Decreto Legislativo 19 maggio 2016, n. 85 (sistemi di protezione, atmosfera) | Architetto.info

Decreto Legislativo 19 maggio 2016, n. 85 (sistemi di protezione, atmosfera)

Attuazione della direttiva 2014/34/UE concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva. (16G00094) (G.U. Serie Generale n. 121 del 25-5-2016 - Suppl. Ordinario n. 16) note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/05/2016

(Omissis)

Art. 1
Campo di applicazione e definizioni

1. Il presente decreto, con i relativi allegati che ne fanno parte
integrante, si applica ai seguenti prodotti, di seguito indicati
unitariamente anche come «prodotti»:
a) apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere
utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva;
b) dispositivi di sicurezza, di controllo e di regolazione
destinati ad essere utilizzati al di fuori di atmosfere
potenzialmente esplosive, necessari o utili per un sicuro
funzionamento degli apparecchi e dei sistemi di protezione, rispetto
ai rischi di esplosione;
c) componenti destinati ad essere inseriti negli apparecchi e
sistemi di protezione di cui alla lettera a).
2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano:
a) alle apparecchiature mediche destinate ad impieghi in ambiente
medico;
b) agli apparecchi e sistemi di protezione, quando il pericolo di
esplosione e’ dovuto esclusivamente alla presenza di materie
esplosive o di materie chimiche instabili;
c) agli apparecchi destinati ad impieghi in ambiente domestico e
non commerciale, ove un’atmosfera potenzialmente esplosiva puo’
essere provocata solo raramente e unicamente da una fuga accidentale
di gas;
d) ai dispositivi di protezione individuale di cui al decreto
legislativo 4 dicembre 1992, n. 475;
e) alle navi marittime e alle unita’ mobili off-shore, nonche’
alle attrezzature utilizzate a bordo di dette navi o unita’;
f) ai mezzi di trasporto, quali veicoli e i loro rimorchi,
destinati unicamente al trasporto di persone per via aerea, sulle
reti stradali, ferroviarie oppure per via navigabile e ai mezzi di
trasporto di merci per via aerea, su reti stradali o ferroviarie
oppure per via navigabile; i veicoli destinati a essere utilizzati in
atmosfera potenzialmente esplosiva non sono esclusi dall’ambito di
applicazione del presente decreto;
g) ai prodotti contemplati dall’articolo 346, paragrafo 1,
lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
3. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «apparecchi»: le macchine, le apparecchiature, i dispositivi
fissi o mobili, gli organi di comando, la strumentazione e i sistemi
di rilevazione e di prevenzione che, da soli o combinati, sono
destinati alla generazione, al trasporto, allo stoccaggio, alla
misurazione, alla regolazione e alla conversione di energia e/o alla
trasformazione di materiale e che, a causa delle potenziali sorgenti
di innesco che sono loro proprie, rischiano di provocare
un’esplosione;
b) «sistemi di protezione»: dispositivi, diversi dai componenti
degli apparecchi, la cui funzione e’ bloccare sul nascere le
esplosioni e/o circoscrivere la zona da esse colpita, messi a
disposizione sul mercato separatamente come sistemi con funzioni
autonome;
c) «componenti»: tutte le parti essenziali per il funzionamento
sicuro degli apparecchi e dei sistemi di protezione, prive tuttavia
di funzione autonoma;
d) «atmosfera esplosiva»: una miscela contenente aria, a
condizioni atmosferiche, sostanze infiammabili allo stato di gas,
vapori, nebbie o polveri nella quale, dopo l’innesco, la combustione
si propaga all’intera miscela non bruciata;
e) «atmosfera potenzialmente esplosiva»: un’atmosfera
suscettibile di trasformarsi in atmosfera esplosiva a causa di
condizioni locali e operative;
f) «gruppo di apparecchi I»: apparecchi destinati a lavori in
sotterraneo nelle miniere e nei loro impianti di superficie,
passibili di essere esposti al rischio di sprigionamento di grisu’
e/o di polveri combustibili, comprendenti gli apparecchi appartenenti
alle categorie M1 ed M2 di cui all’allegato I;
g) «gruppo di apparecchi II»: apparecchi destinati a essere
utilizzati in altri siti passibili di essere messi in pericolo da
atmosfere esplosive, comprendenti apparecchi appartenenti alle
categorie 1, 2 e 3 di cui all’allegato I;
h) «categoria di apparecchi»: la classificazione di apparecchi,
in ogni gruppo di apparecchi, specificata all’allegato I, che
determina il livello di protezione richiesto;
i) «uso previsto»: l’uso di un prodotto prescritto dal
fabbricante assegnando l’apparecchio a un particolare gruppo o
categoria di apparecchi o fornendo tutte le indicazioni necessarie
per il funzionamento sicuro di un sistema protettivo, dispositivo o
componente;
l) «messa a disposizione sul mercato»: la fornitura sul mercato
dell’Unione, nel corso di un’attivita’ commerciale, a titolo oneroso
o gratuito, di un prodotto destinato a essere distribuito, consumato
o usato;
m) «commercializzazione»: la prima messa a disposizione di un
prodotto sul mercato dell’Unione;
n) «fabbricante»: una persona fisica o giuridica che fabbrica un
prodotto oppure lo fa progettare o fabbricare e lo commercializza
apponendovi il proprio nome o marchio o lo utilizza a fini propri;
o) «rappresentante autorizzato»: una persona fisica o giuridica
stabilita nell’Unione che abbia ricevuto da un fabbricante un mandato
scritto che la autorizzi ad agire per suo conto in relazione a
determinati compiti;
p) «importatore»: una persona fisica o giuridica stabilita
nell’Unione che commercializzi sul mercato UE un prodotto originario
di un Paese terzo;
q) «distributore»: una persona fisica o giuridica nella catena di
fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore, che metta un
prodotto a disposizione sul mercato;
r) «operatori economici»: il fabbricante, il rappresentante
autorizzato, l’importatore e il distributore;
s) «specificazione tecnica»: un documento che prescriva i
requisiti tecnici che devono essere soddisfatti da un prodotto;
t) «norma armonizzata»: la norma armonizzata di cui all’articolo
2, punto 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1025/2012;
u) «accreditamento»: accreditamento quale definito all’articolo
2, punto 10, del regolamento (CE) n. 765/2008;
v) «organismo nazionale di accreditamento»: l’organismo di
accreditamento nazionale quale definito all’articolo 2, punto 11, del
regolamento (CE) n. 765/2008;
z) «valutazione della conformita’»: il processo atto a dimostrare
che le prescrizioni specifiche della presente direttiva relative a un
prodotto sono state rispettate;
aa) «organismo di valutazione della conformita’»: un organismo
che svolge attivita’ di valutazione della conformita’, come tarature,
prove, certificazioni e ispezioni;
bb) «richiamo»: un provvedimento mirante a ottenere la
restituzione di un prodotto, gia’ messo a disposizione dell’utente
finale;
cc) «ritiro»: indica un provvedimento mirante a impedire che un
prodotto, presente nella catena della fornitura, sia messo a
disposizione sul mercato;
dd) «normativa di armonizzazione dell’Unione»: indica una
normativa dell’Unione che mira ad armonizzare le condizioni della
commercializzazione dei prodotti;
ee) «marcatura CE»: indica il marchio mediante il quale il
fabbricante attesta che il prodotto e’ conforme ai requisiti
applicabili stabiliti nella normativa di armonizzazione dell’Unione
che ne prevede l’apposizione.

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