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LEGGE 21 dicembre 2001, n.443

LEGGE 21 dicembre 2001, n.443 - Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attivita' produttive. (GU n. 299 del 27-12-2001- Suppl. Ordinario n.279)

LEGGE 21 dicembre 2001, n.443

Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti
produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle
attivita’ produttive.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga
la seguente legge:

Art. 1.
(Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti
produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle
attivita’ produttive)

1. Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali
delle regioni, individua le infrastrutture pubbliche e private e gli
insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse
nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del
Paese. L’individuazione e’ operata, sentita la Conferenza unificata
di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
a mezzo di un programma, formulato su proposta dei Ministri
competenti, sentite le regioni interessate, ovvero su proposta delle
regioni, sentiti i Ministri competenti, e inserito nel Documento di
programmazione economico-finanziaria, con indicazione degli
stanziamenti necessari per la loro realizzazione. Nell’individuare le
infrastrutture e gli insediamenti strategici di cui al presente comma
il Governo procede secondo finalita’ di riequilibrio socio-economico
fra le aree del territorio nazionale. Il programma tiene conto del
Piano generale dei trasporti. L’inserimento nel programma di
infrastrutture strategiche non comprese nel Piano generale dei
trasporti costituisce automatica integrazione dello stesso. Il
Governo indica nel disegno di legge finanziaria ai sensi
dell’articolo 11, comma 3, lettera i-ter, della legge 5 agosto 1978,
n. 468, e successive modificazioni, le risorse necessarie, che
integrano i finanziamenti pubblici, comunitari e privati allo scopo
disponibili. In sede di prima applicazione della presente legge il
programma e’ approvato dal CIPE entro il 31 dicembre 2001.
2. Il Governo e’ delegato ad emanare, nel rispetto delle
attribuzioni costituzionali delle regioni, entro dodici mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti
legislativi volti a definire un quadro normativo finalizzato alla
celere realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti
individuati ai sensi del comma 1, a tal fine riformando le procedure
per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e l’autorizzazione
integrata ambientale, limitatamente alle opere di cui al comma 1 e
comunque nel rispetto del disposto dell’articolo 2 della direttiva
85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985, come modificata dalla
direttiva 97/11/CE del Consiglio del 3 marzo 1997 e introducendo un
regime speciale, anche in deroga agli articoli 2, da 7 a 16, 19, 20,
21, da 23 a 30, 32, 34, 37-bis, 37-ter e 37-quater della legge 11
febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, nonche’ alle
ulteriori disposizioni della medesima legge che non siano necessaria
ed immediata applicazione delle direttive comunitarie, nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) disciplina della tecnica di finanza di progetto per finanziare
e realizzare, con il concorso del capitale privato, le infrastrutture
e gli insediamenti di cui al comma 1;
b) definizione delle procedure da seguire in sostituzione di
quelle previste per il rilascio dei provvedimenti concessori o
autorizzatori di ogni specie; definizione della durata delle medesime
non superiore a sei mesi per la approvazione dei progetti
preliminari, comprensivi di quanto necessario per la localizzazione
dell’opera d’intesa con la regione o la provincia autonoma
competente, che, a tal fine, provvede a sentire preventivamente i
comuni interessati, e, ove prevista, della VIA; definizione delle
procedure necessarie per la dichiarazione di pubblica utilita’,
indifferibilita’ ed urgenza e per la approvazione del progetto
definitivo, la cui durata non puo’ superare il termine di ulteriori
sette mesi; definizione di termini perentori per la risoluzione delle
interferenze con servizi pubblici e privati, con previsione di
responsabilita’ patrimoniali in caso di mancata tempestiva
risoluzione;
c) attribuzione al CIPE, integrato dai presidenti delle regioni
interessate, del compito di valutare le proposte dei promotori, di
approvare il progetto preliminare e definitivo, di vigilare sulla
esecuzione dei progetti approvati, adottando i provvedimenti
concessori ed autorizzatori necessari, comprensivi della
localizzazione dell’opera e, ove prevista, della VIA istruita dal
competente Ministero. Il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti cura le istruttorie, formula le proposte ed assicura il
supporto necessario per l’attivita’ del CIPE, avvalendosi,
eventualmente, di una apposita struttura tecnica, di advisor e di
commissari straordinari, che agiscono con i poteri di cui
all’articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135;
d) modificazione della disciplina in materia di conferenza di
servizi, con la previsione della facolta’, da parte di tutte le
amministrazioni competenti a rilasciare permessi e autorizzazioni
comunque denominati, di proporre, in detta conferenza, nel termine
perentorio di novanta giorni, prescrizioni e varianti migliorative
che non modificano la localizzazione e le caratteristiche essenziali
delle opere; le prescrizioni e varianti migliorative proposte in
conferenza sono valutate dal CIPE ai fini della approvazione del
progetto definitivo;
e) affidamento, mediante gara ad evidenza pubblica nel rispetto
delle direttive dell’Unione europea, della realizzazione delle
infrastrutture strategiche ad un unico soggetto contraente generale o
concessionario;
f) disciplina dell’affidamento a contraente generale, con
riferimento all’articolo 1 della direttiva 93/37/CEE del Consiglio
del 14 giugno 1993, definito come esecuzione con qualsiasi mezzo di
un’opera rispondente alle esigenze specificate dal soggetto
aggiudicatore; il contraente generale e’ distinto dal concessionario
di opere pubbliche per l’esclusione dalla gestione dell’opera
eseguita ed e’ qualificato per specifici connotati di capacita’
organizzativa e tecnico-realizzativa, per l’assunzione dell’onere
relativo all’anticipazione temporale del finanziamento necessario
alla realizzazione dell’opera in tutto o in parte con mezzi
finanziari privati, per la liberta’ di forme nella realizzazione
dell’opera, per la natura prevalente di obbligazione di risultato
complessivo del rapporto che lega detta figura al soggetto
aggiudicatore e per l’assunzione del relativo rischio; previsione
dell’obbligo, da parte del contraente generale, di prestazione di
adeguate garanzie e di partecipazione diretta al finanziamento
dell’opera o di reperimento dei mezzi finanziari occorrenti;
g) previsione dell’obbligo per il soggetto aggiudicatore, nel
caso in cui l’opera sia realizzata prevalentemente con fondi
pubblici, di rispettare la normativa europea in tema di evidenza
pubblica e di scelta dei fornitori di beni o servizi, ma con
soggezione ad un regime derogatorio rispetto alla citata legge n. 109
del 1994 per tutti gli aspetti di essa non aventi necessaria
rilevanza comunitaria;
h) introduzione di specifiche deroghe alla vigente disciplina in
materia di aggiudicazione di lavori pubblici e di realizzazione degli
stessi, fermo il rispetto della normativa comunitaria, finalizzate a
favorire il contenimento dei tempi e la massima flessibilita’ degli
strumenti giuridici; in particolare, in caso di ricorso ad un
contraente generale, previsione che lo stesso, ferma restando la sua
responsabilita’, possa liberamente affidare a terzi l’esecuzione
delle proprie prestazioni con l’obbligo di rispettare, in ogni caso,
la legislazione antimafia e quella relativa ai requisiti prescritti
per gli appaltatori; previsione della possibilita’ di costituire una
societa’ di progetto ai sensi dell’articolo 37-quinquies della citata
legge n. 109 del 1994, anche con la partecipazione di istituzioni
finanziarie, assicurative e tecnico-operative gia’ indicate dallo
stesso contraente generale nel corso della procedura di affidamento;
previsione della possibilita’ di emettere titoli obbligazionari ai
sensi dell’articolo 37-sexies della legge n. 109 del 1994, ovvero di
avvalersi di altri strumenti finanziari, con la previsione del
relativo regime di garanzia di restituzione, anche da parte di
soggetti aggiudicatori, ed utilizzazione dei medesimi titoli e
strumenti finanziari per la costituzione delle riserve bancarie o
assicurative previste dalla legislazione vigente;
i) individuazione di adeguate misure atte a valutare, ai fini di
una migliore realizzazione dell’opera, il regolare assolvimento degli
obblighi assunti dal contraente generale nei confronti di terzi ai
quali abbia affidato l’esecuzione di proprie prestazioni;
l) previsione, in caso di concessione di opera pubblica unita a
gestione della stessa, e tenuto conto della redditivita’ potenziale
della stessa, della possibilita’ di corrispondere al concessionario,
anche in corso d’opera e nel rispetto dei limiti determinati in sede
di gara, un prezzo in aggiunta al diritto di sfruttamento economico
dell’opera, anche a fronte della prestazione successiva di beni o
servizi allo stesso so…

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