Decreto legislativo di attuazione della direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 | Architetto.info

Decreto legislativo di attuazione della direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998

Decreto legislativo di attuazione della direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 riguardante la protezione degli animali negli allevamenti.

Decreto Legislativo per la protezione degli animali negli allevamenti
varato il
21 marzo 2001, dal Consiglio dei Ministri.
Decreto
legislativo di attuazione della direttiva 98/58/CE del Consiglio del
20 luglio
1998 riguardante la protezione degli animali negli
allevamenti.
Il Presidente della Repubblica
Visti gli articoli 76 e 87
della Costituzione;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526 recante
Disposizioni per l’adempimento degli
obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee –
legge
comunitaria 1999 -in particolare l’articolo 1, comma 3;
Vista la
direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998 riguardante la
protezione degli
animali negli allevamenti;
Visto il Protocollo
allegato all’atto finale del Trattato dell’Unione Europea nella
parte
relativa al benessere animale;
Vista la decisione 2000/50/CE
della Commissione europea del 17 dicembre 1999 relativa
ai requisiti
minimi applicabili alle ispezioni negli allevamenti;
Visto il decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modifiche;
Visto il
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e successive
modifiche;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei
Ministri adottata nella riunione del 17
novembre 2000;
Sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province
autonome di Trento e Bolzano;
Acquisiti i pareri delle
competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato
della
Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata
nella riunione del 21 marzo 2001 ;
Su proposta del Ministro per le
politiche comunitarie e del Ministro della sanità, di concerto
con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del
bilancio e della
programmazione economica, delle politiche agricole e
forestali, dell’industria
commercio ed artigianatoഊEmana
il
seguente decreto legislativo
Articolo 1
(Ambito di applicazione)
1. Il
presente decreto stabilisce le misure minime da osservare negli
allevamenti per la
protezione degli animali, ferme restando quelle di
cui al decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 233,
al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533 e al
decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 534.
2. Ai fini del presente decreto
si intende per:
a) animale: qualsiasi animale, inclusi pesci, rettili
e anfibi, allevato o custodito per la
produzione di derrate
alimentari, lana, pelli, pellicce o per altri scopi agricoli;
b)
proprietario o custode ovvero detentore: qualsiasi persona fisica o
giuridica che, anche
temporaneamente, è responsabile o si occupa degli
animali;
c) autorità competente: il Ministero della sanità e le
autorità sanitarie territorialmente
competenti, ai sensi del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e successive modifiche.
3. Il
presente decreto non si applica agli animali:
a) che vivono in
ambiente selvatico;
b) destinati a partecipare a gare, esposizioni,
manifestazioni, ad attività culturali o sportive;
c) da
sperimentazione o da laboratorio;
d) invertebrati.
Articolo
2
(Obblighi dei proprietari, dei custodi dei detentori degli
animali)
1. Il proprietario o il custode ovvero il detentore deve:
a)
adottare misure adeguate per garantire il benessere dei propri animali
e affinché non
vengano loro provocati dolore, sofferenze o lesioni
inutili;
b) allevare e custodire gli animali diversi dai pesci,
rettili e anfibi, in conformità alle
disposizioni di cui
all’allegato.
2. Per favorire una migliore conoscenza degli animali
domestici da allevamento, entro un
anno dalla data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo, le regioni e le
provincie
autonome di Trento e Bolzano possono organizzare periodicamente, per
il
tramite dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali,
corsi di qualificazione
professionale con frequenza obbligatoria per
gli operatori del settore, allo scopo di favorire
la più ampia
conoscenza in materia di etologia animale applicata, fisiologia,
zootecnia e
giurisprudenza.
3. L’applicazione del comma 2 si attua
senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.ഊArticolo
3
(Disposizioni di maggiore protezione per gli animali da
pelliccia)
1. L’allevamento di animali con il solo e principale scopo
di macellarli per il valore della
loro pelliccia deve avvenire in
conformità alle ulteriori disposizioni dettate al punto
22
dell’allegato.
Articolo 4
(Controlli)
1. Le autorità sanitarie
territorialmente competenti:
a) dispongono ispezioni per la verifica
del rispetto delle disposizioni di cui al presente
decreto, da
effettuare anche in occasione di altri controlli; in tale attività, la
conformità
delle modalità di allevamento e custodia degli animali alle
disposizioni di cui all’allegato
deve essere valutata tenuto conto
della specie, del grado di sviluppo, adattamento e
addomesticamento,
nonché delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche
secondo
l’esperienza acquisita e le conoscenze scientifiche;
b)
trasmettono al Ministero della sanità, nei termini da esso stabiliti e
utilizzando il modello
appositamente predisposto, una relazione sulle
ispezioni di cui alla lettera a) anche ai fini
del successivo comma
2.
2. Il Ministero della sanità presenta alla Commissione europea,
secondo le modalità da
essa stabilite, una relazione complessiva sui
risultati delle ispezioni di cui al comma 1.
Articolo 5
(Controlli
veterinari comunitari)
1. Gli esperti veterinari della Commissione
europea ed il Ministero della sanità, anche al
fine di garantire
l’applicazione uniforme all’interno del territorio nazionale,
possono
procedere a controlli per:
a) verificare che siano rispettati
i requisiti stabiliti dal presente decreto;
b) accertare che le
ispezioni di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a) vengano
effettuate
secondo le modalita’ stabilite in sede nazionale e
comunitaria.
2. L’autorità competente fornisce assistenza agli esperti
veterinari della Commissione
europea nell’espletamento degli incarichi
di cui al comma 1.
3. I risultati dei controlli di cui al comma 1
formano oggetto di una relazione la cui
elaborazione e diffusione ha
luogo previa discussione tra gli incaricati della Commissione
e il
Ministero della sanità.
4. Il Ministero della sanità adotta i
provvedimenti resi necessari dai risultati delle verifiche
effettuate
ai sensi del presente articolo.ഊArticolo 6
(Disposizioni
finali)
1. Ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998 n.112 con decreti del
Ministro della sanità, e per
quanto di competenza di concerto con i
Ministri delle politiche agricole e forestali e
dell’industria
commercio ed artigianato, possono essere adottate norme tecniche
relative
alla protezione degli animali negli allevamenti di maggiore
tutela di quelle previste dal
presente decreto, nel rispetto delle
norme generali del Trattato e informandone la
Commissione europea,
nonché specifiche prescrizioni zoosanitarie e di
benessere
nell’importazione degli animali.
2. Con decreto del Ministro
delle politiche agricole e forestali di concerto con i Ministri
della
sanità e dell’industria commercio ed artigianato, da emanarsi entro 60
giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto, sono individuati
criteri e modalità per l’adozione
di metodi alternativi
all’alimentazione forzata per anatre e oche, nonché per
la
riconversione degli allevamenti di animali da pelliccia.
3.
L’applicazione del comma 2 non comporta ulteriori oneri a carico del
bilancio dello
Stato.
Articolo 7
(Sanzioni amministrative)
1. Salvo
che il fatto costituisca reato, il proprietario o il custode ovvero il
detentore che
violino le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 1,
sono puniti con la sanzione pecuniaria
amministrativa da lire tre
milioni a lire diciottomilioni.
2. Nel caso di reiterazione delle
violazioni di cui ai comma 1, la sanzione amministrativa
pecuniaria è
aumentata sino alla metà ed è disposta la sospensione
dell’esercizio
dell’allevamento da uno a tre mesi facendo comunque
obbligo a chi spetti di
salvaguardare il benessere degli animali.
Il
presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella
Raccolta ufficiale degli
atti normativi della Repubblica italiana. E’
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo
osservare.
ALLEGATO
Personale
1. Gli animali sono accuditi da un
numero sufficiente di addetti aventi adeguate capacità,
conoscenze e
competenze professionali.ഊControllo
2. Tutti gli animali tenuti
in sistemi di allevamento, il cui benessere richieda
un’assistenza
frequente dell’uomo, sono ispezionati almeno una volta
al giorno. Gli animali allevati o
custoditi in altri sistemi sono
ispezionati a intervalli sufficienti al fine di evitare
loro
sofferenze.
3. Per consentire l’ispezione completa degli animali
in qualsiasi momento, deve essere
disponibile un’adeguata
illuminazione fissa o mobile.
4. Gli animali malati o feriti devono
ricevere immediatamente un trattamento appropriato e,
qualora un
animale non reagisca alle cure in questione, deve essere consultato un
medico
veterinario. Ove necessario gli animali malati o feriti vengono
isolati in appositi locali
muniti, se del caso, di lettiere asciutte o
confortevoli.
Registrazione
5. Il proprietario o il custode ovvero il
detentore degli animali tiene un registro dei
trattamenti terapeutici
effettuati. La registrazione e le relative modalità di
conservazione
sono effettuate secondo quanto previsto dal D.Lgs. 27
gennaio 1992, n. 119 e successive
modificazioni ed integrazioni e del
D.Lgs. 4 agosto 1999, n.336. Le mortalità sono
denunciate ai sensi del
D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320.
6. I registri sono conservati per un
periodo di almeno tre anni e sono messi a disposizione
dell’autorità
competente al momento delle ispezioni o su richiesta.
Libertà di
movimento
7. La libertà di movimento propria dell’animale, in funzione
della sua specie e secondo
l’esperienza acquisita e le conoscenze
scientifiche, non de…

[Continua nel file zip allegato]

Decreto legislativo di attuazione della direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998

Architetto.info