DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 2010, n. 75 - Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10G0096) (GU n. 121 del 26-5-2010 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 2010, n. 75 – Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell’articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10G0096) (GU n. 121 del 26-5-2010

DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 2010, n. 75 - Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10G0096) (GU n. 121 del 26-5-2010 - Suppl. Ordinario n.106) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/06/2010

DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 2010 , n. 75

Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a
norma dell’articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10G0096)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee ed, in particolare, l’articolo 13;
Visto il regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 13 ottobre 2003, relativo ai concimi;
Visto i regolamenti (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno
2007, e n. 889/2008 della Commissione, del 5 settembre 2008, e
successive modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 gennaio 2010;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Considerato che la Conferenza permanente per i rapporti fra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non
ha reso il parere di competenza nel previsto termine;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 23 aprile 2010;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle
finanze, della salute, dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare e dello sviluppo economico;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica ai:
a) prodotti immessi sul mercato come concimi CE, definiti dal
regolamento (CE) n. 2003/2003;
b) concimi nazionali, ammendanti, correttivi e prodotti correlati
immessi sul mercato di seguito definiti, descritti e classificati
negli allegati 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 13.

NOTE
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’articolo 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE)
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– L’articolo 13, della legge 7 luglio 2009, n. 88,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161,
S.O., cosi’ recita:
«Art. 13. (Delega al Governo per il riordino e la
revisione della disciplina in materia di fertilizzanti). –
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge e con le
modalita’ di cui all’articolo 1, un decreto legislativo di
riordino e revisione della disciplina in materia di
fertilizzanti, nel rispetto dei seguenti principi e criteri
direttivi:
a) adeguamento e ammodernamento delle definizioni di
«concime» e delle sue molteplici specificazioni, di
«fabbricante» e di «immissione sul mercato», ai sensi dell’
articolo 2 del regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003;
b) utilizzo della forma delle indicazioni
obbligatorie come stabilita dall’articolo 6 del citato
regolamento (CE) n. 2003/2003 per i concimi immessi sul
mercato con l’indicazione «concimi CE»;
c) individuazione delle misure ufficiali di controllo
per valutare la conformita’ dei concimi, ai sensi
dell’articolo 29, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.
2003/2003;
d) revisione delle sanzioni da irrogare in base ai
principi di effettivita’, proporzionalita’ e dissuasivita’,
ai sensi dell’ articolo 36 del regolamento (CE) n.
2003/2003.
2. Dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo di cui al comma 1 e’ abrogato il decreto
legislativo 29 aprile 2006, n. 217.
3. Dall’attuazione del presente articolo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri, ne’ minori entrate a
carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni
interessate svolgono le attivita’ previste dal presente
articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente.».
– Il regolamento (CE) n. 2003/2003 e’ pubblicato
nella G.U.C.E. 21 novembre 2003 n. L 304.
– Il regolamento (CE) n. 834/2007 e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 20 luglio 2007, n. L 189.
– Il regolamento (CE) n. 889/2008 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 20 luglio 2007, n. L 189.
Note all’art. 1:
– Per il regolamento (CE) n. 2003/2003, si veda nelle
note alle premesse.

Art. 2

Definizioni

1. Ai sensi del presente decreto si intendono per «fertilizzanti» i
prodotti e i materiali di seguito definiti:
a) «concimi»: prodotti la cui funzione principale e’ fornire
elementi nutritivi alle piante; i concimi si suddividono in «concimi
CE» e «concimi nazionali» i cui tipi e caratteristiche sono riportati
rispettivamente nel regolamento (CE) n. 2003/2003 e nell’allegato 1;
b) «elementi chimici della fertilita’», sono considerati:
1) «elementi nutritivi principali»: esclusivamente gli elementi
azoto, fosforo e potassio;
2) «elementi nutritivi secondari»: gli elementi calcio, magnesio,
sodio e zolfo;
c) «microelementi»: gli elementi boro, cobalto, rame, ferro,
manganese, molibdeno e zinco, essenziali alle piante in quantita’
esigue in confronto a quelle degli elementi nutritivi principali e
secondari;
d) «carbonio organico di origine biologica»: il carbonio organico
costituente di prodotti di origine vegetale o animale o derivante
direttamente da detti prodotti con esclusione di qualsiasi forma di
carbonio organico di sintesi;
e) «azoto organico»: l’azoto contenuto in composti chimici organici
di origine vegetale oppure animale o derivante direttamente da detti
prodotti;
f) «concime minerale»: un concime nel quale gli elementi nutritivi
dichiarati sono presenti sotto forma di composti minerali ottenuti
mediante estrazione o processi fisici e chimici industriali, o
processi fisici o chimici industriali; per convenzione possono essere
classificati come concimi minerali la calciocianammide e l’urea e i
suoi prodotti di condensazione e associazione, nonche’ i concimi
contenenti microelementi chelati o complessati;
g) «microelemento chelato»: un microelemento legato ad una delle
molecole organiche elencate nel regolamento (CE) n. 2003/2003 e
nell’allegato 1;
h) «microelemento complessato»: un microelemento legato ad una
delle molecole elencate nel regolamento (CE) n. 2003/2003 e
nell’allegato 1;
i) «tipo di fertilizzante»: fertilizzanti che hanno la medesima
denominazione tipologica, quale specificata nel regolamento (CE) n.
2003/2003 e negli allegati 1, 2, 3, 4, 5 e 6;
l) «concime semplice»: un concime azotato, fosfatico o potassico
per il quale sia dichiarabile unicamente il titolo di uno degli
elementi nutritivi principali;
m) «concime composto»: un concime per il quale sia dichiarabile il
titolo di almeno due degli elementi nutritivi principali, ottenuto
per via chimica o per miscelazione ovvero mediante una combinazione
di questi due metodi;
n) «concime complesso»: un concime composto, ottenuto per reazione
chimica, per soluzione od allo stato solido per granulazione, per il
quale sia dichiarabile il titolo di almeno due degli elementi
nutritivi principali; per i concimi di questo tipo allo stato solido
ogni granello contiene tutti gli elementi nutritivi dichiarati;
o) «concime ottenuto da miscelazione»: un concime ottenuto
miscelando a secco piu’ concimi, senza che si producano reazioni
chimiche;
p) «concime organico»: un concime derivato da materiali organici di
origine animale o vegetale, costituito da composti organici ai quali
gli elementi principali della fertilita’ sono chimicamente legati in
forma organica o comunque fanno parte integrante della matrice;
q) «concime organo-minerale»: un concime ottenuto per reazione o
miscela di uno o piu’ concimi organici o di una o piu’ matrici
organiche, all’uopo autorizzate nell’allegato 5, o di entrambi, con
uno o piu’ concimi minerali;
r) «matrice organica»: prodotto organico di origine naturale,
merceologicamente identificabile con uno di quelli descritti fra i
tipi dell’allegato 5 e destinato alla produzione di concimi organici
ed organo-minerali;
s) «concime fogliare»: un concime adatto per l’applicazione e
l’assunzione dell’elemento nutritivo all’apparato fogliare di una
coltura;
t) «concime fluido»: un concime in sospensione o in soluzione;
u) «concime in soluzione»: un concime fluido privo di particelle
solide;
v) «concime in sospensione»: un concime bifase nel quale le
particelle solide sono mantenute in sospensione nella fase liquida;
z) «ammendanti»: i materiali da aggiungere al suolo in situ,
principalmente per conservarne o migliorarne le caratteristiche
fisiche o chimiche o l’attivita’ biologica, disgiuntamente o
unitamente tra loro, i cui tipi e caratteristiche sono riportati
nell’allegato 2;
aa) «correttivi»: i materiali da aggiungere al suolo in situ
principalmente per modificare e migliorare proprieta’ chimiche
anomale del suolo dipendenti da reazione, salinita’, tenore in sodio,
i cui tipi e caratteristiche sono riportati nell’allegato 3;
bb) «substrati di coltivazione»: i materiali diversi dai suoli in
situ, dove sono coltivati vegetali, i cui tipi e caratteristiche sono
riportati nell’allegato 4;
cc) «prodotti ad azione specifica»: i prodotti che apportano ad un
altro fertilizzante o al suolo o alla pianta, sostanze che
favoriscono o regolano l’assorbimento degli elementi nutritivi o
correggono determinate anomalie di tipo fisiologico, i cui tipi e
caratteristiche sono riportati nell’allegato 6.
2. Inoltre, ai sensi del presente decreto, si intendono per:
a) «dichiarazione per i prodotti di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera a)»: precisazione della concentrazione di elementi nutritivi,
incluse le forme e la solubilita’, garantita entro tolleranze
specificate;
b) «dichiarazione per i prodotti di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera b)»: la precisazione della concentrazione dei parametri
quantitativi garantita entro tolleranze specificate e dei parametri o
caratteristiche qualitativi altrimenti garantiti;
c) «fertilizzanti per l’agricoltura biologica»: i fertilizzanti per
i quali e’ consentito l’uso, secondo il metodo di produzione
biologico di cui ai regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008, e
successive modificazioni, individuati e definiti nell’allegato 13;
d) «titolo dichiarato per i prodotti di cui all’articolo 1, comma
1, lettera a)»: titolo di un elemento o di un suo ossido che a norma
della legislazione comunitaria e’ indicato su un’etichetta o su un
documento di accompagnamento di un concime CE;
e) «titolo dichiarato per i prodotti di cui all’articolo 1, comma
1, lettera b)»: la percentuale di peso della caratteristica o delle
caratteristiche del prodotto cosi’ come viene commercializzato, salvo
casi espressamente indicati negli allegati; per i prodotti fluidi e’
ammessa in aggiunta alla dichiarazione del titolo in peso-peso, anche
la dichiarazione del titolo in peso-volume a 20 °C;
f) «tolleranza»: la deviazione consentita del valore misurato del
titolo dal suo valore dichiarato;
g) «norme europee»: norme CEN (Comitato europeo di normalizzazione)
ufficialmente riconosciute dalla Comunita’, i cui numeri di
riferimento sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Comunita’
europea;
h) «imballaggio»: l’involucro chiudibile ermeticamente, utilizzato
per contenere, proteggere, maneggiare e fornire fertilizzanti con una
capacita’ non superiore ai 1000 kg;
i) «sfuso»: un fertilizzante non imballato;
l) «immissione sul mercato»: la fornitura di fertilizzante a titolo
oneroso o gratuita, o immagazzinamento finalizzato alla fornitura.
L’importazione di un fertilizzante nel territorio doganale della
Comunita’ europea e’ considerata immissione sul mercato;
m) «fabbricante»: la persona fisica o giuridica responsabile
dell’immissione del fertilizzante sul mercato; in particolare, e’
considerato fabbricante il produttore, l’importatore, il
confezionatore che lavora per conto proprio, o ogni persona che
modifichi le caratteristiche di un fertilizzante; tuttavia, non e’
considerato fabbricante un distributore che non modifichi le
caratteristiche del fertilizzante.

Note all’art. 2:
– Per il regolamento (CE) n. 2003/2003, si veda nelle
note alle premesse.
– Per i regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008, si
veda nelle note alle premesse.

Art. 3

Limiti di tolleranza

1. I titoli dichiarati nei concimi CE, nei concimi nazionali e
negli altri fertilizzanti devono essere conformi ai limiti di
tolleranza stabiliti nell’allegato 7.
2. I limiti di tolleranza di cui al comma 1, devono tenere conto
delle variazioni in termini di fabbricazione, campionamento e
analisi; pertanto, le tolleranze includono le incertezze di misura
associate ai metodi analitici utilizzati ai fini del controllo.
3. Il fabbricante non puo’ trarre sistematicamente profitto dai
limiti di tolleranza indicati nell’allegato 7.
4. Le modalita’ di accertamento dello sfruttamento sistematico
delle tolleranze sono stabilite nell’allegato 12.

Art. 4

Immissione sul mercato

1. I fertilizzanti possono essere immessi in commercio se sono
adempiute le prescrizioni riportate nel regolamento (CE) n. 2003/2003
e nel presente decreto.
2. I prodotti di cui agli allegati 1, 2, 5, 6 e 13, che utilizzano
nella composizione prodotti trasformati di origine animale, possono
essere immessi sul mercato purche’ questi ultimi siano conformi ai
requisiti ed alle norme di trasformazione previsti dal regolamento
(CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3
ottobre 2002, e successive modificazioni, sempre che tali prodotti di
origine animale ricadano nel campo di applicazione del citato
regolamento.
3. Per i concimi a base di nitrato ammonico valgono le indicazioni
previste dalla decisione n. 1348/2008/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 dicembre 2008.

Note all’art. 4:
– Per il regolamento (CE) 2003/2003, si veda nelle note
alle premesse.
– Il regolamento (CE) n. 1774/2002 e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 10 ottobre 2002, n. L 273.
– La decisione n. 1348/2008/CE e’ pubblicata nella
G.U.U.E. 24 dicembre 2008, n. L 348.

Art. 5

Clausola di salvaguardia

1. La circolazione e l’immissione sul mercato dei fertilizzanti
conformi alle disposizioni del presente decreto possono essere
vietate o subordinate a condizioni particolari con provvedimento del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto
con i Ministri interessati, se i predetti fertilizzanti hanno
caratteristiche che possono rappresentare un rischio per la sicurezza
o la salute delle persone, degli animali o delle piante ovvero un
rischio per l’ambiente o per la pubblica sicurezza.
2. Nei casi previsti al comma 1, il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali informa immediatamente gli altri
Stati membri e la Commissione europea, motivando la sua decisione.

Art. 6

Norme per il controllo delle caratteristiche

1. I fertilizzanti immessi in commercio sono sottoposti al
controllo per l’accertamento della conformita’ alle disposizioni del
regolamento (CE) n. 2003/2003 e del presente decreto.
2. L’osservanza delle disposizioni per quanto concerne la
conformita’ rispetto ai tipi di fertilizzanti e l’osservanza dei
titoli dichiarati di elementi fertilizzanti oppure dei titoli
dichiarati delle forme e delle solubilita’ di tali elementi e’
accertata, all’atto dei controlli ufficiali, con i metodi di
campionamento ed analisi adottati con decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali, sentito il parere della
Commissione di cui all’articolo 44 della legge 20 febbraio 2006, n.
82, tenendo conto delle tolleranze indicate nell’allegato 7. Il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, previo
parere della Commissione di cui all’articolo 44 della citata legge n.
82 del 2006, aggiorna le modalita’ necessarie per evitare lo
sfruttamento sistematico delle tolleranze, di cui all’allegato 12.
3. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
pubblica annualmente l’elenco dei laboratori presenti nel territorio
nazionale che sono competenti a prestare i servizi necessari per
verificare la conformita’ dei prodotti di cui al campo di
applicazione del presente decreto. Tali laboratori devono rispondere
ai requisiti di cui all’allegato 11.
4. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
trasmette al Ministero dello sviluppo economico, per la successiva
notifica alla Commissione europea, l’elenco dei laboratori competenti
a prestare servizi necessari per verificare la rispondenza dei
concimi CE.

Note all’art. 6:
– Per il regolamento (CE) n. 2003/2003, si veda nelle
note alle premesse.
– L’articolo 44, della legge 20 febbraio 2006, n. 82,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13 marzo 2006, n. 60,
S.O., cosi’ recita:
«Art. 44. (Commissione consultiva per l’aggiornamento
dei metodi ufficiali di analisi). – 1. Presso il Ministero
delle politiche agricole e forestali e’ istituita la
commissione consultiva per l’aggiornamento dei metodi
ufficiali di analisi relativi ai prodotti disciplinati dal
regio decreto-legge 15 ottobre 1925, n. 2033, convertito
dalla legge 18 marzo 1926, n. 562, e successive
modificazioni, per gli aspetti per i quali non esistono
metodi di analisi comunitari ufficiali o metodi
riconosciuti dall’Organizzazione internazionale della vigna
e del vino (OIV), in relazione all’articolo 46, paragrafo
3, terzo comma, lettera c), del citato regolamento (CE) n.
1493/1999.
2. La commissione di cui al comma 1, i cui componenti
sono nominati con decreto del Ministro delle politiche
agricole e forestali, e’ composta da rappresentanti dei
Ministeri delle politiche agricole e forestali,
dell’economia e delle finanze, della salute e delle
attivita’ produttive, nonche’ eventualmente di enti o
istituti specializzati nei particolari settori.
3. In relazione alle esigenze derivanti dallo
svolgimento dei lavori, il Ministro delle politiche
agricole e forestali puo’, con proprio decreto, articolare
la commissione di cui al comma 1 in piu’ sottocommissioni,
determinandone la composizione.
4. Le mansioni di segreteria della commissione di cui
al comma 1 e delle sottocommissioni di cui al comma 3 sono
esercitate da funzionari del Ministero delle politiche
agricole e forestali.».

Art. 7

Concimi CE e nazionali a base di nitrato ammonico
ad elevato titolo di azoto

1. Ai fini del presente articolo, per concimi a base di nitrato
ammonico ad elevato titolo d’azoto, semplici o composti, si intendono
prodotti a base di nitrato ammonico fabbricati per l’impiego in
quanto concimi e contenenti piu’ del 28 per cento di azoto in termini
di massa in relazione al nitrato ammonico. Questo tipo di concimi
puo’ contenere sostanze inorganiche o inerti. Qualsiasi sostanza
impiegata nella fabbricazione di questo tipo di concimi non deve
aumentarne la sensibilita’ al calore o la tendenza alla detonazione.
2. Il fabbricante garantisce che i concimi semplici o composti a
base di nitrato ammonico ad elevato titolo d’azoto rispettino le
disposizioni di cui all’allegato 9.
3. Il fabbricante garantisce altresi’ che ogni tipo di concime CE a
base di nitrato ammonico ad elevato titolo di azoto abbia superato la
prova di detonabilita’, eseguita secondo le modalita’ previste
nell’allegato 9.
4. Le verifiche, l’analisi e la sperimentazione a fini ufficiali di
controllo dei concimi semplici o composti a base di nitrato ammonico
ad elevato titolo d’azoto di cui al presente articolo sono eseguite
secondo i metodi di cui all’allegato 9.
5. Per garantire la tracciabilita’ dei concimi CE a base di nitrato
ammonico ad elevato titolo d’azoto immessi sul mercato, il
fabbricante conserva la registrazione dei nomi e degli indirizzi dei
siti e degli operatori dei siti presso i quali sono prodotti i
concimi e i loro principali componenti. Tale registrazione e’ resa
disponibile per fini ispettivi da parte degli Stati membri, fino a
quando il concime e’ immesso sul mercato e per altri due anni dopo
che il fabbricante ne ha cessato l’immissione sul mercato.
6. I concimi a base di nitrato ammonico ad elevato titolo di azoto
sono forniti agli utenti finali unicamente in appositi imballaggi.

Art. 8

Tracciabilita’

1. Ai fini della tracciabilita’ dei prodotti di cui al presente
decreto, sono istituiti presso il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, Direzione generale dello sviluppo rurale,
infrastrutturale e dei servizi, il «Registro dei fertilizzanti» di
cui all’allegato 13, che contiene una sezione specifica per quelli
consentiti in agricoltura biologica, ed il «Registro dei fabbricanti
di fertilizzanti» di cui all’allegato 14. L’iscrizione al Registro
dei fabbricanti di fertilizzanti deve essere richiesta dal
fabbricante prima dell’immissione del fertilizzante sul mercato.
L’iscrizione al Registro dei fertilizzanti deve essere richiesta dal
fabbricante prima dell’immissione del fertilizzante sul mercato
limitatamente ai fertilizzanti di cui agli allegati 1, 2, 3, 4, 5 e
6.
2. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 7, commi 2 e 3, il
fabbricante per garantire la tracciabilita’ dei concimi CE e degli
altri fertilizzanti, conserva la registrazione sull’origine dei
concimi. Essa e’ messa a disposizione degli Stati membri per fini
ispettivi, fino a quando il concime e’ immesso sul mercato e per
altri due anni dopo che il fabbricante ne ha cessato l’immissione sul
mercato.
3. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
sentita la Commissione tecnico-consultiva per i fertilizzanti di cui
all’articolo 9, provvede alle iscrizioni nel Registro dei
fertilizzanti e nel Registro dei fabbricanti di fertilizzanti.
4. L’istituzione, la gestione e la conservazione dei Registri di
cui al comma 1, sono effettuati dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali.

Art. 9

Commissione

1. E’ istituita una Commissione tecnico-consultiva presso il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con il
compito di esprimere il proprio parere su questioni di particolare
rilevanza a livello comunitario e nazionale attinenti al settore dei
fertilizzanti, nonche’ sulle modifiche da apportare agli allegati al
presente decreto composta da:
a) quattro rappresentanti del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, di cui uno con funzioni di presidente e due
appartenenti al Dipartimento dell’ispettorato centrale della tutela
della qualita’ e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari;
b) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
c) due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico;
d) un rappresentante del Ministero della salute;
e) un rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze
(Agenzia delle dogane);
f) un rappresentante del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare;
g) un rappresentante dell’Istituto superiore di sanita’;
h) un rappresentante dell’Istituto superiore per la protezione e la
ricerca ambientale;
i) tre rappresentanti delle organizzazioni di produttori di
fertilizzanti, designati dalle Associazioni nazionali di categoria
piu’ rappresentative;
l) tre rappresentanti dei produttori agricoli, designati dalle
Associazioni di categoria piu’ rappresentative;
m) un rappresentante dei commercianti, designato dall’Associazione
nazionale di categoria piu’ rappresentativa;
n) un rappresentante degli importatori di fertilizzanti, designato
dall’Associazione nazionale di categoria piu’ rappresentativa;
o) un rappresentante regionale designato dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano;
p) cinque esperti in materia di fertilizzanti, cosi’ suddivisi:
quattro docenti universitari ed uno in rappresentanza del Consiglio
per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura – Centro di
ricerca per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo, scelti dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
2. I componenti della Commissione, ad eccezione di quelli di cui al
comma 1, lettera p), in caso di impedimento possono delegare
formalmente loro sostituti, di volta in volta.
3. La Commissione, nello svolgimento delle attivita’ di competenza,
puo’ avvalersi dei dipartimenti universitari o degli istituti di
ricerca dei membri esperti ed in caso di necessita’ di strutture
esterne.
4. Alla Commissione di cui al presente articolo si applicano gli
articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile
2007, n. 70. I componenti della Commissione possono essere
riconfermati non piu’ di una volta. Ove le designazioni non
pervengano in tempo utile, la Commissione puo’ regolarmente espletare
le funzioni di competenza, se e’ stata nominata la meta’ piu’ uno dei
componenti. Le funzioni di segretario della Commissione sono
esercitate da un funzionario del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, coadiuvato da un membro della Commissione
stessa.
5. Ai componenti della Commissione ed ai loro sostituti non spetta
alcun compenso o rimborso spese.

Note all’art. 9:
– Gli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della
Repubblica 4 aprile 2007, n. 70, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 13 giugno 2007, n. 135, cosi’ recitano:
«Art. 3. (Riordino degli altri organismi esistenti). –
1. Ai sensi dell’articolo 29, commi 1 e 4, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono
confermati e continuano ad operare i seguenti organismi,
istituiti presso il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali:
a) Comitato gruppo tecnico di valutazione di
rispondenza degli organismi di controllo DOP, IGP, e STG,
istituito ai sensi della legge 21 dicembre 1999, n. 526;
b) Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale,
istituito dall’articolo 8, della legge 11 febbraio 1992, n.
157;
c) Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione
delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche tipiche dei vini, istituito dall’articolo 17,
della legge 10 febbraio 1992, n. 164;
d) Comitato tecnico-scientifico nazionale per il
sughero, istituito ai sensi dell’articolo 12, del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
e) Commissione tecnica per la elaborazione delle
proposte ai fini dell’adozione del piano assicurativo
agricolo annuale, istituito dall’articolo 4, del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 102;
f) Commissione sementi, istituita ai sensi
dell’articolo 19, della legge 25 novembre 1971, n. 1096;
g) Commissione per la promozione dell’energia elettrica
prodotta da fonti energetiche rinnovabili, istituita ai
sensi dell’articolo 5, del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387;
h) Osservatorio nazionale dell’agriturismo, istituito
dall’articolo 13, della legge 20 febbraio 2006, n. 96;
i) Osservatorio per la cooperazione agricola, istituito
dall’articolo 2, del decreto-legge 9 settembre 2005, n.
182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre
2005, n. 231;
j) Osservatorio nazionale del mercato dei prodotti e
dei servizi forestali, istituito dall’articolo 12, del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
k) Commissioni provinciali per l’accertamento dei
requisiti necessari per il riconoscimento dei centri di
imballaggio delle uova da consumo, istituite ai sensi
dell’articolo 1, della legge 3 maggio 1971, n. 419;
l) Tavolo agroalimentare, istituito dall’articolo 20,
del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
m) Tavoli di filiera, istituiti ai sensi dell’articolo
9, del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102;
n) Tavolo azzurro, istituito dall’articolo 2, del
decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154;
o) Commissione consultiva per l’aggiornamento dei
metodi ufficiali di analisi dei prodotti agroalimentari e
mezzi tecnici di produzione, istituita dall’articolo 44
,della legge 20 febbraio 2006, n. 82;
p) Comitato di coordinamento per il servizio di
repressione frodi, istituito dall’articolo 45, della legge
20 febbraio 2006, n. 82;
q) Comitato Nazionale Italiano per il Codex
Alimentarius, di cui all’articolo 4, della legge 27 marzo
2001, n. 122;
r) Comitato per la ricerca applicata alla pesca e
all’acquacoltura, istituito dall’articolo 9, del decreto
legislativo 26 maggio 2004, n. 154;
s) Commissione nazionale per il pioppo, istituita ai
sensi della legge 3 dicembre 1962, n. 1799;
t) Comitato tecnico di cui all’articolo 4, del
regolamento ministeriale 13 febbraio 2003, n. 44, per una
piu’ efficace operativita’ dell’azione istituzionale
dell’Ispettorato centrale repressione frodi;
u) Comitato tecnico di cui all’articolo 5, del
regolamento ministeriale 13 febbraio 2003, n. 44, per una
piu’ energica lotta alle frodi ed un migliore controllo del
territorio;
v) Commissione tecnico-consultiva per i fertilizzanti,
istituita dall’articolo 9, del decreto legislativo 29
aprile 2006, n. 217.
2. Le spese di funzionamento degli organismi di cui al
comma 1, sono ridotte del 30 per cento rispetto
all’esercizio finanziario 2005. Per l’anno 2006, la
riduzione prevista dall’articolo 29, opera in misura
proporzionale rispetto al periodo corrente tra la data di
entrata in vigore del citato decreto-legge n. 223 del 2006
ed il 31 dicembre 2006, tenuto conto degli impegni di spesa
gia’ assunti alla medesima data di entrata in vigore del
decreto.».
«Art. 4. (Disposizioni comuni). – 1. Gli organismi di
cui agli articoli 1, 2 e 3 durano in carica tre anni,
decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento. Tre mesi prima della scadenza del termine di
durata, i predetti organismi presentano una relazione
sull’attivita’ svolta al Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali che la trasmette alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, ai fini della valutazione congiunta
della perdurante utilita’ dei singoli organismi e della
conseguente eventuale proroga della loro durata, comunque
non superiore a tre anni, da adottarsi con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.
Gli eventuali successivi decreti di proroga sono adottati
secondo la medesima procedura. I componenti dei suddetti
organismi possono essere confermati una sola volta nel caso
di proroga della durata degli stessi. In caso di nomina di
nuovi componenti, si tiene conto del principio di pari
opportunita’ tra uomini e donne.»

Art. 10

Inserimento di nuovi fertilizzanti
e modifiche degli allegati

1. All’inserimento di nuovi concimi nazionali, ammendanti,
correttivi, substrati di coltura, matrici organiche, prodotti ad
azione specifica, rispettivamente negli allegati 1, 2, 3, 4, 5 e 6,
alla definizione di nuovi tipi di fertilizzanti ed alle altre
modifiche degli allegati 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14 si provvede con
decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,
previo parere della Commissione tecnico-consultiva per i
fertilizzanti di cui all’articolo 9.
2. La domanda di inserimento di nuovi prodotti o la richiesta di
definizione di nuovi tipi deve essere inoltrata al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, corredata della necessaria
documentazione tecnica, di cui all’allegato 10, nonche’ della
specifica indicazione dei metodi di analisi. I metodi di analisi
presentati a corredo della domanda devono essere esaminati dalla
Commissione di cui all’articolo 44 della legge 20 febbraio 2006, n.
82, al fine di verificarne l’applicabilita’ al prodotto in corso di
inserimento ed iniziare o meno l’attivita’ necessaria per la
successiva ufficializzazione.

Note all’art. 10:
– Per l’art. 44 della legge 20 febbraio 2006, n. 82, si
veda nelle note all’articolo 6.

Art. 11

Misure di controllo

1. L’attivita’ di vigilanza sull’applicazione delle disposizioni
del presente decreto e’ esercitata dal Dipartimento dell’ispettorato
centrale della tutela della qualita’ e repressione frodi dei prodotti
agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali e, secondo i principi dello sportello unico di cui
all’articolo 4, comma 58, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,
dall’Agenzia delle dogane che accerta le violazioni al presente
decreto, esercitando i poteri e le facolta’ attribuiti dal
regolamento (CEE) n. 2913 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che
istituisce un codice doganale comunitario e dal testo unico delle
disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 (TULD). A tale
fine, il Dipartimento dell’ispettorato centrale della tutela della
qualita’ e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari e l’Agenzia
delle dogane utilizzano le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente.
2. All’accertamento delle violazioni si applicano le disposizioni
di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, e le relative norme di
attuazione.

Note all’art. 11:
– L’articolo 4, comma 58, della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 27 dicembre
2003, n. 299, S.O., cosi’ recita:
«58. Ferme tutte le competenze di legge, lo sportello
unico doganale concentra tutte le istanze inviate anche in
via telematica dagli operatori interessati e inoltra i
dati, cosi’ raccolti, alle amministrazioni interessate per
un coordinato svolgimento dei rispettivi procedimenti ed
attivita’.».
– Il regolamento CEE n. 2913 del 12 ottobre 1992, e’
pubblicato nella G.U.C.E. 19 ottobre 1992, n. L 302.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio
1973, n. 43, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28
marzo 1973, n. 80, S.O.
– La legge 24 novembre 1981, n. 689, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre 1981, n. 329, S.O.

Art. 12

Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque produce o immette
sul mercato fertilizzanti non compresi nel regolamento (CE) n.
2003/2003, nel presente decreto e nei suoi allegati e nella
legislazione vigente nel Paese dell’Unione europea di produzione, e’
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da seimila euro a
trentamila euro.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque produce o immette
sul mercato fertilizzanti non conformi al regolamento (CE) n.
2003/2003 ed al presente decreto ed ai suoi allegati e’ punito con le
sanzioni amministrative pecuniarie per ciascuna delle violazioni di
seguito riportate:
a) da duemilacinquecento euro a seimila euro per i concimi CE,
per i concimi minerali nazionali, per i concimi organo-minerali e per
gli altri tipi di fertilizzanti nazionali, quando la composizione non
corrisponde alle indicazioni obbligatorie ovvero facoltative previste
dal presente decreto e dai suoi allegati ovvero alle altre
indicazioni facoltative non previste; nel caso in cui venga calcolato
il grado di irregolarita’ espresso come varepsilon secondo i criteri
riportati nell’allegato 12, per i fertilizzanti per i quali questo e’
applicabile, fermo restando che i criteri riportati nel citato
allegato, al punto 4, lettera c), si applicano al singolo campione,
la sanzione amministrativa pecuniaria viene irrogata secondo gli
importi di seguito riportati:
1) valore di varepsilon fino a – 4 (incluso): da
duemilacinquecento euro a seimila euro;
2) valore di varepsilon compreso tra – 4 e – 8 (incluso): da
cinquemila euro a ventunomila euro;
3) valore di varepsilon compreso tra – 8 e – 12 (incluso): da
seimilacinquecento euro a trentamila euro;
4) valore di varepsilon inferiore a – 12: da sedicimila euro a
settantottomila euro;
b) da duemilacinquecento euro a seimila euro, se le indicazioni
obbligatorie da riportare in etichetta ovvero sui documenti previste
dal presente decreto e dai suoi allegati, in tutto o in parte,
mancano o non sono conformi a quanto prescritto;
c) da ottomila euro a ventunomila euro, se risulta che le
tolleranze di cui all’allegato 7 sono state sistematicamente messe a
profitto; in particolare, per il controllo dello sfruttamento delle
tolleranze da parte di un fabbricante per i concimi minerali semplici
e composti, sia CE che nazionali e per i concimi organo-minerali, si
applicano i criteri di calcolo previsti dal citato allegato 12;
d) da cinquemila euro a dodicimila euro, ivi comprese le spese di
messa in sicurezza della partita di fertilizzante da addebitare al
fabbricante, se sono immessi sul mercato concimi CE e nazionali a
base di nitrato di ammonio ad elevato titolo di azoto in violazione
delle disposizioni di cui all’articolo 7 e all’allegato 9. Se si
rinviene una partita di fertilizzante sprovvista del certificato
relativo alla prova di detonabilita’ il fabbricante e’ perseguibile
penalmente;
e) da cinquemila euro a diecimila euro, se non ha ottemperato
all’obbligo di cui all’articolo 8, comma 1;
f) da seimila euro a dodicimila euro, se non ha ottemperato
all’obbligo di cui all’articolo 8, comma 2;
g) da duemila euro a seimila euro nell’ipotesi di irregolarita’
delle registrazioni di cui all’articolo 8, comma 2;
h) da seimila euro a dodicimila euro se non esibisce la
documentazione di cui all’articolo 8, comma 2, richiesta dell’organo
di controllo o non la conserva per almeno due anni.
3. Le sanzioni amministrative previste dal comma 2, non si
applicano al commerciante che detiene, pone in vendita o comunque
distribuisce per il consumo, fertilizzanti in confezioni originali,
se la non osservanza delle norme del presente decreto e dei suoi
allegati riguardi i requisiti intrinseci o la composizione dei
prodotti, purche’ la confezione originale non presenti alterazione
ovvero il commerciante non sia a conoscenza dell’avvenuta alterazione
o manomissione del fertilizzante.
4. Gli organi di controllo di cui all’articolo 11, ove constatino
le irregolarita’ di cui alle lettere f), g), ed h) del comma 2,
diffidano l’interessato ad adempiere alle prescrizioni contenute
nelle norme violate entro il termine di quindici giorni dalla data di
ricezione dell’atto di diffida. In caso di mancata ottemperanza alle
prescrizioni contenute nella diffida, entro il suddetto termine, gli
organi di controllo procedono ad effettuare la contestazione, ai
sensi dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689; in tale
ipotesi e’ escluso il pagamento in misura ridotta di cui all’articolo
16 della citata legge.

Note all’art. 12:
– Per il regolamento (CE) n. 2003/2003, si veda nelle
note alle premesse.
– L’articolo 14 della citata legge 24 novembre 1981, n.
689, cosi’ recita:
«Art. 14 (Contestazione e notificazione). – La
violazione, quando e’ possibile, deve essere contestata
immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona
che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta
per la violazione stessa.
Se non e’ avvenuta la contestazione immediata per tutte
o per alcune delle persone indicate nel comma precedente,
gli estremi della violazione debbono essere notificati agli
interessati residenti nel territorio della Repubblica entro
il termine di novanta giorni e a quelli residenti
all’estero entro il termine di trecentosessanta giorni
dall’accertamento.
Quando gli atti relativi alla violazione sono trasmessi
all’autorita’ competente con provvedimento dell’autorita’
giudiziaria, i termini di cui al comma precedente decorrono
dalla data della ricezione.
Per la forma della contestazione immediata o della
notificazione si applicano le disposizioni previste dalle
leggi vigenti. In ogni caso la notificazione puo’ essere
effettuata, con le modalita’ previste dal codice di
procedura civile, anche da un funzionario
dell’amministrazione che ha accertato la violazione. Quando
la notificazione non puo’ essere eseguita in mani proprie
del destinatario, si osservano le modalita’ previste
dall’articolo 137, terzo comma, del medesimo codice.
Per i residenti all’estero, qualora la residenza, la
dimora o il domicilio non siano noti, la notifica non e’
obbligatoria e resta salva la facolta’ del pagamento in
misura ridotta sino alla scadenza del termine previsto nel
secondo comma dell’articolo 22 per il giudizio di
opposizione.
L’obbligazione di pagare la somma dovuta per la
violazione si estingue per la persona nei cui confronti e’
stata omessa la notificazione nel termine prescritto.».

Art. 13

Autorita’ competente ad irrogare le sanzioni

1. L’autorita’ competente ad irrogare le sanzioni amministrative
indicate all’articolo 12 e’ il Dipartimento dell’ispettorato centrale
della tutela della qualita’ e repressione frodi dei prodotti
agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, che provvede utilizzando a tale fine le risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e senza
nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Si applicano le
disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, e le
relative norme di attuazione.

Note all’art. 13:
– Per la legge 24 novembre 1981, n. 689, si veda nelle
note all’articolo 11.

Art. 14

Tariffe

1. Agli oneri derivanti dallo svolgimento delle attivita’ di cui
all’articolo 10 si provvede con gli introiti derivanti dal pagamento
delle tariffe di cui al comma 2, che sono versate all’entrata del
bilancio dello Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo
dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali.
2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, sono stabilite, sulla base del costo effettivo
del servizio, le tariffe per le attivita’ previste dal comma 1 e le
relative modalita’ di versamento. Le tariffe sono aggiornate, con lo
stesso criterio, almeno ogni tre anni.
3. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al comma 2, si
applica l’importo forfettario pari a tremila euro.
4. Le tariffe di cui ai commi 2 e 3 sono corrisposte prima dello
svolgimento delle attivita’ di cui all’articolo 10.

Art. 15

Norme transitorie e finali

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e’ concesso
un periodo di dodici mesi per lo smaltimento dei fertilizzanti
nazionali la cui produzione e’ avvenuta in conformita’ alla normativa
vigente prima di tale data.
2. Resta valido il principio del mutuo riconoscimento esteso ai
prodotti legittimamente fabbricati ovvero commercializzati in altri
Paesi della UE, nei Paesi sottoscrittori dell’Accordo sullo Spazio
economico europeo e in Turchia.
3. Alle norme comunitarie non autonomamente applicabili, che
modificano modalita’ esecutive e caratteristiche di ordine tecnico
recepite con il presente decreto, e’ data attuazione con decreto del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

Art. 16

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni interessate provvedono all’adempimento dei
compiti derivanti dal presente decreto con le risorse umane,
finanziarie e strumentali, disponibili a legislazione vigente.

Art. 17

Abrogazioni

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e’ abrogato
il decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 217.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 29 aprile 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Ronchi, Ministro per le politiche
europee

Galan, Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Alfano, Ministro della giustizia

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Fazio, Ministro della salute

Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del
mare

Scajola, Ministro dello sviluppo
economico

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Note all’art. 17:
– Il decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 217
(Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti),
abrogato dal presente decreto, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 20 giugno 2006, n. 141, S.O.

Allegato 1

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Allegato 2

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Allegato 3

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Allegato 4

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Allegato 5

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Allegato 6

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Allegato 7

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Allegato 8

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Allegato 9

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Allegato 10

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Allegato 11

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Allegato 12

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Allegato 13

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Allegato 14

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DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 2010, n. 75 – Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell’articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88. (10G0096) (GU n. 121 del 26-5-2010

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