DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 - Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 – Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 - Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010 - Suppl. Ordinario n.45) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/03/2010

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010 , n. 31

Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio
nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia
elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile
nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei
rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne
informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23
luglio 2009, n. 99. (10G0048)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Parte di provvedimento in formato grafico

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 15 febbraio 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri

Scajola, Ministro dello sviluppo
economico

Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e
del mare

Matteoli, Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti

Calderoli, Ministro per la
semplificazione normativa

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operante il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione regola la delega al
Governo dell’esercizio della funzione legislativa e
stabilisce che essa non puo’ avvenire se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto
per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’Art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Si riporta l’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n.
99, recante «Disposizioni per lo sviluppo e
l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia
di energia» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 luglio
2009, n. 176, S.O.:
«Art. 25 (Delega al Governo in materia nucleare). – 1.
Il Governo e’ delegato ad adottare, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, nel
rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto
ambientale e di pubblicita’ delle relative procedure, uno o
piu’ decreti legislativi di riassetto normativo recanti la
disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di
impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di
impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei
sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei
rifiuti radioattivi, nonche’ dei sistemi per il deposito
definitivo dei materiali e rifiuti radioattivi e per la
definizione delle misure compensative da corrispondere e da
realizzare in favore delle popolazioni interessate. I
decreti sono adottati, secondo le modalita’ e i principi
direttivi di cui all’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n.
59, e successive modificazioni, nonche’ nel rispetto dei
principi e criteri direttivi di cui al comma 2 del presente
articolo, su proposta del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare e con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione
del parere della Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive
modificazioni, e successivamente delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di
carattere finanziario. I pareri delle Commissioni
parlamentari sono espressi entro sessanta giorni dalla data
di trasmissione degli schemi dei decreti legislativi. Con i
medesimi decreti sono altresi’ stabiliti le procedure
autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento
delle attivita’ di costruzione, di esercizio e di
disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.
2. La delega di cui al comma 1 e’ esercitata nel
rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) previsione della possibilita’ di dichiarare i siti
aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali
forme di vigilanza e di protezione;
b) definizione di elevati livelli di sicurezza dei
siti, che soddisfino le esigenze di tutela della salute
della popolazione e dell’ambiente;
c) riconoscimento di benefici diretti alle persone
residenti, agli enti locali e alle imprese operanti nel
territorio circostante il sito, con oneri a carico delle
imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli
impianti e delle strutture, alle quali e’ fatto divieto di
trasferire tali oneri a carico degli utenti finali;
d) previsione delle modalita’ che i titolari di
autorizzazioni di attivita’ devono adottare per la
sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali
nucleari irraggiati e per lo smantellamento degli impianti
a fine vita;
e) acquisizione di dati tecnico-scientifici predisposti
da enti pubblici di ricerca, ivi incluso l’Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale
(ISPRA), e universita’;
f) determinazione delle modalita’ di esercizio del
potere sostitutivo del Governo in caso di mancato
raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti
locali coinvolti, secondo quanto previsto dall’art. 120
della Costituzione;
g) previsione che la costruzione e l’esercizio di
impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e
di impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti
radioattivi o per lo smantellamento di impianti nucleari a
fine vita e tutte le opere connesse siano considerati
attivita’ di preminente interesse statale e, come tali,
soggette ad autorizzazione unica rilasciata, su istanza del
soggetto richiedente e previa intesa con la Conferenza
unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti;
h) previsione che l’autorizzazione unica sia rilasciata
a seguito di un procedimento unico al quale partecipano le
amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei
principi di semplificazione e con le modalita’ di cui alla
legge 7 agosto 1990, n. 241; l’autorizzazione deve
comprendere la dichiarazione di pubblica utilita’,
indifferibilita’ e urgenza delle opere, l’eventuale
dichiarazione di inamovibilita’ e l’apposizione del vincolo
preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi;
l’autorizzazione unica sostituisce ogni provvedimento
amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla
osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque
denominati, ad eccezione delle procedure di valutazione di
impatto ambientale (VIA) e di valutazione ambientale
strategica (VAS) cui si deve obbligatoriamente ottemperare,
previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a
costruire ed esercire le infrastrutture in conformita’ del
progetto approvato;
i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti
e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, gia’
concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorita’ competenti
di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare
dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo
economico (AENOCSE) o dalle autorita’ competenti di Paesi
con i quali siano definiti accordi bilaterali di
cooperazione tecnologica e industriale nel settore
nucleare, siano considerate valide in Italia, previa
approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;
l) previsione che gli oneri relativi ai controlli di
sicurezza e di radioprotezione, che devono comunque
assicurare la massima trasparenza nei confronti dei
cittadini e delle amministrazioni locali, siano a titolo
oneroso a carico degli esercenti le attivita’ nucleari e
possano essere svolti, in tempi certi e compatibili con la
programmazione complessiva delle attivita’, avvalendosi
anche del supporto e della consulenza di esperti di
analoghe organizzazioni di sicurezza europee;
m) individuazione degli strumenti di copertura
finanziaria e assicurativa contro il rischio di
prolungamento dei tempi di costruzione per motivi
indipendenti dal titolare dell’autorizzazione unica;
n) previsione delle modalita’ attraverso le quali i
produttori di energia elettrica nucleare dovranno
provvedere alla costituzione di un fondo per il
“decommissioning”;
o) previsione di opportune forme di informazione
diffusa e capillare per le popolazioni, e in particolare
per quelle coinvolte, al fine di creare le condizioni
idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione
degli impianti;
p) previsione di sanzioni per la violazione delle norme
prescrittive previste nei decreti legislativi;
q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio
disponibili allo scopo, di una opportuna campagna di
informazione alla popolazione italiana sull’energia
nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e
alla sua economicita’.
3. Nei giudizi davanti agli organi di giustizia
amministrativa che comunque riguardino le procedure di
progettazione, approvazione e realizzazione delle opere,
infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il
settore dell’energia nucleare e relative attivita’ di
espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le
disposizioni di cui all’art. 246 del codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
4. Al comma 4 dell’ art. 11 del decreto legislativo 16
marzo 1999, n. 79, dopo le parole: “fonti energetiche
rinnovabili” sono inserite le seguenti: “, energia nucleare
prodotta sul territorio nazionale”.
5. Disposizioni correttive e integrative dei decreti
legislativi di cui al comma 1 possono essere emanate, nel
rispetto delle modalita’ e dei principi e criteri direttivi
di cui ai commi 1 e 2, entro un anno dalla data della loro
entrata in vigore.
6. Dall’attuazione del presente articolo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Ai relativi adempimenti si provvede con le
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente.
7. All’art. 3 del decreto legislativo 6 febbraio 2007,
n. 52, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
“2-bis. Con decreto del Ministro dello sviluppo
economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, e’ regolamentata la garanzia
finanziaria di cui al numero 1) della lettera d) del comma
2”.».
– La legge 31 dicembre 1962, n. 1860, concernente
“Impiego pacifico dell’energia nucleare”, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 30 gennaio 1963, n. 27.
– La legge 2 agosto 1975, n. 393, recante «Norme sulla
localizzazione delle centrali elettronucleari e sulla
produzione e sull’impiego di energia elettrica», e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 agosto 1975, n. 224.
– Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e
successive modificazioni, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 13 giugno 1995, n. 136, S.O.
– La legge 14 novembre 1995, n. 481, recante «Norme per
la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica
utilita’. Istituzione delle autorita’ di regolazione dei
servizi di pubblica utilita’», e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 18 novembre 1995, n. 270, S.O.
– La legge 7 giugno 2000, n. 150, recante «Disciplina
delle attivita’ di informazione e di comunicazione delle
pubbliche amministrazioni», e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 13 giugno 2000, n. 136.
– Il decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, recante
«Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento
e stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei
rifiuti radioattivi», convertito, con modificazioni dalla
legge 24 dicembre 2003, n. 368 (pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 9 gennaio 2004, n. 6), e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 18 novembre 2003, n. 268.
– Legge 23 agosto 2004, n. 239 di «Riordino del settore
energetico nonche’ delega al Governo per il riassetto delle
disposizioni vigenti in materia di energia», e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 13 settembre 2004, n. 215.
– Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195 di
attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del
pubblico all’informazione ambientale, e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 23 settembre 2005, n. 222.
– La direttiva 2003/4/CE e’ pubblicata nella GU L 41
del 14 febbraio 2003
– La legge 16 dicembre 2005, n. 282 «Ratifica della
Convenzione congiunta in materia di sicurezza della
gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti
radioattivi, fatta a Vienna il 5 settembre 1997», e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 7 gennaio 2006, n. 5,
S.O.
– Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante
«Norme in materia ambientale», e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88, S.O.
– Il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 52,
recante «Attuazione della direttiva 2003/122/CE Euratom sul
controllo delle sorgenti radioattive sigillate ad alta
attivita’ e delle sorgenti orfane», e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2007, n. 95.
– La direttiva 2003/122/CE Euratom e’ pubblicata nella
GU L 346 del 31 dicembre 2003,
– Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, recante
«Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in
materia ambientale» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
29 gennaio 2008, n. 24, S.O.
– Si riporta l’art. 7 del decreto-legge 23 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto
2008, n. 133:
«Art. 7 (Strategia energetica nazionale). – 1. Entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dello sviluppo economico, definisce la “Strategia
energetica nazionale”, che indica le priorita’ per il breve
ed il lungo periodo e reca la determinazione delle misure
necessarie per conseguire, anche attraverso meccanismi di
mercato, i seguenti obiettivi:
a) diversificazione delle fonti di energia e delle aree
geografiche di approvvigionamento;
b) miglioramento della competitivita’ del sistema
energetico nazionale e sviluppo delle infrastrutture nella
prospettiva del mercato interno europeo;
c) promozione delle fonti rinnovabili di energia e
dell’efficienza energetica;
d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti
di produzione di energia nucleare;
d-bis) promozione della ricerca sul nucleare di quarta
generazione o da fusione;
e) incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo
nel settore energetico e partecipazione ad accordi
internazionali di cooperazione tecnologica;
f) sostenibilita’ ambientale nella produzione e negli
usi dell’energia, anche ai fini della riduzione delle
emissioni di gas ad effetto serra;
g) garanzia di adeguati livelli di protezione sanitaria
della popolazione e dei lavoratori.
2. Ai fini della elaborazione della proposta di cui al
comma 1, il Ministro dello sviluppo economico convoca,
d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, una Conferenza nazionale
dell’energia e dell’ambiente.
4. Dall’attuazione del presente articolo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.».
– La direttiva 2009/71/Euratom del Consiglio del 25
giugno 2009 che istituisce un quadro comunitario per la
sicurezza nucleare degli impianti nucleari, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale L 172 del 2 luglio 2009.
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 4, del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281:
«4. In caso di motivata urgenza il Consiglio dei
Ministri puo’ provvedere senza l’osservanza delle
disposizioni del presente articolo I provvedimenti adottati
sono sottoposti all’esame della Conferenza Stato-regioni
nei successivi quindici giorni. Il Consiglio dei Ministri
e’ tenuto ad esaminare le osservazioni della Conferenza
Stato-regioni ai fini di eventuali deliberazioni
successive.».
– Si riporta il testo dell’art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281:
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e
Conferenza unificata). – 1. La Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali e’ unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita’ montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell’interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi’ il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita’, il presidente dell’Associazione
nazionale dei comuni d’Italia – ANCI, il presidente
dell’Unione province d’Italia – UPI ed il presidente
dell’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani –
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall’ANCI e sei presidenti di provincia designati dall’UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall’ANCI cinque
rappresentano le citta’ individuate dall’art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche’ rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell’ANCI, dell’UPI o dell’UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e’
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e’ conferito, dal
Ministro dell’interno.».
– Si riporta il testo dell’art. 25, comma 5, della
legge 23 luglio 2009, n. 99:
«5. Disposizioni correttive e integrative dei decreti
legislativi di cui al comma 1 possono essere emanate, nel
rispetto delle modalita’ e dei principi e criteri direttivi
di cui ai commi 1 e 2, entro un anno dalla data della loro
entrata in vigore.».
Note all’art. 2:
– Si riporta il testo dell’art. 29 della legge 23
luglio 2009, n. 99, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31
luglio 2009, n. 176, S.O.
«Art. 29 (Agenzia per la sicurezza nucleare). – 1. E’
istituita l’Agenzia per la sicurezza nucleare. L’Agenzia
svolge le funzioni e i compiti di autorita’ nazionale per
la regolamentazione tecnica, il controllo e
l’autorizzazione ai fini della sicurezza delle attivita’
concernenti gli impieghi pacifici dell’energia nucleare, la
gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei
materiali nucleari provenienti sia da impianti di
produzione di elettricita’ sia da attivita’ mediche ed
industriali, la protezione dalle radiazioni, nonche’ le
funzioni e i compiti di vigilanza sulla costruzione,
l’esercizio e la salvaguardia degli impianti e dei
materiali nucleari, comprese le loro infrastrutture e la
logistica.
2. L’Agenzia e’ composta dalle strutture dell’attuale
Dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale
dell’ISPRA e dalle risorse dell’Ente per le nuove
tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA), attualmente
preposte alle attivita’ di competenza dell’Agenzia che le
verranno associate.
3. L’Agenzia svolge le funzioni di cui al comma 1 senza
nuovi o maggiori oneri ne’ minori entrate a carico della
finanza pubblica e nel limite delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente di cui al comma 17.
4. L’Agenzia vigila sulla sicurezza nucleare e sulla
radioprotezione nel rispetto delle norme e delle procedure
vigenti a livello nazionale, comunitario e internazionale,
applicando le migliori efficaci ed efficienti tecniche
disponibili, nell’ambito di priorita’ e indirizzi di
politica energetica nazionale e nel rispetto del diritto
alla salute e all’ambiente ed in ossequio ai principi di
precauzione suggeriti dagli organismi comunitari. L’Agenzia
presenta annualmente al Parlamento una relazione sulla
sicurezza nucleare. L’Agenzia mantiene e sviluppa relazioni
con le analoghe agenzie di altri Paesi e con le
organizzazioni europee e internazionali d’interesse per lo
svolgimento dei compiti e delle funzioni assegnati, anche
concludendo accordi di collaborazione.
5. L’Agenzia e’ la sola autorita’ nazionale
responsabile per la sicurezza nucleare e la
radioprotezione. In particolare:
a) le autorizzazioni rilasciate da amministrazioni
pubbliche in riferimento alle attivita’ di cui al comma 1
sono soggette al preventivo parere obbligatorio e
vincolante dell’Agenzia;
b) l’Agenzia ha la responsabilita’ del controllo e
della verifica ambientale sulla gestione dei rifiuti
radioattivi;
c) l’Agenzia svolge ispezioni sugli impianti nucleari
nazionali e loro infrastrutture, al fine di assicurare che
le attivita’ non producano rischi per le popolazioni e
l’ambiente e che le condizioni di esercizio siano
rispettate;
d) gli ispettori dell’Agenzia, nell’esercizio delle
loro funzioni, sono legittimati ad accedere agli impianti e
ai documenti e a partecipare alle prove richieste;
e) ai fini della verifica della sicurezza e delle
garanzie di qualita’, l’Agenzia richiede ai soggetti
responsabili del progetto, della costruzione e
dell’esercizio degli impianti nucleari, nonche’ delle
infrastrutture pertinenziali, la trasmissione di dati,
informazioni e documenti;
f) l’Agenzia emana e propone regolamenti, standard e
procedure tecniche e pubblica rapporti sulle nuove
tecnologie e metodologie, anche in conformita’ alla
normativa comunitaria e internazionale in materia di
sicurezza nucleare e di radioprotezione;
g) l’Agenzia puo’ imporre prescrizioni e misure
correttive, diffidare i titolari delle autorizzazioni e, in
caso di inosservanza dei propri provvedimenti, o in caso di
mancata ottemperanza da parte dei medesimi soggetti alle
richieste di esibizione di documenti ed accesso agli
impianti o a quelle connesse all’effettuazione dei
controlli, ovvero nel caso in cui le informazioni o i
documenti acquisiti non siano veritieri, irrogare, salvo
che il fatto costituisca reato, sanzioni amministrative
pecuniarie non inferiori nel minimo a 25.000 euro e non
superiori nel massimo a 150 milioni di euro, nonche’
disporre la sospensione delle attivita’ di cui alle
autorizzazioni e proporre alle autorita’ competenti la
revoca delle autorizzazioni medesime. Alle sanzioni non si
applica quanto previsto dall’art. 16 della legge 24
novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Gli
importi delle sanzioni irrogate dall’Agenzia sono versati,
per il funzionamento dell’Agenzia stessa, al conto di
tesoreria unica, ad essa intestato, da aprire presso la
tesoreria dello Stato ai sensi dell’ art. 1, primo comma,
della legge 29 ottobre 1984, n. 720. L’Agenzia comunica
annualmente all’Amministrazione vigilante e al Ministero
dell’economia e delle finanze gli importi delle sanzioni
complessivamente incassati. Il finanziamento ordinario
annuale a carico del bilancio dello Stato di cui ai commi
17 e 18 del presente articolo e’ corrispondentemente
ridotto per pari importi. L’Agenzia e’ tenuta a versare,
nel medesimo esercizio, anche successivamente all’avvio
dell’ordinaria attivita’, all’entrata del bilancio dello
Stato le somme rivenienti dal pagamento delle sanzioni da
essa incassate ed eccedenti l’importo del finanziamento
ordinario annuale ad essa riconosciuto a legislazione
vigente;
h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa
gli effetti sulla popolazione e sull’ambiente delle
radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti
nucleari ed all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in
situazioni ordinarie che straordinarie;
i) l’Agenzia definisce e controlla le procedure che i
titolari dell’autorizzazione all’esercizio o allo
smantellamento di impianti nucleari o alla detenzione e
custodia di materiale radioattivo devono adottare per la
sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali
nucleari irraggiati e lo smantellamento degli impianti a
fine vita nel rispetto dei migliori standard
internazionali, fissati dall’Agenzia internazionale
dell’energia atomica (AIEA);
l) l’Agenzia ha il potere di proporre ad altre
istituzioni l’avvio di procedure sanzionatorie.
6. Nell’esercizio delle proprie funzioni, l’Agenzia
puo’ avvalersi, previa la stipula di apposite convenzioni,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, della
collaborazione delle agenzie regionali per l’ambiente.
7. Per l’esercizio delle attivita’ connesse ai compiti
ed alle funzioni dell’Agenzia, gli esercenti interessati
sono tenuti al versamento di un corrispettivo da
determinare, sulla base dei costi effettivamente sostenuti
per l’effettuazione dei servizi, con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico e con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, sentito il parere
delle competenti Commissioni parlamentari.
8. L’Agenzia e’ organo collegiale composto dal
presidente e da quattro membri. I componenti dell’Agenzia
sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica,
su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il
Presidente del Consiglio dei Ministri designa il presidente
dell’Agenzia, due membri sono designati dal Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
due dal Ministro dello sviluppo economico. Prima della
deliberazione del Consiglio dei Ministri, le competenti
Commissioni parlamentari esprimono il loro parere e possono
procedere all’audizione delle persone individuate. In
nessun caso le nomine possono essere effettuate in mancanza
del parere favorevole espresso dalle predette Commissioni.
Il presidente e i membri dell’Agenzia sono scelti tra
persone di indiscusse moralita’ e indipendenza, di
comprovata professionalita’ ed elevate qualificazione e
competenza nel settore della tecnologia nucleare, della
gestione di impianti tecnologici, della sicurezza nucleare,
della radioprotezione, della tutela dell’ambiente e della
sicurezza sanitaria. La carica di componente dell’Agenzia
e’ incompatibile con incarichi politici elettivi, ne’
possono essere nominati componenti coloro che abbiano
interessi di qualunque natura in conflitto con le funzioni
dell’Agenzia. Il Governo trasmette annualmente al
Parlamento una relazione sulla sicurezza nucleare
predisposta dall’Agenzia.
9. Il presidente dell’Agenzia ha la rappresentanza
legale dell’Agenzia, ne convoca e presiede le riunioni. Per
la validita’ delle riunioni e’ richiesta la presenza del
presidente e di almeno due membri. Le decisioni
dell’Agenzia sono prese a maggioranza dei presenti.
10. Sono organi dell’Agenzia il presidente e il
collegio dei revisori dei conti. Il direttore generale e’
nominato collegialmente dall’Agenzia all’unanimita’ dei
suoi componenti e svolge funzioni di direzione,
coordinamento e controllo della struttura. Il collegio dei
revisori dei conti, nominato dal Ministro dell’economia e
delle finanze, e’ composto da tre componenti effettivi, di
cui uno con funzioni di presidente scelto tra dirigenti del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del
Ministero dell’economia e delle finanze, e da due
componenti supplenti. Il collegio dei revisori dei conti
vigila, ai sensi dell’art. 2403 del codice civile,
sull’osservanza delle leggi e verifica la regolarita’ della
gestione.
11. I compensi spettanti ai componenti dell’Agenzia e
dei suoi organi sono determinati con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
con il Ministro dello sviluppo economico. Con il medesimo
decreto e’ definita e individuata anche la sede
dell’Agenzia. Gli oneri derivanti dall’attuazione del
presente comma sono coperti con le risorse dell’ISPRA e
dell’ENEA allo stato disponibili ai sensi del comma 18.
12. Gli organi dell’Agenzia e i suoi componenti durano
in carica sette anni.
13. A pena di decadenza il presidente, i membri
dell’Agenzia e il direttore generale non possono
esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attivita’
professionale o di consulenza, essere amministratori o
dipendenti di soggetti pubblici o privati ne’ ricoprire
altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi gli
incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti
politici, ne’ avere interessi diretti o indiretti nelle
imprese operanti nel settore. I dipendenti delle
amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo o in
aspettativa, in ogni caso senza assegni, per l’intera
durata dell’incarico.
14. Per almeno dodici mesi dalla cessazione
dell’incarico, il presidente, i membri dell’Agenzia e il
direttore generale non possono intrattenere, direttamente o
indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o
di impiego con le imprese operanti nel settore di
competenza, ne’ con le relative associazioni. La violazione
di tale divieto e’ punita, salvo che il fatto costituisca
reato, con una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad
un’annualita’ dell’importo del corrispettivo percepito.
All’imprenditore che abbia violato tale divieto si applica
la sanzione amministrativa pecuniaria pari allo 0,5 per
cento del fatturato e, comunque, non inferiore a euro
150.000 e non superiore a euro 10 milioni, e, nei casi piu’
gravi o quando il comportamento illecito sia stato
reiterato, la revoca dell’atto autorizzativo. I limiti
massimo e minimo di tali sanzioni sono rivalutati secondo
il tasso di variazione annuo dell’indice dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato
dall’ISTAT.
15. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione, e’ approvato lo
statuto dell’Agenzia, che stabilisce i criteri per
l’organizzazione, il funzionamento, la regolamentazione e
la vigilanza della stessa in funzione dei compiti
istituzionali definiti dalla legge.
16. Entro tre mesi dalla data di emanazione del decreto
di cui al comma 15 e secondo i criteri da esso stabiliti,
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico, con il Ministro dell’economia e delle
finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e
l’innovazione, e’ approvato il regolamento che definisce
l’organizzazione e il funzionamento interni dell’Agenzia.
17. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare sono individuate le
risorse di personale dell’organico del Dipartimento
nucleare, rischio tecnologico e industriale dell’ISPRA, che
verranno trasferite all’Agenzia nel limite di 50 unita’.
Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono
individuate le risorse di personale dell’organico dell’ENEA
e di sue societa’ partecipate, che verranno trasferite
all’Agenzia nel limite di 50 unita’. Il personale conserva
il trattamento giuridico ed economico in godimento all’atto
del trasferimento. Con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione, il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare e il Ministro
dello sviluppo economico, sono trasferite all’Agenzia le
risorse finanziarie, attualmente in dotazione alle
amministrazioni cedenti, necessarie alla copertura degli
oneri derivanti dall’attuazione del presente comma,
assicurando in ogni caso l’invarianza della spesa mediante
corrispondente riduzione delle autorizzazioni di spesa di
cui al comma 18. Con lo stesso decreto sono apportate le
corrispondenti riduzioni della dotazione organica delle
amministrazioni cedenti.
18. Nelle more dell’avvio dell’ordinaria attivita’
dell’Agenzia e del conseguente afflusso delle risorse
derivanti dai diritti che l’Agenzia e’ autorizzata ad
applicare e introitare in relazione alle prestazioni di cui
al comma 5, agli oneri relativi al funzionamento
dell’Agenzia, determinati in 500.000 euro per l’anno 2009 e
in 1.500.000 euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, si
provvede, quanto a 250.000 euro per l’anno 2009 e a 750.000
euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di
cui all’art. 38 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, e successive modificazioni, come rideterminata dalla
Tabella C allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203, e,
quanto a 250.000 euro per l’anno 2009 e a 750.000 euro per
ciascuno degli anni 2010 e 2011, mediante corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui alla legge 25
agosto 1991, n. 282, come rideterminata dalla Tabella C
allegata alla legge 22 dicembre 2008, n. 203.
19. Per l’amministrazione e la contabilita’
dell’Agenzia si applicano le disposizioni del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27
febbraio 2003, n. 97. I bilanci preventivi, le relative
variazioni e i conti consuntivi sono trasmessi al Ministero
dell’economia e delle finanze. Il rendiconto della gestione
finanziaria e’ approvato entro il 30 aprile dell’anno
successivo ed e’ soggetto al controllo della Corte dei
conti. Il bilancio preventivo e il rendiconto della
gestione finanziaria sono pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale.
20. Fino alla data di pubblicazione del regolamento di
cui al comma 16, le funzioni trasferite all’Agenzia per la
sicurezza nucleare per effetto del presente articolo
continuano ad essere esercitate dal Dipartimento nucleare,
rischio tecnologico e industriale dell’Agenzia per la
protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici gia’
disciplinata dall’art. 38 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, e successive modificazioni, o
dall’articolazione organizzativa dell’ISPRA nel frattempo
eventualmente individuata con il decreto di cui all’art.
28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133. Sono fatti salvi gli atti adottati e i procedimenti
avviati o conclusi dallo stesso Dipartimento o
dall’articolazione di cui al precedente periodo sino alla
medesima data.
21. L’Agenzia puo’ essere sciolta per gravi e motivate
ragioni, inerenti al suo corretto funzionamento e al
perseguimento dei suoi fini istituzionali, con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
dello sviluppo economico. In tale ipotesi, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, e’ nominato un
commissario straordinario, per un periodo non superiore a
diciotto mesi, che esercita le funzioni del presidente e
dei membri dell’Agenzia, eventualmente coadiuvato da due
vice commissari.
22. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.».
– Si riporta il testo dell’art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modifiche
ed integrazioni:
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e
Conferenza unificata). – 1. La Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali e’ unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita’ montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell’interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi’ il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita’, il presidente dell’Associazione
nazionale dei comuni d’Italia – ANCI, il presidente
dell’Unione province d’Italia – UPI ed il presidente
dell’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani –
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall’ANCI e sei presidenti di provincia designati dall’UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall’ANCI cinque
rappresentano le citta’ individuate dall’art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche’ rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell’ANCI, dell’UPI o dell’UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e’
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e’ conferito, dal
Ministro dell’interno.».
Note all’art. 3:
– Per l’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dall’art.1, comma 1
della legge 6 agosto 2008, n. 133, vedi note alle premesse.
Note all’art. 5:
– Si riporta il testo dell’art. 26, comma 2, della
legge 23 luglio 2009, n. 99:
«2. Con delibera del CIPE, su proposta del Ministro
dello sviluppo economico, sono individuati, senza nuovi o
maggiori oneri ne’ minori entrate a carico della finanza
pubblica, i criteri e le misure atti a favorire la
costituzione di consorzi per la costruzione e l’esercizio
degli impianti di cui al comma 1, formati da soggetti
produttori di energia elettrica e da soggetti industriali
anche riuniti in consorzi.».
– Si riporta il testo dell’art. 3 della legge 27
dicembre 1956, n. 1423:
«Art. 3. – Alle persone indicate nell’art. 1 che non
abbiano cambiato condotta nonostante l’avviso orale di cui
all’art. 4, quando siano pericolose per la sicurezza
pubblica, puo’ essere applicata, nei modi stabiliti negli
articoli seguenti, la misura di prevenzione della
sorveglianza speciale della pubblica sicurezza.
Alla sorveglianza speciale puo’ essere aggiunto ove le
circostanze del caso lo richiedano il divieto di soggiorno
in uno o piu’ comuni, diversi da quelli di residenza o di
dimora abituale o in una o piu’ Province.
Nei casi in cui le altre misure di prevenzione non sono
ritenute idonee alla tutela della sicurezza pubblica puo’
essere imposto l’obbligo di soggiorno nel comune di
residenza o di dimora abituale.».
– Si riporta il testo dell’art. 10 della legge 31
maggio 1965, n. 575:
«Art. 10. – 1. Le persone alle quali sia stata
applicata con provvedimento definitivo una misura di
prevenzione non possono ottenere:
a) licenze o autorizzazioni di polizia e di commercio;
b) concessioni di acque pubbliche e diritti ad esse
inerenti nonche’ concessioni di beni demaniali allorche’
siano richieste per l’esercizio di attivita’
imprenditoriali;
c) concessioni di costruzione, nonche’ di costruzione e
gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e
concessioni di servizi pubblici;
d) iscrizioni negli albi di appaltatori o di fornitori
di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica
amministrazione e nell’albo nazionale dei costruttori, nei
registri della camera di commercio per l’esercizio del
commercio all’ingrosso e nei registri di commissionari
astatori presso i mercati annonari all’ingrosso;
e) altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto
autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo
svolgimento di attivita’ imprenditoriali, comunque
denominati;
f) contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre
erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi
o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o
delle Comunita’ europee, per lo svolgimento di attivita’
imprenditoriali.
2. Il provvedimento definitivo di applicazione della
misura di prevenzione determina la decadenza di diritto
dalle licenze, autorizzazioni, concessioni, iscrizioni,
abilitazioni ed erogazioni di cui al comma 1, nonche’ il
divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo
fiduciario, di fornitura di opere, beni o servizi
riguardanti la pubblica amministrazione e relativi
subcontratti, compresi i cottimi di qualsiasi tipo, i noli
a caldo e le forniture con posa in opera. Le licenze, le
autorizzazioni e le concessioni sono ritirate e le
iscrizioni sono cancellate a cura degli organi competenti.
3. Nel corso del procedimento di prevenzione, il
tribunale, se sussistono motivi di particolare gravita’,
puo’ disporre in via provvisoria i divieti di cui ai commi
1 e 2 e sospendere l’efficacia delle iscrizioni, delle
erogazioni e degli altri provvedimenti ed atti di cui ai
medesimi commi. Il provvedimento del tribunale puo’ essere
in qualunque momento revocato dal giudice procedente e
perde efficacia se non e’ confermato con il decreto che
applica la misura di prevenzione.
4. Il tribunale dispone che i divieti e le decadenze
previsti dai commi 1 e 2 operino anche nei confronti di
chiunque conviva con la persona sottoposta alla misura di
prevenzione nonche’ nei confronti di imprese, associazioni,
societa’ e consorzi di cui la persona sottoposta a misura
di prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi
modo scelte e indirizzi. In tal caso i divieti sono
efficaci per un periodo di cinque anni .
5. Per le licenze ed autorizzazioni di polizia, ad
eccezione di quelle relative alle armi, munizioni ed
esplosivi, e per gli altri provvedimenti di cui al comma 1
le decadenze e i divieti previsti dal presente articolo
possono essere esclusi dal giudice nel caso in cui per
effetto degli stessi verrebbero a mancare i mezzi di
sostentamento all’interessato e alla famiglia.
5-bis. Salvo che si tratti di provvedimenti di rinnovo,
attuativi o comunque conseguenti a provvedimenti gia’
disposti, ovvero di contratti derivati da altri gia’
stipulati dalla pubblica amministrazione, le licenze, le
autorizzazioni, le concessioni, le erogazioni, le
abilitazioni e le iscrizioni indicate nel comma 1 non
possono essere rilasciate o consentite e la conclusione dei
contratti o subcontratti indicati nel comma 2 non puo’
essere consentita a favore di persone nei cui confronti e’
in corso il procedimento di prevenzione senza che sia data
preventiva comunicazione al giudice competente, il quale
puo’ disporre, ricorrendone i presupposti, i divieti e le
sospensioni previsti a norma del comma 3. A tal fine, i
relativi procedimenti amministrativi restano sospesi fino a
quando il giudice non provvede e, comunque, per un periodo
non superiore a venti giorni dalla data in cui la pubblica
amministrazione ha proceduto alla comunicazione.
5-ter. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 4 si applicano
anche nei confronti delle persone condannate con sentenza
definitiva o, ancorche’ non definitiva, confermata in grado
di appello, per uno dei delitti di cui all’art. 51, comma
3-bis, del codice di procedura penale.».
– Si riporta il testo dell’art. 444 del codice di
procedura penale:
«Art. 444 (Applicazione della pena su richiesta). – 1.
L’imputato e il pubblico ministero possono chiedere al
giudice l’applicazione, nella specie e nella misura
indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena
pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena
detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e
diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o
congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i
procedimenti per i delitti di cui all’art. 51, commi 3-bis
e 3-quater, i procedimenti per i delitti di cui agli
articoli 600-bis, primo e terzo comma, 600-quater, primo,
secondo, terzo e quinto comma, 600-quater, secondo comma,
600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o
commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, nonche’
609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice
penale, nonche’ quelli contro coloro che siano stati
dichiarati delinquenti abituali, professionali e per
tendenza, o recidivi ai sensi dell’art. 99, quarto comma,
del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o
congiunti a pena pecuniaria.
2. Se vi e’ il consenso anche della parte che non ha
formulato la richiesta e non deve essere pronunciata
sentenza di proscioglimento a norma dell’art. 129, il
giudice, sulla base degli atti, se ritiene corrette la
qualificazione giuridica del fatto, l’applicazione e la
comparazione delle circostanze prospettate dalle parti,
nonche’ congrua la pena indicata, ne dispone con sentenza
l’applicazione enunciando nel dispositivo che vi e’ stata
la richiesta delle parti. Se vi e’ costituzione di parte
civile, il giudice non decide sulla relativa domanda;
l’imputato e’ tuttavia condannato al pagamento delle spese
sostenute dalla parte civile, salvo che ricorrano giusti
motivi per la compensazione totale o parziale. Non si
applica la disposizione dell’art. 75, comma 3.
3. La parte, nel formulare la richiesta, puo’
subordinarne l’efficacia, alla concessione della
sospensione condizionale della pena. In questo caso il
giudice, se ritiene che la sospensione condizionale non
puo’ essere concessa, rigetta la richiesta.».
– Si riporta il testo dell’art. 17 della legge 19 marzo
1990, n. 55:
«Art. 17. – 1.
2.
3. Entro lo stesso termine di cui al comma 2, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro del tesoro, d’intesa con il Ministro dei lavori
pubblici, sono altresi’, definite disposizioni per il
controllo sulle composizioni azionarie dei soggetti
aggiudicatari di opere pubbliche, ivi compresi i
concessionari, e sui relativi mutamenti societari. Con lo
stesso decreto sono comunque vietate intestazioni ad
interposte persone, di cui deve essere comunque prevista la
cessazione entro un termine predeterminato, salvo le
intestazioni a societa’ fiduciarie autorizzate ai sensi
della legge 23 novembre 1939, n. 1966, a condizione che
queste ultime provvedano, entro trenta giorni dalla
richiesta effettuata dai soggetti aggiudicatari, a
comunicare alle amministrazioni interessate l’identita’ dei
fiducianti; in presenza di violazioni delle disposizioni
del presente comma, si procede alla sospensione dall’Albo
nazionale dei costruttori o, nei casi di recidiva, alla
cancellazione dall’Albo stesso.
– Si riporta il testo dell’art. 43 del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
recante Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di documentazione amministrativa.
(Testo A) e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 febbraio
2001, n. 42, S.O.
«Art. 43 (L-R) (Accertamenti d’ufficio). – 1. Le
amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi
non possono richiedere atti o certificati concernenti
stati, qualita’ personali e fatti che risultino elencati
all’art. 46, che siano attestati in documenti gia’ in loro
possesso o che comunque esse stesse siano tenute a
certificare. In luogo di tali atti o certificati i soggetti
indicati nel presente comma sono tenuti ad acquisire
d’ufficio le relative informazioni, previa indicazione, da
parte dell’interessato, dell’amministrazione competente e
degli elementi indispensabili per il reperimento delle
informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la
dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato. (R)
2. Fermo restando il divieto di accesso a dati diversi
da quelli di cui e’ necessario acquisire la certezza o
verificare l’esattezza, si considera operata per finalita’
di rilevante interesse pubblico, ai fini di quanto previsto
dal decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135, la
consultazione diretta, da parte di una pubblica
amministrazione o di un gestore di pubblico servizio, degli
archivi dell’amministrazione certificante, finalizzata
all’accertamento d’ufficio di stati, qualita’ e fatti
ovvero al controllo sulle dichiarazioni sostitutive
presentate dai cittadini. Per l’accesso diretto ai propri
archivi l’amministrazione certificante rilascia
all’amministrazione procedente apposita autorizzazione in
cui vengono indicati i limiti e le condizioni di accesso
volti ad assicurare la riservatezza dei dati personali ai
sensi della normativa vigente. (L)
3. Quando l’amministrazione procedente opera
l’acquisizione d’ufficio ai sensi del precedente comma,
puo’ procedere anche per fax e via telematica. (R)
4. Al fine di agevolare l’acquisizione d’ufficio di
informazioni e dati relativi a stati, qualita’ personali e
fatti, contenuti in albi, elenchi o pubblici registri, le
amministrazioni certificanti sono tenute a consentire alle
amministrazioni procedenti, senza oneri, la consultazione
per via telematica dei loro archivi informatici, nel
rispetto della riservatezza dei dati personali. (R)
5. In tutti i casi in cui l’amministrazione procedente
acquisisce direttamente informazioni relative a stati,
qualita’ personali e fatti presso l’amministrazione
competente per la loro certificazione, il rilascio e
l’acquisizione del certificato non sono necessari e le
suddette informazioni sono acquisite, senza oneri, con
qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro
fonte di provenienza. (R).
6. I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica
amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o
informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza,
soddisfano il requisito della forma scritta e la loro
trasmissione non deve essere seguita da quella del
documento originale. (R).».
Note all’art. 6:
– Per l’art. 26 della legge 23 luglio 2009, n. 99, vedi
note all’art. 5.
– La legge 7 agosto 1990 n. 241, recante «Nuove norme
in materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi» e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192.
– Per il decreto legislativo n. 195 del 2005, vedi note
alle premesse.
Note all’art. 8:
– Per la legge 7 agosto 1990, n. 241 vedi note all’art.
6.
Note all’art. 9:
– Per il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modificazioni, vedi note alle premesse.
– La Direttiva 96/29/EURATOM del Consiglio del 13
maggio 1996, e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale L 314
del 4 dicembre 1996.
Note all’art. 11:
– Per il testo dell’art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, si veda nelle note alle premesse.
Note all’art. 12:
– Si riporta il testo degli articoli 49 e 50 del
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica
utilita’»:
«Art. 49 (L-R) (L’occupazione temporanea di aree non
soggette ad esproprio). – 1. L’autorita’ espropriante puo’
disporre l’occupazione temporanea di aree non soggette al
procedimento espropriativo anche individuate ai sensi
dell’art. 12, se cio’ risulti necessario per la corretta
esecuzione dei lavori previsti. (L)
2. Al proprietario del fondo e’ notificato, nelle forme
degli atti processuali civili, un avviso contenente
l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui e’
prevista l’esecuzione dell’ordinanza che dispone
l’occupazione temporanea. (L)
3. Al momento della immissione in possesso, e’ redatto
il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi. (L)
4. Il verbale e’ redatto in contraddittorio con il
proprietario o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la
presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti
del soggetto espropriante. Possono partecipare alle
operazioni il possessore e i titolari di diritti reali o
personali sul bene da occupare. (R)
5. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si
applicano, in quanto compatibili, nel caso di frane,
alluvioni, rottura di argini e in ogni altro caso in cui si
utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di pubblica
utilita’. (L)».
«Art. 50. (L-R) (Indennita’ per l’occupazione). – 1.
Nel caso di occupazione di un’area, e’ dovuta al
proprietario una indennita’ per ogni anno pari ad un
dodicesimo di quanto sarebbe dovuto nel caso di esproprio
dell’area e, per ogni mese o frazione di mese, una
indennita’ pari ad un dodicesimo di quella annua. (L)
2. Se manca l’accordo, su istanza di chi vi abbia
interesse la commissione provinciale prevista dall’art. 41
determina l’indennita’ e ne da’ comunicazione al
proprietario, con atto notificato con le forme degli atti
processuali civili. (R)
3. Contro la determinazione della commissione, e’
proponibile l’opposizione alla stima. Si applicano le
disposizioni dell’art. 54 in quanto compatibili. (L)».
Note all’art. 13:
– Per il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modificazioni, vedi note alle premesse.
– Per la legge 7 agosto 1990, n. 241, vedi note
all’art. 6.
– Per il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 e
successive modificazioni in materia di sicurezza nucleare e
protezione sanitari, vedi note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 6 della legge 31
dicembre 1962, n. 1860, in materia di impiego pacifico
dell’energia nucleare:
«Art. 6. – L’esercizio di impianti di produzione e
utilizzazione dell’energia nucleare a scopi industriali
nonche’ gli impianti per il trattamento e la utilizzazione
dei minerali, materie grezze, materie fissili speciali,
uranio arricchito e materie radioattive, con esclusione
degli impianti comunque destinati alla produzione di
energia elettrica, sono autorizzati con decreto del
Ministro per l’industria e per il commercio, sentito il
Comitato nazionale per l’energia nucleare.
Il richiedente deve dimostrare di possedere capacita’
tecnica ed economica adeguata. Deve presentare il progetto
dell’impianto, indicando particolarmente la localita’
prescelta, le modalita’ per la dispersione ed eliminazione
dei residui radioattivi, la spesa ed il tempo necessario di
realizzazione, le modalita’ per la prestazione della
garanzia finanziaria prevista dall’art. 19.
Il decreto di autorizzazione deve indicare le modalita’
della garanzia finanziaria per la responsabilita’ civile
verso i terzi, nonche’ le modalita’ di esercizio che si
ritengano necessarie per la tutela della pubblica
incolumita’ ed ogni altra disposizione ritenuta opportuna
per l’esercizio dell’impianto.
Le modifiche degli impianti devono ottenere la
preventiva approvazione del Ministero dell’industria e del
commercio, sentito il Comitato nazionale per l’energia
nucleare.».
Note all’art. 19:
– Per il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230,
vedi le note alle premesse.
Note all’art. 20:
– Si riporta il testo dell’art. 27, comma 8, della
legge 23 luglio 2009, n. 99:
«8. Con atto di indirizzo strategico del Ministro dello
sviluppo economico e del Ministro dell’economia e delle
finanze sono ridefiniti i compiti e le funzioni della
societa’ Sogin Spa, prevedendo le modalita’ per disporre il
conferimento di beni o rami di azienda della societa’ Sogin
Spa ad una o piu’ societa’, partecipate dallo Stato in
misura non inferiore al 20 per cento, operanti nel settore
energetico.».
Note all’art. 21:
– Si riporta il testo dell’art. 25, comma 2, lettera n)
della legge 23 luglio 2009, n. 99:
«Art. 25 (Delega al Governo in materia nucleare). – 1.
Il Governo e’ delegato ad adottare, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, nel
rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto
ambientale e di pubblicita’ delle relative procedure, uno o
piu’ decreti legislativi di riassetto normativo recanti la
disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di
impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di
impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei
sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei
rifiuti radioattivi, nonche’ dei sistemi per il deposito
definitivo dei materiali e rifiuti radioattivi e per la
definizione delle misure compensative da corrispondere e da
realizzare in favore delle popolazioni interessate. I
decreti sono adottati, secondo le modalita’ e i principi
direttivi di cui all’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n.
59, e successive modificazioni, nonche’ nel rispetto dei
principi e criteri direttivi di cui al comma 2 del presente
art., su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare e con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del
parere della Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive
modificazioni, e successivamente delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di
carattere finanziario. I pareri delle Commissioni
parlamentari sono espressi entro sessanta giorni dalla data
di trasmissione degli schemi dei decreti legislativi. Con i
medesimi decreti sono altresi’ stabiliti le procedure
autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento
delle attivita’ di costruzione, di esercizio e di
disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.
2. La delega di cui al comma 1 e’ esercitata nel
rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) – m) (omissis);
n) previsione delle modalita’ attraverso le quali i
produttori di energia elettrica nucleare dovranno
provvedere alla costituzione di un fondo per il
”decommissioning”;».
Note all’art. 26:
– Per la legge 14 novembre 1995, n. 481, vedi note alle
premesse.
Note all’art. 27:
– Per l’art. 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove
norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi), vedi note
alle premesse.
Note all’art. 28:
– Si riporta il testo dell’art. 22 della legge 31
dicembre 1962, n. 1860:
«Art. 22. L’esercente di un impianto nucleare deve
stipulare e mantenere una assicurazione per un ammontare
pari a quello previsto dal precedente art. 19 o fornire
altra garanzia finanziaria di pari importo.
Le condizioni generali della polizza di assicurazione
debbono essere approvate con decreto del Ministro per
l’industria, il commercio l’artigianato, di concerto con il
Ministro per i trasporti. Qualora si tratti di altra
garanzia finanziaria, questa deve essere riconosciuta
idonea con decreto del Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato, di concerto con il Ministro per
il tesoro, sentita l’Avvocatura generale dello Stato.
L’assicurazione o la garanzia finanziaria date per un
trasporto di materie nucleari non possono in alcun caso
essere sospese o avere termine prima che il trasporto
stesso si sia concluso e che le materie nucleari siano
state prese in consegna da altra persona che sia
responsabile a termini di legge.
L’assicurazione o la garanzia finanziaria date per un
impianto nucleare non possono in alcun caso essere sospese
o avere termine senza che sia dato preavviso scritto di
almeno tre mesi notificato, a mezzo di ufficiale
giudiziario, al Ministro per l’industria, il commercio e
l’artigianato.
Le somme dovute in base alla presente legge per il
risarcimento di danni derivanti da incidenti nucleari non
sono sequestrabili o pignorabili.».
Note all’art. 29:
– Per la legge 14 novembre 1995, n. 481, vedi note alle
premesse
Note all’art. 30:
– Si riporta il testo dell’art. 4 del decreto-legge 14
novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 dicembre 2003, n. 368, cosi’ come modificato
dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2009, n. 13.
«Art. 4 (Misure compensative e informazione). – 1.
Misure di compensazione territoriale sono stabilite, fino
al definitivo smantellamento degli impianti, a favore dei
siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo
del combustibile nucleare. Alla data della messa in
esercizio del Deposito nazionale di cui all’art. 1, comma
1, le misure sono trasferite al territorio che ospita il
Deposito, proporzionalmente alla allocazione dei rifiuti
radioattivi.
1-bis. L’ammontare complessivo annuo del contributo ai
sensi del comma 1 e’ definito mediante la determinazione di
un’aliquota della componente della tariffa elettrica pari a
0,015 centesimi di euro per ogni kilowattora consumato, con
aggiornamento annuale sulla base degli indici ISTAT dei
prezzi al consumo. Il contributo e’ assegnato annualmente
con deliberazione del Comitato interministeriale per la
programmazione economica sulla base delle stime di
inventario radiometrico dei siti, determinato annualmente
con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, su proposta dell’Istituto superiore
per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), valutata
la pericolosita’ dei rifiuti, ed e’ ripartito, per ciascun
territorio, in misura del 50 per cento in favore del comune
nel cui territorio e’ ubicato il sito, in misura del 25 per
cento in favore della relativa provincia e in misura del 25
per cento in favore dei comuni confinanti con quello nel
cui territorio e’ ubicato il sito. Il contributo spettante
a questi ultimi e’ calcolato in proporzione alla superficie
ed alla popolazione residente nel raggio di dieci
chilometri dall’impianto.
2. Il Commissario straordinario promuove una campagna
nazionale di informazione sulla gestione in sicurezza dei
rifiuti radioattivi.».
Note all’art. 32:
– Si riporta il testo dell’art. 57 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, contenente «Codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture
in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.»:
«Art. 57 (Procedura negoziata senza previa
pubblicazione di un bando di gara). (art. 31, direttiva
2004/18; art. 9, D.Lgs. n. 358/1992; art. 6, co. 2, L. n.
537/1993; art. 24, L. n. 109/1994; art. 7, D. Lgs. n.
157/1995). – 1. Le stazioni appaltanti possono aggiudicare
contratti pubblici mediante procedura negoziata senza
previa pubblicazione di un bando di gara nelle ipotesi
seguenti, dandone conto con adeguata motivazione nella
delibera o determina a contrarre.
2. Nei contratti pubblici relativi a lavori, forniture,
servizi, la procedura e’ consentita:
a) qualora, in esito all’esperimento di una procedura
aperta o ristretta, non sia stata presentata nessuna
offerta, o nessuna offerta appropriata, o nessuna
candidatura. Nella procedura negoziata non possono essere
modificate in modo sostanziale le condizioni iniziali del
contratto. Alla Commissione, su sua richiesta, va trasmessa
una relazione sulle ragioni della mancata aggiudicazione a
seguito di procedura aperta o ristretta e sulla
opportunita’ della procedura negoziata. Le disposizioni
contenute nella presente lettera si applicano ai lavori di
importo inferiore a un milione di euro;
b) qualora, per ragioni di natura tecnica o artistica
ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusivi, il
contratto possa essere affidato unicamente ad un operatore
economico determinato;
c) nella misura strettamente necessaria, quando
l’estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per
le stazioni appaltanti, non e’ compatibile con i termini
imposti dalle procedure aperte, ristrette, o negoziate
previa pubblicazione di un bando di gara. Le circostanze
invocate a giustificazione della estrema urgenza non devono
essere imputabili alle stazioni appaltanti.
3. Nei contratti pubblici relativi a forniture, la
procedura del presente articolo e’, inoltre, consentita:
a) qualora i prodotti oggetto del contratto siano
fabbricati esclusivamente a scopo di sperimentazione, di
studio o di sviluppo, a meno che non si tratti di
produzione in quantita’ sufficiente ad accertare la
redditivita’ del prodotto o a coprire i costi di ricerca e
messa a punto;
b) nel caso di consegne complementari effettuate dal
fornitore originario e destinate al rinnovo parziale di
forniture o di impianti di uso corrente o all’ampliamento
di forniture o impianti esistenti, qualora il cambiamento
di fornitore obbligherebbe la stazione appaltante ad
acquistare materiali con caratteristiche tecniche
differenti, il cui impiego o la cui manutenzione
comporterebbero incompatibilita’ o difficolta’ tecniche
sproporzionate; la durata di tali contratti e dei contratti
rinnovabili non puo’ comunque di regola superare i tre
anni;
c) per forniture quotate e acquistate in una borsa di
materie prime;
d) per l’acquisto di forniture a condizioni
particolarmente vantaggiose, da un fornitore che cessa
definitivamente l’attivita’ commerciale oppure dal curatore
o liquidatore di un fallimento, di un concordato
preventivo, di una liquidazione coatta amministrativa, di
un’amministrazione straordinaria di grandi imprese.
4. Nei contratti pubblici relativi a servizi, la
procedura del presente articolo e’, inoltre, consentita
qualora il contratto faccia seguito ad un concorso di
progettazione e debba, in base alle norme applicabili,
essere aggiudicato al vincitore o a uno dei vincitori del
concorso; in quest’ultimo caso tutti i vincitori devono
essere invitati a partecipare ai negoziati.
5. Nei contratti pubblici relativi a lavori e negli
appalti pubblici relativi a servizi, la procedura del
presente articolo e’, inoltre, consentita:
a) per i lavori o i servizi complementari, non compresi
nel progetto iniziale ne nel contratto iniziale, che, a
seguito di una circostanza imprevista, sono divenuti
necessari all’esecuzione dell’opera o del servizio oggetto
del progetto o del contratto iniziale, purche’ aggiudicati
all’operatore economico che presta tale servizio o esegue
tale opera, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a.1) tali lavori o servizi complementari non possono
essere separati, sotto il profilo tecnico o economico, dal
contratto iniziale, senza recare gravi inconvenienti alla
stazione appaltante, ovvero pur essendo separabili
dall’esecuzione del contratto iniziale, sono strettamente
necessari al suo perfezionamento;
a.2) il valore complessivo stimato dei contratti
aggiudicati per lavori o servizi complementari non supera
il cinquanta per cento dell’importo del contratto iniziale;
b) per nuovi servizi consistenti nella ripetizione di
servizi analoghi gia’ affidati all’operatore economico
aggiudicatario del contratto iniziale dalla medesima
stazione appaltante, a condizione che tali servizi siano
conformi a un progetto di base e che tale progetto sia
stato oggetto di un primo contratto aggiudicato secondo una
procedura aperta o ristretta; in questa ipotesi la
possibilita’ del ricorso alla procedura negoziata senza
bando e’ consentita solo nei tre anni successivi alla
stipulazione del contratto iniziale e deve essere indicata
nel bando del contratto originario; l’importo complessivo
stimato dei servizi successivi e’ computato per la
determinazione del valore globale del contratto, ai fini
delle soglie di cui all’art. 28.
6. Ove possibile, la stazione appaltante individua gli
operatori economici da consultare sulla base di
informazioni riguardanti le caratteristiche di
qualificazione economico – finanziaria e tecnico –
organizzativa desunte dal mercato, nel rispetto dei
principi di trasparenza, concorrenza, rotazione, e
seleziona almeno tre operatori economici, se sussistono in
tale numero soggetti idonei. Gli operatori economici
selezionati vengono contemporaneamente invitati a
presentare le offerte oggetto della negoziazione, con
lettera contenente gli elementi essenziali della
prestazione richiesta. La stazione appaltante sceglie
l’operatore economico che ha offerto le condizioni piu’
vantaggiose, secondo il criterio del prezzo piu’ basso o
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, previa
verifica del possesso dei requisiti di qualificazione
previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo
mediante procedura aperta, ristretta, o negoziata previo
bando.
7. E’ in ogni caso vietato il rinnovo tacito dei
contratti aventi ad oggetto forniture, servizi, lavori, e i
contratti rinnovati tacitamente sono nulli.».
Note all’art. 33:
– Si riporta il testo dell’art. 30 della legge 31
dicembre 1962, n. 1860 «Impiego pacifico dell’energia
nucleare».
«Art. 30. – Chiunque pone in esercizio un impianto
nucleare senza averne ottenuta l’autorizzazione prevista
dalla presente legge e’ punito con le pene dell’arresto da
due a tre anni e dell’ammenda da 15.000.000 a 30.000.000 di
lire, senza pregiudizio delle pene applicabili per reati
previsti dal Codice penale.
La stessa pena si applica nel caso che l’esercente
l’impianto nucleare continui nell’esercizio quando sia
stata sospesa l’autorizzazione.».
Note all’art. 34:
– Si riporta il testo dell’art. 11 della legge 24
novembre 1981, n. 689 «Modifiche al sistema penale».
«Art. 11 (Criteri per l’applicazione delle sanzioni
amministrative pecuniarie). – Nella determinazione della
sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra
un limite minimo ed un limite massimo e nell’applicazione
delle sanzioni accessorie facoltative, si ha riguardo alla
gravita’ della violazione, all’opera svolta dall’agente per
l’eliminazione o attenuazione delle conseguenze della
violazione, nonche’ alla personalita’ dello stesso e alle
sue condizioni economiche.».
– Si riporta il testo dell’art. 16 della legge 24
novembre 1981, n. 689 «Modifiche al sistema penale».
«Art. 16 (Pagamento in misura ridotta). – E’ ammesso il
pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza
parte del massimo della sanzione prevista per la violazione
commessa, o, se piu’ favorevole e qualora sia stabilito il
minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo
importo, oltre alle spese del procedimento, entro il
termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o,
se questa non vi e’ stata, dalla notificazione degli
estremi della violazione.
Per le violazioni ai regolamenti ed alle ordinanze
comunali e provinciali, la Giunta comunale o provinciale,
all’interno del limite edittale minimo e massimo della
sanzione prevista, puo’ stabilire un diverso importo del
pagamento in misura ridotta, in deroga alle disposizioni
del primo comma.
Il pagamento in misura ridotta e’ ammesso anche nei
casi in cui le norme antecedenti all’entrata in vigore
della presente legge non consentivano l’oblazione.».
– Si riporta il testo dell’art. 18 della legge 24
novembre 1981, n. 689 «Modifiche al sistema penale».
«Art. 18 (Ordinanza-ingiunzione). – Entro il termine di
trenta giorni dalla data della contestazione o
notificazione della violazione, gli interessati possono far
pervenire all’autorita’ competente a ricevere il rapporto a
norma dell’art. 17 scritti difensivi e documenti e possono
chiedere di essere sentiti dalla medesima autorita’.
L’autorita’ competente, sentiti gli interessati, ove
questi ne abbiano fatto richiesta, ed esaminati i documenti
inviati e gli argomenti esposti negli scritti difensivi, se
ritiene fondato l’accertamento, determina, con ordinanza
motivata, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge
il pagamento, insieme con le spese, all’autore della
violazione ed alle persone che vi sono obbligate
solidalmente; altrimenti emette ordinanza motivata di
archiviazione degli atti comunicandola integralmente
all’organo che ha redatto il rapporto.
Con l’ordinanza-ingiunzione deve essere disposta la
restituzione, previo pagamento delle spese di custodia,
delle cose sequestrate, che non siano confiscate con lo
stesso provvedimento. La restituzione delle cose
sequestrate e’ altresi’ disposta con l’ordinanza di
archiviazione, quando non ne sia obbligatoria la confisca.
Il pagamento e’ effettuato all’ufficio del registro o
al diverso ufficio indicato nella ordinanza-ingiunzione,
entro il termine di trenta giorni dalla notificazione di
detto provvedimento, eseguita nelle forme previste
dall’art. 14; del pagamento e’ data comunicazione, entro il
trentesimo giorno, a cura dell’ufficio che lo ha ricevuto,
all’autorita’ che ha emesso l’ordinanza.
Il termine per il pagamento e’ di sessanta giorni se
l’interessato risiede all’estero.
La notificazione dell’ordinanza-ingiunzione puo’ essere
eseguita dall’ufficio che adotta l’atto, secondo le
modalita’ di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890.
L’ordinanza-ingiunzione costituisce titolo esecutivo.
Tuttavia l’ordinanza che dispone la confisca diventa
esecutiva dopo il decorso del termine per proporre
opposizione, o, nel caso in cui l’opposizione e’ proposta,
con il passaggio in giudicato della sentenza con la quale
si rigetta l’opposizione, o quando l’ordinanza con la quale
viene dichiarata inammissibile l’opposizione o convalidato
il provvedimento opposto diviene inoppugnabile o e’
dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la
stessa.».

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 – Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010

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