Disposizioni urgenti per l'evento sismico verificatosi il giorno 21 agosto 2000 | Architetto.info

Disposizioni urgenti per l’evento sismico verificatosi il giorno 21 agosto 2000

Disposizioni urgenti per l'evento sismico verificatosi il giorno 21 agosto 2000 nel territorio di alcuni comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, nonché ulteriori misure urgenti per la crisi sismica iniziata il 26 settembre 1997 nelle regioni Umbria e Marche. (Ordinanza n. 3084)

IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato per il coordinamento
della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n 225
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
Visti i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
18 giugno 1999 e 1° settembre 2000, concernente la dichiarazione
dello stato di emergenza;
Viste le note delle amministrazioni interessate che segnalano
l’esigenza di realizzare interventi di emergenza al fine di
favorire il ritorno alle normali condizioni di vita;
Visti gli esiti delle riunioni tenutesi con i rappresentanti delle
regioni;
Acquisita l’intesa della giunta delle regioni Piemonte, Umbria e
Marche;
Su proposta del direttore dell’agenzia di protezione civile prof.
Franco Barberi;
Dispone
Art. 1.
1. Per l’attuazione degli interventi di cui alla presente ordinanza
è concesso alla giunta della regione Piemonte un contributo di lire
20 miliardi che è posto a carico dell’unità previsionale di base
20.2.1.3 dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica (capitolo 9353 – Fondo
della protezione civile).
2. La giunta della regione Piemonte d’intesa con il Servizio
sismico nazionale elabora i criteri più idonei per la riparazione
in condizioni di sicurezza degli immobili danneggiati dal sisma che
il 21 agosto 2000 ha colpito il territorio delle province di
Alessandria, Asti e Cuneo.
Art. 2.
1. La giunta della regione Piemonte provvede alla individuazione
dei territori dei comuni interessati e, nei limiti delle somme
assegnate e sentiti gli enti locali interessati adotta, entro
sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente
ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, un
piano di interventi straordinari per il ripristino degli edifici
pubblici e delle infrastrutture danneggiate, individuando, altresì,
gli enti attuatori. Possono essere ricompresi nel piano ed attuati
con le procedure e deroghe di cui alla presente ordinanza ulteriori
interventi urgenti finanziati dalle amministrazioni statali, dalla
regione e dagli enti locali e, comunque, strettamente connessi con
l’evento calamitoso e finalizzati alla riparazione dei danni, alla
rimozione del pericolo o alla prevenzione del rischio.
2. Il piano comprende anche le opere necessarie a ridurre i rischi
e i danni per le popolazioni e le infrastrutture in concomitanza di
eventi analoghi a quelli verificatisi.
3. Il piano, completo degli importi previsti per ciascuna tipologia
di intervento, preliminarmente alla sua attuazione, è sottoposto
alla presa d’atto del Dipartimento della protezione civile anche
per stralci e può essere rimodulato ed integrato con la stessa
procedura.
4. Gli interventi ricompresi nel piano dovranno essere affidati
entro novanta giorni dalla data della presa d’atto di cui al comma
3, e dovranno essere completati entro i successivi dodici mesi.
5. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1 il Ministro
dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile
esercita i poteri sostitutivi.
Art. 3.
1. I soggetti attuatori, per la redazione dei progetti relativi
agli interventi del piano, ove non sia possibile l’utilizzazione di
strutture pubbliche, possono affidare anche a liberi professionisti
specifici incarichi avvalendosi, ove occorra, delle deroghe di cui
al successivo comma 4.
2. La giunta regionale provvede al coordinamento dell’attuazione
delle disposizioni di cui all’art. 2 stabilendo le modalità di
approvazione dei progetti ricorrendo ove necessario alla conferenza
di servizi da attuare entro sette giorni dalla disponibilità dei
progetti. Qualora alla conferenza di servizi il rappresentante di
un’amministrazione invitata sia risultato assente o comunque non
dotato di adeguato potere di rappresentanza, la conferenza delibera
prescindendo dalla loro presenza e dalla adeguatezza dei poteri di
rappresentanza dei soggetti intervenuti. Il dissenso manifestato in
sede di conferenza di servizi deve essere motivato e recare, a pena
di inammissibilità, le specifiche indicazioni progettuali
necessarie al fine dell’assenso. La giunta regionale può comunque
assumere la determinazione di conclusione positiva del
procedimento. Nel caso di motivato dissenso espresso da una
amministrazione preposta alla tutela ambientale paesaggistico-
territoriale, del patrimonio storico-artistico alla tutela della
salute dei cittadini, la determinazione regionale è subordinata, in
deroga all’art. 14, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241,
come sostituito dall’art. 17, comma 3, della legge 15 maggio 1997,
n. 127, e successive modificazioni all’assenso del Ministro
competente che deve esprimersi entro quindici giorni dalla
richiesta.
3. I pareri, visti i nulla-osta relativi agli interventi previsti
nel piano che si dovessero rendere necessari anche successivamente
alla conferenza di servizi di cui al comma precedente, in deroga
all’art. 17, comma 24, della legge 15 maggio 1997, n. 127, devono
essere resi dalle Amministrazioni competenti entro sette giorni
dalla richiesta e, qualora entro tale termine non siano resi, si
intendono inderogabilmente acquisiti con esito positivo.
4. Per l’affidamento delle progettazioni e la realizzazione degli
interventi è autorizzata, nel rispetto dei principi generali
dell’ordinamento, la deroga alle sotto elencate norme:
regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, art. 3, art. 5, art. 6,
comma 2, ed articoli 7, 8, 11, 13, 14, 15, 19, 20;
regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, articoli 37, 38, 39, 40, 41,
42, 117, 119;
legge 2 febbraio 1974, n. 64, art. 2;
legge 8 giugno 1990, n. 142, articoli 32 e 35;
legge 7 agosto 1990, n. 241, articoli 14, 16 e 17 e successive
modificazioni;
legge 11 febbraio 1994, n. 109, modificata dalle leggi 2 giugno
1995, n. 216, e 18 novembre 1998, n. 415, art. 6, comma 5, ed
articoli 9, 16, 17, 19, 20, 21, 23, 24, 25, 28, 29, 32, 34 e le
disposizioni del decreto Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554, strettamente collegate all’applicazione delle
suindicate norme;
decreto legislativo 12 marzo 1995, n. 157, come modificato ed
integrato dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 65, articoli
6, 7, 8, 9, 22, 23 e 24;
decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, art. 10, comma 2;
decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358, e successive modifiche
ed integrazioni articoli 5, 7, 8, 9, 10, 14, 16, 17;
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 gennaio 1991,
n. 55, articoli 3, 4, 6, 8;
legge regionale 19 novembre 1975, n. 54;
legge regionale 29 giugno 1978, n. 38, e successive modificazioni;
legge regionale 21 marzo 1984, n. 18, e successive modificazioni;
legge regionale 9 agosto 1989, n. 45.
Art. 4.
1. Per i primi interventi in favore dei soggetti privati
proprietari o titolari di diritti reali di godimento delle unità
immobiliari oggetto di ordinanza sindacale per inagibilità totale o
parziale, emesse alla data della presente ordinanza, la Giunta
regionale, nei limiti delle disponibilità di cui all’art. 1, può
riconoscere un contributo fino ad un massimo di lire 40 milioni per
le abitazioni e fino ad un massimo di 60 milioni per le attività
produttive.
2. Per l’autonoma sistemazione dei nuclei familiari evacuati
dall’alloggio distrutto o dichiarato totalmente o parzialmente
inagibile, oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, è assegnato
un contributo mensile fino a L. 600.000, per la durata massima di
dodici mesi, applicando i criteri di cui all’allegato A.
3. All’assegnazione del contributo di cui al comma 2 provvede la
Giunta della regione Piemonte che trasferisce le relative somme ai
sindaci dei comuni in cui risiedono i nuclei familiari interessati,
entro venti giorni dalla ricezione da parte dei comuni stessi della
documentazione necessaria.
4. Il contributo di cui al comma 2 deve essere erogato dai sindaci
entro quindici giorni dall’avvenuta disponibilità dei fondi.
Art. 5.
1. Per gli interventi necessari ad assicurare i primi soccorsi,
l’assistenza e la rimozione di situazioni di pericolo, nonché per
quelli disposti in emergenza dagli enti locali, per il rimborso
degli oneri sostenuti per il trasporto dei beni mobili della
protezione civile e per il rimborso delle organizzazioni di
volontariato, compresi gli oneri sostenuti dai datori di lavoro dei
volontari impiegati che operano per le finalità della presente
ordinanza, è stanziata la somma di lire 800 milioni che verrà
ripartita a favore dei prefetti di Alessandria ed Asti in relazione
alle effettive esigenze. L’onere è posto a carico dell’unità
previsionale di base 20.2.1.3 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
(capitolo 9353 – Fondo della protezione civile).
Art. 6.
1. Per l’espletamento dei compiti di rilevazione e verifica tecnica
delle infrastrutture ed edifici di proprietà pubblica e privata
danneggiati dagli eventi sismici il personale del Servizio sismico
nazionale della regione e degli enti locali direttamente impegnato
è autorizzato ad essere inviato in missione nonché a svolgere
prestazioni di lavoro straordinario, nel limite di 72 ore mensili,
effettivamente reso.
2. L’onere riferito all’attività del servizio sismico stimato in
lire 50 milioni è posto a carico della disponibilità dell’unità
previsionale di base 20.2.1.3 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
(cap. 9353 – Fondo della protezione civile). Tale somma è
trasferita in conto entrate dello stato per la successiva
riassegnazione al bilancio del Dipartimento dei servizi tecnici
nazionali.
3. L’onere rifer…

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