controlli sugli stessi, si applicano le
disposizioni dell’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52. Con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
determinate le tariffe e le relative modalita’ di versamento, tenuto
conto del costo effettivo del servizio e senza determinare
duplicazioni rispetto alle tariffe da corrispondersi ai fini
dell’accreditamento di cui all’articolo 19, comma 2. Le predette
tariffe sono aggiornate sulla base del costo effettivo del servizio e
con le stesse modalita’, almeno ogni due anni.

Note all’art. 20:
Per i riferimenti della direttiva 2009/48/CE si vedano
le note alle premesse.
L’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52
(Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
legge comunitaria 1994), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 10 febbraio 1996, n. 34, S.O., cosi’ recita:
«47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedure di certificazione e/o attestazione per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle procedure di
riesame delle istanze presentate per le stesse finalita’,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2. Le spese relative alle procedure finalizzate
all’autorizzazione degli organismi ad effettuare le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I
controlli possono avvenire anche mediante l’esame a
campione dei prodotti certificati.
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al comma
1, se effettuate da organi dell’amministrazione centrale o
periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui al comma 2,
sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per
essere successivamente riassegnati, con decreto del
Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei Ministeri
interessati sui capitoli destinati al funzionamento dei
servizi preposti, per lo svolgimento delle attivita’ di cui
ai citati commi e per l’effettuazione dei controlli
successivi sul mercato che possono essere effettuati dalle
autorita’ competenti mediante l’acquisizione temporanea a
titolo gratuito dei prodotti presso i produttori, i
distributori ed i rivenditori.
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono
determinate ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’ di cui al comma 1 se effettuate da organi
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’ di riscossione delle tariffe stesse e dei
proventi a copertura delle spese relative ai controlli di
cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in base alla vigente normativa, al personale
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato
addetto alle attivita’ di cui ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la successiva eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente. L’effettuazione dei controlli dei prodotti sul
mercato, come disciplinati dal presente comma, non deve
comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente articolo, sono abrogate le disposizioni
incompatibili emanate in attuazione di direttive
comunitarie in materia di certificazione CE.
6. I decreti di cui al comma 4 sono emanati entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dei
provvedimenti di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso tale termine,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica; le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza.»

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 21

Prescrizioni relative agli organismi notificati

1. Ai fini della notifica a norma del presente decreto l’organismo
di valutazione della conformita’ rispetta le prescrizioni di cui al
presente articolo.
2. L’organismo di valutazione della conformita’ e’ stabilito a
norma del presente decreto legislativo e ha la personalita’
giuridica.
3. L’organismo di valutazione della conformita’ e’ un organismo
terzo indipendente dall’organizzazione o dal giocattolo che valuta.
Un organismo appartenente a un’associazione d’imprese o a una
federazione professionale che rappresenta imprese coinvolte nella
progettazione, nella fabbricazione, nella fornitura,
nell’assemblaggio, nell’utilizzo o nella manutenzione di giocattoli
che esso valuta puo’ essere ritenuto un organismo del genere, a
condizione che siano dimostrate la sua indipendenza e l’assenza di
qualsiasi conflitto di interesse.
4. L’organismo di valutazione della conformita’, i suoi alti
dirigenti e il personale addetto alla valutazione della conformita’
non sono ne’ il progettista, ne’ il fabbricante, ne’ il fornitore,
ne’ l’installatore, ne’ l’acquirente, ne’ il proprietario, ne’
l’utente o il responsabile della manutenzione dei giocattoli
sottoposti alla sua valutazione, ne’ il rappresentante autorizzato di
uno di questi soggetti. Cio’ non preclude l’uso dei giocattoli
valutati che sono necessari per il funzionamento dell’organismo di
valutazione della conformita’ o l’uso di tali giocattoli per scopi
privati. L’organismo di valutazione della conformita’, i suoi alti
dirigenti e il personale addetto alla valutazione della conformita’
non intervengono direttamente nella progettazione o nella
fabbricazione, nella commercializzazione, nell’installazione,
nell’utilizzo o nella manutenzione di tali giocattoli, ne’
rappresentano i soggetti impegnati in tali attivita’. Non
intraprendono alcuna attivita’ che possa essere in conflitto con la
loro indipendenza di giudizio o la loro integrita’ per quanto
riguarda le attivita’ di valutazione della conformita’ per cui sono
notificati. Cio’ vale in particolare per i servizi di consulenza. Gli
organismi di valutazione della conformita’ garantiscono che le
attivita’ delle loro affiliate o dei loro subappaltatori non si
ripercuotano sulla riservatezza, sull’obiettivita’ o
sull’imparzialita’ delle loro attivita’ di valutazione della
conformita’.
5. Gli organismi di valutazione della conformita’ e il loro
personale eseguono le operazioni di valutazione della conformita’ con
il massimo dell’integrita’ professionale e della competenza tecnica e
sono liberi da qualsivoglia pressione e incentivo, soprattutto di
ordine finanziario, che possa influenzare il loro giudizio o i
risultati delle loro attivita’ di valutazione, in particolare da
persone o gruppi di persone interessati ai risultati di tali
attivita’.
6. L’organismo di valutazione della conformita’ e’ in grado di
eseguire tutti i compiti di valutazione della conformita’
assegnatigli in base all’articolo 17 e per cui e’ stato notificato,
indipendentemente dal fatto che siano eseguiti dall’organismo stesso
o per suo conto e sotto la sua responsabilita’. L’organismo di
valutazione della conformita’ dispone dei mezzi necessari per
eseguire i compiti tecnici e amministrativi connessi alle attivita’
di valutazione della conformita’ in modo appropriato e ha accesso a
tutti gli strumenti o impianti occorrenti. In ogni momento, per ogni
procedura di valutazione della conformita’ e per ogni tipo o
categoria di giocattoli per i quali e’ stato notificato, l’organismo
di valutazione della conformita’ ha a sua disposizione:
a) personale con conoscenze tecniche ed esperienza sufficiente e
appropriata per eseguire i compiti di valutazione della conformita’;
b) le necessarie descrizioni delle procedure in conformita’ delle
quali avviene la valutazione della conformita’, garantendo la
trasparenza e la capacita’ di riproduzione di tali procedure.
Predispone una politica e procedure appropriate che distinguano i
compiti che svolge in qualita’ di organismo notificato dalle altre
attivita’;
c) procedure per svolgere le attivita’ che tengano debitamente
conto delle dimensioni di un’impresa, del settore in cui opera, della
sua struttura, del grado di complessita’ della tecnologia del
giocattolo in questione e della natura seriale o di massa del
processo produttivo.
7. Il personale responsabile dell’esecuzione delle attivita’ di
valutazione della conformita’ dispone di:
a) una formazione tecnica e professionale solida che includa
tutte le attivita’ di valutazione della conformita’ in relazione a
cui l’organismo di valutazione della conformita’ e’ stato notificato;
b) soddisfacenti conoscenze delle prescrizioni relative alle
valutazioni che esegue e un’adeguata autorita’ per eseguire tali
valutazioni;
c) una conoscenza e una comprensione adeguate delle prescrizioni
fondamentali, delle norme armonizzate applicabili e della pertinente
normativa comunitaria di armonizzazione, nonche’ dei suoi regolamenti
di attuazione;
d) la capacita’ di elaborare certificati, registri e rapporti
atti a dimostrare che le valutazioni sono state eseguite.
8. E’ assicurata l’imparzialita’ degli organismi di valutazione
della conformita’, dei loro alti dirigenti e del personale addetto
alle valutazioni. La remunerazione degli alti dirigenti e del
personale addetto alle valutazioni di un organismo di valutazione
della conformita’ non dipende dal numero di valutazioni eseguite o
dai risultati di tali valutazioni.
9. Gli organismi di valutazione della conformita’ sottoscrivono un
contratto di assicurazione per la responsabilita’ civile. Le
caratteristiche minime di tale contratto possono essere disciplinate
da un decreto del Ministro dello sviluppo economico. Fino
all’adozione di tale eventuale decreto si applicano le disposizioni
al riguardo previste dalla direttiva del Ministro delle attivita’
produttive in data 19 dicembre 2002, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2003.
10. Il personale di un organismo di valutazione della conformita’
e’ tenuto al segreto professionale per tutto cio’ di cui viene a
conoscenza nell’esercizio delle sue funzioni a norma dell’articolo 17
del presente decreto, tranne nei confronti delle autorita’
competenti. Sono tutelati i diritti di proprieta’.
11. Gli organismi di valutazione della conformita’ partecipano alle
attivita’ di normalizzazione pertinenti e alle attivita’ del gruppo
di coordinamento degli organismi notificati, istituito a norma
dell’articolo 38 della direttiva 2009/48/CE, o garantiscono che il
loro personale addetto alle valutazioni ne sia informato, e applicano
come guida generale le decisioni ed i documenti amministrativi
prodotti da tale gruppo.

Note all’art. 21:
Per i rifermenti della direttiva 2009/48/CE si vedano
le note alle premesse.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 22

Affiliate e subappaltatori degli organismi notificati

1. Un organismo notificato, qualora subappalti compiti specifici
connessi alla valutazione della conformita’ oppure ricorra a
un’affiliata, garantisce che il subappaltatore o l’affiliata
rispettino le prescrizioni di cui all’articolo 21 e ne informa di
conseguenza l’autorita’ di notifica e l’Organismo nazionale italiano
di accreditamento.
2. Gli organismi notificati si assumono la completa responsabilita’
delle mansioni eseguite da subappaltatori o affiliate, ovunque questi
siano stabiliti.
3. Le attivita’ possono essere subappaltate o eseguite da
un’affiliata solo con il consenso del cliente.
4. Gli organismi notificati mantengono a disposizione
dell’autorita’ di notifica i documenti pertinenti riguardanti la
valutazione delle qualifiche del subappaltatore o dell’affiliata e
del lavoro eseguito da questi ultimi a norma dell’articolo 17.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 23

Procedura di notifica

1. Il Ministero dello sviluppo economico notifica gli organismi di
valutazione della conformita’, anche ai fini dell’assegnazione di un
numero di identificazione, alla Commissione e agli altri Stati membri
utilizzando lo strumento elettronico di notifica elaborato e gestito
dalla Commissione europea denominato: «NANDO» (New Approach Notified
and Designated Organisations).
2. La notifica include tutti i dettagli riguardanti le attivita’ di
valutazione della conformita’, il modulo o i moduli di valutazione
della conformita’, il giocattolo o i giocattoli interessati, nonche’
la relativa attestazione di competenza.
3. Il Ministero dello sviluppo economico pubblica sul proprio sito
l’elenco delle notifiche effettuate, provvedendo ad aggiornarlo
periodicamente.
4. L’organismo interessato puo’ eseguire le attivita’ di un
organismo notificato solo se non sono sollevate obiezioni da parte
della Commissione o degli altri Stati membri entro due settimane
dalla notifica. Solo tale organismo e’ considerato un organismo
notificato ai fini del presente decreto.
5. Eventuali modifiche pertinenti successive riguardanti la
notifica sono comunicate dal Ministero dello sviluppo economico alla
Commissione e agli altri Stati membri.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 24

Modifiche delle notifiche

1. Qualora il Ministero dello sviluppo economico, accerti o sia
informato che un organismo notificato non e’ piu’ conforme alle
prescrizioni di cui all’articolo 21 o non adempie ai suoi obblighi,
limita, sospende o ritira la notifica, a seconda dei casi, in
funzione della gravita’ del mancato rispetto di tali prescrizioni o
dell’inadempimento di tali obblighi. Il Ministero dello sviluppo
economico informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati
membri.
2. Nel caso di limitazione, sospensione o ritiro della notifica,
oppure di cessazione dell’attivita’ dell’organismo notificato, il
Ministero dello sviluppo economico adotta le misure appropriate per
garantire che le pratiche di tale organismo siano evase da un altro
organismo notificato.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 25

Contestazione della competenza degli organismi notificati

1. Anche nell’ambito delle indagini che la Commissione svolge su
tutti i casi in cui abbia dubbi o vengano portati alla sua attenzione
dubbi sulla competenza di un organismo notificato o sull’ottemperanza
di un organismo notificato alle prescrizioni e responsabilita’ cui e’
sottoposto, il Ministero dello sviluppo economico fornisce alla
Commissione, su richiesta, tutte le informazioni relative alla base
della notifica o del mantenimento della competenza dell’organismo in
questione.
2. Il Ministero dello sviluppo economico prende le misure
correttive necessarie, incluso all’occorrenza il ritiro della
notifica, qualora la Commissione accerti che un organismo notificato
non soddisfa o non soddisfa piu’ le prescrizioni per la sua
notificazione.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 26

Obblighi operativi degli organismi notificati

1. Gli organismi notificati eseguono le valutazioni della
conformita’ conformemente alla procedura di valutazione della
conformita’ di cui all’articolo 17.
2. Le valutazioni della conformita’ sono eseguite in modo
proporzionale, evitando oneri superflui per gli operatori economici.
Gli organismi di valutazione della conformita’ svolgono le loro
attivita’ tenendo debitamente conto delle dimensioni di un’impresa,
del settore in cui opera, della sua struttura, del grado di
complessita’ della tecnologia del giocattolo in questione e della
natura seriale o di massa del processo di produzione. Nel fare cio’
rispettano tuttavia il grado di rigore e il livello di protezione
necessari per la conformita’ del giocattolo al presente decreto.
3. Qualora un organismo notificato riscontri che le prescrizioni di
cui all’articolo 9 e all’allegato II, o alle norme armonizzate
corrispondenti non siano state rispettate da un fabbricante, chiede a
tale fabbricante di prendere le misure correttive appropriate e non
rilascia l’attestato d’esame CE del tipo di cui all’articolo 17.
4. Un organismo notificato che nel corso del monitoraggio della
conformita’ successivo al rilascio di un certificato di esame CE del
tipo riscontri che un giocattolo non e’ piu’ conforme chiede al
fabbricante di prendere le misure correttive opportune e
all’occorrenza sospende o ritira il certificato di esame CE del tipo.
5. Qualora non siano prese misure correttive o non producano il
risultato richiesto, l’organismo notificato limita, sospende o ritira
i certificati di esame CE del tipo, a seconda dei casi.
6. Un organismo notificato non rilascia certificati di esame CE del
tipo in relazione a giocattoli per i quali sia stato rifiutato o
ritirato un certificato.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 27

Obbligo di informazione a carico degli organismi notificati

1. Gli organismi notificati informano il Ministero dello sviluppo
economico:
a) di qualunque rifiuto, limitazione, sospensione o ritiro di
certificati d’esame CE del tipo;
b) di qualunque circostanza che possa influire sull’ambito e
sulle condizioni della notifica;
c) di eventuali richieste di informazioni che abbiano ricevuto
dall’autorita’ di vigilanza del mercato in relazione alle attivita’
di valutazione della conformita’;
d) su richiesta, delle attivita’ di valutazione della conformita’
eseguite nell’ambito della loro notifica e di qualsiasi altra
attivita’, incluse quelle transfrontaliere e di subappalto.
2. Gli organismi notificati forniscono agli altri organismi
notificati a norma del presente decreto, le cui attivita’ di
valutazione della conformita’ sono simili e coprono gli stessi
giocattoli, informazioni pertinenti sulle questioni relative ai
risultati negativi e, su richiesta, positivi, delle valutazioni della
conformita’.

Capo V Notifica degli organismi di valutazione della conformita’

Art. 28

Istruzioni all’organismo notificato

1. L’autorita’ di vigilanza del mercato puo’ richiedere a un
organismo notificato di fornire informazioni in merito a qualsiasi
attestato d’esame CE del tipo di cui esso abbia effettuato il
rilascio o il ritiro, o in merito al rifiuto del rilascio di tale
attestato, nonche’ alle relazioni relative alle prove e alla
documentazione tecnica.
2. Qualora l’autorita’ di vigilanza del mercato riscontri che un
giocattolo non sia conforme ai requisiti di cui all’articolo 9 e
all’allegato II, essa richiede, se del caso, all’organismo notificato
di ritirare l’attestato d’esame CE del tipo relativo a tale
giocattolo.
3. L’autorita’ di vigilanza del mercato, all’occorrenza, e in
particolare nei casi specificati all’articolo 17, comma 5, richiede
all’organismo notificato di rivedere l’attestato d’esame CE del tipo.

Capo VI Vigilanza e sanzioni

Art. 29

Autorita’ di vigilanza del mercato e controlli alle frontiere esterne

1. Le funzioni di autorita’ di vigilanza per il controllo della
conformita’ dei giocattoli alle disposizioni del presente decreto
legislativo sono svolte dal Ministero dello sviluppo economico il
quale si avvale, in particolare, della collaborazione delle Camere di
Commercio, ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112, e dell’articolo 2 della legge 29 dicembre 1993, n. 580,
e successive modificazioni, e della Guardia di finanza ai sensi
dell’articolo 2, comma 2, lettera m), e dell’articolo 3, comma 1, del
decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68.
2. Le funzioni di controllo alle frontiere esterne sono svolte
dall’Agenzia delle Dogane conformemente agli articoli da 27 a 29 del
regolamento (CE) n. 765/2008.
3. Il Ministero della salute svolge le funzioni di autorita’ di
vigilanza anche attraverso l’adozione dei provvedimenti di cui
all’articolo 30, limitatamente agli aspetti di specifica competenza
ed in particolare in merito ai rischi sulla salute connessi alle
proprieta’ chimiche dei giocattoli di cui all’allegato II, parte III,
e ai rischi di infezione o malattia connessi a contaminazione
microbiologica di cui all’allegato II, parte V. A tale fine si avvale
del Comando Carabinieri per la tutela della salute e dell’Istituto
superiore di sanita’.
4. Il Ministero della salute da’ immediata notizia al Ministero
dello sviluppo economico dell’adozione di uno dei provvedimenti di
cui al comma 2.
5. Le modalita’ di coordinamento delle funzioni di vigilanza
assegnate al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero della
salute e delle funzioni di controllo attribuite ad altre
amministrazioni pubbliche sono definite in apposito regolamento da
emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto
1988, n. 400, su proposta del Ministro dello sviluppo economico entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
6. Restano ferme le competenze attribuite al Ministero dell’interno
dall’articolo 14 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in
materia di tutela della sicurezza pubblica, della salvaguardia della
pubblica incolumita’ e della prevenzione incendi.

Note all’art. 29:
Il testo dell’art. 20 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n.112, (Conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti
locali, in attuazione del capo I della legge n. 15 marzo
1997, n. 59), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile
1998, n. 92, S.O., cosi’ recita:
«Art. 20 (Funzioni delle camere di commercio, industria
artigianato e agricoltura). – 1. Sono attribuite alle
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
le funzioni esercitate dagli uffici metrici provinciali e
dagli uffici provinciali per l’industria, il commercio e
l’artigianato, ivi comprese quelle relative ai brevetti e
alla tutela della proprieta’ industriale.
2. Presso le camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura e’ individuato un responsabile
delle attivita’ finalizzate alla tutela del consumatore e
della fede pubblica, con particolare riferimento ai compiti
in materia di controllo di conformita’ dei prodotti e
strumenti di misura gia’ svolti dagli uffici di cui al
comma 1.»
Il testo dell’art. 2 della legge 29 dicembre 1993,
n.580, (Riordinamento delle camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 11 gennaio 1994, n. 7, S.O., cosi’ recita:
«Art. 2 (Compiti e funzioni). – 1. Le camere di
commercio svolgono, nell’ambito della circoscrizione
territoriale di competenza, funzioni di supporto e di
promozione degli interessi generali delle imprese e delle
economie locali, nonche’, fatte salve le competenze
attribuite dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato
alle amministrazioni statali, alle regioni, e agli enti
locali, funzioni nelle materie amministrative ed economiche
relative al sistema delle imprese. Le camere di commercio,
singolarmente o in forma associata, esercitano, inoltre, le
funzioni ad esse delegate dallo Stato e dalle regioni,
nonche’ i compiti derivanti da accordi o convenzioni
internazionali, informando la loro azione al principio di
sussidiarieta’.
2. Le camere di commercio, singolarmente o in forma
associata, svolgono in particolare le funzioni e i compiti
relativi a:
a) tenuta del registro delle imprese, del Repertorio
economico amministrativo, ai sensi dell’art. 8 della
presente legge, e degli altri registri ed albi attribuiti
alle camere di commercio dalla legge;
b) promozione della semplificazione delle procedure per
l’avvio e lo svolgimento di attivita’ economiche;
c) promozione del territorio e delle economie locali al
fine di accrescerne la competitivita’, favorendo l’accesso
al credito per le PMI anche attraverso il supporto ai
consorzi fidi;
d) realizzazione di osservatori dell’economia locale e
diffusione di informazione economica;
e) supporto all’internazionalizzazione per la
promozione del sistema italiano delle imprese all’estero,
raccordandosi, tra l’altro, con i programmi del Ministero
dello sviluppo economico;
f) promozione dell’innovazione e del trasferimento
tecnologico per le imprese, anche attraverso la
realizzazione di servizi e infrastrutture informatiche e
telematiche;
g) costituzione di commissioni arbitrali e conciliative
per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra
imprese e consumatori e utenti;
h) predisposizione di contratti-tipo tra imprese, loro
associazioni e associazioni di tutela degli interessi dei
consumatori e degli utenti;
i) promozione di forme di controllo sulla presenza di
clausole inique inserite nei contratti;
l) vigilanza e controllo sui prodotti e per la
metrologia legale e rilascio dei certificati d’origine
delle merci;
m) raccolta degli usi e delle consuetudini;
n) cooperazione con le istituzioni scolastiche e
universitarie, in materia di alternanza scuola-lavoro e per
l’orientamento al lavoro e alle professioni.
3. Le camere di commercio, nei cui registri delle
imprese siano iscritte o annotate meno di 40.000 imprese,
esercitano le funzioni di cui alle lettera g), h), i) e l)
obbligatoriamente in forma associata.
4. Per il raggiungimento dei propri scopi, le camere di
commercio promuovono, realizzano e gestiscono strutture ed
infrastrutture di interesse economico generale a livello
locale, regionale e nazionale, direttamente o mediante la
partecipazione, secondo le norme del codice civile, con
altri soggetti pubblici e privati, ad organismi anche
associativi, ad enti, a consorzi e a societa’.
5. Le camere di commercio, nel rispetto di criteri di
equilibrio economico e finanziario, possono costituire, in
forma singola o associata, e secondo le disposizioni del
codice civile, aziende speciali operanti secondo le norme
del diritto privato. Le aziende speciali delle camere di
commercio sono organismi strumentali dotati di
soggettivita’ tributaria. Le camere di commercio possono
attribuire alle aziende speciali il compito di realizzare
le iniziative funzionali al perseguimento delle proprie
finalita’ istituzionali e del proprio programma di
attivita’, assegnando alle stesse le risorse finanziarie e
strumentali necessarie.
6. Per la realizzazione di interventi a favore del
sistema delle imprese e dell’economia, le camere di
commercio e le loro unioni possono partecipare agli accordi
di programma ai sensi dell’art. 34 del citato decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
7. La programmazione degli interventi a favore del
sistema delle imprese e dell’economia, nell’ambito del
programma pluriennale di attivita’ di cui all’art. 11,
comma 1, lettera c), formulata in coerenza con la
programmazione dell’Unione europea, dello Stato e delle
regioni.
8. Le camere di commercio possono costituirsi parte
civile nei giudizi relativi ai delitti contro l’economia
pubblica, l’industria e il commercio. Possono, altresi’,
promuovere l’azione per la repressione della concorrenza
sleale ai sensi dell’art. 2601 del codice civile.
9. Le camere di commercio e le loro unioni possono
formulare pareri e proposte alle amministrazioni dello
Stato, alle regioni e agli enti locali sulle questioni che
comunque interessano le imprese della circoscrizione
territoriale di competenza.»
Il testo dell’art. 2, comma 2, lettera m) e dell’art.
3, comma1, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n.68,
(Adeguamento dei compiti del Corpo della Guardia di
finanza, a norma dell’art. 4 della legge n. 31 marzo 2000,
n. 78), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 marzo 2001,
n. 71, S.O.cosi’ recita:
«Art. 2 (Tutela del bilancio). (Omissis).
2. A tal fine, al Corpo della Guardia di finanza sono
demandati compiti di prevenzione, ricerca e repressione
delle violazioni in materia di:
a) – l) (Omissis);
m) ogni altro interesse economico-finanziario nazionale
o dell’Unione europea.»
«Art. 3 (Collaborazione con organi ed enti nazionali).
– 1. Il Corpo della Guardia di finanza, in relazione alle
proprie competenze in materia economica e finanziaria,
collabora con gli organi costituzionali. La stessa
collaborazione, previe intese con il Comando generale, puo’
essere fornita agli organi istituzionali, alle Autorita’
indipendenti e agli enti di pubblico interesse che ne
facciano richiesta.»
Per i riferimenti del regolamento (CE) n.765/2008 si
vedano le note alle premesse.
Il testo dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto
1988, n.400, (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n.
214, S.O., cosi’ recita:
«Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi,
nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e) (abrogata)».
Il testo dell’art. 14 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n.300, (Riforma dell’organizzazione del Governo, a
norma dell’art. 11 della legge n. 15 marzo 1997, n. 59),
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203,
S.O., cosi’ recita:
«Art. 14 (Attribuzioni). – 1. Al Ministero dell’interno
sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo
Stato in materia di: garanzia della regolare costituzione e
del funzionamento degli organi degli enti locali e funzioni
statali esercitate dagli enti locali, tutela dell’ordine e
della sicurezza pubblica, difesa civile, politiche di
protezione civile e prevenzione incendi, salve le
specifiche competenze in materia del Presidente del
Consiglio dei Ministri, tutela dei diritti civili,
cittadinanza, immigrazione, asilo e soccorso pubblico.
2. Il ministero svolge in particolare le funzioni e i
compiti di spettanza statale nelle seguenti aree
funzionali:
a) garanzia della regolare costituzione degli organi
elettivi degli enti locali e del loro funzionamento,
finanza locale, servizi elettorali, vigilanza sullo stato
civile e sull’anagrafe e attivita’ di collaborazione con
gli enti locali;
b) tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e
coordinamento delle forze di polizia;
c) amministrazione generale e supporto dei compiti di
rappresentanza generale di governo sul territorio;
d) tutela dei diritti civili, ivi compresi quelli delle
confessioni religiose, di cittadinanza, immigrazione e
asilo;
d-bis) organizzazione e funzionamento delle strutture
centrali e periferiche dell’amministrazione, con
particolare riguardo alle politiche del personale
dell’amministrazione civile e alla promozione e sviluppo
delle relative attivita’ formative nonche’ alla gestione
delle risorse strumentali e finanziarie del ministero.
3. Il ministero svolge attraverso il corpo nazionale
dei vigili del fuoco anche gli altri compiti ad esso
assegnati dalla normativa vigente.
4. Restano ferme le disposizioni della legge 1° aprile
1981, n. 121.»

Capo VI Vigilanza e sanzioni

Art. 30

Controlli

1. L’autorita’ di vigilanza del mercato effettua la sorveglianza
sulla sicurezza dei giocattoli conformemente agli articoli da 15 a 29
del regolamento (CE) n. 765/2008 ed in particolare, controlla in modo
appropriato e su scala adeguata le caratteristiche dei giocattoli
attraverso verifiche documentarie e, se del caso, verifiche fisiche e
di laboratorio, sulla base di adeguato campionamento. In tale
attivita’ tengono conto di principi consolidati di valutazione del
rischio, dei reclami e di altre informazioni.
2. L’autorita’ di vigilanza del mercato, quando accerta che un
giocattolo rischia di pregiudicare la sicurezza o la salute delle
persone, ne vieta l’immissione sul mercato o la circolazione sul
territorio nazionale e ne ordina il ritiro o il richiamo dal mercato.
3. L’autorita’ di vigilanza, quando accerta la contemporanea
mancanza della marcatura CE e della documentazione tecnica di cui
all’allegato IV, vieta l’immissione del giocattolo sul mercato o la
sua circolazione sul territorio nazionale e ne ordina il ritiro o il
richiamo.
4. L’autorita’ di vigilanza, quando la documentazione tecnica di
cui all’allegato IV non e’ disponibile o e’ incompleta, ordina al
fabbricante o all’importatore di far cessare l’infrazione entro un
termine perentorio non superiore a trenta giorni, disponendo se del
caso il divieto temporaneo di circolazione. Decorso inutilmente tale
termine, vieta l’immissione del giocattolo sul mercato o la sua
circolazione sul territorio nazionale e ne ordina il ritiro o il
richiamo.
5. L’autorita’ di vigilanza, quando accerta la mancanza della
marcatura CE oppure la mancanza o l’incompletezza delle avvertenze di
cui all’articolo 10, ordina al fabbricante o all’importatore di far
cessare l’infrazione entro un termine perentorio non superiore a 30
giorni, disponendo se del caso il divieto temporaneo di circolazione.
Decorso inutilmente tale termine, vieta l’immissione del giocattolo
sul mercato o la sua circolazione sul territorio nazionale e ne
ordina il ritiro o il richiamo.
6. L’autorita’ di vigilanza, quando accerta l’irregolare
apposizione della marcatura CE, oppure la mancanza o incompletezza
della dichiarazione CE di conformita’, ordina al fabbricante o
all’importatore di conformare il giocattolo entro un termine
perentorio non superiore a trenta giorni. Decorso inutilmente tale
termine, vieta l’immissione del giocattolo sul mercato o la sua
circolazione sul territorio nazionale.
7. Le misure di cui ai commi da 2 a 6 sono adottate con
provvedimento motivato e notificato all’interessato con l’indicazione
dei mezzi di impugnativa e del termine entro cui e’ possibile
ricorrere.
8. I costi relativi alle misure di cui ai commi da 2 a 6 sono a
carico dei fabbricanti e degli importatori e, ove cio’ non sia in
tutto o in parte possibile, a carico dei distributori.

Note all’art. 30:
Per i riferimenti del regolamento (CE) n.765/2008 si
vedano le note alle premesse.

Capo VI Vigilanza e sanzioni

Art. 31

Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, il fabbricante
o l’importatore che immette sul mercato prodotti in violazione degli
articoli 3, comma 1, e 5, comma 2, e’ punito con l’arresto fino a un
anno e con l’ammenda da 10.000 a 50.000 euro.
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, il fabbricante,
l’importatore o il distributore che non ottempera ai provvedimenti
emanati ai sensi dell’articolo 30, comma 2, e’ punito con l’arresto
da sei mesi a un anno e con l’ammenda da 10.000 a 50.000 euro.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, il fabbricante o
l’importatore che immette sul mercato un giocattolo privo della
documentazione tecnica di cui all’allegato IV e’ soggetto alla
sanzione amministrativa da 2.500 a 40.000 euro.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, il fabbricante o
l’importatore che immette sul mercato un giocattolo privo della
marcatura CE e’ soggetto alla sanzione amministrativa da 2.500 a
30.000 euro.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, la sanzione amministrativa
di cui al comma 4 si applica anche al fabbricante o all’importatore
che immette sul mercato un giocattolo privo delle avvertenze di cui
all’articolo 10.
6. Salvo che il fatto costituisca reato, il fabbricante o
l’importatore che non ottempera al provvedimento di divieto emanato
ai sensi dell’articolo 30, comma 6, e’ soggetto alla sanzione
amministrativa da 2.500 a 10.000 euro.
7. Salvo che il fatto costituisca reato, il distributore che mette
a disposizione sul mercato un giocattolo privo di marcatura CE o
delle avvertenze di cui all’articolo 10 e’ soggetto alla sanzione
amministrativa da 1.500 a 10.000 euro.
8. Salvo che il fatto costituisca reato, il fabbricante,
l’importatore o il distributore che non ottempera agli obblighi di
cui all’articolo 8 e’ soggetto alla sanzione amministrativa da 2.500
a 10.000 euro.
9. Salvo che il fatto costituisca reato, la sanzione amministrativa
di cui al comma 8 si applica anche al rappresentante autorizzato che
non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 4, comma 3.
10. Le sanzioni amministrative di cui al presente articolo sono
irrogate dalla Camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura territorialmente competente.

Capo VI Vigilanza e sanzioni

Art. 32

Aggiornamento

1. All’aggiornamento e alla modifica delle disposizioni degli
allegati al presente decreto legislativo derivanti da aggiornamenti e
modifiche della direttiva 2009/48/CE si provvede con decreto del
Ministro dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 11, comma 5,
della legge 4 febbraio 2005, n. 11.

Note all’art. 32:
Per i riferimenti della direttiva 2009/48/CE si vedano
le note alle premesse.
Il testo dell’art. 11, comma 5, della legge 4 febbraio
2005, n.11, (Norme generali sulla partecipazione
dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e
sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 2005, n.
37, cosi’ recita:
«Art. 11 (Attuazione in via regolamentare e
amministrativa). – (Omissis).
5. Nelle materie di cui all’art. 117, secondo comma,
della Costituzione, non disciplinate dalla legge o da
regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, commi 1 e 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, e non coperte da riserva di legge, le
direttive possono essere attuate con regolamento
ministeriale o interministeriale, ai sensi dell’art. 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, o con atto
amministrativo generale da parte del Ministro con
competenza prevalente per la materia, di concerto con gli
altri Ministri interessati. Con le medesime modalita’ sono
attuate le successive modifiche e integrazioni delle
direttive.»

Capo VI Vigilanza e sanzioni

Art. 33

Abrogazioni

1. Il decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 313, e’ abrogato,
ad eccezione dell’articolo 2, comma 1, e dell’allegato II, parte II,
punto 3, a decorrere dal 20 luglio 2011. L’articolo 2, comma 1, e
l’allegato II, parte III, sono abrogati a decorrere dal 20 luglio
2013.

Note all’art. 33:
Per i riferimenti del decreto legislativo 27 settembre
1991, n.313 si vedano le note alle premesse.

Capo VI Vigilanza e sanzioni

Art. 34

Norme transitorie e finali

1. Per un periodo transitorio di sei mesi gli organismi di
valutazione della conformita’ che presentano domanda di
autorizzazione ai sensi dell’articolo 20 e che non sono in grado di
fornire un certificato di accreditamento vengono autorizzati in via
provvisoria, previo diretto accertamento da parte del Ministero dello
sviluppo economico del possesso dei requisiti di cui all’articolo 21,
con l’obbligo di ottenere l’accreditamento entro 12 mesi dalla data
di entrata in vigore del presente decreto.
2. Gli organismi di valutazione della conformita’ che alla data di
entrata in vigore del presente decreto siano gia’ titolari di
autorizzazione ai sensi del decreto legislativo 27 settembre 1991, n.
313, devono dimostrare, ai fini dell’autorizzazione provvisoria di
cui al comma 1, il possesso dei requisiti di cui all’articolo 21, ad
esclusione dei requisiti gia’ accertati ai fini del rilascio della
precedente autorizzazione.

Note all’art. 34:
Per i riferimenti al decreto legislativo 27 settembre
1991, n.313 si vedano le note alle premesse.

Capo VI Vigilanza e sanzioni

Art. 35

Disposizione finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche competenti provvedono agli
adempimenti previsti dal presente decreto con le risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 11 aprile 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Romani, Ministro dello sviluppo
economico

Fazio, Ministro della salute

Alfano, Ministro della giustizia

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano

DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 – Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. (11G0097) (GU n. 96 del 27-4-2011

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