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DECRETO MINISTERIALE 14 marzo 2001

DECRETO MINISTERIALE 14 marzo 2001 Criteri e modalità per la riduzione degli spazi adibiti ad uffici pubblici(1) (G.U. n. 87, 13 aprile 2001, Serie Generale)

DECRETO MINISTERIALE 14 marzo 2001
Criteri e modalità per la
riduzione degli spazi adibiti ad uffici pubblici(1)
(G.U. n. 87, 13
aprile 2001, Serie Generale)
(1)A norma dell’art. 1, D.M. 18 luglio
2001, gli effetti del presente decreto sono sospesi.
IL MINISTRO DEL
TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge
23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’art. 55, comma 9, della legge 27
dicembre 1997, n. 499, recante disposizioni finalizzate a ridurre
gradualmente il ricorso alla locazione d’immobili di proprietà privata
da parte delle Amministrazioni statali;
Visto l’art. 24 della legge 23
dicembre 1999, n. 488, così come modificato dall’art. 62 della legge
23 dicembre 2000, n. 388, che attribuisce al Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica il potere di adottare con
proprio decreto misure finalizzate a ridurre gradualmente l’ammontare
dei metri quadrati di superficie degli immobili in uso alle
Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, con il supporto
dell’Agenzia del demanio o di apposita struttura individuata dal
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
che può avvalersi eventualmente di fornitori esterni specializzati
scelti con le modalità di cui all’art. 26 delle medesima legge n. 488
del 1999;
Visto l’art. 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, che
stabilisce nuove modalità di acquisizione di beni e servizi da parte
delle Amministrazioni statali attraverso la stipula di convenzioni
quadro con strutture specializzate;
Visto l’art. 65 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che nell’ambito del disegno di
riforma dell’organizzazione del Governo ha istituito l’Agenzia del
demanio a cui sono attribuiti i compiti in precedenza svolti dal
Dipartimento del territorio del Ministero delle finanze, in materia di
gestione dei beni dello Stato e di locazione passive;
Decreta:
Art.
1.
Ambito di applicazione(2)
Il presente decreto detta i princìpi, i
criteri e le modalità a cui le Amministrazioni statali centrali e
periferiche, ai sensi dell’art. 24, comma 1, della legge n. 488/1999 e
successive modificazioni, devono attenersi per pervenire ad una
graduale riduzione, su tutto il territorio nazionale, sia dei costi
sia dell’ammontare complessivo dei mq di superfici degli immobili
utilizzate per l’espletamento delle proprie finalità governative, ad
esclusione degli alloggi di servizio riservati alle forze dell’ordine
ai sensi delle leggi 18 agosto 1978, n. 497, 1° dicembre 1986, n. 831,
e del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito in legge n.
472/1987.
(2)A norma dell’art. 1, D.M. 18 luglio 2001, gli effetti del
presente decreto sono sospesi.
Art. 2.
Fitti passivi – Attività di
ricognizione(3)
1. Le amministrazioni statali destinatarie del
presente decreto, entro centoventi giorni dalla sua emanazione,
provvedono alla ricognizione degli immobili condotti in fitto passivo
per esigenze governative.
2. La ricognizione deve essere effettuata
secondo modalità tecniche uniformi prestabilite e, in particolare,
deve evidenziare per ciascun bene:
a) l’estensione delle superfici
utili distinte per tipologie d’uso, individuate in base ai criteri di
cui all’art. 13 della legge 27 luglio 1978, n. 392;
b) l’estensione
delle aree coperte e scoperte destinate a parcheggio ed eventuali aree
scoperte pertinenziali;
c) il numero delle unità operative allocate,
distinte per funzione e qualifiche;
d) i costi di manutenzione
ordinaria sostenuti nel triennio 1998-2000;
e) i costi sostenuti per
l’affitto passivo degli immobili.
3. Effettuata la ricognizione le
amministrazioni centrali comunicano all’Agenzia del demanio le
risultanze delle operazioni afferenti all’ambito istituzionale di
ciascun dicastero.
4. Allo scadere del termine di cui al comma 1,
qualora la ricognizione non sia stata effettuata, l’Agenzia del
demanio si sostituirà alle amministrazioni interessate negli
adempimenti previsti dal presente articolo. Tale attività sostitutiva
è svolta a titolo oneroso e la quantificazione del relativo
corrispettivo è effettuata sulla base di parametri stabiliti in
rapporto all’estensione e alle caratteristiche delle superfici
utilizzate oggetto della ricognizione.
5. L’Agenzia del demanio
provvede all’esame e al monitoraggio dei dati acquisiti nonché alla
creazione di una specifica banca dati.
6. L’Agenzia del demanio
presenterà annualmente al Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica una relazione sui risultati dell’attività
gestionale condotta ai sensi del presente articolo e dei successivi
articoli 3 e 4.
(3)A norma dell’art. 1, D.M. 18 luglio 2001, gli
effetti del presente decreto sono sospesi.
Art. 3.
Elaborazione piani
di razionalizzazione(4)
1. Le amministrazioni centrali e periferiche
dello Stato, nei centoventi giorni successivi alla ricognizione
elaborano piani di razionalizzazione e di ottimizzazione degli spazi
utilizzati e dei sistemi di manutenzione, al fine di pervenire ad una
effettiva riduzione delle superfici utilizzate e dei connessi costi.
Detti piani sono definiti di intesa con l’Agenzia del Demanio mediante
specifica convenzione che regolerà i relativi rapporti e i connessi
oneri definiti avuto riguardo alle esigenze prospettate da ciascuna
amministrazione, alla tipologia e alle caratteristiche degli
immobili.
2. Nella predisposizione dei piani di ottimizzazione e
razionalizzazione si deve tener conto della riorganizzazione
dell’amministrazione statale prevista dal decreto legislativo n.
300/1999 o da altre leggi di riforma, del decentramento di funzioni e
poteri agli enti locali, ai sensi del decreto legislativo n. 112/1998,
nonché dell’introduzione nei processi amministrativi delle nuove
tecnologie informatiche.
3. L’ottimizzazione degli spazi, è perseguita
rapportandoli alle effettive esigenze funzionali degli uffici e alle
risorse umane impiegate. Per la determinazione degli standard ottimali
di utilizzazione degli spazi in rapporto al numero, funzione e
qualifiche del personale è fatto riferimento ai seguenti parametri:

Qualifica
Numero massimo di persone per stanza
mq per
persona
Dirigente
1
Minimo 25,3

Massimo 28,3
Funzionario
3
Minimo
13,3
(dal settimo al nono livello)

Massimo 21,3
Impiegato
8
Minimo
9,0
(dal quarto al sesto livello)

Massimo 12,0
Gli standard
soprariportati comprendono sia gli spazi complementari (stanze
riunioni, biblioteche, archivi, mense) sia gli spazi relativi alla
distribuzione ambientale funzionale (corridoi, ingressi, scale,
servizi).
4. I piani redatti secondo i criteri di cui ai commi
precedenti dovranno prevedere la riorganizzazione e la riallocazione
degli uffici attraverso rilasci, accorpamenti e trasferimenti, al fine
di conseguire una riduzione dei costi pari almeno al 3 per cento degli
oneri sostenuti per fitti passivi da ciascuna amministrazione.
5. I
piani di razionalizzazione e ottimizzazione elaborati e attuati sono
soggetti a verifica triennale per accertare la loro rispondenza alle
esigenze delle singole amministrazioni. La verifica viene effettuata
d’intesa con la Agenzia del demanio.
(4)A norma dell’art. 1, D.M. 18
luglio 2001, gli effetti del presente decreto sono sospesi.
Art.
4.
Ridefinizione dei contratti di affitto(5)
Definiti i piani di
ottimizzazione e razionalizzazione secondo le modalità e i tempi
indicati nel precedente art. 3, le amministrazioni centrali e
periferiche dello Stato, al fine di conseguire la riduzione sia delle
superfici utilizzate, sulla base degli standard di cui all’art. 3,
comma 3, sia dei costi, nella misura di cui al comma 4 del precedente
articolo, provvederanno:
a) a recedere dal contratto di locazione nei
modi e termini di legge nel caso in cui le superfici locate non siano
più necessarie agli usi governativi;
b) ad esperire idonee ed
opportune trattative per la rinegoziazione dei contratti in essere
allo scopo di contenere la relativa spesa nei termini di cui al comma
4 del precedente articolo. Nell’ipotesi in cui alla data del 31
dicembre 2001, i tentativi esperiti non sortiscano effetto, le
amministrazioni provvederanno a rilasciare gli immobili alla data di
naturale scadenza del contratto ricercando nel contempo soluzioni
allocative alternative meno onerose.
c) Le amministrazioni
proseguiranno nei rapporti di locazione giunti a scadenza e soggetti
al rinnovo esclusivamente nel caso in cui sia stato conseguito
l’obiettivo della riduzione dei costi nella misura di cui al comma 4
del precedente articolo. Nell’attività di ridefinizione dei contratti
di locazione le amministrazioni predette si avvalgono del supporto
dell’Agenzia del demanio.
(5)A norma dell’art. 1, D.M. 18 luglio
2001, gli effetti del presente decreto sono sospesi.
Art. 5.
Immobili
di proprietà dello Stato(6)
1. A decorrere dall’esercizio finanziario
2002, l’Agenzia del demanio d’intesa con le amministrazioni statali
interessate, quantificherà i costi d’uso degli immobili appartenenti
al demanio e patrimonio dello Stato, utilizzati dalle amministrazioni
statali per finalità governative.
2. Il costo d’uso è determinato con
riferimento ai valori di mercato degli immobili e alle superfici utili
calcolate ai sensi dell’art. 2, comma 2, lettere a) e b).
3. Il costo
d’uso degli immobili utilizzati, per lo svolgimento delle attività
istituzionali, dalle Forze armate e dalle Forze dell’ordine nonché, il
costo d’uso degli immobili utilizzati, per lo svolgimento delle
attività istituzionali, dal Ministero della giustizia e dal Ministero
per i beni e le attività culturali è commisurato al 60% delle
superfici effettivamente utilizzate calcolate ai sensi dell’art. 2,
comma 2, lettere a) e b).
4. Gli immobili di proprietà dello Stato in
uso governativo eccedenti le effettive esigenze allocative delle
amministrazioni statali dovranno essere riconsegnatì all’Agenzia del
demanio.
5. Negli stati di previsi…

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