DECRETO LEGISLATIVO - 9 gennaio 2008, n. 17 - Attuazione della direttiva 2005/71/CE relativa ad una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica. (GU n. 31 del 6-2-2008 | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO – 9 gennaio 2008, n. 17 – Attuazione della direttiva 2005/71/CE relativa ad una procedura specificamente concepita per l’ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica. (GU n. 31 del 6-2-2008

DECRETO LEGISLATIVO - 9 gennaio 2008, n. 17 - Attuazione della direttiva 2005/71/CE relativa ad una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica. (GU n. 31 del 6-2-2008 )

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2008 – , n. 17

Attuazione della direttiva 2005/71/CE relativa ad una procedura
specificamente concepita per l’ammissione di cittadini di Paesi terzi
a fini di ricerca scientifica.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2005/71/CE del Consiglio, del 12 ottobre 2005,
relativa a una procedura specificamente concepita per l’ammissione di
cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica;
Vista la legge 6 febbraio 2007, n. 13, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alla Comunita’ europea – Legge comunitaria 2006, ed in particolare
gli articoli 1 ed 11;
Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive
modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
394, concernente il regolamento recante norme di attuazione del testo
unico delle disposizioni concernenti la disciplina sull’immigrazione
e norme sulla condizione dello straniero, e successive modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 luglio 2007;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell’11 dicembre 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’interno, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
dell’economia e delle finanze, della giustizia, dell’universita’ e
della ricerca e della solidarieta’ sociale;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286
1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) la lettera c) del comma 1 dell’articolo 27 e’ sostituita dalla
seguente: «c) I professori universitari destinati a svolgere in
Italia un incarico accademico;»;
b) dopo l’articolo 27-bis e’ inserito il seguente:
«Art. 27-ter (Ingresso e soggiorno per ricerca
scientifica). – 1. L’ingresso ed il soggiorno per periodi superiori a
tre mesi, al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, e’
consentito a favore di stranieri in possesso di un titolo di studio
superiore, che nel Paese dove e’ stato conseguito dia accesso a
programmi di dottorato. Il cittadino straniero, denominato
ricercatore ai soli fini dell’applicazione delle procedure previste
nel presente articolo, e’ selezionato da un istituto di ricerca
iscritto nell’apposito elenco tenuto dal Ministero dell’universita’ e
della ricerca.
2. L’iscrizione nell’elenco di cui al comma 1, valida per cinque
anni, e’ disciplinata con decreto del Ministro dell’universita’ e
della ricerca e, fra l’altro, prevede:
a) l’iscrizione nell’elenco da parte di istituti, pubblici o
privati, che svolgono attivita’ di ricerca intesa come lavoro
creativo svolto su base sistematica per aumentare il bagaglio delle
conoscenze, compresa la conoscenza dell’uomo, della cultura e della
societa’, e l’utilizzazione di tale bagaglio di conoscenze per
concepire nuove applicazioni;
b) la determinazione delle risorse finanziarie minime a
disposizione dell’istituto privato per chiedere l’ingresso di
ricercatori e il numero consentito;
c) l’obbligo dell’istituto di farsi carico delle spese connesse
all’eventuale condizione d’irregolarita’ del ricercatore, compresi i
costi relativi all’espulsione, per un periodo di tempo pari a sei
mesi dalla cessazione della convenzione di accoglienza di cui al
comma 3;
d) le condizioni per la revoca dell’iscrizione nel caso di
inosservanza alle norme del presente articolo.
3. Il ricercatore e l’istituto di ricerca di cui al comma 1
stipulano una convenzione di accoglienza con cui il ricercatore si
impegna a realizzare il progetto di ricerca e l’istituto si impegna
ad accogliere il ricercatore. Il progetto di ricerca deve essere
approvato dagli organi di amministrazione dell’istituto medesimo che
valutano l’oggetto della ricerca, i titoli in possesso del
ricercatore rispetto all’oggetto della ricerca, certificati con una
copia autenticata del titolo di studio, ed accertano la
disponibilita’ delle risorse finanziarie per la sua realizzazione. La
convenzione stabilisce il rapporto giuridico e le condizioni di
lavoro del ricercatore, le risorse mensili messe a sua disposizione,
pari ad almeno il doppio dell’assegno sociale, le spese per il
viaggio di ritorno, la stipula di una polizza assicurativa per
malattia per il ricercatore ed i suoi familiari ovvero l’obbligo per
l’istituto di provvedere alla loro iscrizione al Servizio sanitario
nazionale.
4. La domanda di nulla osta per ricerca scientifica, corredata
dell’attestato di iscrizione all’elenco di cui al comma 1 e di copia
autentica della convenzione di accoglienza di cui al comma 3, e’
presentata dall’istituto di ricerca allo sportello unico per
l’immigrazione presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo
competente per il luogo ove si svolge il programma di ricerca. Lo
Sportello, acquisito dalla Questura il parere sulla insussistenza di
motivi ostativi all’ingresso dello straniero nel territorio
nazionale, rilascia il nulla osta.
5. La convenzione di accoglienza decade automaticamente nel caso di
diniego al rilascio del nulla osta.
6. Il visto di ingresso puo’ essere richiesto entro sei mesi dalla
data del rilascio del nulla osta, trasmesso in via telematica alle
rappresentanze consolari all’estero a cura dello Sportello unico per
l’immigrazione, ed e’ rilasciato prioritariamente rispetto ad altre
tipologie di visto.
7. Il permesso di soggiorno per ricerca scientifica e’ richiesto e
rilasciato, ai sensi del presente testo unico, per la durata del
programma di ricerca e consente lo svolgimento dell’attivita’
indicata nella convenzione di accoglienza nelle forme di lavoro
subordinato, di lavoro autonomo o borsa di addestramento alla
ricerca. In caso di proroga del programma di ricerca, il permesso di
soggiorno e’ rinnovato, per una durata pari alla proroga, previa
presentazione del rinnovo della convenzione di accoglienza.
Nell’attesa del rilascio del permesso di soggiorno e’ comunque
consentita l’attivita’ di ricerca. Per le finalita’ di cui
all’articolo 9, ai titolari di permesso di soggiorno per ricerca
scientifica rilasciato sulla base di una borsa di addestramento alla
ricerca si applicano le disposizioni previste per i titolari di
permesso per motivi di studio o formazione professionale.
8. Il ricongiungimento familiare e’ consentito al ricercatore,
indipendentemente dalla durata del suo permesso di soggiorno, ai
sensi e alle condizioni previste dall’articolo 29. Ai familiari e’
rilasciato un permesso di soggiorno di durata pari a quello del
ricercatore.
9. La procedura di cui al comma 4 si applica anche al ricercatore
regolarmente soggiornante sul territorio nazionale ad altro titolo,
diverso da quello per richiesta di asilo o di protezione temporanea.
In tale caso, al ricercatore e’ rilasciato il permesso di soggiorno
di cui al comma 7 in esenzione di visto e si prescinde dal requisito
dell’effettiva residenza all’estero per la procedura di rilascio del
nulla osta di cui al comma 4.
10. I ricercatori titolari del permesso di soggiorno di cui al
comma 7 possono essere ammessi, a parita’ di condizioni con i
cittadini italiani, a svolgere attivita’ di insegnamento collegata al
progetto di ricerca oggetto della convenzione e compatibile con le
disposizioni statutarie e regolamentari dell’istituto di ricerca.
11. Nel rispetto degli accordi internazionali ed europei cui
l’Italia aderisce, lo straniero ammesso come ricercatore in uno Stato
appartenente all’Unione europea puo’ fare ingresso in Italia senza
necessita’ del visto per proseguire la ricerca gia’ iniziata
nell’altro Stato. Per soggiorni fino a tre mesi non e’ richiesto il
permesso di soggiorno ed il nulla osta di cui al comma 4 e’
sostituito da una comunicazione allo sportello unico della prefettura
– ufficio territoriale del Governo della provincia in cui e’ svolta
l’attivita’ di ricerca da parte dello straniero, entro otto giorni
dall’ingresso. La comunicazione e’ corredata da copia autentica della
convenzione di accoglienza stipulata nell’altro Stato, che preveda un
periodo di ricerca in Italia e la disponibilita’ di risorse, nonche’
una polizza di assicurazione sanitaria valida per il periodo di
permanenza sul territorio nazionale, unitamente ad una dichiarazione
dell’istituto presso cui si svolge l’attivita’. Per periodi superiori
a tre mesi, il soggiorno e’ subordinato alla stipula della
convenzione di accoglienza con un istituto di ricerca di cui comma 1
e si applicano le disposizioni di cui ai commi 4 e 7. In attesa del
rilascio del permesso di soggiorno e’ comunque consentita l’attivita’
di ricerca.

Avvertenza:
Il testo delle no…

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