Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee | Architetto.info

Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2000

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:
Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER L’ADEMPIMENTO DEGLI
OBBLIGHI COMUNITARI
Art. 1.
(Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie).
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’articolo
14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente
del Consiglio dei ministri o del Ministro per le politiche
comunitarie e del Ministro con competenza istituzionale prevalente
per la materia, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
della giustizia e del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e con gli altri Ministri interessati in relazione
all’oggetto della direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B sono
trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla
legge, alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica
affinché su di essi sia espresso, entro quaranta giorni dalla data
di trasmissione, il parere delle Commissioni competenti per
materia, nonché, nei casi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera
g), della Commissione parlamentare per le questioni regionali;
decorso tale termine, i decreti sono emanati anche in mancanza di
detto parere. Qualora il termine previsto per il parere delle
Commissioni scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei
termini previsti ai commi 1 e 4 o successivamente, questi ultimi
sono prorogati di novanta giorni.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei
decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei principi e
dei criteri direttivi fissati dalla presente legge, il Governo può
emanare, con la procedura indicata nei commi 2 e 3, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi
del comma 1.
Art. 2.
(Princípi e criteri direttivi generali della delega legislativa).
1. Salvi gli specifici princípi e criteri direttivi stabiliti negli
articoli seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti nelle direttive
da attuare, i decreti legislativi di cui all’articolo 1 saranno
informati ai seguenti princípi e criteri direttivi generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate provvederanno
all’attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie strutture
amministrative;
b) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli
settori interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte
le occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse,
fatte salve le materie oggetto di delegificazione ovvero i
procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa, materie e
procedimenti per i quali le eventuali modifiche e integrazioni
delle relative discipline hanno luogo con regolamenti autorizzati
ai sensi dell’articolo 3;
c) salva l’applicazione delle norme penali vigenti, ove necessario
per assicurare l’osservanza delle disposizioni contenute nei
decreti legislativi, saranno previste sanzioni amministrative e
penali per le infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi. Le
sanzioni penali, nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a
lire duecento milioni e dell’arresto fino a tre anni, saranno
previste, in via alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le
infrazioni ledano o espongano a pericolo interessi generali
dell’ordinamento interno o l’ecosistema. In tali casi saranno
previste: la pena dell’ammenda alternativa all’arresto per le
infrazioni che espongano a pericolo o danneggino l’interesse
protetto; la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per
le infrazioni che rechino un danno di particolare gravità. La
sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a
lire duecentomila e non superiore a lire duecento milioni sarà
prevista per le infrazioni che ledano o espongano a pericolo
interessi diversi da quelli sopra indicati. Nell’ambito dei limiti
minimi e massimi previsti, le sanzioni sopra indicate saranno
determinate nella loro entità, tenendo conto della diversa
potenzialità lesiva dell’interesse protetto che ciascuna infrazione
presenta in astratto, di specifiche qualità personali del
colpevole, comprese quelle che impongono particolari doveri di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonché del vantaggio
patrimoniale che l’infrazione può recare al colpevole o alla
persona o ente nel cui interesse egli agisce. In ogni caso saranno
previste sanzioni identiche a quelle eventualmente già comminate
dalle leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e di pari
offensività rispetto alle infrazioni alle disposizioni dei decreti
legislativi;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardano l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, nonché alla copertura delle minori entrate
eventualmente derivanti dall’attuazione delle direttive, in quanto
non sia possibile fare fronte con i fondi già assegnati alle
competenti amministrazioni, si provvederà a norma degli articoli 5
e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183, osservando altresì il
disposto dell’articolo 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978,
n. 468, e successive modificazioni;
e) all’attuazione di direttive che modificano precedenti direttive
già attuate con legge o decreto legislativo si procederà, se la
modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle
materie trattate dalle direttive da attuare, la disciplina disposta
sia pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive medesime,
tenuto anche conto delle eventuali modificazioni comunque
intervenute fino al momento dell’esercizio della delega;
g) nelle materie di competenza delle regioni a statuto ordinario e
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno
osservati l’articolo 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86, e
successive modificazioni, l’articolo 6, primo comma, del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e
l’articolo 2 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonché,
per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di
Trento e di Bolzano, le disposizioni degli statuti speciali e delle
relative norme di attuazione;
h) quando si verifichino sovrapposizioni di competenze fra
amministrazioni diverse o comunque siano coinvolte le competenze di
più amministrazioni statali, i decreti legislativi individueranno,
attraverso le opportune forme di coordinamento, rispettando il
principio di sussidiarietà e le competenze delle regioni, le
procedure per salvaguardare l’unitarietà dei processi decisionali,
la trasparenza, la celerità, l’efficacia e l’economicità
nell’azione amministrativa e la chiara individuazione dei soggetti
responsabili.
2. Nell’attuazione delle normative comunitarie gli oneri di
prestazioni e controlli da eseguire da parte di uffici pubblici in
applicazione delle normative medesime sono posti a carico dei
soggetti interessati in relazione al costo effettivo del servizio,
ove ciò non risulti in contrasto con la disciplina comunitaria. Le
tariffe di cui al precedente periodo sono predeterminate e
pubbliche.
Art. 3.
(Attuazione di direttive comunitarie con regolamento autorizzato).
1. Il Governo è autorizzato a dare attuazione alle direttive
comprese nell’elenco di cui all’allegato C con uno o più
regolamenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23
agosto 1988, n. 400, attenendosi a princípi e criteri direttivi
corrispondenti a quelli enunciati nelle lettere b), e), f) e g) del
comma 1 dell’articolo 2.
2. Fermo restando il disposto dell’articolo 5, comma 1, della legge
9 marzo 1989, n. 86, i regolamenti di cui al comma 1 possono,
altresì, per tutte le materie non coperte da riserva assoluta di
legge, dare attuazione alle direttive che costituiscono modifica,
aggiornamento o completamento delle direttive comprese
nell’allegato C, nonché, per le parti interessate, alle direttive
la cui attuazione comporti la modifica o l’integrazione di
discipline già delegificate ovvero riguardanti procedimenti oggetto
di semplificazione amministrativa.
3. Ove le direttive cui essi danno attuazione prescrivano di
adottare discipline sanzionatorie, il Governo può prevedere nei
regolamenti di cui al comma 1, per le fattispecie individuate dalle
direttive stesse, adeguate sanzioni amministrative, che dovranno
essere determinate in ottemperanza ai princípi stabiliti in materia
dalla lettera c) del comma 1 dell’articolo 2.
Art. 4.
(Delega al Governo per la disciplina sanzionatoria di violazioni di
disposizioni comunitarie e norme penali concernenti operazioni di
esportazione di prodotti e tecnologie a duplice uso).
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme
comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo, fatte salve le
norme penali vigenti, è delegato ad emanare, entro due anni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni
recanti sanzion…

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