DECRETO LEGISLATIVO 12 giugno 2012, n. 78 - Attuazione della direttiva 2010/35/UE, in materia di attrezzature a pressione trasportabili e che abroga le direttive 76/767/CEE, 84/525/CEE, 84/526/CEE, 84/527/CEE e 1999/36/CE. (12G0099) - (GU n. 138 del 15-6-2012 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 12 giugno 2012, n. 78 – Attuazione della direttiva 2010/35/UE, in materia di attrezzature a pressione trasportabili e che abroga le direttive 76/767/CEE, 84/525/CEE, 84/526/CEE, 84/527/CEE e 1999/36/CE. (12G0099) – (GU n. 138 del 15-6-2012

DECRETO LEGISLATIVO 12 giugno 2012, n. 78 - Attuazione della direttiva 2010/35/UE, in materia di attrezzature a pressione trasportabili e che abroga le direttive 76/767/CEE, 84/525/CEE, 84/526/CEE, 84/527/CEE e 1999/36/CE. (12G0099) - (GU n. 138 del 15-6-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 16/06/2012

DECRETO LEGISLATIVO 12 giugno 2012 , n. 78

Attuazione della direttiva 2010/35/UE, in materia di attrezzature a
pressione trasportabili e che abroga le direttive 76/767/CEE,
84/525/CEE, 84/526/CEE, 84/527/CEE e 1999/36/CE. (12G0099)

Capo I Ambito di applicazione e definizioni

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2010/35/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 giugno 2010, in materia di attrezzature a pressione
trasportabili e che abroga le direttive 76/767/CEE, 84/525/CEE,
84/526/CEE, 84/527/CEE e 1999/36/CE;
Vista la legge 15 dicembre 2011, n. 217, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2010, ed in particolare
l’articolo 18;
Visti gli articoli 1 e 2 della legge 4 giugno 2010, n. 96, recante
disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge
comunitaria 2009;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante il
nuovo codice della strada;
Visto il decreto del Ministro dei trasporti 7 aprile 1986, di
recepimento delle direttive 76/767/CEE, 84/527/CEE, 84/525/CEE e
84/526/CEE, riguardanti la costruzione ed i controlli di particolari
categorie di bombole;
Visto il decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 23, recante
attuazione delle direttive 1999/36/CE, 2001/2/CE e della decisione
2001/107/CE in materia di attrezzature a pressione trasportabili;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 35, di attuazione
della direttiva 2008/68/CE, relativa al trasporto interno di merci
pericolose;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 6 aprile 2012;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 giugno 2012;
Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, dell’interno, della giustizia, dell’economia e
delle finanze e dello sviluppo economico;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Oggetto e ambito di applicazione

1. Il presente decreto disciplina le attrezzature a pressione
trasportabili, al fine di migliorare la sicurezza e garantire la
libera circolazione di tali attrezzature nell’Unione europea e si
applica:
a) alle nuove attrezzature a pressione trasportabili di nuova
fabbricazione, definite nell’articolo 2, comma 1, che non recano i
marchi di conformita’ di cui alle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e
84/527/CEE, recepite con il decreto del Ministro dei trasporti 7
aprile 1986, o alla direttiva 1999/36/CE, attuata con decreto
legislativo 2 febbraio 2002, n. 23, per quanto riguarda la messa a
disposizione sul mercato di tali attrezzature;
b) alle attrezzature a pressione trasportabili definite
nell’articolo 2, comma 1, che recano i marchi di conformita’ alla
direttiva 2010/35/UE, o alle direttive 84/525/CEE, 84/526/CEE e
84/527/CEE, recepite con il decreto del Ministro dei trasporti 7
aprile 1986, o alla direttiva 1999/36/CE, attuata con decreto
legislativo 2 febbraio 2002, n. 23, per quanto riguarda le ispezioni
periodiche, le ispezioni intermedie, le verifiche straordinarie e
l’uso di tali attrezzature;
c) alle attrezzature a pressione trasportabili definite
nell’articolo 2, comma 1, che non recano i marchi di conformita’ di
cui alla direttiva 1999/36/CE, attuata con decreto legislativo 2
febbraio 2002, n. 23, per quanto riguarda la rivalutazione della
conformita’.
2. Il presente decreto non si applica alle attrezzature a pressione
trasportabili immesse sul mercato in data antecedente al 9 marzo 2002
o alle date antecedenti a quelle previste dall’articolo 15 del
decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 23, che non sono state
sottoposte ad una rivalutazione della conformita’ e a quelle
utilizzate esclusivamente per operazioni di trasporto di merci
pericolose tra gli Stati membri dell’Unione europea e Paesi terzi,
effettuate ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 27
gennaio 2010, n. 35, di attuazione della direttiva 2008/68/CE.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’articolo 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio
della funzione legislativa non puo’ essere delegato al
Governo se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti
definiti.
L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
La direttiva 2010/35/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 30
giugno 2010, n. L. 165.
Il testo dell’articolo 18 della legge 15 dicembre 2011,
n. 217 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee – Legge comunitaria 2010), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 2 gennaio 2012, n. 1, cosi’ recita:
“Art. 18. (Delega al Governo per l’attuazione delle
direttive 2009/20/CE e 2010/36/UE, in materia di crediti
marittimi e di sicurezza delle navi, e 2010/35/UE, in
materia di attrezzature a pressione trasportabili)
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il termine
di tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri o del Ministro per le politiche europee e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto
con i Ministri degli affari esteri, della giustizia e
dell’economia e delle finanze, uno o piu’ decreti
legislativi per l’attuazione delle direttive 2009/20/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009,
sull’assicurazione degli armatori per i crediti marittimi,
e 2010/36/UE della Commissione, del 1° giugno 2010, che
modifica la direttiva 2009/45/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio relativa alle disposizioni e norme di
sicurezza per le navi da passeggeri, e, su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro per le
politiche europee e del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
della giustizia, dell’economia e delle finanze e dello
sviluppo economico, un decreto legislativo per l’attuazione
della direttiva 2010/35/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 giugno 2010, in materia di attrezzature a
pressione trasportabili e che abroga le direttive del
Consiglio 76/767/CEE, 84/525/CEE, 84/526/CEE, 84/527/CEE e
1999/36/CE.”.
Il testo degli articoli 1 e 2 della legge 4 giugno
2010, n. 96 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee – Legge comunitaria 2009), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O., cosi’
recita:
“Art. 1. (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie)
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il termine
di recepimento indicato in ciascuna delle direttive
elencate negli allegati A e B, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
medesime direttive. Per le direttive elencate negli
allegati A e B, il cui termine di recepimento sia gia’
scaduto ovvero scada nei tre mesi successivi alla data di
entrata in vigore della presente legge, il Governo e’
delegato ad adottare i decreti legislativi di attuazione
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
medesima legge. Per le direttive elencate negli allegati A
e B, che non prevedono un termine di recepimento, il
Governo e’ delegato ad adottare i decreti legislativi entro
dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’ articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o del
Ministro per le politiche europee e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate nell’ allegato B,
nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali,
quelli relativi all’attuazione delle direttive elencate
nell’ allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli
altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati
e al Senato della Repubblica affinche’ su di essi sia
espresso il parere dei competenti organi parlamentari.
Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i
decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora
il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui
al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai
commi 4 e 8 scadano nei trenta giorni che precedono la
scadenza dei termini previsti dai commi 1 o 5 o
successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive che comportino conseguenze
finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui
all’ articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.
196. Su di essi e’ richiesto anche il parere delle
Commissioni parlamentari competenti per i profili
finanziari. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle
condizioni formulate con riferimento all’esigenza di
garantire il rispetto dell’ articolo 81, quarto comma,
della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi,
corredati dei necessari elementi integrativi di
informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari, che
devono essere espressi entro venti giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati
dalla presente legge, il Governo puo’ adottare, con la
procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal
comma 6.
6. I decreti legislativi, relativi alle direttive
elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’
articolo 117, quinto comma, della Costituzione, nelle
materie di competenza legislativa delle regioni e delle
province autonome, si applicano alle condizioni e secondo
le procedure di cui all’ articolo 11, comma 8, della legge
4 febbraio 2005, n. 11.
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in
cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risultino
esercitate alla scadenza del termine previsto, trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che da’ conto dei motivi addotti a
giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza
istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le
politiche europee, ogni sei mesi, informa altresi’ la
Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sullo
stato di attuazione delle direttive da parte delle regioni
e delle province autonome nelle materie di loro competenza,
secondo modalita’ di individuazione delle stesse da
definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B,
ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica. Decorsi venti giorni dalla data di
ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di
nuovo parere.”
“Art. 2. (Principi e criteri direttivi generali della
delega legislativa)
1. Salvi gli specifici principi e criteri direttivi
stabiliti dalle disposizioni di cui ai capi II e III, e in
aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da attuare, i
decreti legislativi di cui all’ articolo 1 sono informati
ai seguenti principi e criteri direttivi generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate
provvedono all’attuazione dei decreti legislativi con le
ordinarie strutture amministrative, secondo il principio
della massima semplificazione dei procedimenti e delle
modalita’ di organizzazione e di esercizio delle funzioni e
dei servizi;
b) ai fini di un migliore coordinamento con le
discipline vigenti per i singoli settori interessati dalla
normativa da attuare, sono introdotte le occorrenti
modificazioni alle discipline stesse, fatti salvi i
procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa
ovvero le materie oggetto di delegificazione;
c) al di fuori dei casi previsti dalle norme penali
vigenti, ove necessario per assicurare l’osservanza delle
disposizioni contenute nei decreti legislativi, sono
previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni
alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a 150.000
euro e dell’arresto fino a tre anni, sono previste, in via
alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni
ledono o espongono a pericolo interessi costituzionalmente
protetti. In tali casi sono previste: la pena dell’ammenda
alternativa all’arresto per le infrazioni che espongono a
pericolo o danneggiano l’interesse protetto; la pena
dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che recano un danno di particolare gravita’.
Nelle predette ipotesi, in luogo dell’arresto e
dell’ammenda, possono essere previste anche le sanzioni
alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del decreto
legislativo 28 agosto 2000, n. 274, e la relativa
competenza del giudice di pace. La sanzione amministrativa
del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non
superiore a 150.000 euro e’ prevista per le infrazioni che
ledono o espongono a pericolo interessi diversi da quelli
indicati nei periodi precedenti. Nell’ambito dei limiti
minimi e massimi previsti, le sanzioni indicate nella
presente lettera sono determinate nella loro entita’,
tenendo conto della diversa potenzialita’ lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
astratto, di specifiche qualita’ personali del colpevole,
comprese quelle che impongono particolari doveri di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonche’ del vantaggio
patrimoniale che l’infrazione puo’ recare al colpevole
ovvero alla persona o all’ente nel cui interesse egli
agisce. Entro i limiti di pena indicati nella presente
lettera sono previste sanzioni identiche a quelle
eventualmente gia’ comminate dalle leggi vigenti per
violazioni omogenee e di pari offensivita’ rispetto alle
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle
materie di cui all’ articolo 117, quarto comma, della
Costituzione, le sanzioni amministrative sono determinate
dalle regioni;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e
che non riguardano l’attivita’ ordinaria delle
amministrazioni statali o regionali possono essere previste
nei decreti legislativi recanti le norme necessarie per
dare attuazione alle direttive, nei soli limiti occorrenti
per l’adempimento degli obblighi di attuazione delle
direttive stesse; alla relativa copertura, nonche’ alla
copertura delle minori entrate eventualmente derivanti
dall’attuazione delle direttive, in quanto non sia
possibile farvi fronte con i fondi gia’ assegnati alle
competenti amministrazioni, si provvede a carico del fondo
di rotazione di cui all’ articolo 5 della legge 16 aprile
1987, n. 183;
e) all’attuazione di direttive che modificano
precedenti direttive gia’ attuate con legge o con decreto
legislativo si procede, se la modificazione non comporta
ampliamento della materia regolata, apportando le
corrispondenti modificazioni alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) nella predisposizione dei decreti legislativi si
tiene conto delle eventuali modificazioni delle direttive
comunitarie comunque intervenute fino al momento
dell’esercizio della delega;
g) nella predisposizione dei decreti legislativi,
relativi alle direttive elencate negli allegati A e B, si
tiene conto delle esigenze di coordinamento tra le norme
previste nelle direttive medesime e quanto stabilito dalla
legislazione vigente, con particolare riferimento alla
normativa in materia di lavoro e politiche sociali, per la
cui revisione e’ assicurato il coinvolgimento delle parti
sociali interessate, ai fini della definizione di eventuali
specifici avvisi comuni e dell’acquisizione, ove richiesto
dalla complessita’ della materia, di un parere delle stesse
parti sociali sui relativi schemi di decreto legislativo;
h) quando si verificano sovrapposizioni di competenze
tra amministrazioni diverse o comunque sono coinvolte le
competenze di piu’ amministrazioni statali, i decreti
legislativi individuano, attraverso le piu’ opportune forme
di coordinamento, rispettando i principi di sussidiarieta’,
differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione e le
competenze delle regioni e degli altri enti territoriali,
le procedure per salvaguardare l’unitarieta’ dei processi
decisionali, la trasparenza, la celerita’, l’efficacia e
l’economicita’ nell’azione amministrativa e la chiara
individuazione dei soggetti responsabili;
i) quando non sono di ostacolo i diversi termini di
recepimento, sono attuate con un unico decreto legislativo
le direttive che riguardano le stesse materie o che
comunque comportano modifiche degli stessi atti
normativi.”.
Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo
codice della strada) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
18 maggio 1992, n. 114, S.O.
Il decreto del Ministro dei trasporti 7 aprile 1986
(Recepimento delle direttive CEE numeri 76/767, 84/527,
84/525 e 84/526, riguardanti la costruzione ed i controlli
di particolari categorie di bombole) e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 11 agosto 1986, n. 185, S.O.
Il decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 23
(Attuazione della direttiva 1999/36/CE, 2001/2/CE e della
decisione 2001/107/CE in materia di attrezzature a
pressione trasportabili) e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 8 marzo 2002, n. 57, S.O.
Il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 35
(Attuazione della direttiva 2008/68/CE, relativa al
trasporto interno di merci pericolose) e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2010, n. 58.

Note all’art. 1:

TESTO COMPLETO IN FORMATO ZIP/PDF

DECRETO LEGISLATIVO 12 giugno 2012, n. 78 – Attuazione della direttiva 2010/35/UE, in materia di attrezzature a pressione trasportabili e che abroga le direttive 76/767/CEE, 84/525/CEE, 84/526/CEE, 84/527/CEE e 1999/36/CE. (12G0099) – (GU n. 138 del 15-6-2012

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