Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici che nei giorni 9 e 10 settembre 2000 | Architetto.info

Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici che nei giorni 9 e 10 settembre 2000

Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici che nei giorni 9 e 10 settembre 2000 hanno colpito il versante ionico delle province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria. (Ordinanza n. 3081)

IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato per il coordinamento della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
11 settembre 2000, con il quale è stato dichiarato lo stato di
emergenza nei territori della fascia ionica della regione Calabria
colpiti dagli eventi calamitosi dei giorni 9 e 10 settembre 2000 ed
è stata demandata al Ministro dell’interno delegato per il
coordinamento della protezione civile la individuazione dei comuni
danneggiati;
Ritenuto urgente porre in essere ogni utile intervento per favorire
il ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni
interessate, la ripresa delle attività produttive e il ripristino
delle infrastrutture;
Su proposta del direttore dell’Agenzia di protezione civile prof.
Franco Barberi;
Dispone:
Art. 1.
1. I prefetti di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria
provvedono, per la parte di rispettiva competenza, ad attuare
interventi volti a:
assicurare i primi soccorsi e l’assistenza alla popolazione;
provvedere al rimborso degli oneri sostenuti per il trasporto dei
beni mobili della protezione civile, al rimborso delle
organizzazioni di volontariato, compresi gli oneri sostenuti dai
datori di lavoro dei volontari impiegati nonché al rimborso degli
oneri degli interventi disposti in emergenza dagli enti locali;
corrispondere ai nuclei familiari evacuati dall’alloggio distrutto
o dichiarato totalmente o parzialmente inagibile, oggetto di
ordinanze sindacali di sgombero, un contributo mensile fino a L.
600.000, per la durata massima di dodici mesi;
erogare contributi fino ad un massimo di lire 40 milioni per
favorire il rapido rientro nelle unità abitative oggetto di
ordinanze sindacali di sgombero per inagibilità totale o parziale
emesse in connessione con gli eventi calamitosi di cui alla
premessa;
erogare contributi fino ad un massimo di 60 milioni per favorire la
ripresa delle attività produttive danneggiate dai medesimi eventi
calamitosi.
2. Per la finalità di cui al comma 1, è stanziata la somma
complessiva di lire 28 miliardi il cui onere è posto a carico
dell’unità previsionale di base 20.2.1.3 dello stato di previsione
del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica (capitolo 9353 – Fondo della protezione civile).
3. Il Dipartimento della protezione civile emana direttive per
assicurare criteri omogenei per l’erogazione dei contributi di cui
al presente articolo e ripartisce tra i prefetti interessati lo
stanziamento di cui al comma 2 in rapporto alle esigenze.
Art. 2.
1. Ai fini di assicurare un servizio di preannuncio e allarme di
fenomeni idrogeologici di particolare rilevanza, è assegnato un
finanziamento di lire 1,5 miliardi all’ufficio compartimentale di
Catanzaro del Servizio idrogeologico e mareografico nazionale
(SIMN).
2. Il finanziamento di cui al comma 1 è destinato, quanto a lire 1
miliardo per integrare la rete di telemisura in Calabria e per
realizzare un sistema di allertamento, a scala comunale, basato sul
superamento di soglie pluviometriche e quanto a lire 500 milioni
per assumere personale a contratto a tempo determinato nel limite
di dieci unità per un periodo di dodici mesi.
3. L’ufficio compartimentale di Catanzaro del SIMN costituisce
centro funzionale per la Calabria del sistema nazionale di
previsione e prevenzione di cui all’art. 2, comma 7, della legge n.
267 del 3 agosto 1998 ed è integrato per via telematica in detto
sistema nazionale.
4. Entro novanta giorni dalla data della presente ordinanza la
regione Calabria, il Dipartimento della protezione civile e
l’ufficio compartimentale di Catanzaro del SIMN definiscono un
accordo di programma per assicurare continuità al funzionamento del
centro funzionale.
5. Il Gruppo nazionale per la difesa delle catastrofi
idrogeologiche (GNDCI) assicura la necessaria assistenza
scientifica alle attività di cui al presente articolo.
6. L’onere di cui al comma 1, è posto a carico dell’unità
previsionale di base 20.2.1.3 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
(capitolo 9353 – Fondo della protezione civile).
Art. 3.
1. La regione Calabria dà immediata attuazione all’accordo di
programma quadro firmato con il Governo il 19 ottobre 1999, che
contempla uno stanziamento di 150 miliardi di lire, assicurando al
responsabile dell’accordo il supporto degli organismi tecnici
competenti.
2. La regione stessa, altresì, sentita l’autorità di bacino e
d’intesa con le province interessate adotta, entro sessanta giorni
dalla data di pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, un piano di interventi
infrastrutturali urgenti per il ripristino in condizioni di
sicurezza delle infrastrutture pubbliche danneggiate, per la
pulizia e la manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi
d’acqua, nonché per adeguate opere di prevenzione dei rischi
utilizzando, come soggetti attuatori dei singoli interventi, nei
limiti delle risorse previste dal piano, gli enti locali
competenti. Possono essere ricompresi nel piano ed attuati con le
procedure e deroghe di cui alla presente ordinanza ulteriori
interventi urgenti finanziati dalla Comunità europea, dalle
amministrazioni statali, dalla regione e dagli enti locali, e,
comunque, connessi con l’evento calamitoso e finalizzati alla
riparazione dei danni, alla rimozione del pericolo o alla
prevenzione del rischio. La priorità nell’attuazione degli
interventi deve essere attribuita al ripristino delle
infrastrutture essenziali danneggiate e alla pulizia e manutenzione
straordinaria degli alvei dei corsi d’acqua. Decorso inutilmente il
termine di sessanta giorni, il Ministro dell’interno delegato per
il coordinamento della protezione civile esercita i poteri
sostitutivi.
3. Il piano di cui al comma 2 è articolato in due distinti
programmi di interventi finanziati, il primo nei limiti delle
risorse attivabili con un limite di impegno quindicennale di lire
25 miliardi a decorrere dall’anno 2001 ed il secondo nei limiti
delle risorse attivabili con un limite di impegno quindicennale di
lire 15 miliardi a decorrere dall’anno 2002. Gli interventi
previsti dal secondo programma sono subordinati alla esecutività
dei progetti finanziati con il primo programma, accertata dalla
regione Calabria.
4. Il piano, comprensivo degli importi previsti per ciascun
intervento, preliminarmente alla sua attuazione, è sottoposto alla
presa d’atto del Dipartimento della protezione civile anche per
stralci e può essere rimodulato ed integrato con la stessa
procedura.
5. In aggiunta allo stanziamento di lire 150 miliardi, di cui al
comma 1, per l’attuazione degli interventi, di cui al comma 2, le
province interessate contraggono mutui quindicennali con la Cassa
depositi e prestiti o con altri enti creditizi nazionali ed esteri,
in deroga al limite di indebitamento stabilito dalla normativa
vigente e trasferiscono le risorse ai soggetti attuatori. A tal
fine il Dipartimento della protezione civile è autorizzato a
concorrere con contributi pari a lire 25 miliardi annui per l’anno
2001 e di lire 40 miliardi annui a decorrere dall’anno 2002. Al
relativo onere si provvede a carico dell’autorizzazione di spesa di
cui al decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, così come
determinato dalla tabella C della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
volta ad assicurare il finanziamento del “Fondo della protezione
civile”.
Art. 4.
1. I soggetti attuatori, ove non sia possibile l’utilizzazione
delle strutture pubbliche, possono affidare la progettazione degli
interventi ricompresi nel piano anche a liberi professionisti
avvalendosi, ove occorra, delle deroghe di cui al successivo comma
5.
2. I soggetti attuatori provvedono all’approvazione dei progetti
ricorrendo ove necessario alla conferenza di servizi da attuare
entro sette giorni dalla disponibilità dei progetti. Qualora alla
conferenza di servizi il rappresentante di un’amministrazione
invitata sia risultato assente o comunque non dotato di adeguato
potere di rappresentanza, la conferenza delibera prescindendo dalla
loro presenza e dalla adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei
soggetti intervenuti. Il dissenso manifestato in sede di conferenza
di servizi deve essere motivato e recare, a pena di
inammissibilità, le specifiche indicazioni progettuali necessarie
al fine dell’assenso.
3. I pareri, visti e nulla-osta relativi agli interventi previsti
nel piano che si dovessero rendere necessari anche successivamente
alla conferenza di servizi di cui, al comma precedente, in deroga
all’art. 17, comma 24, della legge 15 maggio 1997, n. 127, devono
essere resi dalle amministrazioni competenti entro sette giorni
dalla richiesta e, qualora entro tale termine non siano resi, si
intendono inderogabilmente acquisiti con esito positivo.
4. Gli interventi ricompresi nel piano dovranno essere affidati
entro novanta giorni dalla data della presa d’atto di cui al comma
2, e dovranno essere comunque completati entro i successivi dodici
mesi.
5. Per l’affidamento delle progettazioni e la realizzazione degli
interventi è autorizzata, nel rispetto dei principi generali
dell’ordinamento, la deroga alle sotto elencate norme:
regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, art. 3, art. 5, art. 6,
comma 2, ed ar…

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