Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Ambiente (tutela dell') - Impianti per la produzione di energia elettrica - Valutazione di impatto ambientale Procedimento semplificato - Mancata previsione delle osservazioni degli enti locali interessati e della consultazione referendaria dei cittadini residenti nella zona in cui e' realizzato l'impianto | Architetto.info

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Ambiente (tutela dell’) – Impianti per la produzione di energia elettrica – Valutazione di impatto ambientale Procedimento semplificato – Mancata previsione delle osservazioni degli enti locali interessati e della consultazione referendaria dei cittadini residenti nella zona in cui e’ realizzato l’impianto

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Ambiente (tutela dell') - Impianti per la produzione di energia elettrica - Valutazione di impatto ambientale Procedimento semplificato - Mancata previsione delle osservazioni degli enti locali interessati e della consultazione referendaria dei cittadini residenti nella zona in cui e' realizzato l'impianto - Asserita ...

N. 235 ORDINANZA 3 – 7 giugno 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Ambiente (tutela dell’) – Impianti per la produzione di energia
elettrica – Valutazione di impatto ambientale Procedimento
semplificato – Mancata previsione delle osservazioni degli enti
locali interessati e della consultazione referendaria dei cittadini
residenti nella zona in cui e’ realizzato l’impianto – Asserita
irragionevolezza e lesione del principio di sussidiarieta’ –
Sopravvenuta modifica e abrogazione di alcuni dei parametri evocati
– Restituzione degli atti al giudice rimettente.
– D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, artt. 31 e 33.
– Costituzione, artt. 3, 5, 11, 118 e 128; legge cost. 18 ottobre
2001, n. 3, artt. 4 e 9, comma 2; legge 30 dicembre 1989, n. 439.

(GU n. 23 del 12-6-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Massimo VARI, Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY,
Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA,
Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale degli artt. 31 e 33 del
d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive 91/156/CEE
sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli
imballaggi e sui rifiuti di imballaggio), promosso con ordinanza
dell’11 aprile 2001 dal Tribunale amministrativo per la Puglia,
sezione staccata di Lecce, sui ricorsi riuniti proposti da
Legambiente Puglia ed altri contro comune di Ostuni ed altri,
iscritta al n. 45 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica, 1a serie speciale, n. 6
dell’anno 2002.
Visto l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Udito nella camera di consiglio dell’8 maggio 2002 il giudice
relatore Piero Alberto Capotosti;
Ritenuto che il Tribunale amministrativo regionale della Puglia,
sezione staccata di Lecce, solleva, con ordinanza dell’11 aprile
2001, questione di legittimita’ costituzionale degli artt. 31 e 33
del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive
91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE
sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio), in riferimento agli
artt. 3, 5, 11, 118 e 128 della Costituzione;
che nel giudizio a quo sono stati impugnati atti concernenti
la realizzazione di una centrale termoelettrica per la quale e’ stata
presentata domanda di autorizzazione ex art. 17 del d.P.R. 24 maggio
1988, n. 203, ed e’ stata chiesta la dichiarazione di assimilabilita’
del combustibile impiegato (C.d.r.) ai rifiuti solidi urbani
(R.s.u.);
che, ad avviso del Tar, nel caso sottoposto al suo esame non
sarebbero applicabili le norme che disciplinano il procedimento per
la valutazione di impatto ambientale (V.i.a.), bensi’ gli artt. 31 e
33 del d.lgs. n. 22 del 1997, i quali stabiliscono un procedimento
semplificato che, tra l’altro, si caratterizzerebbe per la mancata
previsione sia delle “osservazioni da parte dei soggetti
territorialmente interessati”, sia del referendum consultivo dei
cittadini che risiedono nella zona dove e’ realizzato l’impianto;
che, secondo il rimettente, l’applicabilita’ di quest’ultimo
procedimento non sarebbe ragionevole, dato che esso non prevede la
partecipazione dei cittadini interessati e l’intervento degli enti
locali e, proprio per questo, si porrebbe in contrasto con gli
artt. 5, 11, 118 e 128 della Costituzione, violando il principio di
sussidiarieta’, di derivazione comunitaria, da ritenersi
costituzionalizzato ai sensi dell’art. 11 della Costituzione, in
virtu’ del recepimento nel nostro ordinamento, con legge 30 dicembre
1986 (recte, 1989) n. 439, della Carta europea dell’autonomia locale;
che, nel giudizio innanzi alla Corte, e’ intervenuto il
Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso
dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia
dichiarata inammissibile e comunque infondata;
che, ad avviso della difesa erariale, la questione sarebbe
stata sollevata “in via meramente eventuale ed ipotetica”, non avendo
il rimettente indicato le ragioni che ne dimostrerebbero la
pregiudizialita’ rispetto alla decisione delle domande;
che, secondo l’interveniente, l’ordinanza di rimessione non
conterrebbe neppure le indicazioni indispensabili per ritenere che la
realizzazione dell’impianto possa essere autorizzata all’esito del
procedimento disciplinato dagli artt. 31 e 33 del d.lgs. n. 22 del
1997, norme entrambe inapplicabili anche perche’ oggetto del giudizio
principale sarebbe esclusivamente la legittimita’ della concessione
edilizia;
che, ad avviso dell’Avvocatura, la questione sarebbe,
inoltre, manifestamente inammissibile e comunque infondata, dato che
la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha modificato
l’art. 118 Cost., ed ha abrogato l’art. 128 Cost., norme entrambe
indicate quali parametri costituzionali;
Considerato che il Tribunale amministrativo regionale della
Puglia, sezione staccata di Lecce, solleva questione di legittimita’
costituzionale degli artt. 31 e 33 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22,
in riferimento agli artt. 3, 5, 11, 118 e 128 della Costituzione;
che, successivamente all’ordinanza di rimessione, e’ entrata
in vigore la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al
Titolo V della parte seconda della Costituzione), che, tra l’altro,
con gli artt. 4 e 9, comma 2, ha rispettivamente sostituito il testo
dell’art. 118 Cost. ed abrogato l’art. 128 Cost.
che, pertanto, essendo intervenuto un mutamento di due delle
norme costituzionali invocate come parametro di giudizio, occorre
disporre, secondo un principio piu’ volte affermato da questa Corte,
la restituzione degli atti al giudice rimettente, affinche’
riesamini, sotto ogni profilo, i termini della questione alla luce
dell’intervenuto mutamento del quadro normativo (per tutte, ordinanze
n. 166 e n. 165 del 2002).

Per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo
regionale della Puglia, sezione staccata di Lecce.
Cosi’ deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 3 giugno 2002.
Il Presidente: Ruperto
Il redattore: Capotosti
Il cancelliere:Di paola
Depositata in cancelleria il 7 giugno 2002.
Il direttore della cancelleria: Di paola
02C0543

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Ambiente (tutela dell’) – Impianti per la produzione di energia elettrica – Valutazione di impatto ambientale Procedimento semplificato – Mancata previsione delle osservazioni degli enti locali interessati e della consultazione referendaria dei cittadini residenti nella zona in cui e’ realizzato l’impianto

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