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LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150

LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150 - Legge urbanistica (G.U. n. 244, 16 ottobre 1942, Serie Generale)

LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150

Legge urbanistica

(G.U. n. 244, 16
ottobre 1942, Serie Generale)

TITOLO I
Ordinamento statale dei
servizi urbanistici

Art. 1

Disciplina dell’attività urbanistica e
suoi scopi

[1] L’assetto e l’incremento edilizio dei centri abitati e
lo sviluppo urbanistico in genere nel territorio del Regno sono
disciplinati dalla presente legge.

[2] Il Ministero dei lavori
pubblici vigila sull’attività urbanistica anche allo scopo di
assicurare, nel rinnovamento ed ampliamento edilizio delle città, il
rispetto dei caratteri tradizionali, di favorire il disurbanamento e
di frenare la tendenza all’urbanesimo.

Art. 2

Competenza consultiva
del Consiglio superiore dei lavori pubblici

[1] Il Consiglio
superiore dei lavori pubblici è l’organo di consulenza tecnica del
Ministero dei lavori pubblici per i progetti e le questioni di
interesse urbanistico.

Art. 3

Istituzione delle sezioni urbanistiche
compartimentali

[1] Nelle sedi degli Ispettorati compartimentali del
Genio civile e degli Uffici decentrati del Ministero dei lavori
pubblici sono istituite sezioni urbanistiche rette da funzionari del
ruolo architetti, ingegneri urbanisti del Genio civile.

[2] Le
sezioni urbanistiche compartimentali promuovono, vigilano e coordinano
l’attività urbanistica nella rispettiva circoscrizione.

TITOLO
II
Disciplina urbanistica

CAPO I
Modi di attuazione

Art. 4

Piani
regolatori e norme sull’attività costruttiva

[1] La disciplina
urbanistica si attua a mezzo dei piani regolatori territoriali, dei
piani regolatori comunali e delle norme sull’attività costruttiva
edilizia, sancite dalla presente legge o prescritte a mezzo di
regolamenti.

CAPO II
Piani territoriali di coordinamento

Art.
5

Formazione ed approvazione dei piani territoriali di
coordinamento

[1] Allo scopo di orientare o coordinare l’attività
urbanistica da svolgere in determinate parti del territorio nazionale,
il Ministero dei lavori pubblici ha facoltà di provvedere, su parere
del Consiglio superiore dei lavori pubblici, alla compilazione di
piani territoriali di coordinamento fissando il perimetro di ogni
singolo piano.

[2] Nella formazione dei detti piani devono stabilirsi
le direttive da seguire nel territorio considerato, in rapporto
principalmente:

a) alle zone da riservare a speciali destinazioni
ed a quelle soggette a speciali vincoli o limitazioni di legge;

b)
alle località da scegliere come sedi di nuovi nuclei edilizi od
impianti di particolare natura ed importanza;

c) alla rete delle
principali linee di comunicazioni stradali, ferroviarie, elettriche,
navigabili esistenti e in programma.

[3] I piani, elaborati
d’intesa con le altre amministrazioni interessate e previo parere del
Consiglio superiore dei lavori pubblici, sono approvati per decreto
reale su proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto col
Ministro per le comunicazioni, quando interessino impianti ferroviari,
e col Ministro per le corporazioni, ai fini della sistemazione delle
zone industriali nel territorio nazionale.

[4] Il decreto di
approvazione viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno, ed
allo scopo di dare ordine e disciplina anche all’attività privata, un
esemplare del piano approvato deve essere depositato, a libera visione
del pubblico, presso ogni comune il cui territorio sia compreso, in
tutto o in parte, nell’ambito del piano medesimo.

Art. 6

Durata ed
effetti dei piani territoriali di coordinamento

[1] Il piano
territoriale di coordinamento ha vigore a tempo indeterminato e può
essere variato con decreto reale previa la osservanza della procedura
che sarà stabilita dal regolamento di esecuzione della presente
legge.

[2] I comuni, il cui territorio sia compreso in tutto o in
parte nell’ambito di un piano territoriale di coordinamento, sono
tenuti ad uniformare a questo il rispettivo piano regolatore
comunale.

CAPO III
Piani regolatori comunali

SEZIONE I
Piani
regolatori generali

Art. 7

Contenuto del piano generale(1)

[1] Il
piano regolatore generale deve considerare la totalità del territorio
comunale.

[2] Esso deve indicare essenzialmente:

1) la rete delle
principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e
dei relativi impianti;

2) la divisione in zone del territorio
comunale con la precisazione delle zone destinate all’espansione
dell’aggregato urbano e la determinazione dei vincoli e dei caratteri
da osservare in ciascuna zona(68);

3) le aree destinate a formare
spazi di uso pubblico o sottoposte a speciali servitù(68);

4) le
aree da riservare ad edifici pubblici o di uso pubblico nonché ad
opere ed impianti di interesse collettivo o sociale(68);

5) i
vincoli da osservare nelle zone a carattere storico, ambientale,
paesistico;

6) le norme per l’attuazione del piano.

(1)Articolo
sostituito dall’art. 1, L.19 novembre 1968, n. 1187, a decorrere dal 5
dicembre 1968.

(68)La Corte costituzionale, con sentenza 20 maggio
1999, n. 179, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del
combinato disposto del presente articolo, nn. 2, 3 e 4, del successivo
art. 40, e dell’art. 2, comma 1, L. 19 novembre 1968, n. 1187, nella
parte in cui consente all’Amministrazione di reiterare i vincoli
urbanistici scaduti, preordinati all’espropriazione o che comportino
l’inedificabilità, senza la previsione di indennizzo.

Art.
7

Contenuto del piano generale(3)

[1] Il piano regolatore generale
di un comune deve considerare la totalità del territorio
comunale.

[2] Esso deve indicare essenzialmente:

1) la rete delle
principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e, laddove
occorra, navigabili, concepita per la sistemazione e lo sviluppo
dell’abitato, in modo da soddisfare alle esigenze del traffico,
dell’igiene e del pubblico decoro;

2) la divisione in zone del
territorio, con precisazione di quelle destinate all’espansione
dell’aggregato urbano, ed i caratteri e vincoli di zona da osservare
nell’edificazione(2);

3) le aree destinate a formare spazi di uso
pubblico o sottoposte a speciale servitù(2);

4) le aree da
riservare a sede della cassa comunale e della casa del fascio, alla
costruzione di scuole e di chiese e ad opere ed impianti d’interesse
pubblico in generale(2).

(2)La Corte costituzionale, con sentenza
29 maggio 1968, n. 55, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale
del presente numero nella parte in cui non prevede un indennizzo per
l’imposizione di limitazioni operanti immediatamente e a tempo
indeterminato nei confronti dei diritti reali, quando le limitazioni
stesse abbiano contenuto espropriativo nei sensi indicati in
motivazione.

(3)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 19
novembre 1968, n. 1187.

Art. 8

Formazione del piano regolatore
generale

[1] I comuni hanno la facoltà di formare il piano regolatore
generale del proprio territorio. La deliberazione con la quale il
Consiglio comunale decide di procedere alla formazione del piano non è
soggetta a speciale approvazione e diviene esecutiva in conformità
dell’art. 3 della legge 9 giugno 1947, n. 530; la spesa conseguente è
obbligatoria(4).

[2] La formazione del piano è obbligatoria per tutti
i comuni compresi in appositi elenchi da approvarsi con decreto del
Ministro per i lavori pubblici di concerto con i Ministri per
l’interno e per le finanze, sentito il Consiglio superiore dei lavori
pubblici.

[3] Il primo elenco sarà approvato non oltre un anno
dall’entrata in vigore della presente legge.

[4] I comuni compresi
negli elenchi di cui al secondo comma devono procedere alla nomina dei
progettisti per la formazione del piano regolatore generale entro tre
mesi dalla data del decreto ministeriale con cui è stato approvato il
rispettivo elenco, nonché alla deliberazione di adozione del piano
stesso entro i successivi dodici mesi ed alla presentazione al
Ministero dei lavori pubblici per l’approvazione entro due anni dalla
data del sopracitato decreto ministeriale(4).

[5] Trascorso ciascuno
dei termini sopra indicati il prefetto, salvo il caso di proroga non
superiore ad un anno concessa dal Ministro per i lavori pubblici su
richiesta motivata del comune convoca il Consiglio comunale per gli
adempimenti relativi da adottarsi entro il termine di 30
giorni(4).

[6] Decorso quest’ultimo termine il prefetto, d’intesa con
il provveditore regionale alle opere pubbliche, nomina un commissario
per la designazione dei progettisti, ovvero per l’adozione del piano
regolatore generale o per gli ulteriori adempimenti necessari per la
presentazione del piano stesso al Ministero dei lavori pubblici.

[7]
Nel caso in cui il piano venga restituito per modifiche, integrazioni
o rielaborazioni al comune, quest’ultimo provvede ad adottare le
proprie determinazioni nel termine di 180 giorni dalla restituzione.
Trascorso tale termine si applicano le disposizioni dei commi
precedenti(5).

[8] Nel caso di compilazione o di rielaborazione
d’ufficio del piano, il prefetto promuove d’intesa con il provveditore
regionale alle opere pubbliche l’iscrizione d’ufficio della relativa
spesa nel bilancio comunale(5).

[9] Il piano regolatore generale è
approvato entro un anno dal suo inoltro al Ministero dei lavori
pubblici.

(4)Comma sostituito dall’art. 1, L. 6 agosto 1967, n. 765,
a decorrere dal 1° settembre 1967.

(5)Comma aggiunto dall’art. 1, L.
6 agosto 1967, n. 765 , a decorrere dal 1° settembre 1967.

Art.
8

Formazione del piano regolatore generale(6)

[1] Ogni comune del
regno ha facoltà di formare il piano regolatore del proprio
territorio.

[2] La formazione del piano è obbligatoria per tutti i
comuni compresi in appositi elenchi da approvarsi con decreto del
ministro per i lavori pubblici di concerto con i ministri per
l’interno e per le finanze, sentito il consiglio superiore dei lavori
pubblici.

[3] Il primo elenco sarà approvato non oltre un anno

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LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150

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