Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee | Architetto.info

Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1994.

L 06/02/1996 n. 00000052 VIGENTE

COMUNITA’ EUROPEE
Legge 6 febbraio 1996, n. 52 (in Gazz. Uff., 10 febbraio 1996, n. 34,
s.o.). — Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – legge
comunitaria 1994.

(Omissis).

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER L’ADEMPIMENTO DEGLI
OBBLIGHI COMUNITARI

Art. 1.

Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie.

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato A. Ove ricorrano
deleghe al Governo per l’emanazione di decreti legislativi recanti le
norme occorrenti per dare attuazione alle direttive comunitarie o sia
prevista l’emanazione di regolamenti attuativi, tra i princìpi e i
criteri generali dovranno sempre essere previsti quelli della piena
trasparenza e della imparzialità dell’attività amministrativa, al
fine di garantire il diritto di accesso alla documentazione e ad una
corretta informazione dei cittadini, nonché, nei modi opportuni, i
diritti dei consumatori e degli utenti.
2. Se per effetto di direttive notificate nel secondo semestre
dell’anno di cui al comma 1 la disciplina risultante da direttive
comprese nell’elenco di cui all’allegato A è modificata senza che
siano introdotte nuove norme di princìpio, la scadenza del termine è
prorogata di sei mesi.
3. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’articolo
14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per
il coordinamento delle politiche dell’Unione europea, congiuntamente
ai Ministri con competenza istituzionale prevalente per la materia e
di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia
e del tesoro, se non proponenti.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, a seguito di
deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi,
entro il termine di cui al comma 1 o al comma 2, alla Camera dei
deputati ed al Senato della Repubblica perché su di essi sia
espresso, entro quaranta giorni dalla data di trasmissione, il parere
delle Commissioni competenti per materia. Decorso tale termine i
decreti sono adottati. Qualora il termine previsto per il parere
delle Commissioni scada nei trenta giorni antecedenti allo spirare
del termine previsto al comma 1 o al comma 2, o successivamente, la
scadenza di quest’ultimo è prorogata di novanta giorni.
5. Entro i due anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Governo può emanare disposizioni integrative e correttive,
nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi da essa fissati, con la
procedura indicata nei commi 3 e 4.

Art. 2.

Partecipazione delle regioni all’attuazione del diritto comunitario.

1. Nelle materie di competenza delle regioni a statuto ordinario e
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno
osservati per l’attuazione del diritto comunitario l’articolo 9 della
legge 9 marzo 1989, n. 86, e l’articolo 6, primo comma, del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.

Art. 3.

Criteri e princìpi direttivi generali della delega legislativa.

1. Salvi gli specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti negli
articoli seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti nelle direttive
da attuare, i decreti legislativi di cui all’articolo 1 saranno
informati ai seguenti princìpi e criteri generali:
a) le amministrazioni interessate provvederanno all’attuazione
dei decreti legislativi con le ordinarie strutture amministrative;
b) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli
settori interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte le
occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;
c) salva l’applicazione delle norme penali vigenti, ove
necessario per assicurare l’osservanza delle disposizioni contenute
nei decreti legislativi, saranno previste sanzioni amministrative e
penali per le infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi. Le
sanzioni penali, nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a
lire duecento milioni e dell’arresto fino a tre anni, saranno
previste, in via alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le
infrazioni ledono o espongono a pericolo interessi generali
dell’ordinamento interno del tipo di quelli tutelati dagli articoli
34 e 35 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tali casi saranno
previste: la pena dell’ammenda alternativa all’arresto per le
infrazioni che espongono a pericolo o danneggiano l’interesse
protetto; la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che recano un danno di particolare gravità. La sanzione
amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire
cinquantamila e non superiore a lire duecento milioni sarà prevista
per le infrazioni che ledono o espongono a pericolo interessi diversi
da quelli suindicati. Nell’ambito dei limiti minimi e massimi
previsti, le sanzioni suindicate saranno determinate nella loro
entità, tenendo conto della diversa potenzialità lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in astratto,
di specifiche qualità personali del colpevole, comprese quelle che
impongono particolari doveri di prevenzione, controllo o vigilanza,
nonché del vantaggio patrimoniale che l’infrazione può recare al
colpevole o alla persona o ente nel cui interesse egli agisce. In
ogni caso, in deroga ai limiti sopra indicati, per le infrazioni alle
disposizioni dei decreti legislativi saranno previste sanzioni penali
o amministrative identiche a quelle eventualmente già comminate dalle
leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e di pari
offensività rispetto alle infrazioni medesime;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardano l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, in quanto non sia possibile far fronte con i
fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, si provvederà a
norma degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183,
osservando altresì il disposto dell’articolo 11-ter, comma 2, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 7 della legge
23 agosto 1988, n. 362;
e) sarà previsto, se non in contrasto con la disciplina
comunitaria, che l’onere di prestazioni o controlli da eseguirsi a
cura di uffici pubblici in applicazione delle direttive da attuare
sia posto a carico dei soggetti interessati;
f) all’attuazione di direttive che modificano precedenti
direttive già attuate con legge o decreto legislativo si provvederà,
se la modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
g) i decreti legislativi potranno disporre la delegificazione
della disciplina di materie non coperte da riserva assoluta di legge,
le quali siano suscettibili di modifiche non attinenti ai princìpi
informatori delle direttive e degli stessi decreti legislativi,
autorizzando, ai fini delle suddette modifiche, l’esercizio della
potestà normativa, anche di carattere regolamentare, delle autorità
competenti;
h) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle
materie trattate dalle direttive da attuare, la disciplina disposta
sia pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive medesime,
tenuto anche conto delle eventuali modificazioni comunque intervenute
fino al momento dell’esercizio della delega.

Art. 4.

Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare.

1. Il Governo è autorizzato ad attuare in via regolamentare, a
norma degli articoli 3, comma 1, lettera c), e 4 della legge 9 marzo
1989, n. 86, le direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato C,
applicando anche il disposto dell’articolo 5, comma 1, della citata
legge n. 86 del 1989.

Art. 5.

Attuazione di direttive comunitarie in via amministrativa.

1. Ai sensi dell’articolo 4, comma 8, della legge 9 marzo 1989, n.
86, le direttive da attuare in via amministrativa sono comprese
nell’elenco di cui all’allegato D.

Art. 6.

Delega al Governo per il completamento dell’attuazione della legge 19
febbraio 1992, n. 142, e della legge 22 febbraio 1994, n. 146, e
attuazione delle direttive 89/392/CEE e 91/368/CEE.

1. Il termine di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 22
febbraio 1994, n. 146, per quanto attiene all’attuazione delle
direttive di cui agli articoli 20, 26, 28 limitatamente alle
direttive 92/65/CEE e 92/118/ CEE, 33, 37, 38 e 57 della legge
medesima, è sostituito dal termine di cui all’articolo 1, comma 1,
della presente legge (1).
2. Il termine di cui all’articolo 6, comma 5, della legge 22
febbraio 1994, n. 146, è sostituito dal termine di cui all’articolo
1, comma 1, della presente legge limitatamente all’attuazione della
direttiva di cui all’articolo 45 della legge 19 febbraio 1992, n.
142.
3. I termini di cui all’articolo 34, comma 2, della legge 22
febbraio 1994, n. 146, sono differiti…

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