Importazioni di prodotti 'da agricoltura biologica' da Paesi terzi: art. 11, regolamento CEE n. 2092/91 - art. 6, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 220/1995 | Architetto.info

Importazioni di prodotti ‘da agricoltura biologica’ da Paesi terzi: art. 11, regolamento CEE n. 2092/91 – art. 6, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 220/1995

Importazioni di prodotti 'da agricoltura biologica' da Paesi terzi: art. 11, regolamento CEE n. 2092/91 - art. 6, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 220/1995 - Iter procedurale.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
CIRCOLARE 16 giugno 2000, n.3
Importazioni di prodotti “da agricoltura biologica” da Paesi terzi:
art. 11, regolamento CEE n. 2092/91 – art. 6, commi 2 e 3, del
decreto legislativo n. 220/1995 – Iter procedurale.
All’Associazione nazionali importatori esportatori
Alla FIAO c/o CCPB
Alle IFOAM Italia
Alla Federalimentare
Alle Confcommercio
Al Consiglio nazionale dei consumatori utenti c/o il Ministero
dell’industria
All’Ispettorato centrale per la repressione frodi agro-alimentari
Al Ministero della sanita’
Al Ministero dell’industria
Al Ministero del commercio con l’estero
Al Ministero delle finanze – Direzione centrale dei servizi
doganali
Al Nucleo antisofisticazioni e sanita’ – NAS
Al Comando dei carabinieri tutela norme comunitarie
e per conoscenza:
Alle regioni e pubbliche amministrazioni
Alla Commissione U.E. AGRI B 4
Premessa:
Al fine della iscrizione nell’elenco nazionale degli importatori di
prodotti “biologici” da Paesi terzi, ai sensi dell’art. 11 del
regolamento CEE n. 2092/91, per importatori si intendono quegli
operatori che acquistano prodotti “biologici” da Paesi terzi e li
importano sul territorio nazionale.
L’attivita’ di importazione di prodotti “da agricoltura biologica”
da Paesi terzi puo’ configurarsi secondo le seguenti tipologie:
a) importazioni da Paesi terzi la cui equivalenza e’ stata
stabilita con decisione della Commissione U.E. e che figurano
nell’elenco di cui al regolamento CEE n. 94/92 e successive
modifiche (regolamento CEE n. 2092/91, art. 11, paragrafi 1 – 5);
b) importazioni da Paesi terzi la cui equivalenza viene stabilita
dallo Stato membro che rilascia una specifica autorizzazione
all’importazione (regolamento CEE n. 2092/91, art. 11, parag. 6).
1) Iter istruttorio per le attivita’ di importazione – (tipologie
di cui ai precedenti punti a) e b).
L’iter istruttorio, indicato dalla normativa in oggetto, ha inizio,
per entrambi i tipi di importazione sopra indicati a) e b), con
l’invio al MIPAF, ed in copia all’organismo di controllo operante
sul territorio nazionale, della notifica di attivita’ di
importazione ai sensi dell’ art. 6 del decreto legislativo n.
220/1995 con marca da bollo di L. 20.000.
Il modello di notifica da utilizzare e’ rappresentato dall’allegato
V. 1 del suddetto decreto legislativo n. 220/1995 cosi’ come
indicato con nota ministeriale n. 9891541 del 5 ottobre 1998
(allegato 1).
L’organismo di controllo prescelto, ricevuta la notifica, avviera’
l’iter procedurale di verifica delle condizioni di ingresso nel
sistema di controllo. A conclusione del predetto iter, e comunque
non oltre novanta giorni dalla data di invio della notifica,
l’organismo di controllo stesso, provvedera’ ad inviare al MIPAF
apposita attestazione comprovante l’idoneita’, o meno,
dell’importatore ad entrare nel sistema di controllo. Nel caso di
esito positivo il Ministero provvedera’ a comunicare alla ditta
interessata, e per conoscenza all’organismo di controllo, da questa
prescelto, l’avvenuta registrazione nell’elenco degli importatori
di prodotti “da agricoltura biologica” da Paesi terzi.
Le operazioni di importazione relative alla tipologia di cui al
precedente punto a), possono decorrere dal momento in cui
l’importatore ha ricevuto dal MIPAFla predetta comunicazione di
iscrizione nell’ elenco nazionale degli importatori di prodotti “da
agricoltura biologica”.
2) Iter istruttorio per le attivita’ di importazione – (tipologia
di cui al precedente punto b).
Per quanto attiene alle importazioni di cui all’art. 11, paragrafo
6 del regolamento CEE n. 2092/91, descritte al punto b),
l’operatore, oltre ad aver inviato la notifica di attivita’ cosi’
come indicato al precedente punto 1, dovra’ provvedere ad inviare
il modello relativo alla richiesta di importazione di cui
all’allegato V. 5 del decreto legislativo n. 220/1995 (allegato 2),
al Ministero delle politiche agricole e forestali (in originale
debitamente sottoscritto), ed all’organismo di controllo prescelto
sul territorio nazionale (in copia) corredandolo della
documentazione ivi richiesta ed in particolare:
a) attestato di accreditamento alle norme EN 45011 o ISO 65,
rilasciato da un ente operante nell’ambito dell’European
Accreditation (E.A.) o dell’International Accreditation Forum
(I.A.F), esteso al Paese terzo interessato all’importazione, per
gli organismi di controllo riconosciuti nei Paesi terzi;
b) attestato di accreditamento alle norme EN 45011, rilasciato da
un ente operante nell’ambito dell’European Accreditation (E.A.) o
dell’International Accreditation Forum (I.A.F), esteso al Paese
terzo interessato all’importazione, per gli organismi di controllo
riconosciuti dai Paesi membri della Comunita’ ed accreditati alle
norme EN 45011;
c) attestato di autorizzazione ad operare nel Paese terzo,
interessato all’importazione, rilasciato dal Paese membro che ha
riconosciuto l’organismo di controllo, per gli organismi
riconosciuti dai Paesi membri della Comunita’ sulla base di
normative nazionali;
d) attestato di conformita’ al regime comunitario di produzione e
controllo, dell’azienda fornitrice, rilasciato dall’organismo di
controllo prescelto nel Paese terzo interessato. Di tale attestato
dovra’ esserne indicata la validita’ temporale;
e) dichiarazione rilasciata dall’organismo di controllo operante
nel Paese terzo sulla vigilanza operata nei confronti dello stesso
da parte di ente, istituzione od organismo abilitato allo scopo;
f) relazione illustrativa sull’attivita’ di produzione e/o di
raccolta spontanea e/o di preparazione dell’azienda fornitrice,
controfirmata dall’organismo di controllo che rilascia l’attestato
di conformita’ di cui al precedente punto b), relativa all’annata
agraria in corso, che, in particolare, fornisca, rispettivamente,
le seguenti informazioni:
f.1) azienda di produzione:
localizzazione geografica e strade di accesso;
tipologia di conduzione dell’azienda;
titolarita’ dell’azienda;
planimetria dell’azienda con indicazione degli appezzamenti
coltivati a “biologico”, a “convenzionale” od incolti od occupati
da fabbricati;
indirizzo produttivo ed ordinamento colturale;
descrizione delle tecniche colturali praticate in azienda
(fertilizzazione, difesa) e/o delle tecniche di “preparazione” dei
prodotti;
istituzioni ed organismi pubblici con i quali l’azienda ha rapporti
amministrativi;
data di ingresso dell’operatore nel sistema di controllo (data
della prima visita con esito positivo) e valutazioni effettuate nel
caso di riduzione del periodo di conversione che, in ogni caso, non
potra’ essere inferiore a dodici mesi a partire dalla data di
assoggettamento al sistema di controllo.
f.2) raccolta spontanea:
localizzazione geografica e strade di accesso;
titolarita’ dell’area;
planimetria della zona di raccolta;
dichiarazione che le aree interessate non abbiano subito
trattamenti con prodotti diversi da quelli indicati nell’allegato
II del regolamento CEE n. 2092/91 per un periodo di tre anni
precedenti la raccolta;
dichiarazione che la raccolta non compromette l’equilibrio
dell’habitat naturale e la conservazione delle specie nella zona di
raccolta.
f.3) azienda di preparazione:
localizzazione geografica e strade di accesso;
titolarita’ dell’azienda;
tipologia di preparazione e loro descrizione;
installazioni utilizzate per la trasformazione, il condizionamento
ed il magazzinaggio dei prodotti agricoli prima e dopo le
operazioni.
Sulla base delle suddette informazioni, il MIPAF valutera’
l’equivalenza alla regolamentazione comunitaria delle norme di
produzione, controllo e vigilanza applicate all’azienda di
provenienza del prodotto, rilasciando, se del caso,
l’autorizzazione all’importazione, che sara’ inviata per conoscenza
anche all’organismo di controllo della ditta importatrice.
L’importazione dovra’ essere riferita alla quantita’ e tipologia di
prodotto che si intende importare sul territorio nazionale
nell’arco di un anno a decorrere dalla concessione
dell’autorizzazione stessa.
Tutta la documentazione trasmessa dovra’ essere in originale o in
copia conforme all’originale e dovra’ essere accompagnata da una
traduzione in lingua italiana.
Nel caso di importazioni, di uno stesso prodotto derivante dalla
stessa azienda, per le quali e’ stata ottenuta una prima
autorizzazione, l’importatore, al fine di rinnovare
l’autorizzazione stessa, dovra’ presentare all’amministrazione
soltanto il certificato di conformita’ dell’azienda al regolamento
CEE n. 2092/91 e la relazione ispettiva relativa all’annata agraria
interessata.
3) Ulteriori adempimenti dell’importatore e dell’organismo di
controllo operante sul territorio nazionale.
Importatore:
comunicare al Ministero ed all’organismo di controllo ogni
variazione intervenuta rispetto a quanto dichiarato nella prima
notifica presentata;
non avvalersi dell’assistenza dell’organismo di controllo prescelto
sul territorio nazionale per gli adempimenti amministrativi
relativi all’iter istruttorio sopra descritto;
presentare, qualora proceda nell’attivita’ di preparazione del
prodotto importato (attivita’ definita dall’art. 4, paragrafo 3 del
regolamento CEE n. 2092/91), ulteriore notifica relativa a tale
attivita’.
Tale notifica deve essere presentata alla regione nel cui
territorio il preparatore opera ed all’Organismo di controllo
prescelto.
Organismo di controllo (operante sul territorio nazionale):
comunicare al Ministero ogni eventuale interruzione dell’attivita’
di controllo e provvedere, nell’ambito della relazione annuale, a
dare comunicazione delle visite ispettive effettuate e di tutti gli
adempimenti previsti dal regolamento CEE n. 2092/91 e dal decreto
legislativo n. 220/1995 nei confronti degli operatori biologici.
4) Conclusione.
La disciplina delle importazioni di prodotti “da agricoltura
biologica” in provenienza da Paesi terzi, fa salve le disposizioni
emanate a livello comunitario e nazionale per le importazioni dei
prodotti agricoli ed agro-industriali.
Si resta a disposizione per ogni eventuale esigenza di chiarimento.
Il direttore generale: Ambrosio
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