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Delibera CIPE

Delibera CIPE - Criteri e procedure per la realizzazione dei patti territoriali.

DELIBERA CIPE 12/7/1996
IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Visto l’art. 3, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415,
convertito dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, e l’art. 3 del
decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, che attribuiscono al
Ministro del bilancio e della programmazione economica il
coordinamento, la programmazione e la vigilanza sul complesso
dell’azione di intervento pubblico nelle aree economicamente
depresse del territorio nazionale;
Visto l’art. 1, comma 1, del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32,
convertito dalla legge 7 aprile 1995, n. 104, che definisce le aree
depresse ed i diversi istituti della programmazione negoziata;
Visto l’art. 8 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito
dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, che ha integrato il citato art.
1, inserendo tra gli istituti della programmazione negoziata quello
dei patti territoriali ed ha attribuito al CIPE il compito di
definire i contenuti generali e le modalità organizzative ed
attuative dei patti territoriali e di approvare i singoli patti da
stipulare;
Visto l’art. 1, comma 78, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che
riserva, per la realizzazione degli interventi previsti dai patti
territoriali, una quota sino all’importo di lire 400 miliardi
nell’ambito delle risorse derivanti dai mutui di cui all’art. 1,
comma 8, della legge 19 dicembre 1992, n. 488, di conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n.
415, e l’art. 4 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito dalla legge 8 agosto 1995, n. 341;
Visto il medesimo art. 1, comma 78, della citata legge n. 549/1995
che demanda, altresì, al CIPE il compito di stabilire modalità e
limiti per l’assegnazione ai patti territoriali delle predette
risorse;
Vista la comunicazione della Commissione europea del 5 giugno 1996
che definisce l’ambito e gli obiettivi del Patto europeo di fiducia
per l’occupazione, proponendo un impulso politico all’avvio dei
patti territoriali;
Viste le proprie deliberazioni adottate nelle sedute del 10 maggio
e 20 novembre 1995, pubblicate, rispettivamente, nella Gazzetta
Ufficiale n. 220 del 20 settembre 1995 e n. 47 del 26 febbraio
1996, con le quali è stata dettata la disciplina dei patti
territoriali e sono stati fissati criteri e indirizzi per
l’orientamento ed il coordinamento degli investimenti pubblici
oggetto delle singole forme di programmazione negoziata;
Considerata l’opportunità di integrare le disposizioni procedurali
dettate con le richiamate deliberazioni del 10 maggio e 20 novembre
1995 al fine di agevolare il percorso di concertazione e
finanziamento dei patti territoriali;
Rilevato il ruolo del CNEL quale sede di concertazione complessiva
fra tutte le parti sociali, anche a livello locale;
Considerato che la certificazione della concertazione deve essere
riferita a progetti la cui validità economica ed immediata
eseguibilità sia stata verificata da un soggetto tecnico
qualificato, selezionato dal CNEL secondo le modalità di legge;
Ritenuto opportuno avviare il processo attuativo dei patti
territoriali, attraverso una fase sperimentale che consenta di
verificare il concreto impatto sull’occupazione dei progetti
integrati concertati dalle parti sociali a livello locale;
Considerato che detta fase sperimentale deve altresì consentire di
mettere a punto strumenti di coordinamento tra i vari livelli
(Unione europea – Stato Regione – Enti locali) al fine del proficuo
utilizzo delle risorse necessarie allo sviluppo dell’occupazione
secondo le potenzialità di ciascuno;
Udita la relazione del Ministro del bilancio e della programmazione
economica;
Delibera:
1. Per il finanziamento dei patti territoriali è riservata,
nell’ambito delle risorse derivanti dai mutui di cui all’art. 4 del
decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito dalla legge 8
agosto 1995, n. 341, e della legge 19 dicembre 1992, n. 488, la
somma di 400 miliardi di lire. Ulteriori risorse potranno essere
destinate allo scopo in sede di riparto da parte del CIPE delle
risorse derivanti dai mutui di cui all’art. 1 del decreto-legge 1°
luglio 1996, n. 344.
2. Criteri.
Ai fini dell’approvazione dei patti territoriali il CIPE tiene
conto dei seguenti criteri:
a) ordine cronologico di ricevimento dei patti da parte del
Ministero del bilancio e della programmazione economica;
b) sussistenza di iniziative attuative di programmi di cooperazione
regionale o interregionale, con particolare riguardo alla
cooperazione Nord-Sud, a sostegno delle attività produttive
realizzate da piccole e medie imprese ai sensi dell’art. 1, comma
73, della legge 28 dicembre 1995, n. 549;
c) rispondenza di ciascun patto ai requisiti di cui alle delibere
del 10 maggio e del 20 novembre 1995, ed ai vincoli fissati alla
successiva lettera d) della presente deliberazione, ponendo
particolare attenzione agli obiettivi del patto in termini di
sviluppo, di salvaguardia e creazione di nuova occupazione, al
quadro finanziario ed alla previsione di utilizzo di risorse
comunitarie;
d) rispetto dei seguenti vincoli:
l’utilizzo di risorse pubbliche non può essere superiore a 100
miliardi di lire. Non concorrono a formare tale limite gli
eventuali finanziamenti per le attività di cui alla lettera b);
concorrono invece al 50 per cento le risorse comunitarie e quelle
messe eventualmente a disposizione da regioni o enti locali a
valere su fondi propri;
gli investimenti in infrastrutture devono essere funzionali allo
sviluppo produttivo, ed il relativo costo non deve superare il 30
per cento di quello degli investimenti produttivi;
le agevolazioni alle attività produttive non devono essere
superiori ai parametri fissati per le agevolazioni ex legge n.
488/1992 ed in linea con gli aiuti comunitari a finalità regionale;
gli interventi nei diversi comparti devono essere in linea con le
discipline di settore;
la quota dei mezzi propri nelle iniziative imprenditoriali non può
essere inferiore al 30 per cento del relativo investimento. Per la
concessione dei crediti necessari alla copertura della quota di
investimenti non garantita da risorse proprie e dal finanziamento
pubblico, le banche possono partecipare anche attraverso
l’intervento di consorzi di garanzia collettiva fidi;
nel complesso delle iniziative imprenditoriali, gli investimenti
medi per addetto non possono essere superiori a 500 milioni di
lire;
il saggio di rendimento interno, che deve essere stimato per le
singole iniziative imprenditoriali, non può essere inferiore al
valore medio del rendistato dei sei mesi precedenti la
presentazione del patto incrementato di due punti;
la realizzazione complessiva del patto deve concludersi entro 48
mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
delibera CIPE di approvazione, rispettando le scadenze del quadro
previsionale di cui al punto 3-d) dello schema allegato alla
delibera 10 maggio 1995.
3. Procedure.
Ad integrazione di quanto previsto dalla delibera CIPE del 10
maggio 1995, per quanto riguarda la fase di concertazione presso il
CNEL, la procedura di definizione del patto territoriale deve
attuarsi con le seguenti modalità:
a) i soggetti promotori trasmettono al CNEL una proposta di patto
territoriale accompagnata da una documentazione di sintesi,
contenente l’indicazione del territorio interessato, degli
obiettivi e dei tempi previsti di esecuzione del patto, delle
iniziative imprenditoriali e delle infrastruttture eventualmente
necessarie, nonché dei soggetti coinvolti e degli impegni da questi
assunti;
b) l’ufficio di presidenza del CNEL acquisisce la disponibilità
alla concertazione delle parti sociali interessate e verifica la
coerenza della proposta con le finalità di sviluppo locale proprie
dei patti territoriali;
c) i soggetti promotori, avvalendosi dei servizi di una società di
assistenza tecnica appositamente scelta dal CNEL , provvedono a
definire il progetto di patto territoriale secondo lo schema
allegato alla delibera CIPE del 10 maggio 1995, tenendo conto dei
principi di cui al precedente punto 2 e dell’esigenza di assicurare
la validità economica e l’immediata eseguibilità dei singoli
progetti componenti il patto;
d) i soggetti promotori sottopongono il progetto definitivo del
patto all’ufficio di presidenza del CNEL che ne certifica
l’avvenuta concertazione tra le parti sociali interessate,
attraverso la sottoscrizione di apposito protocollo di intesa da
parte dei soggetti promotori e delle parti sociali;
e) i soggetti promotori trasmettono al Ministero del bilancio e
della programmazione economica il progetto di patto territoriale ed
il relativo protocollo di intesa;
f) il Ministero del bilancio e della programmazione economica
verifica il rispetto dei criteri di cui al precedente punto 2 e
trasmette al CIPE, per l’approvazione, il patto territoriale da
stipulare, dandone informativa alle amministrazioni interessate.
4. Gestione degli interventi.
A seguito della delibera CIPE di approvazione del patto, i soggetti
promotori provvedono, ove già non costituito, alla costituzione del
soggetto responsabile del patto.
Le risorse finanziarie, attribuite per l’attuazione del patto
stesso, saranno erogate a favore di ciascun soggetto beneficiario a
fronte di richieste formulate dal soggetto responsabile e dallo
stesso riscontrate sulla base delle esigenze di pagamento
effettivamente maturate secondo le seguenti modalità:
a) una anticipazione fino al 50 per cento delle agevolazioni
previste erogata,…

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