Decreto ministro dell'interno 12 aprile 1996. Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi | Architetto.info

Decreto ministro dell’interno 12 aprile 1996. Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi

Decreto ministro dell'interno 12 aprile 1996. Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi - chiarimenti ed indirizzi applicativi.

Lettera Circolare 11 Giugno 1996, N. 1143

Decreto ministro
dell’interno 12 aprile 1996. Approvazione della regola tecnica di
prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio
degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi –
chiarimenti ed indirizzi applicativi.
MINISTERO DEGLI INTERNI IMPIANTI
TERMICI
Con il Decreto Ministeriale di cui all’oggetto, si è inteso
razionalizzare e aggiornare il quadro normativo previgente in materia
di sicurezza antincendi per gli impianti ricadenti nel campo di
applica zinne del Decreto stesso.
Le principali motivazioni che ne
hanno determinato l’esigenza dell’emanazione possono sinteticamente
riassumersi in:
a) necessità di definire un testo unico di norme
applicabili in materia, tenuto conto delle numerose modifiche ed
integrazioni di cui è stato oggetto nel tempo la circolare MI.SA. n.
68 del 25 novembre 1969, nonchè delle difficoltà applicative che hanno
comportato il Frequente ricorso all’istituto della deroga;
b)
adeguamento alla legislazione nazionale in materia di sicurezza degli
impianti di cui alla Legge del 5 marzo 1990, n. 46;
c) armonizzazione
con le disposizioni di cui alla direttiva 90/396/CEE in materia di
apparecchi a gas;
d) adeguamento delle disposizioni di sicurezza al
progresso tecnologico che ha comportato l’immissione sul mercato di
nuove tipologie di apparecchi a gas nonchè di nuovi materiali
utilizzati per la realizzazione degli impianti.
Premesso quanto sopra,
si ritiene opportuno fornire chiarimenti e indirizzi applicativi su
alcuni specifici argomenti in relazione alle disposizioni
dell’articolato del Decreto medesimo.
A) Inceneritori di rifiuti

L’art.1 del Decreto esclude dal campo di applicazione gli
inceneritori di rifiuti che invece erano ricomprasi nella circolare n.
68/69.
Al riguardo, si chiarisce che, a causa della natura e delle
caratteristiche estremamente eterogenee del ma feriale da distruggere
negli inceneritori, che possono comportare situazioni di rischio
variabili e che rendono, il più delle volte, tali impianti
assimilabili a quelli inseriti in cicli di lavorazione industriale, le
misure prescritte nell’allegato al Decreto dovranno essere considerate
come un orientamento progettuale da verificare caso per caso, sulla
base di una valutazione dei rischi specifici.
B) Sicurezza degli
apparecchi e relativi dispositivi
Il comma 2 dell’articolo 4 del
Decreto prevede che gli apparecchi ed i relativi dispositivi di
sicurezza fabbricati ed immessi in commercio in Italia a tutto il 31
dicembre 1995, privi rispettivamente della marcatura CE e
dell’attestato di conformità, possono essere installati, anche
successivamente alla predetta data, purchè rispondenti alle
prescrizioni della legislazione italiana vigente.
Al riguardo, Fatto
salvo quanto sarà previsto dal recepimento della direttiva 90/396/CEE,
si chiarisce che ai fini del rilascio o del rinnovo del certificato di
prevenzione incendi per impianti in cui siano installati apparecchi e
dispositivi, privi della marcatura CE e di relativo attestato di
conformità previsti dalla predetta direttiva, dovranno essere
considerate valide le approvazioni di tipo rilasciate ai sensi delle
circolari n. 68/69 e n. 42/74, secondo quanto sottoriportato:
a)
Apparecchi e dispositivi installati prima del 31 dicembre 1995. Per
tali prodotti possono essere accettate le approvazioni di tipo valide
al momento della installazione.
b) Apparecchi e dispositivi installati
dopo il 31 dicembre 1995. Per tali prodotti possono essere accettate
le approvazioni di tipo in corso di validità, purchè gli stessi siano
stati immessi sul mercato entro il 31 dicembre 1995.
Tale requisito
dovrà risultare da apposita dichiarazione rilasciata dal
costruttore.
Restano ferme in ogni caso le responsabilità, previste
dalla vigente legislazione, a carico degli installatori, dei
manutentori e dei titolari degli impianti, per quanto attiene la
realizzazione e l’esercizio degli stessi.
C) Disposizioni per gli
impianti esistenti
C.1 – Impianti per i quali non è richiesto
l’adeguamento
Il comma I dell’articolo 6 del Decreto prevede che per
gli impianti approvati ed autorizzati alla data di emanazione dello
stesso sulla scorta del- la previgente normativa, non è richiesto
l’adeguamento. A1 riguardo, si chiarisce che rientrano in tale
fattispecie gli impianti oggetto di rilascio di uno dei seguenti
provvedimenti da parte dei Comandi provinciali dei VV.F.;
a)
certificato di prevenzione incendi;
b) nulla osta provvisorio di
prevenzione incendi;
c) approvazione del progetto, anche in
deroga.
C.2 – Impianti per i quali è richiesto l’adeguamento

L’articolo I, comma 3, del Decreto stabilisce che gli impianti
esistenti alla data di emanazione dello stesso devono essere adeguati
alle disposizioni di cui al titolo VII dell’allegato.
Al riguardo,
tenuto conto di quanto stabilito dal succitato articolo 6, si
chiarisce che in tale fattispecie ricadono tutti gli impianti
preesistenti sprovvisti di uno dei titoli elencati nel precedente
punto C.1.
Il requisito di preesistenza deve essere dimostrato dal
titolare dell’attività mediante presentazione di precedente atto del
Comando provinciale dei VV.F. dal quale sia desumibile la preesistenza
dell’impianto, oppure da atto relativo al contratto stipulato con
l’Azienda erogatrice del gas, se trattasi di impianto con
alimentazione da rete, o con la Ditta rifornitrice del combustibile,
se trattasi di alimentazione da serbatoio di G.P.L.
D) Progetti non
evasi dai Comandi provinciali VV.F. olla data di entrata in vigore del
Decreto.
I progetti presentati ai Comandi provinciali dei VV.F. prima
della data di emanazione del Decreto e non ancora evasi, vanno
esaminati alla luce della previgente normativa, essendo stati redatti
sulla scorta di quest’ultima. Qualora, in sede di esame, dovessero
evidenziarsi difformità che potrebbero invece trovare soluzione nel
contesto del nuovo Decreto, il relativo esame potrà essere svolto con
riferimento alle nuove disposizioni che, in tal caso, dovranno essere
integralmente osservate.

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