LEGGE 22 dicembre 1980, n. 925 - Nuove norme relative ai sovracanoni in tema di concessioni di derivazioni d'acqua per produzione di forza motrice | Architetto.info

LEGGE 22 dicembre 1980, n. 925 – Nuove norme relative ai sovracanoni in tema di concessioni di derivazioni d’acqua per produzione di forza motrice

LEGGE 22 dicembre 1980, n. 925 - Nuove norme relative ai sovracanoni in tema di concessioni di derivazioni d'acqua per produzione di forza motrice - (G.U. n. 4, 6 gennaio 1981, Serie Generale)

LEGGE 22 dicembre 1980, n. 925
Nuove norme relative ai sovracanoni in
tema di concessioni di derivazioni d’acqua per produzione di forza
motrice
(G.U. n. 4, 6 gennaio 1981, Serie Generale)
La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE
DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1
La misura del
sovracanone (1a) annuo dovuto, ai sensi dell’ottavo comma dell’art. 1
della legge 27 dicembre 1953, n. 959, dai concessionari di derivazioni
d’acqua per produzioni di forza motrice, con potenza nominale media
superiore a chilowatt 220, è rivalutata a lire 4.500(1), per chilowatt
di potenza nominale a decorrere dal 1° gennaio 1980.
(1)Importo
elevato a lire 15.944 per il biennio 1° gennaio 1996-31 dicembre 1997,
dall’art. unico, D.M. 28 novembre 1995; a lire 16.677 per il biennio
1° gennaio 1998-31 dicembre 1999, dall’art. unico, D.M. 27 novembre
1997; a lire 17.261 per il biennio 1° gennaio 2000-31 dicembre 2001
dall’art. unico, decreto 21 dicembre 1999; a lire 18.176 per il
biennio 1° gennaio 2002-31 dicembre 2003 dall’articolo unico D.M. 11
dicembre 2001.
(1a) Per la misura del sovracanone a carico degli
impianti idroelettrici collocati in ambito montano, vedi l’art. 28,
comma 4, L. 30 aprile 1999, n. 136.
Art. 2
Con la stessa decorrenza i
sovracanoni previsti dall’art. 53 del testo unico approvato con regio
decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e successive modificazioni, sono
conferiti nella misura fissa di lire 1.200(2) per ogni chilowatt di
potenza nominale media concessa o riconosciuta per le derivazioni di
acqua con potenza superiore a chilowatt 220.
Il riparto del gettito
annuo può avvenire con accordo diretto, ratificato con decreto del
Ministro delle finanze, fra i comuni e le provincie beneficiarie del
sovracanone.
In caso di mancato accordo lo stesso Ministro delle
finanze, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, procederà
d’ufficio alla liquidazione e ripartizione delle somme.
Per le
concessioni per le quali abbia già avuto luogo la liquidazione del
sovracanone alla data di entrata in vigore della presente legge, lo
stesso sovracanone verrà automaticamente conferito nella misura fissa
di cui al primo comma del presente articolo e con eguale decorrenza.
Il riparto del gettito stabilito tra i beneficiari non subisce
modificazioni, salvo l’accoglimento di motivate richieste dei
beneficiari medesimi.
(2)Importo elevato a L. 4.250 per il periodo dal
1° gennaio 1996 al 31 dicembre 1997, dall’art. unico, D.M. 26 gennaio
1996, a L. 4.445 per il periodo dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre
1999, dall’art. unico, D.M. 16 gennaio 1998, a L. 4.601 per il periodo
dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2001 dall’art. unico, decreto 30
novembre 1999 e, successivamente, a Euro 2,50 (equivalenti a L. 4.845)
per il periodo dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2003 dall’art.
unico, decreto 26 novembre 2001.
Art. 3
Il Ministro dei lavori
pubblici per il sovracanone di cui all’art. 1 e il Ministro delle
finanze per il sovracanone di cui all’art. 2 della presente legge
provvedono ogni biennio, con decorrenza 1° gennaio 1982, alla
revisione delle misure degli stessi sulla base dei dati ISTAT relativi
all’andamento del costo della vita.Misure del sovracanone annuo dovuto
dai concessionari di derivazMisure del sovracanone annuo su impianti
idroelettrici
I due provvedimenti devono essere emanati entro il 30
novembre dell’anno precedente alla decorrenza di ogni biennio.
Art.
4
La lettera b) del nono comma dell’art. 1 della legge 27 dicembre
1953, n. 959, deve essere interpretata nel senso che il sovracanone
decorre dalla data di entrata in funzione, anche parziale, degli
impianti; negli altri casi, pur in pendenza del decreto di
concessione.
Art. 5
Le regioni, ai sensi dell’ultimo comma dell’art.
117 della Costituzione, acquisito l`assenso della maggioranza dei
comuni e sentite le comunità montane, possono sciogliere i consorzi
per i bacini imbriferi montani, trasferendone alle comunità montane,
funzioni, beni mobili ed immobili, attività e passività, rapporti
giuridici, mezzi finanziari e proventi derivanti dai sovracanoni e
stabilendo le modalità con le quali i comuni non ricadenti nel
territorio di comunità montane, già consorziati e non, introitano i
sovracanoni loro spettanti.
Nel caso di comuni non appartenenti a
consorzi ma situati nel territorio di comunità montane, l’introito del
sovracanone è attribuito alla comunità montana a richiesta dei comuni
interessati.
Gli introiti previsti dalla presente legge vengono
utilizzati dai Consorzi per i bacini imbriferi montani, secondo le
indicazioni fornite dalle comunità montane sulla base dei loro piani o
programmi.
Art. 6
Per le provincie autonome di Trento e di Bolzano, si
applica l’art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo
1977, n. 235. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà
inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge dello Stato.

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