Interventi urgenti nei settori agricoli e fermo biologico della pesca per il 1996 | Architetto.info

Interventi urgenti nei settori agricoli e fermo biologico della pesca per il 1996

Interventi urgenti nei settori agricoli e fermo biologico della pesca per il 1996 (1).

DL 23/10/1996 n. 00000552 VIGENTE

AGRICOLTURA (GENERALITA’)
ALIMENTI (ORIGINE ANIMALE)
PESCA
Decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 552 (in Gazz. Uff., 23 ottobre
1996, n. 249), conv. in l. 20 dicembre 1996, n. 642 (in Gazz. Uff.,
21 dicembre 1996, n. 299). — Interventi urgenti nei settori agricoli
e fermo biologico della pesca per il 1996 (1).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.

(Omissis).

Art. 1.

Proroga del Fondo per lo sviluppo della meccanizzazione in
agricoltura e contributi ad enti irrigui ed al settore degli
allevamenti.

1. Il termine di cui all’articolo 7 del decreto-legge 13 agosto
1975, n. 377, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 ottobre
1975, n. 493, relativo alla durata del Fondo per lo sviluppo della
meccanizzazione in agricoltura, di cui all’articolo 12 della legge 27
ottobre 1966, n. 910, e successive integrazioni, è prorogato al 31
dicembre 2002. La gestione del Fondo per lo sviluppo della
meccanizzazione in agricoltura è affidata alle regioni.
2. Per assicurare la continuità delle attività necessarie
all’esercizio delle grandi dighe, già ultimate e in gestione o in
corso di ultimazione con la costruzione delle relative adduzioni e
distribuzione primaria dell’acqua a fini prevalentemente irrigui,
nelle more di un definitivo riordino delle loro funzioni e finalità,
sono attribuiti contributi straordinari per l’anno 1995,
rispettivamente, nell’importo di lire 30 miliardi all’Ente per lo
sviluppo dell’irrigazione in Puglia, Lucania ed Irpinia, e
nell’importo di lire 14 miliardi all’Ente irriguo umbro-toscano.
3. Per consentire il conseguimento di una maggiore economia nel
settore degli allevamenti, anche attraverso il miglioramento genetico
del bestiame, e per far fronte alle connesse esigenze finanziarie, è
autorizzata la spesa di lire 46 miliardi, di cui 500 milioni a titolo
di contributo per programmi di miglioramento del lupo italiano, per
l’anno 1995.
4. All’onere derivante dall’applicazione dei commi 2 e 3, pari a
lire 90.000 milioni, si provvede a carico dei capitoli 1279, 1280,
7550 e 7557, rispettivamente per lire 30.000 milioni, per lire 14.000
milioni, per lire 45.500 milioni e per lire 500 milioni, dello stato
di previsione del Ministero per le politiche agricole, per l’anno
finanziario 1996.

Art. 2.

Regime comunitario di produzione lattiera.

1. Acquisito da parte del Ministro per le politiche agricole il
parere del Comitato permanente delle politiche agroalimentari e
forestali, sui criteri per la riduzione delle quote individuali
prevista dall’articolo 2, comma 1, della legge 24 febbraio 1995, n.
46, l’AIMA pubblica, entro il 31 marzo 1996, appositi bollettini di
aggiornamento degli elenchi dei produttori titolari di quota e dei
quantitativi ad essi spettanti nel periodo di applicazione del regime
comunitario delle quote latte 1995-1996. I predetti bollettini
costituiscono accertamento definitivo delle posizioni individuali e
sostituiscono ad ogni effetto i bollettini pubblicati precedentemente
dall’AIMA per il periodo sopra indicato (1).
2. (Omissis) (2).
3. Eventuale ricorso in opposizione, avverso le determinazioni dei
bollettini di cui al comma 1, dovrà pervenire all’AIMA, adeguatamente
documentato, entro il termine perentorio di quindici giorni dalla
data di pubblicazione dei bollettini da parte della regione o della
provincia autonoma. L’AIMA si pronuncerà sul ricorso nei successivi
trenta giorni; decorso il predetto termine, senza che l’organo adito
abbia comunicato la decisione, il ricorso si intende respinto a tutti
gli effetti e contro il provvedimento impugnato è esperibile il
ricorso all’autorità giurisdizionale competente o quello
straordinario al Presidente della Repubblica (1).
4. Ai fini della trattenuta e del versamento del prelievo
supplementare, eventualmente dovuto per il periodo 1995-1996, gli
acquirenti sono tenuti a considerare esclusivamente le quote
individuali risultanti dai bollettini di aggiornamento di cui al
comma 1.

(1) L’AIMA è stata soppressa dall’art. 1, d.lg. 27 maggio 1999, n.
165, istitutivo, tra l’altro, dell’Agenzia per le erogazioni in
agricoltura, ente di diritto pubblico.
(2) Abroga l’art. 2-bis, d.l. 23 dicembre 1994, n. 727, conv. in l.
24 febbraio 1995, n. 46, a decorrere dal periodo 1995-1996.

Art. 3.

Modifiche alla legge 26 novembre 1992, n. 468, e altre disposizioni.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).
3. Limitatamente al periodo 1995-1996, l’AIMA effettua la
compensazione nazionale entro il 25 settembre 1996, con riferimento
ai bollettini di aggiornamento di cui all’articolo 2, comma 1, e
tenuto conto dell’esito dei ricorsi di cui al comma 3 del medesimo
articolo; gli acquirenti versano il prelievo supplementare entro il
31 gennaio 1997 sulla base di appositi elenchi redatti dall’AIMA a
seguito della suddetta compensazione nazionale (3).
4. Secondo quanto previsto dall’articolo 8 del regolamento CEE n.
3950/92 del Consiglio del 28 dicembre 1992, l’AIMA adotta a partire
dal 1° gennaio 1997 un programma volontario di abbandono totale o
parziale della produzione lattiera, previa corresponsione di una
indennità a ciascun produttore per la cessione delle quote latte di
cui è titolare, che confluiscono nella riserva nazionale (3) (4).
5. L’AIMA provvede alla riassegnazione delle quote di cui al comma
4 ai produttori che ne facciano richiesta, ad un prezzo pari
all’indennità versata, in base ai seguenti criteri di priorità,
applicati in modo da assicurare che i quantitativi siano totalmente
riattribuiti nella regione o nella provincia autonoma di provenienza
e che le quote abbandonate dai produttori delle zone di montagna
siano attribuite a produttori con azienda ubicata in dette zone:
a) giovani agricoltori di cui all’articolo 4, comma 2, del
decreto 27 dicembre 1994, n. 762 del Ministro per le politiche
agricole;
b) produttori con azienda ubicata nelle zone montane di cui alla
direttiva n. 75/268 CEE del Consiglio del 28 aprile 1975;
c) produttori a cui è stata ridotta la quota B ai sensi
dell’articolo 2 della legge 24 febbraio 1995, n. 46, nei limiti della
quota ridotta, la cui complessiva produzione annuale non superi le
200 tonnellate;
c-bis) altri produttori a cui è stata ridotta la quota B ai sensi
dell’articolo 2 del decreto-legge 23 dicembre 1994, n. 727,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995, n. 46,
nei limiti della quota ridotta (3) (5).
5-bis. La riassegnazione delle quote è effettuata dall’AIMA nelle
regioni o nelle province autonome di provenienza, prevedendo un
periodo non inferiore a tre mesi per la presentazione delle domande.
Ove in tali regioni o province autonome non vengano presentate
domande o vengano presentate domande per un ammontare inferiore alle
disponibilità, l’AIMA provvede ad attribuire le quote non assegnate
su base nazionale (6).
6. All’anticipazione delle spese derivanti dalle operazioni di cui
ai commi 4 e 5 si provvede mediante utilizzo degli stanziamenti
iscritti nel bilancio di previsione dell’AIMA per l’anno 1996, previa
delibera del CIPE dovrà individuare anche l’importo dell’indennità e
le modalità di attuazione del programma.
6-bis. Il termine per la iscrizione delle imprese agricole e delle
società semplici presso le camere di commercio, industria,
artigianato ed agricoltura di cui alle disposizioni della legge 29
dicembre 1993, n. 580, e del decreto del Presidente della Repubblica
7 dicembre 1995, n. 581, è prorogato fino al 31 dicembre 1996.
6-ter. Nelle province autonome di Trento e di Bolzano alla
registrazione delle singole aziende agricole presso le camere di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura di cui alle
disposizioni della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e del D.P.R. 7
dicembre 1995, n. 581, si può provvedere d’ufficio su iniziativa
dell’ispettorato provinciale dell’agricoltura in base alle risultanze
degli schedari ufficiali dei masi tenuti dall’assessorato per
l’agricoltura (7).

(1) Sostituisce il comma 12 dell’art. 5, l. 26 novembre 1992, n.
468.
(2) Aggiunge il comma 12-bis all’art. 5, l. 26 novembre 1992, n.
468.
(3) Per una sospensione del programma per l’abbandono volontario di
cui al presente comma, vedi l’art. 1-bis, d.l. 7 maggio 1997, n. 118,
conv. in l. 3 luglio 1997, n. 204. In deroga a quanto previsto in
tema di compensazione vedi l’art. 13, d.l. 30 gennaio 1998, n. 6,
conv. in l. 30 marzo 1998, n. 61.
(4) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1998, n. 398,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma,
nella parte in cui prevede l’adozione di un piano di abbandono totale
o parziale della produzione lattiera senza che su di esso sia stato
previamente acquisito il parere delle Regioni e delle Province
autonome.
(5) La Corte costituzionale, con sentenza 11 dicembre 1998, n. 398,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma,
nella parte in cui attribuisce all’AIMA anziché alle Regioni e alle
Province autonome il compito di provvedere alla riassegnazione, in
ambito regionale e provinciale, delle quote latte abbandonate e nella
parte in cui stabilisce i criteri in base ai quali la riassegnazione
di dette quote deve essere effettuata.
(6) La Corte costituzionale, con se…

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