Direttiva 94/9/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 Marzo 1994 | Architetto.info

Direttiva 94/9/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 Marzo 1994

Direttiva 94/9/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 Marzo 1994 Concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva

Direttiva 94/9/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 Marzo
1994

Concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati
membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a
essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva
IL PARLAMENTO
EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che
istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 100 A,
vista
la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Comitato
economico e sociale (2),
deliberando conformemente alla procedura di
cui all’articolo 189 B del trattato,
considerando che gli Stati membri
sono tenuti a garantire nel loro territorio la sicurezza e la salute
delle persone e, all’occorrenza, degli animali domestici e dei beni,
in particolare dei lavoratori, specie nei confronti dei rischi che
derivano dall’uso degli apparecchi e sistemi di protezione in
atmosfera potenzialmente esplosiva;
considerando che in taluni Stati
membri disposizioni vincolanti determinano il livello di sicurezza che
devono rispettare gli apparecchi e sistemi di protezione destinati ad
essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva; che, in
generale, si tratta di specifiche di carattere elettrico e non
elettrico che influiscono sulla progettazione e sulla costruzione del
materiale utilizzabile in atmosfera potenzialmente
esplosiva;
considerando che i requisiti cui il materiale deve
rispondere differiscono da uno Stato membro all’altro per grado di
estensione e procedure di controllo; che queste disparità sono tali da
ostacolare gli scambi all’interno della Comunità;
considerando che
l’armonizzazione delle legislazioni nazionali è il solo modo per
rimuovere detti ostacoli al libero scambio; che tale obiettivo può
essere conseguito in maniera soddisfacente soltanto dai singoli Stati
membri; che la presente direttiva stabilisce solamente i requisiti
indispensabili alla libera circolazione delle attrezzature cui si
applica;
considerando che i testi regolamentari intesi ad eliminare
gli ostacoli tecnici agli scambi devono seguire la nuova strategia
prevista nella risoluzione del Consiglio del 7 maggio 1985 (3), che
impone la definizione di requisiti essenziali di sicurezza e di altre
esigenze di interesse collettivo, senza ridurre i livelli giustificati
di sicurezza garantiti attualmente negli Stati membri; che detta
risoluzione prevede che una vasta gamma di prodotti sia contemplata in
un’unica direttiva, per evitare modifiche frequenti e la
proliferazione delle direttive;
considerando che le direttive vigenti
sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al
materiale elettrico utilizzabile in atmosfera esplosiva hanno avviato
un’evoluzione positiva nella protezione contro le esplosioni mediante
misure connesse con la costruzione del materiale in questione, ed
hanno contribuito all’eliminazione degli ostacoli agli scambi in
questo settore; che, parallelamente, occorre rivedere ed estendere le
direttive vigenti, così come è particolarmente importante, in un
contesto globale, prevenire tutti i pericoli potenziali derivanti
dagli apparecchi; ciò implica segnatamente che, già in fase di
progettazione e di costruzione, siano previste misure che garantiscano
una protezione efficace degli utilizzatori e dei terzi;
considerando
che il tipo di pericolo, le misure di protezione e i metodi di prova
sono spesso molto simili, se non identici, per il materiale di miniera
e per quello di superficie; che è quindi necessario trattare gli
apparecchi e sistemi di protezione dei due gruppi in una direttiva
unica;
considerando che i due gruppi di materiale precitati sono
utilizzati in numerosi settori di attività commerciali ed industriali
e rivestono un’importanza economica considerevole;
considerando che il
rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della
salute è imperativo per garantire la sicurezza degli apparecchi e
sistemi di protezione; che tali requisiti, cui gli apparecchi e
sistemi di protezione devono soddisfare, sono stati suddivisi in
generali e supplementari; che i requisiti supplementari, in
particolare, dovrebbero prevedere i pericoli effettivi o potenziali;
che, di conseguenza, gli apparecchi e sistemi di protezione
soddisferanno a uno o più di tali requisiti secondo quanto necessario
per il loro buon funzionamento o applicabile per un impiego conforme
alla loro destinazione; che, per gli apparecchi e sistemi di
protezione, la nozione di impiego conforme alla destinazione è di
primaria importanza per la sicurezza contro le esplosioni; che è
indispensabile un’informazione completa fornita dal fabbricante; che è
altresì necessaria una marcatura specifica e chiara sul materiale, che
ne indichi l’impiego in atmosfera potenzialmente
esplosiva;
considerando che è prevista l’elaborazione di una
direttiva, basata sull’articolo 118 A, relativa ai lavori in atmosfera
potenzialmente esplosiva; che tale direttiva complementare riguarderà
in particolare i pericoli di esplosione connessi con l’impiego e/o il
tipo e i metodi di installazione;
considerando che il rispetto dei
requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute è
imperativo per garantire la sicurezza del materiale; che detti
requisiti dovranno essere applicati con discernimento per tener conto
del livello tecnologico esistente al momento della costruzione nonché
degli imperativi tecnici ed economici;
considerando che, di
conseguenza, la presente direttiva definisce unicamente alcuni
requisiti essenziali; che, per facilitare la prova della conformità
con i requisiti essenziali, è necessario, soprattutto per quanto
riguarda gli aspetti non elettrici della protezione contro le
esplosioni, disporre di norme armonizzate a livello europeo, relative
alla progettazione, alla costruzione e alle prove del materiale, il
cui rispetto assicuri al prodotto una presunzione di conformità con
detti requisiti essenziali; che dette norme armonizzate a livello
europeo sono elaborate da organismi di diritto privato e devono
conservare il loro status di testi non cogenti; che, a tal fine, il
Comitato europeo per la normalizzazione (CEN) e il Comitato europeo di
normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) sono riconosciuti quali
organismi competenti per l’adozione delle norme armonizzate
conformemente agli orientamenti generali per la cooperazione tra la
Commissione ed i due suddetti organismi sottoscritti il 13 novembre
1984; che, ai sensi della presente direttiva, una norma armonizzata è
una specifica tecnica (norma europea o documento di armonizzazione)
adottata da uno di detti organismi, oppure da entrambi, su mandato
della Commissione conformemente alle disposizioni della direttiva
83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una procedura
d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni
tecniche (4), nonché ai sensi degli orientamenti generali
summenzionati;
considerando che occorre migliorare il quadro
legislativo per assicurare un contributo efficace e appropriato dei
datori di lavoro e dei lavoratori al processo di normalizzazione; che
ciò deve essere completato entro la data di applicazione della
presente direttiva;
considerando che, per la natura dei rischi
connessi con l’impiego di materiale in atmosfera potenzialmente
esplosiva, è necessario instaurare procedure di valutazione della
conformità ai requisiti essenziali della direttiva; che queste
procedure devono essere stabilite in funzione del grado di
pericolosità che possono presentare gli apparecchi e/o secondo i
pericoli dai quali i sistemi dovranno proteggere l’ambiente
circostante; che, pertanto, ogni categoria di conformità del materiale
deve essere completata da una procedura adeguata o un’opzione fra
varie procedure equivalenti; che le procedure accolte corrispondono
interamente alla decisione 93/465/CEE del Consiglio, del 22 luglio
1993, concernente i moduli relativi alle diverse fasi delle procedure
di valutazione della conformità e le norme per l’apposizione e
l’utilizzazione della marcatura CE di conformità da utilizzare nelle
direttive di armonizzazione tecnica (5);
considerando che il Consiglio
ha previsto l’apposizione della marcatura CE da parte del fabbricante
o del suo mandatario stabilito nella Comunità; che tale marcatura
sancisce la conformità del prodotto a tutti i requisiti essenziali e
alle procedure di valutazione previste dal diritto comunitario
applicabile al prodotto;
considerando che è opportuno che,
conformemente all’articolo 100 A, paragrafo 5 del trattato, gli Stati
membri possano adottare misure provvisorie che limitino o vietino
l’immissione sul mercato e l’uso degli apparecchi e sistemi di
protezione che presentano un rischio particolare per la sicurezza
delle persone, ed eventualmente per la sicurezza degli animali
domestici o l’integrità dei beni, sempreché dette misure siano
soggette ad una procedura comunitaria di controllo;
considerando che i
destinatari di ogni decisione presa nel quadro della presente
direttiva devono conoscere le motivazioni di tale decisione e i mezzi
di ricorso loro offerti;
considerando che, il 18 dicembre 1975, il
Consiglio ha adottato la direttiva 76/117/CEE relativa al materiale
elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera esplosiva di
superficie (direttiva quadro) (6) e, il 15 febbraio 1982, la direttiva
82/130/CEE relativa al materiale elettrico destinato ad essere
utilizzato in atmosfera esplosiva nelle miniere grisutose (7); che,
sin dall’inizio dei lavori di armonizzazione, è stato previsto di
convertire in armonizzazione totale l’armonizzazione facoltativa e
parziale su cui si basano tali direttive; che la presente direttiva
copre interamente il settore delle suddette direttive, le quali sono
pertanto abrogate;
considerando che il mercato interno comporta uno
spazio senza frontiere interne nel quale è garantita la libera
circolazione…

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