DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 208 - Disciplina dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture nei settori della difesa e sicurezza, in attuazione della direttiva 2009/81/CE. (11G0249) - (GU n. 292 del 16-12-2011 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 208 – Disciplina dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture nei settori della difesa e sicurezza, in attuazione della direttiva 2009/81/CE. (11G0249) – (GU n. 292 del 16-12-2011

DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 208 - Disciplina dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture nei settori della difesa e sicurezza, in attuazione della direttiva 2009/81/CE. (11G0249) - (GU n. 292 del 16-12-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/01/2012

DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011 , n. 208

Disciplina dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e
forniture nei settori della difesa e sicurezza, in attuazione della
direttiva 2009/81/CE. (11G0249)

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;
Visto il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea ed, in
particolare, gli articoli 36, 51, 52, 62 e 346;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adeguamento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009;
Vista la legge 4 febbraio 2005, n. 11, recante norme generali sulla
partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea
e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari ed, in
particolare, l’articolo 13;
Vista la direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle
procedure per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di
forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da
parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori,
e recante modifica delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante codice
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture;
Vista la legge 3 agosto 2007, n. 124, recante norme relative al
sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova
disciplina del segreto;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
8 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16
aprile 2008, recante criteri per l’individuazione delle notizie,
delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attivita’, delle
cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12
giugno 2009, n. 7, recante determinazione dell’ambito dei singoli
livelli di segretezza, dei soggetti con potere di classifica, dei
criteri di individuazione delle materie oggetto di classifica,
nonche’ dei modi di accesso nei luoghi militari o definiti di
interesse per la sicurezza della Repubblica;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante il
Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche’
nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma
degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 febbraio 2011;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza del 23 giugno 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell’11 novembre 2011;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
della difesa, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
dell’interno, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo
economico, della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si applicano le seguenti
definizioni:
a) codice: codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
b) materiale militare: materiale specificatamente progettato o
adattato per fini militari e destinato ad essere impiegato come arma,
munizioni o materiale bellico;
c) materiale sensibile, lavori sensibili e servizi sensibili:
materiale, lavori e servizi destinati alla sicurezza che comportano,
richiedono o contengono informazioni classificate ai sensi della
legge 3 agosto 2007, n. 124, del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri in data 8 aprile 2008 e del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 12 giugno 2009, n. 7;
d) informazioni classificate: qualsiasi informazione o materiale,
a prescindere da forma, natura o modalita’ di trasmissione, alla
quale e’ stato attribuito un determinato livello di classificazione
di sicurezza o un livello di protezione e che, nell’interesse della
sicurezza nazionale e ai sensi della legge 3 agosto 2007, n. 124,
concernente il sistema di informazione per la sicurezza della
Repubblica e nuova disciplina del segreto, del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri in data 8 aprile 2008 e del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 12 giugno 2009, n. 7, richieda
protezione contro appropriazione indebita, distruzione, rimozione,
divulgazione, perdita o accesso da parte di un soggetto non
autorizzato o contro qualsiasi altro tipo di pregiudizio;
e) governo: il governo statale, regionale o locale di uno Stato
membro o di un Paese terzo;
f) crisi: qualsiasi situazione in uno Stato membro o in un Paese
terzo nella quale si e’ verificato un evento dannoso che superi
chiaramente la portata degli eventi dannosi della vita quotidiana e
in tal modo metta seriamente in pericolo o comprometta la vita e la
salute delle persone, o abbia un significativo impatto sui valori
immobiliari ovvero richieda misure per approvvigionamenti vitali per
la popolazione. Si considerano «crisi» anche le situazioni in cui il
verificarsi di un siffatto evento dannoso e’ considerato imminente. I
conflitti armati e le guerre sono considerati «crisi»;
g) ciclo di vita: tutte le possibili fasi relative ad un
prodotto, vale a dire ricerca e sviluppo, sviluppo industriale,
produzione, riparazione, modernizzazione, modifica, manutenzione,
logistica, formazione, prove, ritiro e smaltimento. Tali fasi
comprendono, ad esempio, studi, valutazione, deposito, trasporto,
integrazione, assistenza, smantellamento, distruzione e tutti gli
altri servizi connessi al progetto originario;
h) ricerca e sviluppo: tutte le attivita’ comprendenti la ricerca
di base, la ricerca applicata e lo sviluppo sperimentale il quale
comprende l’attivita’ basata sulle conoscenze esistenti ottenute
dalla ricerca e dall’esperienza pratica, in vista dell’inizio della
produzione di nuovi materiali, prodotti o dispositivi, della messa in
atto di nuovi processi, sistemi e servizi o di migliorare
considerevolmente quelli che gia’ esistono. Lo sviluppo sperimentale
puo’ comprendere la realizzazione di dimostratori tecnologici, vale a
dire dispositivi che consentono di dimostrare le prestazioni di un
nuovo concetto o tecnologia in un ambiente idoneo o rappresentativo.
«Ricerca e sviluppo» non comprende la costruzione e la qualificazione
di prototipi di preproduzione, attrezzature e ingegneria industriale,
progettazione o produzione industriale;
i) procedure ristrette: le procedure alle quali ogni operatore
economico puo’ chiedere di partecipare ed in cui possono presentare
un’offerta soltanto gli operatori economici invitati dalle stazioni
appaltanti, con le modalita’ stabilite dal presente decreto;
l) contratti sotto soglia: i contratti il cui valore stimato al
netto dell’imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) e’ inferiore alle
soglie di cui all’articolo 10 e che non rientrano nel novero dei
contratti esclusi;
m) sicurezza degli approvvigionamenti: la capacita’ dello Stato
di garantirsi l’acquisizione di forniture e servizi di cui
all’articolo 2, in quantita’ tali da permettere l’assolvimento dei
propri impegni nel campo della difesa e della sicurezza;
n) documentazione dell’appalto: include bandi di gara, capitolati
d’oneri, documenti descrittivi e di supporto;
o) contratti di servizi: i contratti diversi da quelli
riguardanti lavori o forniture, aventi per oggetto la prestazione dei
servizi di cui agli allegati I e II;
p) lavori e servizi per fini specificatamente militari: i lavori
e i servizi del Ministero della difesa, necessari per l’espletamento
dell’attivita’ operativa delle Forze armate, in Italia e all’estero,
comprese l’attivita’ logistica e l’attivita’ addestrativa connesse a
esigenze operative all’estero.
2. Ove compatibili o non derogate, si applicano le definizioni di
cui all’articolo 3 del codice.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’articolo 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i
regolamenti.
– L’art. 117 della Costituzione dispone, tra l’altro,
che la potesta’ legislativa e’ esercitata dallo Stato e
dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche’ dei
vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
– Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e’
pubblicato nella G.U.U.E. 9 maggio 2008, n. C 115.
– La legge 4 giugno 2010, n. 96 (Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria
2009), e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno
2010, n. 146, S. O.
– Il testo dell’articolo 13 della legge 4 febbraio
2005, n. 11 (Norme generali sulla partecipazione
dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e
sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 2005, n.
37, cosi’ recita:
“Art. 13 (Adeguamenti tecnici). – 1. Alle norme
comunitarie non autonomamente applicabili, che modificano
modalita’ esecutive e caratteristiche di ordine tecnico di
direttive gia’ recepite nell’ordinamento nazionale, e’ data
attuazione, nelle materie di cui all’articolo 117, secondo
comma, della Costituzione, con decreto del Ministro
competente per materia, che ne da’ tempestiva comunicazione
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento
per le politiche comunitarie.
2. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117,
quinto comma, della Costituzione, i provvedimenti di cui al
presente articolo possono essere adottati nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome al fine di porre rimedio all’eventuale inerzia dei
suddetti enti nel dare attuazione a norme comunitarie. In
tale caso, i provvedimenti statali adottati si applicano,
per le regioni e le province autonome nelle quali non sia
ancora in vigore la propria normativa di attuazione, a
decorrere dalla scadenza del termine stabilito per
l’attuazione della rispettiva normativa comunitaria e
perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore
della normativa di attuazione di ciascuna regione e
provincia autonoma. I provvedimenti recano l’esplicita
indicazione della natura sostitutiva del potere esercitato
e del carattere cedevole delle disposizioni in essi
contenute.”.
– La direttiva 2009/81/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
20 agosto 2009, n. L 216.
– Il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (
Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e
2004/18/CE), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2
maggio 2006, n. 100, S.O.
– La legge 3 agosto 2007, n. 124 (Norme relative al
sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e
nuova disciplina del segreto), e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 13 agosto 2007, n. 187.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
12 giugno 2009, n. 7 (Determinazione dell’ambito dei
singoli livelli di segretezza, dei soggetti con potere di
classifica, dei criteri di individuazione delle materie
oggetto di classifica, nonche’ dei modi di accesso nei
luoghi militari o definiti di interesse per la sicurezza
della Repubblica), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6
luglio 2009, n. 154.
– Il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159
(Codice delle leggi antimafia e delle misure di
prevenzione, nonche’ nuove disposizioni in materia di
documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2
della legge 13 agosto 2010, n. 136), e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 28 settembre 2011, n. 226, S.O.
Note all’art. 1:
– Per i riferimenti al citato decreto legislativo n.
163 del 2006, si veda nelle note alle premesse.
– Per i riferimenti alla citata legge n. 124 del 2007,
si veda nelle note alle premesse.
– Per i riferimenti al citato decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri n. 7 del 2009, si veda nelle
note alle premesse.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 2

Finalita’ e ambito di applicazione

1. Il presente decreto disciplina i contratti nei settori della
difesa e della sicurezza, anche non militare, aventi per oggetto:
a) forniture di materiale militare e loro parti, di componenti o
di sottoassiemi;
b) forniture di materiale sensibile e loro parti, di componenti o
di sottoassiemi;
c) lavori, forniture e servizi direttamente correlati al
materiale di cui alla lettera a), per ognuno e per tutti gli elementi
del suo ciclo di vita;
d) lavori, forniture e servizi direttamente correlati al
materiale di cui alla lettera b), per ognuno e per tutti gli elementi
del suo ciclo di vita;
e) lavori e servizi per fini specificatamente militari;
f) lavori e servizi sensibili.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 3

Principi e disciplina applicabile

1. L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture
avviene nel rispetto dei principi di cui all’articolo 2 del codice
tenuto conto della specificita’ dell’approvvigionamento dei materiali
nei settori della difesa e sicurezza.
2. Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto si
applicano, ove compatibili o non derogate, le norme del codice. Per i
lavori relativi ai beni culturali si applicano comunque le
disposizioni di cui agli articoli 201, 202 e 203 del codice. I
riferimenti agli allegati II A, II B e VIII del codice devono
intendersi quali riferimenti rispettivamente agli allegati I, II e
III del presente decreto.
3. Ai contratti di lavori, servizi e forniture nei settori speciali
di cui alla parte III del codice, si applicano le disposizioni del
presente decreto.
4. Ferme restando le disposizioni di cui alla parte IV del codice,
il termine dilatorio di cui all’articolo 11, comma 10, del codice,
non si applica, oltre che nei casi previsti dal comma 10-bis del
citato articolo 11, anche nei casi in cui il presente decreto non
prescriva la previa pubblicazione di un bando nella Gazzetta
Ufficiale dell’Unione europea o nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 4

Regolamenti

1. Con regolamento, da emanarsi con decreto del Presidente della
Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto
1988, n. 400, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, su proposta del Ministro della difesa, di
concerto con i Ministri per le politiche europee, degli affari
esteri, delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo
economico e dell’economia e delle finanze, acquisito il parere del
Consiglio superiore dei lavori pubblici, sentito il Consiglio di
Stato, che si pronuncia entro quarantacinque giorni dalla richiesta,
e’ definita la disciplina esecutiva e attuativa delle disposizioni
concernenti le materie di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a), c)
ed e), limitatamente agli istituti che richiedono una disciplina
speciale rispetto a quella contenuta nei regolamenti di esecuzione di
cui agli articoli 5 e 196 del codice.
2. Con regolamento da emanarsi con decreto del Presidente della
Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto
1988, n. 400, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, su proposta del Ministro dell’interno, di
concerto con i Ministri per le politiche europee, degli affari
esteri, della difesa, delle infrastrutture e dei trasporti, della
giustizia, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
delle politiche agricole forestali e alimentari, dell’economia e
delle finanze e dello sviluppo economico, acquisito il parere del
Consiglio superiore dei lavori pubblici, sentito il Consiglio di
Stato, che si pronuncia entro quarantacinque giorni dalla richiesta,
e’ definita la disciplina esecutiva e attuativa concernente le
materie di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b), d) ed f),
limitatamente agli istituti che richiedono una disciplina speciale
rispetto a quella contenuta nel regolamento di esecuzione e di
attuazione del codice.

Note all’art. 4:
– Il testo dell’articolo 17, comma 1, della legge 23
agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n.
214, S.O., cosi’ recita:
” Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di
Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla
richiesta, possono essere emanati regolamenti per
disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e).
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il
Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti in materia, che si pronunciano
entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per
le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo,
determinano le norme generali regolatrici della materia e
dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto
dall’entrata in vigore delle norme regolamentari
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita’ sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali.
4-ter. Con regolamenti da emanare ai sensi del comma 1
del presente articolo, si provvede al periodico riordino
delle disposizioni regolamentari vigenti, alla ricognizione
di quelle che sono state oggetto di abrogazione implicita e
all’espressa abrogazione di quelle che hanno esaurito la
loro funzione o sono prive di effettivo contenuto normativo
o sono comunque obsolete.”.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 5

Contratti misti – Aggiudicazione

1. I contratti aventi come oggetto lavori, forniture o servizi che
rientrano in parte nell’ambito di applicazione del presente decreto e
in parte in quello del codice sono aggiudicati in conformita’ al
presente decreto, purche’ l’aggiudicazione dell’appalto unico sia
giustificata da ragioni oggettive.
2. I contratti aventi ad oggetto lavori, forniture o servizi che
per una parte rientrano nell’ambito di applicazione del presente
decreto, mentre per un’altra parte non rientrano ne’ nell’ambito di
applicazione del presente decreto, ne’ in quello del codice, non sono
soggetti ne’ alla disciplina del presente decreto ne’ a quella del
codice, purche’ l’aggiudicazione di un appalto unico sia giustificata
da ragioni oggettive.
3. La decisione di aggiudicare un contratto unico non puo’,
tuttavia, essere presa al fine di escludere contratti
dall’applicazione del presente decreto o del codice.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 6

Contratti esclusi e esclusioni specifiche. Utilizzo delle esclusioni

1. Il presente decreto non si applica ai contratti disciplinati da:
a) norme procedurali specifiche in base a un accordo o intesa
internazionale conclusi tra l’Italia e uno o piu’ Stati membri, tra
l’Italia e uno o piu’ Paesi terzi o tra l’Italia e uno o piu’ Stati
membri e uno o piu’ Paesi terzi;
b) norme procedurali specifiche in base a un accordo o intesa
internazionale conclusi in relazione alla presenza di truppe di
stanza e concernenti imprese stabilite nello Stato italiano o in un
Paese terzo;
c) norme procedurali specifiche di un’organizzazione
internazionale che si approvvigiona per le proprie finalita’; non si
applica altresi’ a contratti che devono essere aggiudicati da una
stazione appaltante appartenente allo Stato italiano in conformita’ a
tali norme.
2. Il presente decreto non si applica altresi’ ai seguenti casi:
a) ai contratti nel settore della difesa, relativi alla
produzione o al commercio di armi, munizioni e materiale bellico di
cui all’elenco adottato dal Consiglio della Comunita’ europea con la
decisione 255/58, che siano destinati a fini specificatamente
militari e per i quali lo Stato ritiene di adottare misure necessarie
alla tutela degli interessi essenziali della propria sicurezza;
b) ai contratti per i quali l’applicazione delle disposizioni del
presente decreto obbligherebbe lo Stato italiano a fornire
informazioni la cui divulgazione e’ considerata contraria agli
interessi essenziali della sua sicurezza, previa adozione del
provvedimento di segretazione;
c) ai contratti per attivita’ d’intelligence;
d) ai contratti aggiudicati nel quadro di un programma di
cooperazione basato su ricerca e sviluppo, condotto congiuntamente
dall’Italia e almeno uno Stato membro per lo sviluppo di un nuovo
prodotto e, ove possibile, nelle fasi successive di tutto o parte del
ciclo di vita di tale prodotto. Dopo la conclusione di un siffatto
programma di cooperazione unicamente tra l’Italia e uno o altri Stati
membri, gli stessi comunicano alla Commissione europea l’incidenza
della quota di ricerca e sviluppo in relazione al costo globale del
programma, l’accordo di ripartizione dei costi nonche’, se del caso,
la quota ipotizzata di acquisti per ciascuno Stato membro;
e) ai contratti aggiudicati in un paese terzo, anche per commesse
civili, quando le forze operano al di fuori del territorio
dell’Unione, se le esigenze operative richiedono che siano conclusi
con operatori economici localizzati nell’area delle operazioni; a tal
fine sono considerate commesse civili i contratti diversi da quelli
di cui all’articolo 2;
f) ai contratti di servizi aventi per oggetto l’acquisto o la
locazione, quali che siano le relative modalita’ finanziarie, di
terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti
diritti su tali beni;
g) ai contratti aggiudicati dal governo italiano a un altro
governo e concernenti:
1) la fornitura di materiale militare o di materiale sensibile;
2) lavori e servizi direttamente collegati a tale materiale;
3) lavori e servizi per fini specificatamente militari, o
lavori e servizi sensibili;
h) ai servizi di arbitrato e di conciliazione;
i) ai servizi finanziari, ad eccezione dei servizi assicurativi;
l) ai contratti d’impiego;
m) ai servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui
benefici appartengono esclusivamente all’amministrazione
aggiudicatrice o ente aggiudicatore perche’ li usi nell’esercizio
della sua attivita’, a condizione che la prestazione del servizio sia
interamente retribuita da tale amministrazione aggiudicatrice o ente
aggiudicatore.
3. Nessuna delle norme, procedure, programmi, accordi, intese o
appalti menzionati ai commi 1 e 2 puo’ essere utilizzata allo scopo
di non applicare le disposizioni del presente decreto.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 7

Norme applicabili ai contratti di servizi

1. I contratti aventi per oggetto i servizi di cui all’articolo 2
ed elencati nell’allegato I sono aggiudicati in conformita’ al
presente decreto.
2. I contratti aventi per oggetto i servizi di cui all’articolo 2
ed elencati nell’allegato II sono soggetti unicamente agli articoli
23 e 24.
3. I contratti misti aventi per oggetto servizi di cui all’articolo
2 ed elencati sia nell’allegato I sia nell’allegato II sono
aggiudicati in conformita’ al presente decreto, allorche’ il valore
dei servizi elencati nell’allegato I risulta superiore al valore dei
servizi elencati nell’allegato II. Negli altri casi, gli appalti sono
soggetti unicamente agli articoli 23 e 24.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 8

Principi relativi ai contratti esclusi

1. L’affidamento dei contratti esclusi in parte dall’applicazione
del presente decreto, ai sensi dell’articolo 7, commi 2 e 3, avviene
nel rispetto dei principi di economicita’, efficacia, imparzialita’,
parita’ di trattamento, trasparenza, proporzionalita’. Per i
contratti che, ai sensi dell’articolo 7, applicano unicamente gli
articoli 23 e 24, l’affidamento e’ preceduto dall’invito ad almeno
cinque concorrenti, se compatibile con l’oggetto del contratto.
2. I principi di cui al comma 1, primo periodo, si applicano
altresi’ all’affidamento dei contratti esclusi dall’applicazione del
presente decreto ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettere e), f),
h), i), l) ed m).
3. Le stazioni appaltanti stabiliscono se e’ ammesso o meno il
subappalto e, in caso affermativo, le relative condizioni di
ammissibilita’. Qualora le stazioni appaltanti consentono il
subappalto, si applica la disciplina di cui all’articolo 118 del
codice.

Note all’art. 8:
– Il testo dell’articolo 118 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 118 (Subappalto, attivita’ che non costituiscono
subappalto e tutela del lavoro). (art. 25, direttiva
2004/18; art. 37, direttiva 2004/17; art. 18, L. n.
55/1990; art. 16, D.Lgs. 24 marzo 1992, n. 358; art. 18,
D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157; art. 21, D.Lgs. 17 marzo
1995, n. 158; 34, L. n. 109/1994). – 1. I soggetti
affidatari dei contratti di cui al presente codice sono
tenuti ad eseguire in proprio le opere o i lavori, i
servizi, le forniture compresi nel contratto. Il contratto
non puo’ essere ceduto, a pena di nullita’, salvo quanto
previsto nell’articolo 116.
2. La stazione appaltante e’ tenuta ad indicare nel
progetto e nel bando di gara le singole prestazioni e, per
i lavori, la categoria prevalente con il relativo importo,
nonche’ le ulteriori categorie, relative a tutte le altre
lavorazioni previste in progetto, anch’esse con il relativo
importo. Tutte le prestazioni nonche’ lavorazioni, a
qualsiasi categoria appartengano, sono subappaltabili e
affidabili in cottimo. Per i lavori, per quanto riguarda la
categoria prevalente, con il regolamento, e’ definita la
quota parte subappaltabile, in misura eventualmente
diversificata a seconda delle categorie medesime, ma in
ogni caso non superiore al trenta per cento. Per i servizi
e le forniture, tale quota e’ riferita all’importo
complessivo del contratto. L’affidamento in subappalto o in
cottimo e’ sottoposto alle seguenti condizioni:
1) che i concorrenti all’atto dell’offerta o
l’affidatario, nel caso di varianti in corso di esecuzione,
all’atto dell’affidamento, abbiano indicato i lavori o le
parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di
servizi e forniture che intendono subappaltare o concedere
in cottimo;
2) che l’affidatario provveda al deposito del
contratto di subappalto presso la stazione appaltante
almeno venti giorni prima della data di effettivo inizio
dell’esecuzione delle relative prestazioni;
3) che al momento del deposito del contratto di
subappalto presso la stazione appaltante l’affidatario
trasmetta altresi’ la certificazione attestante il possesso
da parte del subappaltatore dei requisiti di qualificazione
prescritti dal presente codice in relazione alla
prestazione subappaltata e la dichiarazione del
subappaltatore attestante il possesso dei requisiti
generali di cui all’articolo 38;
4) che non sussista, nei confronti dell’affidatario
del subappalto o del cottimo, alcuno dei divieti previsti
dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, e
successive modificazioni.
3. Nel bando di gara la stazione appaltante indica che
provvedera’ a corrispondere direttamente al subappaltatore
o al cottimista l’importo dovuto per le prestazioni dagli
stessi eseguite o, in alternativa, che e’ fatto obbligo
agli affidatari di trasmettere, entro venti giorni dalla
data di ciascun pagamento effettuato nei loro confronti,
copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti da
essi affidatari corrisposti al subappaltatore o cottimista,
con l’indicazione delle ritenute di garanzia effettuate.
Qualora gli affidatari non trasmettano le fatture
quietanziate del subappaltatore o del cottimista entro il
predetto termine, la stazione appaltante sospende il
successivo pagamento a favore degli affidatari. Nel caso di
pagamento diretto, gli affidatari comunicano alla stazione
appaltante la parte delle prestazioni eseguite dal
subappaltatore o dal cottimista, con la specificazione del
relativo importo e con proposta motivata di pagamento.
4. L’affidatario deve praticare, per le prestazioni
affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari
risultanti dall’aggiudicazione, con ribasso non superiore
al venti per cento. L’affidatario corrisponde gli oneri
della sicurezza, relativi alle prestazioni affidate in
subappalto, alle imprese subappaltatrici senza alcun
ribasso; la stazione appaltante, sentito il direttore dei
lavori, il coordinatore della sicurezza in fase di
esecuzione, ovvero il direttore dell’esecuzione, provvede
alla verifica dell’effettiva applicazione della presente
disposizione. L’affidatario e’ solidalmente responsabile
con il subappaltatore degli adempimenti, da parte di questo
ultimo, degli obblighi di sicurezza previsti dalla
normativa vigente.
5. Per i lavori, nei cartelli esposti all’esterno del
cantiere devono essere indicati anche i nominativi di tutte
le imprese subappaltatrici, nonche’ i dati di cui al comma
2, n. 3).
6. L’affidatario e’ tenuto ad osservare integralmente
il trattamento economico e normativo stabilito dai
contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per
il settore e per la zona nella quale si eseguono le
prestazioni; e’, altresi’, responsabile in solido
dell’osservanza delle norme anzidette da parte dei
subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le
prestazioni rese nell’ambito del subappalto. L’affidatario
e, per suo tramite, i subappaltatori, trasmettono alla
stazione appaltante prima dell’inizio dei lavori la
documentazione di avvenuta denunzia agli enti
previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi e
antinfortunistici, nonche’ copia del piano di cui al comma
7. Ai fini del pagamento degli stati di avanzamento dei
lavori o dello stato finale dei lavori, l’affidatario e,
suo tramite, i subappaltatori trasmettono
all’amministrazione o ente committente il documento unico
di regolarita’ contributiva.
6-bis. Al fine di contrastare il fenomeno del lavoro
sommerso ed irregolare, il documento unico di regolarita’
contributiva e’ comprensivo della verifica della congruita’
della incidenza della mano d’opera relativa allo specifico
contratto affidato. Tale congruita’, per i lavori e’
verificata dalla Cassa Edile in base all’accordo assunto a
livello nazionale tra le parti sociali firmatarie del
contratto collettivo nazionale comparativamente piu’
rappresentative per l’ambito del settore edile ed il
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali.
7. I piani di sicurezza di cui all’articolo 131 sono
messi a disposizione delle autorita’ competenti preposte
alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri.
L’affidatario e’ tenuto a curare il coordinamento di tutti
i subappaltatori operanti nel cantiere, al fine di rendere
gli specifici piani redatti dai singoli subappaltatori
compatibili tra loro e coerenti con il piano presentato
dall’affidatario. Nell’ipotesi di raggruppamento temporaneo
o di consorzio, detto obbligo incombe al mandatario. Il
direttore tecnico di cantiere e’ responsabile del rispetto
del piano da parte di tutte le imprese impegnate
nell’esecuzione dei lavori.
8. L’affidatario che si avvale del subappalto o del
cottimo deve allegare alla copia autentica del contratto la
dichiarazione circa la sussistenza o meno di eventuali
forme di controllo o di collegamento a norma dell’articolo
2359 del codice civile con il titolare del subappalto o del
cottimo. Analoga dichiarazione deve essere effettuata da
ciascuno dei soggetti partecipanti nel caso di
raggruppamento temporaneo, societa’ o consorzio. La
stazione appaltante provvede al rilascio
dell’autorizzazione entro trenta giorni dalla relativa
richiesta; tale termine puo’ essere prorogato una sola
volta, ove ricorrano giustificati motivi. Trascorso tale
termine senza che si sia provveduto, l’autorizzazione si
intende concessa. Per i subappalti o cottimi di importo
inferiore al 2 per cento dell’importo delle prestazioni
affidate o di importo inferiore a 100.000 euro, i termini
per il rilascio dell’autorizzazione da parte della stazione
appaltante sono ridotti della meta’.
9. L’esecuzione delle prestazioni affidate in
subappalto non puo’ formare oggetto di ulteriore
subappalto.
10. Le disposizioni dei commi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9
si applicano anche ai raggruppamenti temporanei e alle
societa’ anche consortili, quando le imprese riunite o
consorziate non intendono eseguire direttamente le
prestazioni scorporabili, nonche’ alle associazioni in
partecipazione quando l’associante non intende eseguire
direttamente le prestazioni assunte in appalto; si
applicano altresi’ alle concessioni per la realizzazione di
opere pubbliche e agli affidamenti con procedura negoziata.
11. Ai fini del presente articolo e’ considerato
subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attivita’
ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera,
quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se
singolarmente di importo superiore al 2 per cento
dell’importo delle prestazioni affidate o di importo
superiore a 100.000 euro e qualora l’incidenza del costo
della manodopera e del personale sia superiore al 50 per
cento dell’importo del contratto da affidare. Il
subappaltatore non puo’ subappaltare a sua volta le
prestazioni salvo che per la fornitura con posa in opera di
impianti e di strutture speciali da individuare con il
regolamento; in tali casi il fornitore o subappaltatore,
per la posa in opera o il montaggio, puo’ avvalersi di
imprese di propria fiducia per le quali non sussista alcuno
dei divieti di cui al comma 2, numero 4). E’ fatto obbligo
all’affidatario di comunicare alla stazione appaltante, per
tutti i sub-contratti stipulati per l’esecuzione
dell’appalto, il nome del sub-contraente, l’importo del
contratto, l’oggetto del lavoro, servizio o fornitura
affidati.
12. Ai fini dell’applicazione dei commi precedenti, le
seguenti categorie di forniture o servizi, per le loro
specificita’, non si configurano come attivita’ affidate in
subappalto:
a) l’affidamento di attivita’ specifiche a lavoratori
autonomi;
b) la subfornitura a catalogo di prodotti
informatici.”.

Titolo I DEFINIZIONI, FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE, PRINCIPI,
DISPOSIZIONI COMUNI E ESCLUSIONI

Art. 9

Norme di organizzazione

1. La disciplina di cui all’articolo 196, comma 8, del codice, si
applica anche ai contratti di cui al presente decreto, stipulati
dall’amministrazione della difesa.
2. I programmi triennali e gli elenchi annuali dei contratti di cui
all’articolo 2, lettere a), c) ed e), sono redatti e pubblicati con
le modalita’ indicate dall’articolo 128, comma 11, del codice. Detti
programmi ed elenchi sono trasmessi con omissioni delle parti
relative ai contratti esclusi di cui all’articolo 6.

Note all’art. 9:
– Per il testo dell’articolo 196 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, come modificato dal presente
decreto, si veda nelle note all’art. 33.
– Si riporta il testo dell’articolo 128, comma 11, del
citato decreto legislativo n. 163 del 2006:
“11. Le amministrazioni aggiudicatrici sono tenute ad
adottare il programma triennale e gli elenchi annuali dei
lavori sulla base degli schemi tipo, che sono definiti con
decreto del Ministro delle infrastrutture; i programmi
triennali e gli elenchi annuali dei lavori sono pubblicati
sul sito informatico del Ministero delle infrastrutture di
cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile
2001, n. 20 e per estremi sul sito informatico presso
l’Osservatorio.”.

Titolo II CONTRATTI DI RILEVANZA COMUNITARIA
Capo I Ambito di applicazione

Art. 10

Importi delle soglie dei contratti di rilevanza comunitaria

1. Il presente decreto si applica ai contratti il cui valore
stimato al netto dell’imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) e’ pari o
superiore alle soglie seguenti:
a) 387.000 euro, per i contratti di forniture e di servizi;
b) 4.845.000 euro per i contratti di lavori.
2. Ai fini del calcolo del valore stimato di cui al comma 1 si
applica l’articolo 29 del codice, con esclusione del comma 12,
lettera a.2).

Note all’art. 10:
– Il testo dell’articolo 29, comma 1, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 29 (Metodi di calcolo del valore stimato dei
contratti pubblici). (artt. 9 e 56, direttiva 2004/18; art.
17, direttiva 2004/17; art. 2, D.Lgs. n. 358/1992; art. 4,
D.Lgs. n. 157/1995; art. 9, D.Lgs. n. 158/1995). – 1. Il
calcolo del valore stimato degli appalti pubblici e delle
concessioni di lavori o servizi pubblici e’ basato
sull’importo totale pagabile al netto dell’IVA, valutato
dalle stazioni appaltanti. Questo calcolo tiene conto
dell’importo massimo stimato, ivi compresa qualsiasi forma
di opzione o rinnovo del contratto.”.

Capo II Requisiti per la partecipazione alle gare

Art. 11

Requisiti di ordine generale

1. Sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento
degli appalti di lavori, forniture e servizi, ne’ possono essere
affidatari di subappalti, ne’ ausiliari ai sensi dell’articolo 49 del
codice, ne’ stipulare i relativi contratti, i soggetti che si trovano
in una delle condizioni di cui all’articolo 38 del codice.
2. Con riferimento all’articolo 38, comma 1, lettera c), del
codice, sono ricompresi i reati terroristici o reati connessi alle
attivita’ terroristiche ovvero istigazione, concorso, tentativo a
commettere uno o piu’ reati terroristici o reati connessi alle
attivita’ terroristiche, quali definiti agli articoli 1, 3 e 4 della
decisione quadro 2002/475/GAI.
3. Con riferimento all’articolo 38, comma 1, lettera f), del
codice, e’ incluso tra i casi di errore grave la violazione degli
obblighi in materia di sicurezza dell’informazione o di sicurezza
dell’approvvigionamento in occasione di un appalto precedente.
4. Con riferimento all’articolo 38, comma 1, lettera m-quater), del
codice, elementi indicativi ai fini dell’esclusione dell’unicita’ del
centro decisionale possono essere, tra gli altri, l’autonomia
gestionale della politica commerciale e l’autonoma disponibilita’
delle conoscenze tecnologiche di cui sia garantita la segretezza.
5. Sono altresi’ esclusi i soggetti privi dell’affidabilita’
necessaria per escludere rischi per la sicurezza dello Stato.
L’assenza di tale affidabilita’ viene preventivamente accertata con
qualsiasi mezzo di prova, comprese le fonti di dati protette.

Note all’art. 11:
– Il testo dell’articolo 38, comma 1, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 38 (Requisiti di ordine generale). (art. 45,
direttiva 2004/18/CE; art. 75, D.P.R. n. 554/1999; art. 17,
D.P.R. n. 34/2000). – 1. Sono esclusi dalla partecipazione
alle procedure di affidamento delle concessioni e degli
appalti di lavori, forniture e servizi, ne’ possono essere
affidatari di subappalti, e non possono stipulare i
relativi contratti i soggetti:
a) che si trovano in stato di fallimento, di
liquidazione coatta, di concordato preventivo, o nei cui
riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione
di una di tali situazioni;
b) nei cui confronti e’ pendente procedimento per
l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui
all’articolo 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 o di
una delle cause ostative previste dall’articolo 10 della
legge 31 maggio 1965, n. 575; l’esclusione e il divieto
operano se la pendenza del procedimento riguarda il
titolare o il direttore tecnico, se si tratta di impresa
individuale; i soci o il direttore tecnico se si tratta di
societa’ in nome collettivo, i soci accomandatari o il
direttore tecnico se si tratta di societa’ in accomandita
semplice, gli amministratori muniti di poteri di
rappresentanza o il direttore tecnico o il socio unico
persona fisica, ovvero il socio di maggioranza in caso di
societa’ con meno di quattro soci, se si tratta di altro
tipo di societa’;
c) nei cui confronti e’ stata pronunciata sentenza di
condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di
condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di
applicazione della pena su richiesta, ai sensi
dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati
gravi in danno dello Stato o della Comunita’ che incidono
sulla moralita’ professionale; e’ comunque causa di
esclusione la condanna, con sentenza passata in giudicato,
per uno o piu’ reati di partecipazione a un’organizzazione
criminale, corruzione, frode, riciclaggio, quali definiti
dagli atti comunitari citati all’articolo 45, paragrafo 1,
direttiva CE 2004/18; l’esclusione e il divieto operano se
la sentenza o il decreto sono stati emessi nei confronti:
del titolare o del direttore tecnico se si tratta di
impresa individuale; dei soci o del direttore tecnico, se
si tratta di societa’ in nome collettivo; dei soci
accomandatari o del direttore tecnico se si tratta di
societa’ in accomandita semplice; degli amministratori
muniti di poteri di rappresentanza o del direttore tecnico
o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di
maggioranza in caso di societa’ con meno di quattro soci,
se si tratta di altro tipo di societa’ o consorzio. In ogni
caso l’esclusione e il divieto operano anche nei confronti
dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la
data di pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa
non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva
dissociazione della condotta penalmente sanzionata;
l’esclusione e il divieto in ogni caso non operano quando
il reato e’ stato depenalizzato ovvero quando e’
intervenuta la riabilitazione ovvero quando il reato e’
stato dichiarato estinto dopo la condanna ovvero in caso di
revoca della condanna medesima;
d) che hanno violato il divieto di intestazione
fiduciaria posto all’articolo 17 della legge 19 marzo 1990,
n. 55; l’esclusione ha durata di un anno decorrente
dall’accertamento definitivo della violazione e va comunque
disposta se la violazione non e’ stata rimossa;
e) che hanno commesso gravi infrazioni debitamente
accertate alle norme in materia di sicurezza e a ogni altro
obbligo derivante dai rapporti di lavoro, risultanti dai
dati in possesso dell’Osservatorio;
f) che, secondo motivata valutazione della stazione
appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede
nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione
appaltante che bandisce la gara; o che hanno commesso un
errore grave nell’esercizio della loro attivita’
professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da
parte della stazione appaltante;
g) che hanno commesso violazioni gravi,
definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi
al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione
italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti;
h) nei cui confronti, ai sensi del comma 1-ter,
risulta l’iscrizione nel casellario informatico di cui
all’articolo 7, comma 10, per aver presentato falsa
dichiarazione o falsa documentazione in merito a requisiti
e condizioni rilevanti per la partecipazione a procedure di
gara e per l’affidamento dei subappalti;
i) che hanno commesso violazioni gravi,
definitivamente accertate, alle norme in materia di
contributi previdenziali e assistenziali, secondo la
legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti;
l) che non presentino la certificazione di cui
all’articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68, salvo il
disposto del comma 2;
m) nei cui confronti e’ stata applicata la sanzione
interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c),
del decreto legislativo dell’8 giugno 2001 n. 231 o altra
sanzione che comporta il divieto di contrarre con la
pubblica amministrazione compresi i provvedimenti
interdittivi di cui all’articolo 36-bis, comma 1, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
m-bis) nei cui confronti, ai sensi dell’articolo 40,
comma 9-quater, risulta l’iscrizione nel casellario
informatico di cui all’articolo 7, comma 10, per aver
presentato falsa dichiarazione o falsa documentazione ai
fini del rilascio dell’attestazione SOA.
m-ter) di cui alla precedente lettera b) che pur
essendo stati vittime dei reati previsti e puniti dagli
articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi
dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991,
n. 203, non risultino aver denunciato i fatti all’autorita’
giudiziaria, salvo che ricorrano i casi previsti
dall’articolo 4, primo comma, della legge 24 novembre 1981,
n. 689. La circostanza di cui al primo periodo deve
emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a
giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno
antecedente alla pubblicazione del bando e deve essere
comunicata, unitamente alle generalita’ del soggetto che ha
omesso la predetta denuncia, dal procuratore della
Repubblica procedente all’Autorita’ di cui all’articolo 6,
la quale cura la pubblicazione della comunicazione sul sito
dell’Osservatorio;
m-quater) che si trovino, rispetto ad un altro
partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una
situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice
civile o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la
situazione di controllo o la relazione comporti che le
offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale.
(Omissis).”.
– La decisione n. 2002/475/GAI del 13-06-2002, e’
pubblicata nella G.U.C.E. 22 giugno 2002, n. L 164. Entrata
in vigore il 22 giugno 2002.

Capo II Requisiti per la partecipazione alle gare

Art. 12

Capacita’ tecnica e professionale dei fornitori e dei prestatori di
servizi

1. Negli appalti di servizi e forniture la dimostrazione delle
capacita’ tecniche dei concorrenti puo’ essere fornita, oltre che nei
modi indicati dall’articolo 42 del codice, nei seguenti modi:
a) descrizione delle misure adottate dal fornitore o dal
prestatore del servizio per garantire la qualita’, nonche’ degli
strumenti di studio o di ricerca di cui dispone e della
regolamentazione interna in materia di proprieta’ intellettuale;
b) indicazione del numero medio annuo di dipendenti del
concorrente e il numero di dirigenti impiegati negli ultimi tre anni;
c) descrizione delle attrezzature tecniche tale da consentire una
loro precisa individuazione e rintracciabilita’, del materiale,
dell’equipaggiamento tecnico, del numero degli effettivi e delle loro
competenze e delle fonti di approvvigionamento, con un’indicazione
della collocazione geografica qualora si trovi al di fuori del
territorio dell’Unione, di cui dispone l’operatore economico per
eseguire l’appalto, per far fronte ad eventuali esigenze
supplementari della stazione appaltante dovute a una crisi, o per
garantire la manutenzione, la modernizzazione o gli adeguamenti delle
forniture oggetto dell’appalto.
2. Con riferimento all’articolo 42, comma 1, lettera a), del
codice, l’elenco dei principali servizi o delle principali forniture
prestati si riferisce agli ultimi cinque anni.

Note all’art. 12:
– Il testo dell’articolo 42 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 42 (Capacita’ tecnica e professionale dei
fornitori e dei prestatori di servizi). (art. 48, direttiva
2004/18; art. 14, D.Lgs. n. 158/1995; art. 14, D.Lgs. n.
358/1992). – 1. Negli appalti di servizi e forniture la
dimostrazione delle capacita’ tecniche dei concorrenti puo’
essere fornita in uno o piu’ dei seguenti modi, a seconda
della natura, della quantita’ o dell’importanza e dell’uso
delle forniture o dei servizi:
a) presentazione dell’elenco dei principali servizi o
delle principali forniture prestati negli ultimi tre anni
con l’indicazione degli importi, delle date e dei
destinatari, pubblici o privati, dei servizi o forniture
stessi; se trattasi di servizi e forniture prestati a
favore di amministrazioni o enti pubblici, esse sono
provate da certificati rilasciati e vistati dalle
amministrazioni o dagli enti medesimi; se trattasi di
servizi e forniture prestati a privati, l’effettuazione
effettiva della prestazione e’ dichiarata da questi o, in
mancanza, dallo stesso concorrente;
b) indicazione dei tecnici e degli organi tecnici,
facenti direttamente capo, o meno, al concorrente e, in
particolare, di quelli incaricati dei controlli di
qualita’;
c) descrizione delle attrezzature tecniche tale da
consentire una loro precisa individuazione e
rintracciabilita’, delle misure adottate dal fornitore o
dal prestatore del servizio per garantire la qualita’,
nonche’ degli strumenti di studio o di ricerca di cui
dispone;
d) controllo, effettuato dalla stazione appaltante o,
nel caso di concorrente non stabilito in Italia, per
incarico della stazione appaltante, da un organismo
Ufficiale competente del Paese in cui e’ stabilito il
concorrente, purche’ tale organismo acconsenta, allorche’ i
prodotti da fornire o il servizio da prestare siano
complessi o debbano rispondere, eccezionalmente, a uno
scopo determinato; il controllo verte sulla capacita’ di
produzione e, se necessario, di studio e di ricerca del
concorrente e sulle misure utilizzate da quest’ultimo per
il controllo della qualita’;
e) indicazione dei titoli di studio e professionali
dei prestatori di servizi o dei dirigenti dell’impresa
concorrente e, in particolare, dei soggetti concretamente
responsabili della prestazione di servizi;
f) indicazione, per gli appalti di servizi e
unicamente nei casi appropriati, stabiliti dal regolamento,
delle misure di gestione ambientale che l’operatore potra’
applicare durante la realizzazione dell’appalto;
g) per gli appalti di servizi, indicazione del numero
medio annuo di dipendenti del concorrente e il numero di
dirigenti impiegati negli ultimi tre anni;
h) per gli appalti di servizi, dichiarazione
indicante l’attrezzatura, il materiale e l’equipaggiamento
tecnico di cui il prestatore di servizi disporra’ per
eseguire l’appalto;
i) indicazione della quota di appalto che il
concorrente intenda, eventualmente, subappaltare;
l) nel caso di forniture, produzione di campioni,
descrizioni o fotografie dei beni da fornire, la cui
autenticita’ sia certificata a richiesta della stazione
appaltante;
m) nel caso di forniture, produzione di certificato
rilasciato dagli istituti o servizi ufficiali incaricati
del controllo qualita’, di riconosciuta competenza, i quali
attestino la conformita’ dei beni con riferimento a
determinati requisiti o norme.
2. La stazione appaltante precisa nel bando di gara o
nella lettera d’invito, quali dei suindicati documenti e
requisiti devono essere presentati o dimostrati.
3. Le informazioni richieste non possono eccedere
l’oggetto dell’appalto; l’amministrazione deve, comunque,
tener conto dell’esigenza di protezione dei segreti tecnici
e commerciali.
3-bis. Le stazioni appaltanti provvedono a inserire
nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici prevista
dall’articolo 62-bis del codice dell’amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
82, secondo il modello predisposto e pubblicato
dall’Autorita’ nel sito informatico presso l’Osservatorio,
previo parere del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, la certificazione attestante le prestazioni di
cui al comma 1, lettera a), del presente articolo rese dai
fornitori e dai prestatori di servizi, entro trenta giorni
dall’avvenuto rilascio; in caso di inadempimento si applica
quanto previsto dall’articolo 6, comma 11.
4. I requisiti previsti nel comma 1 del presente
articolo possono essere provati in sede di gara mediante
dichiarazione sottoscritta in conformita’ alle disposizione
del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre
2000, n. 445; al concorrente aggiudicatario e’ richiesta la
documentazione probatoria, a conferma di quanto dichiarato
in sede di gara.
4-bis. Al fine di assicurare la massima estensione dei
principi comunitari e delle regole di concorrenza negli
appalti di servizi o di servizi pubblici locali, la
stazione appaltante considera, in ogni caso, rispettati i
requisiti tecnici prescritti anche ove la disponibilita’
dei mezzi tecnici necessari ed idonei all’espletamento del
servizio sia assicurata mediante contratti di locazione
finanziaria con soggetti terzi.”.

Capo II Requisiti per la partecipazione alle gare

Art. 13

Sicurezza dell’informazione

1. Nel caso di contratti che comportano la trattazione di
informazioni classificate, gli operatori economici forniscono prova
della capacita’ loro e dei loro subappaltatori di trattare tali
informazioni al livello di protezione richiesto nella documentazione
dell’appalto da parte della stazione appaltante, in conformita’ alle
leggi e ai regolamenti in materia di nulla osta di sicurezza, e agli
accordi internazionali di settore.
2. A tale fine, la stazione appaltante precisa nella medesima
documentazione le misure e i requisiti necessari per garantire la
sicurezza dell’informazione, i quali possono riguardare:
a) l’impegno dell’offerente e dei subappaltatori gia’ individuati
a salvaguardare opportunamente la riservatezza di tutte le
informazioni classificate in loro possesso o di cui vengano a
conoscenza per tutta la durata dell’appalto e dopo la risoluzione o
conclusione dell’appalto, in conformita’ alle pertinenti disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative;
b) l’impegno dell’offerente ad ottenere l’impegno di cui alla
lettera a) da altri subappaltatori ai quali subappaltera’ durante
l’esecuzione dell’appalto;
c) le informazioni sufficienti sui subappaltatori gia’
individuati, che consentano all’amministrazione
aggiudicatrice/all’ente aggiudicatore di accertare che ciascuno di
essi possieda le capacita’ necessarie per salvaguardare adeguatamente
la riservatezza delle informazioni classificate alle quali hanno
accesso o che sono tenuti a produrre nel quadro della realizzazione
delle loro attivita’ di subappalto;
d) l’impegno dell’offerente a fornire le informazioni richieste
alla lettera c) ai nuovi subappaltatori prima di attribuire loro un
subappalto;
e) ulteriori misure e requisiti che, in ragione della natura,
dell’impiego dei beni, servizi o lavori e della finalita’
dell’appalto, siano ritenuti necessari dalla stazione appaltante.
3. La stazione appaltante puo’, se del caso, concedere, agli
operatori economici che non detengono ancora il nulla osta di
sicurezza, un periodo addizionale per ottenerlo. In tale ipotesi, la
stazione appaltante specifica nel bando di gara il termine entro il
quale il nulla osta va presentato, comunque non successivo alla data
di apertura delle offerte presentate.

Capo II Requisiti per la partecipazione alle gare

Art. 14

Sicurezza dell’approvvigionamento

1. La stazione appaltante precisa nella documentazione dell’appalto
i requisiti in materia di sicurezza dell’approvvigionamento ritenuti
necessari in relazione all’oggetto dell’appalto. Tali requisiti
possono riguardare:
a) la capacita’ dell’offerente di onorare i suoi obblighi in
materia di esportazione, trasferimento e transito dei prodotti e
servizi oggetto del contratto;
b) l’organizzazione e ubicazione della catena di
approvvigionamento dell’offerente, ai fini del presente articolo;
c) la predisposizione e mantenimento della capacita’ necessaria a
far fronte ad esigenze supplementari della stazione appaltante dovute
a una crisi, secondo termini e condizioni da concordare;
d) la manutenzione, la modernizzazione o gli adeguamenti delle
forniture oggetto dell’appalto;
e) le misure atte a consentire alla stazione appaltante la
manutenzione dei prodotti e servizi oggetto del contratto qualora
l’operatore economico non sia piu’ in grado di provvedere in proprio;
f) ulteriori misure e requisiti che, in ragione della natura,
dell’impiego dei beni, servizi o lavori e della finalita’
dell’appalto, siano ritenuti necessari dalla stazione appaltante.

Capo II Requisiti per la partecipazione alle gare

Art. 15

Operatori economici stabiliti in Stati diversi dall’Italia

1. Agli operatori economici stabiliti in Paesi terzi che, in base a
norme di diritto internazionale, o in base ad accordi bilaterali
siglati con l’Unione europea o con l’Italia, ammettono la
partecipazione ad appalti pubblici a condizioni di reciprocita’, la
qualificazione di cui agli articoli 11, 12, 13 e 14 e’ consentita
alle medesime condizioni richieste alle imprese italiane.
2. Per gli operatori economici di cui al comma 1 e per quelli
stabiliti negli altri Stati aderenti all’Unione europea, la citata
qualificazione non e’ condizione obbligatoria per la partecipazione
alla gara. Essi si qualificano alla singola gara producendo
documentazione conforme alle normative vigenti nei rispettivi Paesi
idonea a dimostrare il possesso di tutti i requisiti prescritti per
la qualificazione e la partecipazione degli operatori economici
italiani alle gare. E’ fatto salvo il disposto dell’articolo 38,
comma 5, del codice.

Note all’art. 15:
– Il testo dell’articolo 38, comma 5, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 38 (Requisiti di ordine generale). (art. 45,
direttiva 2004/18/CE; art. 75, D.P.R. n. 554/1999; art. 17,
D.P.R. n. 34/2000). – (Omissis).
5. Se nessun documento o certificato e’ rilasciato da
altro Stato dell’Unione europea, costituisce prova
sufficiente una dichiarazione giurata, ovvero, negli Stati
membri in cui non esiste siffatta dichiarazione, una
dichiarazione resa dall’interessato innanzi a un’autorita’
giudiziaria o amministrativa competente, a un notaio o a un
organismo professionale qualificato a riceverla del Paese
di origine o di provenienza.”.

Capo III Procedure di scelta del contraente

Art. 16

Procedure per la scelta dei concorrenti

1. Per l’individuazione degli operatori economici che possono
presentare offerte per l’affidamento di un contratto, le stazioni
appaltanti utilizzano le procedure ristrette, negoziate ovvero il
dialogo competitivo.
2. Le stazioni appaltanti aggiudicano i contratti mediante
procedura ristretta o mediante procedura negoziata con pubblicazione
del bando di gara.
3. Nel caso di appalti particolarmente complessi, come definiti
all’articolo 58, comma 2, del codice, le stazioni appaltanti, qualora
ritengano che il ricorso alla procedura ristretta o negoziata con
bando non permetta l’aggiudicazione dell’appalto, possono avvalersi
del dialogo competitivo ai sensi dell’articolo 58 del codice.
4. Le stazioni appaltanti possono concludere accordi quadro ai
sensi dell’articolo 59 del codice. La durata di un accordo quadro non
puo’ superare i sette anni, salvo in circostanze eccezionali,
determinate tenendo conto della prevista durata di vita di qualsiasi
prodotto, impianto o sistema fornito e delle difficolta’ tecniche che
possono essere causate dal cambiamento di fornitore.
5. Nei casi e alle condizioni specifiche espressamente previste, le
stazioni appaltanti possono aggiudicare i contratti mediante una
procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara.

Note all’art. 16:
– Il testo dell’articolo 58 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 58 (Dialogo competitivo). (art. 29, direttiva
2004/18). – 1. Nel caso di appalti particolarmente
complessi, qualora ritengano che il ricorso alla procedura
aperta o ristretta non permetta l’aggiudicazione
dell’appalto, le stazioni appaltanti possono avvalersi del
dialogo competitivo conformemente al presente articolo. Il
ricorso al dialogo competitivo per lavori e’ consentito
previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici,
e comunque ad esclusione dei lavori di cui alla parte II,
titolo III, capo IV. Per i lavori di cui alla parte II,
titolo IV, capo II, e’ altresi’ richiesto il parere del
Consiglio Superiore dei beni culturali. I citati pareri
sono resi entro 30 giorni dalla richiesta. Decorso tale
termine, l’amministrazione puo’ comunque procedere.
2. Ai fini del ricorso al dialogo competitivo un
appalto pubblico e’ considerato «particolarmente complesso»
quando la stazione appaltante:
– non e’ oggettivamente in grado di definire,
conformemente all’articolo 68, comma 3, lettere b), c) o
d), i mezzi tecnici atti a soddisfare le sue necessita’ o i
suoi obiettivi, o
– non e’ oggettivamente in grado di specificare
l’impostazione giuridica o finanziaria di un progetto.
Possono, secondo le circostanze concrete, essere
considerati particolarmente complessi gli appalti per i
quali la stazione appaltante non dispone, a causa di
fattori oggettivi ad essa non imputabili, di studi in
merito alla identificazione e quantificazione dei propri
bisogni o all’individuazione dei mezzi strumentali al
soddisfacimento dei predetti bisogni, alle caratteristiche
funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie
degli stessi e all’analisi dello stato di fatto e di
diritto di ogni intervento nelle sue eventuali componenti
storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche,
nonche’ sulle componenti di sostenibilita’ ambientale,
socio-economiche, amministrative e tecniche.
3. Il provvedimento con cui la stazione appaltante
decide di ricorrere al dialogo competitivo deve contenere
specifica motivazione in merito alla sussistenza dei
presupposti previsti dal comma 2.
4. L’unico criterio per l’aggiudicazione dell’appalto
pubblico e’ quello dell’offerta economicamente piu’
vantaggiosa.
5. Le stazioni appaltanti pubblicano un bando di gara
conformemente all’articolo 64 in cui rendono noti le loro
necessita’ o obiettivi, che definiscono nel bando stesso o
in un documento descrittivo che costituisce parte
integrante del bando, nei quali sono altresi’ indicati i
requisiti di ammissione al dialogo competitivo, individuati
tra quelli pertinenti previsti dagli articoli da 34 a 46, i
criteri di valutazione delle offerte di cui all’articolo
83, comma 2 e il termine entro il quale gli interessati
possono presentare istanza di partecipazione alla
procedura.
6. Le stazioni appaltanti avviano con i candidati
ammessi conformemente ai requisiti di cui al comma 5 un
dialogo finalizzato all’individuazione e alla definizione
dei mezzi piu’ idonei a soddisfare le loro necessita’ o
obiettivi. Nella fase del dialogo esse possono discutere
con i candidati ammessi tutti gli aspetti dell’appalto.
7. Durante il dialogo le stazioni appaltanti
garantiscono la parita’ di trattamento di tutti i
partecipanti, in particolare non forniscono, in modo
discriminatorio, informazioni che possano favorire alcuni
partecipanti rispetto ad altri.
8. Le stazioni appaltanti non possono rivelare agli
altri partecipanti le soluzioni proposte ne’ altre
informazioni riservate comunicate dal candidato
partecipante al dialogo senza l’accordo di quest’ultimo.
9. Le stazioni appaltanti possono prevedere che la
procedura si svolga in fasi successive in modo da ridurre
il numero di soluzioni da discutere durante la fase del
dialogo applicando i criteri di aggiudicazione precisati
nel bando di gara o nel documento descrittivo. Il ricorso a
tale facolta’ e’ indicato nel bando di gara e nel documento
descrittivo.
10. Le stazioni appaltanti proseguono il dialogo
finche’ non sono in grado di individuare, se del caso dopo
averle confrontate, la soluzione o le soluzioni che possano
soddisfare le loro necessita’ o obiettivi.
11. Le stazioni appaltanti possono motivatamente
ritenere che nessuna delle soluzioni proposte soddisfi le
proprie necessita’ o obiettivi. In tal caso informano
immediatamente i partecipanti, ai quali non spetta alcun
indennizzo o risarcimento, salvo quanto previsto dal comma
17.
12. Negli altri casi, dopo aver dichiarato concluso il
dialogo e averne informato i partecipanti, le stazioni
appaltanti li invitano a presentare le loro offerte finali
in base alla o alle soluzioni presentate e specificate
nella fase del dialogo. Tali offerte devono contenere tutti
gli elementi richiesti e necessari per l’esecuzione del
progetto.
13.
14. Su richiesta delle stazioni appaltanti le offerte
possono essere chiarite, precisate e perfezionate. Tuttavia
tali precisazioni, chiarimenti, perfezionamenti o
complementi non possono avere l’effetto di modificare gli
elementi fondamentali dell’offerta o dell’appalto quale
posto in gara la cui variazione rischi di falsare la
concorrenza o di avere un effetto discriminatorio.
15. Le stazioni appaltanti valutano le offerte ricevute
sulla base dei criteri di aggiudicazione fissati nel bando
di gara o nel documento descrittivo, individuando l’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa conformemente all’articolo
83. Per i lavori, la procedura si puo’ concludere con
l’affidamento di una concessione di cui all’articolo 143.
16. L’offerente che risulta aver presentato l’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa puo’ essere invitato a
precisare gli aspetti della sua offerta o a confermare gli
impegni in essa figuranti, a condizione che cio’ non abbia
l’effetto di modificare elementi fondamentali dell’offerta
o dell’appalto quale posto in gara, falsare la concorrenza
o comportare discriminazioni.
17. Le stazioni appaltanti possono prevedere premi o
incentivi per partecipanti al dialogo, anche nell’ipotesi
in cui al comma 11.
18. Le stazioni appaltanti non possono ricorrere al
dialogo competitivo in modo abusivo o in modo da
ostacolare, limitare o distorcere la concorrenza.”.
– Il testo dell’articolo 59 del decreto legislativo n.
163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 59 (Accordi quadro). (art. 32, direttiva
2004/18). – 1. Le stazioni appaltanti possono concludere
accordi quadro. Per i lavori, gli accordi quadro sono
ammessi esclusivamente in relazione ai lavori di
manutenzione. Gli accordi quadro non sono ammessi per la
progettazione e per gli altri servizi di natura
intellettuale.
2. Ai fini della conclusione di un accordo quadro, le
stazioni appaltanti seguono le regole di procedura previste
dalla presente parte in tutte le fasi fino
all’aggiudicazione degli appalti basati su tale accordo
quadro. Le parti dell’accordo quadro sono scelte applicando
i criteri di aggiudicazione definiti ai sensi degli
articoli 81 e seguenti.
3. Gli appalti basati su un accordo quadro sono
aggiudicati secondo le procedure previste ai commi 4 e 5.
Tali procedure sono applicabili solo tra le stazioni
appaltanti e gli operatori economici inizialmente parti
dell’accordo quadro. In sede di aggiudicazione degli
appalti pubblici basati su un accordo quadro le parti non
possono in nessun caso apportare modifiche sostanziali alle
condizioni fissate in tale accordo quadro, in particolare
nel caso di cui al comma 4.
4. Quando un accordo quadro e’ concluso con un solo
operatore economico, gli appalti basati su tale accordo
quadro sono aggiudicati entro i limiti delle condizioni
fissate nell’accordo quadro. Per l’aggiudicazione di tali
appalti, le stazioni appaltanti possono consultare per
iscritto l’operatore parte dell’accordo quadro,
chiedendogli di completare, se necessario, la sua offerta.
5. Quando un accordo quadro e’ concluso con piu’
operatori economici, il numero di questi deve essere almeno
pari a tre, purche’ vi sia un numero sufficiente di
operatori economici che soddisfano i criteri di selezione,
ovvero di offerte accettabili corrispondenti ai criteri di
aggiudicazione.
6. Gli appalti basati su accordi quadro conclusi con
piu’ operatori economici possono essere aggiudicati
mediante applicazione delle condizioni stabilite
nell’accordo quadro senza nuovo confronto competitivo.
7. Per il caso di cui al comma 6, l’aggiudicazione
dell’accordo quadro contiene l’ordine di priorita’,
privilegiando il criterio della rotazione, per la scelta
dell’operatore economico cui affidare il singolo appalto.
8. Gli appalti basati su accordi quadro conclusi con
piu’ operatori economici, qualora l’accordo quadro non
fissi tutte le condizioni, possono essere affidati solo
dopo aver rilanciato il confronto competitivo fra le parti
in base alle medesime condizioni, se necessario
precisandole, e, se del caso, ad altre condizioni indicate
nel capitolato d’oneri dell’accordo quadro, secondo la
seguente procedura:
a) per ogni appalto da aggiudicare le stazioni
appaltanti consultano per iscritto gli operatori economici
che sono in grado di realizzare l’oggetto dell’appalto;
b) le stazioni appaltanti fissano un termine
sufficiente per presentare le offerte relative a ciascun
appalto specifico tenendo conto di elementi quali la
complessita’ dell’oggetto dell’appalto e il tempo
necessario per la trasmissione delle offerte;
c) le offerte sono presentate per iscritto e il loro
contenuto deve rimanere segreto fino alla scadenza del
termine previsto per la loro presentazione;
d) le stazioni appaltanti aggiudicano ogni appalto
all’offerente che ha presentato l’offerta migliore sulla
base dei criteri di aggiudicazione fissati nel capitolato
d’oneri dell’accordo quadro.
9. La durata di un accordo quadro non puo’ superare i
quattro anni, salvo in casi eccezionali debitamente
motivati, in particolare, dall’oggetto dell’accordo quadro.
10. Le stazioni appaltanti non possono ricorrere agli
accordi quadro in modo abusivo o in modo da ostacolare,
limitare o distorcere la concorrenza.”.

Capo III Procedure di scelta del contraente

Art. 17

Procedura ristretta e procedura negoziata previa pubblicazione di un
bando di gara

1. Il decreto o la deliberazione a contrarre indica se si seguira’
una procedura ristretta o una procedura negoziata con pubblicazione
del bando di gara.
2. Il bando di gara indica il tipo di procedura e l’oggetto del
contratto, e fa menzione del decreto o della deliberazione a
contrarre.
3. Il bando di gara puo’ prevedere che non si procedera’ ad
aggiudicazione nel caso di una sola offerta valida, ovvero nel caso
di due sole offerte valide, che non verranno aperte. Quando il bando
non contiene tale previsione, resta comunque ferma la disciplina di
cui all’articolo 81, comma 3, del codice.
4. Gli operatori economici presentano la richiesta di invito nel
rispetto delle modalita’ e dei termini fissati dal bando di gara e,
successivamente, le proprie offerte nel rispetto delle modalita’ e
dei termini fissati nella lettera invito.
5. Alle procedure ristrette sono invitati i soggetti che ne abbiano
fatto richiesta, selezionati nei limiti del numero minimo e massimo
eventualmente indicato nel bando ai sensi dell’articolo 19, sulla
base dei criteri oggettivi da applicare per la scelta di tale numero
di candidati e che siano in possesso dei requisiti di qualificazione
previsti dal bando.
6. Nelle procedure negoziate previa pubblicazione di un bando di
gara, le stazioni appaltanti negoziano con gli offerenti le offerte
presentate, per adeguarle alle esigenze indicate nel bando di gara,
nel capitolato d’oneri e negli eventuali documenti complementari, e
per individuare l’offerta migliore con i criteri di selezione di cui
agli articoli 82 e 83 del codice.
7. Nel corso della negoziazione le stazioni appaltanti garantiscono
la parita’ di trattamento tra tutti gli offerenti, e non forniscono
in maniera discriminatoria informazioni che possano avvantaggiare
determinati offerenti rispetto ad altri.
8. Le stazioni appaltanti possono prevedere che la procedura
negoziata si svolga in fasi successive per ridurre il numero di
offerte da negoziare applicando i criteri di aggiudicazione indicati
nel bando di gara o nel capitolato d’oneri. Il ricorso a tale
facolta’ e’ indicato nel bando di gara.

Note all’art. 17:
– Il testo degli articoli 82 e 83 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 82 (Criterio del prezzo piu’ basso). (art. 53,
direttiva 2004/18; art. 55, direttiva 2004/17; art. 19,
D.Lgs. n. 358/1992; art. 21, L. n. 109/1994; art. 23,
D.Lgs. n. 157/1995; art. 24, D.Lgs. n. 158/1995; artt. 89 e
90, D.P.R. n. 554/1999). – 1. Il prezzo piu’ basso,
inferiore a quello posto a base di gara, e’ determinato
come segue.
2. Il bando di gara stabilisce:
a) se il prezzo piu’ basso, per i contratti da
stipulare a misura, e’ determinato mediante ribasso
sull’elenco prezzi posto a base di gara ovvero mediante
offerta a prezzi unitari;
b) se il prezzo piu’ basso, per i contratti da
stipulare a corpo, e’ determinato mediante ribasso
sull’importo dei lavori posto a base di gara ovvero
mediante offerta a prezzi unitari.
3. Per i contratti da stipulare parte a corpo e parte a
misura, il prezzo piu’ basso e’ determinato mediante
offerta a prezzi unitari.
4. Le modalita’ applicative del ribasso sull’elenco
prezzi e dell’offerta a prezzi unitari sono stabilite dal
regolamento.”
“Art. 83 (Criterio dell’offerta economicamente piu’
vantaggiosa). (art. 53, direttiva 2004/18; art. 55,
direttiva 2004/17; art. 21, L. n. 109/1994; art. 19, D.Lgs.
n. 358/1992; art. 23, D.Lgs. n. 157/1995; art. 24, D.Lgs.
n. 158/1995). – 1. Quando il contratto e’ affidato con il
criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, il
bando di gara stabilisce i criteri di valutazione
dell’offerta, pertinenti alla natura, all’oggetto e alle
caratteristiche del contratto, quali, a titolo
esemplificativo:
a) il prezzo;
b) la qualita’;
c) il pregio tecnico;
d) le caratteristiche estetiche e funzionali;
e) le caratteristiche ambientali e il contenimento
dei consumi energetici e delle risorse ambientali
dell’opera o del prodotto;
f) il costo di utilizzazione e manutenzione;
g) la redditivita’;
h) il servizio successivo alla vendita;
i) l’assistenza tecnica;
l) la data di consegna ovvero il termine di consegna
o di esecuzione;
m) l’impegno in materia di pezzi di ricambio;
n) la sicurezza di approvvigionamento;
o) in caso di concessioni, altresi’ la durata del
contratto, le modalita’ di gestione, il livello e i criteri
di aggiornamento delle tariffe da praticare agli utenti.
2. Il bando di gara ovvero, in caso di dialogo
competitivo, il bando o il documento descrittivo, elencano
i criteri di valutazione e precisano la ponderazione
relativa attribuita a ciascuno di essi, anche mediante una
soglia, espressa con un valore numerico determinato, in cui
lo scarto tra il punteggio della soglia e quello massimo
relativo all’elemento cui si riferisce la soglia deve
essere appropriato.
3. Le stazioni appaltanti, quando ritengono la
ponderazione di cui al comma 2 impossibile per ragioni
dimostrabili, indicano nel bando di gara e nel capitolato
d’oneri, o, in caso di dialogo competitivo, nel bando o nel
documento descrittivo, l’ordine decrescente di importanza
dei criteri.
4. Il bando per ciascun criterio di valutazione
prescelto prevede, ove necessario, i sub – criteri e i sub
– pesi o i sub – punteggi. Ove la stazione appaltante non
sia in grado di stabilirli tramite la propria
organizzazione, provvede a nominare uno o piu’ esperti con
il decreto o la determina a contrarre, affidando ad essi
l’incarico di redigere i criteri, i pesi, i punteggi e le
relative specificazioni, che verranno indicati nel bando di
gara.
5. Per attuare la ponderazione o comunque attribuire il
punteggio a ciascun elemento dell’offerta, le stazioni
appaltanti utilizzano metodologie tali da consentire di
individuare con un unico parametro numerico finale
l’offerta piu’ vantaggiosa. Dette metodologie sono
stabilite dal regolamento, distintamente per lavori,
servizi e forniture e, ove occorra, con modalita’
semplificate per servizi e forniture. Il regolamento, per i
servizi, tiene conto di quanto stabilito dal decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 13 marzo 1999, n. 117
e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18
novembre 2005, in quanto compatibili con il presente
codice.”.

Capo III Procedure di scelta del contraente

Art. 18

Procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara

1. Le stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti mediante
procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara
nelle ipotesi di cui al comma 2, dandone conto con adeguata
motivazione nella deliberazione a contrarre. La medesima motivazione
e’ riportata nell’avviso sui risultati della procedura di affidamento
di cui all’articolo 65 del codice.
2. Nei contratti relativi a lavori, forniture, servizi, la
procedura di cui al comma 1 e’ consentita:
a) qualora, in esito all’esperimento di una procedura ristretta,
una procedura negoziata previa pubblicazione di un bando di gara o un
dialogo competitivo, non sia stata presentata nessuna offerta, o
nessuna offerta appropriata, o nessuna candidatura. Nella procedura
negoziata non possono essere modificate in modo sostanziale le
condizioni iniziali del contratto. Alla Commissione europea, su sua
richiesta, va trasmessa una relazione sulle ragioni della mancata
aggiudicazione a seguito di procedura ristretta e sulla opportunita’
della procedura negoziata;
b) in caso di offerte irregolari o di deposito di offerte
inammissibili secondo le disposizioni nazionali vigenti in relazione
ai requisiti degli offerenti e delle offerte, presentate in esito
all’esperimento di una procedura ristretta, di una procedura
negoziata con pubblicazione di un bando di gara o di un dialogo
competitivo. Nella procedura negoziata non possono essere modificate
in modo sostanziale le condizioni iniziali dell’appalto e devono
essere inclusi tutti, e soltanto, gli offerenti in possesso dei
requisiti indicati nel bando, che, nella procedura ristretta o nel
dialogo competitivo precedenti, hanno presentato offerte conformi ai
requisiti formali della procedura di aggiudicazione;
c) quando l’urgenza risultante da situazioni di crisi non sia
compatibile con i termini previsti dalla procedura ristretta e dalla
procedura negoziata con pubblicazione di un bando di gara, compresi i
termini ridotti di cui all’articolo 70, comma 11, del codice;
d) qualora, per ragioni di natura tecnica ovvero attinenti alla
tutela di diritti esclusivi, il contratto possa essere affidato
unicamente ad un operatore economico determinato;
e) nella misura strettamente necessaria, quando l’estrema
urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni
appaltanti, non e’ compatibile con i termini imposti dalle procedure
ristrette, o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara,
compresi i termini ridotti di cui all’articolo 70, comma 11, del
codice. Le circostanze invocate a giustificazione della estrema
urgenza non devono essere imputabili alle stazioni appaltanti.
3. Nei contratti relativi a servizi e a forniture, la procedura del
presente articolo e’, inoltre, consentita:
a) per servizi di ricerca e sviluppo i cui benefici appartengono
esclusivamente alla stazione appaltante perche’ li usi nell’esercizio
della sua attivita’, a condizione che la prestazione del servizio sia
interamente retribuita da tale stazione appaltante;
b) qualora i prodotti oggetto del contratto siano fabbricati
esclusivamente a fini di ricerca e sviluppo, a meno che non si tratti
di produzione in quantita’ sufficiente ad accertare la redditivita’
del prodotto o a coprire i costi di ricerca e messa a punto.
4. Nei contratti relativi a forniture, la procedura del presente
articolo e’, altresi’, consentita:
a) nel caso di consegne complementari effettuate dal fornitore
originario e destinate al rinnovo parziale di forniture o di impianti
di uso corrente o all’ampliamento di forniture o impianti esistenti,
qualora il cambiamento di fornitore obbligherebbe la stazione
appaltante ad acquistare materiali con caratteristiche tecniche
differenti, il cui impiego o la cui manutenzione comporterebbero
incompatibilita’ o difficolta’ tecniche sproporzionate; la durata di
tali contratti e dei contratti rinnovabili non puo’ superare i cinque
anni, salvo in circostanze eccezionali, determinate tenendo conto
della prevista durata di vita di qualsiasi prodotto, impianto o
sistema fornito e delle difficolta’ tecniche che possono essere
causate dal cambiamento di fornitore;
b) per forniture quotate e acquistate in una borsa di materie
prime;
c) per l’acquisto di forniture a condizioni particolarmente
vantaggiose, da un fornitore che cessa definitivamente l’attivita’
commerciale oppure dal curatore o liquidatore di un fallimento, di un
concordato preventivo, di una liquidazione coatta amministrativa, di
un’amministrazione straordinaria di grandi imprese.
5. Nei contratti relativi a lavori e servizi, la procedura del
presente articolo e’, inoltre, consentita:
a) per i lavori o i servizi complementari, non compresi nel
progetto iniziale ne’ nel contratto iniziale, che, a seguito di una
circostanza imprevista, sono divenuti necessari all’esecuzione dei
lavori o del servizio oggetto del progetto o del contratto iniziale,
purche’ aggiudicati all’operatore economico che presta tale servizio
o esegue tali lavori, nel rispetto delle seguenti condizioni:
1) tali lavori o servizi complementari non possono essere
separati, sotto il profilo tecnico o economico, dal contratto
iniziale, senza recare gravi inconvenienti alla stazione appaltante,
ovvero pur essendo separabili dall’esecuzione del contratto iniziale,
sono strettamente necessari al suo perfezionamento;
2) il valore complessivo stimato dei contratti aggiudicati per
lavori o servizi complementari non supera il cinquanta per cento
dell’importo del contratto iniziale;
b) per nuovi servizi consistenti nella ripetizione di servizi
analoghi gia’ affidati all’operatore economico aggiudicatario del
contratto iniziale dalla medesima stazione appaltante, a condizione
che tali servizi siano conformi a un progetto di base e che tale
progetto sia stato oggetto di un primo contratto aggiudicato secondo
la procedura ristretta, la procedura negoziata con pubblicazione del
bando di gara o un dialogo competitivo; in questa ipotesi la
possibilita’ del ricorso alla procedura negoziata senza bando e’
consentita solo nei cinque anni successivi alla conclusione del
contratto iniziale, salvo in circostanze eccezionali, determinate
tenendo conto della prevista durata di vita di qualsiasi prodotto,
impianto o sistema fornito e delle difficolta’ tecniche che possono
essere causate dal cambiamento di fornitore. La possibilita’ del
ricorso alla procedura negoziata senza bando deve essere indicata nel
bando del contratto originario; l’importo complessivo stimato dei
servizi successivi e’ computato per la determinazione del valore
globale del contratto, ai fini delle soglie di cui all’articolo 10.
6. Il ricorso alla procedura di cui al presente articolo e’
consentito nel caso dei contratti aventi per oggetto servizi di
trasporto aereo e marittimo per le forze armate o le forze di
sicurezza di stanza o che devono essere stanziate all’estero, quando
la stazione appaltante deve procurarsi tali servizi da operatori
economici che garantiscono la validita’ delle loro offerte solo per
periodi cosi’ brevi che non e’ possibile rispettare il termine per la
procedura ristretta o la procedura negoziata con pubblicazione di un
bando di gara, compresi i termini ridotti di cui all’articolo 70,
comma 11, del codice.
7. Ove possibile, la stazione appaltante individua gli operatori
economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti le
caratteristiche di qualificazione economico-finanziaria e
tecnico-organizzativa desunte dal mercato, nel rispetto dei principi
di trasparenza, concorrenza, rotazione, e seleziona almeno tre
operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei.
Gli operatori economici selezionati vengono contemporaneamente
invitati a presentare le offerte oggetto della negoziazione, con
lettera contenente gli elementi essenziali della prestazione
richiesta. La stazione appaltante sceglie l’operatore economico che
ha offerto le condizioni piu’ vantaggiose, secondo il criterio del
prezzo piu’ basso o dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa,
previa verifica del possesso dei requisiti di qualificazione previsti
per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura
ristretta o negoziata previo bando.
8. E’ in ogni caso vietato il rinnovo tacito dei contratti aventi
ad oggetto forniture, servizi, lavori, e i contratti rinnovati
tacitamente sono nulli.

Note all’art. 18:
– Il testo dell’articolo 70, comma 11, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 70 (Termini di ricezione delle domande di
partecipazione e di ricezione delle offerte). (art. 38,
direttiva 2004/18; art. 3, D.P.C.M. n. 55/1991; artt. 6 e
7, D.Lgs. n. 358/1992; artt. 9 e 10, D.Lgs. n. 157/1995;
artt. 79, co. 1, primo periodo; 79, commi 3, 4, 7, 8; 81,
co. 1, D.P.R. n. 554/1999). – (Omissis).
11. Nelle procedure ristrette e nelle procedure
negoziate con pubblicazione di un bando di gara, quando
l’urgenza rende impossibile rispettare i termini minimi
previsti dal presente articolo, le stazioni appaltanti,
purche’ indichino nel bando di gara le ragioni
dell’urgenza, possono stabilire:
a) un termine per la ricezione delle domande di
partecipazione, non inferiore a quindici giorni dalla data
di pubblicazione del bando di gara sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, successiva alla trasmissione del
bando alla Commissione;
b) e, nelle procedure ristrette, un termine per la
ricezione delle offerte non inferiore a dieci giorni,
ovvero non inferiore a trenta giorni se il contratto ha per
oggetto anche il progetto esecutivo, decorrente dalla data
di invio dell’invito a presentare offerte, ovvero non
inferiore a quarantacinque giorni se il contratto ha per
oggetto anche il progetto definitivo, decorrente dalla
medesima data. Tale previsione non si applica nel caso di
cui all’articolo 53, comma 2, lettera c);
12. Nelle procedure negoziate senza bando, quando
l’urgenza rende impossibile osservare i termini minimi
previsti dal presente articolo, l’amministrazione
stabilisce i termini nel rispetto, per quanto possibile,
del comma 1.”.

Capo III Procedure di scelta del contraente

Art. 19

Numero dei candidati da invitare nelle procedure ristrette, negoziate
e nel dialogo competitivo

1. Nelle procedure ristrette, nonche’ nelle procedure negoziate con
pubblicazione di un bando di gara e nel dialogo competitivo, le
stazioni appaltanti possono limitare il numero di candidati idonei
che inviteranno a presentare un’offerta, a negoziare o a partecipare
al dialogo. Quando si avvalgono di tale facolta’ le stazioni
appaltanti indicano nel bando di gara i criteri, oggettivi, non
discriminatori, secondo il principio di proporzionalita’ che
intendono applicare, il numero minimo dei candidati che intendono
invitare, e ove lo ritengano opportuno, il numero massimo.
2. Nelle procedure di cui al comma 1, il numero minimo di candidati
non puo’ essere inferiore a tre, se sussistono in tale numero
soggetti idonei.
3. Le stazioni appaltanti invitano un numero di candidati almeno
pari al numero minimo prestabilito nel bando il quale non deve essere
comunque inferiore a quello di cui al comma 2.
4. Le stazioni appaltanti non possono invitare operatori economici
che non hanno chiesto di partecipare, o candidati che non hanno i
requisiti richiesti.
5. Se il numero di candidati che soddisfano i criteri di selezione
e i livelli minimi di capacita’ e’ inferiore al numero minimo, le
stazioni appaltanti possono proseguire la procedura invitando il
candidato o i candidati che hanno chiesto di partecipare e che sono
in possesso delle capacita’ richieste, salvo quanto disposto
dall’articolo 17, comma 3.
6. Se la stazione appaltante ritiene che il numero dei candidati
idonei sia troppo basso per garantire una reale concorrenza, puo’
sospendere la procedura e ripubblicare il bando di gara iniziale ai
sensi dell’articolo 22, fissando un nuovo termine per la
presentazione delle domande di partecipazione. In questo caso, i
candidati selezionati mediante la prima pubblicazione e quelli
selezionati mediante la seconda sono invitati a norma dell’articolo
67 del codice. Il bando o la lettera d’invito precisano se la
stazione appaltante intende avvalersi di tale facolta’.
7. Permane impregiudicata la facolta’ della stazione appaltante di
annullare la procedura di appalto in corso e di avviare una nuova
procedura.
8. Le stazioni appaltanti, quando ricorrono alla facolta’ di
ridurre il numero delle soluzioni da discutere o di offerte da
negoziare, di cui agli articoli 56, comma 4, e 58, comma 9, del
codice, effettuano tale riduzione applicando i criteri di
aggiudicazione indicati nella documentazione dell’appalto. Nella fase
finale, tale numero deve consentire di garantire una concorrenza
effettiva, purche’ vi sia un numero sufficiente di soluzioni o di
candidati idonei.

Note all’art. 19:
– I testi dell’articolo 56, comma 4, dell’articolo 58,
comma 9, e dell’articolo 67 del citato decreto legislativo
n. 163 del 2006, cosi’ recitano:
“Art. 56 (Procedura negoziata previa pubblicazione di
un bando di gara). (art. 30, direttiva 2004/18; art. 24, L.
n. 109/1994; art. 9, D.Lgs. n. 358/1992; art. 7, D. Lgs. n.
157/1995). – (Omissis).
4. Le stazioni appaltanti possono prevedere che la
procedura negoziata si svolga in fasi successive per
ridurre il numero di offerte da negoziare applicando i
criteri di aggiudicazione indicati nel bando di gara o nel
capitolato d’oneri. Il ricorso a tale facolta’ e’ indicato
nel bando di gara o nel capitolato d’oneri.”
“Art. 58 (Dialogo competitivo). (art. 29, direttiva
2004/18). – (Omissis).
9. Le stazioni appaltanti possono prevedere che la
procedura si svolga in fasi successive in modo da ridurre
il numero di soluzioni da discutere durante la fase del
dialogo applicando i criteri di aggiudicazione precisati
nel bando di gara o nel documento descrittivo. Il ricorso a
tale facolta’ e’ indicato nel bando di gara e nel documento
descrittivo.”
“Art. 67 (Inviti a presentare offerte, a partecipare al
dialogo competitivo, a negoziare). (art. 40, commi 1 e 5,
direttiva 2004/18; art. 7, co. 2, e allegato 6, D.Lgs. n.
358/1992; art. 10, commi 2 e 3, e allegato 5, D.Lgs. n.
157/1995; art. 79, co. 2, D.P.R. n. 554/1999). – 1. Nelle
procedure ristrette, nel dialogo competitivo, nelle
procedure negoziate con e senza pubblicazione di un bando
di gara, le stazioni appaltanti invitano simultaneamente e
per iscritto i candidati selezionati a presentare le
rispettive offerte o a negoziare o, in caso di dialogo
competitivo, a partecipare al dialogo.
2. Nelle procedure ristrette, nel dialogo competitivo,
nelle procedure negoziate con pubblicazione di un bando di
gara, l’invito a presentare le offerte, a negoziare, a
partecipare al dialogo competitivo contiene, oltre agli
elementi specificamente previsti da norme del presente
codice, e a quelli ritenuti utili dalle stazioni
appaltanti, quanto meno i seguenti elementi:
a) gli estremi del bando di gara pubblicato;
b) il termine per la ricezione delle offerte,
l’indirizzo al quale esse devono essere trasmesse e la
lingua o le lingue, diverse da quella italiana, in cui
possono essere redatte, fermo restando l’obbligo di
redazione in lingua italiana e il rispetto delle norme sul
bilinguismo nella Provincia autonoma di Bolzano;
c) in caso di dialogo competitivo, la data stabilita
e l’indirizzo per l’inizio della fase di consultazione,
nonche’ le lingue obbligatoria e facoltativa, con le
modalita’ di cui alla lettera b) del presente comma;
d) l’indicazione dei documenti eventualmente da
allegare a sostegno delle dichiarazioni verificabili
prescritte dal bando o dall’invito, e secondo le stesse
modalita’ stabilite dagli articoli 39, 40, 41 e 42;
e) i criteri di selezione dell’offerta, se non
figurano nel bando di gara;
f) in caso di offerta economicamente piu’
vantaggiosa, la ponderazione relativa degli elementi oppure
l’ordine decrescente di importanza, se non figurano gia’
nel bando di gara, nel capitolato d’oneri o nel documento
descrittivo.
3. Nel dialogo competitivo gli elementi di cui alla
lettera b) del comma 2 non sono indicati nell’invito a
partecipare al dialogo, bensi’ nell’invito a presentare
l’offerta.”.

Capo III Procedure di scelta del contraente

Art. 20

Applicazione del criterio dell’offerta economicamente piu’
vantaggiosa

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83, del codice,
possono essere presi in considerazione, a titolo esemplificativo,
anche i seguenti criteri di valutazione:
a) l’interoperabilita’;
b) le caratteristiche operative.

Capo IV Bandi, avvisi e inviti

Art. 21

Avviso di preinformazione

1. Le stazioni appaltanti, possibilmente entro il 31 dicembre di
ogni anno, rendono noto mediante un avviso di preinformazione,
conforme all’allegato IX A, paragrafi 1 e 2, del codice, pubblicato
dalla Commissione europea o da esse stesse sul loro «profilo di
committente», quale indicato all’allegato X, punto 2, lettera b), del
codice, ed all’articolo 3, comma 35, del codice:
a) per le forniture, l’importo complessivo stimato degli appalti
o degli accordi quadro, per gruppi di prodotti, che intendono
aggiudicare nei dodici mesi successivi; i gruppi di prodotti sono
definiti mediante riferimento alle voci della nomenclatura CPV,
Common procurement vocabulary, di cui al regolamento (CE) n.
213/2008. Il Ministro dell’economia e delle finanze pubblica nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana le modalita’ di
riferimento da fare, nei bandi di gara, a particolari voci della
nomenclatura in conformita’ a quanto eventualmente stabilito dalla
Commissione europea;
b) per i servizi, l’importo complessivo stimato degli appalti o
degli accordi quadro, per ciascuna delle categorie di servizi
elencate nell’allegato I, che intendono aggiudicare nei dodici mesi
successivi;
c) per i lavori, le caratteristiche essenziali dei contratti o
degli accordi quadro che intendono aggiudicare.
2. Gli avvisi di cui al comma 1 sono inviati alla Commissione
europea e pubblicati sul profilo di committente il piu’ rapidamente
possibile dopo l’adozione della decisione che autorizza il programma
per il quale le stazioni appaltanti intendono aggiudicare appalti o
accordi quadro.
3. I soggetti che pubblicano l’avviso di preinformazione sul loro
profilo di committente inviano alla Commissione europea, per via
elettronica secondo il formato e le modalita’ di trasmissione di cui
all’allegato X paragrafo 3, del codice, una comunicazione in cui e’
annunciata la pubblicazione di un avviso di preinformazione su un
profilo di committente.
4. La pubblicazione degli avvisi di cui al comma 1 e’ obbligatoria
solo se i soggetti di cui al comma 1 si avvalgono della facolta’ di
ridurre i termini di ricezione delle offerte ai sensi dell’articolo
70, comma 7, del codice.
5. L’avviso di preinformazione contiene gli elementi indicati nel
presente decreto, le informazioni di cui all’allegato, IX A,
paragrafo 1 e 2, del codice, e ogni altra informazione ritenuta
utile, secondo il formato dei modelli di formulari adottati dalla
Commissione europea in conformita’ alla procedura consultiva di cui
all’articolo 67, paragrafo 2, della direttiva 2009/81/CE.
6. L’avviso di preinformazione e’ altresi’ pubblicato sui siti
informatici di cui all’articolo 66, comma 7, del codice, con le
modalita’ ivi previste.
7. Il presente articolo non si applica alle procedure negoziate
senza pubblicazione preliminare di un bando di gara.

Note all’art. 21:
– Il testo dell’articolo 3, comma 35, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 3 (Definizioni). (art. 1, direttiva 2004/18;
artt. 1, 2.1., direttiva 2004/17; artt. 2, 19, L. n.
109/1994; artt. 1, 2, 9, D.Lgs. n. 358/1992; artt. 2, 3, 6,
D.Lgs. n. 157/1995; artt. 2, 7, 12, D.Lgs. n. 158/1995;
art. 19, co. 4, D.Lgs. n. 402/1998; art. 24, L. n.
62/2004). – (Omissis).
35. Il «profilo di committente» e’ il sito informatico
di una stazione appaltante, su cui sono pubblicati gli atti
e le informazioni previsti dal presente codice, nonche’
dall’allegato X, punto 2. Per i soggetti pubblici tenuti
all’osservanza del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
il profilo di committente e’ istituito nel rispetto delle
previsioni di tali atti legislativi e successive
modificazioni, e delle relative norme di attuazione ed
esecuzione.”.
– Il regolamento (CE) n. 213/2008 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 15 marzo 2008, n. L 74.
– Per i riferimenti alla direttiva 2009/81/CE, si veda
nelle note alle premesse.
– Il testo dell’articolo 70, comma 7, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
” Art. 70 (Termini di presentazione delle richieste di
invito e delle offerte e loro contenuto). (art. 38,
direttiva 2004/18; art. 3, D.P.C.M. n. 55/1991; artt. 6 e
7, D.Lgs. n. 358/1992; artt. 9 e 10, D.Lgs. n. 157/1995;
artt. 79, co. 1, primo periodo; 79, commi 3, 4, 7, 8; 81,
co. 1, D.P.R. n. 554/1999). – (Omissis).
7. Nei casi in cui le stazioni appaltanti abbiano
pubblicato un avviso di preinformazione, il termine minimo
per la ricezione delle offerte nelle procedure aperte e
ristrette puo’ essere ridotto, di norma, a trentasei giorni
e comunque mai a meno di ventidue giorni, ne’ a meno di
cinquanta giorni se il contratto ha per oggetto anche la
progettazione definitiva ed esecutiva. Tali termini ridotti
decorrono dalla data di trasmissione del bando nelle
procedure aperte, e dalla data di invio dell’invito a
presentare le offerte nelle procedure ristrette, e sono
ammessi a condizione che l’avviso di preinformazione a suo
tempo pubblicato contenesse tutte le informazioni richieste
per il bando dall’allegato IX A, sempre che dette
informazioni fossero disponibili al momento della
pubblicazione dell’avviso e che tale avviso fosse stato
inviato per la pubblicazione non meno di cinquantadue
giorni e non oltre dodici mesi prima della trasmissione del
bando di gara.”.
– Il testo dell’articolo 66, comma 7, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
” Art. 66 (Modalita’ di pubblicazione degli avvisi e
dei bandi). (artt. 36 e 37, direttiva 2004/18; art. 44
direttiva 2004/17; art. 8, D.Lgs. n. 157/1995; art. 11,
D.Lgs. n. 158/1995; art. 80, co. 2, D.P.R. n. 554/1999). –
(Omissis).
“7. Gli avvisi e i bandi sono altresi’ pubblicati sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie speciale
relativa ai contratti pubblici, sul «profilo di
committente» della stazione appaltante, e, non oltre due
giorni lavorativi dopo, sul sito informatico del Ministero
delle infrastrutture di cui al decreto del Ministro dei
lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20, e sul sito
informatico presso l’Osservatorio, con l’indicazione degli
estremi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Gli
avvisi e i bandi sono altresi’ pubblicati, dopo dodici
giorni dalla trasmissione alla Commissione, ovvero dopo
cinque giorni da detta trasmissione in caso di procedure
urgenti di cui all’articolo 70, comma 11, per estratto su
almeno due dei principali quotidiani a diffusione nazionale
e su almeno due a maggiore diffusione locale nel luogo ove
si eseguono i contratti. La pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana viene effettuata entro
il sesto giorno feriale successivo a quello del ricevimento
della documentazione da parte dell’Ufficio inserzioni
dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato.”.

Capo IV Bandi, avvisi e inviti

Art. 22

Bando di gara

1. Le stazioni appaltanti che intendono aggiudicare un appalto
pubblico o un accordo quadro mediante procedura ristretta, procedura
negoziata con pubblicazione di un bando di gara, dialogo competitivo,
rendono nota tale intenzione con un bando di gara.
2. Il bando di gara contiene gli elementi indicati nel codice, le
informazioni di cui all’allegato IX A del codice e ogni altra
informazione ritenuta utile dalla stazione appaltante, secondo il
formato dei modelli di formulari adottati dalla Commissione europea
in conformita’ alla procedura di cui all’articolo 67, paragrafo 2,
della direttiva 2009/81/CE.

Note all’art. 22:
– Per i riferimenti alla direttiva 2009/81/CE, si veda
nelle note alle premesse.

Capo IV Bandi, avvisi e inviti

Art. 23

Avviso sui risultati della procedura di affidamento

1. Le stazioni appaltanti che hanno aggiudicato un contratto
pubblico o concluso un accordo quadro inviano, secondo le modalita’
di pubblicazione di cui all’allegato X paragrafo 3, del codice, un
avviso relativo ai risultati della procedura di aggiudicazione, entro
48 giorni dall’aggiudicazione del contratto o dalla conclusione
dell’accordo quadro.
2. Nel caso di accordi quadro conclusi in conformita’ all’articolo
59 del codice, le stazioni appaltanti sono esentate dall’invio di un
avviso in merito ai risultati della procedura di aggiudicazione di
ciascun appalto basato su tale accordo.
3. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento contiene
gli elementi indicati nel presente decreto, le informazioni di cui
all’allegato IX A del codice, e ogni altra informazione ritenuta
utile, secondo il formato dei modelli di formulari adottati dalla
Commissione europea.
4. Talune informazioni relative all’aggiudicazione del contratto o
alla conclusione dell’accordo quadro possono essere omesse qualora la
loro divulgazione ostacoli l’applicazione della legge, sia contraria
all’interesse pubblico, in particolare agli interessi in materia di
difesa e sicurezza, pregiudichi i legittimi interessi commerciali di
operatori economici pubblici o privati oppure possa recare
pregiudizio alla concorrenza leale tra questi.

Note all’art. 23:
– Il testo dell’articolo 59 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 59 (Accordi quadro). (art. 32, direttiva
2004/18). – 1. Le stazioni appaltanti possono concludere
accordi quadro. Per i lavori, gli accordi quadro sono
ammessi esclusivamente in relazione ai lavori di
manutenzione. Gli accordi quadro non sono ammessi per la
progettazione e per gli altri servizi di natura
intellettuale
2. Ai fini della conclusione di un accordo quadro, le
stazioni appaltanti seguono le regole di procedura previste
dalla presente parte in tutte le fasi fino
all’aggiudicazione degli appalti basati su tale accordo
quadro. Le parti dell’accordo quadro sono scelte applicando
i criteri di aggiudicazione definiti ai sensi degli
articoli 81 e seguenti.
3. Gli appalti basati su un accordo quadro sono
aggiudicati secondo le procedure previste ai commi 4 e 5.
Tali procedure sono applicabili solo tra le stazioni
appaltanti e gli operatori economici inizialmente parti
dell’accordo quadro. In sede di aggiudicazione degli
appalti pubblici basati su un accordo quadro le parti non
possono in nessun caso apportare modifiche sostanziali alle
condizioni fissate in tale accordo quadro, in particolare
nel caso di cui al comma 4.
4. Quando un accordo quadro e’ concluso con un solo
operatore economico, gli appalti basati su tale accordo
quadro sono aggiudicati entro i limiti delle condizioni
fissate nell’accordo quadro. Per l’aggiudicazione di tali
appalti, le stazioni appaltanti possono consultare per
iscritto l’operatore parte dell’accordo quadro,
chiedendogli di completare, se necessario, la sua offerta.
5. Quando un accordo quadro e’ concluso con piu’
operatori economici, il numero di questi deve essere almeno
pari a tre, purche’ vi sia un numero sufficiente di
operatori economici che soddisfano i criteri di selezione,
ovvero di offerte accettabili corrispondenti ai criteri di
aggiudicazione.
6. Gli appalti basati su accordi quadro conclusi con
piu’ operatori economici possono essere aggiudicati
mediante applicazione delle condizioni stabilite
nell’accordo quadro senza nuovo confronto competitivo.
7. Per il caso di cui al comma 6, l’aggiudicazione
dell’accordo quadro contiene l’ordine di priorita’,
privilegiando il criterio della rotazione, per la scelta
dell’operatore economico cui affidare il singolo appalto.
8. Gli appalti basati su accordi quadro conclusi con
piu’ operatori economici, qualora l’accordo quadro non
fissi tutte le condizioni, possono essere affidati solo
dopo aver rilanciato il confronto competitivo fra le parti
in base alle medesime condizioni, se necessario
precisandole, e, se del caso, ad altre condizioni indicate
nel capitolato d’oneri dell’accordo quadro, secondo la
seguente procedura:
a) per ogni appalto da aggiudicare le stazioni
appaltanti consultano per iscritto gli operatori economici
che sono in grado di realizzare l’oggetto dell’appalto;
b) le stazioni appaltanti fissano un termine
sufficiente per presentare le offerte relative a ciascun
appalto specifico tenendo conto di elementi quali la
complessita’ dell’oggetto dell’appalto e il tempo
necessario per la trasmissione delle offerte;
c) le offerte sono presentate per iscritto e il loro
contenuto deve rimanere segreto fino alla scadenza del
termine previsto per la loro presentazione;
d) le stazioni appaltanti aggiudicano ogni appalto
all’offerente che ha presentato l’offerta migliore sulla
base dei criteri di aggiudicazione fissati nel capitolato
d’oneri dell’accordo quadro.
9. La durata di un accordo quadro non puo’ superare i
quattro anni, salvo in casi eccezionali debitamente
motivati, in particolare, dall’oggetto dell’accordo quadro.
10. Le stazioni appaltanti non possono ricorrere agli
accordi quadro in modo abusivo o in modo da ostacolare,
limitare o distorcere la concorrenza.”.

Capo IV Bandi, avvisi e inviti

Art. 24

Specifiche tecniche

1. Le specifiche tecniche definite al punto 1 dell’allegato III
figurano nei documenti del contratto, quali il bando di gara, il
capitolato d’oneri o i documenti complementari.
2. Le specifiche tecniche devono consentire pari accesso agli
offerenti e non devono comportare la creazione di ostacoli
ingiustificati all’apertura dei contratti alla concorrenza.
3. Fatte salve le regole tecniche nazionali obbligatorie, comprese
quelle relative alla sicurezza dei prodotti, o i requisiti tecnici
che devono essere soddisfatti nel quadro di accordi internazionali di
normalizzazione, al fine di garantire l’interoperabilita’ prevista da
tali accordi e purche’ siano compatibili con il diritto comunitario,
le specifiche tecniche sono formulate:
a) mediante riferimento a specifiche tecniche definite
nell’allegato III e, in ordine di preferenza, alle norme civili
nazionali che recepiscono norme europee, alle omologazioni tecniche
europee, alle specifiche tecniche civili comuni, alle norme civili
nazionali che recepiscono norme internazionali, alle altre norme
civili internazionali, ad altri sistemi tecnici di riferimento
adottati dagli organismi europei di normalizzazione o, se questi
mancano, ad altre norme civili nazionali, alle omologazioni tecniche
nazionali o alle specifiche tecniche nazionali in materia di
progettazione, di calcolo e di realizzazione delle opere e di messa
in opera dei prodotti, alle specifiche tecniche civili originate
dall’industria e da essa ampiamente riconosciute o agli standard di
difesa nazionali definiti dall’allegato III, punto 3, del presente
decreto e alle specifiche per il materiale di difesa assimilabili a
tali standard. Ciascun riferimento contiene la menzione «o
equivalente»;
b) in termini di cui all’articolo 68, comma 3, lettere b), c) e
d), del codice.
4. Per quanto non previsto e disciplinato nel presente articolo si
applicano le disposizioni recate dall’articolo 68, commi da 4 a 13,
del codice.

Note all’art. 24:
– Il testo dell’articolo 68 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 68 (Specifiche tecniche). (art. 23, direttiva
2004/18; art. 34, direttiva 2004/17; artt. 10 e 11, D.Lgs.
n. 406/1991; art. 8, D.Lgs. n. 358/1992; art. 20, D.Lgs. n.
157/1995; art. 19, D.Lgs. n. 158/1995; art. 16, co. 3,
D.P.R. n. 554/1999). – 1. Le specifiche tecniche definite
al punto 1 dell’allegato VIII, figurano nei documenti del
contratto, quali il bando di gara, il capitolato d’oneri o
i documenti complementari. Ogniqualvolta sia possibile
dette specifiche tecniche devono essere definite in modo da
tenere conto dei criteri di accessibilita’ per i soggetti
disabili, di una progettazione adeguata per tutti gli
utenti, della tutela ambientale.
2. Le specifiche tecniche devono consentire pari
accesso agli offerenti e non devono comportare la creazione
di ostacoli ingiustificati all’apertura dei contratti
pubblici alla concorrenza.
3. Fatte salve le regole tecniche nazionali
obbligatorie, nei limiti in cui sono compatibili con la
normativa comunitaria, le specifiche tecniche sono
formulate secondo una delle modalita’ seguenti:
a) mediante riferimento a specifiche tecniche
definite nell’allegato VIII, e, in ordine di preferenza,
alle norme nazionali che recepiscono norme europee, alle
omologazioni tecniche europee, alle specifiche tecniche
comuni, alle norme internazionali, ad altri sistemi tecnici
di riferimento adottati dagli organismi europei di
normalizzazione o, se questi mancano, alle norme nazionali,
alle omologazioni tecniche nazionali o alle specifiche
tecniche nazionali in materia di progettazione, di calcolo
e di realizzazione delle opere e di messa in opera dei
prodotti. Ciascun riferimento contiene la menzione «o
equivalente»;
b) in termini di prestazioni o di requisiti
funzionali, che possono includere caratteristiche
ambientali. Devono tuttavia essere sufficientemente precisi
da consentire agli offerenti di determinare l’oggetto
dell’appalto e alle stazioni appaltanti di aggiudicare
l’appalto;
c) in termini di prestazioni o di requisiti
funzionali di cui alla lettera b), con riferimento alle
specifiche citate nella lettera a), quale mezzo per
presumere la conformita’ a dette prestazioni o a detti
requisiti;
d) mediante riferimento alle specifiche di cui alla
lettera a) per talune caratteristiche, e alle prestazioni o
ai requisiti funzionali di cui alla lettera b) per le altre
caratteristiche.
4. Quando si avvalgono della possibilita’ di fare
riferimento alle specifiche di cui al comma 3, lettera a),
le stazioni appaltanti non possono respingere un’offerta
per il motivo che i prodotti e i servizi offerti non sono
conformi alle specifiche alle quali hanno fatto
riferimento, se nella propria offerta l’offerente prova in
modo ritenuto soddisfacente dalle stazioni appaltanti, con
qualsiasi mezzo appropriato, che le soluzioni da lui
proposte ottemperano in maniera equivalente ai requisiti
definiti dalle specifiche tecniche.
5. Puo’ costituire un mezzo appropriato una
documentazione tecnica del fabbricante o una relazione
sulle prove eseguite da un organismo riconosciuto.
6. L’operatore economico che propone soluzioni
equivalenti ai requisiti definiti dalle specifiche tecniche
equivalenti lo segnala con separata dichiarazione che
allega all’offerta.
7. Quando si avvalgono della facolta’, prevista al
comma 3, di definire le specifiche tecniche in termini di
prestazioni o di requisiti funzionali, le stazioni
appaltanti non possono respingere un’offerta di lavori, di
prodotti o di servizi conformi ad una norma nazionale che
recepisce una norma europea, ad un’omologazione tecnica
europea, ad una specifica tecnica comune, ad una norma
internazionale o ad un riferimento tecnico elaborato da un
organismo europeo di normalizzazione se tali specifiche
contemplano le prestazioni o i requisiti funzionali da esse
prescritti.
8. Nell’ipotesi di cui al comma 7, nella propria
offerta l’offerente e’ tenuto a provare in modo ritenuto
soddisfacente dalle stazioni appaltanti e con qualunque
mezzo appropriato, che il lavoro, il prodotto o il servizio
conforme alla norma ottempera alle prestazioni o ai
requisiti funzionali prescritti. Si applicano i commi 5 e
6.
9. Le stazioni appaltanti, quando prescrivono
caratteristiche ambientali in termini di prestazioni o di
requisiti funzionali, quali sono contemplate al comma 3,
lettera b), possono utilizzare le specifiche dettagliate o,
all’occorrenza, parti di queste, quali sono definite dalle
ecoetichettature europee (multi)nazionali o da qualsiasi
altra ecoetichettatura, quando ricorrono le seguenti
condizioni:
a) esse siano appropriate alla definizione delle
caratteristiche delle forniture o delle prestazioni oggetto
dell’appalto;
b) i requisiti per l’etichettatura siano elaborati
sulla scorta di informazioni scientifiche;
c) le ecoetichettature siano adottate mediante un
processo al quale possano partecipare tutte le parti
interessate, quali gli enti governativi, i consumatori, i
produttori, i distributori e le organizzazioni ambientali;
d) siano accessibili a tutte le parti interessate.
10. Nell’ipotesi di cui al comma 9 le stazioni
appaltanti possono precisare che i prodotti o servizi
muniti di ecoetichettatura sono presunti conformi alle
specifiche tecniche definite nel capitolato d’oneri; essi
devono accettare qualsiasi altro mezzo di prova
appropriato, quale una documentazione tecnica del
fabbricante o una relazione di prova di un organismo
riconosciuto.
11. Per «organismi riconosciuti» ai sensi del presente
articolo si intendono i laboratori di prova, di calibratura
e gli organismi di ispezione e di certificazione conformi
alle norme europee applicabili.
12. Le stazioni appaltanti accettano i certificati
rilasciati da organismi riconosciuti di altri Stati membri.
13. A meno di non essere giustificate dall’oggetto
dell’appalto, le specifiche tecniche non possono menzionare
una fabbricazione o provenienza determinata o un
procedimento particolare ne’ far riferimento a un marchio,
a un brevetto o a un tipo, a un’origine o a una produzione
specifica che avrebbero come effetto di favorire o
eliminare talune imprese o taluni prodotti. Tale menzione o
riferimento sono autorizzati, in via eccezionale, nel caso
in cui una descrizione sufficientemente precisa e
intelligibile dell’oggetto dell’appalto non sia possibile
applicando i commi 3 e 4, a condizione che siano
accompagnati dall’espressione «o equivalente».”.

Capo IV Bandi, avvisi e inviti

Art. 25

Condizioni particolari di esecuzione del contratto prescritte nel
bando o nell’invito

1. Le stazioni appaltanti possono esigere condizioni particolari
per l’esecuzione del contratto, purche’ siano compatibili con il
diritto comunitario e, tra l’altro, con i principi di parita’ di
trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalita’, e
purche’ siano precisate nel bando di gara, o nell’invito in caso di
procedure senza bando, o nel capitolato d’oneri.
2. Dette condizioni possono, in particolare, riguardare il
subappalto o essere volte a garantire la sicurezza delle informazioni
classificate e la sicurezza dell’approvvigionamento richieste dalla
stazione appaltante, in conformita’ degli articoli 13 e 14, o a
tenere conto di esigenze ambientali o sociali.
3. La stazione appaltante che prevede tali condizioni particolari
puo’ comunicarle all’Autorita’, che si pronuncia entro trenta giorni
sulla compatibilita’ con il diritto comunitario. Decorso tale
termine, il bando puo’ essere pubblicato e gli inviti possono essere
spediti.
4. In sede di offerta gli operatori economici dichiarano di
accettare le condizioni particolari, per l’ipotesi in cui
risulteranno aggiudicatari.

Capo IV Bandi, avvisi e inviti

Art. 26

Informazioni circa i mancati inviti, le esclusioni e le
aggiudicazioni

1. La materia delle informazioni circa i mancati inviti, le
esclusioni e le aggiudicazioni e’ disciplinata dall’articolo 79 del
codice.
2. Per i casi di cui agli articoli 13 e 14, le comunicazioni di cui
all’articolo 79, comma 2, lettera b), del codice, contengono anche i
motivi della decisione in merito alla non conformita’ ai requisiti di
sicurezza dell’informazione e sicurezza dell’approvvigionamento.

Note all’art. 26:
– Il testo dell’articolo 79 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 79 (Informazioni circa i mancati inviti, le
esclusioni e le aggiudicazioni). (art. 41, direttiva
2004/18; art. 49.1 e 49.2, direttiva 2004/17; art. 20, L.
n. 55/1990; art. 21, commi 1, 2 e 3, D.Lgs. n. 358/1992;
art. 27, commi 1 e 2, D.Lgs. n. 157/1995; art. 27, commi 3
e 4, D.Lgs. n. 158/1995; art. 76, commi 3 e 4, D.P.R. n.
554/1999; art. 24, co. 10, L. n. 62/2005; articolo 44,
comma 3, lettere b) ed e), legge n. 88/2009; articoli
2-bis, 2-quater, 2-septies, paragrafo 1, lettera a),
secondo trattino, direttiva 89/665/CEE e articoli 2-bis,
2-quater, 2-septies, paragrafo 1, lettera a), secondo
trattino, direttiva 92/13/CEE come modificati dalla
direttiva 2007/66/CE). – 1. Le stazioni appaltanti
informano tempestivamente i candidati e gli offerenti delle
decisioni prese riguardo alla conclusione di un accordo
quadro, all’aggiudicazione di un appalto, o all’ammissione
in un sistema dinamico di acquisizione, ivi compresi i
motivi della decisione di non concludere un accordo quadro,
ovvero di non aggiudicare un appalto per il quale e’ stata
indetta una gara, ovvero di riavviare la procedura, ovvero
di non attuare un sistema dinamico di acquisizione.
2. Le stazioni appaltanti inoltre comunicano:
a) ad ogni candidato escluso i motivi del rigetto
della candidatura;
b) ad ogni offerente escluso i motivi del rigetto
della sua offerta, inclusi, per i casi di cui all’articolo
68, commi 4 e 7, i motivi della decisione di non
equivalenza o della decisione secondo cui i lavori, le
forniture o i servizi non sono conformi alle prestazioni o
ai requisiti funzionali;
c) ad ogni offerente che abbia presentato un’offerta
selezionabile, le caratteristiche e i vantaggi dell’offerta
selezionata e il nome dell’offerente cui e’ stato
aggiudicato il contratto o delle parti dell’accordo quadro.
3. Le informazioni di cui al comma 1 e di cui al comma
2 sono fornite:
a) su richiesta scritta della parte interessata;
b) per iscritto;
c) il prima possibile e comunque non oltre quindici
giorni dalla ricezione della domanda scritta.
4. Tuttavia le stazioni appaltanti possono
motivatamente omettere talune informazioni relative
all’aggiudicazione dei contratti, alla conclusione di
accordi quadro o all’ammissione ad un sistema dinamico di
acquisizione, di cui al comma 1, qualora la loro diffusione
ostacoli l’applicazione della legge, sia contraria
all’interesse pubblico, pregiudichi i legittimi interessi
commerciali di operatori economici pubblici o privati o
dell’operatore economico cui e’ stato aggiudicato il
contratto, oppure possa recare pregiudizio alla leale
concorrenza tra questi.
5. In ogni caso l’amministrazione comunica di ufficio:
a) l’aggiudicazione definitiva, tempestivamente e
comunque entro un termine non superiore a cinque giorni,
all’aggiudicatario, al concorrente che segue nella
graduatoria, a tutti i candidati che hanno presentato
un’offerta ammessa in gara, a coloro la cui candidatura o
offerta siano state escluse se hanno proposto impugnazione
avverso l’esclusione, o sono in termini per presentare
dette impugnazioni, nonche’ a coloro che hanno impugnato il
bando o la lettera di invito, se dette impugnazioni non
siano state ancora respinte con pronuncia giurisdizionale
definitiva;
b) l’esclusione, ai candidati e agli offerenti
esclusi, tempestivamente e comunque entro un termine non
superiore a cinque giorni dall’esclusione;
b-bis) la decisione, a tutti i candidati, di non
aggiudicare un appalto ovvero di non concludere un accordo
quadro;
b-ter) la data di avvenuta stipulazione del contratto
con l’aggiudicatario, tempestivamente e comunque entro un
termine non superiore a cinque giorni, ai soggetti di cui
alla lettera a) del presente comma.
5-bis. Le comunicazioni di cui al comma 5 sono fatte
per iscritto, con lettera raccomandata con avviso di
ricevimento o mediante notificazione o mediante posta
elettronica certificata ovvero mediante fax, se l’utilizzo
di quest’ultimo mezzo e’ espressamente autorizzato dal
concorrente, al domicilio eletto o all’indirizzo di posta
elettronica o al numero di fax indicato dal destinatario in
sede di candidatura o di offerta. Nel caso di invio a mezzo
posta o notificazione, dell’avvenuta spedizione e’ data
contestualmente notizia al destinatario mediante fax o
posta elettronica, anche non certificata, al numero di fax
ovvero all’indirizzo di posta elettronica indicati in sede
di candidatura o di offerta. La comunicazione e’
accompagnata dal provvedimento e dalla relativa motivazione
contenente almeno gli elementi di cui al comma 2, lettera
c), e fatta salva l’applicazione del comma 4; l’onere puo’
essere assolto nei casi di cui al comma 5, lettere a), b),
e b-bis), mediante l’invio dei verbali di gara, e, nel caso
di cui al comma 5, lettera b-ter), mediante richiamo alla
motivazione relativa al provvedimento di aggiudicazione
definitiva, se gia’ inviata. La comunicazione
dell’aggiudicazione definitiva e quella della stipulazione,
e la notizia della spedizione sono, rispettivamente,
spedita e comunicata nello stesso giorno a tutti i
destinatari, salva l’oggettiva impossibilita’ di rispettare
tale contestualita’ a causa dell’elevato numero di
destinatari, della difficolta’ di reperimento degli
indirizzi, dell’impossibilita’ di recapito della posta
elettronica o del fax a taluno dei destinatari, o altro
impedimento oggettivo e comprovato.
5-ter. Le comunicazioni di cui al comma 5, lettere a) e
b), indicano la data di scadenza del termine dilatorio per
la stipulazione del contratto.
5-quater. Fermi i divieti e differimenti dell’accesso
previsti dall’articolo 13, l’accesso agli atti del
procedimento in cui sono adottati i provvedimenti oggetto
di comunicazione ai sensi del presente articolo e’
consentito entro dieci giorni dall’invio della
comunicazione dei provvedimenti medesimi mediante visione
ed estrazione di copia. Non occorre istanza scritta di
accesso e provvedimento di ammissione, salvi i
provvedimenti di esclusione o differimento dell’accesso
adottati ai sensi dell’articolo 13. Le comunicazioni di cui
al comma 5 indicano se ci sono atti per i quali l’accesso
e’ vietato o differito, e indicano l’ufficio presso cui
l’accesso puo’ essere esercitato, e i relativi orari,
garantendo che l’accesso sia consentito durante tutto
l’orario in cui l’ufficio e’ aperto al pubblico o il
relativo personale presta servizio.
5-quinquies. Il bando o l’avviso con cui si indice la
gara o l’invito nelle procedure senza bando fissano
l’obbligo del candidato o concorrente di indicare, all’atto
di presentazione della candidatura o dell’offerta, il
domicilio eletto per le comunicazioni; il bando o l’avviso
possono altresi’ obbligare il candidato o concorrente a
indicare l’indirizzo di posta elettronica o il numero di
fax al fine dell’invio delle comunicazioni.”.

Capo V Subappalto

Art. 27

Disciplina del subappalto

1. Le stazioni appaltanti possono chiedere ai concorrenti di
subappaltare a terzi una quota del contratto qualora risultino
aggiudicatari, utilizzando procedure competitive. A tale fine e’
considerato subappalto qualsiasi contratto a titolo oneroso stipulato
per iscritto tra un aggiudicatario di un appalto e uno o piu’
operatori economici, al fine di eseguire il contratto e avente ad
oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la
prestazione di servizi.
2. L’esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto ai sensi
del presente articolo non puo’ formare oggetto di ulteriore
subappalto.
3. Ai fini dell’applicazione del comma 1, la stazione appaltante
stabilisce, nel bando di gara o nell’invito, la quota di lavori,
forniture o servizi compresi nel contratto per i quali viene
richiesto il subappalto sotto forma di una forcella di valori,
compresi tra una percentuale minima e massima. La percentuale massima
non puo’ superare il trenta per cento del valore dell’appalto. Tale
forcella tiene conto dell’oggetto e del valore del contratto nonche’
della natura del settore industriale interessato, compresi il livello
di competitivita’ su quel mercato e le pertinenti capacita’ tecniche
della base industriale.
4. La stazione appaltante chiede agli offerenti di specificare
nelle loro offerte quale parte o quali parti delle stesse intendono
subappaltare per soddisfare i requisiti di cui al comma 3.
5. La quota di lavori, servizi o forniture inclusa nella forcella
di cui al comma 3 che la stazione appaltante chiede di subappaltare
e’ affidata dall’aggiudicatario in conformita’ alle disposizioni in
materia di pubblicita’ e di selezione dei subappaltatori di cui agli
articoli 29 e 30.
6. L’aggiudicatario non e’ tenuto a subappaltare qualora dimostri,
con soddisfazione della stazione appaltante, che nessuno dei
concorrenti partecipanti alla gara di subappalto, o le offerte da
essi proposte, soddisfano i criteri indicati nell’avviso di
subappalto e che cio’ impedirebbe quindi all’aggiudicatario di
soddisfare i requisiti stabiliti nel contratto principale.
7. Le stazioni appaltanti possono respingere i subappaltatori
selezionati dall’aggiudicatario. Tale esclusione si basa unicamente
sui criteri applicati alla selezione degli offerenti per il contratto
principale. In caso di rigetto di un subappaltatore, la stazione
appaltante fornisce apposita motivazione scritta, indicando le
ragioni per cui ritiene che il subappaltatore non soddisfa i criteri.
8. Permane in ogni caso impregiudicata la responsabilita’
dell’aggiudicatario sull’esecuzione del contratto.
9. Per quanto non disposto dal presente capo, al subappalto di cui
al comma 1 si applicano, ove compatibili e non derogate, le
previsioni dell’articolo 118 del codice.
10. Al di fuori delle ipotesi di cui al comma 1, ovvero oltre la
quota prevista al comma 3, e’ facolta’ dell’aggiudicatario ricorrere
al subappalto secondo le modalita’ di cui all’articolo 118 del
codice.
11. I regolamenti di cui all’articolo 4, ognuno per la parte di
rispettiva competenza, stabiliscono le modalita’ per l’assegnazione
di subappalti di cui al comma 1, da parte dell’aggiudicatario, sulla
base di un accordo quadro. Tali subappalti sono assegnati entro i
limiti delle condizioni stabilite nell’accordo quadro. Essi possono
essere aggiudicati solamente agli operatori economici che hanno fatto
parte dell’accordo quadro fin dall’inizio. Al momento
dell’aggiudicazione del contratto, le parti propongono, sempre e
comunque, condizioni coerenti con quelle dell’accordo quadro.
12. La durata di un accordo quadro non puo’ superare i sette anni,
salvo in casi eccezionali, determinati tenendo conto della prevista
durata di vita di qualsiasi prodotto, impianto o sistema fornito e
delle difficolta’ tecniche che possono essere causate dal cambiamento
di fornitore.
13. Non si puo’ ricorrere agli accordi quadro in modo improprio o
in modo da ostacolare, limitare o distorcere la concorrenza.

Note all’art. 27:
– Per il testo dell’articolo 118 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, si veda nelle note all’art. 8.

Capo V Subappalto

Art. 28

Ambito di applicazione

1. Ai fini dell’articolo 27, non si considerano terzi le imprese
che si sono raggruppate per ottenere l’aggiudicazione dell’appalto,
ne’ le imprese ad esse collegate. L’offerente include nella sua
candidatura l’elenco completo di tali imprese. L’elenco e’ aggiornato
a seguito di qualsiasi modifica intervenuta nelle relazioni tra le
imprese.
2. Ai medesimi fini, per impresa collegata si intende qualsiasi
impresa su cui l’aggiudicatario puo’ esercitare, direttamente o
indirettamente, un’influenza dominante o qualsiasi impresa che puo’
esercitare un’influenza dominante sull’aggiudicatario o che, come
l’aggiudicatario, e’ soggetta all’influenza dominante di un’altra
impresa per motivi attinenti alla proprieta’, alla partecipazione
finanziaria o alle norme che disciplinano l’impresa stessa.
L’influenza dominante e’ presunta quando l’impresa si trova,
direttamente o indirettamente, in una delle seguenti situazioni nei
confronti di un’altra impresa:
a) detiene la maggioranza del capitale sottoscritto dell’impresa;
b) controlla una maggioranza dei voti connessi alle
partecipazioni al capitale dell’impresa oppure puo’ designare piu’
della meta’ dei membri dell’organo di amministrazione, di direzione o
di vigilanza dell’impresa.

Capo V Subappalto

Art. 29

Disposizioni in materia di pubblicita’

1. Quando un aggiudicatario assegna un subappalto ai sensi
dell’articolo 27, comma 1, deve rendere nota la propria intenzione
mediante un avviso.
2. Gli avvisi di subappalto devono contenere le informazioni di cui
all’allegato IV e ogni altra informazione utile.
3. Gli avvisi di subappalto sono redatti in conformita’ ai modelli
di formulari adottati dalla Commissione europea secondo la procedura
consultiva di cui all’articolo 67, paragrafo 2, della direttiva
2009/81/CE.
4. L’aggiudicatario trasmette gli avvisi di subappalto alla
Commissione europea per la pubblicazione, secondo quanto previsto
dall’articolo 66, commi da 1 a 6, del codice.

Note all’art. 29:
– Per i riferimenti alla direttiva 2009/81/CE, si veda
nelle note alle premesse.
– Il testo dell’articolo 66, commi da 1 a 6, del citato
decreto legislativo n. 163 del 2006, cosi’ recita:
“Art. 66 (Modalita’ di pubblicazione degli avvisi e dei
bandi). (artt. 36 e 37, direttiva 2004/18; art. 44
direttiva 2004/17; art. 8, D.Lgs. n. 157/1995; art. 11,
D.Lgs. n. 158/1995; art. 80, co. 2, D.P.R. n. 554/1999). –
1. Le stazioni appaltanti trasmettono gli avvisi e i bandi
alla Commissione per via elettronica secondo il formato e
le modalita’ di trasmissione precisate nell’allegato X,
punto 3, o con altri mezzi di trasmissione. Nel caso della
procedura urgente di cui all’articolo 70, comma 11, gli
avvisi e i bandi devono essere trasmessi mediante fax o per
via elettronica secondo il formato e le modalita’ di
trasmissione precisate nell’allegato X, punto 3.
2. Gli avvisi e i bandi sono pubblicati secondo le
caratteristiche tecniche di pubblicazione indicate
nell’allegato X, punto 1, lettere a) e b).
3. Gli avvisi e i bandi redatti e trasmessi per via
elettronica secondo il formato e le modalita’ di
trasmissione precisate nell’allegato X, punto 3, sono
pubblicati entro cinque giorni dalla loro trasmissione.
4. Gli avvisi e i bandi non trasmessi per via
elettronica secondo il formato e le modalita’ di
trasmissione precisate nell’allegato X, punto 3, sono
pubblicati entro dodici giorni dal loro invio, o, nel caso
di procedura urgente di cui all’articolo 70, comma 11,
entro cinque giorni dal loro invio.
5. I bandi e gli avvisi sono pubblicati per esteso in
una delle lingue ufficiali della Comunita’ scelta dalle
stazioni appaltanti; il testo pubblicato in tale lingua
originale e’ l’unico facente fede. Le stazioni appaltanti
italiane scelgono la lingua italiana, fatte salve le norme
vigenti nella Provincia autonoma di Bolzano in materia di
bilinguismo. Una sintesi degli elementi importanti di
ciascun bando, indicati dalle stazioni appaltanti nel
rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione,
e’ pubblicata nelle altre lingue ufficiali.
6. Le spese per la pubblicazione degli avvisi e dei
bandi da parte della Commissione sono a carico della
Comunita’.”.
(Omissis).

Capo V Subappalto

Art. 30

Criteri di selezione qualitativa dei subappaltatori

1. L’aggiudicatario agisce in modo trasparente e tratta tutti i
potenziali subappaltatori in modo equo e non discriminatorio.
2. Nell’avviso di subappalto, l’aggiudicatario indica i criteri di
selezione qualitativa prescritti dalla stazione appaltante, nonche’
ogni altro criterio che intenda applicare per la selezione
qualitativa dei subappaltatori. Tutti questi criteri sono obiettivi,
non discriminatori e coerenti con i criteri applicati dalla stazione
appaltante per la selezione degli offerenti per il contratto
principale. Le capacita’ richieste devono essere direttamente
connesse all’oggetto del subappalto ed i livelli di capacita’
richiesti devono essere commisurati con il medesimo.

Titolo III CONTRATTI SOTTO SOGLIA COMUNITARIA

Art. 31

Disciplina dei contratti sotto soglia comunitaria

1. Ai contratti aventi per oggetto lavori, servizi o forniture di
importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 10, si applicano le
disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3, 4 e 5, nonche’, le
disposizioni contenute nel titolo II, parte II, del codice. I
regolamenti di cui all’articolo 4 disciplinano i lavori, i servizi e
le forniture in economia di cui al presente decreto.

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Art. 32

Revisione periodica delle soglie e modifiche degli allegati

1. I provvedimenti con cui la Commissione europea procede alla
revisione periodica delle soglie, ai sensi della direttiva
2009/81/CE, trovano applicazione diretta nel presente decreto, a
decorrere dalla scadenza del termine ultimo prescritto per il loro
recepimento. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su proposta del Ministro delle difesa, di concerto con i Ministri per
le politiche europee, delle infrastrutture e dei trasporti e
dell’economia e delle finanze, le soglie di cui all’articolo 10 sono
modificate, mediante novella al citato articolo, entro il termine per
il recepimento delle nuove soglie, fissato dai citati provvedimenti
della Commissione europea.
2. Ai sensi dell’articolo 13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11,
alle modifiche degli allegati alla direttiva 2009/81/CE, disposte
dalla Commissione europea, e’ data attuazione con decreto del
Ministro della difesa, di concerto con i Ministri per le politiche
europee, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’economia e delle
finanze. Tale decreto provvede a modificare e, ove necessario, a
rinumerare gli allegati al presente decreto che recepiscono gli
allegati alla predetta direttiva.

Note all’art. 32:
– Per i riferimenti alla direttiva 2009/81/CE, si veda
nelle note alle premesse.
– Per il testo dell’articolo 13 della citata legge n.
11 del 2005, si veda nelle note alle premesse.

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Art. 33

Norme di modifica al codice

1. All’articolo 1 del codice, dopo il comma 1, e’ inserito il
seguente: “1-bis. Il presente codice si applica ai contratti pubblici
aggiudicati nei settori della difesa e della sicurezza, ad eccezione
dei contratti cui si applica il decreto di attuazione della direttiva
2009/81/CE e dei contratti di cui all’articolo 6 dello stesso decreto
legislativo di attuazione.”.
2. L’articolo 16 del codice e’ abrogato.
3. L’articolo 17 del codice e’ sostituito dal seguente:
«Art. 17 (Contratti secretati o che esigono particolari misure di
sicurezza). – 1. Le disposizioni del presente codice relative alle
procedure di affidamento possono essere derogate:
a) per i contratti al cui oggetto, atti o modalita’ di esecuzione
e’ attribuita una classifica di segretezza;
b) per i contratti la cui esecuzione deve essere accompagnata da
speciali misure di sicurezza, in conformita’ a disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative.
2. Ai fini dell’esclusione di cui al comma 1, lettera a), le
amministrazioni e gli enti usuari attribuiscono, con provvedimento
motivato, le classifiche di segretezza ai sensi dell’articolo 42
della legge 3 agosto 2007, n. 124, ovvero di altre norme vigenti. Ai
fini dell’esclusione di cui al comma 1, lettera b), le
amministrazioni e gli enti usuari dichiarano, con provvedimento
motivato, i lavori, i servizi e le forniture eseguibili con speciali
misure di sicurezza individuate nel predetto provvedimento.
3. I contratti di cui al comma 1 sono eseguiti da operatori
economici in possesso dei requisiti previsti dal presente codice e
del nulla osta di sicurezza, ai sensi e nei limiti di cui
all’articolo 42, comma 1-bis, della legge n. 124 del 2007.
4. L’affidamento dei contratti di cui al presente articolo avviene
previo esperimento di gara informale a cui sono invitati almeno
cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti
qualificati in relazione all’oggetto del contratto e sempre che la
negoziazione con piu’ di un operatore economico sia compatibile con
le esigenze di segretezza e sicurezza.
5. I contratti di cui al presente articolo posti in essere da
amministrazioni statali sono sottoposti esclusivamente al controllo
successivo della Corte dei conti, la quale si pronuncia altresi’
sulla regolarita’, sulla correttezza e sull’efficacia della gestione.
Dell’attivita’ di cui al presente comma e’ dato conto entro il 30
giugno di ciascun anno in una relazione al Parlamento.».
4. Alla rubrica del capo I, del titolo IV della parte II del codice
e alla rubrica degli articoli 195 e 196 del codice sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: “diversi da quelli che rientrano nel campo
di applicazione del decreto legislativo di recepimento della
direttiva 2009/81/CE”.
5. All’articolo 196 del codice sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1, le parole: “ai lavori, ai servizi e alle forniture
connessi alle esigenze della difesa militare, e per la disciplina
attuativa dell’articolo 17” sono sostituite dalle seguenti: “ai
contratti di lavori, servizi e forniture diversi da quelli che
rientrano nel campo di applicazione del decreto legislativo di
recepimento della direttiva 2009/81/CE”;
b) al comma 2, le parole: “di competenza” sono sostituite dalle
seguenti: “di cui al comma 1”;
c) al comma 3, dopo le parole: “di rilevanza comunitaria” sono
inserite le seguenti: “di cui al comma 1”;
d) al comma 4, dopo le parole: “appalti pubblici di lavori” sono
inserite le seguenti: “di cui al comma 1”;
e) al comma 5, dopo le parole: “della difesa” sono inserite le
seguenti: “, di cui al comma 1” e le parole: “16, 17 e 18” sono
sostituite dalle seguenti: “17 e 18”;
f) al comma 7, dopo le parole: “del Ministero della difesa” sono
inserite le seguenti: “diversi da quelli che rientrano nel campo di
applicazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva
2009/81/CE”.

Note all’art. 33:
– Il testo dell’articolo 196 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006, come modificato dal presente
decreto, cosi’ recita;
“Art. 196 (Disciplina speciale per gli appalti nel
settore della difesa). (artt. 7 e 10, direttiva 2004/18;
artt. 3, co. 7-bis; 7, co. 2; 14, co. 11; 17, co. 5; 24,
co. 6, L. n. 109/1994; art. 5, co. 1-ter, D.L. n. 79/1997,
conv. nella L. n. 140/1997; D.P.R. n. 170/2005). – 1. Entro
un anno dalla data di entrata in vigore del presente
codice, con decreto del Presidente della Repubblica ai
sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto
1988, n. 400, su proposta del Ministro della difesa, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il
Consiglio superiore dei lavori pubblici, e il Consiglio di
Stato che si pronuncia entro quarantacinque giorni dalla
richiesta, e’ adottato apposito regolamento, in armonia con
il presente codice, per la disciplina delle attivita’ del
Ministero della difesa, in relazione ai contratti di
lavori, servizi e forniture diversi da quelli che rientrano
ne campo di applicazione del decreto legislativo di
recepimento della direttiva 2009/81/CE. Si applica il comma
5 dell’articolo 5. Il regolamento disciplina altresi’ gli
interventi da eseguire in Italia e all’estero per effetto
di accordi internazionali, multilaterali o bilaterali.
2. Con decreti del Ministro della difesa possono essere
adottati capitolati in materia di forniture e servizi,
contenenti norme di dettaglio e tecniche relative ai
contratti di cui al comma 1, nonche’ un capitolato generale
relativo ai lavori del genio militare, nel rispetto del
presente codice e del regolamento di cui al comma 1. Tali
capitolati, menzionati nel bando o nell’invito,
costituiscono parte integrante del contratto.
3. Fatte salve le norme di cui all’articolo 28 comma 1,
lettera a), e lettere b.2) e c), per gli appalti pubblici
di forniture del Ministero della difesa di rilevanza
comunitaria di cui al comma 1 il valore stimato al netto
dell’imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) e’ pari o
superiore alle soglie seguenti:
– 137.000 euro per gli appalti pubblici di forniture
aggiudicati dal Ministero della difesa, aventi ad oggetto i
prodotti menzionati nell’allegato V;
– 211.000 euro per gli appalti pubblici di forniture
aggiudicati dal Ministero della difesa, aventi ad oggetto
prodotti non menzionati nell’allegato V.
4. In deroga all’articolo 10, limitatamente agli
appalti pubblici di lavori di cui al comma 1,
l’amministrazione della difesa, in considerazione della
struttura gerarchica dei propri organi tecnici, in luogo di
un unico responsabile del procedimento puo’ nominare un
responsabile del procedimento per ogni singola fase di
svolgimento del processo attuativo: progettazione,
affidamento ed esecuzione. Il responsabile unico del
procedimento, ovvero i responsabili di ogni singola fase,
sono tecnici individuati nell’ambito del Ministero della
difesa. Il responsabile del procedimento per la fase di
affidamento puo’ essere un dipendente specializzato in
materie giuridico- amministrative
5. I programmi triennali e gli elenchi annuali dei
contratti della difesa di cui al comma 1 sono redatti con
le modalita’ di cui all’articolo 128, comma 11. Detti
programmi ed elenchi sono trasmessi con omissione delle
parti relative ai contratti esclusi di cui agli articoli 17
e 18, per la pubblicita’ di cui al citato articolo 128,
comma 11.
6. Il regolamento di cui al comma 1 indica i soggetti
abilitati alla firma dei progetti.
7. Il regolamento di cui al comma 1 disciplina i
lavori, i servizi e le forniture in economia del Ministero
della difesa diversi da quello che rientrano nel campo di
applicazione del decreto legislativo di recepimento della
direttiva 2009/81/CE. Fino alla sua entrata in vigore, si
applicano le norme vigenti in materia. Per i lavori in
economia che vengono eseguiti a mezzo delle truppe e dei
reparti del Genio militare, non si applicano i limiti di
importo di cui all’articolo 125, comma 5.
8. Per gli acquisti eseguiti all’estero
dall’amministrazione della difesa, relativi a macchinari,
strumenti e oggetti di precisione, che possono essere
forniti, con i requisiti tecnici e il grado di perfezione
richiesti, soltanto da operatori economici stranieri,
possono essere concesse anticipazioni di importo non
superiore ad un terzo dell’importo complessivo del prezzo
contrattuale, previa costituzione di idonea garanzia, che
sara’ disciplinata dal regolamento di cui al comma 1.”.

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Art. 34

Norme transitorie

1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano:
a) alle procedure e ai contratti i cui bandi o avvisi con i quali
si indice una gara sono pubblicati successivamente alla data della
sua entrata in vigore;
b) alle procedure e ai contratti senza pubblicazione di bandi e
avvisi per i quali, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le
offerte.

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Art. 35

Norma finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni
interessate provvedono agli adempimenti di rispettiva competenza con
le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a
legislazione vigente.

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Art. 36

Entrata in vigore

1. Il presente decreto legislativo entra in vigore trenta giorni
dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 15 novembre 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Bernini, Ministro per le politiche
europee

La Russa, Ministro della difesa

Frattini, Ministro degli affari esteri

Maroni, Ministro dell’interno

Tremonti, Ministro dell’economia e delle
finanze

Romani, Ministro dello sviluppo economico

Palma, Ministro della giustizia

Matteoli, Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti

Visto, il Guardasigilli: Severino

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Allegato I

Elenco dei servizi di cui all’articolo 7, comma 1

|=========|=============|====================|=====================|
|Categorie|Denominazione| Numero di | Numero di |
| | | riferimento | riferimento |
| | | CPC | CPV |
|=========|=============|====================|=====================|
| 1 |Servizi di |6112, 6122, 633, 886|50000000-5, da |
| |manutenzione | |50100000-6 a |
| |e di ripara- | |50884000-5 (salvo |
| |zione | |da 50310000-1 a |
| | | |50324200-4 e |
| | | |50116510-9, |
| | | |50190000-3, |
| | | |50229000-6, |
| | | |50243000-0) e da |
| | | |51000000-9 a |
| | | |51900000-1 |
|———|————-|——————–|———————|
| 2 |Servizi | 9123 | 75211300-1 |
| |connessi agli| | |
| |aiuti | | |
| |militari | | |
| |destinati | | |
| |all’estero | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 3 |Servizi di | 9124, 9125 |75220000-4, |
| |difesa, | |75221000-1, |
| |servizi di | |75222000-8 |
| |difesa | | |
| |militare e | | |
| |servizi di | | |
| |difesa civile| | |
|———|————-|——————–|———————|
| 4 |Servizi | 873 (tranne 87304) |Da 79700000-1 a |
| |investigativi| |79720000-7 |
| |e di sicurez-| | |
| |za | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 5 |Servizi di |712 (escluso 71235) |60000000-8, da |
| |trasporto |7512, 87304 |60100000-9 a |
| |terrestre | |60183000-4 (salvo |
| | | |60160000-7, |
| | | |60161000-4), e da |
| | | |64120000-3 a |
| | | |64121200-2 |
|———|————-|——————–|———————|
| 6 |Servizi di | 73 (escluso 7321) |60400000-2, da |
| |trasporto | |60410000-5 a |
| |aereo: | |60424120-3 (salvo |
| |trasporto di | |60411000-2, |
| |viaggiatori e| |60421000-5), da |
| |di merci, ad | |60440000-4 a |
| |esclusione | |60445000-9 e |
| |dei trasporti| |60500000-3 |
| |di posta | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 7 |Trasporto di | 71235, 7321 |60160000-7, |
| |posta per via| |60161000-4, |
| |terrestre e | |60411000-2, |
| |aerea | |60421000-5 |
|———|————-|——————–|———————|
| 8 |Servizi di | 711 |Da 60200000-0 a |
| |trasporto | |60220000-6 |
| |ferroviario | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 9 |Servizi di | 72 |Da 60600000-4 a |
| |trasporto | |60653000-0, e da |
| |marittimo e | |63727000-1 a |
| |per vie | |63727200-3 |
| |d’acqua | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 10 |Servizi di | 74 |Da 63100000-0 a |
| |supporto e | |63111000-0, |
| |sussidiari | |da 63120000-6 a |
| |per il | |63121100-4, |
| |settore dei | |63122000-0, |
| |trasporti | |63512000-1 e da |
| | | |63520000-0 a |
| | | |6370000-6 |
|———|————-|——————–|———————|
| 11 |Servizi di | 752 |Da 64200000-8 a |
| |telecomunica-| |64228200-2, |
| |zione | |72318000-7, e da |
| | | |72700000-7 a |
| | | |72720000-3 |
|———|————-|——————–|———————|
| 12 |Servizi | Ex 81, 812, 814 |Da 66500000-5 a |
| |finanziari: | |66720000-3 |
| |servizi di | | |
| |assicurazione| | |
|———|————-|——————–|———————|
| 13 |Servizi | 84 |Da 50310000-1 a |
| |informatici e| |50324200-4, da |
| |servizi | |72000000-5 a |
| |connessi | |72920000-5 |
| | | |(salvo 72318000-7 e |
| | | |da 72700000-7 a |
| | | |72720000-3), |
| | | |79342410-4, 9342410-4|
|———|————-|——————–|———————|
| 14 |Servizi di | 85 |Da 73000000-2 a |
| |ricerca e | |73436000-7 |
| |sviluppo(1) | | |
| |e prove di | | |
| |valutazione | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 15 |Servizi di | 862 |Da 79210000-9 a |
| |contabilita’, | |79212500-8 |
| |revisione dei| | |
| |conti e | | |
| |tenuta dei | | |
| |libri | | |
| |contabili | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 16 |Servizi di | 865, 866 |Da 73200000-4 a |
| |consulenza | |73220000-0, da |
| |gestionale(2)| |79400000-8 a |
| |e affini | |79421200-3 e |
| | | |79342000-3, |
| | | |79342100-4, |
| | | |79342300-6, |
| | | |79342320-2, |
| | | |79342321-9, |
| | | |799100006, |
| | | |79991000-7 e |
| | | |98362000-8 |
|———|————-|——————–|———————|
| 17 |Servizi di | 867 |Da 71000000-8 a |
| |architettura;| |71900000-7 |
| |servizi di | |(salvo 71550000-8) |
| |ingegneria e | |e 79994000-8 |
| |servizi | | |
| |integrati di | | |
| |ingegneria; | | |
| |servizi di | | |
| |urbanistica e| | |
| |di paesaggi- | | |
| |stica; | | |
| |servizi | | |
| |connessi di | | |
| |consulenza | | |
| |scientifica e| | |
| |tecnica; | | |
| |servizi di | | |
| |prova e di | | |
| |analisi | | |
| |tecnica | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 18 |Servizi di |874, da 82201 |Da 70300000-4 a |
| |pulizia degli|a 82206 |70340000-6 e da |
| |edifici e | |90900000-6 a |
| |servizi di | |90924000-0 |
| |gestione | | |
| |delle | | |
| |proprieta’ | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 19 |Servizi di | 94 |Da 90400000-1 a |
| |pulizia | |90743200-9 (salvo |
| |stradale e di| |90712200-3), da |
| |raccolta dei | |90910000-9 a |
| |rifiuti: | |90920000-2 e |
| |servizi di | |50190000-3, |
| |risanamento e| |50229000-6, |
| |servizi | |50243000-0 |
| |analoghi | | |
|———|————-|——————–|———————|
| 20 |Servizi di | 923, 924, 929 |80330000-6, |
| |addestramento| |80600000-0, |
| |e simulazione| |80610000-3, |
| |nei settori | |80620000-6, |
| |della difesa | |80630000-9, |
| |e della | |80640000-2, |
| |sicurezza | |80650000-5, |
| | | |80660000-8 |
|=========|=============|====================|=====================|

(1) Ad esclusione dei servizi di ricerca e sviluppo di cui
all’articolo 6, lcomma 2, lett. m)

(2) Ad esclusione dei servizi di arbitrato e di conciliazione

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Allegato II

Elenco dei servizi di cui all’articolo 7, comma 2

|=========|=============|====================|=====================|
|Categorie|Denominazione| Numero di | Numero di |
| | | riferimento | riferimento |
| | | CPC | CPV |
|=========|=============|====================|=====================|
| 21 |Servizi | 64 |Da 55100000-1 a |
| |alberghieri e| |55524000-9 e da |
| |di ristorazi-| |98340000-8 a |
| |one | |98341100-6 |
|———|————-|——————–|———————|
| 22 |Servizi di | 74 |Da 63000000-9 a |
| |trasporto | |63734000-3 (salvo |
| |complementari| |63711200-8, |
| |e ausiliari | |63712700-0, |
| | | |63712710-3), da |
| | | |63727000-1 a |
| | | |63727200-3 e |
| | | |98361000-1 |
|———|————-|——————–|———————|
| 23 |Servizi | 861 |Da 79100000-5 a |
| |giuridici | |79140000-7 |
|———|————-|——————–|———————|
| 24 |Servizi di | 872 |Da 79600000-0 a |
| |collocamento | |79635000-4 (salvo |
| |e reperimento| |79611000-0, |
| |di | |79632000-3, |
| |personale(1) | |79633000-0), e da |
| | | |98500000-8 a |
| | | |98514000-9 |
|———|————-|——————–|———————|
| 25 |Servizi | 93 |79611000-0 e da |
| |sanitari e | |85000000-9 a |
| |sociali | |85323000-9 |
| | | |(salvo 85321000-5 e |
| | | |85322000-2) |
|———|————-|——————–|———————|
| 26 |Altri servizi| | |
|=========|=============|====================|=====================|

(1) Esclusi i contratti di lavoro

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Allegato III

Definizione di alcune specifiche tecniche di cui all’art. 24

Ai fini del presente decreto legislativo si applicano le seguenti
definizioni:

1) a) «specifiche tecniche», nel caso di appalti di lavori: l’insieme
delle prescrizioni tecniche contenute, in particolare,nei capitolati
d’oneri, che definiscono le caratteristiche richieste di un
materiale, un prodotto o una fornitura e che permettono di
caratterizzare un materiale, un prodotto o una fornitura in modo che
rispondano all’uso a cui sono destinati dall’amministrazione
aggiudicatrice/dall’ente aggiudicatore. Tra queste caratteristiche
rientrano i livelli della prestazione ambientale, la concezione che
tenga conto di tutte le esigenze (ivi compresa l’accessibilita’ per
le persone con disabilita’) e la valutazione della conformita’, la
proprieta’ d’uso, la sicurezza o le dimensioni, incluse le procedure
riguardanti il sistema di garanzia della qualita’, la terminologia, i
simboli, le prove ed i metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e
l’etichettatura nonche’ i processi e i metodi di produzione. Esse
comprendono altresi’ le norme riguardanti la progettazione e la
determinazione dei costi, le condizioni di collaudo, d’ispezione e di
accettazione delle opere nonche’ le tecniche o i metodi di
costruzione come pure ogni altra condizione tecnica che
l’amministrazione aggiudicatrice/l’ente aggiudicatore puo’
prescrivere, mediante regolamentazione generale o particolare, in
relazione alle opere finite e per quanto riguarda i materiali o gli
elementi che le compongono;
b) «specifiche tecniche», nel caso di appalti di forniture o di
servizi: le specifiche contenute in un documento, che definiscono le
caratteristiche richieste di un prodotto o di un servizio, quali i
livelli di qualita’, i livelli della prestazione ambientale, la
concezione che tenga conto di tutte le esigenze (ivi compresa
l’accessibilita’ per le persone con disabilita’) e la valutazione
della conformita’, la proprieta’ d’uso, l’uso del prodotto, la sua
sicurezza o le sue dimensioni, ivi compresi le prescrizioni
applicabili al prodotto per quanto riguarda la denominazione di
vendita,la terminologia, i simboli, le prove e i metodi di prova,
l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura, le istruzioni per
l’uso, i processi e i metodi di produzione, nonche’ le procedure di
valutazione della conformita’;

2) «norma»: una specifica tecnica, approvata da un organismo di
normalizzazione riconosciuto, da applicare su base ripetuta o
continua, la cui osservanza non e’ obbligatoria e che rientra in una
delle categorie seguenti:

– norma internazionale: una norma adottata da un organismo
internazionale di normalizzazione e disponibile al pubblico,
– norma europea: una norma adottata da un organismo europeo di
normalizzazione e disponibile al pubblico,
– norma nazionale: una norma adottata da un organismo nazionale di
normalizzazione e disponibile al pubblico;

3) «standard di difesa»: una specifica tecnica il cui rispetto non e’
obbligatorio e che e’ approvata da un organismo di normalizzazione
specializzato nell’elaborazione di specifiche tecniche da applicare
su base ripetuta o continuativa nel settore della difesa;

4) «omologazione tecnica europea»: la valutazione tecnica favorevole
dell’idoneita’ all’impiego di un prodotto per un determinato scopo,
fondata sulla rispondenza ai requisiti essenziali per la costruzione,
in funzione delle caratteristiche intrinseche del prodotto e di
determinate condizioni di applicazione e di impiego. L’omologazione
tecnica europea e’ rilasciata dall’organismo designato a tale scopo
dallo Stato membro;

5) «specifica tecnica comune»: una specifica tecnica stabilita
conformemente ad una procedura riconosciuta dagli Stati membri e
pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea;

6) «riferimento tecnico»: qualsiasi prodotto elaborato dagli
organismi europei di normalizzazione, diverso dalle norme ufficiali,
secondo procedure adattate all’evoluzione delle esigenze del mercato.

Titolo IV DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO, TRANSITORIE E FINALI

Allegato IV

Informazioni che devono figurare nei bandi e negli avvisi
di subappalto di cui all’articolo 27, comma 1

1. Nome, indirizzo, numero di fax e indirizzo di posta elettronica
dell’aggiudicatario e, se diversi, del servizio presso il quale
possono essere richiesti i documenti complementari.

2. a) Luogo di esecuzione/realizzazione dei lavori, luogo di consegna
dei prodotti o luogo di prestazione dei servizi;

b) natura, quantita’ ed entita’ dei lavori da effettuare e
caratteristiche generali dell’opera; numero(i) di riferimento alla
nomenclatura CPV;

c) natura dei prodotti da fornire, specificando gli scopi per i quali
le offerte sono richieste, se per l’acquisto, il leasing, la
locazione o l’acquisto a riscatto, oppure per una combinazione di
tali scopi, numero(i) di riferimento alla nomenclatura CPV;

d) categoria del servizio e sua descrizione: numero(i) di riferimento
alla nomenclatura CPV:

3. Termine di esecuzione eventualmente imposto.

4. Nome ed indirizzo dell’organismo presso il quale si possono
richiedere i capitolati d’oneri e i documenti complementari.

5. a) termine ultimo per la ricezione delle domande di partecipazione
e/o delle offerte;

b) indirizzo cui devono essere trasmesse;

c) lingua o lingue in cui devono essere redatte.

6. Eventuali cauzioni e garanzie richieste.

7. Criteri obbiettivi di selezione dei subappaltatori relativi alla
loro situazione personale o alla valutazione della loro offerta.

8. Eventuali altre informazioni

9. Data d’invio del presente avviso.

DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2011, n. 208 – Disciplina dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture nei settori della difesa e sicurezza, in attuazione della direttiva 2009/81/CE. (11G0249) – (GU n. 292 del 16-12-2011

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