DECRETO MINISTERIALE 12 novembre 2001 | Architetto.info

DECRETO MINISTERIALE 12 novembre 2001

DECRETO MINISTERIALE 12 novembre 2001 - Conversione dei pedaggi autostradali da lire in euro(G.U. n. 299, 27 dicembre 2001, Serie Generale)

DECRETO MINISTERIALE 12 novembre 2001

Conversione dei pedaggi
autostradali da lire in euro

(G.U. n. 299, 27 dicembre 2001, Serie
Generale)

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI
di
concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
Vista la legge
24 luglio 1961, n. 729;
Vista la legge 28 aprile 1971, n. 287;
Visto
l’art. 11 della legge 23 dicembre 1992, n. 498;
Visto l’art. 10 della
legge 24 dicembre 1993, n. 537;
Visto il decreto legislativo 26
febbraio 1994, n. 143;
Visto l’art. 132, comma 1, della legge 23
dicembre 2000, n. 388;
Visto il decreto interministeriale 12 marzo
1987, n. 649 del Ministro dei lavori pubblici di concerto con il
Ministro del tesoro con il quale è stato disposto, tra l’altro, che
sull’intera rete autostradale a pedaggio, con esclusione
dell’autostrada tangenziale di Napoli, a partire dal 20 marzo 1987 gli
arrotondamenti debbano essere effettuati alle 100 lire per importi
fino a lire 2000, ed alle 500 lire per importi superiori alle 2000
lire;
Visto il decreto interministeriale 31 dicembre 1996, n.
578/Segreteria/Dicoter, del Ministro dei lavori pubblici di concerto
con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, con il quale è stato disposto, tra l’altro, che
sull’autostrada tangenziale di Napoli, a partire dal 1997 gli
arrotondamenti debbano essere effettuati alle 50 lire;
Viste le
delibere del CIPE 21 settembre 1993, 7 dicembre 1994, 21 dicembre
1995, 24 aprile 1996, 26 giugno 1996, 20 dicembre 1996 e 3 dicembre
1997;
Vista la direttiva interministeriale n. 283 del 20 ottobre
1998;
Visto il Regolamento (CE) 1103/97 del 17 giugno 1997;
Vista la
legge 17 dicembre 1997, n. 433, recante delega al Governo per
l’introduzione dell’euro;
Visto il decreto legislativo 24 giugno 1998,
n. 213, come modificato dal decreto legislativo 15 giugno 1999, n.
206, recante disposizioni per l’introduzione dell’euro
nell’ordinamento nazionale;
Considerato che i pedaggi autostradali
risultano dall’applicazione alle estese di ciascun percorso delle
tariffe unitarie chilometriche, comprensive della maggiorazione dei
sovrapprezzi di legge e dell’IVA, con un arrotondamento finale in
eccesso o in difetto;
Considerato che, a seguito del passaggio, dal 1°
gennaio 2002, all’euro, occorre procedere alla tempestiva conversione
delle tariffe unitarie chilometriche e dei conseguenti pedaggi
espressi in lire nella moneta unica, in considerazione delle necessità
connesse sia alla puntuale informazione all’utenza, sia agli
interventi indispensabili all’adeguamento dei sistemi di gestione
degli impianti di esazione del pedaggio e alla formazione del
personale addetto;
Considerato che, per quanto riguarda in particolare
la conversione delle tariffe unitarie in euro, l’ANAS ha verificato
che l’utilizzo di cinque cifre decimali garantisce una corretta
conversione dei valori originariamente stabiliti in lire, ottemperando
a quanto previsto dalle relative norme;
Considerato che, per quanto
concerne i pedaggi finali, occorre predisporre un nuovo sistema di
arrotondamento degli stessi, in quanto i meccanismi attuali, calibrati
sulle lire, non risultano riproponibili con una mera conversione di
valuta;
Considerata la necessità, per ragioni di semplificazione e
velocizzazione delle operazioni di esazione, in particolare nel caso
del pagamento in contanti, di individuare l’arrotondamento dei pedaggi
finali nei 10 centesimi di euro;
Considerato che l’arrotondamento di
tale entità appare contemperare sia l’esigenza di mantenere un
efficiente livello di servizio all’utente, evitando con lo snellimento
delle operazioni di esazione dannose code alle barriere ed ai caselli,
sia la necessità di assicurare un valore del pedaggio prossimo a
quello di calcolo;
Considerato che il valore di 10 centesimi di euro
(pari a 193,63 lire), in eccesso od in difetto, si pone prossimo alla
soglia inferiore attualmente praticata (L. 100), restringendo a meno
della metà il valore dell’arrotondamento oggi applicato nella
maggioranza dei casi (L. 500);
Considerato che l’unica eccezione a
tale criterio generale è rappresentata dalla tangenziale di Napoli,
per la quale si ritiene di adottare l’arrotondamento del pedaggio
finale ai 5 centesimi di euro, stante il ridotto importo del pedaggio
applicato sulla stessa autostrada, interamente urbana, non
interconnessa con il resto del sistema;
Considerato che, sulla base
delle verifiche effettuate dall’ANAS, gli arrotondamenti come sopra
individuati, essendo applicati, così come nell’attuale sistema, per
eccesso o per difetto, conducono ad un risultato di
neutralità;
Decreta:

Art. 1.

Sull’intera rete autostradale a
pedaggio, a partire dal 1° gennaio 2002, le tariffe unitarie
chilometriche espresse in lire, debbono essere convertite in euro
utilizzando cinque cifre decimali.

Art. 2.

Sull’intera rete
autostradale a pedaggio, con esclusione dell’autostrada tangenziale di
Napoli, a partire dal 1° gennaio 2002, gli arrotondamenti sul pedaggio
finale debbono essere effettuati, in eccesso od in difetto, ai 10
centesimi di euro.

Art. 3.

Sull’autostrada tangenziale di Napoli,
sempre a partire dal 1° gennaio 2002, gli arrotondamenti debbono
essere effettuati, in eccesso od in difetto, ai 5 centesimi di
euro.

CONVERSIONE DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI DA LIRE IN
EURO
Relazione
Il passaggio alla moneta unica europea per quanto
riguarda le tariffe delle autostrade a pedaggio, richiede la soluzione
di vari problemi, sia di carattere amministrativo, sia di carattere
tecnico-operativo.
Le analisi condotte dall’Ente nazionale per le
strade hanno evidenziato due aspetti essenziali connessi a tale
questione: il primo, relativo al problema della conversione della
tariffa unitaria chilometrica da lire in euro, il secondo, inerente
alla necessità di predisporre un nuovo sistema di arrotondamento dei
pedaggi finali, in quanto i meccanismi attuali, calibrati sulle lire,
non risultano riproponibili con una mera conversione di valuta.
In
merito al primo dei due aspetti, è stato verificato che l’utilizzo di
cinque cifre decimali nel calcolo delle tariffe unitarie chilometriche
in euro garantisce una corretta conversione dei valori originariamente
stabiliti in lire, ottemperando a quanto previsto dalle norme vigenti
in materia (decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213). Si ritiene,
quindi, di poter correttamente applicare tale procedura di
conversione.
Per quanto attiene al secondo aspetto, relativo
all’arrotondamento dei pedaggi finali, si ricorda che ad oggi il
pedaggio all’utente è dato dalla tariffa unitaria chilometrica,
maggiorata dei sovrapprezzi di legge (3 e 9 lire) applicata all’estesa
di ciascun percorso, con l’incremento dell’IVA (20%) e con l’aggiunta
degli arrotondamenti consentiti (100 lire per i pedaggi fino alle
2.000 lire, e 500 lire per i pedaggi superiori alle 2.000 lire, vedi
al riguardo il decreto interministeriale 12 marzo 1987, n. 649 del
Ministro dei lavori pubblici di concerto con il Ministro del
tesoro).
Gli arrotondamenti del pedaggio, da sempre applicati sulla
rete italiana, nascono dalla necessità di evitare il formarsi di
pericolose code alle barriere ed ai caschi a causa di elaborate
operazioni di esazione per carenza di monete di limitato valore. Gli
arrotondamenti, in quanto applicati in difetto o in eccesso, risultano
neutri ai fini degli introiti dei concessionari.
Per ovvie ragioni di
semplificazione e velocizzazione delle operazioni di esazione, il
sistema di arrotondamento dei pedaggi dovrà continuare ad applicarsi,
tenuto anche conto delle complicazioni che si verificheranno nel
pagamento a seguito dell’introduzione dell’euro. Al riguardo, sono
stati esaminati gli orientamenti emergenti nei maggiori Paesi europei
dotati di rilevanti reti autostradali a pedaggio – in particolare
Francia, Spagna e Grecia – che risultano concordare per un
arrotondamento dei pedaggi a 10 centesimi di euro, valore che appare
applicabile immediatamente sulla rete italiana.
L’arrotondamento di
tale entità risulta, infatti, contemperare sia le esigenze di
mantenere un efficiente livello di servizio all’utente, evitando
attraverso lo snellimento delle operazioni di esazione dannose code
alle barriere ed ai caselli, sia la necessità di assicurare un valore
del pedaggio ragionevolmente prossimo a quello di calcolo.
Le modalità
di arrotondamento attualmente vigenti prevedono infatti, come già
sopra precisato, che per pedaggi di importo superiore alle 2.000 lire,
venga effettuato un arrotondamento alle 500 lire mentre, per pedaggi
di importo fino a 2.000 lire, l’arrotondamento sia limitato alle 100
lire. Unica eccezione è rappresentata dalla tangenziale di Napoli per
la quale è applicato un arrotondamento alle 50 lire. Le disposizioni
per detti arrotondamenti sono state inserite per quanto riguarda le
100 e le 500 lire nel decreto interministeriale 12 marzo 1987, n. 649,
e per le 50 lire della tangenziale di Napoli nel decreto
interministeriale 31 dicembre 1996, n. 578/Segr./Dicoter.
Il valore di
10 centesimi di euro (pari a 193,63 lire), in eccesso o in difetto, si
pone vicino alla soglia inferiore attualmente praticata (100 lire),
restringendo a meno della metà il valore dell’arrotondamento oggi
applicato nella stragrande maggioranza dei casi.
Si sottolinea, a tale
proposito, che le percorrenze con pedaggio di importo inferiore a
2.000 lire, che prevedono oggi, come detto, un arrotondamento a 100
lire, rappresentano, sul totale delle possibili percorrenze della rete
autostradale interconnessa, circa lo 0,5%, percentuale tanto esigua da
non giustificare in termini operativi il mantenimento di due diversi
valori di arrotondamento.
In termini numerici, attualmente, le
possibili transazioni con arrotondamento del pedaggio alle 100 lire
risultano pari a n. 3163 sul numero totale delle possibili
transazioni, pari al numero di 650.080.
Si è rite…

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