DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 50 - Attuazione dei Regolamenti (CE) numeri 273/2004, 111/2005 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 50 – Attuazione dei Regolamenti (CE) numeri 273/2004, 111/2005

DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 50 - Attuazione dei Regolamenti (CE) numeri 273/2004, 111/2005 e 1277/2005, come modificato dal Regolamento (CE) n. 297/2009, in tema di precursori di droghe, a norma dell'articolo 45 della legge 4 giugno 2010, n. 96. (11G0091) (GU n. 95 del 26-4-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 27/04/2011

DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011 , n. 50

Attuazione dei Regolamenti (CE) numeri 273/2004, 111/2005 e
1277/2005, come modificato dal Regolamento (CE) n. 297/2009, in tema
di precursori di droghe, a norma dell’articolo 45 della legge 4
giugno 2010, n. 96. (11G0091)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009, ed in particolare
l’articolo 45;
Visto il regolamento (CE) n. 273/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’11 febbraio 2004, relativo ai precursori di droghe;
Visto il regolamento (CE) n. 111/2005 del Consiglio, del 22
dicembre 2004, recante norme per il controllo del commercio dei
precursori di droghe tra la Comunita’ e i Paesi terzi;
Visto il regolamento (CE) n. 1277/2005 della Commissione, del 27
luglio 2005, che stabilisce le modalita’ di applicazione del
regolamento (CE) n. 273/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 febbraio 2004, relativo ai precursori di droghe e del
regolamento (CE) n. 111/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004,
recante norme per il controllo del commercio dei precursori di droghe
tra la Comunita’ e i Paesi terzi;
Visto il regolamento (CE) n. 297/2009 della Commissione dell’8
aprile 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1277/2005 che
stabilisce le modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
273/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio
2004, relativo ai precursori di droghe e del regolamento (CE) n.
111/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, recante norme per il
controllo del commercio dei precursori di droghe tra la Comunita’ e i
Paesi terzi;
Vista la Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico
illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, adottata a Vienna il
19 dicembre 1988;
Visto il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli
stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione e riabilitazione dei
relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;
Vista la legge 16 marzo 2006, n. 146, recante ratifica ed
esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite
contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall’Assemblea
generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001, come di recente
modificata dalla legge 13 agosto 2010, n. 136, recante piano
straordinario contro le mafie, nonche’ delega al Governo in materia
di normativa antimafia;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 novembre 2010;
Sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per
le politiche antidroga;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 marzo 2011;
Sulla proposta dei Ministri della giustizia, dell’interno, della
salute e del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, dell’economia e delle finanze;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990,
n. 309

1. Al Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli
stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione e riabilitazione dei
relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) l’articolo 70 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 70 (Precursori di droghe). – 1. Ai fini del presente articolo
si intende per:
a) sostanze suscettibili di impiego per la produzione di sostanze
stupefacenti o psicotrope, di seguito denominate “sostanze
classificate o precursori di droghe”: tutte le sostanze individuate e
classificate nelle categorie 1, 2 e 3 dell’allegato I al regolamento
(CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005,
compresi miscele e prodotti naturali contenenti tali sostanze. Sono
esclusi medicinali, preparati farmaceutici, miscele, prodotti
naturali e altri preparati contenenti sostanze classificate, composti
in modo tale da non poter essere facilmente utilizzati o estratti con
mezzi di facile applicazione o economici;
b) operatore: una persona fisica o giuridica che operi
nell’attivita’ di immissione sul mercato di sostanze classificate,
nonche’ una persona fisica o giuridica che operi, secondo quanto
previsto dai regolamenti (CE) n. 111/2005 e 1277/2005, nell’ambito
dell’importazione o dell’esportazione di sostanze classificate nei
confronti di paesi non comunitari o svolga attivita’ di
intermediazione ad esse relative, comprese le persone la cui
attivita’ autonoma consiste nel fare dichiarazioni in dogana per i
clienti sia a titolo principale sia a titolo accessorio rispetto ad
un’altra attivita’;
c) immissione sul mercato: l’attivita’ di fornire, a titolo
oneroso o gratuito, sostanze classificate nella Comunita’ ovvero di
immagazzinare, di fabbricare, di produrre, di trasformare, di
commerciare, di distribuire o di intermediare tali sostanze, ai fini
di fornitura nella Comunita’.
2. Gli operatori che intendono effettuare, in relazione a sostanze
classificate nelle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento
(CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005, taluna
delle attivita’ di immissione sul mercato indicate nel comma 1,
devono nominare un responsabile della commercializzazione, in
conformita’ e nei limiti di quanto disposto dal regolamento (CE) n.
273/2004, notificando al Ministero della salute le generalita’ della
persona nominata. L’operatore che viola tale obbligo e’ punito con la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 euro a
6.000 euro. Puo’ essere adottato il provvedimento di sospensione
della licenza ad operare con sostanze classificate nella categoria 1
dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al
regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ l’attivita’ svolta
dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate nelle
categorie 2 e 3 dei predetti allegati, per un periodo non inferiore a
un mese e non superiore a un anno.
3. Gli operatori che, in relazione a taluna delle sostanze
classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n.
273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, intendano
compiere taluna delle attivita’ indicate nel comma 1, o comunque
intendano detenere tali sostanze, devono munirsi di licenza
rilasciata dal Ministero della salute in conformita’ e nei limiti di
quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n.
1277/2005. Sono escluse dall’obbligo di licenza le farmacie, per
quanto riguarda l’acquisto di sostanze classificate in categoria 1, e
la vendita o la cessione di tali sostanze in dose e forma di
medicamento. La licenza ha validita’ triennale ed e’ soggetta alla
tassa di concessione governativa ed al pagamento della tariffa
individuata secondo le modalita’ di cui al comma 21. Le licenze sono
comunicate al Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione
centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno, al
Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, al Comando generale della
Guardia di finanza ed alla Agenzia delle Dogane che impartiscono ai
dipendenti organi periferici le istruzioni necessarie per la
vigilanza. Il Ministero della salute puo’ rilasciare licenze speciali
ai laboratori ufficiali delle autorita’ competenti.
4. Chiunque effettua, in relazione a sostanze classificate nella
categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e
dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, taluna delle
operazioni di immissione sul mercato, importazione o esportazione
indicate nel comma 1, ovvero comunque detiene tali sostanze, senza
aver conseguito la licenza di cui al comma 3, e’ punito con la
reclusione da quattro a sedici anni e con la multa da 15.000 euro a
150.000 euro. Se il fatto e’ commesso da soggetto titolare di licenza
o autorizzazione relativa a sostanze diverse da quelle oggetto
dell’operazione o della detenzione, ovvero da soggetto registratosi
ai sensi del comma 5, la pena e’ della reclusione da sei a venti anni
e della multa da 26.000 euro a 260.000 euro. In tali casi alla
condanna consegue la revoca della licenza, nonche’ il divieto del suo
ulteriore rilascio per la durata di sei anni. Con la sentenza di
condanna, il giudice dispone inoltre la sospensione dell’attivita’
svolta dall’operatore, con riferimento alle sostanze di cui alle
categorie 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e
dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, per un periodo non
inferiore a quarantacinque giorni e non superiore ad un anno e sei
mesi.
5. Gli operatori che immettono sul mercato, importano o esportano
sostanze classificate di cui alla categoria 2 dell’allegato I al
regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n.
111/2005, eccetto gli spedizionieri doganali o i vettori che agiscono
unicamente in tale qualita’, devono registrarsi presso il Ministero
della salute, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai
regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n. 1277/2005. Sono
esclusi da detto obbligo gli operatori che effettuano transazioni nel
corso dell’intero anno solare per quantita’ di sostanze classificate
in categoria 2 non superiori ai valori soglia di cui all’allegato II
al regolamento (CE) n. 273/2004. All’obbligo di registrazione sono
altresi’ tenuti gli operatori che esercitano attivita’ di
esportazione riguardanti una delle sostanze classificate di cui alla
categoria 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e
dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, con esclusione degli
operatori che esportano nel corso dell’intero anno solare, quantita’
di sostanze classificate in categoria 3 non superiori ai valori
soglia di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 1277/2005. Sono
altresi’ escluse dall’obbligo di registrazione le farmacie, per
quanto riguarda l’acquisto di sostanze classificate in categoria 2, e
la vendita o la cessione di tali sostanze in dose e forma di
medicamento, nonche’ le strutture o istituzioni, quali universita’,
laboratori di tossicologia forense, laboratori di sanita’ pubblica,
laboratori di ricerca scientifica, ambulatori veterinari, dogane,
organi di polizia, laboratori ufficiali di autorita’ pubbliche e
forze armate, che agiscono unicamente come utilizzatori di sostanze
classificate in categoria 2. La registrazione di cui al presente
comma ha validita’ triennale, e’ soggetta al pagamento della tariffa
individuata secondo le modalita’ di cui al comma 21. Le modalita’ di
registrazione sono rese pubbliche sul sito del Ministero della
salute.
6. Chiunque, in violazione dell’obbligo di registrazione di cui al
comma 5, effettua taluna delle operazioni di immissione sul mercato,
importazione o esportazione indicate nell’allegato II, e’ punito con
la reclusione da tre a otto anni e con la multa da 6.000 euro a
60.000 euro, qualora si tratti di operazioni relative a sostanze
classificate nella categoria 2, e con la reclusione fino a quattro
anni e la multa fino a 2.000 euro, qualora si tratti di esportazione
di sostanze classificate nella categoria 3. Se il fatto e’ commesso
da soggetto titolare della licenza di cui al comma 3, ovvero da
soggetto titolare di autorizzazione o registratosi per sostanze
diverse da quelle oggetto dell’operazione, la pena e’ della
reclusione da quattro a dieci anni e della multa da 9.000 euro a
90.000 euro qualora si tratti di operazioni relative a sostanze
classificate nella categoria 2, e della reclusione fino a cinque anni
e della multa fino a 3.000 euro qualora si tratti di esportazione di
sostanze classificate nella categoria 3. In tali casi, qualora si
tratti di operazioni relative a sostanze classificate nella categoria
2, alla condanna consegue la revoca della licenza, nonche’ il divieto
del suo ulteriore rilascio per la durata di cinque anni. Con la
sentenza di condanna, il giudice dispone inoltre la sospensione
dell’attivita’ svolta dall’operatore, con riferimento alle sostanze
di cui alle categorie 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n.
273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, per un
periodo non inferiore a quarantacinque giorni e non superiore ad un
anno e sei mesi. Qualora si tratti di esportazione di sostanze
classificate nella categoria 3, alla condanna consegue la revoca
della licenza, nonche’ il divieto del suo ulteriore rilascio per la
durata di quattro anni. Con la sentenza di condanna, il giudice
dispone inoltre la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore,
con riferimento alle sostanze di cui alle categorie 2 e 3
dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al
regolamento (CE) n. 111/2005, per un periodo non inferiore ad un mese
e non superiore ad un anno.
7. In caso di operazioni di immissione sul mercato, importazione o
esportazione di sostanze classificate compiute in violazione degli
obblighi di cui regolamenti (CE) n. 273/2004, 111/2005, 1277/2005 e
297/2009, il Ministero della salute puo’ sospendere la licenza o la
registrazione per un periodo non inferiore ad un mese e non superiore
ad un anno. Il provvedimento di sospensione e’ notificato agli
interessati tramite il sindaco e comunicato all’autorita’ sanitaria
locale, alla questura competente per territorio, alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri – Dipartimento politiche antidroga, al
Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione centrale per i
servizi antidroga del Ministero dell’Interno, al Comando generale
dell’Arma dei Carabinieri, al Comando generale della Guardia di
finanza ed alla Agenzia delle Dogane.
8. La distruzione delle sostanze di cui al comma 1, limitatamente a
quelle di cui alla categoria 1, e’ effettuata nel rispetto delle
disposizioni, in quanto compatibili, di cui agli articoli 22, 23, 25
e 25-bis.
9. L’esportazione delle sostanze appartenenti alle categorie 1 e 2
dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al
regolamento (CE) n. 111/2005 e’ subordinata al rilascio
dell’autorizzazione di esportazione da parte del Ministero della
salute, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai
regolamenti (CE) n. 111/2005 e n. 1277/2005. E’ altresi’ subordinata
al rilascio dell’autorizzazione del Ministero della salute
l’esportazione delle sostanze appartenenti alla categoria 3
dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al
regolamento (CE) n. 111/2005 verso uno dei paesi indicati
nell’allegato IV, punto 2, al regolamento n. 1277/2005 e successive
modificazioni. L’importazione delle sostanze appartenenti alla
categoria 1 e’ subordinata al rilascio dell’autorizzazione di
importazione da parte del Ministero della salute in conformita’ e nei
limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 111/2005 e n.
1277/2005. Le autorizzazioni di cui sopra hanno validita’ semestrale,
sono soggette alla tassa di concessione governativa e al pagamento
della tariffa individuata secondo le modalita’ di cui al comma 21. Le
esportazioni di sostanza appartenenti alla categoria 1 dell’allegato
I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE)
n. 111/2005, e le esportazioni di sostanze appartenenti alle
categorie 2 e 3 dei medesimi allegati, destinate ai paesi inclusi
nell’allegato IV del regolamento (CE) n. 1277/2005 e successive
modificazioni, sono precedute da una notificazione preventiva
all’esportazione, da trasmettere alle autorita’ competenti del paese
di destinazione, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai
regolamenti (CE) n. 111/2005 e n. 1277/2005. Il Ministero della
salute, rilasciata l’autorizzazione di importazione o di
esportazione, ne da’ tempestivo avviso alla dogana di confine,
attraverso la quale deve essere effettuata l’operazione.
10. Chiunque effettua operazioni di esportazione o importazione di
sostanze classificate nella categoria 1 senza aver conseguito
l’autorizzazione di cui al comma 9, e’ punito ai sensi del comma 4.
Chiunque esporta sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 senza
aver conseguito l’autorizzazione di cui al comma 9, e’ punito ai
sensi del comma 6.
11. All’interno del territorio dell’Unione europea le sostanze
classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n.
273/2004 possono essere fornite unicamente agli operatori in possesso
di licenza per l’utilizzo di sostanze classificate in categoria 1,
fatte salve le esclusioni di cui al comma 3. Il trasgressore e’
punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 300 euro a
3.000 euro. Il giudice, con la sentenza di condanna, puo’ disporre la
revoca della licenza con divieto di ulteriore rilascio per un periodo
di quattro anni e la sospensione dell’autorizzazione a svolgere le
attivita’ di cui al comma 2 e 3 per un periodo non inferiore ad un
mese e non superiore ad un anno.
12. Gli acquirenti di sostanze classificate nelle categorie 1 e 2
devono rilasciare apposita dichiarazione all’operatore, che la
certifica ed utilizza in conformita’ e nei limiti di quanto disposto
dal regolamento (CE) n. 273/2004. L’operatore che viola tale obbligo
e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da 600 euro a 6.000 euro. Puo’ essere adottato il provvedimento di
sospensione della licenza ad operare con sostanze classificate nella
categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e
dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ l’attivita’
svolta dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate
nelle categorie 2 e 3 dei predetti allegati, per un periodo non
inferiore a un mese e non superiore a un anno.
13. Gli operatori sono tenuti a documentare le transazioni che
portano alla immissione sul mercato di sostanze classificate nelle
categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e
dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, secondo le modalita’
indicate nell’allegato III, in conformita’ e nei limiti di quanto
disposto dal regolamento (CE) n. 273/2004. Essi devono inoltre
documentare le operazioni di importazione ed esportazione concernenti
sostanze classificate, e le relative attivita’ di intermediazione, in
conformita’ e nei limiti di quanto disposto dal regolamento (CE) n.
111/2005. Gli operatori devono altresi’ accertarsi, prima della
fornitura di sostanze classificate nelle categorie 1 e 2, della
presenza di etichette recanti i nomi delle sostanze, come indicati
nell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al
regolamento n. 111/2005. Analoga verifica deve essere svolta su tutte
le spedizioni di sostanze classificate, nell’ambito di operazioni di
importazione, esportazione o intermediazione, in conformita’ di
quanto previsto nel regolamento (CE) n. 111/2005.
14. Il trasgressore degli obblighi di cui al comma 13 e’ punito con
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 euro a
6.000 euro. Puo’ essere adottato il provvedimento di sospensione
della licenza ad operare con sostanze classificate nella categoria 1
dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al
regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ l’attivita’ svolta
dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate nelle
categorie 2 e 3 dei predetti allegati, per un periodo non inferiore a
un mese e non superiore a un anno.
15. Gli operatori che svolgono attivita’ commerciali tra l’Italia e
paesi dell’Unione europea, nonche’ attivita’ di importazione,
esportazione e transito tra l’Italia e Paesi extracomunitari, hanno
l’obbligo di comunicare al Dipartimento della Pubblica sicurezza –
Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero
dell’interno, al piu’ tardi al momento della loro effettuazione, le
singole operazioni commerciali relative alle sostanze classificate
nelle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004
e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ le
esportazioni delle sostanze appartenenti alla categoria 3
dell’allegato I qualora soggette al rilascio dell’autorizzazione di
cui al comma 9. Gli operatori sono tenuti inoltre a inviare una volta
l’anno entro il 15 febbraio al Ministero della salute una
rendicontazione sintetica delle movimentazioni di sostanze
classificate effettuate nel corso dell’anno precedente, secondo le
modalita’ indicate nell’allegato III, in conformita’ e nei limiti di
quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n.
1277/2005.
16. Il trasgressore degli obblighi di cui al comma 15 e’ punito,
salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, con l’arresto fino a
un anno o con l’ammenda da 300 euro a 3.000 euro. Il giudice, con la
sentenza di condanna, puo’ disporre la revoca della licenza con
divieto di ulteriore rilascio per un periodo di quattro anni, e la
sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore con riferimento alle
sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 per un periodo non
inferiore a un mese e non superiore a un anno.
17. Gli operatori sono altresi’ tenuti a collaborare in ogni altro
modo con il Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione
centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno, in
particolare fornendo ogni informazione eventualmente richiesta,
nonche’ segnalando immediatamente ogni fatto od elemento che, per
caratteristiche, entita’, natura o per qualsiasi altra circostanza
conosciuta in ragione dell’attivita’ esercitata, induce a ritenere
che le sostanze trattate possono essere in qualsiasi modo impiegate
per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il
trasgressore e’ punito, salvo che il fatto costituisca piu’ grave
reato, ai sensi del comma 14.
18. La vigilanza nei confronti degli operatori e’ esercitata dal
Ministero della salute, in conformita’ di quanto previsto dai
regolamenti (CE) n. 273/2004 e n. 111/2005. La vigilanza predetta si
effettua mediante ispezioni ordinarie e straordinarie, per la cui
esecuzione il predetto Ministero puo’ avvalersi della collaborazione
degli organi di polizia, i quali comunque hanno facolta’ di accedere
in qualunque momento nei locali ove si svolgono le attivita’ previste
dal presente articolo. Ai fini della vigilanza e dei controlli
previsti, gli operatori sono tenuti ad esibire ai funzionari del
Ministero della salute ed agli appartenenti alle forze di polizia
tutti i documenti inerenti le operazioni di cui alla licenza o alla
registrazione.
19. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con
l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 300 euro a 3.000 euro
chiunque, impedisce od ostacola lo svolgimento delle attivita’ di
vigilanza, controllo ed ispezione previste dal comma precedente. Il
giudice, con la sentenza di condanna, puo’ disporre la revoca della
licenza con divieto di ulteriore rilascio per un periodo di quattro
anni, e la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore con
riferimento alle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 per un
periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno.
20. L’allegato III puo’ essere modificato con decreto del Ministero
della salute, di concerto con il Ministero dell’interno e sentita la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento politiche
antidroga, in conformita’ a nuove disposizioni di modifica della
disciplina comunitaria.
21. Alle attivita’ di rilascio della licenza, di registrazione e di
autorizzazione di cui ai commi 3, 5 e 9, il Ministero della salute
provvede mediante tariffe a carico degli operatori, da determinarsi
ai sensi dell’articolo 4 della legge 4 giugno 2010, n. 96. Con
decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono
individuate le tariffe di cui al presente comma e le relative
modalita’ di versamento. Le tariffe sono aggiornate almeno ogni due
anni.»;
b) all’articolo 73, il comma 2-bis e’ abrogato;
c) all’articolo 74, comma 1, le parole: “dall’articolo 73” sono
sostituite dalle seguenti: “dall’articolo 70, commi 4, 6 e 10,
escluse le operazioni relative alle sostanze di cui alla categoria
III dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato
al regolamento (CE) n. 111/2005, ovvero dall’articolo 73”;
d) all’articolo 87, commi 4 e 5, dopo le parole: “sostanze
stupefacenti e psicotrope” sono inserite le seguenti: “, ed ove
possibile delle sostanze classificate di cui all’articolo 70,”;
e) gli allegati I e II sono abrogati. L’allegato III e’
sostituito dall’Allegato III, allegato al presente decreto.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine
di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– Si riporta il testo dell’art. 76 della Costituzione:
«Art. 76. L’esercizio della funzione legislativa non
puo’ essere delegato al Governo se non con determinazione
di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.».
– L’art. 87 delle Costituzione, conferisce, tra
l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Si riporta il testo dell’art. 45, della legge 4
giugno 2010 n. 96 (Disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009)”.
«Art. 45 (Delega al Governo per il riordino,
l’attuazione e l’adeguamento della normativa interna ai
regolamenti comunitari in tema di precursori di droga). –
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, su
proposta dei Ministri della giustizia, dell’interno, del
lavoro e delle politiche sociali e della salute, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, dell’economia
e delle finanze e per le politiche europee, sentita la
Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le
politiche antidroga, con le modalita’ e secondo i principi
e criteri direttivi di cui agli articoli 1 e 2, uno o piu’
decreti legislativi recanti disposizioni in tema di
precursori di droghe. I suddetti decreti sono adottati per
dare attuazione al regolamento (CE) n. 273/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004,
al regolamento (CE) n. 111/2005 del Consiglio, del 22
dicembre 2004, e al regolamento (CE) n. 1277/2005 della
Commissione, del 27 luglio 2005, come modificato dal
regolamento (CE) n. 297/2009 della Commissione, dell’8
aprile 2009, anche attraverso la modifica, il riordino e,
ove occorra, l’abrogazione delle norme contenute nel testo
unico delle leggi in materia di disciplina degli
stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e
riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1990, n. 309, di seguito denominato: “testo unico”.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono
adottati altresi’ nel rispetto dei seguenti principi e
criteri direttivi, anche al fine di individuare gli organi
competenti all’adozione degli adempimenti previsti dai
regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n. 1277/2005:
a) prevedere l’utilizzo delle locuzioni “precursori
di droghe” o “sostanze classificate”, in luogo di quelle
utilizzate nel testo unico;
b) prevedere la distinzione, anche all’interno del
medesimo testo unico, tra le disposizioni concernenti i
precursori di droghe e quelle relative alle sostanze
stupefacenti e psicotrope;
c) definire le modalita’ di rilascio, sospensione e
ritiro delle licenze per l’utilizzo dei precursori di
droghe classificati nella categoria 1 dell’allegato I al
regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento
(CE) n. 111/2005, e relative esclusioni; definire le
modalita’ di rilascio di licenze speciali agli enti e alle
istituzioni di cui agli articoli 3 del regolamento (CE) n.
273/2004 e 12 del regolamento (CE) n. 1277/2005;
d) prevedere la regolamentazione del registro degli
operatori di precursori di droghe classificati nella
categoria 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004
e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005 e, solo per
le attivita’ di esportazione, nella categoria 3 dei
medesimi allegati; prevedere la definizione delle modalita’
di registrazione;
e) prevedere la regolamentazione delle transazioni
intracomunitarie di precursori di droghe classificati nelle
categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n.
273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005;
f) prevedere la regolamentazione delle transazioni
con Paesi terzi di precursori di droghe classificati nelle
categorie 1, 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n.
273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005;
g) prevedere la regolamentazione dell’obbligo di
rendicontazione annuale per precursori di droghe
classificati nelle categorie 1, 2 e 3 dell’allegato I al
regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento
(CE) n. 111/2005;
h) prevedere la regolamentazione delle attivita’ di
vigilanza e di ispezione.
3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono
altresi’ informati ai seguenti principi e criteri
direttivi, al fine di sanzionare le violazioni alle norme
contenute nei regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e
n. 1277/2005:
a) sanzionare come delitto, nel rispetto dei limiti
massimi edittali fissati nell’art. 73, comma 2-bis, del
testo unico, le condotte, individuate nei termini e nei
limiti di cui ai citati regolamenti comunitari, di illecita
immissione sul mercato, importazione ed esportazione di
precursori di droghe classificati nelle categorie 1 e 2
dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e
dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ di
illecito possesso dei precursori di droghe classificati
nella predetta categoria 1. Prevedere, in particolare, un
piu’ grave trattamento sanzionatorio a carico dei soggetti
legittimati ad operare con sostanze stupefacenti o con
precursori di droghe. Prevedere inoltre, in tali casi, la
revoca della licenza ad operare con precursori di droghe
classificati nella categoria 1 dell’allegato I al
regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento
(CE) n. 111/2005, con divieto di ulteriore rilascio,
nonche’ la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore
con riferimento ai precursori di droghe classificati nelle
categorie 2 e 3 dei predetti allegati, elevando fino alla
meta’ la durata di tali sanzioni, rispetto a quanto
previsto dall’art. 70 del testo unico;
b) sanzionare come delitto punibile con la reclusione
fino a cinque anni e con la multa fino a euro 3.000 le
condotte, individuate nei termini e nei limiti di cui ai
citati regolamenti (CE) n. 111/2005 e n. 1277/2005, di
illecita esportazione di sostanze classificate nella
categoria 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004
e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005. Prevedere,
in particolare, un piu’ grave trattamento sanzionatorio a
carico dei soggetti legittimati ad operare con sostanze
stupefacenti o con precursori di droghe. Prevedere inoltre,
in tali casi, la revoca della licenza ad operare con
sostanze classificate nella categoria 1 dei predetti
allegati, con divieto di ulteriore rilascio, nonche’ la
sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore con
riferimento alle sostanze classificate nelle categorie 2 e
3 dei predetti allegati, nei limiti di durata previsti
dall’art. 70 del testo unico;
c) sanzionare come contravvenzione punibile con
l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da euro 300 a
euro 3.000, salvo che il fatto costituisca piu’ grave
reato:
1) le condotte di impedimento o di ostacolo alle
attivita’ di vigilanza, controllo ed ispezione, come
individuate dai citati regolamenti;
2) l’inosservanza, da parte degli operatori, degli
obblighi di comunicazione imposti dall’art. 8, paragrafo 2,
del regolamento (CE) n. 273/2004, dall’art. 9, paragrafo 2,
del regolamento (CE) n. 111/2005, e dagli articoli 17 e 18
del regolamento (CE) n. 1277/2005;
3) la violazione dell’obbligo, individuato nei
termini e nei limiti di cui ai regolamenti (CE) n. 111/2005
e n. 1277/2005, di fornire le sostanze classificate nella
categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004
e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, solo a
determinati soggetti;
d) prevedere, nei casi di cui alla lettera c), la
possibilita’ di revocare la licenza ad operare con sostanze
classificate nella categoria 1 dell’allegato I al
regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento
(CE) n. 111/2005 solo a determinati soggetti, con divieto
di ulteriore rilascio, nonche’ di sospendere l’attivita’
svolta dall’operatore con riferimento alle sostanze
classificate nelle categorie 2 e 3 dei predetti allegati,
nei limiti di durata previsti dall’art. 70 del testo unico;
e) sanzionare come illecito amministrativo, punibile
con la sanzione pecuniaria non inferiore ad euro 600 nel
minimo e non superiore ad euro 6.000 nel massimo, la
violazione degli ulteriori obblighi posti a carico degli
operatori dai predetti regolamenti comunitari, tra cui gli
obblighi di comunicazione, dichiarazione, documentazione ed
etichettatura. Prevedere, in tali casi, la possibilita’ di
sospendere la licenza ad operare con sostanze classificate
nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n.
273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005,
nonche’ l’attivita’ svolta dall’operatore con riferimento
alle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 dei
predetti allegati, nei limiti di durata previsti dall’art.
70 del testo unico;
f) prevedere la disciplina dell’obbligo di comunicare
alcune transazioni commerciali, tra cui quelle verso i
Paesi extracomunitari segnalati dal regolamento (CE) n.
1277/2005, come modificato dal regolamento (CE) n.
297/2009, per la necessita’ di adeguati monitoraggi,
nonche’ altre transazioni individuate sulla base di criteri
quantitativi ovvero in relazione alla tipologia delle
sostanze classificate, alla Direzione centrale per i
servizi antidroga, ai fini della prevenzione e repressione
del traffico illecito, sanzionando le condotte in
violazione di tale obbligo ai sensi delle lettere c) e d);
g) prevedere la possibilita’, nei procedimenti penali
per i delitti di cui alle lettere a) e b), di ritardare
l’emissione o l’esecuzione dei provvedimenti di arresto o
di sequestro, e di compiere le ulteriori attivita’ previste
dall’art. 98 del testo unico;
h) prevedere, tra le ipotesi di reato di cui all’art.
74 del testo unico, quella in cui tre o piu’ persone si
associano allo scopo di commettere piu’ delitti tra quelli
indicati nella lettera a).».
– Il regolamento (CE) n. 273/2004 del Parlamento
europeo dell’11 febbraio 2004 e’ pubblicato in Gazzetta
Ufficiale serie L n. 047 del 18 febbraio 2004.
– Il regolamento (CE) n. 111/2005 del Consiglio del 22
dicembre 2004 e’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale serie L
n. 22 del 26 gennaio 2005 e rettificato nella Gazzetta
Ufficiale serie L n. 061 del 2 marzo 2006.
– Il regolamento (CE) n. 1277/2005 della Commissione
del 27 luglio 2005 e’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale
serie L n. 202 del 3 agosto 2005.
– Il regolamento (CE) n. 297/2009 della Commissione
dell’8 aprile 2009 e’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale
serie L n. 95 del 9 aprile 2009.
Note all’art. 1:
– Il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di
disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,
prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di
tossicodipendenza) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
31 ottobre 1990, n. 255, S.O.
– Si riporta il testo degli articoli 73, 74 e 87 del
citato decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1990, n. 309, come modificati dal presente decreto
legislativo:
«Art. 73 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di
sostanze stupefacenti o psicotrope). (Legge 26 giugno 1990,
n. 162, art. 14, comma 1). – 1. Chiunque, senza
l’autorizzazione di cui all’art. 17, coltiva, produce,
fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita,
cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri,
invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque
scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla
tabella I prevista dall’art. 14, e’ punito con la
reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro
26.000 a euro 260.000.
1-bis. Con le medesime pene di cui al comma 1 e’ punito
chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’art. 17,
importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o
comunque illecitamente detiene:
a) sostanze stupefacenti o psicotrope che per
quantita’, in particolare se superiore ai limiti massimi
indicati con decreto del Ministro della salute emanato di
concerto con il Ministro della giustizia sentita la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento
nazionale per le politiche antidroga, ovvero per modalita’
di presentazione, avuto riguardo al peso lordo complessivo
o al confezionamento frazionato, ovvero per altre
circostanze dell’azione, appaiono destinate ad un uso non
esclusivamente personale;
b) medicinali contenenti sostanze stupefacenti o
psicotrope elencate nella tabella II, sezione A, che
eccedono il quantitativo prescritto. In questa ultima
ipotesi, le pene suddette sono diminuite da un terzo alla
meta’.
2. Chiunque, essendo munito dell’autorizzazione di cui
all’art. 17, illecitamente cede, mette o procura che altri
metta in commercio le sostanze o le preparazioni indicate
nelle tabelle I e II di cui all’art. 14, e’ punito con la
reclusione da sei a ventidue anni e con la multa da euro
26.000 a euro 300.000.
2-bis. (abrogato).
3. Le stesse pene si applicano a chiunque coltiva,
produce o fabbrica sostanze stupefacenti o psicotrope
diverse da quelle stabilite nel decreto di autorizzazione.
4. Quando le condotte di cui al comma 1 riguardano i
medicinali ricompresi nella tabella II, sezioni A, B, C e
D, limitatamente a quelli indicati nel numero 3-bis) della
lettera e) del comma 1 dell’art. 14 e non ricorrono le
condizioni di cui all’art. 17, si applicano le pene ivi
stabilite, diminuite da un terzo alla meta’.
5. Quando, per i mezzi, per la modalita’ o le
circostanze dell’azione ovvero per la qualita’ e quantita’
delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono
di lieve entita’, si applicano le pene della reclusione da
uno a sei anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000.
5-bis. Nell’ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai
reati di cui al presente articolo commessi da persona
tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o
psicotrope, il giudice, con la sentenza di condanna o di
applicazione della pena su richiesta delle parti a norma
dell’art. 444 del codice di procedura penale, su richiesta
dell’imputato e sentito il pubblico ministero, qualora non
debba concedersi il beneficio della sospensione
condizionale della pena, puo’ applicare, anziche’ le pene
detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica
utilita’ di cui all’art. 54 del decreto legislativo 28
agosto 2000, n. 274, secondo le modalita’ ivi previste. Con
la sentenza il giudice incarica l’Ufficio locale di
esecuzione penale esterna di verificare l’effettivo
svolgimento del lavoro di pubblica utilita’. L’Ufficio
riferisce periodicamente al giudice. In deroga a quanto
disposto dall’art. 54 del decreto legislativo 28 agosto
2000, n. 274, il lavoro di pubblica utilita’ ha una durata
corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata.
Esso puo’ essere disposto anche nelle strutture private
autorizzate ai sensi dell’art. 116, previo consenso delle
stesse. In caso di violazione degli obblighi connessi allo
svolgimento del lavoro di pubblica utilita’, in deroga a
quanto previsto dall’art. 54 del decreto legislativo 28
agosto 2000, n. 274, su richiesta del pubblico ministero o
d’ufficio, il giudice che procede, o quello
dell’esecuzione, con le formalita’ di cui all’art. 666 del
codice di procedura penale, tenuto conto dell’entita’ dei
motivi e delle circostanze della violazione, dispone la
revoca della pena con conseguente ripristino di quella
sostituita. Avverso tale provvedimento di revoca e’ ammesso
ricorso per cassazione, che non ha effetto sospensivo. Il
lavoro di pubblica utilita’ puo’ sostituire la pena per non
piu’ di due volte.
6. Se il fatto e’ commesso da tre o piu’ persone in
concorso tra loro, la pena e’ aumentata.
7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite
dalla meta’ a due terzi per chi si adopera per evitare che
l’attivita’ delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori,
anche aiutando concretamente l’autorita’ di polizia o
l’autorita’ giudiziaria nella sottrazione di risorse
rilevanti per la commissione dei delitti.».
«Art. 74 (Associazione finalizzata al traffico illecito
di sostanze stupefacenti o psicotrope). (Legge 26 giugno
1990, n. 162, articoli 14, comma 1, e 38, comma 2). – 1.
Quando tre o piu’ persone si associano allo scopo di
commettere piu’ delitti tra quelli previsti dall’art. 70,
commi 4, 6 e 10, escluse le operazioni relative alle
sostanze di cui alla categoria III dell’allegato I al
regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento
(CE) n. 111/2005, ovvero dall’art. 73, chi promuove,
costituisce, dirige, organizza o finanzia l’associazione e’
punito per cio’ solo con la reclusione non inferiore a
venti anni.
2. Chi partecipa all’associazione e’ punito con la
reclusione non inferiore a dieci anni.
3. La pena e’ aumentata se il numero degli associati e’
di dieci o piu’ o se tra i partecipanti vi sono persone
dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
4. Se l’associazione e’ armata la pena, nei casi
indicati dai commi 1 e 3, non puo’ essere inferiore a
ventiquattro anni di reclusione e, nel caso previsto dal
comma 2, a dodici anni di reclusione. L’associazione si
considera armata quando i partecipanti hanno la
disponibilita’ di armi o materie esplodenti, anche se
occultate o tenute in luogo di deposito.
5. La pena e’ aumentata se ricorre la circostanza di
cui alla lettera e) del comma 1 dell’art. 80.
6. Se l’associazione e’ costituita per commettere i
fatti descritti dal comma 5 dell’art. 73, si applicano il
primo e il secondo comma dell’art. 416 del codice penale.
7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite
dalla meta’ a due terzi per chi si sia efficacemente
adoperato per assicurare le prove del reato o per sottrarre
all’associazione risorse decisive per la commissione dei
delitti.
8. Quando in leggi e decreti e’ richiamato il reato
previsto dall’art. 75 della legge 22 dicembre 1975, n. 685,
abrogato dall’art. 38, comma 1, della legge 26 giugno 1990,
n. 162, il richiamo si intende riferito al presente
articolo.».
«Art. 87 (Destinazione delle sostanze sequestrate
dall’autorita’ giudiziaria). (Decreto-legge 22 aprile 1985,
n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 1985, n. 297, art. 3, comma 2). – 1. L’autorita’ che
effettua il sequestro deve darne immediata notizia al
Servizio centrale antidroga specificando l’entita’ ed il
tipo di sostanze sequestrate.
2. Quando il decreto di sequestro o di convalida del
sequestro effettuato dall’autorita’ giudiziaria non e’ piu’
assoggettabile al riesame, l’autorita’ giudiziaria dispone
il prelievo di uno o piu’ campioni, determinandone
l’entita’, con l’osservanza delle formalita’ di cui
all’art. 364 del codice di procedura penale e ordina la
distruzione della residua parte di sostanze.
3. Se la conservazione delle sostanze di cui al comma 2
sia assolutamente necessaria per il prosieguo delle
indagini, l’autorita’ giudiziaria dispone in tal senso con
provvedimento motivato.
4. In ogni caso l’autorita’ giudiziaria ordina la
distruzione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, ed
ove possibile delle sostanze classificate di cui all’art.
70, confiscate.
5. Per la distruzione di sostanze stupefacenti e
psicotrope, ed ove possibile delle sostanze classificate di
cui all’art. 70, l’autorita’ giudiziaria si avvale di
idonea struttura pubblica locale, ove esistente, o statale
ed incarica la polizia giudiziaria del regolare svolgimento
delle relative operazioni. Il verbale delle operazioni e’
trasmesso all’autorita’ giudiziaria procedente e al
Ministero della sanita’.
6. La distruzione avviene secondo le modalita’ tecniche
determinate con decreto del Ministro della sanita’ in data
19 luglio 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 184
del 6 agosto 1985.».

Art. 2

Modifiche alla legge 16 marzo 2006, n. 146

1. All’articolo 9, comma 6, della legge 16 marzo 2006, n. 146, e
successive modificazioni, dopo le parole: «agli articoli» e dopo le
parole: «citati articoli» sono inserite le seguenti: «70, commi 4, 6
e 10,».

Note all’art. 2:
– Si riporta il testo dell’art. 9 della legge 16 marzo
2006, n. 146 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione e
dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine
organizzato transnazionale, adottati dall’Assemblea
generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001.
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11 aprile 2006, n. 85,
S.O.), come modificato dal presente decreto legislativo:
«Art. 9 (Operazioni sotto copertura). – 1. Fermo quanto
disposto dall’art. 51 del codice penale, non sono punibili:
a) gli ufficiali di polizia giudiziaria della Polizia
di Stato, dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della
guardia di finanza, appartenenti alle strutture
specializzate o alla Direzione investigativa antimafia, nei
limiti delle proprie competenze, i quali, nel corso di
specifiche operazioni di polizia e, comunque, al solo fine
di acquisire elementi di prova in ordine ai delitti
previsti dagli articoli 473, 474, 629, 630, 644, 648-bis e
648-ter, nonche’ nel libro II, titolo XII, capo III,
sezione I, del codice penale, ai delitti concernenti armi,
munizioni, esplosivi, ai delitti previsti dall’art. 12,
commi 1, 3, 3-bis e 3-ter, del testo unico delle
disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e
norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive
modificazioni, nonche’ ai delitti previsti dal testo unico
delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e
sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei
relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,
dall’art. 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, e dall’art. 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75,
anche per interposta persona, danno rifugio o comunque
prestano assistenza agli associati, acquistano, ricevono,
sostituiscono od occultano denaro, armi, documenti,
sostanze stupefacenti o psicotrope, beni ovvero cose che
sono oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il
reato o altrimenti ostacolano l’individuazione della loro
provenienza o ne consentono l’impiego o compiono attivita’
prodromiche e strumentali;
b) gli ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti
agli organismi investigativi della Polizia di Stato e
dell’Arma dei carabinieri specializzati nell’attivita’ di
contrasto al terrorismo e all’eversione e del Corpo della
guardia di finanza competenti nelle attivita’ di contrasto
al finanziamento del terrorismo, i quali, nel corso di
specifiche operazioni di polizia e, comunque, al solo fine
di acquisire elementi di prova in ordine ai delitti
commessi con finalita’ di terrorismo o di eversione, anche
per interposta persona, compiono le attivita’ di cui alla
lettera a).
1-bis. La causa di giustificazione di cui al comma 1 si
applica agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e
agli ausiliari che operano sotto copertura quando le
attivita’ sono condotte in attuazione di operazioni
autorizzate e documentate ai sensi del presente articolo.
La disposizione di cui al precedente periodo si applica
anche alle interposte persone che compiono gli atti di cui
al comma 1.
2. Negli stessi casi previsti dal comma 1, gli
ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria possono
utilizzare documenti, identita’ o indicazioni di copertura,
rilasciati dagli organismi competenti secondo le modalita’
stabilite dal decreto di cui al comma 5, anche per attivare
o entrare in contatto con soggetti e siti nelle reti di
comunicazione, informandone il pubblico ministero al piu’
presto e comunque entro le quarantotto ore dall’inizio
delle attivita’.
3. L’esecuzione delle operazioni di cui ai commi 1 e 2
e’ disposta dagli organi di vertice ovvero, per loro
delega, dai rispettivi responsabili di livello almeno
provinciale, secondo l’appartenenza del personale di
polizia giudiziaria impiegato, d’intesa con la Direzione
centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere
per i delitti previsti dall’art. 12, commi 1, 3, 3-bis e
3-ter, del testo unico di cui al decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.
L’esecuzione delle operazioni di cui ai commi 1 e 2 in
relazione ai delitti previsti dal testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.
309, di seguito denominate “attivita’ antidroga”, e’
specificatamente disposta dalla Direzione centrale per i
servizi antidroga o, sempre d’intesa con questa, dagli
organi di vertice ovvero, per loro delega, dai rispettivi
responsabili di livello almeno provinciale, secondo
l’appartenenza del personale di polizia giudiziaria
impiegato.
4. L’organo che dispone l’esecuzione delle operazioni
di cui ai commi 1 e 2 deve dare preventiva comunicazione
all’autorita’ giudiziaria competente per le indagini.
Dell’esecuzione delle attivita’ antidroga e’ data immediata
e dettagliata comunicazione alla Direzione centrale per i
servizi antidroga e al pubblico ministero competente per le
indagini. Se necessario o se richiesto dal pubblico
ministero e, per le attivita’ antidroga, anche dalla
Direzione centrale per i servizi antidroga, e’ indicato il
nominativo dell’ufficiale di polizia giudiziaria
responsabile dell’operazione, nonche’ quelli degli
eventuali ausiliari e interposte persone impiegati. Il
pubblico ministero deve comunque essere informato senza
ritardo, a cura del medesimo organo, nel corso
dell’operazione, delle modalita’ e dei soggetti che vi
partecipano, nonche’ dei risultati della stessa.
5. Per l’esecuzione delle operazioni di cui ai commi 1
e 2, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono avvalersi
di agenti di polizia giudiziaria, di ausiliari e di
interposte persone, ai quali si estende la causa di non
punibilita’ prevista per i medesimi casi. Per l’esecuzione
delle operazioni puo’ essere autorizzata l’utilizzazione
temporanea di beni mobili ed immobili, di documenti di
copertura, l’attivazione di siti nelle reti, la
realizzazione e la gestione di aree di comunicazione o
scambio su reti o sistemi informatici, secondo le modalita’
stabilite con decreto del Ministro dell’interno, di
concerto con il Ministro della giustizia e con gli altri
Ministri interessati. Con il medesimo decreto sono
stabilite altresi’ le forme e le modalita’ per il
coordinamento, anche in ambito internazionale, a fini
informativi e operativi tra gli organismi investigativi.
6. Quando e’ necessario per acquisire rilevanti
elementi probatori ovvero per l’individuazione o la cattura
dei responsabili dei delitti previsti dal comma 1, per i
delitti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n. 309, limitatamente ai casi previsti agli
articoli 70, commi 4, 6 e 10, 73 e 74, gli ufficiali di
polizia giudiziaria, nell’ambito delle rispettive
attribuzioni, e le autorita’ doganali, limitatamente ai
citati articoli 70, commi 4, 6 e 10, 73 e 74 del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
309 del 1990, e successive modificazioni, possono omettere
o ritardare gli atti di propria competenza, dandone
immediato avviso, anche oralmente, al pubblico ministero,
che puo’ disporre diversamente, e trasmettendo allo stesso
pubblico ministero motivato rapporto entro le successive
quarantotto ore. Per le attivita’ antidroga, il medesimo
immediato avviso deve pervenire alla Direzione centrale per
i servizi antidroga per il necessario coordinamento anche
in ambito internazionale.
6-bis. Quando e’ necessario per acquisire rilevanti
elementi probatori, ovvero per l’individuazione o la
cattura dei responsabili dei delitti di cui all’art. 630
del codice penale, il pubblico ministero puo’ richiedere
che sia autorizzata la disposizione di beni, denaro o altra
utilita’ per l’esecuzione di operazioni controllate per il
pagamento del riscatto, indicandone le modalita’. Il
giudice provvede con decreto motivato.
7. Per gli stessi motivi di cui al comma 6, il pubblico
ministero puo’, con decreto motivato, ritardare
l’esecuzione dei provvedimenti che applicano una misura
cautelare, del fermo dell’indiziato di delitto, dell’ordine
di esecuzione di pene detentive o del sequestro. Nei casi
di urgenza, il ritardo dell’esecuzione dei predetti
provvedimenti puo’ essere disposto anche oralmente, ma il
relativo decreto deve essere emesso entro le successive
quarantotto ore. Il pubblico ministero impartisce alla
polizia giudiziaria le disposizioni necessarie al controllo
degli sviluppi dell’attivita’ criminosa, comunicando i
provvedimenti adottati all’autorita’ giudiziaria competente
per il luogo in cui l’operazione deve concludersi ovvero
attraverso il quale si prevede sia effettuato il transito
in uscita dal territorio dello Stato ovvero in entrata nel
territorio dello Stato delle cose che sono oggetto,
prodotto, profitto o mezzo per commettere i delitti nonche’
delle sostanze stupefacenti o psicotrope e di quelle di cui
all’art. 70 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni.
8. Le comunicazioni di cui ai commi 4, 6 e 6-bis e i
provvedimenti adottati dal pubblico ministero ai sensi del
comma 7 sono senza ritardo trasmessi, a cura del medesimo
pubblico ministero, al procuratore generale presso la corte
d’appello. Per i delitti indicati all’art. 51, comma 3-bis,
del codice di procedura penale, la comunicazione e’
trasmessa al procuratore nazionale antimafia.
9. L’autorita’ giudiziaria puo’ affidare il materiale o
i beni sequestrati in custodia giudiziale, con facolta’
d’uso, agli organi di polizia giudiziaria che ne facciano
richiesta per l’impiego nelle attivita’ di contrasto di cui
al presente articolo ovvero per lo svolgimento dei compiti
d’istituto.
10. Chiunque indebitamente rivela ovvero divulga i nomi
degli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che
effettuano le operazioni di cui al presente articolo e’
punito, salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato,
con la reclusione da due a sei anni.
11. Sono abrogati:
a) l’art. 10 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n.
419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio
1992, n. 172, e successive modificazioni;
b) l’art. 12-quater del decreto-legge 8 giugno 1992,
n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
1992, n. 356;
c) l’art. 12, comma 3-septies, del testo unico di cui
al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
d) l’art. 14, comma 4, della legge 3 agosto 1998, n.
269;
e) l’art. 4 del decreto-legge 18 ottobre 2001, n.
374, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre
2001, n. 438;
f) l’art. 10 della legge 11 agosto 2003, n. 228;
f-bis) l’art. 7 del decreto-legge 15 gennaio 1991, n.
8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo
1991, n. 82, e successive modificazioni.».

Art. 3

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Art. 4

Invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Le Amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei
compiti derivanti dal presente decreto con le risorse umane
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 24 marzo 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Alfano, Ministro della giustizia

Maroni, Ministro dell’interno

Fazio, Ministro della salute

Sacconi, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, Il Guardasigilli: Alfano

ALLEGATO III
(previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera e) )

“ALLEGATO III

DOCUMENTAZIONE ED ETICHETTATURA

1.1 I documenti commerciali quali fatture, manifesti di carico,
documenti amministrativi, documenti di trasporto e altri documenti di
spedizione devono contenere informazioni sufficienti che consentano
di identificare con certezza quanto segue:
– il nome della sostanza classificata di cui alla categoria 1 e 2
dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al
regolamento n. 111/2005, o se si tratta di una miscela o di un
prodotto naturale, il nome della miscela o del prodotto naturale e il
nome della o delle sostanze classificate contenute nella miscela o
nel prodotto naturale, seguite in caso di esportazioni o di
importazioni dall’espressione “DRUG PRECURSORS”;
– la quantita’ e il peso della sostanza classificata e, se si
tratta di una miscela o di un prodotto naturale, la quantita’ e il
peso, se disponibili, della miscela o del prodotto naturale nonche’
la quantita’ e il peso, o la percentuale in peso, della o delle
sostanze di cui alle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento
(CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005,
contenute nella miscela;
– il nome e l’indirizzo del fornitore, del distributore e del
destinatario e, se possibile, degli altri operatori direttamente
coinvolti nella transazione, come definiti nell’articolo 70, comma 1.
L’obbligo di documentazione si applica anche alle sostanze
classificate in categoria 3 al regolamento (CE) n. 273/2004 e
dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, unicamente in caso di
esportazione, importazione o attivita’ di intermediazione connesse a
tali operazioni.
1.2 La documentazione deve inoltre comprendere, in caso di
fornitura ad un acquirente stabilito nella Comunita’, la
dichiarazione di cui all’articolo 4 del regolamento (CE) n. 273/2004.
2. Dagli obblighi di cui ai precedenti punti 1.1 e 1.2 sono escluse
le operazioni relative alle sostanze di cui alla categoria 2 qualora
i quantitativi non superino quelli indicati nell’allegato II al
regolamento (CE) n. 273/2004.
3. Gli operatori sono tenuti ad apporre etichette sulle sostanze di
cui alle categorie 1 e 2 prima della loro immissione sul mercato,
importazione o esportazione. Le etichette devono contenere il nome di
tali sostanze quale figura nell’allegato I al regolamento (CE) n.
273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005 o, in caso di
miscela o di prodotto naturale, il nome della miscela o del prodotto
naturale e il nome della o delle sostanze classificate contenute
nella miscela o nel prodotto naturale. Gli operatori possono apporre,
in aggiunta, le loro etichette abituali.
L’obbligo di etichettatura si applica anche alle sostanze
classificate in categoria 3 unicamente in caso di esportazione,
importazione o attivita’ di intermediazione connesse a tali
operazioni.
4. Gli operatori devono conservare la documentazione necessaria
concernente la loro attivita’ al fine di comprovare l’osservanza
degli obblighi al punto 1
5. La documentazione di cui ai punti 1 e 4 deve essere conservata
per un periodo non inferiore a tre anni, a decorrere dalla fine
dell’anno civile nel quale si sono svolte le operazioni specificate
al punto 1, ed essere messa immediatamente a disposizione per un
eventuale controllo, a richiesta delle autorita’ competenti.
6. Tutti gli operatori in possesso di licenza per l’utilizzo di
sostanze classificate in categoria 1 o registrati come operatori di
sostanze classificate in categoria 2 devono informare annualmente
entro il 15 febbraio, in forma sintetica e su supporto cartaceo in
doppia copia o in alternativa su supporto informatico, il Ministero
della salute dei quantitativi di sostanze classificate in categoria 1
e 2 prodotti, acquistati, forniti o utilizzati, anche in qualita’ di
intermediari, nel corso dell’anno precedente, nonche’ la giacenza
all’1 gennaio e al 31 dicembre.
L’obbligo di rendicontazione annuale si applica anche agli
operatori che immettono sul mercato, importano o esportano, sostanze
classificate in categoria 2 in quantita’ inferiori ai valori soglia
annuali, di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 273/2004, e
che sono esentati dall’obbligo di registrazione.
Dall’obbligo di rendicontazione annuale per le sostanze
classificate in categoria 1 sono escluse le farmacie.
Dall’obbligo di rendicontazione annuale per le sostanze
classificate in categoria 2 sono esclusi:
– le farmacie;
– gli operatori che acquistano o utilizzano per soli usi connessi
all’esercizio della propriaia attivita’, senza commercializzare o
cedere, nel corso dell’intero anno di calendario (1° gennaio – 31
dicembre) quantita’ di sostanze classificate in categoria 2 non
superiori ai valori soglia di cui allegato II al regolamento (CE) n.
273/2004;
– le strutture o istituzioni, quali universita’, laboratori di
tossicologia forense, laboratori di sanita’ pubblica, laboratori di
ricerca scientifica, ambulatori veterinari, dogane, organi di
polizia, laboratori ufficiali di autorita’ pubbliche e forze armate,
che agiscono unicamente come utilizzatori di sostanze classificate in
categoria 2.
Le informazioni per le operazioni di immissione sul mercato,
importazione o esportazione di sostanze classificate in categoria 1 e
2 con operatori nazionali, comunitari o non comunitari devono
comprendere:
– nome e quantita’ della sostanza classificata;
– nome e coordinate (indirizzo, tel, fax, e-mail) dell’operatore
acquirente o fornitore, con indicazione dello stato estero di
provenienza o di destinazione in caso di operatore non italiano;
– data di effettuazione dell’operazione;
– giacenza all’1 gennaio e al 31 dicembre (per le sostanze
classificate in categoria 1 e per la sola produzione di sostanze
classificate in categoria 2).”.

DECRETO LEGISLATIVO 24 marzo 2011, n. 50 – Attuazione dei Regolamenti (CE) numeri 273/2004, 111/2005

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