DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 194 - Attuazione della direttiva 2004/108/CE concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita' elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE. (GU n. 261 del 9-11-2007 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 194 – Attuazione della direttiva 2004/108/CE concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita’ elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE. (GU n. 261 del 9-11-2007

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 194 - Attuazione della direttiva 2004/108/CE concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita' elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE. (GU n. 261 del 9-11-2007 - Suppl. Ordinario n.228)

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007 , n. 194

Attuazione della direttiva 2004/108/CE concernente il riavvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita’
elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE.

Capo IDisposizioni generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2005, ed in particolare
l’articolo 1, commi 1 e 3, e l’allegato B;
Vista la direttiva 2004/108/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita’
elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1994, ed in particolare
l’articolo 47, comma 4;
Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615;
Visto il decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427;
Visto il decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269, recante
attuazione della direttiva 1999/5/CE;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 21 settembre 2007;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 ottobre 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee, del Ministro
dello sviluppo economico e del Ministro delle comunicazioni, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia e
dell’economia e delle finanze;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Oggetto e ambito d’applicazione
1. Il presente decreto disciplina la compatibilita’
elettromagnetica delle apparecchiature definite all’articolo 3 e
prescrive la conformita’ delle apparecchiature a un livello adeguato
di compatibilita’ elettromagnetica.
2. Il presente decreto non si applica:
a) alle apparecchiature radio e ai terminali di telecomunicazioni
oggetto del decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269, di recepimento
della direttiva 1999/5/CE;
b) ai prodotti aeronautici e loro parti e pertinenze di cui al
regolamento CE n. 1592/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 15 luglio 2002, recante regole comuni nel settore dell’aviazione
civile e che istituisce una Agenzia europea per la sicurezza aerea;
c) alle apparecchiature radio utilizzate da radioamatori, secondo
le disposizioni relative alle radiocomunicazioni adottate nel quadro
della Costituzione e della Convenzione dell’Unione internazionale
delle telecomunicazioni (UIT), a meno che tali apparecchiature siano
disponibili in commercio; a tale fine, i kit di componenti assemblati
da radioamatori per proprio uso e le apparecchiature commerciali
modificate per proprio uso da radioamatori non sono considerate
apparecchiature disponibili in commercio;
d) agli apparecchi e agli impianti fissi, costruiti per usi
militari.
3. Il presente decreto non si applica alle apparecchiature che per
loro natura e per le loro caratteristiche fisiche:
a) non generano o non contribuiscono a generare emissioni
elettromagnetiche che superano un livello compatibile con il regolare
funzionamento delle apparecchiature radio e di telecomunicazione e di
altre apparecchiature;
b) funzionano senza inaccettabile alterazione in presenza delle
perturbazioni elettromagnetiche abitualmente derivanti dall’uso al
quale sono destinate.
4. Qualora, per le apparecchiature di cui all’articolo 3, i
requisiti essenziali indicati all’allegato I sono interamente o
parzialmente stabiliti in maniera piu’ specifica da altre direttive
comunitarie, il presente decreto legislativo non si applica; esso
cessa comunque di applicarsi a decorrere dalla data di recepimento di
dette direttive, con riferimento ai requisiti essenziali dalle stesse
definiti.
5. Il presente decreto non incide sull’applicazione della
legislazione comunitaria o nazionale che disciplina la sicurezza
delle apparecchiature.

AVVERTENZA:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione della legge,
sull’emanazione del decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per regolamenti e direttive CE vengono forniti gli
estremi di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea (GUUE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione delega l’esercizio della
funzione legislativa al Governo, per un periodo di tempo
limitato e per oggetti definiti, previa determinazione di
principi e criteri direttivi.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– L’art. 1 e l’allegato B della legge L. 25 gennaio
2006, n. 29 �Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee. Legge comunitaria 2005�, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 8 febbraio 2006, n. 32, supplemento ordinario,
cosi’ dispongono:
�Art. 1. (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro il termine di diciotto mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione
alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati
A e B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche’ su di essi sia espresso il parere dei competenti
organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di
trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del
parere. Qualora il termine per l’espressione del parere
parlamentare di cui al presente comma, ovvero i diversi
termini previsti dai commi 4 e 9, scadano nei trenta giorni
che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o
5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di
novanta giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione della direttiva 2003/123/CE, della direttiva
2004/9/CE, della direttiva 2004/36/CE, della direttiva
2004/49/CE, della direttiva 2004/50/CE, della direttiva
2004/54/CE, della direttiva 2004/80/CE, della direttiva
2004/81/CE, della direttiva 2004/83/CE, della direttiva
2004/113/CE della direttiva 2005/14/CE, della direttiva
2005/19/CE, della direttiva 2005/28/CE, della direttiva
2005/36/CE e della direttiva 2005/60/CE sono corredati
dalla relazione tecnica di cui all’art. 11-ter, comma 2,
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni. Su di essi e’ richiesto anche il parere
delle Commissioni parlamentari competenti per i profili
finanziari. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle
condizioni formulate con riferimento all’esigenza di
garantire il rispetto dell’art. 81, quarto comma, della
Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi, corredati
dei necessari elementi integrativi di informazione, per i
pareri definitivi delle Commissioni competenti per i
profili finanziari, che devono essere espressi entro venti
giorni.
5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo’ emanare, con la procedura
indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 6.
6. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo di cui al comma 1 adottato per
l’attuazione della direttiva 2004/109/CE, di cui
all’allegato B, il Governo, nel rispetto dei principi e
criteri direttivi di cui all’art. 3 e con la procedura
prevista dal presente articolo, puo’ emanare disposizioni
integrative e correttive al fine di tenere conto delle
eventuali disposizioni di attuazione adottate dalla
Commissione europea secondo la procedura di cui all’art.
27, paragrafo 2, della medesima direttiva.
7. In relazione a quanto disposto dall’art. 117, quinto
comma, della Costituzione e dall’art. 16, comma 3, della
legge 4 febbraio 2005, n. 11, si applicano le disposizioni
di cui all’art. 11, comma 8, della medesima legge n. 11 del
2005.
8. Il Ministro per le politiche comunitarie, nel caso
in cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risulti
ancora esercitata trascorsi quattro mesi dal termine
previsto dalla direttiva per la sua attuazione, trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che dia conto dei motivi addotti dai Ministri con
competenza istituzionale prevalente per la materia a
giustificazione del ritardo. Il Ministro per le politiche
comunitarie ogni quattro mesi informa altresi’ la Camera
dei deputati e il Senato della Repubblica sullo stato di
attuazione delle direttive da parte delle regioni e delle
province autonome nelle materie di loro competenza.
9. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese negli allegati A e B,
ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica. Decorsi trenta giorni dalla data di
ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di
nuovo parere.�
�Allegato B
Art. 1, commi 1 e 3)
98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 luglio 1998, sulla protezione giuridica delle invenzioni
biotecnologiche.
2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria in materia di acque.
2003/123/CE del Consiglio, del 22 dicembre 2003, che
modifica la direttiva 90/435/CEE concernente il regime
fiscale comune applicabile alle societa’ madri e figlie di
Stati membri diversi.
2004/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 febbraio 2004, concernente l’ispezione e la
verifica della buona pratica di laboratorio (BPL).
2004/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, sulla sicurezza degli aeromobili di paesi
terzi che utilizzano aeroporti comunitari.
2004/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di
salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)
(diciottesima direttiva particolare ai sensi dell’art. 16,
paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
2004/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, relativa alla sicurezza delle ferrovie
comunitarie e recante modifica della direttiva 95/18/CE del
Consiglio relativa alle licenze delle imprese ferroviarie e
della direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione della
capacita’ di infrastruttura ferroviaria, all’imposizione
dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria
e alla certificazione di sicurezza (direttiva sulla
sicurezza delle ferrovie).
2004/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, che modifica la direttiva 96/48/CE del
Consiglio relativa all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario transeuropeo ad alta velocita’ e la direttiva
2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario transeuropeo
convenzionale.
2004/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, che modifica la direttiva 91/440/CEE
relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie.
2004/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi di sicurezza
per le gallerie della rete stradale transeuropea.
2004/80/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa
all’indennizzo delle vittime di reato.
2004/81/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004,
riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai
cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri
umani o coinvolti in un’azione di favoreggiamento
dell’immigrazione illegale che cooperino con le autorita’
competenti.
2004/82/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004,
concernente l’obbligo dei vettori di comunicare i dati
relativi alle persone trasportate.
2004/83/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, recante
norme minime sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi
o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona
altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonche’
norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta.
2004/108/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 dicembre 2004, concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alla
compatibilita’ elettromagnetica e che abroga la direttiva
89/336/CEE.
2004/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 dicembre 2004, sull’armonizzazione degli obblighi di
trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i
cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un
mercato regolamentato e che modifica la direttiva
2001/34/CE.
2004/113/CE del Consiglio, del 13 dicembre 2004, che
attua il principio della parita’ di trattamento tra uomini
e donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la
loro fornitura.
2005/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 maggio 2005, che modifica la direttiva 72/166/CEE,
la direttiva 84/5/CEE, la direttiva 88/357/CEE e la
direttiva 90/232/CEE tutte del Consiglio e la direttiva
2000/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
sull’assicurazione della responsabilita’ civile risultante
dalla circolazione di autoveicoli.
2005/19/CE del Consiglio, del 17 febbraio 2005, che
modifica la direttiva 90/434/CEE relativa al regime fiscale
comune da applicare alle fusioni, alle scissioni, ai
conferimenti d’attivo ed agli scambi d’azioni concernenti
societa’ di Stati membri diversi.
2005/28/CE della Commissione, dell’8 aprile 2005, che
stabilisce i principi e le linee guida dettagliate per la
buona pratica clinica relativa ai medicinali in fase di
sperimentazione a uso umano nonche’ i requisiti per
l’autorizzazione alla fabbricazione o importazione di tali
medicinali.
2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle
qualifiche professionali.
2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell’uso del
sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di
attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo�.
– La Direttiva 15 dicembre 2004, n. 2004/108/CE
�Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative alla compatibilita’ elettromagnetica
e che abroga la direttiva 89/336/CEE�, e’ pubblicata nella
Gazzetta uffuciale dell’Unione europea 31 dicembre 2004, n.
L 390.
– L’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52,
�Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
legge comunitaria 1994�, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 10 febbraio 1996, n. 34, supplemento ordinario,
cosi’ dispone:
�Art. 47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedure di certificazione e/o attestazione per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle procedure di
riesame delle istanze presentate per le stesse finalita’,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2. Le spese relative alle procedure finalizzate
all’autorizzazione degli organismi ad effettuare le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I
controlli possono avvenire anche mediante l’esame a
campione dei prodotti certificati
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al
comma 1, se effettuate da organi dell’amministrazione
centrale o periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui
al comma 2, sono versati all’entrata del bilancio dello
Stato per essere successivamente riassegnati, con decreto
del Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei
Ministeri interessati sui capitoli destinati al
funzionamento dei servizi preposti, per lo svolgimento
delle attivita’ di cui ai citati commi e per
l’effettuazione dei controlli successivi sul mercato che
possono essere effettuati dalle autorita’ competenti
mediante l’acquisizione temporanea a titolo gratuito dei
prodotti presso i produttori, i distributori ed i
rivenditori.
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono
determinate ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’ di cui al comma 1 se effettuate da organi
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’ di riscossione delle tariffe stesse e dei
proventi a copertura delle spese relative ai controlli di
cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in base alla vigente normativa, al personale
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato
addetto alle attivita’ di cui ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la successiva eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente. L’effettuazione dei controlli dei prodotti sul
mercato, come disciplinati dal presente comma, non deve
comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente articolo, sono abrogate le disposizioni
incompatibili emanate in attuazione di direttive
comunitarie in materia di certificazione CE.
6. I decreti di cui al comma 4 sono emanati entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dei
provvedimenti di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso tale termine,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica; le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza�.
– Il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615,
�Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del
3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alla
compatibilita’ elettromagnetica, modificata ed integrata
dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992,
dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993
e dalla direttiva 93/97/CEE del Consiglio del 29 ottobre
1993�, abrogato dal presente decreto legislativo, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 dicembre 1996, n.
286, supplemento oridinario.
– Il decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269
�Attuazione della direttiva 1999/5/CE riguardante le
apparecchiature radio, le apparecchiature terminali di
telecomunicazione ed il reciproco riconoscimento della loro
conformita�, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
7 luglio 2001, n. 156, supplento ordiario.
Note all’art. 1:
– Per il decreto legislativo 9 maggio 2001 n. 269, si
vedano le note alle premesse.
– Il Reg. (CE) 15-7-2002 n. 1592/2002 �Regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio recante regole comuni
nel settore dell’aviazione civile e che istituisce
un’Agenzia europea per la sicurezza aerea�, pubblicato
nella Gazzetta ufficiale della Comunita’ europea
7 settembre 2002, n. L 240, e’ entrato in vigore il
27 settembre 2002.

Art. 2.
Autorita’ competenti
1. Le autorita’ competenti per l’attuazione del presente decreto
sono:
a) il Ministero delle comunicazioni per gli apparecchi di rete
non ricadenti nell’ambito di applicazione del decreto legislativo
9 maggio 2001, n. 269, e le relative reti di comunicazione
elettronica, e per tutte le altre apparecchiature di cui
all’articolo 3, limitatamente alla protezione delle comunicazioni dai
disturbi eventualmente causati dall’utilizzo delle stesse;
b) il Ministero dello sviluppo economico, per le apparecchiature
di cui all’articolo 3, con esclusione dei profili relativi alla
protezione delle comunicazioni dai disturbi eventualmente causati
dall’utilizzo delle apparecchiature stesse.

Nota all’art. 2:
– Per il decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269, si
vedano le note alle premesse.

Art. 3.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, s’intende per:
a) apparecchiatura: ogni apparecchio o impianto fisso;
b) apparecchio: ogni dispositivo finito o combinazione di
dispositivi finiti, commercializzato come unita’ funzionale
indipendente, destinato all’utente finale e che puo’ generare
perturbazioni elettromagnetiche o il cui funzionamento puo’ subire
gli effetti di tali perturbazioni, ivi compresi:
1) i componenti o sottoinsiemi destinati ad essere integrati in
un apparecchio dall’utente finale e che possono generare
perturbazioni elettromagnetiche o il cui funzionamento puo’ subire
gli effetti di tali perturbazioni;
2) gli impianti mobili definiti come una combinazione di
apparecchi ed eventualmente altri dispositivi, destinata ad essere
spostata e utilizzata in ubicazioni diverse;
c) impianto fisso: una combinazione particolare di apparecchi di
vario tipo ed eventualmente di altri dispositivi, che sono
assemblati, installati e destinati ad essere utilizzati in modo
permanente in un luogo prestabilito;
d) compatibilita’ elettromagnetica: l’idoneita’ di
un’apparecchiatura a funzionare nel proprio ambiente elettromagnetico
in modo soddisfacente e senza produrre, in altre apparecchiature e
nello stesso ambiente, perturbazioni elettromagnetiche inaccettabili;
e) perturbazione elettromagnetica: ogni fenomeno elettromagnetico
che puo’ alterare il funzionamento di un’apparecchiatura; una
perturbazione elettromagnetica puo’ essere costituita da un rumore
elettromagnetico, da un segnale non desiderato o da una alterazione
del mezzo stesso di propagazione;
f) immunita’: l’idoneita’ di un’apparecchiatura a funzionare
senza alterazioni in presenza di una perturbazione elettromagnetica;
g) scopi di sicurezza: scopi di preservazione della vita e della
salute umana o dei beni;
h) ambiente elettromagnetico: il complesso di tutti i fenomeni
elettromagnetici osservabili in un determinato luogo;
i) norma armonizzata: specifica tecnica emessa su mandato della
Commissione europea da un organismo di normazione europeo
riconosciuto, i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea, secondo le procedure fissate nella
direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 giugno 1998, per stabilire un requisito europeo;
l) responsabile dell’immissione dell’apparecchio nel mercato: la
persona fisica o giuridica che immette nel mercato comunitario un
apparecchio ricadente nell’ambito di applicazione del presente
decreto che, salvo diverse esplicitazioni, viene identificato
nell’ordine con:
1) il fabbricante: il soggetto responsabile della progettazione
e fabbricazione del prodotto, al fine di immetterlo nel mercato per
suo conto; qualsiasi altro soggetto che si presenti come fabbricante,
apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio o un altro
segno distintivo;
2) il rappresentante autorizzato: la persona fisica o
giuridica, stabilita nella Comunita’ e designata espressamente dal
fabbricante, che agisce in nome e per conto del fabbricante stesso
sul territorio dell’Unione europea; il rappresentante autorizzato e’
assoggettato agli obblighi e agli oneri posti a carico del
fabbricante dal presente decreto legislativo;
3) l’importatore: la persona fisica o giuridica che immette nel
mercato comunitario un prodotto proveniente da un Paese terzo; se il
fabbricante non ha sede nella Comunita’ e non ha nominato un
rappresentante autorizzato, l’importatore deve fornire alle autorita’
di vigilanza di cui all’articolo 12 le informazioni necessarie sul
prodotto;
m) responsabile dell’installazione dell’impianto fisso: il
soggetto responsabile della messa in conformita’ di un impianto fisso
ai requisiti essenziali di cui all’allegato I;
n) radioamatore: persona debitamente autorizzata, che si
interessa alla tecnica della radioelettricita’ a titolo
esclusivamente personale e senza scopo di lucro, che partecipa al
servizio di radiocomunicazione “d’amatore” avente per oggetto
l’istruzione individuale, l’intercomunicazione e gli studi tecnici.

Nota all’art. 3:
– La Direttiva 22 giugno 1998, n. 98/34/CE �Direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio che prevede una
procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai
servizi della societa’ dell’informazione, e’ pubblicata
nella Gazzetta ufficiale della Comunita’ europea 21 luglio
1998, n. L 204. E’ entrata in vigore il 10 agosto 1998.

Art. 4.
Requisiti per l’immissione nel mercato o la messa in servizio
1. Sono immesse nel mercato o messe in servizio soltanto le
apparecchiature che risultano conformi alle disposizioni del presente
decreto legislativo, quando installate correttamente, sottoposte ad
appropriata manutenzione ed utilizzate conformemente alla loro
destinazione.

Art. 5.
Impianti fissi
1. Gli apparecchi immessi nel mercato che possono essere integrati
in impianti fissi sono soggetti a tutte le disposizioni relative agli
apparecchi previste dal presente decreto legislativo. Le disposizioni
degli articoli 7, 9, 10 e 11, non hanno tuttavia carattere
obbligatorio nel caso degli apparecchi destinati ad essere integrati
in un impianto fisso determinato e non altrimenti disponibili in
commercio. In tali casi la documentazione d’accompagnamento
identifica l’impianto fisso cui e’ destinato l’apparecchio e le
relative caratteristiche di compatibilita’ elettromagnetica e indica
le precauzioni da prendere per l’integrazione dell’apparecchio
nell’impianto fisso, al fine di non pregiudicare la conformita’
dell’impianto stesso. La documentazione comprende inoltre le
informazioni di cui all’articolo 11, commi 1 e 2.
2. Le autorita’ competenti individuano i soggetti responsabili
della messa in conformita’ di un impianto fisso ai pertinenti
requisiti essenziali, applicando i criteri di cui all’allegato VI.

Art. 6.
Libera circolazione delle apparecchiature
1. Le disposizioni del presente decreto non ostano
all’applicazione, su iniziativa delle autorita’ competenti di cui
all’articolo 2, delle seguenti misure speciali riguardanti la messa
in servizio o l’utilizzazione di un’apparecchiatura:
a) misure per rimediare a un problema di compatibilita’
elettromagnetica esistente o prevedibile in un luogo determinato;
b) misure adottate per motivi di sicurezza per proteggere le reti
pubbliche di comunicazione elettronica o le stazioni riceventi o
emittenti, quando sono utilizzate per scopi di sicurezza in
situazioni relative allo spettro chiaramente definite.
2. Fatto salvo quanto previsto dalla direttiva 98/34/CE, le misure
speciali di cui al comma 1 sono notificate dalle autorita’ competenti
alla Commissione europea e agli altri Stati membri.
3. Le misure speciali che sono state accettate sono quelle
pubblicate dalla Commissione europea nella Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea.
4. In occasione di fiere commerciali, esposizioni e manifestazioni
simili e’ ammessa l’esposizione e la dimostrazione di una
apparecchiatura che non rispetta le disposizioni del presente decreto
legislativo, purche’ un’indicazione visibile segnali chiaramente tale
circostanza ed avverta che l’apparecchiatura non puo’ essere
commercializzata o messa in servizio, finche’ non e’ stata resa
conforme alle predette disposizioni. La dimostrazione del
funzionamento avviene solo se sono adottate misure adeguate per
evitare perturbazioni elettromagnetiche.

Nota all’art. 6:
– Per la Direttiva 22 giugno 1998 n. 98/34/CE si vedano
le note all’art. 3.

Art. 7.
Requisiti essenziali
1. Le apparecchiature di cui all’articolo 3 devono rispettare i
requisiti essenziali specificati nell’allegato I.

Art. 8.
Norme armonizzate
1. Le apparecchiature conformi alle pertinenti norme armonizzate, i
cui numeri di riferimento sono stati pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea, si presumono conformi ai requisiti
essenziali elencati nell’allegato I, a cui tali norme si riferiscono.
La presunzione di conformita’ e’ limitata all’ambito di applicazione
delle norme armonizzate applicate e ai pertinenti requisiti
essenziali a cui esse si riferiscono. La conformita’ alla norma
armonizzata non e’ obbligatoria, ma conferisce presunzione di
conformita’ ai requisiti essenziali corrispondenti.
2. Se le autorita’ competenti ritengono che una norma armonizzata
non sia pienamente conforme ai requisiti essenziali di cui
all’allegato I, sottopongono la questione, esponendo i propri motivi,
al comitato permanente di cui all’articolo 3 della legge 21 giugno
1986, n. 317, come modificato dall’articolo 1 del decreto legislativo
23 novembre 2000, n. 427, di recepimento della direttiva 98/34/CE.
3. Le autorita’ competenti provvedono a rendere note nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana le determinazioni della
Commissione europea in materia di interpretazione o di ritiro delle
norme armonizzate.

Note all’art. 8:
– L’art. 3 della legge 21 giugno 1986, n. 317,
�Procedura d’informazione nel settore delle norme e
regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai
servizi della societa’ dell’informazione in attuazione
della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 22 giugno 1998, modificata dalla direttiva
98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
20 luglio 1998�, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
2 luglio 1986, n. 151, cosi’ dispone:
�Art. 3. (Nomine di rappresentanti dello Stato nel
Comitato della Commissione delle Comunita’ europee). – 1. I
rappresentanti dello Stato italiano in seno al Comitato
permanente previsto dall’art. 5 della direttiva 98/34/CE,
modificata dalla direttiva 98/48/CE, sono nominati dal
Ministro degli affari esteri, su designazione,
rispettivamente, del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato, del Ministro dei lavori pubblici, del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del
Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, nell’ambito
dei funzionari delle direzioni generali specificatamente
competenti e di esperti altamente specializzati.
2. I rappresentanti di cui al comma 1 coordinano la
propria attivita’ con le altre amministrazioni pubbliche
interessate, anche mediante la periodica convocazione di
conferenze di servizi con i rappresentanti delle
amministrazioni interessate.
3. Possono essere designati, di volta in volta, in casi
particolari, funzionari di amministrazioni pubbliche ed
esperti altamente specializzati su specifici argomenti da
trattare in seno al Comitato di cui al comma 1.�
– Il decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427
�Modifiche ed integrazioni alla legge 21 giugno 1986, n.
317, concernenti la procedura di informazione nel settore
delle norme e regolamentazioni tecniche e delle regole
relative ai servizi della societa’ dell’informazione, in
attuazione delle direttive 98/34/CE e 98/48/CE�, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 gennaio 2001, n. 19.

Capo IIApparecchi

Art. 9.
Procedura di valutazione della conformita’ per gli apparecchi
1. La conformita’ dell’apparecchio ai requisiti essenziali di cui
all’allegato I e’ dimostrata mediante la procedura descritta
nell’allegato II. Tuttavia, il responsabile dell’immissione
dell’apparecchio nel mercato puo’ avvalersi anche della procedura
descritta nell’allegato III.

Art. 10.
Marcatura CE
1. Gli apparecchi, la cui conformita’ al presente decreto
legislativo e’ stata stabilita secondo la procedura di cui
all’articolo 9, recano la marcatura CE attestante tale conformita’.
La marcatura CE e’ apposta a cura del responsabile dell’immissione
dell’apparecchio nel mercato, in modo conforme a quanto indicato
dall’allegato V.
2. Se gli apparecchi di cui al comma 1 sono disciplinati anche da
altre direttive comunitarie relative ad aspetti diversi, che
prevedono l’apposizione della marcatura CE, quest’ultima puo’ essere
apposta solo se i predetti apparecchi sono conformi anche a tali
direttive.
3. E’ vietato apporre sugli apparecchi e sui relativi imballaggi e
istruzioni per l’uso segni che possano indurre in errore terzi in
relazione al significato o alla forma grafica della marcatura CE.
4. E’ peraltro consentito apporre sugli apparecchi, sui relativi
imballaggi o sulle istruzioni per l’uso altri segni, purche’ non sia
compromessa ne’ la visibilita’ ne’ la leggibilita’ della marcatura
CE.
5. Fatto salvo quanto disposto all’articolo 13, se le autorita’
competenti accertano che la marcatura CE non risponde ai requisiti
dell’allegato V, il responsabile dell’immissione degli apparecchi nel
mercato rende i medesimi conformi alle disposizioni relative alla
marcatura CE alle condizioni imposte dalle autorita’ competenti,
ferme restando le procedure previste dall’articolo 15, comma 8.

Art. 11.
Altri marchi e informazioni
1. Ogni apparecchio e’ identificato dal tipo, dal lotto, dal numero
di serie o da qualsiasi altra informazione che ne permette
l’identificazione.
2. Ogni apparecchio e’ accompagnato dal nome e dall’indirizzo del
fabbricante e, se questi non ha sede nella Comunita’, dal nome e
dall’indirizzo del suo rappresentante autorizzato o dell’importatore.
3. Il fabbricante, se stabilito nella Comunita’, o il responsabile
dell’immissione dell’apparecchio nel mercato fornisce informazioni,
redatte in lingua italiana, sulle precauzioni specifiche da adottare
nell’assemblaggio, nell’installazione, nella manutenzione o nell’uso
dell’apparecchio, affinche’ esso, una volta messo in servizio, sia
conforme ai requisiti in materia di protezione di cui all’allegato I,
punto 1.
4. Qualora la conformita’ di un apparecchio ai requisiti in materia
di protezione non sia assicurata nelle zone residenziali, questa
restrizione d’uso e’ chiaramente indicata, se del caso anche
sull’imballaggio.
5. Le informazioni richieste per consentire l’impiego conforme
all’utilizzo cui l’apparecchio e’ destinato figurano nelle accluse
istruzioni.

Capo IIIVigilanza e sanzioni

Art. 12.
Funzioni delle autorita’ competenti e vigilanza
1. Le autorita’ competenti, nell’ambito delle rispettive
attribuzioni, hanno i seguenti compiti:
a) controllare le apparecchiature immesse nel mercato o messe in
servizio per verificarne la rispondenza ai requisiti essenziali di
cui all’articolo 7;
b) individuare situazioni di incompatibilita’ elettromagnetica,
al fine della loro risoluzione, in particolare nei casi di
radiodisturbi;
c) adottare le misure di cui all’articolo 13 e informarne la
Commissione europea.
2. Al fine di agevolare l’attivita’ di vigilanza, il responsabile
dell’immissione degli apparecchi nel mercato o il responsabile
dell’installazione dell’impianto fisso predispone e mantiene a
disposizione delle autorita’ competenti la documentazione
rispettivamente indicata nell’allegato IV e nell’allegato I, punto 2,
per 10 anni a decorrere dalla data di fabbricazione o di
installazione dell’ultima apparecchiatura del tipo in questione.
3. Al fine di verificare la conformita’ delle apparecchiature alle
prescrizioni del presente decreto legislativo, le autorita’
competenti hanno facolta’ di disporre verifiche e controlli. Restano
ferme le disposizioni in materia di vigilanza di cui al comma 4.
4. Per le apparecchiature immesse nel mercato o messe in servizio,
le verifiche e i controlli di cui al comma 3 sono effettuati, anche
con metodo a campione, presso il fabbricante o il suo rappresentante
autorizzato, gli importatori, i grossisti, i commercianti, ovvero
presso gli impianti fissi, e presso gli utilizzatori in caso di
perturbazioni alle reti o ai servizi di comunicazione elettronica. A
tale fine e’ consentito alle persone incaricate:
a) l’accesso ai luoghi di fabbricazione o di immagazzinamento
degli apparecchi destinati all’immissione nel mercato comunitario;
b) l’accesso agli impianti fissi;
c) l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie
all’accertamento;
d) il prelievo di campioni, a titolo gratuito, secondo le
disposizioni di cui all’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n.
52, e successive modificazioni, presso la catena di
commercializzazione, per l’esecuzione di esami e prove;
e) l’esame della documentazione in possesso del responsabile
dell’immissione dell’apparecchio nel mercato o del responsabile
dell’installazione dell’impianto fisso.
5. Nel caso di cui al comma 4, lettera d), i risultati delle
verifiche e dei controlli sono comunicati all’interessato entro il
termine di novanta giorni dal prelievo.
6. Il responsabile dell’immissione dell’apparecchio nel mercato e’
tenuto al pagamento delle spese per l’esecuzione delle prove, qualora
sia stato accertato il mancato rispetto dei requisiti essenziali di
cui all’allegato I. I campioni, per i quali non sono state rilevate
irregolarita’, sono restituiti entro novanta giorni dal prelievo.
7. Le autorita’ competenti, nell’ambito delle rispettive
attribuzioni ed in coordinamento tra loro, cooperano nell’attuazione
delle verifiche e dei controlli e si avvalgono delle strutture
tecniche esistenti presso gli organismi notificati.
8. Quando vi e’ motivo di supporre la non conformita’ dell’impianto
fisso ed, in particolare, quando vi sono reclami riguardanti
perturbazioni prodotte dall’impianto, le autorita’ competenti
chiedono la documentazione della conformita’ dell’impianto fisso in
questione e, se necessario, avviano una valutazione. Laddove si
rilevi la non conformita’, le autorita’ competenti prescrivono le
misure necessarie per rendere gli impianti fissi conformi ai
requisiti in materia di protezione di cui all’allegato I, punto 2.
9. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui
all’articolo 15, le autorita’ competenti, quando accertano la non
conformita’ delle apparecchiature alle disposizioni del presente
decreto legislativo, ordinano al responsabile dell’immissione
dell’apparecchio nel mercato o al responsabile dell’installazione
dell’impianto fisso di adottare, entro il termine di trenta giorni,
tutte le misure idonee per rendere dette apparecchiature conformi.
10. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 9, fatta salva
l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 15, le autorita’
competenti ordinano l’immediato ritiro dal commercio dell’apparecchio
di cui all’articolo 3, a cura e spese del soggetto destinatario del
provvedimento. Nel caso di impianto fisso le autorita’ competenti
provvedono ad adottare le misure cautelari e il fermo amministrativo
dell’impianto.
11. Nel caso di mancato adeguamento, le autorita’ competenti
adottano le misure idonee a limitare o vietare l’immissione del
prodotto sul mercato o a garantirne il ritiro dal commercio, a spese
del responsabile dell’immissione delle apparecchiature nel mercato.

Nota all’art. 12:
– Per l’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, si
vedano le note alle premesse.

Art. 13.
Misure di salvaguardia
1. Nel caso in cui le autorita’ competenti accertano che un
apparecchio recante la marcatura CE non e’ conforme alle prescrizioni
del presente decreto legislativo, adottano tutte le misure necessarie
per ritirarlo dal mercato, vietarne l’immissione nel mercato o la
messa in servizio, o per limitarne la libera circolazione.
2. L’adozione dei provvedimenti di cui al comma 1 avviene nel
rispetto delle garanzie partecipative previste dalla legge 7 agosto
1990, n. 241.
3. Le autorita’ competenti informano immediatamente la Commissione
e gli altri Stati membri di tali misure, indicano le ragioni e
specificano, in particolare, se la non conformita’ e’ dovuta:
a) all’inosservanza dei requisiti essenziali di cui all’allegato
I, se l’apparecchio non e’ conforme alle norme armonizzate di cui
all’articolo 8;
b) ad un’applicazione erronea delle norme armonizzate di cui
all’articolo 8;
c) a lacune delle norme armonizzate di cui all’articolo 8.
4. Nei casi di cui al comma 1, le autorita’ competenti adottano
provvedimenti definitivi conformemente alle conclusioni comunicate
dalla Commissione europea dopo le consultazioni comunitarie espletate
dalla stessa.
5. Se l’apparecchio non conforme e’ stato sottoposto alla procedura
di valutazione della conformita’ di cui all’allegato III, le
autorita’ competenti adottano le misure del caso nei riguardi
dell’autore della dichiarazione di cui all’allegato III, punto 3, e
ne informano la Commissione e gli altri Stati membri.

Nota all’art. 13:
– La legge 7 agosto 1990, n. 241, �Nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi�, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192.

Art. 14.
Organismi notificati
1. Ai fini della designazione degli organismi che possono espletare
i compiti di cui all’allegato III, le autorita’ competenti applicano
i criteri di cui all’allegato VI.
2. Per ottenere la designazione di cui al comma 1, gli organismi
interessati presentano apposita istanza, corredata di ogni
informazione e documentazione comprovante il rispetto dei criteri di
cui all’allegato VI, al Ministero delle comunicazioni, che ne
trasmette copia al Ministero dello sviluppo economico.
3. Le disposizioni concernenti le modalita’ di presentazione e il
contenuto della domanda sono indicate nell’allegato VII.
4. Il provvedimento di designazione ha durata triennale ed e’
rinnovabile; esso e’ rilasciato dal Ministero delle comunicazioni, di
concerto con il Ministero dello sviluppo economico, entro centottanta
giorni dalla data di presentazione della domanda.
5. Il Ministero dello sviluppo economico notifica alla Commissione
europea gli organismi designati di cui al comma 1 ed ogni successiva
variazione, precisando se questi organismi sono designati ad
espletare i compiti di cui all’allegato III per tutte le
apparecchiature disciplinate dal presente decreto legislativo e a
verificare i requisiti essenziali di cui all’allegato I, o se il
campo di applicazione della loro designazione e’ limitato a
determinati aspetti o categorie di apparecchiature di cui
all’allegato VIII.
6. Le autorita’ competenti vigilano sull’attivita’ degli organismi
designati.
7. Gli organismi nazionali designati trasmettono semestralmente
alle autorita’ competenti copia su supporto informatico delle
dichiarazioni di conformita’ rilasciate, nonche’ degli eventuali
rifiuti o revoche delle stesse, con relative motivazioni.
8. Le autorita’ competenti, quando accertano che un organismo
notificato non soddisfa piu’ i criteri indicati nell’allegato VI
ovvero non espleta correttamente i propri compiti, adottano un
provvedimento motivato di sospensione, invitando il destinatario a
conformarsi ai requisiti previsti. Se il soggetto interessato non
ottempera alle indicazioni, le autorita’ competenti revocano la
designazione.
9. Le autorita’ competenti informano la Commissione europea e gli
altri Stati membri dei provvedimenti di cui al comma 8.
10. Ai fini del rinnovo della sua designazione, l’organismo
presenta apposita domanda con almeno sei mesi di anticipo rispetto
alla data di scadenza della designazione stessa, secondo le
disposizioni di cui al comma 3. Il provvedimento di rinnovo e’
adottato dal Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministero dello sviluppo economico.

Art. 15.
Sanzioni
1. Chiunque immette nel mercato ovvero installa apparecchiature non
conformi ai requisiti di protezione di cui all’allegato I e’
assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da euro 4.000,00 ad euro 24.000,00. Alla stessa sanzione e’
assoggettato chiunque apporta modifiche ad apparecchiature dotate
della prescritta marcatura CE, che comportano la mancata conformita’
ai requisiti di protezione.
2. Chiunque immette nel mercato, commercializza, distribuisce in
qualunque forma o installa apparecchi che, seppure conformi ai
requisiti di protezione di cui all’allegato I, sono sprovvisti della
prescritta marcatura CE, e’ assoggettato alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00.
3. Chiunque immette nel mercato, commercializza, distribuisce in
qualunque forma o installa apparecchi che, seppure conformi ai
requisiti di protezione di cui all’allegato I, sono sprovvisti della
documentazione tecnica e della dichiarazione di conformita’ di cui
all’allegato IV e’ assoggettato alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00.
4. Chiunque installa impianti fissi che, seppur conformi ai
requisiti specifici di cui all’allegato I, sono sprovvisti della
prescritta documentazione e’ assoggettato alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.000,00 ad euro
12.000,00.
5. Chiunque appone marchi che possono confondersi con la marcatura
CE ovvero ne limitano la visibilita’ e la leggibilita’ e’
assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da euro 1.000,00 ad euro 6.000,00.
6. Chiunque promuove pubblicita’ per apparecchiature che non
rispettano le prescrizioni del presente decreto legislativo e’
assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da euro 2.500,00 ad euro 15.000,00.
7. Chiunque apporta, per uso personale, ad apparecchiature dotate
di marcatura CE modifiche che comportano la mancata conformita’ ai
requisiti di protezione e’ assoggettato alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 250,00 a euro 1.500,00.
8. Qualora sia accertata una delle violazioni di cui ai commi 1, 2,
3, 4 e 5, l’organo accertatore procede al sequestro delle
apparecchiature ed invita il trasgressore alla loro regolarizzazione
o ritiro dal mercato. Decorso il termine di sessanta giorni
dall’accertamento, qualora il trasgressore non abbia adempiuto
all’invito e’ disposta la sanzione amministrativa accessoria della
confisca dell’apparecchiatura.

Art. 16.
Disposizioni finanziarie
1. Alle attivita’ di designazione e di rinnovo degli organismi di
cui all’articolo 14, ai controlli successivi sui medesimi organismi
ed ai controlli successivi dei prodotti sul mercato, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n.
52.
2. Il decreto di determinazione delle tariffe, di cui
all’articolo 47, comma 4, della legge 6 febbraio 1996, n. 52, viene
adottato dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro delle comunicazioni e con il Ministro dell’economia e delle
finanze, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo.
3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
4. Le amministrazioni competenti provvedono agli adempimenti ivi
previsti con le dotazioni umane e strumentali disponibili a
legislazione vigente.

Nota all’art. 16:
– Per l’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, si
vedano le note alle premesse.

Art. 17.
Norma di rinvio
1. Le richieste dei soggetti interessati ad espletare i compiti di
cui all’allegato III, sono presentate ai sensi dell’articolo 14,
comma 2. In tale caso si applicano le disposizioni dell’articolo 47,
comma 4, della legge 6 febbraio 1996, n. 52.

Nota all’art. 17:
– Per l’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, si
vedano le note alle premesse.

Capo IVDisposizioni finali

Art. 18.
Entrata in vigore e abrogazioni
1. Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana; dalla stessa data e’ abrogato il decreto
legislativo 12 novembre 1996, n. 615.
2. I riferimenti alla direttiva 89/336/CEE, recepita con il decreto
legislativo 12 novembre 1996, n. 615, sono considerati riferimenti
alla direttiva 2004/108/CE, recepita con il presente decreto
legislativo, e si leggono secondo la tabella di concordanza di cui
all’allegato IX.

Note all’art. 18:
– Per il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615,
si vedano le note alle premesse.
– Per la direttiva 89/336/CEE e 2004/108/CE, si vedano
le note alle premesse.

Art. 19.
Disposizioni transitorie e finali
1. Gli apparecchi soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 6,
comma 1, del decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, per i
quali il produttore o il suo rappresentante autorizzato ha redatto
una dichiarazione di conformita’ secondo la procedura di cui
all’articolo 7, comma 1, di detto decreto legislativo, entro il
20 luglio 2007, continuano ad essere prodotti ed immessi nel mercato
fino al 20 luglio 2009.
2. Gli apparecchi soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 6,
comma 2, del decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, per i
quali sono stati ottenuti una relazione tecnica o un certificato da
un organismo competente secondo la procedura di cui all’articolo 7,
comma 2, di detto decreto legislativo entro il 20 luglio 2007,
continuano ad essere prodotti ed immessi nel mercato fino al
20 luglio 2009. Dopo il 20 luglio 2009 e’ consentita la immissione
nel mercato unicamente di apparecchi conformi al presente decreto.
3. Gli impianti fissi messi in servizio dopo il 20 luglio 2007
devono essere conformi alle disposizioni del presente decreto.
4. Gli organismi competenti riconosciuti ai sensi del decreto
legislativo 12 novembre 1996, n. 615, per i quali e’ stato pubblicato
il decreto di riconoscimento entro il 20 luglio 2007, continuano ad
operare come organismi notificati ai sensi dell’articolo 14,
limitatamente alle categorie per le quali e’ stato ottenuto il
riconoscimento, per quanto rispondenti a quelle previste
nell’allegato VIII, fino alla scadenza del riconoscimento stesso e
comunque non oltre il 20 luglio 2009.
5. Per le attivita’ di cui ai commi 1, 2 e 3 poste in essere in
osservanza del decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, dopo il
20 luglio 2007 e prima della data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, i soggetti interessati procedono all’adeguamento
alle nuove disposizioni nel termine di sessanta giorni dalla data di
cui all’articolo 18, comma 1.
6. I procedimenti di riconoscimento degli organismi competenti o
notificati, pendenti alla data di entrata in vigore del presente
decreto, sono definiti secondo le nuove disposizioni. L’eventuale
regolarizzazione delle istanze avviene entro il termine di 60 giorni
dalla data di cui all’articolo 18, comma 1.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 6 novembre 2007
NAPOLITANO
Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Bonino, Ministro per le politiche
europee
Bersani, Ministro dello sviluppo
economico
Gentiloni Silveri, Ministro delle
comunicazioni
D’Alema, Ministro degli affari esteri
Mastella, Ministro della giustizia
Padoa Schioppa, Ministro dell’economia
e delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Mastella

Nota all’art. 19:
– Per il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615,
si vedano le note alle premesse.

Allegato I
(previsto dall’articolo 7)
REQUISITI ESSENZIALI DI CUI ALL’ARTICOLO 7
1. Requisiti in materia di protezione.
Le apparecchiature sono progettate e fabbricate, secondo le
tecniche piu’ recenti, in modo tale che:
a) le perturbazioni elettromagnetiche prodotte non raggiungano
un’intensita’ tale da impedire il normale funzionamento delle
apparecchiature radio e di telecomunicazione;
b) presentino un livello d’immunita’ alle perturbazioni
elettromagnetiche prevedibili nelle condizioni d’uso cui sono
destinate tale da preservarne il normale funzionamento da un
deterioramento inaccettabile.
2. Requisiti specifici per gli impianti fissi.
Installazione e utilizzo previsto di componenti:
Gli impianti fissi sono installati secondo le regole
dell’ingegneria industriale e le indicazioni sull’uso cui i loro
componenti sono destinati, al fine di soddisfare i requisiti in
materia di protezione di cui al punto 1. Dette regole di ingegneria
industriale sono documentate e la persona responsabile le tiene a
disposizione delle competenti Autorita’ a fini ispettivi fintantoche’
gli impianti fissi sono in funzione.

Allegato II
(previsto dall’articolo 9)
PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA’ DI CUI ALL’ARTICOLO 9
(Controllo interno della fabbricazione)
1. Il fabbricante effettua una valutazione della compatibilita’
elettromagnetica degli apparecchi, sulla base dei fenomeni
pertinenti, al fine di conformarsi ai requisiti in materia di
protezione di cui all’allegato I, punto 1. La corretta applicazione
di tutte le pertinenti norme armonizzate i cui riferimenti siano
stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
equivalgono all’effettuazione di una valutazione della compatibilita’
elettromagnetica.
2. La valutazione della compatibilita’ elettromagnetica tiene conto
di tutte le normali condizioni di funzionamento cui gli apparecchi
sono destinati. Se gli apparecchi possono assumere varie
configurazioni, la valutazione della compatibilita’ elettromagnetica
accerta che gli apparecchi soddisfino i requisiti in materia di
protezione di cui all’allegato I, punto 1, in tutte le configurazioni
possibili identificate dal fabbricante come rappresentative dell’uso
cui gli apparecchi sono destinati.
3. In base alle disposizioni di cui all’allegato IV, il fabbricante
predispone la documentazione tecnica attestante la conformita’
dell’apparecchio ai requisiti essenziali della direttiva 2004/108/CE.
4. Il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato nella
Comunita’ tengono la documentazione tecnica a disposizione delle
autorita’ competenti per un periodo di almeno dieci anni dalla data
di fabbricazione degli ultime apparecchi del tipo in questione.
5. La conformita’ degli apparecchi a tutti i pertinenti requisiti
essenziali e’ attestata da una dichiarazione di conformita’ CE
rilasciata dal fabbricante o dal suo rappresentante autorizzato nella
Comunita’.
6. Il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato stabiliti
nella Comunita’ tengono la dichiarazione di conformita’ CE a
disposizione delle autorita’ competenti per un periodo di almeno 10
anni a decorrere dalla data di fabbricazione degli ultimi apparecchi
del tipo in questione.
7. Nel caso in cui ne’ il fabbricante ne’ il suo rappresentante
autorizzato siano stabiliti nella Comunita’, l’obbligo di tenere la
dichiarazione di conformita’ CE e la documentazione tecnica a
disposizione delle autorita’ competenti incombe sull’importatore che
immette gli apparecchi in questione nel mercato.
8. Il fabbricante prende tutte le misure necessarie per assicurare
che i prodotti siano fabbricati conformemente alla documentazione
tecnica di cui al punto 3 e ai requisiti della direttiva 2004/108/CE
ad essi applicabili.
9. La documentazione tecnica e la dichiarazione di conformita’ CE
sono redatte conformemente alle disposizioni riportate nell’allegato
IV.

Allegato III
(previsto dall’articolo 9)
PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA’ DI CUI ALL’ARTICOLO 9
1. La presente procedura consiste nell’applicazione dell’allegato
II, completato come segue.
2. Il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato nella
Comunita’ presentano la documentazione tecnica all’organismo
notificato di cui all’articolo 14 e chiedono che esso proceda alla
valutazione. Il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato nella
Comunita’ specificano all’organismo notificato gli aspetti dei
requisiti essenziali che devono essere valutati dall’organismo
notificato.
3. L’organismo notificato esamina la documentazione tecnica e
valuta se la documentazione tecnica dimostra adeguatamente che i
requisiti della direttiva 2004/108/CE sottoposti alla sua valutazione
sono rispettati. Se la conformita’ dell’apparecchio e’ confermata,
l’organismo notificato trasmette una dichiarazione al fabbricante o
al suo rappresentante autorizzato nella Comunita’ attestante la
conformita’ di detto apparecchio. Tale dichiarazione si limita agli
aspetti dei requisiti essenziali che sono stati sottoposti alla
valutazione dell’organismo notificato.
4. Il fabbricante aggiunge la dichiarazione dell’organismo
notificato alla documentazione tecnica.

Allegato IV
(previsto dall’articolo 12)
DOCUMENTAZIONE TECNICA E DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ CE
1. Documentazione tecnica.
La documentazione tecnica deve permettere di valutare la
conformita’ dell’apparecchio ai requisiti essenziali. Deve
comprendere la progettazione e la fabbricazione dell’apparecchio in
particolare:
una descrizione generale dell’apparecchio;
documentazione attestante la conformita’ alle norme armonizzate
eventualmente applicate, in tutto o in parte;
quando il fabbricante non ha applicato norme armonizzate o le ha
applicate solo in parte, una descrizione e una spiegazione delle
misure adottate per soddisfare i requisiti essenziali della direttiva
2004/108/CE, con una descrizione della valutazione della
compatibilita’ elettromagnetica di cui all’allegato II, punto 1, i
risultati dei calcoli progettuali effettuati, gli esami effettuati, i
rapporti di prova, ecc.;
una dichiarazione dell’organismo notificato, se e’ stata seguita
la procedura di cui all’allegato III.
2. Dichiarazione di conformita’ CE.
La dichiarazione di conformita’ CE deve contenere almeno gli
elementi seguenti:
1. un riferimento specifico alla direttiva 2004/108/CE;
2. l’identificazione dell’apparecchio a cui si riferisce, ai
sensi dell’articolo 11, comma 1;
3. il nome e l’indirizzo del fabbricante e, se del caso, il nome
e l’indirizzo del suo rappresentante autorizzato nella Comunita’;
4. un riferimento datato alle specificazioni rispetto cui e’
dichiarata la conformita’, per assicurare la conformita’
dell’apparecchio alle disposizioni della direttiva 2004/108/CE;
5. la data della dichiarazione;
6. le generalita’ e la firma della persona autorizzata ad
impegnare il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato.

Allegato V
(previsto dall’articolo 5)
MARCATURA “CE” DI CUI ALL’ARTICOLO 10
La marcatura “CE” e’ costituita dalla sigla “CE” nella seguente
forma:

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La marcatura “CE” deve avere un’altezza non inferiore a 5 mm. Se e’
ridotta o ingrandita, devono essere rispettate le proporzioni del
grafico qui sopra riportato.
La marcatura “CE” deve essere apposta sull’apparecchio o sulla sua
targhetta identificativa. Se le caratteristiche dell’apparecchio non
lo consentono, la marcatura “CE” deve essere apposta sull’eventuale
imballaggio e sui documenti d’accompagnamento.
Se l’apparecchio e’ disciplinato da altre direttive riguardanti
altri aspetti, che prevedono anch’esse la marcatura “CE”,
quest’ultima indica che l’apparecchio e’ conforme anche a tali altre
direttive.
Tuttavia, quando una o piu’ di tali direttive consentono al
fabbricante, durante un periodo transitorio, di scegliere quali
disposizioni applicare, la marcatura “CE” indica soltanto la
conformita’ alle direttive applicate dal fabbricante. In tale caso,
le disposizioni delle direttive applicate, come pubblicate nella
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, devono essere indicate nei
documenti, nelle avvertenze o nelle istruzioni prescritte dalle
direttive e che accompagnano l’apparecchio.
Nota. Per le loro caratteristiche specifiche, gli impianti fissi
non sono soggetti all’obbligo della marcatura “CE” e della
dichiarazione di conformita’.

Allegato VI
(previsto dall’articolo 5)
CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEGLI ORGANISMI DA NOTIFICARE
1. Gli organismi notificati soddisfano le condizioni minime
seguenti:
a) disponibilita’ di personale e dei mezzi e delle attrezzature
necessari;
b) competenza tecnica e integrita’ professionale del personale;
c) indipendenza nella stesura delle relazioni e nell’esecuzione
dei compiti di verifica previsti dal presente decreto legislativo;
d) indipendenza del personale amministrativo e tecnico nei
confronti di tutte le parti, i gruppi o le persone direttamente o
indirettamente interessati dall’apparecchiatura in questione;
e) rispetto del segreto professionale da parte del personale;
f) sottoscrizione di un’assicurazione di responsabilita’ civile;
detta polizza non e’ necessaria nel caso in cui il richiedente sia un
organismo pubblico.
2. Le condizioni di cui al punto 1 sono verificate periodicamente
dalle competenti autorita’ di cui all’articolo 2.

Allegato VII
(previsto dall’articolo 14)
MODALITA’ E CONTENUTI DELLE DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE DEGLI ORGANISMI
DI CERTIFICAZIONE.
1. La domanda per ottenere la designazione di cui all’articolo 14,
redatta secondo le disposizioni vigenti in materia di bollo, al
Ministero delle comunicazioni (D.G. Pianificazione e Gestione Spettro
Radioelettrico – Ufficio II – viale America, 201 – 00144 Roma), che
ne trasmettera’ copia al Ministero dello sviluppo economico
(D.G.S.P.C. – Ispettorato tecnico dell’industria – Ufficio F2 – via
Molise, 19 – 00187 Roma), dovra’ contenere la dichiarazione del
soddisfacimento dei requisiti minimi di cui all’allegato VI e
sottoscritta dal legale rappresentante dell’organismo.
2. Alla domanda sono allegati i seguenti documenti:
a) certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, da cui risulti l’esercizio di attivita’ di
attestazione di conformita’;
b) elenco del personale con relativi titoli di studio, qualifiche
e mansioni;
c) curriculum del personale tecnico responsabile delle
valutazioni ai fini della redazione della relazione tecnica o
dell’attestato;
d) settori specifici di competenza di cui all’allegato VIII;
e) polizza di assicurazione per la responsabilita’ civile con
massimale non inferiore a euro 1.500.000,00, per i rischi derivanti
dall’esercizio di attivita’ di attestazione di conformita’; detta
polizza non e’ prodotta nel caso in cui il richiedente sia un
organismo pubblico;
f) manuale di qualita’ dell’organismo, redatto in base alle norme
della serie UNI CEI EN ISO/IEC 17025 contenente, tra l’altro, la
specifica sezione per la direttiva 2004/108/CE. In detta sezione
dovranno essere indicati in dettaglio i seguenti elementi:
a. requisito richiesto dalla direttiva;
b. normativa adottata e prova da essa prevista;
c. attrezzatura impiegata, ente che ne ha effettuato la
taratura con la relativa scadenza;
g) planimetria, in scala adeguata, degli uffici e dei laboratori,
da cui risulti la disposizione delle principali attrezzature;
h) documentazione rilasciata dalle autorita’ competenti
comprovante l’idoneita’ dei locali e degli impianti dal punto di
vista dell’igiene ambientale e della sicurezza del lavoro.
Nelle more della presentazione della documentazione anzidetta,
l’esistenza dei requisiti prescritti dalla normativa vigente puo’
essere provvisoriamente attestata da atto notorio o da dichiarazione
sostitutiva di atto notorio del legale rappresentante;
i) copia di eventuali riconoscimenti ottenuti;
l) due copie della documentazione presentata.
3. Il ricorso a strutture diverse da quelle del richiedente,
limitatamente ad esami o prove complementari o particolari, dovra’
essere specificato nella domanda e documentato mediante copia
autenticata della apposita convenzione stipulata nelle forme di legge
nonche’ mediante la produzione dei documenti di cui al punto 2,
lettere a), b), c), d) ed e), concernenti tale struttura.

Allegato VIII
(previsto dall’articolo 14)
ELENCO DI CATEGORIE DI APPARECCHIATURE
a) ricevitori di radiodiffusione sonora e televisiva;
b) apparecchiature industriali;
c) apparecchiature per illuminazione e lampade fluorescenti;
d) apparecchiature mediche, limitatamente alle prove di
compatibilita’ elettromagnetica, e scientifiche;
e) apparecchiature di tecnologia dell’informazione;
f) elettrodomestici ed apparecchiature elettriche per uso
domestico;
g) apparecchiature didattiche elettroniche;
h) apparecchi di rete non ricadenti sotto il decreto legislativo
9 maggio 2001, n. 269 e relative reti di comunicazione elettronica;
i) impianti fissi.

Allegato IX
(previsto dall’articolo 18)
TAVOLA DI CORRISPONDENZE TRA LA DIRETTIVA 89/336/CEE
E LA DIRETTIVA 2004/108/CE

=====================================================================
Direttiva 89/336/CEE | Direttiva 2004/108/CE
=====================================================================
|Articolo 2, paragrafo 1,
Articolo 1, punto 1 |lettere a), b) e c)
———————————————————————
|Articolo 2, paragrafo 1,
Articolo 1, punto 2 |lettera e)
———————————————————————
|Articolo 2, paragrafo 1,
Articolo 1, punto 3 |lettera f)
———————————————————————
|Articolo 2, paragrafo 1,
Articolo 1, punto 4 |lettera d)
———————————————————————
Articolo 1, punti 5 e 6 |
———————————————————————
Articolo 2, paragrafo 1 |Articolo 1, paragrafo 1
———————————————————————
Articolo 2, paragrafo 2 |Articolo 1, paragrafo 4
———————————————————————
Articolo 2, paragrafo 3 |Articolo 1, paragrafo 2
———————————————————————
Articolo 3 |Articolo 3
———————————————————————
Articolo 4 |Articolo 5 e Allegato I
———————————————————————
Articolo 5 |Articolo 4, paragrafo 1
———————————————————————
Articolo 6 |Articolo 4, paragrafo 2
———————————————————————
Articolo 7, paragrafo 1, |
lettera a) |Articolo 6, paragrafi 1 e 2
———————————————————————
Articolo 7, paragrafo 1, |
lettera b) |
———————————————————————
Articolo 7, paragrafo 2 |
———————————————————————
Articolo 7, paragrafo 3 |
———————————————————————
Articolo 8, paragrafo 1 |Articolo 6, paragrafi 3 e 4
———————————————————————
Articolo 8, paragrafo 2 |
———————————————————————
Articolo 9, paragrafo 1 |Articolo 10, paragrafi 1 e 2
———————————————————————
Articolo 9, paragrafo 2 |Articolo 10, paragrafi 3 e 4
———————————————————————
Articolo 9, paragrafo 3 |Articolo 10, paragrafo 5
———————————————————————
Articolo 9, paragrafo 4 |Articolo 10, paragrafo 3
———————————————————————
Articolo 10, paragrafo 1, primo |
comma |Articolo 7, Allegati II e III
———————————————————————
Articolo 10, paragrafo 1, secondo |
comma |Articolo 8
———————————————————————
Articolo 10, paragrafo 2 |Articolo 7, Allegati II e III
———————————————————————
Articolo 10, paragrafo 3 – |
———————————————————————
Articolo 10, paragrafo 4 – |
———————————————————————
Articolo 10, paragrafo 5 |Articolo 7, Allegati II e III
———————————————————————
Articolo 10, paragrafo 6 |Articolo 12
———————————————————————
Articolo 11 |Articolo 14
———————————————————————
Articolo 12 |Articolo 16
———————————————————————
Articolo 13 |Articolo 18
———————————————————————
Allegato I, punto 1 |Allegato IV, punto 2
———————————————————————
Allegato I, punto 2 |Allegato V
———————————————————————
Allegato II |Allegato VI
———————————————————————
Allegato III, ultimo paragrafo – |Articolo 9, paragrafo 5

DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007, n. 194 – Attuazione della direttiva 2004/108/CE concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita’ elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE. (GU n. 261 del 9-11-2007

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