Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi | Architetto.info

Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi

Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
promulga
la seguente legge:
Art. 1.
(Delegificazione di norme
e regolamenti di semplificazione)
1. In attuazione dell’articolo 20, comma 1, della legge 15 marzo
1997, n. 59, sono emanati regolamenti ai sensi dell’articolo 17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per la delegificazione
e la semplificazione dei procedimenti amministrativi di cui agli
allegati 1 e 2 della presente legge. I regolamenti si conformano ai
criteri e principi e sono emanati con le procedure di cui
all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni, e agli articoli 2, 3 e 5 della presente legge. 2.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono
individuate forme stabili di consultazione delle organizzazioni
produttive e delle categorie, comprese le associazioni nazionali
riconosciute per la protezione ambientale e per la tutela dei
consumatori, interessate ai processi di regolazione e
semplificazione.
Avvertenza:
In supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale – serie generale –
del 25 marzo 1999 si procedera’ alla ripubblicazione del testo
della presente legge corredato delle relative note, ai sensi
dell’art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla
emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.
Art. 2.
(Integrazione dei criteri di semplificazione procedimentale)
1. All’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
“2. In sede di attuazione della delegificazione, il Governo
individua, con le modalita’ di cui al decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, i procedimenti o gli aspetti del procedimento che
possono essere autonomamente disciplinati dalle regioni e dagli
enti locali.”;
b) al comma 4, la parola: “sessantesimo” e’ sostituita dalla
seguente: “quindicesimo”;
c) al comma 5, dopo la lettera g-quinquies), introdotta
dall’articolo 1, comma 17, della legge 16 giugno 1998, n. 191, sono
aggiunte le seguenti:
“g-sexies) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti
organizzativi e di tutte le fasi del procedimento;
g-septies) adeguamento delle procedure alle nuove tecnologie
informatiche.”;
d) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
“5-bis. I riferimenti a testi normativi contenuti negli elenchi di
procedimenti da semplificare di cui all’allegato 1 alla presente
legge e alle leggi di cui al comma 1 del presente articolo si
intendono estesi ai successivi provvedimenti di modificazione”. 2.
Dopo l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e’ inserito il
seguente:
“Art. 20-bis. – 1. I regolamenti di delegificazione possono
disciplinare anche i procedimenti amministrativi che prevedono
obblighi la cui violazione costituisce illecito amministrativo e
possono, in tale caso, alternativamente:
a) eliminare detti obblighi, ritenuti superflui o inadeguati alle
esigenze di semplificazione del procedimento; detta eliminazione
comporta l’abrogazione della corrispondente sanzione
amministrativa; b) riprodurre i predetti obblighi; in tale ipotesi,
le sanzioni amministrative previste dalle norme legislative si
applicano alle violazioni delle corrispondenti norme delegificate,
secondo apposite disposizioni di rinvio contenute nei regolamenti
di semplificazione”.
Art. 3.
(Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure)
1. Nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri e’
costituito il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle
procedure, di seguito denominato “Nucleo”, composto da 25 esperti
nominati con le modalita’ di cui all’articolo 31 della legge 23
agosto 1988, n. 400, per un periodo non superiore a tre anni, non
immediatamente rinnovabile. Gli esperti sono scelti fra soggetti,
anche estranei all’amministrazione, dotati di elevata
professionalita’ nei settori della redazione di testi normativi,
dell’analisi economica, della valutazione di impatto delle norme,
della analisi costi-benefici, del diritto comunitario, del diritto
pubblico comparato, della linguistica, delle scienze e tecniche
dell’organizzazione, dell’analisi organizzativa, dell’analisi delle
politiche pubbliche. Se appartenenti ai ruoli delle pubbliche
amministrazioni, gli esperti possono essere collocati fuori ruolo o
in aspettativa retribuita; se appartenenti ai ruoli degli organi
costituzionali, si provvede secondo le norme dei rispettivi
ordinamenti; in ogni caso gli esperti collocati fuori ruolo non
possono superare il limite di 12 unita’.
2. Ai lavori del Nucleo puo’, altresi’, partecipare, per
l’amministrazione direttamente interessata dal provvedimento in
esame, un rappresentante designato dal Ministro competente. 3. Il
Nucleo fornisce agli uffici legislativi della Presidenza del
Consiglio dei ministri e del Ministro delegato per la funzione
pubblica il supporto occorrente a dare attuazione ai processi di
delegificazione, semplificazione e riordino.
4. Ai componenti del Nucleo e’ corrisposto un compenso determinato
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto
con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, ai sensi dell’articolo 32, comma 4, della legge 23
agosto 1988, n. 400.
5. Il Nucleo e’ assistito da una segreteria tecnica, composta da un
contingente di personale pari a 40 unita’, oltre a un dirigente
generale, che integra la consistenza organica di cui alle tabelle
allegate alla legge 23 agosto 1988, n. 400. Per il reclutamento di
20 unita’ del predetto personale si procede con le procedure di cui
all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Le restanti
20 unita’ e, in sede di prima applicazione della presente legge,
tutte le 40 unita’ previste, sono individuate attraverso le
procedure di mobilita’ o nell’ambito delle amministrazioni
pubbliche e poste in posizione di comando o fuori ruolo, o assunte,
nel limite di 10 unita’, con contratto a tempo determinato,
disciplinato dalle norme di diritto privato, di durata non
superiore a due anni, rinnovabile. Si applica l’articolo 17, comma
14, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
Art. 4.
(Relazione annuale di semplificazione)
1. Con la relazione annuale di semplificazione di cui al comma 1
dell’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, il Presidente
del Consiglio dei ministri, o il Ministro per la funzione pubblica
da lui delegato, delinea altresi’ il bilancio complessivo
dell’attivita’ di semplificazione, valuta l’efficacia degli
strumenti previsti dalla legge medesima e indica, eventualmente, la
soppressione di quelli gia’ istituiti, ivi compreso il Nucleo, e la
loro sostituzione con strumenti alternativi.
2. La relazione di cui al comma 1 ha per oggetto anche la normativa
regionale e quella comunitaria.
Art. 5.
(Analisi dell’impatto della regolamentazione)
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono
definiti, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge e a titolo sperimentale, tempi e modalita’ di
effettuazione dell’analisi dell’impatto della regolamentazione
(AIR) sull’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e
sull’attivita’ dei cittadini e delle imprese in relazione agli
schemi di atti normativi adottati dal Governo e di regolamenti
ministeriali o interministeriali.
2. Le Commissioni parlamentari competenti possono richiedere una
relazione contenente l’AIR per schemi di atti normativi e progetti
di legge al loro esame, ai fini dello svolgimento dell’istruttoria
legislativa.
Art. 6.
(Raccordo istituzionale per la semplificazione legislativa)
1. Al fine di migliorare i metodi di formazione, di attuazione e di
conoscenza delle leggi, il Presidente del Consiglio dei ministri
trasmette ai competenti organi delle Camere, su richiesta dei
rispettivi Presidenti, studi e indagini sullo stato della
legislazione, sugli strumenti di cognizione e sul coordinamento
delle fonti normative, sulle tecniche di valutazione degli effetti
delle politiche legislative e sull’eventuale seguito legislativo
delle sentenze della Corte costituzionale.
Art. 7.
(Testi unici)
1. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del
Consiglio dei ministri, adotta, secondo gli indirizzi previamente
definiti entro il 30 giugno 1999 dalle Camere sulla base di una
relazione presentata dal Governo, il programma di riordino delle
norme legislative e regolamentari che disciplinano le fattispecie
previste e le materie elencate:
a) nell’articolo 4, comma 4, e nell’articolo 20 della legge 15
marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
b) nelle leggi annuali di semplificazione;
c) nell’allegato 3 della presente legge;
d) nell’articolo 16 delle disposizioni sulla legge in generale, in
riferimento all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286;
e) nel codice civile, in riferimento all’abrogazione dell’articolo
17 del medesimo codice;
f) nel codice civile, in riferimento alla soppressione del
bollettino ufficiale delle societa’ per azioni e a responsabilita’
limitata e del bollettino ufficiale delle societa’ cooperative,
disposta dall’articolo 29 della legge 7 agosto 1997, n. 266. 2. Al
riordino delle norme di cui al comma 1 si procede entro il 31
dicembre 2001 mediante l’emanazione di testi unici riguardanti
mater…

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