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Legge 21 maggio 1998, n. 164, concernente misure in materia di pesca e di acquacoltura

Legge 21 maggio 1998, n. 164, concernente misure in materia di pesca e di acquacoltura - Modalita' di attuazione del piano per lo sviluppo dell'acquacoltura in acque dolci.

CIRCOLARE 1 settembre 1999, n.880
Legge 21 maggio 1998, n. 164, concernente misure in materia di
pesca e di acquacoltura – Modalita’ di attuazione del piano per lo
sviluppo dell’acquacoltura in acque dolci.
Alle associazioni di categoria
Alle regioni
Alle province autonome di Trento e Bolzano
e, per conoscenza:
Alla Commissione europea – D.G. XIV – Pesca
Al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica
Alle capitanerie di porto
Alle associazioni sindacali di settore
Premessa
La legge 21 maggio 1998, n. 164, consente, tra l’altro, di dare
attuazione ai finanziamenti previsti ad integrazione del V piano
nazionale della pesca e dell’acquacoltura, con l’assegnazione di
risorse finanziarie per il biennio 1998/1999 da destinare ad
interventi per l’acquacoltura in acque dolci.
L’art. l della citata legge, al comma 6, autorizza il Ministro per
le politiche agricole ad aggiornare il citato piano nazionale
comprendendo tra gli interventi finanziabili anche quelli diretti a
detto settore.
Il piano integrativo, di cui si allega il testo completo, e’ stato
approvato dal CIPE in data 21 aprile 1999 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio 1999).
Azioni finanziarie
Il piano, dal costo complessivo di 15.500 milioni di lire
(8.005.082 euro) e’ finalizzato a ridurre l’impatto ambientale
degli impianti di piscicoltura intensiva, a valorizzare le
produzioni degli ambienti lacustri, a favorire campagne di
sensibilizzazione per produzioni e consumi ecocompatibili nonche’ a
potenziare la ricerca biotecnologica per il controllo delle
patologie.
Misura l – Riduzione impatto ambientale.
Tale misura e’ strettamente finalizzata alla riduzione degli
impatti ambientali degli impianti intensivi di troticoltura, sia da
carne che da ripopolamento, degli impianti di anguillicoltura,
degli allevamenti intensivi di pesce gatto e degli impianti di
storioni. Detta misura si riferisce esclusivamente ad impianti che
utilizzano acque dolci.
La riduzione degli impatti per rendere le acque idonee alle
normative vigenti riguarda anche gli impianti installati
direttamente nei canali di allevamento. Gli investimenti di
carattere fondiario relativi ad impianti di trattamento dei reflui
non sono previsti dalla misura. La riduzione di impatti visuali e’
considerata nell’ambito della misura stessa, ma in seconda
priorita’ rispetto agli interventi diretti alla qualita’ delle
acque.
Essa, inoltre, comprende interventi volti a rendere gli impianti di
allevamento ittico, ubicati in aree sensibili, “sistemi integrati
di tutela ambientale”.
Alla misura sono assegnate risorse finanziarie per lire 7.000
milioni (3.615.198 euro) da utilizzare esclusivamente quale
concorso negli interessi su prestiti o mutui, contratti con banche,
di durata non superiore a 10 anni, per le finalita’ di cui sopra.
Il concorso e’ liquidato in forma attualizzata direttamente ai
soggetti richiedenti ad avvenuta erogazione del prestito o del
mutuo da parte della banca prescelta. La banca, in caso di parziale
o totale anticipata estinzione dell’operazione, e’ obbligata a
darne comunicazione al Ministero e a recuperare – su incarico del
Ministero e con rivalsa di oneri – la quota di agevolazione non
spettante calcolata dal Ministero medesimo ed a versarla
all’entrata del bilancio dello Stato – Capitolo 3590 – Capo XVII:
“Entrate eventuali e diverse concernenti il Ministero per le
politiche agricole”. L’importo da recuperare, attualizzato alla
data dell’effettivo versamento sul capitolo 3590, e’ calcolato
applicando gli stessi tassi utilizzati in sede di concessione
dell’agevolazione. L’originale della quietanza, modello 121T,
recante l’indicazione del capo, capitolo, importo e causale, deve
essere trasmessa al Ministero.
Ai fini applicativi sono richiamate le modalita’ di attuazione
della legge n. 302/1989 fissate con il decreto ministeriale 11
marzo 1997 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 108 del 12
maggio 1997) e con la successiva circolare esplicativa, n. 6232786
dell’11 febbraio 1998 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67
del 21 marzo 1998).
Si sottolinea che per la determinazione dell’entita’
dell’agevolazione si terra’ conto degli interessi composti e non
semplici come richiesto per la normativa richiamata. Misura 2 –
Valorizzazione delle produzioni.
Sono ascrivibili a questa misura le iniziative finalizzate a
valorizzare le produzioni degli ambienti lacustri e fluviali
attraverso:
il potenziamento degli incubatoi;
il miglioramento qualitativo delle specie da ripopolamento;
la realizzazione, da parte delle associazioni di categoria, di
azioni di sensibilizzazione degli operatori presso la
pescaacquacoltura responsabile;
la definizione di criteri di qualita’;
la realizzazione di impianti per la produzione di specie destinate
al ripopolamento delle acque pubbliche.
Sono finanziabili impianti di avannotteria da ripopolamento,
limitatamente a specie autoctone ad eccezione dei coregoni, che
rispondano a requisiti gestionali tali da garantire la
conservazione della biodiversita’ in ambienti lacustri e fluviali.
Il finanziamento e’ destinato prioritariamente alle iniziative
promosse da enti locali. Sono ammissibili anche interventi proposti
da imprese di provata esperienza settoriale.
I contributi assegnati a dette iniziative ammontano a 4.000 milioni
di lire (2.065.828 euro).
Misura 3 – Campagne di sensibilizzazione.
Per la valorizzazione dei prodotti delle acque interne pubbliche,
con particolare riferimento ai laghi in cui si esercita la pesca
professionale, sono destinati contributi per lire 3.000 milioni
(1.549.371 euro).
La misura prevede il sostegno alle attivita’ pilota (sperimentali)
che non superino il costo di lire 100 milioni, e che comprendano
modalita’ di autocertificazione e di relazioni innovative tra
produttori e consumatori.
Sono finanziabili, inoltre, iniziative promosse dalle associazioni
di categoria volte a sensibilizzare gli operatori del comparto per
una migliore e corretta gestione dell’ambiente in cui operano,
indirizzandoli verso sistemi di produzione ecocompatibili. La
misura considera prioritari gli interventi promossi dalle
cooperative di pesca nelle acque interne per i quali e’ riservato
il 75% delle risorse assegnate alla misura.
Misura 4 – Ricerca biotecnologica.
Gli interventi sono finalizzati a potenziare la ricerca
biotecnologica per:
accelerare i processi di controllo di patologie emergenti
privilegiando la messa a punto di vaccini;
sostenere le applicazioni biotecnologiche compatibili;
avviare ricerche conoscitive sulle disponibilita’ di farmaci
innovativi disponibili sul mercato internazionale e attivare, a
livello nazionale, processi di omologazione.
Alla misura sono destinati contributi per 1.500 milioni di lire
(774.685 euro)
Modalita’ di presentazione della domanda
La richiesta di intervento agevolativo deve essere presentata al
Ministero per le politiche agricole – Direzione generale della
pesca e dell’acquacoltura – Viale dell’Arte n. 16 – 00144 Roma,
entro il 30 ottobre 1999.
Le domande gia’ acquisite agli atti devono essere ripresentate
aggiornandole ai sensi della presente circolare entro il 30 ottobre
1999. Puo’ essere richiamata la documentazione gia’ presentata. La
domanda di finanziamento, firmata dal titolare della ditta o dal
legale rappresentante, in caso di persona giuridica, deve indicare
chiaramente la legge di intervento e la misura per la quale si
chiede l’agevolazione. La domanda stessa, inoltre, deve riportare i
seguenti dati o attestazioni:
cognome e nome del richiedente;
indirizzo, numero di telefono e di fax;
codice fiscale;
partita IVA o esplicita dichiarazione di non esserne in possesso;
modalita’ di accreditamento dell’agevolazione:
n. di conto corrente, codice ABI e codice CAB;
sintetica descrizione del progetto;
dichiarazione di proprieta’ o del titolo di utilizzo dei beni
oggetto di intervento;
la spesa preventivata;
tempi previsti per la realizzazione;
dichiarazione di non aver ricevuto altre agevolazioni e/o
presentato domande di contributo per la medesima iniziativa;
elenco dei documenti prodotti. Alla domanda deve essere allegata la
seguente documentazione:
1) certificato della camera di commercio riportante la non
sussistenza a carico dell’impresa di procedure fallimentari nonche’
la dicitura antimafia;
2) certificato prefettizio, per le cooperative;
3) copia autenticata dell’atto costitutivo e dello statuto vigente,
per le societa’ e associazioni;
4) relazione descrittiva delle iniziative da realizzare, con
allegati:
progetto esecutivo;
documentazione attestante la richiesta all’autorita’ competente di
autorizzazione alla realizzazione di opere previste dal progetto
(ove necessaria);
computo metricoestimativo, firmato da un tecnico abilitato per le
opere edili ed affini;
almeno due preventivi per la fornitura di beni e/o servizi;
riepilogo della spesa preventivata. Nei casi di richiesta di
agevolazione per piu’ misure e’ necessario presentare distinte
domande, di cui una completa della citata documentazione e le altre
con la sola relazione di cui al punto 4 con i relativi allegati.
Misure e modalita’ di intervento
Per quanto riguarda le misure e le modalita’ di intervento si
applicano quelle previste dalla legge 17 febbraio 1982, n. 41, e
successive modificazioni e, in mancanza, quelle di attuazione degli
interventi comunitari previsti dallo strumento finanziario di
orientamento della pesca – SFOP.
Ai fini dell’ammissibilita’ delle spese saranno ritenute valide
quelle…

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