DECRETO LEGISLATIVO 27 ottobre 2011, n. 202 - Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1234/2007 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 27 ottobre 2011, n. 202 – Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1234/2007

DECRETO LEGISLATIVO 27 ottobre 2011, n. 202 - Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1234/2007 e n. 543/2008 sulla commercializzazione delle carni di pollame. (11G0243) - (GU n. 284 del 6-12-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 07/12/2011

DECRETO LEGISLATIVO 27 ottobre 2011 , n. 202

Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del
regolamento (CE) n. 1234/2007 e n. 543/2008 sulla commercializzazione
delle carni di pollame. (11G0243)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2008, ed in particolare
l’articolo 3 recante delega al Governo ad adottare disposizioni
recanti sanzioni penali o amministrative per le violazioni di
obblighi contenuti in regolamenti comunitari in vigore, per i quali
non sono gia’ previste sanzioni penali o amministrative;
Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive
modificazioni, recante modifiche al sistema penale;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, recante
depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema
sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999,
n. 205;
Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22
ottobre 2007, recante l’organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli, regolamento
unico OCM, che abroga il regolamento (CEE) n. 1906/90, e contempla,
tra l’altro, le norme di commercializzazione delle carni di pollame e
relative definizioni;
Visto il regolamento (CE) n. 543/2008 della Commissione, del 16
giugno 2008, recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE)
n. 1234/2007, per quanto riguarda la commercializzazione delle carni
di pollame e che abroga il regolamento (CEE) n. 1538/91;
Visto l’esito positivo della notifica numero 2002/106/I effettuata
alla Comunita’ europea ai sensi della direttiva 98/34/CE e relativa
allo schema di decreto riguardante l’introduzione di un sistema
volontario di etichettatura delle carni di pollame, presentato dal
Ministero delle politiche agricole e forestali per dare attuazione al
citato regolamento (CEE) n. 1538/91 e per garantire al consumatore
una corretta informazione e la massima trasparenza nella
etichettatura e nella commercializzazione delle carni di pollame,
assicurando la rintracciabilita’ delle stesse;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
in data 29 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 241
del 13 ottobre 2004, recante modalita’ per l’applicazione di un
sistema volontario di etichettatura delle carni di pollame con il
quale detto schema di decreto e’ stato emanato;
Visto il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali in data 27 novembre 2009, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2010, con il quale si dispone che i
richiami fatti nel decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali del 29 luglio 2004 alle norme contenute nei regolamenti
(CEE) n. 1906/90 e n. 1538/91 devono intendersi riferiti,
rispettivamente, a quelle dei regolamenti (CE) n. 1234/2007 e n.
543/2008, sulla base delle tavole di concordanza in questi ultimi
contenute;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 5 maggio 2011;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
espresso nella seduta del 27 luglio 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 24 ottobre 2011;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
della giustizia, di concerto con i Ministri delle politiche agricole
alimentari e forestali, della salute e per i rapporti con le regioni
e per la coesione territoriale;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il presente decreto reca la disciplina sanzionatoria per la
violazione delle disposizioni contenute nei regolamenti (CE) n.
1234/2007 e n. 543/2008, sulla commercializzazione delle carni di
pollame, nonche’ delle disposizioni adottate in applicazione del
medesimo regolamento n. 543/2008, concernenti il sistema volontario
di etichettatura delle carni di pollame.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’articolo 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra
l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge ed i regolamenti.
– Si riporta il testo dell’articolo 3 della legge 7
luglio 2009, n. 88 (Disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunita’ europee – Legge comunitaria 2008), pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161:
«Art. 3. (Delega al Governo per la disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie) –
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme
comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo, fatte
salve le norme penali vigenti, e’ delegato ad adottare,
entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali o
amministrative per le violazioni di obblighi contenuti in
provvedimenti attuativi di direttive comunitarie, di natura
regolamentare o amministrativa, emanati ai sensi delle
leggi comunitarie vigenti, o in regolamenti comunitari
pubblicati alla data di entrata in vigore della presente
legge, per i quali non sono gia’ previste sanzioni penali o
amministrative.
2. La delega di cui al comma 1 e’ esercitata con
decreti legislativi adottati ai sensi dell’articolo 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro per le
politiche europee e del Ministro della giustizia, di
concerto con i Ministri competenti per materia. I decreti
legislativi si informano ai principi e criteri direttivi di
cui all’articolo 2, comma 1, lettera c).
3. Gli schemi di decreto legislativo di cui al presente
articolo sono trasmessi alla Camera dei deputati e al
Senato della Repubblica per l’espressione del parere da
parte dei competenti organi parlamentari con le modalita’ e
nei termini previsti dai commi 3 e 8 dell’articolo 1.».
– La legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al
sistema penale), e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30
novembre 1981, n. 329.
– Il decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 507
(Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema
sanzionatorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25
giugno 1999, n. 205), e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 31 dicembre 1999, n. 306.
– Il Regolamento (CE) 1234/2007 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 16 novembre 2007, n. L 299.
– Il Regolamento (CE) 543/2008 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 17 giugno 2008, n. L 157.
Note all’art. 1:
– Per i riferimenti al Regolamento (CE) 1234/2007 si
veda nelle note alle premesse
– Per i riferimenti al Regolamento (CE) 543/2008 si
veda nelle note alle premesse.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si applicano le seguenti
definizioni:
a) etichettatura: apposizione di una etichetta sulla carcassa
intera o sul singolo pezzo di carne o su pezzi di carne o sul
relativo materiale di imballaggio, inclusa la comunicazione di
informazioni appropriate fornite per iscritto ed in modo visibile al
consumatore nel punto vendita, sotto forma di cartello o documento
stampato, precompilato, oppure di informazioni visualizzate su uno
schermo elettronico. Fa parte del complesso dell’etichettatura anche
il sigillo inamovibile, applicato alla carcassa, che garantisce il
nesso con le informazioni fornite al consumatore. L’etichettatura
contiene le informazioni, di cui all’apposito disciplinare approvato,
sull’animale, sulle relative carni, sul tipo di allevamento e di
alimentazione;
b) pollame: pollame della specie Gallus domesticus, anatre, oche,
tacchini e faraone;
c) pulcini: volatili vivi da cortile di peso unitario non
superiore a 185 grammi;
d) pollame allevato in Italia: pollame allevato in Italia a
partire da pulcini di un giorno;
e) pulcini di un giorno: tutti i volatili di meno di 72 ore che
non sono stati ancora nutriti, compresi le anatre di Barberia
(Cairina moschata) o i rispettivi ibridi che invece possono essere
nutriti;
f) carni di pollame: carni di pollame atte ad usi alimentari, che
non hanno subito alcun trattamento che non sia il trattamento per il
freddo;
g) organizzazione: soggetto rappresentativo almeno dei settori
allevamento e macellazione della filiera delle carni di pollame, che
dispone di un disciplinare di etichettatura approvato dal Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali ed e’ responsabile
della tracciabilita’ del prodotto lungo tutta la filiera;
h) operatore: operatore di un settore della filiera (allevamento,
macellazione, impianto per la lavorazione e confezionamento) aderente
al disciplinare volontario di etichettatura, a cui compete l’obbligo
di etichettare la carne di pollame per la parte di competenza
prevista dal disciplinare;
i) commercializzazione: detenzione o esposizione per la vendita,
messa in vendita, vendita, consegna o qualsiasi altro modo di
commercializzazione;
l) carne di pollame preconfezionata: unita’ di vendita destinata
ad essere presentata come tale al consumatore e alla collettivita’,
costituita da carne di pollame e dall’imballaggio in cui e’ stata
immessa prima di essere posta in vendita, avvolta interamente in
parte da tale imballaggio, ma comunque in modo che il contenuto non
possa essere modificato senza che la confezione sia aperta od
alterata;
m) carne di pollame preincartata: unita’ di vendita costituita da
carne di pollame e dall’involucro nel quale e’ stata posta o avvolta
negli esercizi di vendita;
n) lotto di produzione: gruppo di animali omogenei per eta’,
categoria, origine e provenienza, appartenenti alla stessa specie,
avviati al ciclo di ingrasso con le medesime tecniche e nelle stesse
condizioni;
o) lotto di macellazione: gruppo di animali appartenenti al
medesimo lotto di produzione macellati nello stesso giorno;
p) disciplinare: documento predisposto dall’organizzazione di
etichettatura volontaria delle carni di pollame ed approvato dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il
disciplinare contiene l’indicazione delle informazioni da fornire con
l’etichettatura volontaria e, per ciascuna delle fasi di produzione e
vendita interessate, le procedure atte a garantire la veridicita’ di
tali informazioni, con relativi piani di autocontrollo e di
controllo, nonche’ le procedure di identificazione e registrazione
atte a garantire la rintracciabilita’ del pollame, delle sue carni e
la loro correlazione con il relativo lotto di produzione o
macellazione;
q) informazioni in etichetta: le informazioni sull’animale, sulle
relative carni, sul tipo di allevamento e di alimentazione, generate
lungo tutta o parte della filiera avicola interessata
dall’etichettatura volontaria, apponibili nell’etichettatura e
necessarie per garantire una comunicazione ottimale e la massima
trasparenza nella commercializzazione delle carni di pollame,
assicurando nel contempo la rintracciabilita’ delle stesse per gli
scopi di etichettatura volontaria. Fra queste informazioni si intende
per:
1) alimentazione: informazione apponibile nell’etichettatura
relativa al tipo di alimentazione somministrata al pollame durante
tutto o parte del ciclo vitale;
2) forma di allevamento: informazione apponibile
nell’etichettatura relativa alle modalita’ di allevamento del pollame
durante tutto o parte del ciclo vitale;
r) modalita’ di presentazione al consumatore: modalita’ con cui
la carne di pollame oggetto di etichettatura volontaria puo’ essere
commercializzata per il consumo;
s) autocontrollo: controllo interno da parte del singolo
operatore e controllo esercitato da ispettori dell’organizzazione;
t) controllo: controllo esercitato a cura di un organismo
indipendente designato dall’organizzazione ed autorizzato dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ai sensi
dell’articolo 13 del regolamento (CE) n. 543/2008. Tale organismo
indipendente deve essere riconosciuto rispondente ai criteri
stabiliti dalla norma europea EN/45011 del 26 giugno 1989;
u) vigilanza: controllo esercitato dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, dalle regioni e dalle province
autonome di Trento e di Bolzano per garantire il rispetto del sistema
volontario di etichettatura, ivi compreso quello sugli organismi
indipendenti di controllo autorizzati ai sensi dell’articolo 13 del
regolamento (CE) n. 543/2008.

Note all’art. 2:
– Per i riferimenti al Regolamento (CE) 543/2008 si
veda nelle note alle premesse.

Art. 3

Sanzioni in materia di etichettatura
delle carni di pollame

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza
carni di pollame etichettate con una o piu’ informazioni, circa
l’alimentazione, l’allevamento e altre informazioni correlate sugli
animali e sulle relative carni, di cui all’allegato 1, in assenza di
un disciplinare, e’ soggetto al pagamento di una sanzione
amministrativa pecuniaria da 3.000 euro a 18.000 euro o di 600 euro
per quintale o frazione di quintale se il quantitativo totale di
prodotto accertato oggetto di violazione e’ pari o superiore ai 25
quintali. L’ammontare della sanzione proporzionale applicabile non
puo’ superare l’importo complessivo di 150.000 euro.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore o
l’organizzazione che commercializza carni di pollame etichettate con
una o piu’ delle indicazioni previste circa l’alimentazione,
l’allevamento ed altre informazioni correlate sugli animali e sulle
relative carni, di cui all’allegato 1, non corrispondenti al vero, e’
soggetto alla sanzione di cui al comma 1.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore o
l’organizzazione che commercializza carni di pollame prive in tutto o
in parte delle informazioni da riportare in etichetta circa la
rintracciabilita’, l’origine e la provenienza, l’alimentazione o
l’allevamento degli animali o con informazioni in etichetta riportate
con modalita’ diverse da quelle indicate nell’allegato 1 al presente
decreto, e’ soggetto alla sanzione di cui al comma 1.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore o
l’organizzazione che commercializza carni di pollame etichettate con
una o piu’ indicazioni circa l’alimentazione, l’allevamento ed altre
informazioni correlate sugli animali e sulle relative carni, di cui
all’allegato 1, non comprese nell’apposito disciplinare di
etichettatura e’ soggetto alla sanzione di cui al comma 1.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore o
l’organizzazione che non adotta o non applica correttamente un
sistema idoneo a garantire la veridicita’ delle informazioni
utilizzate nell’etichettatura delle carni di pollame ed il nesso tra
le carni e gli animali da cui le stesse provengono, e’ soggetto al
pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a
15.000 euro o di 550 euro per quintale o frazione di quintale se il
quantitativo totale di prodotto accertato oggetto di violazione e’
pari o superiore ai 25 quintali. L’ammontare della sanzione
proporzionale applicabile non puo’ superare l’importo complessivo di
150.000 euro.
6. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza
carni di pollame con modalita’ di presentazione diverse da quelle
indicate nell’allegato 2 al presente decreto, e’ soggetto ad una
sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 12.000 euro o di
500 euro per quintale o frazione di quintale se il quantitativo
totale di prodotto accertato oggetto di violazione e’ pari o
superiore ai 25 quintali. L’ammontare della sanzione proporzionale
applicabile non puo’ superare l’importo complessivo di 150.000 euro.
7. In caso di reiterazione delle violazioni previste dal presente
articolo la sanzione amministrativa pecuniaria e’ raddoppiata e non
e’ ammesso il pagamento in misura ridotta.
8. Indipendentemente dall’irrogazione delle sanzioni amministrative
pecuniarie, per le violazioni contenute nei commi 2, 3, 4, 5 e 6 il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali provvede
alla revoca dell’approvazione del disciplinare di etichettatura
qualora ne sia accertata la mancata applicazione e la condotta
dell’organizzazione o dell’operatore sia tale da comprometterne
l’affidabilita’ nella prosecuzione della gestione del disciplinare
stesso.

Art. 4

Sanzioni in materia di organismi di controllo

1. Salvo che il fatto costituisca reato, la mancata attuazione del
sistema di controllo da parte dell’organismo indipendente autorizzato
comporta la revoca della relativa autorizzazione da parte del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Art. 5

Sanzioni in materia di controlli

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque ostacola od
impedisce agli esperti della Commissione europea, alle autorita’
competenti ed agli organismi di controllo riconosciuti dall’autorita’
competente l’accesso ai locali dell’azienda o dell’impresa,
all’unita’ produttiva ed a tutti i dati e documentazioni, per lo
svolgimento dell’attivita’ di controllo di cui alle finalita’ del
regolamento (CE) n. 543/2008, e’ soggetto al pagamento di una
sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 euro a 18.000 euro.

Note all’art. 5:
– Per i riferimenti al Regolamento (CE) 543/2008 si
veda nelle note alle premesse.

Art. 6

Accertamento ed irrogazione
delle sanzioni amministrative

1. Per l’accertamento delle violazioni amministrative previste nel
presente decreto e per l’irrogazione delle relative sanzioni si
procede a norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive
modificazioni.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
provvedono, nell’ambito delle proprie competenze, alla irrogazione
delle relative sanzioni, dandone comunicazione al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali ed al Ministero della
salute.
3. Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di
Trento e di Bolzano le presenti disposizioni si applicano nel
rispetto degli statuti e delle relative norme di attuazione.
4. L’organismo indipendente di controllo segnala, entro quarantotto
ore, all’organizzazione, al Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali ed alle regioni e province autonome competenti
per territorio ogni caso di violazione alla vigente normativa
nazionale e comunitaria nonche’ eventuali inadempienti per violazione
al disciplinare.

Note all’art. 6:
– Per i riferimenti alla legge 24 novembre 1981, n.
689, si veda nelle note alle premesse.

Art. 7

Individuazione dei responsabili
per la sanzione amministrativa

1. La sanzione e’ riferibile alla persona fisica che ha commesso o
concorso a commettere la violazione.
2. Nel caso di violazioni attribuite ad organizzazioni od
operatori, come definiti all’articolo 2 del presente decreto,
l’individuazione dei responsabili per la sanzione amministrativa e’
effettuata sulla base di quanto disposto dal capo I, sezione I, della
legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, o di
altra normativa vigente applicabile in proposito.

Note all’art. 7:
– Per i riferimenti alla legge 24 novembre 1981, n.
689, si veda nelle note alle premesse.

Art. 8

Diffida ed esclusione dal sistema
di etichettatura volontaria

1. Nelle ipotesi di errori ed omissioni formali o comunque di
violazioni di cui all’articolo 3 che non comportano falsi, frodi o
perdita dell’identificazione e della rintracciabilita’ del pollame,
delle relative carni e di ogni fattore produttivo, l’autorita’
competente per l’irrogazione delle sanzioni, di cui all’articolo 6,
comma 2, diffida il contravventore, con apposito verbale nel quale
precisa le carenze riscontrate e fissa un termine non superiore ai
quindici giorni per la rimozione delle irregolarita’, senza comminare
la sanzione. Qualora il trasgressore non ottemperi alle prescrizioni
contenute nel verbale e’ applicata la sanzione amministrativa
pecuniaria prevista per il fatto accertato aumentata fino al doppio.
Nel caso in cui l’operatore o l’organizzazione sia soggetto a diffida
per tre volte nell’arco dei cinque anni precedenti all’accertamento,
ogni altra infrazione deve essere contestata, rendendosi
inapplicabile ogni ulteriore diffida.
2. Ferme restando le sanzioni di cui al presente decreto, qualora
l’autorita’ competente per l’irrogazione delle sanzioni, di cui
all’articolo 6, comma 2, accerta l’esistenza di violazioni che non
sono sanabili con la diffida di cui al comma 1, in quanto comportano
la perdita della rintracciabilita’ delle informazioni riportate in
etichetta o del pollame o delle sue carni, nonche’ la non
corrispondenza con quanto dichiarato in etichetta, dispone
l’esclusione del pollame stesso, delle sue carni e dei fattori di
produzione dal sistema di etichettatura volontaria, prevedendo il
ritiro dal mercato e gli adempimenti necessari per una eventuale
rietichettatura o cambio di destinazione.

Art. 9

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri, ne’ minori entrate a carico della finanza pubblica.
2. I soggetti pubblici interessati svolgono le attivita’ previste
dal presente decreto con le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente.

Art. 10

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 27 ottobre 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Bernini, Ministro per le politiche
europee

Palma, Ministro della giustizia

Romano, Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali

Fazio, Ministro della salute

Fitto, Ministro per i rapporti con le
regioni e per la coesione
territoriale

Visto, il Guardasigilli: Palma

Allegato 1

(di cui all’articolo 3, comma1)

INFORMAZIONI IN ETICHETTA

1. L’etichetta apposta sulle confezioni di carne di pollame
contiene informazioni sull’animale e sulle relative carni, sul tipo
di allevamento e di alimentazione.
Le informazioni ammesse sono:
a) il numero di riferimento o codice di riferimento che
evidenzi il nesso tra le carni e il lotto di produzione in
allevamento (rintracciabilita’). Tale numero puo’ essere il numero di
identificazione del lotto di produzione o di conferimento al macello
o al punto vendita, purche’ sia sufficiente a garantire la
rintracciabilita’ e la veridicita’ delle informazioni. In ogni caso
il lotto di conferimento al macello o al punto vendita e’ un
sub-insieme del lotto di produzione in allevamento;
b) il paese dell’impresa di produzione dei pulcini o incubatoio
(denominazione e sede);
c) il paese e allevamento di ingrasso (denominazione e sede);
d) il paese e macello in cui e’ avvenuta la macellazione.
L’indicazione deve recare le parole «Macellato in (nome dello Stato
membro o del paese terzo) (numero riconoscimento)»;
e) il laboratorio di sezionamento. L’indicazione deve recare le
parole «Sezionato in (nome dello Stato membro o del paese terzo)
(numero di riconoscimento)»;
f) l’alimentazione;
g) la forma di allevamento;
h) la razza o il tipo genetico;
i) l’eta’ dell’animale macellato e il periodo di ingrasso (solo
se abbinate alle informazioni di cui al punto f) e g) con
l’esclusione per la categoria galletti);
l) la data di macellazione;
m) le eventuali altre informazioni contenute nel disciplinare
approvato dal Ministero;
n) il logo o la denominazione dell’organizzazione;
o) il codice alfanumerico attribuito dal Ministero al
disciplinare approvato;
2. L’etichetta, in ogni caso, deve riportare, oltre al logotipo
di identificazione della organizzazione ed il relativo codice
alfanumerico attribuito dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, le indicazioni di cui alle lettere a), b),
c), d), e) nonche’ quelle di cui alla lettera f) o g) od entrambe.
3. L’etichetta delle carni provenienti da un lotto costituito da
animali nati, allevati e macellati in Italia puo’ riportare
l’indicazione di «Carni di pollame – o nome comune della specie –
nato, allevato e macellato in Italia».
4. Le carcasse sono identificate individualmente tramite sigillo
inamovibile contenente il n. di lotto e il logo dell’organizzazione,
imballate in cassette con film protettivo e etichettate con
un’etichetta di macellazione che riporta gli estremi identificativi
del lotto e tutte le altre informazioni previste dal disciplinare.
5. Per le carcasse intere, identificate mediante sigillo
dell’organizzazione, vendute tal quali o al taglio nei punti vendita,
l’etichetta puo’ essere sostituita da una informazione fornita per
iscritto ed in modo visibile al consumatore. Deve essere garantito il
nesso tra le informazioni riportate sul sigillo e l’informazione al
consumatore. Tale informazione puo’ rivestire la forma di un cartello
o un documento stampato (precompilato) oppure essere visualizzata su
uno schermo elettronico.
Informazioni sulla forma di allevamento.
Le informazioni relative alla forma di allevamento devono essere
riportate in forma semplice, chiara ed univoca, fermo restando quanto
gia’ stabilito per particolari forme di allevamento di cui
all’articolo l1 del regolamento CE n. 543/2008. Le definizioni,
richiamate nell’allegato IV del regolamento (CE) n. 543/2008 sono:
1) estensivo al coperto;
2) all’aperto;
3) rurale all’aperto;
4) rurale in liberta’;
Il richiamo alle modalita’ di allevamento e’ effettuato nel
rispetto delle condizioni indicate nell’allegato V del regolamento
(CE) n. 543/2008. Eventuali altre forme di allevamento riconducibili
a quelle del regolamento (CE) n. 543/2008 devono, in ogni caso,
essere ricondotte alle diciture in esso previste e soddisfare gli
stessi requisiti e condizioni. Informazioni aggiuntive riguardanti
particolari caratteristiche dei rispettivi tipi di allevamento
possono essere riportate in etichetta purche’ contenute nell’apposito
disciplinare approvato.
Informazione sull’alimentazione
L’informazione relativa all’alimentazione deve essere riportata
in forma semplice, chiara ed univoca. Il richiamo a particolari
componenti dei mangimi utilizzati nell’alimentazione del pollame, di
cui all’articolo 11 del regolamento CE n. 543/2008, e’ effettuato con
la formula “Alimentato con il ….. % di………, di cui
all’allegato IV del regolamento (CE) n. 543/2008 ed in conformita’
alle condizioni indicate nell’allegato V del medesimo regolamento.
Nel caso di riferimenti alla razione alimentare vanno riportati
gli ingredienti specifici utilizzati e la relativa percentuale e
l’informazione in etichetta deve essere fornita con la seguente
formula: «Alimentato con il …… % di………. , il ….. % di
…………, ecc.». Informazioni aggiuntive riguardanti
l’alimentazione possono essere riportate in etichetta purche’
contenute nell’apposito disciplinare approvato.
Informazione sull’eta’ dell’animale macellato o sulla durata del
periodo di ingrasso
Le informazioni sull’eta’ dell’animale macellato o sulla durata
del periodo di ingrasso possono essere fornite in etichetta solo se
abbinate alle informazioni relative all’allevamento o
all’alimentazione (con l’esclusione per la categoria galletti) e
purche’ l’eta’ non sia inferiore a quella indicata nell’allegato V
del regolamento (CE) n. 543/2008.

Allegato 2

(di cui all’articolo 3, comma 6)

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE
AL CONSUMATORE DELLE CARNI DI POLLAME

1. Le carni di pollame sono presentate al consumatore in una
delle seguenti forme:
a) preconfezionate ed etichettate dal laboratorio di
sezionamento;
b) preincartate ed etichettate nello stesso punto vendita;
c) carcasse intere, identificate mediante il sigillo
inamovibile riportante il numero di lotto e la denominazione
dell’organizzazione;
d) al taglio.
2. La carne preconfezionata non puo’ essere ulteriormente
lavorata nei punti vendita.
3. La lavorazione della carne di pollame, a partire da carcasse
intere identificate mediante sigillo, per la preparazione di
confezioni preincartate ed etichettate, e’ consentita nei punti
vendita aderenti all’organizzazione.
4. La vendita al taglio di carne, a partire da carcassa intera
identificata mediante sigillo, e’ consentita nei punti vendita
aderenti all’organizzazione.
5. Il punto vendita assicura che la carne esposta sul banco di
vendita sia correttamente identificata, garantendo la separazione,
sia in fase di stoccaggio che in fase di commercializzazione, della
carne di pollame oggetto di etichettatura volontaria dal prodotto non
etichettato volontariamente, attraverso spazi dedicati predefiniti e
ben identificati.

DECRETO LEGISLATIVO 27 ottobre 2011, n. 202 – Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1234/2007

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