DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2011, n. 55 - Attuazione della direttiva 2009/30/CE, che modifica la direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio, nonche' l'introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE. (11G0098) - (GU n. 97 del 28-4-2011 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2011, n. 55 – Attuazione della direttiva 2009/30/CE, che modifica la direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio, nonche’ l’introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE. (11G0098) – (GU n. 97 del 28-4-2011

DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2011, n. 55 - Attuazione della direttiva 2009/30/CE, che modifica la direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio, nonche' l'introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE. (11G0098) - (GU n. 97 del 28-4-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/05/2011

DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2011 , n. 55

Attuazione della direttiva 2009/30/CE, che modifica la direttiva
98/70/CE, per quanto riguarda le specifiche relative a benzina,
combustibile diesel e gasolio, nonche’ l’introduzione di un
meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a
effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE per quanto concerne
le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite
alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE. (11G0098)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, concernente disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2009, ed in particolare
l’allegato B;
Vista la direttiva 2009/30/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per
quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel
e gasolio, nonche’ l’introduzione di un meccanismo inteso a
controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, modifica
la direttiva 99/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al
combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna
ed abroga la direttiva 93/12/CEE;
Visto il decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, con il quale e’
stata recepita la direttiva 98/70/CE, relativa alla qualita’ della
benzina e del combustibile diesel, come modificata dalla direttiva
2003/17/CE;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio in data 3 febbraio 2005, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2005, recante l’istituzione del sistema
nazionale di monitoraggio della qualita’ dei combustibili per
autotrazione;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128, recante
attuazione della direttiva 2003/30/CE, relativa alla promozione
dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei
trasporti;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, concernente
norme in materia ambientale, come modificato dal decreto legislativo
9 novembre 2007, n. 205, ed in particolare il titolo III della parte
quinta, con il quale e’ recepita la direttiva 99/32/CE, relativa alla
riduzione del tenore di zolfo e di alcuni combustibili liquidi,
modificata dalla direttiva 2005/33/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 6 luglio 2005;
Visto il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive
modificazioni, recante attuazione delle direttive 2003/87/CE e
2004/101/CE, in materia di scambio delle quote di emissione dei gas
ad effetto serra nella Comunita’, con riferimento ai meccanismi di
progetto del Protocollo di Kyoto;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 dicembre 2010;
Acquisito il parere della Conferenza unificata disciplinata
dall’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso
nella seduta del 20 gennaio 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 marzo 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di
concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, della
salute, dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari
e forestali, della giustizia, degli affari esteri, dell’economia e
delle finanze e per i rapporti con le regioni e per la coesione
territoriale;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche al decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66

1. L’articolo 1 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 1 (Campo di applicazione). – 1. Il presente decreto
stabilisce per i veicoli stradali, le macchine mobili non stradali, i
trattori agricoli e forestali, le imbarcazioni da diporto e le altre
navi della navigazione interna:
a) ai fini della tutela della salute e dell’ambiente, le specifiche
tecniche dei combustibili destinati all’utilizzo nei motori ad
accensione comandata e nei motori ad accensione per compressione;
b) un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra
prodotte durante il ciclo di vita dei combustibili di cui alla
lettera a).
2. I combustibili utilizzati dalle imbarcazioni da diporto e dalle
altre navi della navigazione interna, quando le stesse sono in mare,
sono soggetti alle disposizioni del titolo III alla parte quinta del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni, relative ai combustibili marittimi delle navi.».
2. All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 21 marzo 2005,
n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b) Combustibile diesel: i gasoli specificati nel codice NC
2710 19 41 e utilizzati per i veicoli a propulsione autonoma di cui
alle direttive 70/220/CEE e 88/77/CEE; ricadono in tale definizione
anche i liquidi derivati dal petrolio compresi nei codici NC2710 19
41 e 2710 19 45, destinati all’uso nei motori ad accensione per
compressione di macchine mobili non stradali di cui alla direttiva
97/68/CE, trattori agricoli e forestali di cui alla direttiva
2000/25/CE, imbarcazioni da diporto di cui alla direttiva 94/25/CE e
altre navi della navigazione interna;»;
b) alla lettera g) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «in
caso di distribuzione di combustibile diesel tale definizione include
anche gli impianti che riforniscono le imbarcazioni da diporto e le
altre navi della navigazione interna;»;
c) dopo la lettera i) sono aggiunte, in fine, le seguenti:
«i-bis) nave della navigazione interna: nave destinata alla
navigazione su fiumi, canali, laghi e lagune;
i-ter) emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo
di vita: le emissioni nette di CO2 , CH4 e N2 O che possono essere
attribuite al combustibile,compresi tutti i suoi componenti
miscelati, o all’energia fornita. Sono incluse tutte le pertinenti
fasi: estrazione o coltura, comprese le modifiche della destinazione
dei suoli, trasporto e distribuzione, trasformazione e combustione, a
prescindere dal luogo in cui le emissioni sono rilasciate;
i-quater) emissioni di gas a effetto serra per unita’ di energia:
la massa totale di emissioni di gas a effetto serra equivalente CO2
associate al combustibile o all’energia fornita, divisa per il tenore
totale di energia del combustibile o dell’energia fornita (per il
combustibile, espresso al suo potere calorifico inferiore);
i-quinquies) combustibile: un combustibile destinato all’utilizzo
nei motori ad accensione comandata e nei motori ad accensione per
compressione di veicoli stradali, macchine mobili non stradali,
trattori agricoli e forestali, imbarcazioni da diporto ed altre navi
della navigazione interna;
i-sexies) fornitore: il soggetto responsabile del passaggio di
combustile attraverso un punto di riscossione delle accise nonche’ i
fornitori di energia elettrica utilizzata nei veicoli stradali alle
condizioni previste all’articolo 7-bis, comma 6;
i-septies) operatore economico: ogni persona fisica o giuridica
stabilita nella Comunita’ o in uno Paese terzo che offre o mette a
disposizione di terzi contro pagamento o gratuitamente biocarburanti
destinati al mercato comunitario ovvero che offre o mette a
disposizione di terzi contro pagamento o gratuitamente materie prime,
prodotti intermedi, miscele o rifiuti per la produzione di
biocarburanti destinati al mercato comunitario;
i-octies) biocarburanti: i combustibili liquidi o gassosi ricavati
dalla biomassa;
i-nonies) biomassa: la frazione biodegradabile dei prodotti, dei
rifiuti e dei residui di origine biologica provenienti
dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla
silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e
l’acquacoltura, nonche’ la parte biodegradabile dei rifiuti
industriali e urbani;
i-decies) valore reale: la riduzione delle emissioni di gas a
effetto serra per alcune o per tutte le fasi di uno specifico
processo di produzione di biocarburanti calcolata secondo la
metodologia definita nell’allegato V-bis, parte C;
i-undecies) valore tipico: una stima della riduzione
rappresentativa delle emissioni di gas a effetto serra per una
particolare filiera di produzione del biocarburante;
i-duodecies) valore standard: un valore stabilito a partire da un
valore tipico applicando fattori predeterminati e che, in circostanze
definite dalla presente direttiva, puo’ essere utilizzato al posto di
un valore reale;
i-terdecies) risparmio di emissioni di gas ad effetto serra grazie
all’uso di biocarburanti: emissioni di gas risparmiate rispetto a
quelle del combustibile fossile che il biocarburante sostituisce,
calcolate come indicato nell’allegato V- bis, parte C, punto 4.».
3. L’articolo 3 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 3 (Benzina). – 1. E’ vietata la commercializzazione di
benzina non conforme alle specifiche di cui all’Allegato I.
2. Fino al 31 dicembre 2015, fatte salve proroghe stabilite con
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico ed il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, le imprese di
produzione o importazione di combustibili che, direttamente o
indirettamente, riforniscono di combustibili gli impianti di
distribuzione assicurano la commercializzazione di benzina con un
tenore massimo di ossigeno del 2,7 per cento ed un tenore massimo di
etanolo del 5 per cento e conforme alle altre specifiche di cui
all’Allegato I, senza l’etichetta prevista dal comma 3, presso almeno
il 30 per cento degli impianti di distribuzione di cui sono titolari
e degli impianti di titolarita’ di terzi che espongono il proprio
marchio e con i quali hanno un rapporto di fornitura in via
esclusiva, presenti in ciascuna provincia. A fini di controllo, tali
imprese forniscono agli organi di cui all’articolo 8, comma 5, entro
cinque giorni dalla relativa richiesta, l’elenco degli indirizzi di
tutti i predetti impianti di distribuzione, evidenziando quelli che
commercializzano la benzina prevista dal presente comma, presenti
nelle province a cui la richiesta si riferisce. Le eventuali proroghe
previste dal presente articolo, da adottare almeno sei mesi prima del
termine da prorogare, sono concesse sulla base di un’istruttoria che
considera la compatibilita’ dei veicoli del parco circolante con la
benzina di cui al comma 3 ed il processo di perseguimento degli
obiettivi previsti dalla direttiva 2009/28/CE. Tale istruttoria e’
condotta dai Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei
trasporti sulla base delle stime sulla consistenza del parco
circolante dei veicoli incompatibili con la benzina di cui al comma
3, risultanti dalle informazioni fornite dai costruttori ai sensi del
comma 4.
3. Nei depositi commerciali e negli impianti di distribuzione,
diversi da quelli previsti dal comma 2, in cui si commercializza
benzina con un tenore di etanolo fino al 10 per cento e conforme alle
specifiche di cui all’Allegato I, deve essere affissa, sulle pompe di
distribuzione che la erogano e presso i punti che riportano le
informazioni circa il tipo di combustibile commercializzato,
un’etichetta avente dimensioni e caratteri chiaramente visibili e di
facile lettura, contenente le parole : «E 10. Etanolo fino al 10 per
cento. Solo per veicoli compatibili». La benzina che e’ consegnata
presso un impianto di distribuzione sulla base di contratti o con
l’accompagnamento di documenti da cui risulti un tenore massimo di
etanolo del 5 per cento, non puo’ essere commercializzata con
l’etichetta prevista dal presente comma.
4. Nei depositi commerciali e negli impianti di distribuzione in
cui si commercializza la benzina prevista dal comma 3 deve essere
accessibile agli utenti un elenco, avente dimensioni e caratteri
chiaramente visibili e di facile lettura, in cui sono indicati i
veicoli omologati prima del 1° gennaio 2011 compatibili con
l’utilizzo di tale benzina ed i veicoli omologati dal 1° gennaio 2011
incompatibili con l’utilizzo di tale benzina. Tale elenco deve essere
conforme all’elenco pubblicato sul sito internet del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e deve essere
aggiornato entro trenta giorni da ciascun aggiornamento di quello
ministeriale. Nel caso in cui sul sito del Ministero sia pubblicata
l’indicazione che nessun veicolo ricade nell’elenco, tale indicazione
deve essere accessibile agli utenti con dimensioni e caratteri
chiaramente visibili e di facile lettura. Le societa’ di produzione
di veicoli stradali trasmettono al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, in via informatica, la lista di
tali veicoli che hanno messo in commercio o che intendono mettere in
commercio sul territorio nazionale. Per i nuovi modelli la
trasmissione deve avvenire prima dell’avvio della messa in commercio.
Sul sito internet del Ministero sono indicati le modalita’ di invio
in via informatica, nonche’ gli specifici dati identificativi dei
veicoli da trasmettere. Le societa’ di produzione di veicoli stradali
trasmettono altresi’ al Ministero le informazioni utili a stimare la
consistenza del parco circolante nel 2014 dei veicoli incompatibili
con la benzina di cui al comma 3. A tale fine trasmettono, entro il
31 marzo 2015, le informazioni individuate in un apposito decreto del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da
adottare di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti e previa consultazione delle societa’ stesse, nel quale si
disciplinano anche il formato e le modalita’ di trasmissione. Se
entro il 1° gennaio 2015, non si e’ provveduto alla adozione del
predetto decreto, le societa’ di produzione di veicoli stradali
trasmettono, entro il 1° febbraio 2015, una stima di tale
consistenza. La trasmissione dei dati previsti dal presente articolo,
da parte delle societa’ di produzione di veicoli stradali, e’
facoltativa in caso di veicoli che sono messi in commercio solo in
altri Stati.
5. Nei depositi commerciali e negli impianti di distribuzione in
cui si commercializza benzina contenente additivi metallici, deve
essere affissa, sulle pompe di distribuzione che la erogano e presso
i punti che riportano le informazioni circa il tipo di combustibile
commercializzato, un’etichetta avente dimensioni e caratteri
chiaramente visibili e di facile lettura, con le parole «Contiene
additivi metallici. Solo per i veicoli compatibili».
6. Nei depositi commerciali e negli impianti di distribuzione in
cui si commercializza la benzina prevista dal comma 5 deve essere
accessibile agli utenti un elenco, avente dimensioni e caratteri
chiaramente visibili e di facile lettura, in cui sono indicati i
veicoli compatibili con l’utilizzo di tale benzina. Per la procedura
di formazione e di aggiornamento dell’elenco si applicano le
disposizioni previste dal comma 4.
7. Sono tenuti agli obblighi di informazione agli utenti e di
etichettatura previsti dal presente articolo i soggetti a cui
compete, secondo il vigente ordinamento di settore, la scelta e la
sistemazione di segnalazioni, etichette ed altri strumenti di
informazione presso i depositi commerciali e gli impianti di
distribuzione.
8. E’ consentita la commercializzazione di benzina con un contenuto
di piombo non superiore a 0,15 g/l e conforme alle altre specifiche
di cui all’Allegato I per un quantitativo massimo annuale pari allo
0,03 per cento delle vendite totali di benzina dell’anno precedente,
destinato ad essere utilizzato dalle auto storiche e ad essere
distribuito dalle associazioni riconosciute di possessori di auto
storiche. I gestori dei depositi fiscali che producono o importano
combustibili, i quali intendano commercializzare tale benzina,
comunicano al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, entro il 31 marzo dell’anno in cui si effettua la
commercializzazione, il quantitativo da produrre o da importare. In
tale comunicazione i gestori dimostrano di osservare la prescritta
quota percentuale, calcolata rispetto alla quantita’ dagli stessi
commercializzata nell’anno precedente e rispetto alla quantita’
commercializzata nell’anno precedente da altri gestori che, con
apposito atto da allegare, abbiano devoluto la quota percentuale loro
spettante.».
4. L’articolo 4 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 4 (Combustibile diesel). – 1. E’ vietata la
commercializzazione di combustibile diesel non conforme alle
specifiche di cui all’Allegato II. E’ fatto salvo quanto previsto
dall’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 maggio 2005, n.
128.
2. A seguito dell’adozione di una specifica norma tecnica del
Comitato europeo di normazione (CEN) relativa al combustibile diesel
avente un tenore massimo di estere metilico di acidi grassi (FAME)
pari al 10 per cento, puo’ essere prevista, alle condizioni stabilite
con decreto adottato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di concerto con il Ministero dello sviluppo
economico e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la
commercializzazione del combustibile diesel avente tale tenore
massimo di FAME e conforme alle altre specifiche di cui all’Allegato
II.
3. Nel caso in cui, alla luce delle specifiche tecniche della norma
CEN prevista dal comma 2 e della compatibilita’ dei veicoli del parco
circolante, risulti necessario mantenere una adeguata e diffusa
commercializzazione del combustibile diesel avente il tenore massimo
di FAME indicato nell’Allegato II, il decreto ministeriale previsto
dal comma 2 disciplina le modalita’ necessarie ad assicurare la
continuita’ di tale commercializzazione, nonche’ appositi obblighi di
etichettatura e di informazione per il combustibile diesel avente un
tenore massimo di FAME pari al 10 per cento, in analogia a quanto
previsto dall’articolo 3, commi 3 e 4.
4. Nei depositi commerciali e negli impianti di distribuzione in
cui si commercializza combustibile diesel contenente additivi
metallici si applica quanto previsto dall’articolo 3, commi 5, 6 e 7.
5. E’ vietato, sulle imbarcazioni da diporto e sulle altre navi
della navigazione interna, l’utilizzo di combustibili liquidi diversi
dal combustibile diesel, aventi un tenore di zolfo superiore a 1.000
mg/kg e, dal 1° gennaio 2011, superiore a 10 mg/kg.».
5. L’articolo 7 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 7 (Obblighi di comunicazione e di trasmissione di dati). – 1.
L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, di
seguito denominato:«ISPRA», pubblica annualmente sul proprio sito
internet i dati relativi alla qualita’ di benzina e combustibile
diesel commercializzati nell’anno precedente, sulla base di quanto
previsto dalle norme di cui all’articolo 10, comma 2.
2. Entro il 30 giugno di ogni anno, a decorrere dal 2005, il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
trasmette alla Commissione europea, nel formato previsto dalle
pertinenti norme tecniche comunitarie, i dati relativi alla qualita’
ed alla quantita’ di benzina e di combustibile diesel in
distribuzione nell’anno civile precedente, sulla base di una
relazione elaborata dall’ISPRA ai sensi delle norme di cui
all’articolo 10, comma 2.».
6. Dopo l’articolo 7 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66,
sono inseriti i seguenti:
«Art. 7-bis(Obblighi di riduzione delle emissioni di gas serra). –
1. I fornitori devono assicurare che le emissioni di gas ad effetto
serra prodotte durante il ciclo di vita per unita’ di energia dei
combustibili per i quali hanno assolto l’accisa nell’anno 2020 e, nel
caso di cui al comma 9, dell’energia fornita nel 2020, siano
inferiori almeno del 6 per cento rispetto al valore di riferimento
stabilito ai sensi dell’articolo 7-bis, paragrafo 5, lettera b),
della direttiva 98/70/CE, introdotto dall’articolo 1 della direttiva
2009/30/CE.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2012, entro il 31 gennaio di ciascun
anno, i fornitori trasmettono annualmente al Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare, per il tramite dell’ISPRA,
una relazione, con valore di autocertificazione ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e
successive modificazioni, sulle emissioni dei gas a effetto serra dei
combustibili per i quali hanno assolto l’accisa e dell’energia
fornita, in cui sono specificate almeno le seguenti informazioni:
a) il quantitativo totale di ciascun tipo di combustibile o di
energia forniti con l’indicazione , ove appropriato, del luogo di
acquisto e dell’origine;
b) le relative emissioni di gas ad effetto serra prodotte durante
il ciclo di vita per unita’ di energia.
3. La relazione di cui al comma 2 e’ accompagnata dai documenti
comprovanti l’avvenuto accertamento del rispetto dei criteri di
sostenibilita’ e degli obblighi di informazione di cui all’articolo
7-ter, forniti dagli operatori economici ai sensi del comma 5.
4. Il formato e le modalita’ di trasmissione della relazione di cui
al comma 2 sono pubblicate sul sito web del Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, previo avviso nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
5. Nel caso in cui i combustibili per i quali il fornitore ha
assolto l’accisa contengano biocarburanti, le loro emissioni di gas
serra prodotte durante il ciclo di vita per unita’ di energia possono
essere conteggiate ai fini di cui ai commi 1 e 2, solo ove per gli
stessi sia stato accertato, ai sensi dell’articolo 7-quater, il
rispetto dei criteri di sostenibilita’ di cui all’articolo 7-ter,
commi da 2 a 5, e degli obblighi di informazione di cui all’articolo
7-quater, comma 5. A tal fine gli operatori economici rilasciano al
fornitore, al momento della cessione di ogni partita di
biocarburante, copia di un certificato di sostenibilita’ rilasciato
nell’ambito del Sistema nazionale di certificazione della
sostenibilita’ dei biocarburanti di cui all’articolo 7-quater, comma
1, ovvero di un accordo o di un sistema oggetto di una decisione ai
sensi dell’articolo 7-quater, paragrafo 4, della direttiva 98/70/CE,
introdotto dall’articolo 1 della direttiva 2009/30/CE, nonche’ una
dichiarazione, con valore di autocertificazione ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e
successive modificazioni, relativa all’origine, al luogo di acquisto
e alle emissioni di gas ad effetto serra prodotte durante il ciclo di
vita, per unita’ di energia, della stessa partita.
6. Ai fini di cui al comma 2, lettera b), le emissioni di gas a
effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei biocarburanti
sono calcolate conformemente alla metodologia indicata all’articolo
7-quinquies. Le emissioni di gas ad effetto serra prodotte durante il
ciclo vita degli altri tipi di combustibili e dell’energia sono
calcolate conformemente alla metodologia stabilita ai sensi
dell’articolo 7-bis, paragrafo 5, lettere a) e d), della direttiva
98/70/CE, introdotto dall’articolo1 della direttiva 2009/30/CE.
7. Il fornitore mantiene a disposizione dell’autorita’ preposta
agli accertamenti di cui all’articolo 8, comma 5-bis, per i cinque
anni successivi al pagamento dell’accisa, la documentazione
contenente i dati dai quali sono state ricavate le informazioni
comunicate ai sensi del comma 2.
8. L’operatore economico mantiene a disposizione dell’autorita’
preposta agli accertamenti di cui all’articolo 8, comma 5-bis , per i
cinque anni successivi alla cessione al fornitore della partita di
biocarburante, la documentazione contenente i dati sulla base dei
quali ha prodotto l’autocertificazione di cui al comma 5.
9. I fornitori di energia elettrica per veicoli possono essere
designati quali fornitori ai fini di cui ai commi 1 e 2 qualora siano
in grado di dimostrare che possono misurare e monitorare
adeguatamente la elettricita’ fornita per essere utilizzata nei
veicoli. A tal fine presentano una domanda al Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare corredata dalla
documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti. Detto
Ministero provvede entro 60 giorni dal ricevimento della domanda.
10. Un gruppo di fornitori puo’ scegliere di ottemperare
congiuntamente agli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 11. In tal caso
il gruppo viene considerato un fornitore unico. Le modalita’ di
applicazione delle disposizioni del presente comma sono stabilite ai
sensi dell’articolo 7-bis, paragrafo 5, lettera c), della direttiva
98/70/CE, introdotto dall’articolo 1 della direttiva 2009/30/CE.
11. I fornitori trasmettono al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, entro il 1° gennaio 2013, una
relazione che illustri la possibilita’ di raggiungere riduzioni
aggiuntive rispetto a quelle indicate al comma 1 entro il 2020
attraverso uno dei seguenti metodi:
a) la fornitura di energia elettrica per qualsiasi tipo di veicolo
stradale, macchina mobile non stradale, comprese le navi adibite alla
navigazione interna, trattore agricolo o forestale o imbarcazione da
diporto;
b) l’uso di qualsiasi tecnologia, compresi la cattura e lo
stoccaggio del carbonio,secondo quanto stabilito nel decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive modificazioni;
c) l’utilizzo dei crediti acquistati nel quadro del meccanismo di
sviluppo pulito del protocollo di Kyoto, secondo quanto stabilito nel
decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e successive
modificazioni.
12. L’ISPRA trasmette annualmente, entro il trenta maggio, al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, un
rapporto sulla esattezza, sulla completezza e sulla conformita’ alle
disposizioni di cui al comma 6 della relazione prevista al comma 2,
nonche’ sull’accertamento delle infrazioni agli obblighi previsti ai
commi 7 e 8.
Art. 7-ter (Criteri di sostenibilita’ per i biocarburanti). – 1. I
criteri di sostenibilita’ che i biocarburanti devono rispettare al
fine di cui all’articolo 7-bis, comma 5, sono indicati ai commi da 2
a 6. I criteri si applicano indipendentemente dal fatto che le
materie prime siano state coltivate all’interno o all’esterno del
territorio della Comunita’. I biocarburanti prodotti a partire da
rifiuti, sottoprodotti e residui diversi dai residui
dell’agricoltura, dell’acquacoltura, della pesca e della silvicoltura
devono soddisfare soltanto i criteri di sostenibilita’ definiti al
comma 2.
2. I biocarburanti devono assicurare grazie al loro uso un
risparmio di emissioni di gas a effetto serra pari almeno al 35 per
cento. Nel caso di biocarburanti prodotti in impianti gia’ in
servizio al 23 gennaio 2008, tale valore si applica a decorrere dal
1° aprile 2013. A decorrere dal 1° gennaio 2017 il risparmio delle
emissioni di gas a effetto serra deve essere pari almeno al 50 per
cento. A decorrere dal 1° gennaio 2018 detto risparmio delle
emissioni di gas a effetto serra deve essere pari almeno al 60 per
cento per i biocarburanti prodotti negli impianti entrati in
produzione il 1° gennaio 2017 o successivamente. Il risparmio delle
emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’uso di biocarburanti
e’ calcolata in conformita’ all’articolo 7-quinquies.
3. I biocarburanti non devono essere prodotti a partire da materie
prime ottenute su terreni che presentano un elevato valore in termini
di biodiversita’, ossia terreni che nel gennaio 2008 o
successivamente possedevano uno degli status seguenti,
indipendentemente dal fatto che abbiano o meno conservato detto
status:
a) foreste primarie e altri terreni boschivi, vale a dire foreste e
altri terreni boschivi di specie native, ove non vi sia alcun segno
chiaramente visibile di attivita’ umana e i processi ecologici non
siano perturbati in modo significativo;
b) aree designate per scopi di protezione della natura a norma
delle leggi o dall’autorita’ competente del paese in cui le materie
prime sono coltivate a meno che non venga dimostrato che la
produzione delle predette materie prime e le normali attivita’ di
gestione non hanno interferito con gli scopi di protezione della
natura delle aree richiamate;
c) nel caso di materie prime coltivate in Italia, le aree protette
individuate ai sensi della legge del 6 dicembre 1991, n. 394, e
successive modificazioni, le aree marine protette di cui alla legge
del 31 dicembre 1982, n. 979, e successive modificazioni, e i siti
della rete Natura 2000 di cui al decreto del Presidente della
Repubblica dell’8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni,
a meno che non venga dimostrato che la produzione delle predette
materie prime e le normali attivita’ di gestione non hanno
interferito con gli scopi di protezione della natura delle aree e dei
siti richiamati;
d) aree designate per la protezione di ecosistemi o specie rari,
minacciati o in pericolo di estinzione, riconosciute da accordi
internazionali ratificati dall’Italia o incluse in elenchi compilati
da organizzazioni intergovernative o dall’Unione internazionale per
la conservazione della natura, previo loro riconoscimento ai sensi
dell’articolo 7-quater, paragrafo 4, secondo comma, della direttiva
98/70/CE, introdotto dall’articolo 1 della direttiva 2009/30/CE, a
meno che non venga dimostrato che la produzione delle predette
materie prime e le normali attivita’ di gestione non hanno
interferito con gli scopi di protezione della natura delle aree in
questione;
e) terreni erbosi ad elevata biodiversita’, per i quali i criteri e
i limiti geografici sono fissati ai sensi dell’articolo 7-ter,
paragrafo 3, secondo comma, della direttiva 98/70/CE, introdotto
dall’articolo 1 della direttiva 2009/30/CE, che siano:
1) terreni erbosi naturali, ossia terreni erbosi che rimarrebbero
tali in assenza di interventi umani e che mantengono la composizione
naturale delle specie nonche’ le caratteristiche e i processi
ecologici;
2) terreni erbosi non naturali, ossia terreni erbosi che
cesserebbero di essere tali in assenza di interventi umani e che sono
ricchi di specie e non degradati, a meno che non venga dimostrato che
il raccolto delle materie prime e’ necessario per preservarne lo
status di terreno erboso.
4. I biocarburanti non devono essere prodotti a partire da materie
prime ottenute su terreni che presentano un elevato stock di
carbonio, vale a dire terreni che nel gennaio 2008 possedevano uno
degli status seguenti, che nel frattempo hanno perso:
a) zone umide, (suoli con regime acquico) ossia terreni coperti o
saturi di acqua in modo permanente o per una parte significativa
dell’anno;
b) zone boschive continue, ossia terreni aventi un’estensione
superiore ad un ettaro caratterizzati dalla presenza di alberi di
altezza superiore a cinque metri e da una copertura della volta
superiore al 30 per cento o di alberi che possono raggiungere tali
soglie in situ;
c) terreni aventi un’estensione superiore ad un ettaro
caratterizzati dalla presenza di alberi di altezza superiore a cinque
metri e da una copertura della volta compresa tra il 10 per cento e
il 30 per cento o di alberi che possono raggiungere tali soglie in
situ, a meno che non vengano fornite prove del fatto che lo stock di
carbonio della superficie in questione, prima e dopo la conversione,
e’ tale che, quando viene applicata la metodologia di cui
all’allegato V-bis, parte C, sono soddisfatte le condizioni di cui al
comma 2. Le disposizioni del presente comma non si applicano se, al
momento dell’ottenimento delle materie prime, i terreni avevano lo
stesso status che nel gennaio 2008.
5. I biocarburanti non devono essere prodotti a partire da materie
prime ottenute su terreni che erano torbiere nel gennaio 2008, a meno
che non vengano fornite prove del fatto che la coltivazione e la
raccolta di tali materie prime non comportano drenaggio di terreno
precedentemente non drenato.
6. Nel caso i biocarburanti siano prodotti da materie prime
agricole coltivate nella Comunita’, queste ultime devono essere
ottenute nel rispetto delle prescrizioni e delle norme previste dalle
disposizioni menzionate nella parte A, rubrica ‘Ambiente’, e al punto
9 dell’allegato II del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del
19 gennaio 2009, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di
sostegno diretto agli agricoltori nell’ambito della politica agricola
comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli
agricoltori, e conformemente ai requisiti minimi per il mantenimento
di buone condizioni agronomiche e ambientali definite ai sensi
dell’articolo 6, comma 1, dello stesso regolamento.
7. Non e’ consentito rifiutare per motivi di sostenibilita’ che un
biocarburante venga considerato ai fini di cui all’articolo 7-bis,
commi 1 e 2, ove lo stesso rispetti i criteri di sostenibilita’ di
cui ai commi da 2 a 5.
Art. 7-quater (Verifica del rispetto dei criteri di sostenibilita’
per i biocarburanti). – 1. Al fine della verifica del rispetto dei
criteri di sostenibilita’ di cui all’articolo 7-ter, commi da 2 a 5,
e degli obblighi di informazione di cui al comma 5, relativamente ad
ogni partita di biocarburante ceduta al fornitore, tutti gli
operatori economici appartenenti alla filiera di produzione della
stessa devono aderire al Sistema Nazionale di certificazione della
sostenibilita’ dei biocarburanti ovvero ad un accordo o ad un sistema
oggetto di una decisione ai sensi dell’articolo 7-quater, paragrafo
4, della direttiva 98/70/CE, introdotto dall’articolo 1 della
direttiva 2009/30/CE.
2. Ai fini del riconoscimento delle maggiorazioni del contributo
energetico dei biocarburanti previste nell’ambito dei regimi di
sostegno per l’utilizzo delle fonti rinnovabili nei trasporti, gli
operatori economici forniscono le informazioni che concorrono alla
dimostrazione del rispetto dei criteri di sostenibilita’ e le
informazioni di cui al comma 5, in conformita’ a quanto stabilito dal
sistema nazionale di certificazione ai sensi dell’articolo 2, comma
6, lettera a), del decreto legislativo 31 marzo 2011, n. 55, di
recepimento della direttiva 2009/30.
3. Il Sistema nazionale di cui al comma 1 deve garantire che tutti
gli operatori economici appartenenti alla filiera di produzione del
biocarburante forniscano le informazioni che concorrono alla
dimostrazione del rispetto dei criteri di sostenibilita’ e le
informazioni di cui al comma 5, nonche’ un livello adeguato di
verifica indipendente delle informazioni presentate dagli operatori.
Tale verifica deve accertare che i sistemi utilizzati dagli operatori
economici siano precisi, affidabili e a prova di frode e valutare la
frequenza e il metodo di campionamento usati nonche’ la solidita’ dei
dati.
4. Al fine di dimostrare che i criteri di sostenibilita’ sono
mantenuti lungo tutta la catena di consegna, dalla materia prima al
biocarburante, gli operatori economici e i fornitori, per quanto
attiene i rispettivi obblighi, devono utilizzare un sistema di
equilibrio di massa che:
a) consenta che partite di materie prime, di prodotti intermedi, di
rifiuti o di biocarburanti con caratteristiche di sostenibilita’
diverse siano mescolate;
b) imponga che le informazioni sulle caratteristiche di
sostenibilita’ e sul volume delle partite di cui alla lettera a)
restino associate alla miscela;
c) preveda che la somma di tutte le partite prelevate dalla miscela
sia descritta come avente le stesse caratteristiche di
sostenibilita’, nelle stesse quantita’, della somma di tutte le
partite aggiunte alla miscela.
5. Conformemente a quanto stabilito ai sensi dell’articolo
7-quater, paragrafo 3, della direttiva 98/70/CE, introdotto
dall’articolo 1 della direttiva 2009/30/CE, gli operatori economici
devono fornire, le seguenti informazioni relative alla materia prima
ceduta o messa a disposizione per la produzione di biocarburanti:
a) misure adottate per la tutela del suolo, delle risorse idriche e
dell’aria, per il ripristino dei terreni degradati e per evitare il
consumo eccessivo di acqua in zone afflitte da carenza idrica;
b) se il Paese terzo o lo Stato membro dell’Unione europea da cui
proviene la materia prima ha ratificato e attuato le seguenti
convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro:
1) Convenzione concernente il lavoro forzato ed obbligatorio (n.
29);
2) Convenzione concernente la liberta’ sindacale e la protezione
del diritto sindacale (n. 87);
3) Convenzione concernente l’applicazione dei principi del diritto
di organizzazione e di negoziazione collettiva (n. 98);
4) Convenzione concernente l’uguaglianza di remunerazione tra la
mano d’opera maschile e la mano d’opera femminile per un lavoro di
valore uguale (n. 100);
5) Convenzione concernente l’abolizione del lavoro forzato (n.
105);
6) Convenzione concernente la discriminazione in materia di impiego
e di professione (n. 111);
7) Convenzione sull’eta’ minima per l’assunzione all’impiego (n.
138);
8) Convenzione sul divieto delle peggiori forme di lavoro minorile
e le azioni immediate in vista della loro eliminazione (n. 182).
6. Alle attivita’ di controllo relative all’applicazione delle
disposizioni del presente articolo provvedono i Ministeri
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle
politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico.
Art. 7-quinquies (Calcolo delle emissioni di gas a effetto serra
prodotte durante il ciclo di vita dei biocarburanti). – 1. Ai fini di
quanto previsto all’articolo 7-bis, commi 1 e 2, le emissioni di gas
a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei biocarburanti
sono cosi’ calcolate:
a) se l’allegato V-bis, parte A o B, fissa un valore standard per
il risparmio delle emissioni di gas a effetto serra associate alla
filiera di produzione del biocarburante e se il valore el per questi
biocarburanti, calcolato secondo l’allegato V-bis, parte C, punto 7,
e’ uguale o inferiore a zero, utilizzando detto valore standard;
b) utilizzando il valore reale calcolato secondo la metodologia
definita all’allegato V-bis, parte C;
c) utilizzando un valore risultante dalla somma dei fattori della
formula di cui all’allegato V-bis, parte C, punto 1, ove i valori
standard disaggregati, di cui all’allegato V-bis, parte D o E,
possono essere utilizzati per alcuni fattori e i valori reali
calcolati secondo la metodologia definita all’allegato V-bis, parte
C, per tutti gli altri fattori;
d) ai biocarburanti non individuati nell’allegato V-bis si
applicano le disposizioni di cui alla lettera b).
2. I valori standard di cui all’allegato V-bis, parte A, e i valori
standard disaggregati per la coltivazione di cui all’allegato V-bis,
parte D, possono essere usati soltanto se le materie prime sono:
a) coltivate fuori della Comunita’;
b) coltivate nella Comunita’ in aree incluse negli elenchi
trasmessi alla Commissione ai sensi dell’articolo 7-quinquies, comma
2, della direttiva 98/70/CE, introdotto dall’articolo 1 della
direttiva 2009/30/CE, e consultabili sul sito:
htpp://ec.europa.eu/enrgy/renewables/transparency_platform/emission_e
n.htm;
c) rifiuti, sottoprodotti e residui diversi dai residui
dell’agricoltura, dell’acquacoltura e della pesca.
3. Per i biocarburanti non rientranti nell’ambito di applicazione
delle lettere a), b) o c), sono utilizzati i valori reali per la
coltivazione.».
7. All’articolo 8 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66:
a) al comma 4 le parole: «Non si applica quanto previsto
dall’articolo 15 della legge 24 novembre 1981, n. 689.» sono
soppresse;
b) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
5. L’accertamento delle infrazioni di cui all’articolo 9, commi
3, 4, 5 e 6, e’ effettuato dagli uffici dell’Agenzia delle dogane
competenti per territorio e dal Corpo della Guardia di finanza,
utilizzando, in caso di analisi, i metodi di prova stabiliti
dall’allegato V. L’accertamento delle infrazioni di cui all’articolo
9, comma 7, e’ effettuato da tali organi, dagli Ispettorati della
navigazione interna e dai soggetti a tal fine individuati dalla
normativa regionale; si applica quanto previsto dall’articolo 296,
comma 10, del decreto legislativo n. 152 del 2006.»
c) dopo il comma 5 e’ aggiunto il seguente:
«5-bis. L’accertamento delle infrazioni agli obblighi previsti
ai commi 7 e 8 dell’articolo 7-bis, e’ effettuato dall’ISPRA.».
8. L’articolo 9 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 9 (Sanzioni). – 1. Salvo che il fatto costituisca reato, ai
gestori dei depositi fiscali che commercializzano benzine o
combustibili diesel in violazione dei divieti di cui all’articolo 3,
comma 1, o di cui all’articolo 4, comma 1, si applica una sanzione
amministrativa da 15.000 a 154.000 euro. Salvo che il fatto
costituisca reato, la medesima sanzione amministrativa si applica ai
gestori dei depositi fiscali che commercializzano benzine o
combustibili diesel non conformi alle specifiche determinate ai sensi
degli articoli 5 o 6. In caso di recidiva le sanzioni amministrative
di cui al presente comma sono triplicate.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, ai gestori degli impianti
di distribuzione e ai gestori di depositi commerciali che
commercializzano benzine o combustibili diesel in violazione dei
divieti di cui all’articolo 3, comma 1, o di cui all’articolo 4,
comma 1, o non conformi alle specifiche determinate ai sensi degli
articoli 5 o 6 si applicano le sanzioni previste dal comma 1, ridotte
a un terzo nel caso dei depositi commerciali e ridotte a un quinto
nel caso degli impianti di distribuzione.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, si applica una sanzione
amministrativa da 10.000 a 30.000 euro ai soggetti tenuti ad
assicurare le percentuali di distribuzione provinciale previste
dall’articolo 3, comma 2, se le stesse non sono rispettate. Se gli
elenchi previsti dall’articolo 3, comma 2, non sono trasmessi nei
termini prescritti si applica l’articolo 650 del codice penale.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, le sanzioni di cui ai
commi 1 e 2 si applicano anche ai gestori dei depositi fiscali, dei
depositi commerciali o degli impianti di distribuzione che, a seguito
dell’adozione del decreto previsto dall’articolo 4, comma 2,
commercializzano combustibile diesel avente un tenore massimo di FAME
superiore a quello previsto da tale decreto.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, le sanzioni di cui ai
commi 1 e 2 si applicano anche ai gestori dei depositi fiscali, dei
depositi commerciali o degli impianti di distribuzione che, a seguito
dell’adozione del decreto previsto dall’articolo 4, comma 2, non
rispettano le modalita’ introdotte da tale decreto per assicurare la
commercializzazione del combustibile diesel avente il tenore massimo
di FAME indicato nell’allegato II.
6. Salvo che il fatto costituisca reato, si applica una sanzione
amministrativa da 10.000 a 30.000 euro ai soggetti tenuti agli
obblighi di informazione degli utenti o di etichettatura previsti
dall’articolo 3, commi 3, 4, 5 o 6, e dall’articolo 4, comma 4, che
violano tali obblighi. La stessa sanzione si applica ai soggetti
tenuti agli obblighi di trasmissione previsti dall’articolo 3, commi
4 o 6, e dall’articolo 4, comma 4, che violano tali obblighi. A
seguito dell’adozione del decreto previsto dall’articolo 4, comma 2,
la stessa sanzione si applica anche in caso di violazione degli
obblighi di trasmissione, informazione o di etichettatura introdotti
da tale decreto.
7. In caso di violazione del divieto previsto dall’articolo 4,
comma 5, si applica la sanzione prevista dall’articolo 296, comma 5,
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni, alla cui irrogazione provvedono le regioni o la
diversa autorita’ indicata dalla legge regionale ai sensi degli
articoli 17 e seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689.
8. Nel caso in cui i gestori dei depositi fiscali non trasmettano
nei termini i dati da inviare ai sensi dell’articolo 10, comma 2, il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
anche ai fini di quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale,
ordina al gestore di provvedere.
9. Salvo che il fatto costituisca reato, i fornitori che non
rispettano l’obiettivo di riduzione di cui all’articolo 7-bis, comma
1, sono puniti con la sanzione amministrativa da 300.000 a 1.000.000
euro.
10. Nel caso la riduzione percentuale di cui all’articolo 7-bis,
comma 1, risulti pari o inferiore al 5 per cento rispetto al valore
di riferimento, la sanzione di cui al comma 11 e’ triplicata.
11. Il fornitore che omette di presentare nel termine stabilito la
relazione di cui all’articolo 7-bis, comma 2, corredata dalla
documentazione di cui al comma 3, e’ punito con la sanzione
amministrativa da 50.000 a 100.000 euro. Qualora il contenuto della
relazione risulti incompleto, inesatto o non conforme a quanto
previsto dal comma 5 dello stesso articolo, la sanzione e’ duplicata.
12. Il fornitore che non mantiene a disposizione la documentazione
di cui all’articolo 7 bis, comma 7, e’ punito con la sanzione
amministrativa da 10.000 a 30.000 euro.
13. Il fornitore che omette di presentare la relazione di cui
all’articolo 7-bis, comma 11, e’ punito con la sanzione
amministrativa da 50.000 a 100.000 euro.
14. L’operatore economico che produce la autocertificazione, di cui
all’articolo 7-bis, comma 5, in forma incompleta, inesatta o difforme
dalla metodologia di cui all’articolo 7-quinquies e’ punito con la
sanzione amministrativa da 50.000 a 100.000 euro.
15. L’operatore economico che non mantiene a disposizione la
documentazione di cui all’articolo 7-bis, comma 8, e’ punito con la
sanzione amministrativa da 10.000 a 30.000 euro .
16. L’operatore economico che non rispetta le disposizioni di cui
all’articolo 7-quater e’ punito con la sanzione amministrativa da
50.000 a 100.000 euro.
17. Fatto salvo quanto previsto al comma 7, ai fini
dell’irrogazione delle sanzioni previste ai commi, 1, 2, 3, 4, 5, 6,
9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16 provvede il Prefetto ai sensi degli
articoli 17 e seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689.
18. Alle sanzioni amministrative di cui al presente articolo non si
applica il pagamento in misura ridotta previsto dall’articolo 16
della legge n. 689 del 1981.».
9. All’articolo 10 del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66:
a) al comma 2, le parole: «dei combustibili» sono sostituite dalle
seguenti: «della benzina e del combustibile diesel» e l’ultimo
periodo e’ sostituito dai seguenti: «Con lo stesso decreto sono
altresi’ stabilite le procedure per la raccolta dei dati di cui
all’articolo 7, comma 1. Fino alla data di entrata in vigore di tale
decreto si applica il decreto del Ministro dell’ambiente 3 febbraio
2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2005.».
b) al comma 4 le parole: «ai sensi dell’articolo 20 della legge 16
aprile 1987, n. 183» sono sostituite dalle seguenti: «ai sensi
dell’articolo 13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11» e le parole: «al
fine di dare attuazione a successive direttive comunitarie» sono
sostituite dalle seguenti: «al fine di dare attuazione a successive
norme comunitarie non autonomamente applicabili».
10. Gli allegati I, II e V del decreto legislativo 21 marzo 2005,
n. 66, sono sostituiti dai corrispondenti allegati contenuti
nell’allegato A al presente decreto.
11. L’allegato III del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, e’
abrogato.
12. Al decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, e’ aggiunto
l’allegato V-bis contenuto nell’allegato A al presente decreto.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– L’art. 117 della Costituzione stabilisce che La
potesta’ legislativa e’ esercitata dallo Stato e dalle
Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche’ dei
vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
– Si riporta l’allegato B della legge 4 giugno 2010, n.
96 «Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
legge comunitaria 2009», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O.:
«Allegato B
(Articolo 1, commi 1 e 3)
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per
quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno
dei servizi postali comunitari;
2008/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, concernente una procedura comunitaria
sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale
industriale di gas e di energia elettrica (rifusione);
2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (Versione
codificata);
2008/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla gestione della sicurezza delle
infrastrutture stradali;
2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente;
2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei
gas a effetto serra;
2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia
interinale;
2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, relativa a standard di qualita’
ambientale nel settore della politica delle acque, recante
modifica e successiva abrogazione delle direttive del
Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e
86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio;
2008/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie;
2008/112/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica le direttive del Consiglio
76/768/CEE, 88/378/CEE, 1999/13/CE e le direttive del
Parlamento europeo e del Consiglio 2000/53/CE, 2002/96/CE e
2004/42/CE, allo scopo di adeguarle al regolamento (CE) n.
1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura
e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele;
2008/114/CE del Consiglio, dell’8 dicembre 2008,
relativa all’individuazione e alla designazione delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione della
necessita’ di migliorarne la protezione;
2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto
riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprieta’,
dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo
termine e dei contratti di rivendita e di scambio;
2009/4/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009, sulle
contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione
delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la
direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE)
n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a
disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti
su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del
Consiglio;
2009/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2009, che
modifica l’allegato III della direttiva 2006/22/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per
l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n.
3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia
sociale nel settore dei trasporti su strada;
2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali;
2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009, recante
attuazione dell’accordo concluso dall’Associazione armatori
della Comunita’ europea (ECSA) e dalla Federazione europea
dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul
lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva
1999/63/CE;
2009/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, recante modifica della direttiva
94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi per
quanto riguarda il livello di copertura e il termine di
rimborso;
2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato
di approdo (rifusione);
2009/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, recante modifica della direttiva 2002/59/CE
relativa all’istituzione di un sistema comunitario di
monitoraggio del traffico navale e d’informazione;
2009/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che stabilisce i principi fondamentali in
materia di inchieste sugli incidenti nel settore del
trasporto marittimo e che modifica la direttiva 1999/35/CE
del Consiglio e la direttiva 2002/59/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio;
2009/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al rispetto degli obblighi dello
Stato di bandiera;
2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da
fonti rinnovabili, recante modifica e successiva
abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;
2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario
per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto
serra;
2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per
quanto riguarda le specifiche relative a benzina,
combustibile diesel e gasolio nonche’ l’introduzione di un
meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di
gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE del
Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al
combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione
interna e abroga la direttiva 93/12/CEE;
2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di
biossido di carbonio e recante modifica della direttiva
85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento
europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE,
2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio;
2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti
e a basso consumo energetico nel trasporto su strada;
2009/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 maggio 2009, che modifica la direttiva 98/26/CE
concernente il carattere definitivo del regolamento nei
sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli e
la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia
finanziaria per quanto riguarda i sistemi connessi e i
crediti;
2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli;
2009/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 78/660/CEE e
83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni
obblighi di comunicazione a carico delle societa’ di medie
dimensioni e l’obbligo di redigere conti consolidati;
2009/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 2001/82/CE e
2001/83/CE per quanto concerne le modifiche dei termini
delle autorizzazioni all’immissione in commercio dei
medicinali;
2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione
delle acque minerali naturali;
2009/69/CE del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto in relazione
all’evasione fiscale connessa all’importazione;
2009/71/EURATOM del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare
degli impianti nucleari;
2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva
2003/54/CE;
2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
2003/55/CE;
2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure
per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di
forniture e di servizi nei settori della difesa e della
sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica
delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
2009/90/CE della Commissione, del 31 luglio 2009, che
stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per
l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle
acque;
2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, intesa a coordinare, per renderle
equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati
membri, alle societa’ a mente dell’art. 48, secondo comma,
del trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei
terzi;
2009/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, in materia di diritto delle societa’,
relativa alle societa’ a responsabilita’ limitata con un
unico socio (Versione codificata);
2009/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, recante modifica della direttiva
98/8/CE, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi,
per quanto riguarda l’estensione di determinati periodi di
tempo;
2009/111/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, che modifica le direttive 2006/48/CE,
2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi
dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza
e la gestione delle crisi;
2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che
stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un
livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di
prodotti petroliferi;
2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, che modifica la direttiva 2005/35/CE
relativa all’inquinamento provocato dalle navi e
all’introduzione di sanzioni per violazioni;
2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione
ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia
(rifusione);
2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009, che
modifica l’allegato VII della direttiva 2008/57/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario;
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attivita’ di assicurazione e di riassicurazione
(solvibilita’ II) (rifusione);
2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i
rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il
lavoro (Versione codificata);
2009/149/CE della Commissione, del 27 novembre 2009,
che modifica la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio per quanto riguarda gli indicatori comuni
di sicurezza e i metodi comuni di calcolo dei costi
connessi agli incidenti;
2010/12/UE del Consiglio, del 16 febbraio 2010, recante
modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE e 95/59/CE
per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise
che gravano sui tabacchi lavorati e della direttiva
2008/118/CE.
– La direttiva 2009/30/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
5 giugno 2009, n. L 140.
– Il decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66
(attuazione della direttiva 2003/17/CE relativa alla
qualita’ della benzina e del combustibile diesel), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 aprile 2005, n. 96,
S.O.
– Il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128,
(Attuazione della direttiva 2003/30/CE relativa alla
promozione dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti
rinnovabili nei trasporti), e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 12 luglio 2005, n. 160.
– Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme
in materia ambientale), e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88, S.O.
– Il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 205
(Attuazione della direttiva 2005/33/CE che modifica la
direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei
combustibili per uso marittimo) e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 9 novembre 2007, n. 261, S.O.
– Il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216
(Attuazione delle direttive 2003/87 e 2004/101/CE in
materia di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto
serra nella Comunita’, con riferimento ai meccanismi di
progetto del Protocollo di Kyoto.) e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 19 giugno 2006, n. 140, S.O.

Art. 2

Disposizioni transitorie e finali

1. Ai fini della prima applicazione dell’articolo 3, commi 4 e 6, e
dell’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 21 marzo 2005, n.
66, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare pubblica una versione indicativa degli elenchi previsti da tali
articoli sul proprio sito internet e i gestori dei depositi
commerciali e degli impianti di distribuzione tenuti provvedono a
renderli accessibili al pubblico entro dieci giorni dalla
pubblicazione. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, le societa’ di produzione di veicoli stradali
trasmettono in via informatica al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, con riferimento ai veicoli che
hanno messo in commercio sul territorio nazionale prima di tale data,
gli elenchi previsti dall’articolo 3, commi 4 e 6, e dall’articolo 4,
comma 4, del decreto legislativo n. 66 del 2005. Detto Ministero
provvede a pubblicare tali elenchi sul proprio sito internet e i
gestori dei depositi commerciali e degli impianti di distribuzione
tenuti provvedono a renderli accessibili al pubblico entro trenta
giorni dalla pubblicazione. In caso di violazione degli obblighi
previsti dal presente comma si applicano le sanzioni previste
dall’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo n. 66 del 2005.
2. All’articolo 292, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, e successive modificazioni:
a) le lettere d), e) ed f) sono sostituite dalle seguenti:
«d) combustibile per uso marittimo: qualsiasi combustibile liquido
derivato dal petrolio utilizzato su una nave in mare o destinato ad
essere utilizzato su una nave in mare, inclusi i combustibili
definiti nella norma ISO 8217;
e) olio diesel marino: qualsiasi combustibile per uso marittimo la
cui viscosita’ o densita’ rientra nei limiti di viscosita’ o di
densita’ stabiliti per le qualita’ ‘DMB’ e ‘DMC’ dalla tabella I
della norma ISO 8217;
f) gasolio marino: qualsiasi combustibile per uso marittimo la cui
viscosita’ o densita’ rientra nei limiti di viscosita’ o di densita’
stabiliti per le qualita’ ‘DMX’ e ‘DMA’ dalla tabella I della norma
ISO 8217;»
b) la lettera p) e’ abrogata.
3. All’articolo 295 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
e successive modificazioni:
a) il comma 7 e’ abrogato;
b) al comma 9 la lettera a) e’ abrogata.
4. All’articolo 296, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, e successive modificazioni, le parole: «o alla
navigazione interna» sono soppresse.
5. All’articolo 8 del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. I combustibili diesel con contenuto di biodiesel superiore a
quanto previsto dalla normativa vigente possono essere avviati al
consumo presso utenti extra-rete e impiegati esclusivamente in
veicoli omologati per il relativo utilizzo.»;
b) i commi 2 e 3 sono abrogati.
6. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, del Ministro dello sviluppo economico e del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono stabilite:
a) le modalita’ di funzionamento del Sistema nazionale di
certificazione della sostenibilita’ dei biocarburanti previsto
all’articolo 7-quater, comma 1, del decreto legislativo 21 marzo
2005, n. 66, introdotto dal comma 6 dell’articolo 1 del presente
decreto, ivi comprese le informazioni di cui al comma 3 del medesimo
articolo 7-quater, nonche’ le procedure di adesione allo stesso
Sistema;
b) le procedure per la verifica degli obblighi di informazione di
cui al comma 5, dell’articolo 7-quater del decreto legislativo n. 66
del 2005, introdotto dal comma 6 dell’articolo 1 del presente
decreto;
c) le disposizioni che gli operatori ed i fornitori devono
rispettare per l’utilizzo del sistema di equilibrio di massa di cui
al comma 4 del citato articolo 7-quater.

Note all’art. 2:
– Si riporta il testo degli articoli 292, 295 e 296 del
citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come
modificato dal presente decreto:
«Art. 292 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
titolo si applicano, ove non altrimenti disposto, le
definizioni di cui al titolo I ed al titolo II della parte
quinta.
2. In aggiunta alle definizioni del comma 1, si
applicano le seguenti definizioni:
a) olio combustibile pesante:
1) qualsiasi combustibile liquido derivato dal
petrolio che rientra nei codici da NC 2710 1951 a NC 2710
1969, escluso il combustibile per uso marittimo;
2) qualsiasi combustibile liquido derivato dal
petrolio, escluso il gasolio di cui alle lettere b) e f),
che, per i suoi limiti di distillazione, rientra nella
categoria degli oli pesanti destinati ad essere usati come
combustibile e di cui meno del 65% in volume, comprese le
perdite, distilla a 250 °C secondo il metodo ASTM D86 o per
il quale la percentuale del distillato a 250 °C non puo’
essere determinata con tale metodo;
b) gasolio:
1) qualsiasi combustibile liquido derivato dal
petrolio, escluso il combustibile per uso marittimo, che
rientra nei codici NC 2710 1925, 2710 1929, 2710 1945 o
2710 1949;
2) qualsiasi combustibile liquido derivato dal
petrolio, escluso il combustibile per uso marittimo, di cui
meno del 65% in volume, comprese le perdite, distilla a 250
°C e di cui almeno l’85% in volume, comprese le perdite,
distilla a 350 °C secondo il metodo ASTM D86;
c) metodo ASTM: i metodi stabiliti dalla «American
Society for Testing and Materials» nell’edizione 1976 delle
definizioni e delle specifiche tipo per il petrolio e i
prodotti lubrificanti;
d) combustibile per uso marittimo: qualsiasi
combustibile liquido derivato dal petrolio utilizzato su
una nave in mare o destinato ad essere utilizzato su una
nave in mare, inclusi i combustibili definiti nella norma
ISO 8217;
e) olio diesel marino: qualsiasi combustibile per uso
marittimo la cui viscosita’ o densita’ rientra nei limiti
di viscosita’ o di densita’ stabiliti per le qualita’ ‘DMB’
e ‘DMC’ dalla tabella I della norma ISO 8217;
f) gasolio marino: qualsiasi combustibile per uso
marittimo la cui viscosita’ o densita’ rientra nei limiti
di viscosita’ o di densita’ stabiliti per le qualita’ ‘DMX’
e ‘DMA’ dalla tabella I della norma ISO 8217;
g) immissione sul mercato: qualsiasi operazione di
messa a disposizione di terzi, a titolo oneroso o gratuito,
di combustibili per uso marittimo destinati alla
combustione su una nave, eccettuati quelli destinati
all’esportazione e trasportati, a tale fine, all’interno
delle cisterne di una nave;
h) acque territoriali: zone di mare previste
dall’art. 2 del codice della navigazione;
i) zona economica esclusiva: zona di cui all’art. 55
della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare,
fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata con
legge 2 dicembre 1994, n. 689;
l) zona di protezione ecologica: zona individuata ai
sensi della legge 8 febbraio 2006, n. 61;
m) aree di controllo delle emissioni di SOX: zone a
cui tale qualificazione e’ stata assegnata
dall’International Maritime Organization (I.M.O.) previa
apposita procedura di designazione, ai sensi dell’allegato
VI della Convenzione internazionale del 1973 per la
prevenzione dell’inquinamento causato da navi, denominata
Convenzione MARPOL;
n) nave passeggeri: nave che trasporta piu’ di dodici
passeggeri, ad eccezione del comandante, dei membri
dell’equipaggio e di tutti i soggetti adibiti ad attivita’
relative alla gestione della nave, nonche’ dei bambini di
eta’ inferiore ad un anno;
o) servizio di linea: i viaggi seriali per collegare
due o piu’ porti o i viaggi seriali che iniziano e
terminano presso lo stesso porto senza scali intermedi,
purche’ effettuati sulla base di un orario reso noto al
pubblico; l’orario puo’ essere desunto anche dalla
regolarita’ o dalla frequenza del servizio;
p) (abrogata);
q) nave all’ormeggio: nave assicurata ad un ormeggio
o ancorata presso un porto italiano;
r) stazionamento: l’utilizzo dei motori su una nave
all’ormeggio, ad eccezione dei periodi di carico e scarico;
s) nave da guerra: nave che appartiene alle forze
armate di uno Stato e porta i segni distintivi delle navi
militari di tale Stato, il cui equipaggio sia soggetto alle
leggi relative ai militari ed il cui comandante sia un
ufficiale di marina debitamente incaricato e sia inscritto
nell’apposito ruolo degli ufficiali o in un documento
equivalente;
t) tecnologia di riduzione delle emissioni: sistema
di depurazione dell’effluente gassoso o qualsiasi altro
metodo tecnologico, verificabile ed applicabile.»
«Art. 295 (Combustibili per uso marittimo). – 1. E’
vietato, nelle acque territoriali e nelle zone di
protezione ecologica, l’utilizzo di gasoli marini con un
tenore di zolfo superiore allo 0,20% in massa e, dal 1°
gennaio 2008 al 31 dicembre 2009, superiore allo 0,10% in
massa.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2010 e’ vietata
l’immissione sul mercato di gasoli marini con tenore di
zolfo superiore allo 0,1% in massa.
3. E’ vietata l’immissione sul mercato di oli diesel
marini con tenore di zolfo superiore all’1,5% in massa.
4. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, nelle
acque territoriali, nelle zone economiche esclusive e nelle
zone di protezione ecologica, ricadenti all’interno di aree
di controllo delle emissioni di SOX, ovunque ubicate, e’
vietato, a bordo di una nave battente bandiera italiana,
l’utilizzo di combustibili per uso marittimo con un tenore
di zolfo superiore all’1,5% in massa. La violazione del
divieto e’ fatta valere anche nei confronti delle navi non
battenti bandiera italiana che hanno attraversato una di
tali aree inclusa nel territorio italiano o con esso
confinante e che si trovano in un porto italiano.
5. Il divieto di cui al comma 4 si applica all’area del
Mar Baltico e, a decorrere dall’11 agosto 2007, all’area
del Mare del Nord, nonche’, entro dodici mesi dalla data di
entrata in vigore della relativa designazione, alle
ulteriori aree designate.
6. Per le navi passeggeri battenti bandiera italiana,
le quali effettuano un servizio di linea proveniente da o
diretto ad un porto di un Paese dell’Unione europea, e’
vietato, nelle acque territoriali, nelle zone economiche
esclusive e nelle zone di protezione ecologica,
appartenenti all’Italia, l’utilizzo di combustibili per uso
marittimo con un tenore di zolfo superiore all’1,5% in
massa. La violazione del divieto e’ fatta valere anche nei
confronti delle navi non battenti bandiera italiana e che
si trovano in un porto italiano.
7. (abrogato).
8. A decorrere dal 1° gennaio 2010 e’ vietato
l’utilizzo di combustibili per uso marittimo con tenore di
zolfo superiore allo 0,1% in massa su navi all’ormeggio. Il
divieto si applica anche ai periodi di carico, scarico e
stazionamento. La sostituzione dei combustibili utilizzati
con combustibili conformi a tale limite deve essere
completata il prima possibile dopo l’ormeggio. La
sostituzione dei combustibili conformi a tale limite con
altri combustibili deve avvenire il piu’ tardi possibile
prima della partenza. I tempi delle operazioni di
sostituzione del combustibile sono iscritti nei documenti
di cui al comma 10.
9. I commi 7 e 8 non si applicano:
a) (abrogata);
b) alle navi di cui si prevede, secondo orari resi
noti al pubblico, un ormeggio di durata inferiore alle due
ore;
c) alle navi all’ormeggio a motori spenti e collegate
ad un sistema di alimentazione di energia elettrica ubicato
sulla costa.
10. Tutte le operazioni di cambio dei combustibili
utilizzati sulle navi devono essere indicate nel giornale
generale e di contabilita’ e nel giornale di macchina o
nell’inventario di cui agli articoli 174, 175 e 176 del
codice della navigazione o in un apposito documento di
bordo.
11. Chi mette combustibili per uso marittimo a
disposizione dell’armatore o di un suo delegato, per una
nave di stazza non inferiore a 400 tonnellate lorde,
fornisce un bollettino di consegna indicante il
quantitativo ed il relativo tenore di zolfo, del quale
conserva una copia per i tre anni successivi, nonche’ un
campione sigillato di tale combustibile, firmato da chi
riceve la consegna. Chi riceve il combustibile conserva il
bollettino a bordo per lo stesso periodo e conserva il
campione a bordo fino al completo esaurimento del
combustibile a cui si riferisce e, comunque, per almeno
dodici mesi successivi alla consegna.
12. E’ tenuto, presso ciascuna autorita’ marittima e,
ove istituita, presso ciascuna autorita’ portuale, un
apposito registro che riporta l’elenco dei fornitori di
combustibili per uso marittimo nell’area di competenza, con
l’indicazione dei combustibili forniti e del relativo
contenuto massimo di zolfo. Tali dati sono comunicati dai
fornitori alle autorita’ marittime e portuali entro il 31
dicembre 2007. Le variazioni dei dati comunicati sono
comunicate in via preventiva. La presenza di nuovi
fornitori e’ comunicata in via preventiva.
13. I limiti relativi al tenore di zolfo previsti dai
commi precedenti non si applicano:
a) ai combustibili utilizzati dalle navi da guerra e
da altre navi in servizio militare se le rotte non
prevedono l’accesso a porti in cui sono presenti fornitori
di combustibili conformi a tali limiti o, comunque, se il
relativo rifornimento puo’ pregiudicare le operazioni o le
capacita’ operative; in tale secondo caso il comandante
informa il Ministero della difesa dei motivi della scelta;
b) ai combustibili il cui utilizzo a bordo di una
nave risulta specificamente necessario per garantire la
sicurezza della stessa o di altra nave e per salvare vite
in mare;
c) ai combustibili il cui utilizzo a bordo di una
nave e’ imposto dal danneggiamento della stessa o delle
relative attrezzature, purche’ si dimostri che, dopo il
verificarsi del danno, sono state assunte tutte le misure
ragionevoli per evitare o ridurre al minimo l’incremento
delle emissioni e che sono state adottate quanto prima
misure dirette ad eliminare il danno. Tale deroga non si
applica se il danno e’ dovuto a dolo o colpa del comandante
o dell’armatore;
d) ai combustibili utilizzati a bordo di navi che
utilizzano tecnologie di riduzione delle emissioni
autorizzate ai sensi del comma 14 o del comma 19;
e) ai combustibili destinati alla trasformazione
prima dell’utilizzo.
14. Con decreto direttoriale della competente Direzione
generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di concerto con la competente
Direzione generale del Ministero dei trasporti sono
autorizzati, su navi battenti bandiera italiana o nelle
acque sotto giurisdizione italiana, esperimenti relativi a
tecnologie di riduzione delle emissioni, nel corso dei
quali e’ ammesso l’utilizzo di combustibili non conformi ai
limiti previsti dai commi da 2 a 8. Tale autorizzazione, la
cui durata non puo’ eccedere i diciotto mesi, e’ rilasciata
entro tre mesi dalla presentazione della domanda, la quale
deve essere accompagnata da una relazione contenente i
seguenti elementi:
a) la descrizione della tecnologia e, in particolare,
del principio di funzionamento, corredata da riferimenti di
letteratura scientifica o dai risultati di sperimentazioni
preliminari, nonche’ la stima qualitativa e quantitativa
delle emissioni, degli scarichi e dei rifiuti previsti per
effetto della sperimentazione;
b) la stima che, a parita’ di condizioni, le
emissioni previste di ossido di zolfo non superino quelle
prodotte dall’utilizzo di combustibili conformi ai commi da
2 a 8 in assenza della tecnologia di riduzione delle
emissioni;
c) la stima che, a parita’ di condizioni, le
emissioni previste di inquinanti diversi dagli ossidi di
zolfo, quali ossidi di azoto e polveri, non superino i
livelli previsti dalla vigente normativa e, comunque, non
superino in modo significativo quelle prodotte
dall’utilizzo di combustibili conformi ai commi da 2 a 8 in
assenza della tecnologia di riduzione delle emissioni;
d) uno studio dell’impatto dell’esperimento
sull’ambiente marino, con particolare riferimento agli
ecosistemi delle baie, dei porti e degli estuari,
finalizzato a dimostrarne la compatibilita’; lo studio
include un piano di monitoraggio degli effetti prodotti
dall’esperimento sull’ambiente marino;
e) la descrizione delle zone interessate
dall’esperimento, le caratteristiche dei combustibili,
delle navi e di tutte le strutture da utilizzare per
l’esperimento, gli strumenti a prova di manomissione
installati sulle navi per la misura in continuo delle
emissioni degli ossidi di zolfo e di tutti i parametri
necessari a normalizzare le concentrazioni, nonche’ i
sistemi atti a gestire in conformita’ alle vigenti
disposizioni i rifiuti e gli scarichi prodotti per effetto
della sperimentazione.
15. L’autorizzazione di cui al comma 14 e’ rilasciata
previa verifica della completezza della relazione allegata
alla domanda e dell’idoneita’ delle stime e dello studio
ivi contenuti. L’autorizzazione prevede il periodo in cui
l’esperimento puo’ essere effettuato e stabilisce i dati e
le informazioni che il soggetto autorizzato deve comunicare
al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare e al Ministero dei trasporti e la periodicita’ di
tale comunicazione. Stabilisce inoltre la periodicita’ con
la quale il soggetto autorizzato deve comunicare a tali
Ministeri gli esiti del monitoraggio effettuato sulla base
del piano di cui al comma 14, lettera d).
16. L’autorizzazione rilasciata ai sensi del comma 14
e’ immediatamente revocata se, anche sulla base dei
controlli effettuati dall’autorita’ di cui all’art. 296,
comma 9:
a) gli strumenti di misura e i sistemi di gestione
dei rifiuti e degli scarichi di cui al comma 14 non sono
utilizzati nel corso dell’esperimento;
b) la tecnologia, alla luce dei risultati delle
misure, non ottiene i risultati previsti dalle stime
contenute nella relazione;
c) il soggetto autorizzato non trasmette nei termini
i dati, le informazioni o gli esiti previsti dal comma 15,
conformi ai criteri ivi stabiliti.
17. Nel caso in cui gli esperimenti di cui al comma 14
siano effettuati da navi battenti bandiera italiana in
acque sotto giurisdizione di altri Stati dell’Unione
europea o da navi battenti bandiera di altri Stati
dell’Unione europea in acque sotto giurisdizione italiana,
gli Stati interessati individuano opportune modalita’ di
cooperazione nel procedimento autorizzativo.
18. Almeno sei mesi prima dell’inizio di ciascun
esperimento di cui al comma 14 il Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare ne informa la
Commissione europea e l’eventuale Stato estero avente
giurisdizione sulle acque in cui l’esperimento e’
effettuato. I risultati di ciascun esperimento di cui al
comma 14 sono trasmessi dal Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare alla Commissione europea
entro sei mesi dalla conclusione dello stesso e sono messi
a disposizione del pubblico secondo quanto previsto dal
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.
19. In alternativa all’utilizzo di combustibili
conformi ai limiti previsti dai commi da 2 a 8, e’ ammesso,
previa autorizzazione, l’utilizzo delle tecnologie di
riduzione delle emissioni approvate dal Comitato istituito
dal regolamento (CE) n. 2099/2002 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 5 novembre 2002. L’autorizzazione e’
rilasciata con decreto direttoriale della competente
Direzione generale del Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, di concerto con la
competente Direzione generale del Ministero dei trasporti
entro tre mesi dalla ricezione della relativa domanda,
corredata dal documento di approvazione, purche’:
a) le navi siano dotate di strumenti per la misura in
continuo delle emissioni degli ossidi di zolfo e di tutti i
parametri necessari a normalizzare le concentrazioni;
b) le emissioni di ossidi di zolfo risultino
costantemente inferiori o uguali a quelle prodotte
dall’utilizzo di combustibili conformi ai commi da 2 a 8 in
assenza della tecnologia di riduzione delle emissioni;
c) nelle baie, nei porti e negli estuari, siano
rispettati i pertinenti criteri di utilizzo previsti con
appositi decreti della competente Direzione generale del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, con i quali si recepiscono le indicazioni a tal fine
adottate dalla Commissione europea;
d) l’impatto dei rifiuti e degli scarichi delle navi
sugli ecosistemi nelle baie, nei porti e negli estuari,
secondo uno studio effettuato da parte di chi intende
utilizzare la tecnologia di riduzione delle emissioni, non
risulti superiore rispetto a quello prodotto dall’utilizzo
di combustibili conformi ai commi da 2 a 8 in assenza di
tale tecnologia.
20. L’autorizzazione rilasciata ai sensi del comma 19
e’ immediatamente revocata se, anche sulla base dei
controlli effettuati dall’autorita’ di cui all’art. 296,
comma 9, non risultano rispettati i requisiti previsti per
effetto dell’autorizzazione.»
«Art. 296 (Controlli e sanzioni). – 1. Chi effettua la
combustione di materiali o sostanze in difformita’ alle
prescrizioni del presente titolo, ove gli stessi non
costituiscano rifiuti ai sensi della vigente normativa, e’
punito:
a) in caso di combustione effettuata presso gli
impianti di cui al titolo I della parte quinta del presente
decreto, con l’arresto fino a due anni o con l’ammenda da
duecentocinquantotto euro a milletrentadue euro;
b) in caso di combustione effettuata presso gli
impianti di cui al titolo II della parte quinta, inclusi
gli impianti termici civili di potenza termica inferiore al
valore di soglia, con una sanzione amministrativa
pecuniaria da duecento euro a mille euro; a tale sanzione,
da irrogare ai sensi dell’art. 288, comma 6, non si applica
il pagamento in misura ridotta di cui all’art. 16 della
legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni;
la sanzione non si applica se, dalla documentazione
relativa all’acquisto di tali materiali o sostanze,
risultano caratteristiche merceologiche conformi a quelle
dei combustibili consentiti nell’impianto, ferma restando
l’applicazione dell’art. 515 del codice penale e degli
altri reati previsti dalla vigente normativa.
2. I controlli sul rispetto delle disposizioni del
presente titolo sono effettuati, per gli impianti di cui al
titolo I della parte quinta, dall’autorita’ di cui all’art.
268, comma 1, lettera p), e per gli impianti di cui al
titolo II della parte quinta, dall’autorita’ di cui
all’art. 283, comma 1, lettera i).
3. In caso di mancato rispetto delle prescrizioni di
cui all’art. 294, il gestore degli impianti disciplinati
dal titolo I della parte quinta e’ punito con l’arresto
fino a un anno o con l’ammenda fino a milletrentadue euro.
Per gli impianti disciplinati dal titolo II della parte
quinta si applica la sanzione prevista dall’art. 288, comma
2; tale sanzione, in caso di mancato rispetto delle
prescrizioni di cui all’art. 294, si applica al
responsabile per l’esercizio e la manutenzione se ricorre
il caso previsto dall’ultimo periodo dell’art. 284, comma
2.
4. In caso di mancata trasmissione dei dati di cui
all’art. 298, comma 3, nei termini prescritti, il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
anche ai fini di quanto previsto dall’art. 650 del codice
penale, ordina ai soggetti inadempienti di provvedere.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, sono puniti
con una sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 a
150.000 euro coloro che immettono sul mercato combustibili
per uso marittimo aventi un tenore di zolfo superiore ai
limiti previsti nell’art. 295 e l’armatore o il comandante
che, anche in concorso tra loro, utilizzano combustibili
per uso marittimo aventi un tenore di zolfo superiore a
tali limiti. In caso di recidiva e in caso di infrazioni
che, per l’entita’ del tenore di zolfo o della quantita’
del combustibile o per le caratteristiche della zona
interessata, risultano di maggiore gravita’,
all’irrogazione segue, per un periodo da un mese a due
anni:
a) la sospensione dei titoli professionali marittimi
o la sospensione dagli uffici direttivi delle persone
giuridiche nell’esercizio dei quali l’infrazione e’
commessa, ovvero, se tali sanzioni accessorie non sono
applicabili;
b) l’inibizione dell’accesso ai porti italiani per il
comandante che ha commesso l’infrazione o per le navi
dell’armatore che ha commesso l’infrazione.
6. In caso di violazione dell’art. 295, comma 10, il
comandante e’ punito con la sanzione amministrativa
prevista dall’art. 1193 del codice della navigazione.
7. Salvo che il fatto costituisca reato, chi, senza
commettere l’infrazione di cui al comma 5, non consegna il
bollettino o il campione di cui all’art. 295, comma 11, o
consegna un bollettino in cui l’indicazione ivi prevista
sia assente e’ punito con una sanzione amministrativa
pecuniaria da 5.000 a 15.000 euro. Con la stessa sanzione
e’ punito chi, senza commettere l’infrazione di cui al
comma 5, non conserva a bordo il bollettino o il campione
previsto dall’art. 295, comma 11.
8. I fornitori di combustibili che non comunicano in
termini i dati previsti dall’art. 295, comma 12, sono
puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000
a 30.000 euro.
9. All’accertamento delle infrazioni previste dai commi
da 5 a 8, provvedono, con adeguata frequenza e
programmazione e nell’ambito delle rispettive competenze,
ai sensi degli articoli 13 e seguenti della legge 24
novembre 1981, n. 689, il Corpo delle capitanerie di porto,
la Guardia costiera, gli altri soggetti di cui all’art.
1235 del codice della navigazione e gli altri organi di
polizia giudiziaria. All’irrogazione delle sanzioni
previste da tali commi provvedono le autorita’ marittime
competenti per territorio e, in caso di infrazioni
attinenti alla immissione sul mercato, le regioni o le
diverse autorita’ indicate dalla legge regionale. Restano
ferme, per i fatti commessi all’estero, le competenze
attribuite alle autorita’ consolari.
10. Gli accertamenti previsti dal comma 9, ove relativi
all’utilizzo dei combustibili, possono essere effettuati
anche con le seguenti modalita’:
a) mediante il campionamento e l’analisi dei
combustibili per uso marittimo al momento della consegna
alla nave; il campionamento deve essere effettuato secondo
le pertinenti linee guida dell’I.M.O., ove disponibili;
b) mediante il campionamento e l’analisi dei
combustibili per uso marittimo contenuti nei serbatoi della
nave o, ove cio’ non sia tecnicamente possibile, nei
campioni sigillati presenti a bordo;
c) mediante controlli sui documenti di bordo e sui
bollettini di consegna dei combustibili.
11. In caso di accertamento degli illeciti previsti dal
comma 5 l’autorita’ competente all’applicazione delle
procedure di sequestro dispone, ove tecnicamente opportuno,
ed assicurando il preventivo prelievo di campioni e la
conservazione degli altri elementi necessari a fini di
prova, che il combustibile fuori norma sia reso conforme
alle prescrizioni violate mediante apposito trattamento a
spese del responsabile. A tale fine la medesima autorita’
impartisce le opportune prescrizioni circa i tempi e le
modalita’ del trattamento.»
– Il testo dell’art. 8 del decreto legislativo 30
maggio 2005, n. 128, citato nelle premesse cosi’ come
modificato dal presente decreto, cosi’ recita:
«Art. 8 (Disposizioni varie). – 1. I combustibili
diesel con contenuto di biodiesel superiore a quanto
previsto dalla normativa vigente possono essere avviati al
consumo presso utenti extra-rete e impiegati esclusivamente
in veicoli omologati per il relativo utilizzo.
2. (abrogato).
3. (abrogato).
4. Entro il 1° luglio di ogni anno, il Ministero
dell’economia e delle finanze, d’intesa con i Ministeri
dell’ambiente e della tutela del territorio, delle
attivita’ produttive e delle politiche agricole e
forestali, comunica alla Commissione i dati di cui
all’Allegato II e trasmette la relativa relazione.
5. Il presente provvedimento entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.»

Art. 3

Disposizioni finanziarie

1. All’attivita’ di cui ai commi 9 e 10 dell’articolo 7-bis, come
introdotto dal comma 6 dell’articolo 1 del presente decreto, il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
provvede, con oneri a carico dei fornitori, ai sensi dell’articolo 4,
della legge 4 giugno 2010, n. 96. Con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, sono determinate, in base al costo effettivo del
servizio, le tariffe e le relative modalita’ di versamento, per
l’istruttoria finalizzata alla designazione dei fornitori o dei
gruppi di fornitori, di cui ai citati commi 9 e 10. Le tariffe sono
aggiornate, con le stesse modalita’, almeno ogni due anni, sulla base
del costo effettivo del servizio.
2. All’attivita’ di controllo di cui all’articolo 7-quater, comma
6, come introdotto dal comma 6 dell’articolo 1, si provvede, con
oneri a carico degli operatori economici, ai sensi dell’articolo 4,
della legge 4 giugno 2010, n. 96. Con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 90 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
determinate, in base al costo effettivo del servizio, le tariffe e le
relative modalita’ di versamento, per la copertura delle spese
relative ai controlli di cui all’articolo 7-quater, comma 6. Le
tariffe sono aggiornate, con le stesse modalita’, almeno ogni due
anni, sulla base del costo effettivo del servizio.
3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni ed
i soggetti pubblici interessati provvedono, ad eccezione dei commi 9
e 10 dell’articolo 7-bis e 6 dell’articolo 7-quater, come introdotti
dal comma 6 dell’articolo 1 del presente decreto, agli adempimenti
previsti dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 31 marzo 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri

Prestigiacomo, Ministro
dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare

Matteoli, Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti

Fazio, Ministro della salute

Romani, Ministro dello sviluppo
economico

Romano, Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali

Alfano, Ministro della giustizia

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Fitto, Ministro per i rapporti con
le regioni e per la coesione
territoriale

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Allegato A
(previsto dall’articolo 1, comma 10)

Nuovi allegati I, II , V e V-bis al decreto legislativo 21 marzo
2005, n. 66

Allegato I

Specifiche ecologiche della benzina commercializzata
e destinata ai veicoli con motore ad accensione comandata

Parte di provvedimento in formato grafico

[1] I valori indicati nelle specifiche sono «valori effettivi». Per
la definizione dei loro valori limite, e’ stata applicata la norma
ISO 4259:2006 «Prodotti petroliferi – Determinazione e applicazione
di dati di precisione in relazione ai metodi di prova»; per fissare
un valore minimo si e’ tenuto conto di una differenza minima di 2R
sopra lo zero (R = riproducibilita’). I risultati delle singole
misurazioni vanno interpretati in base ai criteri previsti dalla
norma ISO 4259:2006.
[2] Il periodo estivo inizia il 1° maggio e termina il 30
settembre.
[3] Altri monoalcoli ed eteri con punto di ebollizione finale non
superiore a quello stabilito nella norma EN 228:2008.
[4] A decorrere dal 1° gennaio 2011.
[5] A decorrere dal 1° gennaio 2014.

Allegato A
(previsto dall’articolo 1, comma 10)

Allegato II

Specifiche ecologiche del combustibile diesel commercializzato
e destinato ai veicoli con motore ad accensione per compressione

Parte di provvedimento in formato grafico

[1] I valori indicati nelle specifiche sono «valori effettivi». Per
la definizione dei loro valori limite, e’ stata applicata la norma
ISO 4259:2006 «Prodotti petroliferi – Determinazione e applicazione
di dati di precisione in relazione ai metodi di prova»; per fissare
un valore minimo si e’ tenuto conto di una differenza minima di 2R
sopra lo zero (R = riproducibilita’). I risultati delle singole
misurazioni vanno interpretati in base ai criteri previsti dalla
norma ISO 4259:2006.
[2] Il FAME e’ conforme alla norma EN 14214.
[3] A decorrere dal 1° gennaio 2011.
[4] A decorrere dal 1° gennaio 2014.

Allegato A
(previsto dall’articolo 1, comma 10)

Allegato V

Metodi di prova e modalita’ operative per l’accertamento
sulla conformita’ dei combustibili

1. Campionamento
1.1 Prelievo
1.1.1 Depositi fiscali e depositi commerciali
I campioni di combustibile devono essere prelevati secondo quanto
stabilito dalla norma ISO 3170 per il campionamento manuale da
serbatoio e secondo quanto stabilito dalla norma ISO 3171 per il
campionamento automatico in linea. Per il prelievo si utilizzano
contenitori metallici.
1.1.2 Impianti di distribuzione
I campioni di combustibile devono essere prelevati secondo quanto
stabilito dalla norma EN 14275 per il campionamento alla pompa presso
gli impianti di distribuzione. Per il prelievo e’ sufficiente
l’utilizzo di contenitori metallici anche privi delle caratteristiche
di composizione previsti da tale norma EN.
1.1.3 Competenza
Il prelievo dei campioni e’ effettuato dall’autorita’ compente
all’accertamento dell’infrazione.
1.2 Quantita’
La quantita’ di benzina o combustibile diesel da campionare e’ pari
a dieci litri da immettere in cinque contenitori da 2,5 litri,
riempiti per circa l’80% della loro capienza.
I contenitori devono assicurare una tenuta perfetta, essere dotati
di tappo con guarnizione e controtappo di plastica ed essere
rigorosamente sigillati. Inoltre devono essere dotati di targhetta
sulla quale sono riportati almeno i seguenti dati:
A) il luogo del prelievo;
B) il gestore dell’impianto presso cui e’ stato effettuato il
prelievo del campione;
C) la data del prelievo;
D) la tipologia di prodotto;
E) il serbatoio dal quale e’ stato effettuato il prelievo, in caso
di depositi fiscali e di depositi commerciali, e la pompa di
distribuzione, in caso di impianti di distribuzione;
F) il soggetto che, eventualmente, rappresenti il gestore nel corso
delle attivita’ di prelievo;
G) il soggetto incaricato del prelievo.
I cinque contenitori devono essere destinati:
a) uno al gestore dell’impianto sottoposto ad accertamento o al
soggetto di cui al paragrafo 1.2, lettera F), per finalita’
difensive;
b) uno al laboratorio che effettua le misure ai fini
dell’accertamento dell’infrazione ai sensi dell’articolo 15, comma 1,
della legge n. 689/81, di seguito denominato laboratorio controllore,
individuato ai sensi del paragrafo 1.7;
c) tre al soggetto che ha effettuato il prelievo, al fine di essere
conservati per l’eventualita’ della revisione prevista dall’articolo
15, comma 2, della legge n. 689/81 e per l’eventualita’ del
contenzioso giudiziario previsto dall’articolo 23 di tale legge; su
richiesta di tale soggetto, i contenitori possono essere conservati
presso il laboratorio controllore, fermo restando quanto previsto dal
paragrafo 1.5.
1.3 Verbale
All’atto del prelievo viene redatto, in tre originali, un verbale
che deve riportare i dati necessari per l’identificazione univoca del
campione. Un originale rimane all’autorita’ competente
all’accertamento dell’infrazione. Un originale viene consegnato al
gestore o al soggetto di cui al paragrafo 1.2, lettera F). L’altro
originale viene allegato all’esemplare del campione da inviare al
laboratorio controllore.
1.4 Movimentazione dei campioni
Durante il prelievo e la movimentazione dei campioni devono essere
osservate misure atte a garantirne l’integrita’ e la sicurezza, con
particolare riferimento alle misure concernenti il deposito e il
trasporto dei liquidi infiammabili.
1.5 Distribuzione dei campioni
Ai fini della distribuzione dei campioni si applicano le seguenti
disposizioni:
– Il contenitore di cui al paragrafo 1.2, lettera b), e’ inviato al
laboratorio controllore insieme al verbale di campionamento.
– Nel caso in cui sia richiesta la revisione delle analisi ai sensi
dell’articolo 15, comma 2, della legge n. 689/81 un contenitore di
cui al paragrafo 1.2, lettera c), e’ inviato al laboratorio
competente per tale revisione individuato ai sensi del paragrafo 1.7.
– In tutti i casi, i contenitori dei campioni di benzina prelevati
durante il periodo estivo, qualora conservati in luogo idoneo diverso
da un frigorifero antideflagrante a temperatura compresa tra 4°C e
10°C, sono inviati al laboratorio controllore entro cinque giorni dal
prelievo.
1.6 Conservazione dei campioni
Tutti i contenitori di cui al paragrafo 1.2, lettere b) e c),
devono essere conservati in un luogo idoneo, per un periodo non
inferiore a novanta giorni e, comunque, fino alla conclusione delle
attivita’ di accertamento di cui al presente allegato e, per un
contenitore di cui al paragrafo 1.2, lettera c), in caso di
accertamento dell’infrazione, fino alla scadenza dei termini previsti
per proporre opposizione all’eventuale ordinanza – ingiunzione
dell’autorita’ competente all’irrogazione della sanzione e fino alla
conclusione del contenzioso giudiziario seguente a tale opposizione.
Per luogo idoneo si intende, in caso di benzina, un luogo almeno
ventilato in cui i contenitori non sono esposti alla luce diretta del
sole.
1.7 Identificazione dei laboratori
Il laboratorio controllore, su delega dell’autorita’ competente
all’accertamento dell’infrazione, e’ un laboratorio chimico delle
dogane o un Ufficio delle Dogane nel cui ambito operano i laboratori
chimici delle dogane.
Il laboratorio che effettua la revisione delle analisi ai sensi
dell’articolo 15, comma 2, della legge n. 689/81 e’ un laboratorio
chimico delle dogane o un Ufficio delle Dogane nel cui ambito operano
i laboratori chimici delle dogane, diverso da quello che ha
effettuato le misure come laboratorio controllore.
Per l’effettuazione delle misure i laboratori chimici delle dogane
o gli Uffici delle Dogane nel cui ambito operano i laboratori chimici
delle dogane possono avvalersi della Stazione Sperimentale per i
Combustibili.
2. Effettuazione della verifica di conformita’
Il presente paragrafo stabilisce le procedure per l’effettuazione
della verifica di conformita’. Tale procedura si applica sia in sede
di analisi ai sensi dell’articolo 15, comma 1, della legge n. 689/81,
sia in sede di revisione delle analisi ai sensi dell’articolo 15,
comma 2, della legge n. 689/81.
La trattazione dei risultati dei metodi di prova elencati nel
paragrafo 3 viene effettuata secondo la procedura, tratta dalla norma
UNI EN ISO 4259.
2.1 Verifica di conformita’
Il laboratorio controllore esegue le misure immediatamente dopo la
ricezione dei contenitori del campione di cui al paragrafo 1.2,
lettera b). Tale laboratorio esegue una sola misura per ciascuna
caratteristica disciplinata dal presente decreto, utilizzando i
metodi di prova di cui al paragrafo 3.
2.1.1 Caratteristiche per le quali e’ definito un limite massimo
negli allegati I e II.
Se il risultato ottenuto «X» e’ tale che:

X > A1 +0,59•R

dove A1 e’ il limite massimo, ed R e’ la riproducibilita’ del
metodo di prova calcolata al livello A1 , il cui valore e’ riportato
nel paragrafo 3, il prodotto si considera non conforme. In caso
contrario il prodotto e’ da considerare conforme.
2.1.2 Caratteristiche per le quali e’ definito un limite minimo
negli allegati I e II. Se il risultato ottenuto «X» e’ tale che:

X< A2 -0,59•R dove A2 e' il limite minimo, ed R e' la riproducibilita' del metodo di prova calcolata al livello A2 , il cui valore e' riportato nel paragrafo 3, il prodotto si considera non conforme. In caso contrario il prodotto e' da considerare conforme. 3. Precisione dei metodi di prova 3.1 Metodi di prova, contenuti nella norma EN 228:2008, metodi di prova per il tenore di metilciclopentadienil-tricarbonil-manganese (MMT) come manganese e dati di precisione per la determinazione delle caratteristiche della benzina conforme alle specifiche di cui all'allegato I o all'articolo 3, comma 2. Parte di provvedimento in formato grafico (1) Espressa come DVPE (Tensione equivalente di vapore a secco). (2) Precisione da calcolare in base alla curva di distillazione dei campioni. (3)Nel caso della benzina di cui all'articolo 3, comma 2. (4) A decorrere dal 1° gennaio 2014. 3.2 Metodi di prova, contenuti nella norma EN 590:2009, metodi di prova per il tenore di metilciclopentadienil-tricarbonil-manganese (MMT) come manganese e dati di precisione per la determinazione delle caratteristiche del combustibile diesel conforme alle specifiche di cui all'allegato II. Parte di provvedimento in formato grafico (1) Precisione da calcolare in base alla curva di distillazione dei campioni. (2) Si applica, a seguito della relativa pubblicazione, il pertinente metodo CEN (3) A decorrere dal 1° gennaio 2014 Allegato A (previsto dall'articolo 1, comma 10) ALLEGATO V-bis Norme per il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei biocarburanti A. Valori tipici e standard dei biocarburanti se prodotti senza emissioni nette di carbonio a seguito della modifica della destinazione dei terreni Parte di provvedimento in formato grafico (*) Escluso l'olio animale prodotto a partire da sottoprodotti di origine animale classificati come materiali di categoria 3 in conformita' del regolamento (CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 2002, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano. Sono inclusi i residui ed i sottoprodotti B. Stima dei valori tipici e standard dei futuri biocarburanti non presenti sul mercato o presenti solo in quantita' trascurabili al gennaio 2008, se prodotti senza emissioni nette di carbonio a seguito della modifica della destinazione dei terreni Parte di provvedimento in formato grafico C. Metodologia 1. Le emissioni di gas a effetto serra provenienti dalla produzione e dall'uso di biocarburanti vengono calcolate secondo la seguente formula: E = eec + el + ep + etd + eu - esca - eccs - eccr - eee dove E = il totale delle emissioni derivanti dall'uso del combustibile; eec = le emissioni derivanti dall'estrazione o dalla coltivazione delle materie prime; el = le emissioni annualizzate risultanti da modifiche degli stock di carbonio a seguito del cambiamento della destinazione dei terreni; ep = le emissioni derivanti dalla lavorazione; etd = le emissioni derivanti dal trasporto e dalla distribuzione; eu = le emissioni derivanti dal combustibile al momento dell'uso; esca = le riduzioni delle emissioni grazie all'accumulo di carbonio nel suolo mediante una migliore gestione agricola; eccs = le riduzioni delle emissioni grazie alla cattura e al sequestro del carbonio; eccr = le riduzioni delle emissioni grazie alla cattura e allo stoccaggio geologico del carbonio; eee = le riduzioni di emissioni grazie all'elettricita' eccedentaria prodotta dalla cogenerazione. Non si tiene conto delle emissioni dovute alla produzione di macchinari e apparecchiature. 2. Le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall'uso dei carburanti, E, sono espresse in grammi equivalenti di CO2 per MJ di combustibile, gCO2eq /MJ. 3. In deroga al punto 2, i valori espressi in gCO2eq /MJ possono essere aggiustati per tenere conto delle differenze tra i carburanti in termini di lavoro utile fornito, espresso in km/MJ. Tali aggiustamenti sono possibili soltanto quando e' fornita la prova delle differenze in termini di lavoro utile fornito. 4. Il risparmio di emissioni di gas ad effetto serra grazie all'uso di biocarburanti e' calcolato secondo la seguente formula: RISPARMIO = (EF - EB )/EF RISPARMIO = (EF - EB )/E dove EB = totale delle emissioni derivanti dal biocarburante; e EF = totale delle emissioni derivanti dal combustibile fossile di riferimento. 5. I gas a effetto serra presi in considerazione ai fini del punto 1 sono: CO2 , N2 O e CH4 . Ai fini del calcolo dell'equivalenza in CO2, ai predetti gas sono associati i seguenti valori: CO2 : 1 N2 O: 296 CH4 : 23 6. Le emissioni derivanti dall'estrazione o dalla coltivazione delle materie prime, eec, comprendono le emissioni derivanti dal processo stesso di estrazione o di coltivazione, dalla raccolta delle materie prime, dai rifiuti e dalle perdite e dalla produzione di sostanze chimiche o di prodotti utilizzati per l'estrazione e la coltivazione. Non si tiene conto della cattura di CO2 nella coltivazione delle materie prime. Occorre sottrarre le riduzioni certificate delle emissioni di gas a effetto serra dalla combustione in torcia nei siti di produzione petrolifera dovunque nel mondo. Le stime delle emissioni derivanti dalla coltivazione possono essere derivate sulla base di medie calcolate per zone geografiche piu' ridotte di quelle utilizzate per il calcolo dei valori standard, in alternativa all'uso dei valori reali. 7. Le emissioni annualizzate risultanti da modifiche degli stock di carbonio dovute ai cambiamenti della destinazione dei terreni, el, sono calcolate ripartendo uniformemente il totale delle emissioni su venti anni. Per il calcolo di dette emissioni, si applica la seguente formula: el = (CSR - CSA ) × 3,664 × 1/20 × 1/P-eB 1 1 Il quoziente ottenuto dividendo il peso molecolare della CO2 (44,010 g/mol) per il peso molecolare del carbonio (12,011 g/mol) e' uguale a 3,664. dove el = le emissioni annualizzate di gas a effetto serra risultanti da modifiche degli stock di carbonio dovute al cambiamento della destinazione del terreno (espresse in massa equivalente di CO2 per unita' di energia prodotta dal biocarburante); CSR = lo stock di carbonio per unita' di superficie associato alla destinazione del terreno di riferimento (espresso in massa di carbonio per unita' di superficie, compresi suolo e vegetazione). La destinazione di riferimento del terreno e' la destinazione del terreno nel gennaio 2008 o venti anni prima dell'ottenimento delle materie prime, se quest'ultima data e' posteriore; CSA = lo stock di carbonio per unita' di superficie associato con la destinazione reale del terreno (espresso in massa di carbonio per unita' di superficie, compresi suolo e vegetazione). Nel caso in cui lo stock di carbonio si accumuli per oltre un anno, il valore attribuito al CSA e' il valore stimato per unita' di superficie dopo vent'anni o quando le colture giungono a maturazione, se quest'ultima data e' anteriore; P = la produttivita' delle colture (misurata come quantita' di energia prodotta da un biocarburanti per unita' di superficie all'anno), e eB = premio di 29 gCO2eq/MJ di biocarburanti la cui biomassa e' ottenuta a partire da terreni degradati ripristinati secondo le condizioni di cui al punto 8. 8. Il premio di 29 gCO2eq/MJ e' attribuito in presenza di elementi che dimostrino che il terreno in questione: a) non era utilizzato per attivita' agricole o di altro tipo nel gennaio 2008; e b) rientra in una selle seguenti categorie: i) terreno pesantemente degradato, compresi i terreni precedentemente utilizzati per scopi agricoli; ii) terreno fortemente contaminato. Il premio di 29 gCO2eq/MJ si applica per un periodo massimo di dieci anni a decorrere dalla data di conversione del terreno ad uso agricolo purche', per i terreni di cui al punto i), siano assicurate la crescita regolare dello stock di carbonio e la rilevante riduzione dell'erosione e, per i terreni di cui al punto ii), la contaminazione sia ridotta. 9. Le categorie di cui al punto 8, lettera b), sono definite come segue: a) "terreni pesantemente degradati": terreni che sono da tempo fortemente salini o il cui tenore di materie organiche e' particolarmente basso e la cui erosione e' particolarmente forte; b) "terreni fortemente contaminati": terreni il cui livello di contaminazione e' tale da renderli inadatti alla produzione di alimenti o mangimi. Sono inclusi i terreni oggetto di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 7 quater, paragrafo 4, quarto comma, della direttiva 98/70/CE, come introdotto dall'articolo 1 della direttiva 2009/30/CE . 10. La guida adottata a norma del punto 10, parte C, dell'allegato V della direttiva 2009/28/CE funge da base per il calcolo degli stock di carbonio nel suolo ai fini della presente direttiva. 11. Le emissioni derivanti dalla lavorazione, ep, includono le emissioni dalla lavorazione stessa, dai rifiuti e dalle perdite, nonche' dalla produzione di sostanze chimiche e prodotti utilizzati per la lavorazione. Nel calcolo del consumo di elettricita' prodotta all'esterno dell'unita' di produzione del combustibili, l'intensita' delle emissioni di gas a effetto serra della produzione e della distribuzione dell'elettricita' viene ipotizzata uguale all'intensita' media delle emissioni dovute alla produzione e alla distribuzione di elettricita' in una regione data. In deroga a questa regola, per l'elettricita' prodotta in un dato impianto di produzione elettrica non collegato alla rete elettrica i produttori possono utilizzare un valore medio. 12. Le emissioni derivanti dal trasporto e dalla distribuzione, etd , comprendono le emissioni generate dal trasporto e dallo stoccaggio delle materie prime e dei materiali semilavorati, e dallo stoccaggio e dalla distribuzione dei prodotti finiti. Le emissioni derivanti dal trasporto e dalla distribuzione considerate al punto 6 non sono disciplinate dal presente punto. 13. Le emissioni derivanti dal combustibili al momento dell'uso, eu , sono considerate pari a zero per i biocarburanti. 14. Le riduzioni di emissioni grazie alla cattura e allo stoccaggio geologico del carbonio, eccs , che non sono gia' state computate in ep sono limitate alle emissioni evitate grazie alla cattura e al sequestro di CO2 direttamente legati all'estrazione, al trasporto, alla lavorazione e alla distribuzione del combustibile. 15. Le riduzioni di emissioni grazie alla cattura e alla sostituzione del carbonio, eccr , sono limitate alle emissioni evitate grazie alla cattura di CO2 il cui carbonio proviene dalla biomassa e che viene usata in sostituzione della CO2 derivata da carburanti fossili utilizzata in prodotti e servizi commerciali. 16. Le riduzioni di emissioni grazie all'elettricita' eccedentaria prodotta dalla cogenerazione, eee, sono prese in considerazione per la parte di elettricita' eccedentaria generata da sistemi di produzione di combustibile che utilizzano la cogenerazione, eccetto nei casi in cui il combustibile utilizzato per la cogenerazione sia un prodotto secondario diverso dai residui di colture agricole. Per il computo di tale elettricita' eccedentaria, si suppone che l'impianto di cogenerazione abbia le dimensioni minime per fornire il calore richiesto per la produzione del combustibile. Si suppone che le riduzioni di emissioni di gas a effetto serra associate a detta elettricita' eccedentaria siano uguali al quantitativo di gas a effetto serra che verrebbe emesso se un quantitativo uguale di elettricita' fosse prodotto in una centrale alimentata con lo stesso combustibile dell'impianto di cogenerazione. 17. Quando nel processo di produzione di un combustibile vengono prodotti, in combinazione, il combustibile per il quale vengono calcolate le emissioni ed uno o piu' altri prodotti ("prodotti secondari"), le emissioni di gas a effetto serra sono divise tra il combustibile o il prodotto intermedio e i prodotti secondari proporzionalmente al loro contenuto energetico (determinato dal potere calorifico inferiore nel caso di prodotti secondari diversi dall'elettricita'). 18. Ai fini del calcolo di cui al punto 17, le emissioni da dividere sono: eec + el + le frazioni di ep , etd ed eee che intervengono fino alla fase, e nella fase stessa, del processo di produzione nella quale il prodotto secondario e' fabbricato. Se sono state attribuite emissioni a prodotti secondari in precedenti fasi del processo nel ciclo di vita, in sostituzione del totale delle emissioni si utilizza solo la frazione delle emissioni attribuita nell'ultima fase del processo prima del prodotto combustibile intermedio. Ai fini del calcolo vengono presi in considerazione tutti i prodotti secondari, compresa l'elettricita' non considerata ai fini del punto 16, ad eccezione dei residui delle colture agricole, quali paglia, bagassa, crusca, tutoli e gusci. I prodotti secondari il cui contenuto energetico e' negativo sono considerati come se avessero un contenuto energetico pari a zero ai fini del calcolo. I rifiuti, i residui di colture agricole, quali paglia, bagassa, crusca, tutoli e gusci, e i residui della lavorazione, compresa la glicerina grezza (glicerina non raffinata), sono considerati come se avessero emissioni di gas a effetto serra pari a zero nel corso del ciclo di vita fino alla raccolta. Nel caso di combustibili prodotti in raffinerie, l'unita' di analisi ai fini del calcolo di cui al punto 17 e' la raffineria. 19. Ai fini del calcolo di cui al punto 4, il valore del combustibili fossile di riferimento, EF, e' pari all'ultimo valore disponibile per le emissioni medie reali della parte fossile della benzina e del gasolio consumati nella Comunita' e indicate nella relazione pubblicata ai sensi della presente direttiva. Se tali dati non sono disponibili, il valore utilizzato e' 83,8 gCO2eq /MJ. D. Valori standard disaggregati per i biocarburanti Valori standard disaggregati per la coltivazione: 'eec ' come definito nella parte C del presente allegato Parte di provvedimento in formato grafico * Escluso l'olio animale prodotto a partire da sottoprodotti di origine animale classificati come materiali di categoria 3 in conformita' del regolamento (CE) n. 1774/2002. Escluso l'olio animale prodotto a partire da sottoprodotti di origine animale classificati come materiali di categoria 3 in conformita' del regolamento (CE) n. 1774/2002. Sono inclusi i residui ed i sottoprodotti Valori standard disaggregati per la lavorazione (inclusa l'elettricita' eccedentaria): 'ep - eee' come definito nella parte C del presente allegato Parte di provvedimento in formato grafico Valori standard disaggregati per il trasporto e la distribuzione: 'etd ' come definito nella parte C del presente allegato Parte di provvedimento in formato grafico Totale per coltivazione, lavorazione, trasporto e distribuzione Parte di provvedimento in formato grafico E. Stima dei valori standard disaggregati per i futuri biocarburanti non presenti sul mercato o presenti solo in quantita' trascurabili al gennaio 2008 Valori disaggregati per la coltivazione: 'eec ' come definito nella parte C del presente allegato Parte di provvedimento in formato grafico Valori disaggregati per la lavorazione (inclusa l'elettricita' eccedentaria): 'ep - eee ' come definito nella parte C del presente allegato Parte di provvedimento in formato grafico Valori disaggregati per il trasporto e la distribuzione: 'etd' come definito nella parte C del presente allegato Parte di provvedimento in formato grafico Totale per coltivazione, lavorazione, trasporto e distribuzione Parte di provvedimento in formato grafico

DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2011, n. 55 – Attuazione della direttiva 2009/30/CE, che modifica la direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio, nonche’ l’introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE. (11G0098) – (GU n. 97 del 28-4-2011

Architetto.info