Individuazione degli immobili degli enti previdenziali pubblici da dismettere ai sensi dell'art. 7 della legge n. 140/1997 | Architetto.info

Individuazione degli immobili degli enti previdenziali pubblici da dismettere ai sensi dell’art. 7 della legge n. 140/1997

Individuazione degli immobili degli enti previdenziali pubblici da dismettere ai sensi dell'art. 7 della legge n. 140/1997 e determinazione delle procedure di vendita degli immobili stessi

IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
Vista la legge 8 agosto 1995, n. 335, e, in particolare, l’art. 3,
comma 27, che dispone in materia di dismissioni dei patrimoni
immobiliari degli enti previdenziali pubblici;
Visto il decreto legislativo 16 febbraio 1996, n. 104, di
attuazione della delega conferita dal richiamato art. 3, comma 27,
che determina le modalità di alienazione delle unità immobiliari
residenziali;
Visto l’art. 7 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, come
integrato dall’art. 2 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, che
detta le regole per un programma straordinario di dismissione dei
beni immobiliari degli enti previdenziali pubblici per un valore
complessivo non inferiore a 3.000 miliardi di lire e demanda, per
l’ulteriore sviluppo del progetto di dismissione dei beni e diritti
immobiliari degli enti previdenziali pubblici, a programmi da
definirsi con provvedimento del Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, facendo in ogni caso salvi i diritti attribuiti
ai conduttori dalle norme vigenti, anche in relazione alle
condizioni di maggior favore rispetto alla disciplina generale
sulla locazione di immobili residenziali urbani;
Visto, per quanto concerne il piano straordinario di dismissione,
il comma 1 del predetto art. 7, che, alla lettera d), fa carico al
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con
quello del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
dell’individuazione, tramite procedura competitiva, del soggetto
disponibile ad acquistare l’intero complesso dei beni oggetto del
programma, ovvero il compendio dei beni appartenenti a ciascun ente
interessato, ovvero uno o più lotti di beni ricompresi in ciascun
compendio;
Visto il regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive
modificazioni ed integrazioni, che, nel dettare norme in materia di
amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello
Stato, dedica il titolo II alla regolamentazione dei contratti con
cui le varie amministrazioni provvedono, tra l’altro,
all’alienazione dei beni;
Visto il capo III, sezione I, del predetto titolo, disciplinante il
procedimento per incanti ed, in particolare, l’art. 73, che
individua, per le procedure competitive, criteri per
l’aggiudicazione di gara;
Ritenuto, per un verso, con riferimento ai principi di equità
sociale, di enucleare dalla disciplina della dismissione
straordinaria gli immobili ad uso abitativo per ricondurli ad un
quadro di garanzie e di opportunità allineato a quello della
dismissione ordinaria di cui al citato decreto legislativo del 16
febbraio 1996, n. 104, e, per l’altro, con riferimento ai casi di
dismissione straordinaria, di dover adottare il procedimento per
gli incanti a mezzo offerte segrete da confrontarsi poi con il
prezzo base indicato nell’avviso d’asta;
Decreta:
Art. 1.
1. All’alienazione dei beni come individuati nelle accluse tabelle,
che, parte integrante del presente decreto, sostituiscono quelli
individuati dal decreto del 16 marzo 2000 del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con quello del Tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, si procede, quanto ai
beni indicati nella tabella A, su base d’asta ai sensi dell’art.
73, lettera c), del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e
successive modificazioni ed integrazioni.
2. Alla gara è preposto, quale autorità che vi presiede, un
dirigente dell’ente previdenziale pubblico proprietario del bene
oggetto d’asta, coadiuvato da apposito servizio di segreteria,
nominati dal direttore generale dell’ente stesso.
3. All’apertura dei plichi delle offerte ed alla conseguente
aggiudicazione provvede apposita commissione, composta dal
presidente dell’ente previdenziale pubblico proprietario ovvero da
dirigente dallo stesso delegato, nonché da due dirigenti,
designati, rispettivamente, dal Ministro del lavoro e della
previdenza sociale e dal Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica.
4. Alla vendita degli immobili di cui alla tabella B provvede
l’ente proprietario, secondo i criteri e le modalità di cui
all’art. 6 del decreto legislativo 16 febbraio 1996, n. 104, come
integrato dall’art. 2, comma 2, della legge 23 dicembre 1999, n.
488, all’uopo avvalendosi, previa assunzione dei relativi oneri,
del preliminare lavoro di ricognizione, analisi e documentazione
già posto in essere dal “Consorzio G6”, incaricato con il contratto
stipulato in data 25 gennaio 2000, anche al fine di pervenire
all’alienazione dei beni con tempestività e comunque entro e non
oltre il 1° marzo del 2001.
Art. 2.
1. In conseguenza delle modificazioni apportate alla lista degli
immobili conferiti nel programma straordinario di cessione, per
effetto di quanto esposto all’art. 1, sarà effettuata una
rimodulazione delle clausole dedotte nel contratto sottoscritto con
l’Advisor in data 25 gennaio 2000.
Art. 3.
1. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

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