DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 257 - Attuazione della direttiva 2008/101/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attivita' di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. (11G0020) - (GU n. 28 del 4-2-2011 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 257 – Attuazione della direttiva 2008/101/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. (11G0020) – (GU n. 28 del 4-2-2011

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 257 - Attuazione della direttiva 2008/101/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attivita' di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. (11G0020) - (GU n. 28 del 4-2-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/02/2011

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010 , n. 257

Attuazione della direttiva 2008/101/CE che modifica la direttiva
2003/87/CE al fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas a
effetto serra. (11G0020)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alla Comunita’ europea – Legge comunitaria 2009, e, in particolare
l’articolo 1 e l’allegato B;
Vista la direttiva 2008/101/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 novembre 2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE
al fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel sistema
comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto
serra;
Visto il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive
modificazioni, recante attuazione delle direttive 2003/87/CE e
2004/101/CE, in materia di scambio di quote di emissione dei gas a
effetto serra nella Comunita’, con riferimento ai meccanismi di
progetto del Protocollo di Kyoto;
Visto il decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, ed in
particolare l’articolo 4, comma 1, recante modifiche al decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e l’articolo 4, comma 2, recante
misure urgenti per il recepimento della direttiva 2008/101/CE;
Vista la decisione 2007/589/CE della Commissione, del 18 luglio
2007, che istituisce le linee guida per il monitoraggio e la
comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra ai sensi della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
Vista la decisione 2009/73/CE della Commissione, del 17 dicembre
2008, e la decisione 2009/339/CE del 16 aprile 2009, che modifica la
decisione della Commissione 2007/589/CE;
Visto il regolamento (CE) n. 748/2009 della Commissione, del 5
agosto 2009, sull’elenco degli operatori aerei che svolgono una delle
attivita’ indicate nell’Allegato I della direttiva 2003/87/CE a
partire dal 1° gennaio 2006 o successivamente a tale data, in cui per
ciascun operatore aereo e’ specificato lo Stato membro di
riferimento;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 settembre 2010;
Acquisito il parere dalla Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 dicembre 2010;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia,
dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e delle
infrastrutture e dei trasporti;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni

1. All’articolo 1 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) prima dell’articolo 1 e’ inserito il seguente capo:

«Capo I

DISPOSIZIONI GENERALI»;

b) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Il presente decreto reca le disposizioni per la partecipazione
al sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas ad effetto
serra nella Comunita’ istituito ai sensi della direttiva 2003/87/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003 come
modificata dalla direttiva 2004/101/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 27 ottobre 2004, e dalla direttiva 2008/101/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008.».
2. All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 4 aprile 2006,
n. 216, e successive modificazioni, dopo le parole: «nell’allegato A»
sono inserite le seguenti: «e A-bis».
3. All’articolo 3 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo la lettera d), sono inserite le seguenti:
«d-bis) decisione sul monitoraggio e sulla rendicontazione:
decisione 2007/589/CE della Commissione, del 18 luglio 2007, che
istituisce le linee guida per il monitoraggio e la comunicazione
delle emissioni di gas a effetto serra ai sensi della direttiva
2003/87/CE, e successive modificazioni;
d-ter) elenco degli operatori aerei: elenco degli operatori aerei
approvato con regolamento (CE) n. 748/2009 della Commissione, del 5
agosto 2009, e successivi aggiornamenti adottati ai sensi
dell’articolo 18-bis, paragrafo 3, lettera b), della direttiva
2003/87/CE;»;
b) al comma 1, lettera e), sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «o il rilascio, da parte di un aeromobile che esercita una
delle attivita’ di trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis, dei
gas specificati in riferimento all’attivita’ interessata»;
c) al comma 1, lettera l), le parole: «Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio – Direzione per la ricerca ambientale e
lo sviluppo» sono sostituite dalle seguenti: «Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare – Direzione per lo sviluppo
sostenibile, il clima e l’energia»;
d) al comma 1, dopo la lettera m), sono aggiunte le seguenti:
«m-bis) operatore aereo: la persona che opera un aeromobile nel
momento in cui viene esercitata una delle attivita’ di trasporto
aereo elencate nell’ allegato A-bis, o, nel caso in cui tale persona
non sia conosciuta o non identificata, il proprietario
dell’aeromobile;
m-ter) operatore di trasporto aereo commerciale: un operatore aereo
il quale, dietro compenso, fornisce al pubblico servizi aerei di
linea o non di linea per il trasporto di passeggeri, merci o posta;
m-quater) operatore aereo amministrato dall’Italia: operatore aereo
riportato nell’elenco degli operatori aerei per il quale e’
specificato che l’operatore aereo e’ amministrato dall’Italia;»;
e) al comma 1, dopo la lettera n), sono inserite le seguenti:
«n-bis) piano di monitoraggio delle emissioni: documento contenente
le modalita’ per il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni
rilasciate per le attivita’ di trasporto aereo elencate all’ allegato
A-bis;
n-ter) piano di monitoraggio delle “tonnellate-chilometro”:
documento contenente le modalita’ per il monitoraggio e la
comunicazione dei dati relativi alle tonnellate-chilometro per le
attivita’ di trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis;»;
f) al comma 1, dopo la lettera p) e’ inserita la seguente:
«p-bis) regolamento sui registri: regolamento (CE) 2216/2004 della
Commissione, del 21 dicembre 2004, relativo ad un sistema
standardizzato e sicuro di registri a norma della direttiva
2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e della decisione
n. 280/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, e successive
modificazioni;»;
g) al comma 1, lettera s), dopo le parole: «dichiarazioni del
gestore» sono inserite le seguenti: «e degli operatori aerei
amministrati dall’Italia»;
h) al comma 2, lettera a), le parole: «articolo 8» sono
sostituite dalle seguenti: «articolo 3-bis»;
i) al comma 2, lettera b), sono aggiunte, in fine, le seguenti:
«, come modificata dalla direttiva 2004/101/CE e dalla direttiva
2008/101/CE»;
l) al comma 2, dopo la lettera c) e’ aggiunta la seguente:
«c-bis) direttiva 2008/101/CE: la direttiva 2008/101/CE del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, che modifica
la direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attivita’ di
trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di
emissioni dei gas ad effetto serra;»;
m) al comma 2, dopo la lettera m) e’ aggiunta la seguente
lettera:
«m-bis) riserva speciale: quantita’ di quote di emissioni da
assegnare per ciascun periodo di riferimento a partire da quello che
ha inizio il 1° gennaio 2013, agli operatori aerei di cui
all’articolo 3-quinquies, comma 1.».
4. Dopo l’articolo 3 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:

«Art. 3-bis.

Autorita’ nazionale competente

1. E’ istituito il Comitato nazionale per la gestione della
direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attivita’
di progetto del Protocollo di Kyoto, come definite all’articolo 3. Il
Comitato ha sede presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare che ne assicura l’adeguato supporto logistico e
organizzativo.
2. Il Comitato di cui al comma 1 svolge la funzione di Autorita’
nazionale competente.
3. Entro il 30 aprile di ciascun anno il Comitato presenta al
Parlamento una relazione sull’attivita’ svolta nell’anno precedente.
4. Il Comitato ha il compito di:
a) predisporre il Piano nazionale di assegnazione, presentarlo al
pubblico per la consultazione e sottoporlo all’approvazione del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del
Ministro dello sviluppo economico;
b) notificare alla Commissione il Piano nazionale di assegnazione
approvato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare e dal Ministro dello sviluppo economico;
c) predisporre la decisione di assegnazione delle quote di
emissione sulla base del PNA e del parere della Commissione europea
di cui all’articolo 9, paragrafo 3, della direttiva 2003/87/CE,
presentarla al pubblico per consultazione e sottoporla
all’approvazione del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare e del Ministro dello sviluppo economico;
d) disporre l’assegnazione di quote agli impianti nuovi entranti
sulla base delle modalita’ definite nell’ambito della decisione di
assegnazione ;
e) calcolare e pubblicare la quantita’ totale e annuale di quote
da assegnare per il periodo di riferimento a ciascun operatore aereo
amministrato dall’Italia per il quale e’ stata inoltrata la domanda
alla Commissione a norma dell’articolo 3-quater, comma 3;
f) definire le modalita’ di presentazione da parte del pubblico
di osservazioni sulle materie di cui alle lettere a) e c), nonche’ i
criteri e le modalita’ con cui tali osservazioni sono tenute in
considerazione;
g) rilasciare le autorizzazioni ad emettere gas a effetto serra,
di cui all’articolo 4;
h) aggiornare le autorizzazioni ad emettere gas a effetto serra
ai sensi dell’articolo 7;
i) approvare il Piano di monitoraggio delle emissioni e il Piano
di monitoraggio delle “tonnellate-chilometro” e loro aggiornamenti;
l) rilasciare annualmente una parte delle quote assegnate a
titolo gratuito;
m) approvare ai sensi dell’articolo 12-bis i raggruppamenti di
impianti che svolgono un’attivita’ elencata nell’allegato A;
n) impartire disposizioni all’amministratore del registro di cui
all’articolo 14;
o) accreditare i verificatori ed esercitare il controllo sulle
loro attivita’ ai sensi dell’articolo 17;
p) definire i criteri di svolgimento delle attivita’ di verifica
e di predisposizione del relativo attestato conformemente a quanto
previsto dall’allegato D e dalla decisione sul monitoraggio e sulla
rendicontazione;
q) irrogare le sanzioni di cui all’articolo 20 e rendere pubblici
i nomi dei gestori e degli operatori aerei che hanno violato i
requisiti per la restituzione di quote di emissioni a norma
dell’articolo 15, comma 7 e 7-bis;
r) adottare eventuali disposizioni interpretative in materia di
monitoraggio delle emissioni, sulla base dei principi di cui
all’allegato E, e di quanto previsto dalla decisione sul monitoraggio
e sulla rendicontazione;
s) definire le modalita’ e le forme di presentazione della
domanda di autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra e della
richiesta di aggiornamento di tale autorizzazione;
t) definire le modalita’ per la predisposizione e l’invio della
dichiarazione di cui all’articolo 15, commi 5 e 5-bis, sulla base dei
contenuti minimi di cui all’allegato F;
u) rilasciare quote in cambio di CER ed ERU secondo quanto
previsto dall’articolo 15, commi 8 e 9;
v) predisporre e presentare ai Ministri competenti la relazione
di cui all’articolo 20-bis, comma 2, e alla Commissione europea la
relazione di cui all’articolo 23;
z) predisporre, sotto forma di apposito capitolo del PNA, il
regolamento per l’eventuale assegnazione di quote a titolo oneroso;
aa) definire i criteri per la gestione del Registro nazionale
delle emissioni e delle quote di emissione di cui all’articolo 14;
bb) svolgere attivita’ di supporto al Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare attraverso la partecipazione,
con propri componenti all’uopo delegati, alle riunioni del Comitato
di cui all’articolo 23 della direttiva 2003/87/CE ed alle altre
riunioni in sede comunitaria o internazionale concernenti
l’applicazione del Protocollo di Kyoto;
cc) stimare le emissioni rilasciate annualmente, anche ai fini
della restituzione, nel caso di mancata trasmissione della
comunicazione di cui all’articolo 15, comma 5-bis, oppure di
comunicazione incompleta ovvero ove il Comitato accerti che le
emissioni comunicate non sono state monitorate conformemente alle
disposizioni di cui all’articolo 13, comma 3;
dd) emanare apposite disposizioni per il trattamento degli
operatori aerei che interrompono l’attivita’ conformemente a quanto
stabilito dal regolamento sui registri.
5. Il Comitato propone al Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare azioni volte a:
a) promuovere le attivita’ progettuali legate ai meccanismi
flessibili del Protocollo di Kyoto;
b) favorire la diffusione dell’informazione, la promozione e
l’orientamento con riferimento al settore privato e pubblico a
livello nazionale;
c) valorizzare e rafforzare, attraverso la rete diplomatica
italiana e le strutture internazionali dell’ICE, i canali informativi
ed operativi per fornire adeguati punti di riferimento al sistema
industriale ed imprenditoriale italiano;
d) valorizzare e rafforzare, nel quadro di un’azione concertata a
beneficio del Sistema-Paese, le attivita’ pianificate e le risorse
allocate per lo sviluppo di programmi di cooperazione bilaterale in
attuazione di accordi intergovernativi legati ai meccanismi di
progetto del Protocollo di Kyoto;
e) fornire il supporto tecnico ai Paesi destinatari delle
attivita’ progettuali per lo svolgimento di attivita’ di formazione,
per l’assistenza nella creazione delle necessarie istituzioni
competenti, per la messa a punto di procedure decisionali per
l’approvazione dei progetti, per la semplificazione dei percorsi
amministrativi autorizzatori e per ogni altra necessaria attivita’
funzionale alla facilitazione di progetti CDM/JI;
f) supportare le aziende italiane nella preparazione di progetti
specifici corrispondenti alle priorita’ di sviluppo sostenibile del
Paese destinatario;
g) valorizzare il potenziale dei vari settori tecnologico
industriali italiani nello sviluppo di progetti internazionali per la
riduzione delle emissioni.
6. Il Comitato e’ composto da un Consiglio direttivo e da una
Segreteria tecnica. La Segreteria risponde al Consiglio direttivo e
non ha autonomia decisionale, se non nell’ambito dello specifico
mandato conferito dal Consiglio medesimo.
7. Il Consiglio direttivo e’ composto da otto membri, di cui tre
nominati dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, tre dal Ministro dello sviluppo economico e due, con
funzioni consultive, rispettivamente dal Ministro per le politiche
europee e dalla Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle
province autonome di Trento e di Bolzano. Per l’espletamento dei
compiti di cui al comma 4, lettera bb) ed al comma 5 il Consiglio
direttivo e’ integrato da due membri, nominati dal Ministro degli
affari esteri. Per l’espletamento dei compiti di cui al capo II il
Consiglio direttivo e’ integrato da un membro nominato dal Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti.
8. I direttori generali delle competenti direzioni del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del
Ministero dello sviluppo economico sono membri di diritto permanenti
del Consiglio. I rimanenti membri rimangono in carica quattro anni.
9. La Segreteria tecnica e’ composta da quindici membri di elevata
qualifica professionale, con comprovata esperienza in materia
ambientale e nei settori interessati dal presente decreto. Il
coordinatore della Segreteria tecnica e quattro membri sono nominati
dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
cinque membri sono nominati dal Ministero dello sviluppo economico,
due membri dall’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente,
uno dal Ministero dell’economia e delle finanze, uno dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti ed uno dal Gestore servizi
elettrici, di seguito denominato: «GSE».
10. Le modalita’ di funzionamento del Comitato saranno definite in
un apposito regolamento da approvarsi con decreto del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto
con il Ministero dello sviluppo economico; il regolamento dovra’
assicurare la costante operativita’ e funzionalita’ del Comitato in
relazione agli atti e deliberazioni che lo stesso deve adottare ai
sensi del presente decreto.
11. Le decisioni del Comitato sono formalizzate con proprie
deliberazioni, assunte a maggioranza dei componenti, di cui viene
data adeguata informazione ai soggetti interessati. Sono pubblicate
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, a cura del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, le
deliberazioni inerenti:
a) il Piano nazionale di cui alla lettera a) del comma 4, da
sottoporre alla consultazione del pubblico;
b) il Piano nazionale di assegnazione di cui alla lettera b) del
comma 4 notificato alla Commissione europea;
c) la decisione di assegnazione di cui alla lettera c) del comma
4 da sottoporre alla consultazione del pubblico;
d) la decisione di assegnazione di cui alla lettera c) del comma
4 approvata dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare e dal Ministro dello sviluppo economico;
e) le deliberazioni inerenti ai compiti di cui alle lettere r),
s) e t) del comma 4;
f) la relazione di cui al comma 3.
12. I membri del Comitato non devono trovarsi in situazione di
conflitto di interesse rispetto alle funzioni del Comitato e
dichiarano la insussistenza di tale conflitto all’atto
dell’accettazione della nomina. Essi sono tenuti a comunicare
tempestivamente, al Ministero o all’ente designante ogni sopravvenuta
situazione di conflitto di interesse. A seguito di tale comunicazione
il Ministero o l’ente provvede alla sostituzione dell’esperto.
13. Il Comitato puo’ istituire, senza nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio dello Stato, gruppi di lavoro ai quali possono
partecipare esperti esterni in rappresentanza dei soggetti economici,
sociali e ambientali maggiormente interessati.
14. Per le attivita’ di cui al comma 5, il Consiglio direttivo si
puo’ avvalere, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
dello Stato, di un gruppo di lavoro costituito presso il GSE. In tale
caso il gruppo di lavoro presenta al Consiglio direttivo:
a) entro i primi trenta giorni di ogni anno, un piano di lavoro
programmatico da approvarsi da parte del Consiglio direttivo;
b) entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione annuale
dell’attivita’ svolta.
15. La partecipazione al Comitato per l’espletamento di attivita’
non riconducibili a quelle di cui all’articolo 26, comma 1, non deve
comportare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Ai
componenti del Comitato e dei gruppi di lavoro di cui al comma 13 non
spetta alcun emolumento, compenso, ne’ rimborso spese a qualsiasi
titolo dovuto.

Capo II

TRASPORTI AEREI

Art. 3-ter.

Assegnazione a titolo oneroso delle quote di emissioni agli operatori
aerei

1. E’ messa all’asta la quantita’ di quote determinata con
decisione della Commissione europea ai sensi dell’articolo 3-sexies,
paragrafo 3 della direttiva 2003/87/CE con le modalita’ stabilite con
Regolamento della Commissione ai sensi dell’articolo 3-quinquies,
paragrafo 3 della direttiva 2003/87/CE.
2. Il Comitato stabilisce con propria deliberazione le disposizioni
attuative del Regolamento della Commissione di cui al comma
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono
stabilite le procedure di versamento all’entrata del bilancio dello
Stato dei proventi derivanti dalla vendita all’asta delle quote
derivanti dal mercato delle emissioni del settore del trasporto aereo
determinate con decisione della Commissione europea ai sensi
dell’articolo 3-sexies, paragrafo 3, della direttiva 2003/87/CE e la
successiva rassegnazione ai pertinenti capitoli di spesa per le
attivita’ destinate a finanziare iniziative contro i cambiamenti
climatici nella Unione europea e nei Paesi terzi, anche per ridurre
le emissioni di gas ad effetto serra, per favorire l’adattamento agli
effetti dei cambiamenti climatici nella Unione europea e nei Paesi
terzi, segnatamente nei Paesi in via di sviluppo, per finanziare la
ricerca e lo sviluppo ai fini della mitigazione e dell’adattamento,
anche, in particolare, nel settore dell’aeronautica e del trasporto
aereo, per ridurre le emissioni attraverso modi di trasporto
scarsamente inquinanti e per coprire i costi di gestione del sistema
comunitario, per finanziare misure finalizzate a combattere la
deforestazione, in deroga a quanto previsto dall’articolo 2, comma
615, 616 e 617, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Art. 3-quater.

Modalita’ per l’assegnazione delle quote di emissioni
a titolo gratuito da parte degli operatori aerei

1. L’operatore aereo amministrato dall’Italia, che intende
beneficiare delle quote destinate ad essere assegnate a titolo
gratuito, presenta domanda al Comitato. La domanda e’ corredata dai
dati relativi alle tonnellate-chilometro per le attivita’ di
trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis svolte dall’operatore
aereo stesso nell’anno di riferimento, monitorati conformemente alla
decisione sul monitoraggio e sulla rendicontazione ed al piano di
monitoraggio delle “tonnellate-chilometro”, come approvato dal
Comitato, nonche’ verificati da un verificatore indipendente ai sensi
di quanto stabilito dall’articolo 16. Per il periodo compreso tra il
1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2012 e per il periodo che ha inizio
il 1° gennaio 2013, la domanda e’ presentata entro il 31 marzo 2011 e
l’anno di riferimento e’ l’anno 2010. Per i periodi successivi la
domanda e’ presentata almeno 21 mesi prima dell’inizio del periodo a
cui la domanda si riferisce e l’anno di riferimento e’ l’anno civile
che si conclude 24 mesi prima dell’inizio del periodo a cui la
domanda si riferisce.
2. La domanda di cui al comma 1 e’ predisposta conformemente alle
modalita’ stabilite dal Comitato con propria deliberazione sulla base
di linee-guida e disposizioni di dettaglio della Commissione europea,
qualora adottate.
3. Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre
2012 e per il periodo che ha inizio il 1° gennaio 2013 il Comitato
trasmette alla Commissione europea le domande di cui al comma 1 ad
esso pervenute entro il 30 giugno 2011. Per i periodi successivi, il
Comitato trasmette alla Commissione europea le domande di cui al
comma 1 ad esso pervenute almeno 18 mesi prima dell’inizio del
periodo a cui tali domande si riferiscono.

Art. 3-quinquies.

Modalita’ per l’assegnazione delle quote di emissioni di cui alla
riserva speciale a titolo gratuito da parte degli operatori aerei

1. A partire dal periodo di riferimento che ha inizio il 1° gennaio
2013, puo’ accedere alla riserva speciale determinata con la
decisione di assegnazione della Commissione europea, adottata ai
sensi dell’articolo 3-sexies, paragrafo 3, della direttiva
2003/87/CE, l’operatore aereo amministrato dall’Italia che si trova
in una delle seguenti condizioni:
a) inizia ad esercitare un’attivita’ di trasporto aereo di cui
all’allegato A-bis dopo l’anno di riferimento per il quale il
Comitato ha trasmesso i dati relativi alle tonnellate-chilometro ai
sensi 3-quater, comma 3, in relazione al corrispondente periodo di
riferimento e la cui attivita’ non e’ una continuazione integrale o
parziale di un’attivita’ di trasporto aereo esercitata in precedenza
da un altro operatore aereo;
b) i cui dati relativi alle tonnellate-chilometro sono aumentati
mediamente di oltre il 18 per cento annuo tra l’anno di riferimento
per il quale sono stati trasmessi i dati relativi alle
tonnellate-chilometro, ai sensi dell’articolo 3-quater, comma 3, in
relazione al corrispondente periodo di riferimento, ed il secondo
anno civile del periodo in questione e la cui attivita’ non e’ una
continuazione integrale o parziale di un’attivita’ di trasporto aereo
esercitata in precedenza da un altro operatore aereo.
2. L’operatore aereo amministrato dall’Italia che si trova nelle
condizioni per accedere alla riserva speciale ai sensi del comma 1 e
delle eventuali norme specifiche emanate dalla Commissione europea,
ai sensi dell’articolo 3-septies, paragrafo 9, della direttiva
2003/87/CE, e che intende beneficiare dell’assegnazione, a titolo
gratuito, di quote di emissioni di cui alla riserva speciale,
presenta domanda al Comitato entro il 30 giugno del terzo anno del
periodo di riferimento a cui si riferisce la domanda.
3. La domanda di cui al comma 2 e’ predisposta conformemente alle
modalita’ stabilite dal Comitato con propria deliberazione e contiene
almeno le seguenti informazioni:
a) i dati relativi alle tonnellate-chilometro, monitorati e
verificati conformemente agli allegati D, E e F ed eventuali relative
disposizioni di attuazione emanate dal Comitato, per le attivita’ di
trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis svolte dall’operatore
aereo nel secondo anno civile del periodo di riferimento al quale la
domanda si riferisce;
b) le prove che i criteri di ammissibilita’ ai sensi del comma 1
sono soddisfatti;
c) nel caso degli operatori aerei di cui al comma 1, lettera b):
1) l’aumento percentuale delle tonnellate-chilometro registrato
dall’operatore aereo in questione tra l’anno di riferimento per il
quale sono stati trasmessi i dati relativi alle tonnellate-chilometro
ai sensi dell’articolo 3-quater in relazione al corrispondente
periodo di riferimento, ed il secondo anno civile di tale periodo;
2) l’aumento in termini assoluti delle tonnellate-chilometro
registrato dall’operatore aereo in questione tra l’anno di
riferimento per il quale sono stati trasmessi i dati relativi alle
tonnellate-chilometro ai sensi dell’articolo 3-quater in relazione al
corrispondente periodo di riferimento, ed il secondo anno civile di
tale periodo;
3) la quantita’, in termini assoluti, eccedente la percentuale
di cui al comma 1, lettera b), delle tonnellate-chilometro registrata
dall’operatore aereo in questione tra l’anno di riferimento per il
quale sono stati trasmessi i dati relativi alle tonnellate-chilometro
ai sensi dell’articolo 3-quater in relazione al corrispondente
periodo, ed il secondo anno civile di tale periodo.
4. Entro sei mesi dal termine per la presentazione della domanda
indicato al comma 2, il Comitato trasmette alla Commissione europea
le domande degli operatori aerei di cui al comma 1 ad esso pervenute.
5. Entro tre mesi dalla data della decisione della Commissione
europea sull’assegnazione della riserva speciale di cui all’articolo
3-septies, paragrafo 5, della direttiva 2003/87/CE, il Comitato
calcola e pubblica:
a) l’assegnazione di quote di emissioni prelevate dalla riserva
speciale a ciascun operatore aereo di cui ha presentato alla
Commissione domanda conforme ai commi 2 e 3. Tali quote sono
calcolate considerando il parametro di riferimento di cui alla
decisione della Commissione europea sull’assegnazione della riserva
speciale di cui all’articolo 3-septies, paragrafo 5, della direttiva
2003/87/CE e moltiplicandolo:
1) nel caso di un operatore aereo di cui al comma 1, lettera
a), per i dati relativi alle tonnellate-chilometro che figurano nella
domanda trasmessa alla Commissione ai sensi dei commi 3, lettera a),
e 4;
2) nel caso di un operatore aereo di cui al comma 1, lettera
b), per l’aumento in termini assoluti in tonnellate-chilometro che
supera la percentuale di cui al comma 1, lettera b), che figura nella
domanda presentata alla Commissione, ai sensi del comma 3, lettera
c), numero 3), e del comma 4;
b) l’assegnazione di quote di emissioni a ciascun operatore aereo
per ogni anno, che e’ determinata dividendo la sua assegnazione di
quote ai sensi della lettera a), per il numero di anni civili interi
rimanenti nel periodo, cui l’assegnazione si riferisce.
6. La singola assegnazione di cui al comma 5 ad un operatore aereo
di cui al comma 1, lett. b), non supera il milione di quote.
7. Le eventuali quote contenute nella riserva speciale e non
assegnate sono messe all’asta e si applicano le disposizioni di cui
all’articolo 3-ter.

Art. 3-sexies.

Assegnazione e rilascio delle quote di emissioni
a titolo gratuito agli operatori aerei

1. Entro tre mesi dalla data della decisione di assegnazione della
Commissione europea di cui all’articolo 3-sexies, paragrafo 3, della
direttiva 2003/87/CE, il Comitato calcola e pubblica:
a) la quantita’ totale di quote da assegnare per il periodo
interessato a ciascun operatore aereo amministrato dall’Italia per il
quale ha inoltrato la domanda alla Commissione, a norma dell’articolo
3-quater, comma 3, calcolata moltiplicando i dati sulle
tonnellate-chilometro dichiarati nella domanda, per il parametro di
riferimento di cui alla decisione di assegnazione della Commissione
europea di cui all’articolo 3-sexies, paragrafo 3, della direttiva
2003/87/CE;
b) le quote da assegnare a ciascun operatore aereo amministrato
dall’Italia per ogni anno, determinate dividendo la quantita’ totale
di quote relative al periodo interessato, calcolata come indicato
alla lettera a), per il numero di anni che costituiscono il periodo
nel quale l’operatore aereo in questione svolge una delle attivita’
di trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis.
2. A partire dal 2012, entro il 28 febbraio di ogni anno, il
Comitato rilascia a ciascun operatore aereo amministrato dall’Italia
il numero di quote che gli sono state assegnate per quell’anno a
norma del presente articolo o dell’articolo 3-quinquies e comunica il
rilascio delle quote di emissione all’operatore aereo amministrato
dall’Italia e all’amministratore del registro di cui all’articolo 14,
comma 2.».
5. Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre
2012 e per il periodo che ha inizio il 1° gennaio 2013, i piani di
monitoraggio delle «tonnellate-chilometro» approvati con
deliberazioni del Comitato emanate fino alla data di entrata in
vigore del presente decreto, ai sensi della deliberazione n. 27 del 6
agosto 2009, valgono quali piani di monitoraggio delle
tonnellate-chilometro di cui all’articolo 3-quater, comma 1.
6. Prima dell’articolo 4 e’ aggiunto il seguente capo:

«Capo III

IMPIANTI FISSI».

7. Alla rubrica degli articoli 5, 6 e 7 del decreto legislativo 4
aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: «ad emettere gas ad effetto serra».
8. L’articolo 8 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, e’ abrogato. Tutti i riferimenti al
soppresso articolo si intendono riferiti all’articolo 3-bis, come
introdotto dall’articolo 1, comma 4, del presente decreto.
9. Agli articoli 9, comma 1, 10, comma 1, e 11, comma 1, del
decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive
modificazioni, le parole: «Il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio» sono sostituite dalle seguenti: «Il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare» e le parole:
«il Ministro delle attivita’ produttive» sono sostituite dalle
seguenti: «il Ministro dello sviluppo economico».
10. Dopo l’articolo 12 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n.
216, e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:

«Art. 12-bis.

Raggruppamenti

1. I gestori degli impianti che svolgono un’attivita’ elencata
nell’allegato A che intendono costituire un raggruppamento presentano
istanza al Comitato, precisando gli impianti e il periodo per i quali
intendono costituire il raggruppamento, e nominano un amministratore
fiduciario quale responsabile per l’adempimento degli obblighi di cui
ai commi 3 e 6.
2. Il Comitato presenta alla Commissione europea l’istanza di cui
al comma 1. Il Comitato si pronuncia sull’istanza di cui al comma 1
entro novanta giorni dal ricevimento della stessa. Il suddetto
termine e’ interrotto nel caso di richiesta da parte del Comitato di
ulteriori informazioni ai gestori degli impianti e fino al
ricevimento, da parte del Comitato, delle informazioni richieste.
3. All’amministratore fiduciario del raggruppamento e’ conferito
dai gestori degli impianti partecipanti, un quantitativo totale di
quote di emissione pari alla somma delle quote assegnate agli
impianti stessi.
4. Ai sensi dell’articolo 15, comma 6, all’amministratore
fiduciario non e’ permesso effettuare ulteriori trasferimenti se la
comunicazione di un gestore appartenente al raggruppamento non sara’
stata ritenuta conforme ai sensi dell’articolo 15, comma 5.
5. Nel caso di impianto appartenente a raggruppamento
l’amministratore fiduciario sostituisce il gestore dell’impianto
nell’ottemperanza agli obblighi di restituzione previsti
dall’articolo 15, comma 7.
6. Relativamente all’obbligo della restituzione di quote di
emissioni corrispondenti alle emissioni totali degli impianti
appartenenti al raggruppamento, l’amministratore fiduciario e’
soggetto alle sanzioni pecuniarie amministrative previste
dall’articolo 20, comma 7. La responsabilita’ dell’amministratore
fiduciario non esclude la responsabilita’ di ciascun gestore per il
pagamento delle suddette sanzioni pecuniarie qualora a cio’ non
provveda l’amministratore fiduciario.

Art. 12-ter.

Nuovi entranti

1. L’assegnazione delle quote ai nuovi entranti tiene in
considerazione:
a) le migliori tecnologie disponibili a livello di settore nel
caso di impianti o parti di impianto costruiti ex-novo;
b) eventuali assegnazioni e rilasci precedenti nel caso di
impianti esistenti o ripresa di attivita’;
c) le capacita’ di produzione e previsione di attivita’
dell’impianto;
d) livelli di utilizzo della capacita’ di produzione registrati
nell’ambito del settore di appartenenza.
2. Il Comitato definisce, nell’ambito del PNA di cui all’articolo
10, i criteri per l’individuazione e le modalita’ di assegnazione
delle quote agli impianti nuovi entranti.».
11. Prima dell’articolo 13 del decreto legislativo 4 aprile 2006,
n. 216, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente capo:

«Capo IV

DISPOSIZIONI APPLICABILI AL TRASPORTO AEREO E AGLI IMPIANTI FISSI».

12. L’articolo 13 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 13.

Monitoraggio delle emissioni

1. Il gestore di un impianto e’ tenuto al rispetto delle
prescrizioni contenute sia nell’autorizzazione ad emettere gas ad
effetto serra rilasciata dal Comitato ai sensi dell’articolo 4 sia
nelle disposizioni di attuazione della decisione sul monitoraggio e
rendicontazione.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 sono elaborate dal Comitato
sulla base dei principi di cui all’allegato E e di quanto stabilito
nella decisione sul monitoraggio e rendicontazione .
3. L’operatore aereo amministrato dall’Italia effettua il
monitoraggio delle emissioni rilasciate dall’aeromobile che opera,
secondo la decisione sul monitoraggio e rendicontazione e
conformemente al Piano di monitoraggio delle emissioni, dal momento
della sua approvazione da parte del Comitato.
4. L’operatore aereo amministrato dall’Italia aggiorna il Piano di
monitoraggio delle emissioni di cui al comma 3, in caso di modifica
del sistema di monitoraggio e comunque, a partire dal 2013, almeno
tre mesi prima dell’avvio di ogni periodo di scambio delle quote di
gas ad effetto serra.
5. Le modalita’ di trasmissione dell’aggiornamento di cui al comma
4 ai fini dell’approvazione da parte del Comitato, sono stabilite con
delibera del Comitato medesimo.».
13. Il Piano di monitoraggio delle emissioni di cui al comma 3
dell’articolo 13 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, come sostituito dal comma 12 del presente
articolo, e’ inviato al Comitato di cui all’articolo 3-bis del
decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive
modificazioni, come introdotto dal comma 4 del presente articolo,
entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto
ovvero entro 60 giorni dal momento in cui l’operatore aereo e’
individuato, a seguito delle disposizioni adottate dalla Commissione
europea ai sensi dell’articolo 18-bis, paragrafo 3, lettera b,) della
direttiva 2003/87/CE, quale operatore aereo amministrato dall’Italia.
14. Il Comitato di cui all’articolo 3-bis del decreto legislativo 4
aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, come introdotto dal
comma 4 del presente decreto, stabilisce, con propria deliberazione
da emanarsi entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, i contenuti del Piano di monitoraggio delle
emissioni di cui al comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo
4 aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, come sostituito
dal comma 12 del presente decreto, e le modalita’ di trasmissione
dello stesso.
15. Le disposizioni di cui al comma 13 non si applicano agli
operatori aerei amministrati dall’Italia il cui Piano di monitoraggio
delle emissioni e’ stato approvato con deliberazione n. 01 del 14
gennaio 2010 e con successive deliberazioni emanate fino alla
pubblicazione del presente decreto ai sensi della deliberazione del
Comitato n. 27/2009 del 6 agosto 2009.
16. All’articolo 14 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, le parole: “Agenzia per la protezione
dell’ambiente e per i servizi tecnici, di seguito APAT” sono
sostituite dalle seguenti: “Istituto superiore per la protezione e la
ricerca ambientale, di seguito ISPRA” e le parole: “regolamento (CE)
n. 2216/2004 della Commissione europea, del 21 dicembre 2004, per
l’attuazione di un sistema di registri, standardizzato e sicuro” sono
sostituite dalle seguenti: “regolamento sui registri”;
b) al comma 1, dopo le parole: “di cui all’articolo 15, comma 5,”
sono inserite le seguenti: “e nella comunicazione annuale di ciascun
operatore aereo di cui all’articolo 15, comma 5-bis”;
c) al comma 2, la parola: “APAT” e’ sostituita dalla seguente:
“ISPRA” e le parole: “all’articolo 8 del regolamento (CE) n.
2216/2004” sono sostituite dalle seguenti: “al regolamento sui
registri”;
d) al comma 2, le parole: “all’articolo 8, comma 2, lettera l)”
sono sostituite dalle seguenti: “all’articolo 3-bis”;
e) al comma 4, dopo le parole: “Allegato A” sono inserite le
seguenti: “e l’operatore aereo amministrato dall’Italia che esercita
le attivita’ elencate all’allegato A-bis”;
f) al comma 5, le parole: “dall’Allegato XVI del regolamento (CE)
n. 2216/2004” sono sostituite dalle seguenti: “dal regolamento sui
registri.”.
17. All’articolo 14-bis del decreto legislativo 4 aprile 2006, n.
216, e successive modificazioni, la parola: “APAT” e’ sostituita
dalla seguente: “ISPRA”.
18. All’articolo 15 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
“5-bis. A partire dal 1° gennaio 2011, l’operatore aereo
amministrato dall’Italia comunica al Comitato, entro il 31 marzo di
ciascun anno, le emissioni di gas ad effetto serra relative alle
attivita’ svolte nell’anno solare precedente, monitorate secondo
quanto stabilito all’articolo 13, comma 3, e verificate secondo
quanto stabilito all’articolo 16, comma 1-bis. Le modalita’ e i
contenuti della comunicazione sono stabiliti con deliberazione del
Comitato. L’operatore annota altresi’ le emissioni sul Registro.
5-ter. Nel caso di mancata trasmissione della comunicazione di cui
al comma 5-bis, oppure di comunicazione incompleta ovvero ove il
Comitato accerti che le emissioni comunicate non sono state
monitorate conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 13,
comma 3, il Comitato procede alla stima delle emissioni anche ai fini
della restituzione di cui al comma 7-bis.”;
b) al comma 6, dopo le parole: “Nei casi in cui la dichiarazione
di un gestore” sono inserite le seguenti: “di un impianto”;
c) dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:
“6-bis. Nei casi in cui la comunicazione delle emissioni di gas ad
effetto serra di cui al comma 5-bis da parte di un operatore aereo
amministrato dall’Italia non e’ verificata secondo quanto stabilito
all’articolo 16, l’amministratore del registro provvede affinche’
l’operatore aereo non possa trasferire quote di emissioni fino al
momento in cui la suddetta comunicazione non sia debitamente
verificata.”;
d) al comma 7, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: “Ai
fini dell’adempimento degli obblighi di restituzione di cui al
presente comma il gestore puo’ utilizzare quote di emissione di cui
abbia ottenuto l’annotazione nel Registro a proprio favore, ad
eccezione delle quote di emissione di cui agli articoli 3-quinquies e
3-sexies .”;
e) al comma 7 le parole: “del PNA” sono sostituite dalle
seguenti: “della decisione di assegnazione”;
f) dopo il comma 7 e’ inserito il seguente:
“7-bis. L’operatore aereo amministrato dall’Italia e’ tenuto a
restituire, entro il 30 aprile di ciascun anno, un numero di quote
corrispondente alle emissioni complessive prodotte nell’anno civile
precedente dalle attivita’ di trasporto aereo elencate nell’allegato
A-bis da esso effettuate, come dichiarate e verificate ai sensi del
comma 5-bis ovvero in conformita’ alla stima effettuate ai sensi del
comma 5-ter. L’amministratore del registro procede al ritiro e alla
cancellazione delle quote di emissione restituite.”;
g) al comma 8, dopo le parole: “i gestori” sono inserite le
seguenti: “degli impianti”;
h) al comma 9, dopo le parole: “i gestori” sono inserite le
seguenti: “degli impianti”;
i) dopo il comma 9 e’ inserito il seguente:
“9-bis. Fatto salvo quanto previsto al comma 10, ai fini del
rispetto dell’obbligo annuale di restituzione delle quote di cui al
comma 7-bis, gli operatori aerei amministrati dall’Italia possono
utilizzare CERs e ERUs fino ad una certa percentuale della quantita’
di quote che sono tenuti a restituire ai sensi del comma 7-bis. Per
il periodo compreso tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2012 tale
percentuale e’ fissata nella misura massima del 15 per cento. Per il
periodo compreso tra il 1° gennaio 2013 e il 31 dicembre 2020 gli
operatori aerei amministrati dall’Italia possono utilizzare la
quantita’ di CERs ed ERUs non utilizzata nel periodo compreso tra il
1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2012. In aggiunta a tale quantita’
gli operatori aerei amministrati dall’Italia possono utilizzare la
quantita’ di CERs ed ERUs stabilita dalla Commissione europea con
apposito provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 1, paragrafo
13 della direttiva 2009/29/CE.”;
l) al comma 10, lettera a), dopo le parole: “fatto salvo
l’obbligo per i gestori” sono inserite le seguenti: “e per gli
operatori aerei”.
19. All’articolo 16 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole: “le emissioni rilasciate
dall’impianto” sono inserite le seguenti: “e dalle attivita’ di
trasporto aereo.”;
b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
“1-bis. Per le attivita’ di trasporto aereo il Comitato emana con
propria deliberazione sulla base dei criteri stabiliti all’allegato V
della direttiva 2003/87/CE , nonche’ delle eventuali disposizioni di
dettaglio adottate dalla Commissione europea, le disposizioni per la
verifica della comunicazione delle emissioni di cui all’articolo 15,
comma 5-bis, e la comunicazione dei dati relativi alle
tonnellate-chilometro di cui all’articolo 3-quater.”;
c) al comma 2, dopo le parole: “L’attestato di verifica della
dichiarazione e’ rilasciato” sono inserite le seguenti: “al gestore
di un impianto”;
d) al comma 3, la parola: “APAT” e’ sostituita dalla seguente:
“ISPRA”.».
20. L’articolo 17 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 17.

Accreditamento dei verificatori

1. Il Comitato stabilisce le procedure per il riconoscimento dei
verificatori in conformita’ alle disposizioni comunitarie, ove
emanate, ai sensi della direttiva 2003/87/CE, come modificata dalla
direttiva 2009/29/CE.
2. E’ istituito e gestito senza nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio dello Stato, presso il Comitato il registro dei verificatori
accreditati.».
21. L’articolo 19 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, e’ abrogato. Tutti i riferimenti
all’abrogato articolo si intendono riferiti all’articolo 12-bis, come
introdotto dall’articolo 1, comma 10, del presente decreto.
22. All’articolo 20 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 dopo le parole: «Chiunque esercita un’attivita’»
sono inserite le seguenti: «presso un impianto»;
b) al comma 6 le parole: «30 aprile» sono sostituite dalle
seguenti: «31 marzo»;
c) dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti:
«6-bis. L’operatore aereo amministrato dall’Italia che non presenta
il Piano di monitoraggio e’ soggetto, salvo che il fatto costituisca
reato, ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 euro a
250.000 euro aumentata, per ciascuna tonnellata di biossido di
carbonio equivalente emessa in mancanza della presentazione del
Piano, di 100 euro. Sono inoltre dovuti i costi di acquisto e di
trasferimento sul Registro di una quantita’ di quote di emissioni
pari alle emissioni indebitamente rilasciate.
6-ter. I soggetti di cui al comma 6-bis sono tenuti a trasmettere
il Piano di monitoraggio entro trenta giorni dalla data
d’accertamento della violazione. Decorso inutilmente tale termine, il
Comitato procede secondo quanto indicato all’articolo 20-bis.
6-quater. L’operatore aereo amministrato dall’Italia che entro il
31 marzo di ogni anno non comunica le emissioni di gas ad effetto
serra relative alle attivita’ svolte nell’anno solare precedente,
monitorate ai sensi dell’articolo 13, comma 3, e verificate secondo
quanto stabilito all’articolo 16 o renda dichiarazione falsa o
incompleta, e’ soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, ad una
sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 50.000 euro.»;
d) al comma 7, le parole: «indebitamente assegnate» sono
sostituite dalle seguenti: «effettivamente rilasciate durante l’anno
civile precedente»;
e) dopo il comma 7 e’ inserito il seguente:
«7-bis. L’operatore aereo che, entro il 30 aprile di ogni anno, non
restituisce un numero di quote di emissioni pari alle emissioni
rilasciate durante l’anno civile precedente e’ soggetto ad una
sanzione amministrativa pecuniaria, per ogni quota non restituita,
pari a 100 euro. All’accertamento della violazione consegue in ogni
caso l’obbligo per l’operatore aereo di restituire, all’atto della
restituzione dovuta per l’anno civile successivo, un numero di quote
di emissioni pari alle emissioni effettivamente rilasciate.».
23. Dopo l’articolo 20 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n.
216, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente articolo:

«Art. 20-bis.

Applicazione di divieto operativo
per gli operatori aerei

1. Se un operatore aereo non rispetta le prescrizioni del presente
decreto, fatte salve le sanzioni e ammende applicabili, il Comitato
predispone una relazione contenente almeno:
a) la prova che l’operatore aereo non ha rispettato i suoi
obblighi ai sensi del presente decreto;
b) dettagli sulle sanzioni applicate;
c) la valutazione dell’eventuale imposizione del divieto
operativo.
2. Il Comitato trasmette la relazione ai Ministri competenti per
l’adozione delle disposizioni opportune anche ai fini della
trasmissione della richiesta alla Commissione europea di imposizione
di un divieto operativo a livello comunitario.».
24. Dopo il comma 6 dell’articolo 21 del decreto legislativo 4
aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, e’ aggiunto il
seguente:
«6-bis. Il Comitato con propria deliberazione puo’ emanare apposite
disposizioni per il trattamento degli operatori aerei che
interrompono l’attivita’ conformemente a quanto stabilito dal
regolamento sui registri.».
25. L’articolo 22 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e’
abrogato. Tutti i riferimenti all’abrogato articolo si intendono
riferiti all’articolo 12-ter, come introdotto dall’articolo 1, comma
10.
26. All’articolo 24 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, le parole: «dell’Allegato XVI al
regolamento (CE) n. 2216/2004» sono sostituite dalle seguenti: «del
regolamento sui registri».
27. L’articolo 26 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 26.

Disposizioni finanziarie

1. I costi delle attivita’ di cui agli articoli 3-ter, 3-quater,
3-quinquies, 3-sexies, 4, 7, 11, commi 2 e 3, 13, commi 3, 4 e 5, 14,
15, comma 5-ter, e 17 sono a carico degli operatori interessati
secondo tariffe e modalita’ di versamento da stabilire con decreto
del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il
Ministro dello sviluppo economico.
2. Le tariffe di cui al comma 1 devono coprire il costo effettivo
dei servizi resi, da individuarsi tenendo conto anche della
complessita’ delle prestazioni richieste; le tariffe sono
predeterminate e pubbliche e sono aggiornate, almeno ogni due anni,
con lo stesso criterio della copertura del costo effettivo del
servizio.
3. Le entrate derivanti dalle tariffe di cui al comma 1, ad
eccezione di quelle risultanti dalle tariffe per la gestione del
Registro di cui all’articolo 14, che sono versate dai soggetti
interessati direttamente all’ISPRA, sono versate all’entrata del
bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnate, ai sensi
dell’articolo 4 della legge 4 giugno 2010, n. 96, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, ad apposito capitolo dello
stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, competente per le predette attivita’.».
28. Il decreto di cui al comma 1 dell’articolo 26 del decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, come
sostituito dal comma 27 del presente decreto, e’ adottato entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
29. All’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 4 aprile
2006, n. 216, e successive modificazioni, le parole: «Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio – Direzione per la
ricerca ambientale e lo sviluppo» sono sostituite dalle seguenti:
«Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare –
Direzione per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia» e la
parola: «APAT» e’ sostituita dalla seguente: «ISPRA».
30. All’articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 4 aprile
2006, n. 216, e successive modificazioni, le parole: «Direttore
generale per la ricerca ambientale e lo sviluppo del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio» sono sostituite dalle
seguenti: «Direttore generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e
l’energia del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare» e le parole; «Ministero delle attivita’ produttive» sono
sostituite dalle seguenti: «Ministero dello sviluppo economico».
31. Sono fatte salve le disposizioni emanate ai sensi della
deliberazione del Comitato n. 27 del 6 agosto 2009, nonche’ delle
successive deliberazioni adottate ai sensi della citata deliberazione
fino alla data dell’entrata in vigore del presente decreto”.
32. Dopo l’allegato A al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
e successive modificazioni, e’ inserito l’allegato A-bis contenuto
nell’allegato I al presente decreto.
33. All’allegato D al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, prima delle parole: «Principi generali»
sono anticipate le seguenti:«Sezione 1: Verifica delle emissioni
prodotte da impianti fissi.».
34. Dopo il punto 11 dell’allegato D al decreto legislativo 4
aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni, e’ inserita la
sezione 2 contenuta nell’allegato II al presente decreto.
35. All’allegato E al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, dopo le parole: «PRINCIPI IN MATERIA DI
CONTROLLO DI CUI ALL’ARTICOLO 13» sono inserite le seguenti: «Sezione
1: Controllo delle emissioni prodotte da impianti fissi.».
36. All’allegato E al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, e’ inserita la sezione 2 contenuta
nell’allegato III al presente decreto.
37. All’allegato F al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, le parole: «ELENCO DELLE INFORMAZIONI
MINIME DA COMUNICARE ANNUALMENTE AI SENSI DELL’ARTICOLO 15 COMMA 5 »
sono sostituite dalle seguenti: «ELENCO DELLE INFORMAZIONI MINIME DA
COMUNICARE ANNUALMENTE AI SENSI DELL’ARTICOLO 15, COMMA 5 E 5-BIS. »
e, dopo le medesime, sono inserite le seguenti: «Sezione 1:
comunicazione delle emissioni prodotte da impianti fissi.».
38. All’allegato F al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
successive modificazioni, e’ inserita la sezione 2 contenuta
nell’allegato IV al presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 30 dicembre 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del
mare

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Alfano, Ministro della giustizia

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Romani, Ministro dello sviluppo
economico

Matteoli, Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Avvertenza:
– Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE)
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Il testo dell’art. 1 e dell’allegato B della legge 4
giugno 2010, n. 96 (Disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009), pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O.,
cosi’ recitano:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro il termine di recepimento indicato in
ciascuna delle direttive elencate negli allegati A e B, i
decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare
attuazione alle medesime direttive. Per le direttive
elencate negli allegati A e B, il cui termine di
recepimento sia gia’ scaduto ovvero scada nei tre mesi
successivi alla data di entrata in vigore della presente
legge, il Governo e’ delegato ad adottare i decreti
legislativi di attuazione entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore della medesima legge. Per le direttive
elencate negli allegati A e B, che non prevedono un termine
di recepimento, il Governo e’ delegato ad adottare i
decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche europee e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate nell’allegato B,
nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali,
quelli relativi all’attuazione delle direttive elencate
nell’allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli
altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati
e al Senato della Repubblica affinche’ su di essi sia
espresso il parere dei competenti organi parlamentari.
Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i
decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora
il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui
al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai
commi 4 e 8 scadano nei trenta giorni che precedono la
scadenza dei termini previsti dai commi 1 o 5 o
successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive che comportino conseguenze
finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui
all’art. 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Su di essi e’ richiesto anche il parere delle Commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari. Il
Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni
formulate con riferimento all’esigenza di garantire il
rispetto dell’art. 81, quarto comma, della Costituzione,
ritrasmette alle Camere i testi, corredati dei necessari
elementi integrativi di informazione, per i pareri
definitivi delle Commissioni parlamentari competenti per i
profili finanziari, che devono essere espressi entro venti
giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati
dalla presente legge, il Governo puo’ adottare, con la
procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal
comma 6.
6. I decreti legislativi, relativi alle direttive
elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’art.
117, quinto comma, della Costituzione, nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome, si applicano alle condizioni e secondo le
procedure di cui all’art. 11, comma 8, della legge 4
febbraio 2005, n. 11.
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in
cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risultino
esercitate alla scadenza del termine previsto, trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che da’ conto dei motivi addotti a
giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza
istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le
politiche europee, ogni sei mesi, informa altresi’ la
Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sullo
stato di attuazione delle direttive da parte delle regioni
e delle province autonome nelle materie di loro competenza,
secondo modalita’ di individuazione delle stesse da
definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B,
ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica. Decorsi venti giorni dalla data di
ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di
nuovo parere.».
«Allegato B
(Art. 1, commi 1 e 3)
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per
quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno
dei servizi postali comunitari;
2008/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, concernente una procedura comunitaria
sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale
industriale di gas e di energia elettrica (rifusione);
2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (Versione
codificata);
2008/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla gestione della sicurezza delle
infrastrutture stradali;
2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente;
2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei
gas a effetto serra;
2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia
interinale;
2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, relativa a standard di qualita’
ambientale nel settore della politica delle acque, recante
modifica e successiva abrogazione delle direttive del
Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e
86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio (5);
2008/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie;
2008/112/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica le direttive del Consiglio
76/768/CEE, 88/378/CEE, 1999/13/CE e le direttive del
Parlamento europeo e del Consiglio 2000/53/CE, 2002/96/CE e
2004/42/CE, allo scopo di adeguarle al regolamento (CE) n.
1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura
e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele;
2008/114/CE del Consiglio, dell’8 dicembre 2008,
relativa all’individuazione e alla designazione delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione della
necessita’ di migliorarne la protezione;
2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto
riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprieta’,
dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo
termine e dei contratti di rivendita e di scambio;
2009/4/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009, sulle
contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione
delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la
direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE)
n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a
disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti
su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del
Consiglio;
2009/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2009, che
modifica l’allegato III della direttiva 2006/22/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per
l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n.
3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia
sociale nel settore dei trasporti su strada;
2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali;
2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009, recante
attuazione dell’accordo concluso dall’Associazione armatori
della Comunita’ europea (ECSA) e dalla Federazione europea
dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul
lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva
1999/63/CE;
2009/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, recante modifica della direttiva
94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi per
quanto riguarda il livello di copertura e il termine di
rimborso;
2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato
di approdo (rifusione);
2009/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, recante modifica della direttiva 2002/59/CE
relativa all’istituzione di un sistema comunitario di
monitoraggio del traffico navale e d’informazione;
2009/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che stabilisce i principi fondamentali in
materia di inchieste sugli incidenti nel settore del
trasporto marittimo e che modifica la direttiva 1999/35/CE
del Consiglio e la direttiva 2002/59/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio;
2009/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al rispetto degli obblighi dello
Stato di bandiera;
2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da
fonti rinnovabili, recante modifica e successiva
abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;
2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario
per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto
serra;
2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per
quanto riguarda le specifiche relative a benzina,
combustibile diesel e gasolio nonche’ l’introduzione di un
meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di
gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE del
Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al
combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione
interna e abroga la direttiva 93/12/CEE;
2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di
biossido di carbonio e recante modifica della direttiva
85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento
europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE,
2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio;
2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti
e a basso consumo energetico nel trasporto su strada;
2009/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 maggio 2009, che modifica la direttiva 98/26/CE
concernente il carattere definitivo del regolamento nei
sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli e
la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia
finanziaria per quanto riguarda i sistemi connessi e i
crediti;
2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli;
2009/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 78/660/CEE e
83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni
obblighi di comunicazione a carico delle societa’ di medie
dimensioni e l’obbligo di redigere conti consolidati;
2009/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 2001/82/CE e
2001/83/CE per quanto concerne le modifiche dei termini
delle autorizzazioni all’immissione in commercio dei
medicinali;
2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione
delle acque minerali naturali;
2009/69/CE del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto in relazione
all’evasione fiscale connessa all’importazione;
2009/71/EURATOM del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare
degli impianti nucleari;
2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva
2003/54/CE;
2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
2003/55/CE;
2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure
per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di
forniture e di servizi nei settori della difesa e della
sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica
delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
2009/90/CE della Commissione, del 31 luglio 2009, che
stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per
l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle
acque;
2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, intesa a coordinare, per renderle
equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati
membri, alle societa’ a mente dell’art. 48, secondo comma,
del trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei
terzi;
2009/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, in materia di diritto delle societa’,
relativa alle societa’ a responsabilita’ limitata con un
unico socio (Versione codificata);
2009/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, recante modifica della direttiva
98/8/CE, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi,
per quanto riguarda l’estensione di determinati periodi di
tempo;
2009/111/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, che modifica le direttive 2006/48/CE,
2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi
dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza
e la gestione delle crisi;
2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che
stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un
livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di
prodotti petroliferi;
2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, che modifica la direttiva 2005/35/CE
relativa all’inquinamento provocato dalle navi e
all’introduzione di sanzioni per violazioni;
2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione
ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia
(rifusione);
2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009, che
modifica l’allegato VII della direttiva 2008/57/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario;
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attivita’ di assicurazione e di riassicurazione
(solvibilita’ II) (rifusione);
2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i
rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il
lavoro (Versione codificata);
2009/149/CE della Commissione, del 27 novembre 2009,
che modifica la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio per quanto riguarda gli indicatori comuni
di sicurezza e i metodi comuni di calcolo dei costi
connessi agli incidenti;
2010/12/UE del Consiglio, del 16 febbraio 2010, recante
modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE e 95/59/CE
per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise
che gravano sui tabacchi lavorati e della direttiva
2008/118/CE.».
– La direttiva 2008/101/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
13 gennaio 2009, n. 8 L.
– La direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote
di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunita’ e che
modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio,e’ pubblicata
nella G.U.U.E. 25 ottobre 2003, n. L 275.
– Il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216
(Attuazione delle direttive 2003/87 e 2004/101/CE in
materia di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto
serra nella Comunita’, con riferimento ai meccanismi di
progetto del Protocollo di Kyoto) e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 19 giugno 2006, n. 140, S.O.
– Si riporta il testo dell’art. 4, commi 1 e 2, del
decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 (Disposizioni
urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per
l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle
Comunita’ europee), convertito, con modificazioni, dalla
legge 20 novembre 2009, n. 166, e pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 25 settembre 2009, n. 223:
«Art. 4 (Misure urgenti per il recepimento della
direttiva 2008/101/CE e per la promozione
dell’ambientalizzazione delle imprese e delle innovazioni
tecnologiche finalizzate alla protezione dell’ambiente e
alla riduzione delle emissioni). – 1. Per il raggiungimento
degli obiettivi derivanti dal Protocollo di Kyoto, nonche’
per il miglior perseguimento delle finalita’ di incremento
della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili,
al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all’art. 3, comma 2, sono abrogate le seguenti
lettere: a-bis) e a-ter);
b) all’art. 5, comma 2, le parole: “entrata in
esercizio” sono sostituite dalla seguente: “avvio”;
c) all’art. 11, comma 1, le parole: “del PNA” sono
sostituite dalle seguenti: “della decisione di assegnazione
medesima, nel rispetto di quanto previsto dal medesimo art.
8”;
d) all’art. 13, comma 2, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: “e aggiornamenti”;
e) all’art. 15, comma 5, dopo le parole: “nell’anno
solare precedente”, sono inserite le seguenti: “e annota
sul Registro nazionale delle emissioni e delle quote di
emissione il valore complessivo delle emissioni indicate
nella dichiarazione medesima”;
f) all’art. 20, comma 8, la parola: “assegnate” e’
sostituita dalla seguente: “rilasciate”;
g) all’art. 20, comma 9, dopo le parole: “emessa in
mancanza di”, sono inserite le seguenti: “aggiornamento
della”.
2. Ai fini del recepimento della direttiva 2008/101/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre
2008, il Comitato nazionale per la gestione della direttiva
2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attivita’
di progetto del Protocollo di Kyoto, di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive
modificazioni, svolge il ruolo di autorita’ competente.».
– La decisione 2007/589/CE della Commissione del 18
luglio 2007, e’ pubblicata nella G.U.U.E. 31 agosto 2007,
n. L 229.
– La decisione 2009/73/CE della Commissione del 17
dicembre 2008, e’ pubblicata nella G.U.U.E. 28 gennaio
2009, n. L 24.
– La decisione 2009/339/CE della Commissione del 16
aprile 2009 e’ pubblicata nella G.U.U.E. 23 aprile 2009, n.
L 103.
– Il regolamento (CE) n. 748/2009 della Commissione del
5 agosto 2009 e’ pubblicato nella G.U.U.E. 22 agosto 2009,
n. L 219.
Note all’art. 1:
– Si riporta il testo degli articoli 1, 2 e 3 del
citato decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, come
modificato dal presente decreto:
«Art. 1 (Oggetto). – 1. Il presente decreto reca le
disposizioni per la partecipazione al sistema per lo
scambio di quote di emissioni di gas ad effetto serra nella
Comunita’ istituito ai sensi della direttiva 2003/87/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003
come modificata dalla direttiva 2004/101/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, e dalla
direttiva 2008/101/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 novembre 2008.».
«Art. 2 (Campo di applicazione). – 1. Le disposizioni
contenute nel presente decreto si applicano alle emissioni
provenienti dalle attivita’ indicate nell’allegato A e
A-bis ed ai gas ad effetto serra elencati nell’allegato
B.».
«Art. 3 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto si intende per:
a) – d) (omissis);
d-bis) decisione sul monitoraggio e sulla
rendicontazione: decisione 2007/589/CE della Commissione,
del 18 luglio 2007, che istituisce le linee guida per il
monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas a
effetto serra ai sensi della direttiva 2003/87/CE, e
successive modificazioni;
d-ter) elenco degli operatori aerei: elenco degli
operatori aerei approvato con regolamento (CE) n. 748/2009
della Commissione, del 5 agosto 2009, e successivi
aggiornamenti adottati ai sensi dell’art. 18-bis, paragrafo
3, lettera b), della direttiva 2003/87/CE;
e) emissioni: il rilascio in atmosfera dei gas a
effetto serra a partire da fonti situate in un impianto o
il rilascio, da parte di un aeromobile che esercita una
delle attivita’ di trasporto aereo elencate nell’allegato
A-bis, dei gas specificati in riferimento all’attivita’
interessata;
f) – i) (omissis);
l) Italian Carbon Fund: fondo di acquisto di crediti
derivanti da attivita’ di attuazione congiunta e derivanti
da attivita’ di meccanismo di sviluppo pulito istituito dal
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare – Direzione per lo sviluppo sostenibile, il clima e
l’energia presso la Banca Mondiale;
m) (omissis);
m-bis) operatore aereo: la persona che opera un
aeromobile nel momento in cui viene esercitata una delle
attivita’ di trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis,
o, nel caso in cui tale persona non sia conosciuta o non
identificata, il proprietario dell’aeromobile;
m-ter) operatore di trasporto aereo commerciale: un
operatore aereo il quale, dietro compenso, fornisce al
pubblico servizi aerei di linea o non di linea per il
trasporto di passeggeri, merci o posta;
m-quater) operatore aereo amministrato dall’Italia:
operatore aereo riportato nell’elenco degli operatori aerei
per il quale e’ specificato che l’operatore aereo e’
amministrato dall’Italia;
n) (omissis);
n-bis) piano di monitoraggio delle emissioni: documento
contenente le modalita’ per il monitoraggio e la
comunicazione delle emissioni rilasciate per le attivita’
di trasporto aereo elencate all’allegato A-bis;
n-ter) piano di monitoraggio delle
“tonnellate-chilometro”: documento contenente le modalita’
per il monitoraggio e la comunicazione dei dati relativi
alle tonnellate-chilometro per le attivita’ di trasporto
aereo elencate nell’allegato A-bis;
o) – p) (omissis);
p-bis) regolamento sui registri: regolamento (CE)
2216/2004 della Commissione, del 21 dicembre 2004, relativo
ad un sistema standardizzato e sicuro di registri a norma
della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio e della decisione n. 280/2004/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, e successive modificazioni;
q) – r) (omissis);
s) verificatore: soggetto indipendente accreditato ai
sensi dell’art. 17 con la responsabilita’ di verificare le
dichiarazioni del gestore e degli operatori aerei
amministrati dall’Italia sui dati delle emissioni secondo
quanto stabilito dall’art. 16.
2. Ai fini del presente decreto si intende altresi’
per:
a) autorita’ nazionale competente: l’autorita’
competente ai fini dell’attuazione della direttiva
2003/87/CE di cui all’art. 3-bis;
b) direttiva 2003/87/CE: la direttiva 2003/87CE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 2003 che
istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni
dei gas a effetto serra nella Comunita’ e che modifica la
direttiva 96/61/CE del Consiglio, come modificata dalla
direttiva 2004/101/CE e dalla direttiva 2008/101/CE;
c) (omissis);
c-bis) direttiva 2008/101/CE: la direttiva 2008/101/CE
del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre
2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di
includere le attivita’ di trasporto aereo nel sistema
comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas ad
effetto serra;
d) – m) (omissis);
m-bis) riserva speciale: quantita’ di quote di
emissioni da assegnare per ciascun periodo di riferimento a
partire da quello che ha inizio il 1° gennaio 2013, agli
operatori aerei di cui all’art. 3-quinquies, comma 1.».
– Il testo del capo aggiunto prima dell’artico 4 del
decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, citato nelle
premesse, cosi’ come modificato dal presente decreto, cosi’
recita:
«Capo III
IMPIANTI FISSI».
– Il testo delle rubriche degli articoli 5, 6 e 7 del
citato decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, come
modificato dal presente decreto, cosi’ recita:
«Art. 5 (Domanda di autorizzazione ad emettere gas ad
effetto serra).».
«Art. 6 (Rilascio e contenuto dell’autorizzazione ad
emettere gas ad effetto serra).».
«Art. 7 (Aggiornamento dell’autorizzazione ad emettere
gas ad effetto serra).».
– Si riporta il testo del comma 1 degli articoli 9, 10
e 11 del citato decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216,
come modificato dal presente decreto:
«Art. 9 (Coordinamento con altri dispositivi di legge).
– 1. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico, sentita la Conferenza Unificata,
promuove il coordinamento degli adempimenti disciplinati
dal presente decreto con:
a) il decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59,
che recepisce la direttiva 96/61/CE, e successive
modificazioni relativo alla prevenzione e riduzione
integrate dell’inquinamento;
b) il regolamento CE n. 761/2001 (EMAS), art. 10,
comma 2;
b-bis) la legge 1° giugno 2002, n. 120, di ratifica
ed esecuzione del Protocollo di Kyoto alla Convenzione
quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto
a Kyoto l’11 dicembre 1997.».
«Art. 10 (Piano nazionale di assegnazione). – 1. Il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e il Ministro dello sviluppo economico, approvano per
ciascun periodo di riferimento di cui all’art. 3, comma 1,
lettera h), il Piano nazionale di assegnazione, nel seguito
denominato “PNA”, predisposto dal Comitato entro diciotto
mesi prima dell’inizio del periodo in questione. Il PNA
determina il numero totale di quote di emissioni che si
intendono assegnare per il periodo di riferimento, nonche’
le modalita’ di assegnazione e di rilascio delle stesse ai
singoli impianti. Il PNA, inoltre definisce i criteri di
definizione degli impianti nuovi entranti di cui all’art.
22 e degli impianti in stato di chiusura o sospensione di
cui all’art. 21. Il PNA si fonda su criteri obiettivi e
trasparenti, compresi quelli elencati nell’allegato G
tenendo in considerazione gli orientamenti per l’attuazione
degli stessi elaborati dalla Commissione. Il PNA e’
predisposto nel rispetto dei criteri di cui ai commi 2 e 3
tenuto conto delle osservazioni del pubblico.».
«Art. 11 (Assegnazione e rilascio delle quote di
emissioni agli impianti). – 1. Il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare e il Ministro dello
sviluppo economico, approvano la decisione di assegnazione
predisposta dal Comitato ai sensi dell’art. 8, comma 2,
lettera c). Il Comitato dispone l’assegnazione di quote
agli impianti nuovi entranti sulla base delle modalita’
definite nell’ambito della decisione di assegnazione
medesima, nel rispetto di quanto previsto dal medesimo art.
8.».
– La direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, citata nelle premesse, e’ pubblicata nella
G.U.U.E. 25 ottobre 2003, n. L 275.
– Si riporta il testo dell’articoli 14 e 14-bis del
citato decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, come
modificato dal presente decreto:
«Art. 14 (Registro nazionale delle emissioni e delle
quote d’emissioni). – 1. E’ istituito e gestito senza nuovi
o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, presso
l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca
ambientale, di seguito ISPRA, il Registro nazionale delle
emissioni e delle quote di emissioni al fine dell’accurata
contabilizzazione delle quote di emissioni rilasciate,
possedute, trasferite, restituite e cancellate secondo le
modalita’ previste dal presente decreto. Nel Registro e’
annotato il valore complessivo delle emissioni contenuto
nella dichiarazione annuale di ciascun impianto di cui
all’art. 15, comma 5 e nella comunicazione annuale di
ciascun operatore aereo di cui all’art. 15, comma 5-bis. Il
Registro assolve inoltre alle funzioni del registro
nazionale previsto dall’art. 6 della decisione 280/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio e opera secondo le
specifiche funzionali di cui al regolamento sui registri.
2. L’ISPRA svolge le funzioni di amministratore del
registro di cui al regolamento sui registri sulla base
delle disposizioni del Comitato, come stabilito all’art.
3-bis.
3. (Omissis).
4. Il gestore di un impianto che esercita le attivita’
elencate nell’allegato A e l’operatore aereo amministrato
dall’Italia che esercita le attivita’ elencate all’allegato
A-bis, nonche’ qualsiasi persona che intenda trasferire,
restituire o cancellare quote ai sensi dell’art. 15 ha
l’obbligo di presentare all’amministratore del registro
domanda di iscrizione; le modalita’ di richiesta della
suddetta domanda sono stabilite dall’amministratore del
Registro.
5. Il Registro e’ accessibile al pubblico secondo le
modalita’ e nei limiti previsti dal regolamento sui
registri.».
«Art. 14-bis (Istituzione del Sistema nazionale per la
realizzazione dell’Inventario nazionale dei gas serra). –
1. (Omissis).
2. L’ISPRA e’ responsabile della realizzazione, della
gestione e dell’archiviazione dei dati dell’Inventario
Nazionale dei gas serra della raccolta dei dati di base e
della realizzazione di un programma di controllo e di
garanzia della qualita’.
3. (Omissis).
4. L’ISPRA predispone, aggiorna annualmente e trasmette
al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare un progetto per l’organizzazione del Sistema
nazionale per la realizzazione dell’Inventario Nazionale
dei gas serra, conformemente a quanto stabilito dalla
decisione 19/CMP.1 della Convenzione-quadro sui cambiamenti
climatici.
5. – 6. (Omissis).».
– Il testo dell’art. 15 del citato decreto legislativo
4 aprile 2006, n. 216, come modificato dal presente
decreto, cosi’ recita:
«Art. 15 (Trasferimento, restituzione e cancellazione
delle quote di emissioni). – 1. – 4. (Omissis).
5. A decorrere dal 1° gennaio 2006, il gestore di
ciascun impianto invia al Comitato, entro il 31 marzo di
ciascun anno, una dichiarazione relativa alle attivita’ ed
alle emissioni dell’impianto nell’anno solare precedente e
annota sul Registro nazionale delle emissioni e delle quote
di emissione il valore complessivo delle emissioni indicate
nella dichiarazione medesima. La dichiarazione deve essere
corredata dall’attestato di verifica di cui all’art. 16.
5-bis. A partire dal 1° gennaio 2011, l’operatore aereo
amministrato dall’Italia comunica al Comitato, entro il 31
marzo di ciascun anno, le emissioni di gas ad effetto serra
relative alle attivita’ svolte nell’anno solare precedente,
monitorate secondo quanto stabilito all’art. 13, comma 3, e
verificate secondo quanto stabilito all’art. 16, comma
1-bis. Le modalita’ e i contenuti della comunicazione sono
stabiliti con deliberazione del Comitato. L’operatore
annota altresi’ le emissioni sul Registro.
5-ter. Nel caso di mancata trasmissione della
comunicazione di cui al comma 5-bis, oppure di
comunicazione incompleta ovvero ove il Comitato accerti che
le emissioni comunicate non sono state monitorate
conformemente alle disposizioni di cui all’art. 13, comma
3, il Comitato procede alla stima delle emissioni anche ai
fini della restituzione di cui al comma 7-bis.
6. Nei casi in cui la dichiarazione di un gestore di un
impianto non e’ corredata dall’attestato di verifica,
l’amministratore del registro provvede affinche’ il gestore
dell’impianto o, nel caso in cui l’impianto faccia parte di
un raggruppamento di cui all’art. 19, l’amministratore
fiduciario del raggruppamento di cui l’impianto fa parte
non possa trasferire quote di emissioni fino al momento in
cui la suddetta dichiarazione non sia corredata di tale
attestato.
6-bis. Nei casi in cui la comunicazione delle emissioni
di gas ad effetto serra di cui al comma 5-bis da parte di
un operatore aereo amministrato dall’Italia non e’
verificata secondo quanto stabilito all’art. 16,
l’amministratore del registro provvede affinche’
l’operatore aereo non possa trasferire quote di emissioni
fino al momento in cui la suddetta comunicazione non sia
debitamente verificata.
7. Il gestore di ciascun impianto e’ tenuto a
restituire, entro il 30 aprile di ciascun anno, quote di
emissione annotate sul Registro e corrispondenti alle
quantita’ di emissioni rilasciate dall’impianto nell’anno
solare precedente, come dichiarate e verificate ai sensi
del comma 5. Ai fini dell’adempimento degli obblighi di
restituzione di cui al presente comma il gestore puo’
utilizzare quote di emissione di cui abbia ottenuto
l’annotazione nel Registro a proprio favore, ad eccezione
delle quote di emissione di cui agli articoli 3-quinquies e
3-sexies. Il gestore di impianti in chiusura e’ tenuto a
restituire quote secondo le modalita’ definite nell’ambito
della decisione di assegnazione. L’amministratore del
Registro procede al ritiro e alla cancellazione dal
Registro delle quote di emissione restituite.
7-bis. L’operatore aereo amministrato dall’Italia e’
tenuto a restituire, entro il 30 aprile di ciascun anno, un
numero di quote corrispondente alle emissioni complessive
prodotte nell’anno civile precedente dalle attivita’ di
trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis da esso
effettuate, come dichiarate e verificate ai sensi del comma
5-bis ovvero in conformita’ alla stima effettuate ai sensi
del comma 5-ter. L’amministratore del registro procede al
ritiro e alla cancellazione delle quote di emissione
restituite.
8. Fatto salvo quanto previsto al comma 10, nel corso
del primo periodo di riferimento, ai fini del rispetto
dell’obbligo annuale di restituzione delle quote di cui al
comma 7, i gestori degli impianti sono autorizzati ad
utilizzare le CER derivanti dalle attivita’ di progetto
nell’ambito del sistema comunitario di scambio. Cio’
avviene mediante il rilascio e l’immediata cessione, da
parte del Comitato, di una quota di emissioni in cambio di
una CER. L’amministratore del registro cancella le CER
utilizzate da gestori degli impianti nel corso del primo
periodo di riferimento.
9. Fatto salvo quanto previsto al comma 10, nel corso
di ciascuno dei periodi di riferimento successivi, ai fini
del rispetto dell’obbligo annuale di restituzione delle
quote di cui al comma 7, i gestori degli impianti sono
autorizzati ad utilizzare le ERU e le CER derivanti dalle
attivita’ di progetto nell’ambito del sistema comunitario
di scambio fino ad una percentuale della quota di emissioni
assegnata ad ogni impianto cosi’ come specificata nel PNA
per tale periodo. La conversione avviene mediante il
rilascio e l’immediata cessione, da parte dello Stato
membro, di una quota di emissioni in cambio di una CER o di
una ERU detenuta dal gestore interessato nel Registro.
9-bis. Fatto salvo quanto previsto al comma 10, ai fini
del rispetto dell’obbligo annuale di restituzione delle
quote di cui al comma 7-bis, gli operatori aerei
amministrati dall’Italia possono utilizzare CERs e ERUs
fino ad una certa percentuale della quantita’ di quote che
sono tenuti a restituire ai sensi del comma 7-bis. Per il
periodo compreso tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre
2012 tale percentuale e’ fissata nella misura massima del
15 per cento. Per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2013
e il 31 dicembre 2020 gli operatori aerei amministrati
dall’Italia possono utilizzare la quantita’ di CERs ed ERUs
non utilizzata nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2012 e
il 31 dicembre 2012. In aggiunta a tale quantita’ gli
operatori aerei amministrati dall’Italia possono utilizzare
la quantita’ di CERs ed ERUs stabilita dalla Commissione
europea con apposito provvedimento adottato ai sensi
dell’art. 1, paragrafo 13 della direttiva 2009/29/CE.
10. Tutte le CER e le ERU che sono rilasciate e possono
essere utilizzate ai sensi della convenzione UNFCCC e del
Protocollo di Kyoto e delle successive decisioni adottate a
norma di tali strumenti possono essere utilizzate nel
sistema comunitario:
a) fatto salvo l’obbligo per i gestori e per gli
operatori aerei di astenersi dall’utilizzare CER ed ERU
generate da impianti nucleari nell’ambito del sistema
comunitario durante il primo periodo di riferimento ed il
primo dei periodi di riferimento successivi;
b) fatta eccezione per le CER ed ERU derivanti da
attivita’ di utilizzo del territorio, variazione della
destinazione d’uso del territorio e silvicoltura.
11. – 12. (Omissis).».
– Il testo dell’art. 16 del citato decreto legislativo
4 aprile 2006, n. 216, come modificato dal presente
decreto, cosi’ recita:
«Art. 16 (Verifica delle comunicazioni delle
emissioni). – 1. La verifica della dichiarazione accerta
l’affidabilita’, credibilita’ e precisione dei sistemi di
monitoraggio, dei dati e delle informazioni presentate e
riguardanti le emissioni rilasciate dall’impianto e dalle
attivita’ di trasporto aereo. La verifica ha esito positivo
qualora non rilevi discrepanze tra i dati e le informazioni
sulle emissioni contenute nella dichiarazione e le
emissioni effettive.
1-bis. Per le attivita’ di trasporto aereo il Comitato
emana con propria deliberazione sulla base dei criteri
stabiliti all’allegato V della direttiva 2003/87/CE ,
nonche’ delle eventuali disposizioni di dettaglio adottate
dalla Commissione europea, le disposizioni per la verifica
della comunicazione delle emissioni di cui all’art. 15,
comma 5-bis, e la comunicazione dei dati relativi alle
tonnellate-chilometro di cui all’art. 3-quater.
2. L’attestato di verifica della dichiarazione e’
rilasciato al gestore di un impianto in esito a positivo
controllo della dichiarazione stessa, da un verificatore
accreditato secondo quanto previsto all’art. 17, comma 1.
3. Per ciascun periodo di riferimento di cui alle
lettere g) ed h) del comma 2 dell’art. 3, contestualmente
alla prima verifica della dichiarazione delle emissioni di
ogni impianto, il verificatore accerta inoltre la
congruenza della dichiarazione di cui all’art. 15, comma 5,
con la comunicazione di cui all’art. 12, comma 1. Il
verificatore comunica i risultati di tale verifica al
Comitato e all’ISPRA contestualmente al rilascio
dell’attestato di verifica.
4. – 5. (Omissis).».
– Il testo dell’art. 20 del decreto legislativo 4
aprile 2006, n. 216, citato nelle premesse, cosi’ come
modificato dal presente decreto, cosi’ recita:
«Art. 20 (Sanzioni). – 1. Chiunque esercita
un’attivita’ presso un impianto regolata dal presente
decreto senza l’autorizzazione di cui all’art. 4, e’
soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da
25.000 euro a 250.000 euro aumentata, per ciascuna
tonnellata di biossido di carbonio equivalente emessa in
mancanza di autorizzazione, di 40 euro per il primo periodo
di riferimento e di 100 euro per i periodi di riferimento
successivi. Sono inoltre dovuti i costi di acquisto e di
trasferimento sul Registro di una quantita’ di quote di
emissione pari alle emissioni indebitamente rilasciate.
2. – 5. (Omissis).
6. Il gestore dell’impianto, munito di autorizzazione
alle emissioni di gas ad effetto serra, che entro il 31
marzo di ogni anno non presenti la dichiarazione di cui
all’art. 15, comma 5, corredata dal relativo attestato di
verifica di cui all’art. 16 o renda dichiarazione falsa o
incompleta, e’ soggetto, salvo che il fatto costituisca
reato, ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500
euro a 50.000 euro.
6-bis. L’operatore aereo amministrato dall’Italia che
non presenta il Piano di monitoraggio e’ soggetto, salvo
che il fatto costituisca reato, ad una sanzione
amministrativa pecuniaria da 25.000 euro a 250.000 euro
aumentata, per ciascuna tonnellata di biossido di carbonio
equivalente emessa in mancanza della presentazione del
Piano, di 100 euro. Sono inoltre dovuti i costi di acquisto
e di trasferimento sul Registro di una quantita’ di quote
di emissioni pari alle emissioni indebitamente rilasciate.
6-ter. I soggetti di cui al comma 6-bis sono tenuti a
trasmettere il Piano di monitoraggio entro trenta giorni
dalla data d’accertamento della violazione. Decorso
inutilmente tale termine, il Comitato procede secondo
quanto indicato all’art. 20-bis.
6-quater. L’operatore aereo amministrato dall’Italia
che entro il 31 marzo di ogni anno non comunica le
emissioni di gas ad effetto serra relative alle attivita’
svolte nell’anno solare precedente, monitorate ai sensi
dell’art. 13, comma 3, e verificate secondo quanto
stabilito all’art. 16 o renda dichiarazione falsa o
incompleta, e’ soggetto, salvo che il fatto costituisca
reato, ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500
euro a 50.000 euro.
7. Il gestore dell’impianto, munito di autorizzazione
alle emissioni di gas ad effetto serra, che nei tempi
previsti all’art. 15, comma 7, non restituisca quote di
emissioni nelle quantita’ di cui alla dichiarazione
prevista all’art. 15 comma 5, in caso di omessa
dichiarazione, nelle quantita’ pari alla quantita’ di
emissioni effettivamente emesse, e’ soggetto ad una
sanzione amministrativa pecuniaria, per ogni quota non
restituita, di 40 euro per il primo periodo di riferimento
e di 100 euro per i periodi di riferimento successivi.
All’accertamento della violazione consegue in ogni caso
l’obbligo per il gestore di restituire un numero di quote
di emissioni corrispondenti alle emissioni effettivamente
rilasciate durante l’anno civile precedente.
7-bis. L’operatore aereo che, entro il 30 aprile di
ogni anno, non restituisce un numero di quote di emissioni
pari alle emissioni rilasciate durante l’anno civile
precedente e’ soggetto ad una sanzione amministrativa
pecuniaria, per ogni quota non restituita, pari a 100 euro.
All’accertamento della violazione consegue in ogni caso
l’obbligo per l’operatore aereo di restituire, all’atto
della restituzione dovuta per l’anno civile successivo, un
numero di quote di emissioni pari alle emissioni
effettivamente rilasciate.
8. – 11. (Omissis).».
– Si riporta il testo dell’art. 21 del citato decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 216, come modificato dal
presente decreto:
«Art. 21 (Chiusure e Sospensioni). – 1. Un impianto
viene considerato in stato di chiusura nei casi in cui
interrompe le proprie attivita’ in via definitiva.
2. Un impianto viene considerato in stato di
sospensione nei casi in cui l’impianto sospende le proprie
attivita’ di produzione in via temporanea.
3. I gestori degli impianti in stato di chiusura o in
stato di sospensione comunicano al Comitato il sopraggiunto
stato di chiusura o stato di sospensione entro dieci giorni
dal verificarsi dello stesso.
4.
5. Nei casi di parziale chiusura o sospensione, per i
quali le condizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano solo
a parte dell’impianto, i gestori devono comunicare al
Comitato almeno sessanta giorni prima della data di
prevista chiusura o sospensione parziale ed inoltrare la
richiesta di aggiornamento della autorizzazione.
6. Il PNA di cui all’art. 10, definisce i criteri per
l’individuazione e le modalita’ di gestione degli impianti
in stato di chiusura ovvero in stato di sospensione incluse
quelle parziali.
6-bis. Il Comitato con propria deliberazione puo’
emanare apposite disposizioni per il trattamento degli
operatori aerei che interrompono l’attivita’ conformemente
a quanto stabilito dal regolamento sui registri.».
– Il testo dell’art. 24 del decreto legislativo 4
aprile 2006, n. 216, citato nelle premesse, cosi’ come
modificato dal presente decreto, cosi’ recita:
«Art. 24 (Accesso all’informazione). – 1. Le decisioni
concernenti l’assegnazione delle quote di emissioni, le
informazioni sulle attivita’ di progetto alle quali
l’Italia partecipa o per le quali autorizza la
partecipazione di entita’ private o pubbliche, nonche’ le
notifiche delle emissioni previste dall’autorizzazione
all’emissione di gas ad effetto serra e che sono detenute
dall’autorita’ competente vengono messe a disposizione del
pubblico ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 195, e del regolamento sui registri.».
– Il testo dell’art. 27 del citato decreto legislativo
4 aprile 2006, n. 216, come modificato dal presente
decreto, cosi’ recita:
«Art. 27 (Disposizioni transitorie e finali). – 1. Fino
alla nomina dei componenti del Comitato di cui all’art. 8,
la funzione di autorita’ nazionale competente viene assunta
dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare – Direzione per lo sviluppo sostenibile, il clima
e l’energia, che puo’ avvalersi a tale fine dell’ISPRA
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Nelle more della nomina di cui al comma 1,
l’autorizzazione di cui all’art. 4 e’ rilasciata o
aggiornata con decreto del Direttore generale per lo
sviluppo sostenibile, il clima e l’energia del Ministero
dell’ambiente e della tutela del mare e del Direttore
generale per l’energia e le risorse minerarie del Ministero
dello sviluppo economico.
3. Il PNA predisposto ai sensi dell’art. 9 della
direttiva 2003/87/CE dal Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e dal Ministero delle attivita’
produttive, inviato alla Commissione europea in data 15
luglio 2004 e successivamente integrato in data 24 febbraio
2005, vale per il primo periodo di riferimento del presente
decreto, fatte salve le modifiche e le integrazioni
contenute nella decisione della Commissione europea n.
C(2005)1527 del 25 maggio 2005.
4. Le autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art. 1
del decreto-legge 12 novembre 2004, n. 273, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2004, n. 316, sono
considerate equipollenti a quelle previste dall’art. 4 fino
alla data del 31 dicembre 2007, fatto salvo quanto
stabilito dall’art. 7 in materia di aggiornamento
dell’autorizzazione.
5. Sono fatte salve le disposizioni emanate ai sensi
del decreto-legge 12 novembre 2004, n. 273, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2004, n. 316.
6. Dall’attuazione del presente decreto non devono
derivare nuovi o maggiori oneri ovvero minori entrate a
carico della finanza pubblica.».

Allegato I
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ALLEGATO II

(previsto dall’articolo 1, comma 34)

“Sezione 2: Verifica delle emissioni e delle tonnellate-chilometro
prodotte dalle attivita’ di trasporto aereo

12. I principi generali e il metodo definiti nella presente sezione
si applicano alla verifica delle comunicazioni delle emissioni
prodotte dai voli che rientrano in una delle attivita’ di trasporto
aereo dell’allegato A-bis. A tal fine:
a) al punto 3 della sezione 1, il riferimento al “gestore” deve
intendersi come riferimento all’operatore aereo amministrato
dall’Italia e alla lettera c) di tale punto il riferimento
all’impianto deve intendersi come riferimento all’aeromobile
utilizzato per svolgere le attivita’ di trasporto aereo di cui
trattasi nella comunicazione;
b) al punto 5, il riferimento all’impianto deve intendersi come
riferimento all’operatore aereo amministrato dall’Italia;
c) al punto 6, il riferimento alle attivita’ svolte presso l’impianto
deve intendersi come riferimento alle attivita’ di trasporto aereo
svolte dall’operatore aereo amministrato dall’Italia e di cui tratta
la comunicazione;
d) al punto 7, il riferimento alla sede dell’impianto deve intendersi
come riferimento ai siti utilizzati dall’operatore aereo amministrato
dall’Italia per svolgere le attivita’ di trasporto aereo di cui
tratta la comunicazione;
e) ai punti 8 e 9, i riferimenti alle fonti di emissione
dell’impianto devono intendersi come riferimenti all’aeromobile di
cui l’operatore aereo amministrato dall’Italia e’ responsabile;
f) ai punti 10 e 12, il riferimento al gestore deve intendersi come
riferimento all’operatore aereo amministrato dall’Italia.

Disposizioni supplementari per la verifica delle comunicazioni delle
emissioni imputabili al trasporto aereo

13. Il responsabile della verifica deve, in particolare, accertarsi
che:
a) tutti i voli imputabili a una delle attivita’ di trasporto aereo
che figurano nell’allegato A-bis siano stati tenuti in
considerazione. Nello svolgimento delle sue mansioni, il responsabile
della verifica consulta i dati sugli orari e altri dati riguardanti
il traffico dell’operatore aereo, compresi quelli che l’operatore
stesso ha chiesto a Eurocontrol;
b) vi sia globalmente una corrispondenza tra i dati aggregati sul
combustibile consumato e i dati riguardanti il combustibile
acquistato o fornito in altro modo all’aeromobile che svolge
l’attivita’ di trasporto aereo.

Disposizioni supplementari per la verifica dei dati relativi alle
tonnellate-chilometro presentati ai fini degli articoli 3-quater e
3-quinquies

14. I principi generali e il metodo di verifica delle comunicazioni
delle emissioni presentate a norma dell’articolo 15, comma 5-bis,
definiti nella sezione 2 del presente allegato, si applicano, se del
caso, anche alla verifica dei dati relativi alle
tonnellate-chilometro per il trasporto aereo.
15. Il responsabile della verifica deve, in particolare, accertarsi
che nella domanda che l’operatore aereo amministrato dall’Italia
presenta a norma dell’articolo 3-quater, comma 1 e dell’articolo
3-quinquies, comma 2, si tenga conto solo dei voli di cui l’operatore
aereo amministrato dall’Italia in questione e’ responsabile e che
sono stati effettivamente realizzati e sono imputabili a una delle
attivita’ di trasporto aereo che figurano nell’allegato A-bis. Nello
svolgimento delle sue mansioni, il responsabile della verifica
consulta i dati riguardanti il traffico dell’operatore aereo
amministrato dall’Italia, compresi quelli che l’operatore stesso ha
chiesto a Eurocontrol. Il responsabile della verifica deve inoltre
controllare che il carico pagante dichiarato dall’operatore aereo
amministrato dall’Italia corrisponda alla documentazione sul carico
pagante che l’operatore conserva a fini di sicurezza.”

ALLEGATO III

(previsto dall’articolo 1, comma 36)

“Sezione 2: Controllo delle emissioni e delle tonnellate chilometro
prodotte dalle attivita’ di trasporto aereo

Controllo delle emissioni di biossido di carbonio

Le emissioni sono monitorate tramite calcolo, applicando la seguente
formula:
consumo di combustibile × fattore di emissione
Il consumo di combustibile comprende il combustibile utilizzato
dall’alimentatore ausiliario. Ove possibile si utilizza il valore
corrispondente al combustibile effettivamente consumato durante ogni
volo, calcolato come segue:
quantitativo di combustibile contenuto nei serbatoi dell’aeromobile
al termine del rifornimento per il volo – quantitativo di
combustibile contenuto nei serbatoi dell’aeromobile al termine del
rifornimento per il volo successivo – rifornimento di combustibile
per il volo successivo.
Se mancano i dati sul consumo effettivo del combustibile, per stimare
il consumo si applica un metodo standard a livelli basato sulle
migliori informazioni disponibili.
I fattori di emissione utilizzati d’ufficio sono quelli ricavati
dalle linee guida IPCC 2006 sugli inventari o successivi
aggiornamenti, a meno che non siano disponibili fattori di emissione
specifici all’attivita’ piu’ precisi, identificati da laboratori
indipendenti accreditati tramite metodi di analisi riconosciuti. Alla
biomassa si applica un fattore di emissione pari a zero.
Per ciascun volo e ciascun combustibile si procede ad un calcolo
separato.

Controllo dei dati relativi alle tonnellate-chilometro ai fini degli
articoli 3- quater e 3-quinquies

Ai fini della domanda di assegnazione di quote a norma dell’articolo
3-quater, comma 1, o dell’articolo 3-quinquies, comma 2, l’entita’
dell’attivita’ di trasporto aereo e’ calcolata in
tonnellate-chilometro, secondo la seguente formula:

tonnellate-chilometro = distanza × carico pagante

dove:
“distanza” e’ la distanza ortodromica tra l’aerodromo di partenza e
l’aerodromo di arrivo maggiorata di un fattore fisso aggiuntivo di 95
km;
“carico pagante” e’ la massa totale di merci, posta e passeggeri
trasportata.
Ai fini del calcolo del carico pagante:
– il numero dei passeggeri comprende il numero di persone a bordo
dell’aeromobile, escluso l’equipaggio,
– un operatore aereo puo’ scegliere se applicare la massa effettiva o
la massa forfettaria riferita ai passeggeri e al bagaglio imbarcato
contenuta nella documentazione sulla massa e sul bilanciamento per i
voli interessati, oppure un valore d’ufficio pari a 100 kg per
ciascun passeggero e relativo bagaglio imbarcato.”

ALLEGATO IV

(previsto all’articolo 1, comma 38)

“Sezione 2: Comunicazione delle emissioni e delle
tonnellate-chilometro prodotte dalle attivita’ di trasporto aereo

Comunicazione delle emissioni

Ciascun operatore aereo amministrato dall’Italia deve presentare le
seguenti informazioni nella comunicazione prevista all’articolo 15,
comma 5-bis.
A. Informazioni che identificano l’operatore aereo amministrato
dall’Italia, compresi:
– nome dell’operatore aereo,
– Stato membro di riferimento,
– indirizzo, codice postale e paese e, se diverso, indirizzo di
contatto nello Stato membro di riferimento,
– numeri di registrazione degli aeromobili e tipi di aeromobili
utilizzati, nel periodo cui si riferisce la comunicazione, per lo
svolgimento delle attivita’ di trasporto aereo elencate nell’allegato
A-bis e per le quali l’operatore e’ considerato l’operatore aereo,
– numero del certificato di operatore aereo e della licenza
d’esercizio e nome dell’autorita’ che ha rilasciato tale
certificato/licenza al fine dello svolgimento delle attivita’ di
trasporto aereo inserite nell’allegato A-bis per le quali l’operatore
in questione e’ considerato l’operatore aereo,
– indirizzo, numero di telefono, fax e indirizzo di posta elettronica
di un referente,
– nome del proprietario dell’aeromobile.
B. Informazioni su ciascun tipo di combustibile per il quale si
calcolano le emissioni:
– consumo di combustibile,
– fattore di emissione,
– emissioni complessive aggregate prodotte da tutti i voli effettuati
nel periodo cui si riferisce la comunicazione e che rientrano fra le
attivita’ di trasporto aereo dell’allegato A-bis per le quali
l’operatore in questione e’ considerato l’operatore aereo,
– emissioni aggregate prodotte da:
– tutti i voli effettuati nel periodo cui si riferisce la
comunicazione e che rientrano fra le attivita’ di trasporto aereo
dell’allegato A-bis per le quali l’operatore in questione e’
considerato l’operatore aereo e che sono decollati da un aerodromo
situato nel territorio di uno Stato membro e sono atterrati in un
aerodromo situato nel territorio dello stesso Stato membro,
– tutti gli altri voli effettuati nel periodo cui si riferisce la
comunicazione e che rientrano fra le attivita’ di trasporto aereo
dell’allegato A-bis per le quali l’operatore in questione e’
considerato l’operatore aereo
– emissioni aggregate prodotte da tutti i voli effettuati nel periodo
cui si riferisce la comunicazione e rientranti nelle attivita’ di
trasporto aereo dell’allegato A-bis per le quali l’operatore in
questione e’ considerato l’operatore aereo e che:
– sono partiti da ogni Stato membro, e
– sono arrivati in ogni Stato membro in provenienza da un paese
terzo
– incertezza

Comunicazione dei dati relativi alle tonnellate-chilometro ai fini
degli articoli 3-quater e 3-quinquies

Ciascun operatore aereo deve comunicare le seguenti informazioni
nella domanda presentata a norma dell’articolo 3-quater, comma 1, o
dell’articolo 3-quinquies, comma 2.
A. Informazioni che identificano l’operatore aereo, compresi:
– nome dell’operatore aereo,
– Stato membro di riferimento,
– indirizzo, codice postale e paese e, se diverso, indirizzo di
contatto nello Stato membro di riferimento,
– numeri di registrazione degli aeromobili e tipi di aeromobili
utilizzati, nell’anno cui si riferisce la domanda, per lo svolgimento
delle attivita’ di trasporto aereo elencate nell’allegato A-bis per
le quali l’operatore e’ considerato l’operatore aereo, numero del
certificato di operatore aereo e della licenza d’esercizio e nome
dell’autorita’ che ha rilasciato tale certificato/licenza al fine
dello svolgimento delle attivita’ di trasporto aereo inserite
nell’allegato A-bis per le quali l’operatore in questione e’
considerato l’operatore aereo,
– indirizzo, numero di telefono, fax e indirizzo di posta elettronica
di un referente,
– nome del proprietario dell’aeromobile.
B. Dati relativi alle tonnellate-chilometro:
-numero di voli per coppia di aerodromi,
– numero di passeggeri-chilometro per coppia di aerodromi,
– numero di tonnellate-chilometro per coppia di aerodromi,
– metodo scelto per il calcolo della massa dei passeggeri e del
bagaglio imbarcato,
– numero complessivo di tonnellate-chilometro per tutti i voli
effettuati nel corso dell’anno cui si riferisce la comunicazione e
che rientrano nelle attivita’ di trasporto aereo inserite
nell’allegato A-bis per le quali l’operatore in questione e’
considerato l’operatore aereo.”

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 257 – Attuazione della direttiva 2008/101/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. (11G0020) – (GU n. 28 del 4-2-2011

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