Indicazioni e modalita' applicative del regolamento (CE) n. 1760/2000 | Architetto.info

Indicazioni e modalita’ applicative del regolamento (CE) n. 1760/2000

Indicazioni e modalita' applicative del regolamento (CE) n. 1760/2000 sull'etichettatura obbligatoria e su quella facoltativa delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto il regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 luglio 2000, ed in particolare il titolo II
relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base
di carni bovine e all’abrogazione del precedente regolamento (CE)
n. 820/97;
Visto il regolamento (CE) n. 1825/2000 della Commissione del 25
agosto 2000 recante modalita’ d’applicazione del regolamento (CE)
n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto
riguarda l’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base
di carni bovine;
Vista la nota n. 22600 del 30 agosto 2000 con la quale, in
conformita’ dell’art. 20 del sopracitato regolamento n. 1760/2000
del Parlamento e del Consiglio e’ stato notificato alla Commissione
UE che il Ministero delle politiche agricole e forestali e’
designato quale “Autorita’ competente” ai fini dell’applicazione
delle norme comunitarie relative all’etichettatura delle carni
bovine;
Visto il decreto ministeriale 22 dicembre 1997 recante “Modalita’
applicative supplementari del regolamento n. 820/1997/UE relativo
all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carne
bovina”;
Ritenuta la necessita’ di fornire alcune indicazioni agli operatori
ed alle organizzazioni sull’etichettatura obbligatoria delle carni
bovine nonche’ di disporre termini e modalita’ di applicazione
supplementari per consentire l’attivita’ degli operatori e delle
organizzazioni che intendono fornire informazioni facoltative sulle
proprie carni bovine cosi’ come previsto dal citato regolamento
(CE) n. 1760/2000;
Decreta:
Art. 1.
1. Ai fini del presente decreto s’intende per:
“etichettatura”: l’apposizione di una etichetta sul singolo pezzo
di carne o su pezzi di carne o sul relativo materiale di
imballaggio o, per i prodotti non pre-imballati, le informazioni
appropriate fornite per iscritto ed in modo visibile al consumatore
nell’esercizio di vendita;
“carni bovine”: tutti i prodotti dei codici NC 0201, 0202, 0206 10
95 e 0206 29 91; tra le carni di animali della specie bovine si
intendono comprese anche quelle della specie bufalina;
“carne bovina preconfezionata”: unita’ di vendita destinata ad
essere presentata come tale al consumatore ed alla collettivita’,
costituita da carne bovina e dall’imballaggio in cui e’ stata
immessa prima di essere posta in vendita, avvolta interamente e in
parte da tale imballaggio ma comunque in modo che il contenuto non
possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o
alterata;
“carne bovina preincartata”: unita’ di vendita costituita da carne
bovina e dall’involucro nel quale e’ stata posta o avvolta negli
esercizi di vendita;
“organizzazione”: un gruppo di operatori del medesimo settore o di
settori diversi negli scambi di carne bovina;
“autocontrollo”: controllo interno del singolo operatore della
filiera nonche’ quello esercitato attraverso ispettori
dell’organizzazione;
“controllo”: controllo esercitato a cura di un organismo
indipendente autorizzato dalla competente autorita’ e designato
dall’organizzazione. Tale organismo deve essere riconosciuto
rispondente ai criteri stabiliti dalla norma europea EN/45011;
“vigilanza”: controllo esercitato dalla pubblica amministrazione
per garantire il rispetto delle disposizioni contenute nel
regolamento (CE) n. 1760/2000 e delle norme attuative del presente
decreto.
Sistema obbligatorio di etichettatura
Art. 2.
1. Gli operatori e le organizzazioni che commercializzano carni
bovine provvedono ad etichettarle. Ricadono in tale obbligo anche
gli operatori e le organizzazioni che lavorano per conto terzi.
2. L’etichetta reca le seguenti informazioni obbligatorie:
a) un numero di riferimento o un codice di riferimento che evidenzi
il nesso tra le carni e l’animale o gli animali. Tale numero puo’
essere il numero di identificazione del singolo animale da cui
provengono le carni, o il numero di identificazione di un gruppo di
animali;
b) il numero di approvazione del macello presso il quale sono stati
macellati l’animale o il gruppo di animali e lo Stato membro o il
Paese terzo in cui e’ situato tale macello. L’indicazione deve
recare le parole “Macellato in (nome dello Stato membro o del Paese
terzo) (numero di approvazione)”;
c) il numero di approvazione del laboratorio di sezionamento presso
il quale sono stati sezionati la carcassa o il gruppo di carcasse e
lo Stato membro o il Paese terzo in cui e’ situato tale
laboratorio. L’indicazione deve recare le parole “Sezionato in
(nome dello Stato membro o del Paese terzo) (numero di
approvazione)”;
I numeri di approvazione del macello e/o del laboratorio di
sezionamento previsti alle lettere b) e c) sono:
quelli di approvazione previsti dall’art. 10, comma 1, della
direttiva n. 64/433/CEE del 26 luglio 1964, oppure 3. il numero di
registrazione nazionale dal 1o gennaio 2002, gli operatori e le
organizzazioni dovranno indicare in etichetta, le seguenti
ulteriori informazioni:
a) lo Stato membro o Paese terzo di nascita;
b) gli Stati membri o i Paesi terzi in cui ha avuto luogo
l’ingrasso;
c) lo Stato membro o Paese terzo in cui ha avuto luogo la
macellazione.
Per le carni bovine ottenute da animali ingrassati per un periodo
pari o inferiore a trenta giorni nello Stato membro o nel Paese
terzo di nascita o nello Stato membro o nel Paese terzo in cui ha
avuto luogo la macellazione, non e’ necessario indicare tali Stati
membri o Paesi terzi quale Stato membro o Paese terzo di ingrasso
se gli animali sono stati ingrassati in un altro Stato membro o
Paese terzo per un periodo superiore a trenta giorni.
Per le carni ottenute da animali nati nella Comunita’ anteriormente
al 1o gennaio 1998, qualora non sia disponibile l’informazione
circa il luogo di nascita e/o il luogo di ingrasso, diverso
dall’ultimo luogo di ingrasso, l’indicazione del luogo di nascita
e/o di ingrasso e’ sostituita dall’indicazione “*(nato prima del 1o
gennaio 1998)”.
Per le carni ottenute da animali importati vivi nella Comunita’,
per le quali non sia disponibile l’informazione relativa al luogo
di nascita ed al luogo di ingrasso, diversi dall’ultimo luogo di
ingrasso, l’indicazione del luogo di nascita e/o di ingrasso e’
sostituita dall’indicazione “*(Importato vivo nella CE)” oppure
“*(Importato vivo da [nome del paese terzo])”.
4. Per le carni che provengono da animali nati, ingrassati e
macellati in uno stesso Stato membro U.E. e’ possibile riportare in
etichetta “origine: (nome dello Stato membro)”, mentre per le carni
che provengono da animali nati, ingrassati e macellati in uno
stesso Paese terzo e’ possibile indicare “origine: (nome del Paese
terzo)”.
5. In deroga, gli operatori e le organizzazioni indicano in
etichetta, per le carni macinate, dal 1o settembre 2000:
a) un numero di riferimento o un codice di riferimento che evidenzi
il nesso tra le carni e l’animale o gli animali. Tale numero puo’
essere il numero di identificazione del singolo animale da cui
provengono le carni, o il numero di identificazione di un gruppo di
animali;
b) nome dello Stato in cui sono state preparate le carni macinate.
L’indicazione deve recare le parole: “Preparato in (nome dello
Stato membro o del Paese terzo)”;
c) nome dello Stato membro o del Paese terzo in cui ha avuto luogo
la macellazione. L’indicazione deve recare le parole:
“Macellato in (nome dello Stato membro o del Paese terzo)”;
nonche’ dal 1o gennaio 2002:
d) nome del Paese o dei Paesi di nascita e di allevamento degli
animali, se differenti da quello di preparazione delle relative
carni. L’indicazione deve recare le parole: “Origine (Stato/i
membro/i o Paese/i terzo/i di nascita e di allevamento)”;
6. L’etichetta, in qualsiasi momento della commercializzazione,
deve essere apposta in maniera tale da non consentirne la
riutilizzazione. Le informazioni da riportare in etichetta possono
essere espresse anche mediante codice a barre o codice alfanumerico
attribuito dall’impianto di macellazione e/o dal laboratorio di
sezionamento; in tal caso la carne deve essere accompagnata da un
documento riportante, oltre il codice a barre o il codice
alfanumerico, tutte le informazioni previste in etichetta.
Nell’esercizio di vendita, in ogni caso, le informazioni riportate
devono essere espresse in forma chiara, esplicita e leggibile. Le
informazioni riportate in etichetta sulle carni preconfezionate in
un laboratorio di sezionamento o sulle carni preincartate
nell’esercizio di vendita devono essere espresse in forma chiara,
esplicita e leggibile.
Il rilascio delle etichette nei laboratori di sezionamento, nel
caso di prodotto preconfezionato, e negli esercizi di vendita,
anche nel caso di carne venduta a taglio, deve avvenire con un
sistema che consenta la stampa automatica dell’etichetta medesima.
Per la carne venduta a taglio nell’esercizio di vendita l’etichetta
puo’ essere sostituita con una informazione fornita per iscritto e
in modo visibile al consumatore, contenente le stesse informazioni
previste in etichetta. Fermo restando l’obbligo dell’apposizione
dell’etichetta nelle carni preincartate negli esercizi di vendita,
e’ consentita, fino al 15 dicembre 2000, la sostituzione
dell’etichetta medesima con l’informazione fornita per iscritto.
7. L’operatore o l’organizzazione deve adottare un sistema di
registrazione applicato in modo da garantire il nesso tra
l’identificazione delle carni e l’animale o gli animali
interessati.
Il sistema di registrazione, con aggiornamento giornaliero,
contiene in particolare l’indicazione dell’a…

[Continua nel file zip allegato]

Indicazioni e modalita’ applicative del regolamento (CE) n. 1760/2000

Architetto.info