LEGGE 22 dicembre 2011, n. 214 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0256) - (GU n. 300 del 27-12-2011 | Architetto.info

LEGGE 22 dicembre 2011, n. 214 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0256) – (GU n. 300 del 27-12-2011

LEGGE 22 dicembre 2011, n. 214 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0256) - (GU n. 300 del 27-12-2011 - Suppl. Ordinario n.276) note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/12/2011

LEGGE 22 dicembre 2011 , n. 214

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’
e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0256)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni
urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti
pubblici, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in
allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 22 dicembre 2011

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei
Ministri e Ministro dell’economia e delle
finanze

Fornero, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali

Passera, Ministro dello sviluppo
economico

Visto, il Guardasigilli: Severino

LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati (atto n. 4829):
Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Monti), dal
Ministro dell’economia e delle finanze (Monti), dal Ministro del
lavoro e delle politiche sociali (Fornero) e dal Ministro per lo
sviluppo economico (Passera) il 6 dicembre 2011.
Assegnato alle commissioni riunite V (Bilancio, tesoro e
programmazione) e VI (Finanze), in sede referente, il 7 dicembre 2011
con pareri del Comitato per la legislazione e delle commissioni I,
II, III, IV, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV e Questioni
regionali.
Esaminato dalle commissioni riunite V e VI, in sede referente,
l’8, 9, 10, 11, 12 e 13 dicembre 2011.
Esaminato in aula il 14 e 15 dicembre 2011 ed approvato il 16
dicembre 2011.
Senato della Repubblica (atto n. 3066):
Assegnato alle commissioni riunite 5ª (Bilancio) e 6ª (Finanze e
tesoro), in sede referente, il 17 dicembre 2011 con pareri delle
commissioni 1ª, 2ª, 3ª, 4ª, 5ª, 7ª, 8ª, 9ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª, 14ª e
Questioni regionali.
Esaminato dalla 1ª commissione (Affari costituzionali), in sede
consultiva, sull’esistenza dei presupposti di costituzionalita’ il 19
e 20 dicembre 2011.
Esaminato dalle commissioni riunite 5ª e 6ª, in sede referente,
il 19 e 20 dicembre 2011.
Esaminato in aula il 21 dicembre 2011 ed approvato il 22 dicembre
2011.

Avvertenza:
Il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, e’ stato
pubblicato nel Supplemento ordinario n. 251 alla Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 284 del 6 dicembre 2011.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio di Ministri), le
modifiche apportate dalla presente legge di conversione
hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di
conversione e’ qui’ di seguito pubblicato.

Allegato

Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201

All’articolo 1:
al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «dei commi da 2 a 8»
sono aggiunte le seguenti: «del presente articolo»;
al comma 5, primo periodo, le parole: «nel primo anno di
applicazione della disposizione» sono sostituite dalle seguenti: «al
31 dicembre 2010».
All’articolo 2:
dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. All’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, e successive modificazioni, le parole: “ovvero delle
spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle
deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a),
1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n. 446 del
1997” sono soppresse.
1-ter. La disposizione di cui al comma 1-bis si applica a
decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012».
All’articolo 3:
al comma 1:
al primo periodo, le parole: «dopo la lett. n), e’ aggiunta la
seguente: “o)» sono sostituite dalle seguenti: «dopo la lettera n) e’
aggiunta la seguente: “n-bis)»;
l’ultimo periodo e’ soppresso;
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. L’esclusione delle spese di cui alla lettera n-bis) del
comma 4 dell’articolo 32 della legge 12 novembre 2011, n. 183,
introdotta dal comma 1 del presente articolo, opera per ciascuna
regione nei limiti definiti con i criteri di cui al comma 2 del
presente articolo»;
al comma 3, le parole: «Alla copertura degli oneri derivanti
dalla costituzione del predetto fondo» sono sostituite dalle
seguenti: «Alla compensazione degli effetti finanziari derivanti
dalla costituzione del fondo di cui al comma 2».
All’articolo 4:
al comma 1:
alle lettere a), b) e d), la parola: «16-bis)» e’ sostituita
dalla seguente: «16-bis»;
alla lettera c):
al capoverso «Art. 16-bis», comma 1, lettera a), le parole:
«, n. 1),» sono soppresse;
al capoverso «Art. 16-bis», comma 1, lettera c), sono
aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, anche anteriormente alla
data di entrata in vigore della presente disposizione»;
al capoverso «Art. 16-bis», comma 1, lettera e), le parole:
«situazioni di gravita’» sono sostituite dalle seguenti: «situazione
di gravita’»;
al capoverso «Art. 16-bis», comma 3, primo periodo, le
parole: «di cui di cui alle lett. c) e d) dell’articolo 3» sono
sostituite dalle seguenti: «di cui alle lettere c) e d) del comma 1
dell’articolo 3»;
al comma 4:
al primo periodo, le parole: «”31 dicembre 2012″» sono
sostituite dalle seguenti: «”31 dicembre 2012. Le disposizioni di cui
al citato comma 347 si applicano anche alle spese per interventi di
sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di
calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria”. Ai
relativi oneri, valutati in 6,58 milioni di euro per l’anno 2014 e in
2,75 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015, si provvede
mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento
del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio
triennale 2012-2014, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e
speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
2012, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali»;
al secondo periodo, la parola: «modificato» e’ sostituita
dalla seguente: «introdotto».
L’articolo 5 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 5. – (Introduzione dell’ISEE per la concessione di
agevolazioni fiscali e benefici assistenziali, con destinazione dei
relativi risparmi a favore delle famiglie). – 1. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da emanare, previo parere delle
Commissioni parlamentari competenti, entro il 31 maggio 2012, sono
rivisti le modalita’ di determinazione e i campi di applicazione
dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) al fine
di: adottare una definizione di reddito disponibile che includa la
percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale, e che
tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi
componenti della famiglia nonche’ dei pesi dei carichi familiari, in
particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a
carico; migliorare la capacita’ selettiva dell’indicatore,
valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale sita sia
in Italia sia all’estero, al netto del debito residuo per l’acquisto
della stessa e tenuto conto delle imposte relative; permettere una
differenziazione dell’indicatore per le diverse tipologie di
prestazioni. Con il medesimo decreto sono individuate le agevolazioni
fiscali e tariffarie nonche’ le provvidenze di natura assistenziale
che, a decorrere dal 1º gennaio 2013, non possono essere piu’
riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia
individuata con il decreto stesso. Con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono definite le modalita’ con cui
viene rafforzato il sistema dei controlli dell’ISEE, anche attraverso
la condivisione degli archivi cui accedono la pubblica
amministrazione e gli enti pubblici e prevedendo la costituzione di
una banca dati delle prestazioni sociali agevolate, condizionate
all’ISEE, attraverso l’invio telematico all’INPS, da parte degli enti
erogatori, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di
protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196, delle informazioni sui beneficiari e sulle
prestazioni concesse. Dall’attuazione del presente articolo non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. I risparmi derivanti dall’applicazione del presente
articolo a favore del bilancio dello Stato e degli enti nazionali di
previdenza e di assistenza sono versati all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnati al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali per l’attuazione di politiche sociali e
assistenziali. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
si provvede a determinare le modalita’ attuative di tale
riassegnazione».
All’articolo 6:
al comma 1, secondo periodo, dopo la parola: «difesa» sono
inserite le seguenti: «, vigili del fuoco».
Nel titolo I, dopo l’articolo 6 e’ aggiunto il seguente:
«Art. 6-bis. – (Remunerazione onnicomprensiva degli affidamenti
e degli sconfinamenti nei contratti di conto corrente e di apertura
di credito). – 1. Nel testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385,
dopo l’articolo 117 e’ inserito il seguente:
“Art. 117-bis. – (Remunerazione degli affidamenti e degli
sconfinamenti). – 1. I contratti di apertura di credito possono
prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione
onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla
somma messa a disposizione del cliente e alla durata
dell’affidamento, e un tasso di interesse debitore sulle somme
prelevate. L’ammontare della commissione non puo’ superare lo 0,5 per
cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente.
2. A fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero
oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura
di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente,
una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa,
espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di
interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento.
3. Le clausole che prevedono oneri diversi o non conformi
rispetto a quanto stabilito nei commi 1 e 2 sono nulle. La nullita’
della clausola non comporta la nullita’ del contratto.
4. Il CICR adotta disposizioni applicative del presente
articolo e puo’ prevedere che esso si applichi ad altri contratti per
i quali si pongano analoghe esigenze di tutela del cliente; il CICR
prevede i casi in cui, in relazione all’entita’ e alla durata dello
sconfinamento, non sia dovuta la commissione di istruttoria veloce di
cui al comma 2″».
All’articolo 7:
al comma 3 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Alla
compensazione degli effetti finanziari di cui al presente comma si
provvede mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate e
delle minori spese recate dal presente decreto».
All’articolo 8:
al comma 4, quarto periodo, le parole da: «, con imputazione
nell’ambito dell’unita’ di voto parlamentare» fino alla fine del
comma sono soppresse;
al comma 6: al primo periodo, la parola: «limitata» e’
sostituita dalla seguente: «limitato»;
al secondo periodo, le parole: «mantenere in vigore
l’operativita’ di cui al comma 1» sono sostituite dalle seguenti:
«prorogare l’efficacia delle disposizioni di cui al comma 1»;
al quarto periodo, dopo la parola: «presenta» sono inserite le
seguenti: «alla Commissione europea»;
al comma 7, le parole: «e conseguire» sono sostituite dalle
seguenti: «ne’ conseguire»;
al comma 10, lettera a), le parole: «, a partire dal 1º gennaio
2012,» sono sostituite dalle seguenti: «o, a partire dal 1º gennaio
2012,»;
al comma 14, alinea, la parola: «effettuate» e’ sostituita
dalle seguenti: «, derivanti dalle operazioni effettuate»;
al comma 15, lettera a), la parola: «ECAI» e’ sostituita dalle
seguenti: «agenzie esterne di valutazione del merito di credito
(ECAI)»;
al comma 23, alinea, le parole: «alle operazioni» sono
sostituite dalle seguenti: «alla garanzia»;
al comma 29, le parole: «del Testo unico bancario,» sono
sostituite dalle seguenti: «del testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre
1993, n. 385, e successive modificazioni,»;
al comma 30:
al primo periodo, le parole: «all’atto» sono sostituite dalle
seguenti: «dal momento»;
al quarto periodo, dopo le parole: «La disciplina
derogatoria» sono inserite le seguenti: «di cui al presente comma»;
al comma 31, secondo periodo, le parole: «in conformita’ dei
criteri» sono sostituite dalle seguenti: «in conformita’ ai criteri».
All’articolo 9:
al comma 1: all’alinea, le parole: «legge 6 febbraio 2011, n.
10,» sono sostituite dalle seguenti: «legge 26 febbraio 2011, n.
10,»;
alla lettera a), numero 1), le parole: «- o dei» sono
sostituite dalle seguenti: «, o dei» e le parole: «per legge -» sono
sostituite dalle seguenti: «per legge,»;
alla lettera b), capoverso 56-bis, primo periodo, la parola:
«relative» e’ sostituita dalla seguente: «relativa».
All’articolo 10:
al comma 1, alinea, le parole: «del TUIR» sono sostituite dalle
seguenti: «del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni,» e, dopo le parole: «nel comma 2» sono
inserite le seguenti: «del presente articolo»;
al comma 3, alinea, le parole: «potra’ essere previsto:» sono
sostituite dalle seguenti: «sono previsti, con le relative
decorrenze:»;
sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«13-bis. All’articolo 19 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni,
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
“1-bis. In caso di comprovato peggioramento della situazione
di cui al comma 1, la dilazione concessa puo’ essere prorogata una
sola volta, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a
condizione che non sia intervenuta decadenza. In tal caso, il
debitore puo’ chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo
della rata costante, rate variabili di importo crescente per ciascun
anno”.
13-ter. Le dilazioni di cui all’articolo 19 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive
modificazioni, concesse fino alla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, interessate dal mancato
pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate e, a tale
data, non ancora prorogate ai sensi dell’articolo 2, comma 20, del
decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, possono essere
prorogate per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a
condizione che il debitore comprovi un temporaneo peggioramento della
situazione di difficolta’ posta a base della concessione della prima
dilazione.
13-quater. All’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile
1999, n. 112, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
“1. Al fine di assicurare il funzionamento del servizio
nazionale della riscossione, per il presidio della funzione di
deterrenza e contrasto dell’evasione e per il progressivo
innalzamento del tasso di adesione spontanea agli obblighi tributari,
gli agenti della riscossione hanno diritto al rimborso dei costi
fissi risultanti dal bilancio certificato, da determinare
annualmente, in misura percentuale delle somme iscritte a ruolo
riscosse e dei relativi interessi di mora, con decreto non
regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, che tenga
conto dei carichi annui affidati, dell’andamento delle riscossioni
coattive e del processo di ottimizzazione, efficientamento e
riduzione dei costi del gruppo Equitalia Spa. Tale decreto deve, in
ogni caso, garantire al contribuente oneri inferiori a quelli in
essere alla data di entrata in vigore del presente decreto. Il
rimborso di cui al primo periodo e’ a carico del debitore:
a) per una quota pari al 51 per cento, in caso di pagamento
entro il sessantesimo giorno dalla notifica della cartella. In tal
caso, la restante parte del rimborso e’ a carico dell’ente creditore;
b) integralmente, in caso contrario”;
b) il comma 2 e’ abrogato;
c) il comma 6 e’ sostituito dai seguenti:
“6. All’agente della riscossione spetta, altresi’, il
rimborso degli specifici oneri connessi allo svolgimento delle
singole procedure, che e’ a carico:
a) dell’ente creditore, se il ruolo viene annullato per
effetto di provvedimento di sgravio o in caso di inesigibilita’;
b) del debitore, in tutti gli altri casi.
6.1. Con decreto non regolamentare del Ministro dell’economia
e delle finanze sono determinate:
a) le tipologie di spese oggetto di rimborso;
b) la misura del rimborso, da determinare anche
proporzionalmente rispetto al carico affidato e progressivamente
rispetto al numero di procedure attivate a carico del debitore;
c) le modalita’ di erogazione del rimborso”;
d) il comma 7-bis e’ sostituito dal seguente:
“7-bis. Sulle somme riscosse e riconosciute indebite non
spetta il rimborso di cui al comma 1”;
e) al comma 7-ter, le parole: “sono a carico dell’ente
creditore le spese vive di notifica della stessa cartella di
pagamento” sono sostituite dalle seguenti: “le spese di cui al primo
periodo sono a carico dell’ente creditore”.
13-quinquies. Il decreto di cui all’articolo 17, comma 1, del
decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, come da ultimo sostituito
dal comma 13-quater del presente articolo, nonche’ il decreto di cui
al comma 6.1 del predetto articolo 17, introdotto dal medesimo comma
13-quater, sono adottati entro il 31 dicembre 2013.
13-sexies. Fino alla data di entrata in vigore dei decreti
richiamati dal comma 13-quinquies, resta ferma la disciplina vigente
alla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto.
13-septies. Dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi
13-quater, 13-quinquies e 13-sexies non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
13-octies. All’articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, le parole: “a decorrere dal 1º
gennaio 2012” sono sostituite dalle seguenti: “a decorrere dal 31
dicembre 2012”.
13-novies. I termini previsti dall’articolo 3, commi 24, 25 e
25-bis, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, come da ultimo
modificati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25
marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo
2011, recante l’ulteriore proroga di termini relativa al Ministero
dell’economia e delle finanze, sono prorogati al 31 dicembre 2012.
13-decies. All’articolo 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 462, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1, i periodi dal secondo fino alla fine del comma
sono soppressi;
b) il comma 4 e’ sostituito dai seguenti:
“4. Il mancato pagamento della prima rata entro il termine di
cui al comma 3, ovvero anche di una sola delle rate diverse dalla
prima entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta
la decadenza dalla rateazione e l’importo dovuto per imposte,
interessi e sanzioni in misura piena, dedotto quanto versato, e’
iscritto a ruolo.
4-bis. Il tardivo pagamento di una rata diversa dalla prima
entro il termine di pagamento della rata successiva comporta
l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo della sanzione di cui
all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e
successive modificazioni, commisurata all’importo della rata versata
in ritardo, e degli interessi legali. L’iscrizione a ruolo non e’
eseguita se il contribuente si avvale del ravvedimento di cui
all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e
successive modificazioni, entro il termine di pagamento della rata
successiva”;
c) al comma 5:
1) le parole: “dal comma 4” sono sostituite dalle seguenti:
“dai commi 4 e 4-bis”;
2) dopo le parole: “rata non pagata” sono aggiunte le
seguenti: “o pagata in ritardo”;
d) al comma 6, le parole: “di cui ai commi 1, 3, 4 e 5” sono
sostituite dalle seguenti: “di cui ai commi 1, 3, 4, 4-bis e 5”.
13-undecies. Le disposizioni di cui al comma 13-decies si
applicano altresi’ alle rateazioni in corso alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto.
13-duodecies. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n.
244, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 209, le parole: “dello Stato, anche ad ordinamento
autonomo, e con gli enti pubblici nazionali” sono sostituite dalle
seguenti: “pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, nonche’ con le amministrazioni autonome”;
b) il comma 214 e’ sostituito dal seguente:
“214. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,
di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, d’intesa con la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e
successive modificazioni, da emanare entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore del decreto di cui al comma 213, e’ stabilita la
data dalla quale decorrono gli obblighi previsti dal decreto stesso
per le amministrazioni locali di cui al comma 209”.
13-terdecies. All’articolo 52 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, e’
aggiunto, in fine, il seguente comma:
“2-bis. Il debitore ha facolta’ di procedere alla vendita del
bene pignorato o ipotecato al valore determinato ai sensi degli
articoli 68 e 79, con il consenso dell’agente della riscossione, il
quale interviene nell’atto di cessione e al quale e’ interamente
versato il corrispettivo della vendita. L’eccedenza del corrispettivo
rispetto al debito e’ rimborsata al debitore entro i dieci giorni
lavorativi successivi all’incasso”».
All’articolo 11:
al comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La
disposizione di cui al primo periodo, relativamente ai dati e alle
notizie non rispondenti al vero, si applica solo se a seguito delle
richieste di cui al medesimo periodo si configurano le fattispecie di
cui al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74»;
al comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I dati
comunicati sono archiviati nell’apposita sezione dell’anagrafe
tributaria prevista dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e successive
modificazioni»;
al comma 3, la parola: «sentite» e’ sostituita dalla seguente:
«sentiti» e le parole: «, sono stabilite le modalita’ della
comunicazione di cui al precedente periodo, estendendo l’obbligo di
comunicazione anche ad ulteriori informazioni relative ai rapporti
necessarie ai fini dei controlli fiscali» sono sostituite dalle
seguenti: «e il Garante per la protezione dei dati personali, sono
stabilite le modalita’ della comunicazione di cui al comma 2,
estendendo l’obbligo di comunicazione anche ad ulteriori informazioni
relative ai rapporti strettamente necessarie ai fini dei controlli
fiscali. Il provvedimento deve altresi’ prevedere adeguate misure di
sicurezza, di natura tecnica e organizzativa, per la trasmissione dei
dati e per la relativa conservazione, che non puo’ superare i termini
massimi di decadenza previsti in materia di accertamento delle
imposte sui redditi»;
al comma 4, le parole: «per la individuazione dei contribuenti
a maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo» sono
sostituite dalle seguenti: «per l’elaborazione con procedure
centralizzate, secondo i criteri individuati con provvedimento del
Direttore della medesima Agenzia, di specifiche liste selettive di
contribuenti a maggior rischio di evasione»;
dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
«4-bis. L’Agenzia delle entrate trasmette annualmente alle
Camere una relazione con la quale sono comunicati i risultati
relativi all’emersione dell’evasione a seguito dell’applicazione
delle disposizioni di cui ai commi da 2 a 4»;
al comma 7, lettera b), la parola: «soppressi» e’ sostituita
dalla seguente: «abrogati»;
dopo il comma 10 e’ aggiunto il seguente:
«10-bis. All’articolo 2, comma 5-ter, primo periodo, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, le parole: “31 dicembre 2012”
sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2013″».
Dopo l’articolo 11 e’ inserito il seguente:
«Art. 11-bis. – (Semplificazione degli adempienti e riduzione
dei costi di acquisizione delle informazioni finanziarie). – 1.
L’espletamento delle procedure nel corso di un procedimento, le
richieste di informazioni e di copia della documentazione ritenuta
utile e le relative risposte, nonche’ le notifiche aventi come
destinatari le banche e gli intermediari finanziari, sono effettuati
esclusivamente in via telematica, previa consultazione dell’archivio
dei rapporti di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e successive
modificazioni. Le richieste telematiche sono eseguite secondo le
procedure gia’ in uso presso le banche e gli intermediari finanziari
ai sensi dell’articolo 32, terzo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e delle relative norme di
attuazione. Con provvedimento dei Ministri interessati, da adottare
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sentita l’Agenzia delle entrate, sono stabilite le disposizioni
attuative del presente articolo».
All’articolo 12:
al comma 1, le parole: «”31 dicembre 2011″» sono sostituite
dalle seguenti: «”31 marzo 2012″» ed e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Non costituisce infrazione la violazione delle
disposizioni previste dall’articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, commessa nel periodo
dal 6 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012 e riferita alle limitazioni di
importo introdotte dal presente comma.»;
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. All’articolo 58, comma 7-bis, del decreto legislativo
21 novembre 2007, n. 231, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“Per le violazioni di cui al comma 3 che riguardano libretti al
portatore con saldo inferiore a 3.000 euro la sanzione e’ pari al
saldo del libretto stesso”»;
al comma 2, capoverso 4-ter:
all’alinea, le parole: «Al fine» sono sostituite dalle
seguenti: «Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, al fine»;
alla lettera b), le parole: «i pagamenti di cui alla lettera
precedente si effettuano in via ordinaria mediante accreditamento sui
conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero con le
modalita’ offerte dai servizi elettronici di pagamento interbancari
prescelti dal beneficiario» sono sostituite dalle seguenti: «i
pagamenti di cui alla lettera a) si effettuano in via ordinaria
mediante accreditamento sui conti correnti o di pagamento dei
creditori ovvero con altri strumenti di pagamento elettronici
prescelti dal beneficiario» e le parole: «di 500 euro» sono
sostituite dalle seguenti: «di mille euro»;
alla lettera c), le parole: «dalla pubblica amministrazione
centrale e locale» sono sostituite dalle seguenti: «dalle pubbliche
amministrazioni centrali e locali», le parole: «a cinquecento euro»
sono sostituite dalle seguenti: «a mille euro», le parole: «strumenti
diversi dal denaro contante ovvero mediante l’utilizzo di» sono
soppresse e dopo le parole: «carte di pagamento prepagate» sono
inserite le seguenti: «e le carte di cui all’articolo 4 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122»;
alla lettera d), le parole: «dall’imposta di bollo. Per tali
rapporti, alle banche» sono sostituite dalle seguenti: «dall’imposta
di bollo, ove i titolari rientrino nelle fasce individuate ai sensi
del comma 5, lettera d). Per tali rapporti, alle banche, alla
societa’ Poste italiane Spa»;
alla lettera e), le parole da: «il Ministero dell’economia e
delle finanze promuove la stipula di una o piu’ convenzioni con gli
intermediari finanziari» fino a: «migliorative di quelle stabilite
con le convenzioni» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministero
dell’economia e delle finanze promuove la stipula, tramite la
societa’ Consip Spa, di una o piu’ convenzioni con prestatori di
servizi di pagamento, affinche’ i soggetti in questione possano
dotarsi di POS (Point of Sale) a condizioni favorevoli»;
dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. Il termine di cui all’articolo 2, comma 4-ter, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, introdotto dal comma 2 del
presente articolo, puo’ essere prorogato, per specifiche e motivate
esigenze, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione»;
il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Il Ministero dell’economia e delle finanze, la Banca
d’Italia, l’Associazione bancaria italiana, la societa’ Poste
italiane Spa e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento
definiscono con apposita convenzione, da stipulare entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, le caratteristiche di un conto corrente o di un
conto di pagamento di base. In caso di mancata stipula della
convenzione entro la scadenza del predetto termine, le
caratteristiche di un conto corrente o di un conto di pagamento di
base vengono fissate con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze, sentita la Banca d’Italia. Con la medesima convenzione e’
stabilito l’ammontare degli importi delle commissioni da applicare
sui prelievi effettuati con carta autorizzata tramite la rete degli
sportelli automatici presso una banca diversa da quella del titolare
della carta»;
il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4. Le banche, la societa’ Poste italiane Spa e gli altri
prestatori di servizi di pagamento abilitati ad offrire servizi a
valere su un conto di pagamento sono tenuti a offrire il conto di cui
al comma 3»;
al comma 5, lettera a), e’ aggiunta, in fine, la seguente
parola: «gratuita»;
al comma 8 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e del
titolo II del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, e
successive modificazioni»;
il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. L’Associazione bancaria italiana, le associazioni dei
prestatori di servizi di pagamento, la societa’ Poste italiane Spa,
il Consorzio Bancomat, le imprese che gestiscono circuiti di
pagamento e le associazioni delle imprese rappresentative a livello
nazionale definiscono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, le regole generali
per assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico
degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante
carte di pagamento. In ogni caso, la commissione a carico degli
esercenti sui pagamenti effettuati con strumenti di pagamento
elettronico, incluse le carte di pagamento, di credito o di debito,
non puo’ superare la misura dell’1,5 per cento»;
al comma 10, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
«Entro i sei mesi successivi il Ministero dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentite
la Banca d’Italia e l’Autorita’ garante della concorrenza e del
mercato, valuta l’efficacia delle misure definite ai sensi del comma
9».
All’articolo 13:
al comma 2, primo periodo, le parole: «ivi compresa» sono
sostituite dalle seguenti: «ivi comprese»;
al comma 4:
dopo la lettera b. e’ inserita la seguente: «b-bis. 80 per i
fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;»;
alla lettera d. sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale
D/5; tale moltiplicatore e’ elevato a 65 a decorrere dal 1º gennaio
2013»;
al comma 5, le parole: «un moltiplicatore pari a 120» sono
sostituite dalle seguenti: «un moltiplicatore pari a 130. Per i
coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali
iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore e’ pari a 110»;
al comma 10:
al primo periodo, la parola: «rapportate» e’ sostituita dalla
seguente: «rapportati»;
dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Per gli anni
2012 e 2013, la detrazione prevista dal primo periodo e’ maggiorata
di 50 euro per ciascun figlio di eta’ non superiore a ventisei anni,
purche’ dimorante abitualmente e residente anagraficamente
nell’unita’ immobiliare adibita ad abitazione principale. L’importo
complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base,
non puo’ superare l’importo massimo di euro 400»;
al secondo periodo, le parole: «possono stabilire che
l’importo di euro 200 puo’ essere elevato,» sono sostituite dalle
seguenti: «possono disporre l’elevazione dell’importo della
detrazione,»;
al comma 14:
all’alinea, dopo le parole: «Sono abrogate» sono inserite le
seguenti: «, a decorrere dal 1º gennaio 2012,»;
dopo la lettera d. e’ aggiunta la seguente: «d-bis. i commi
2-bis, 2-ter e 2-quater dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio
2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio
2011, n. 106»;
dopo il comma 14 sono inseriti i seguenti:
«14-bis. Le domande di variazione della categoria catastale
presentate, ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 7 del
decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, anche dopo la scadenza dei
termini originariamente posti e fino alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, producono gli
effetti previsti in relazione al riconoscimento del requisito di
ruralita’, fermo restando il classamento originario degli immobili
rurali ad uso abitativo. Con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono
stabilite le modalita’ per l’inserimento negli atti catastali della
sussistenza del requisito di ruralita’, fermo restando il classamento
originario degli immobili rurali ad uso abitativo.
14-ter. I fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni,
con esclusione di quelli che non costituiscono oggetto di
inventariazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto del
Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, devono essere
dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012, con
le modalita’ stabilite dal decreto del Ministro delle finanze 19
aprile 1994, n. 701.
14-quater. Nelle more della presentazione della dichiarazione
di aggiornamento catastale di cui al comma 14-ter, l’imposta
municipale propria e’ corrisposta, a titolo di acconto e salvo
conguaglio, sulla base della rendita delle unita’ similari gia’
iscritte in catasto. Il conguaglio dell’imposta e’ determinato dai
comuni a seguito dell’attribuzione della rendita catastale con le
modalita’ di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile
1994, n. 701. In caso di inottemperanza da parte del soggetto
obbligato, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, comma
336, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, salva l’applicazione delle
sanzioni previste per la violazione degli articoli 20 e 28 del regio
decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni»;
al comma 17:
al primo periodo, le parole da: «sono ridotti» fino alla fine
del periodo sono sostituite dalle seguenti: «variano in ragione delle
differenze del gettito stimato ad aliquota di base derivanti dalle
disposizioni di cui al presente articolo»;
al terzo e al quarto periodo, dopo le parole: «maggior gettito»
e’ inserita la seguente: «stimato»;
e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L’importo
complessivo della riduzione del recupero di cui al presente comma e’
pari per l’anno 2012 a 1.627 milioni di euro, per l’anno 2013 a
1.762,4 milioni di euro e per l’anno 2014 a 2.162 milioni di euro»;
dopo il comma 19 e’ inserito il seguente:
«19-bis. Per gli anni 2012, 2013 e 2014, il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 2, comma 4,
del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’ esclusivamente
finalizzato a fissare la percentuale di compartecipazione al gettito
dell’imposta sul valore aggiunto, nel rispetto dei saldi di finanza
pubblica, in misura finanziariamente equivalente alla
compartecipazione del 2 per cento del gettito dell’imposta sul
reddito delle persone fisiche»;
il comma 21 e’ soppresso.
All’articolo 14:
al comma 30, dopo le parole: «Il costo del servizio» sono
inserite le seguenti: «da coprire con la tariffa di cui al comma 29»;
al comma 31, dopo le parole: «La tariffa» sono inserite le
seguenti: «di cui al comma 29»;
al comma 32, la parola: «determinato» e’ sostituita dalla
seguente: «determinata»;
al comma 34, le parole: «cui consegua a un diverso ammontare»
sono sostituite dalle seguenti: «da cui consegua un diverso
ammontare»;
al comma 45, le parole: «rifiuti e servizi» sono sostituite
dalle seguenti: «sui rifiuti e sui servizi».
Dopo l’articolo 14 e’ inserito il seguente:
«Art. 14-bis. – (Disposizioni in materia di riscossione dei
comuni). – 1. All’articolo 7, comma 2, del decreto-legge 13 maggio
2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio
2011, n. 106, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera gg-quater):
1) all’alinea, le parole: “i comuni effettuano la riscossione
spontanea delle loro entrate tributarie e patrimoniali. I comuni
effettuano altresi’ la riscossione coattiva delle predette entrate”
sono sostituite dalle seguenti: “i comuni effettuano la riscossione
coattiva delle proprie entrate, anche tributarie”;
2) al numero 1), le parole: “, esclusivamente se gli stessi
procedono in gestione diretta ovvero mediante societa’ a capitale
interamente pubblico ai sensi dell’articolo 52, comma 5, lettera b),
numero 3), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446” sono
soppresse;
3) il numero 2) e’ abrogato;
b) alla lettera gg-sexies), le parole: “numero 1),” sono
soppresse».
All’articolo 15:
al comma 1, alinea, le parole: «dalla data» sono sostituite dalle
seguenti: «dal giorno successivo alla data».
All’articolo 16:
dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
«5-bis. La tassa di cui al comma 2 non e’ dovuta per le unita’
nuove con targa di prova, nella disponibilita’ a qualsiasi titolo del
cantiere costruttore, manutentore o del distributore, ovvero per
quelle usate ritirate dai medesimi cantieri o distributori con
mandato di vendita e in attesa del perfezionamento dell’atto»;
al comma 9, primo periodo, le parole: «commi da 2 a 7» sono
sostituite dalle seguenti: «commi da 2 a 8» e le parole: «delle
stesse» sono sostituite dalle seguenti: «della stessa»;
al comma 10, dopo le parole: «dell’imposta» sono inserite le
seguenti: «di cui al comma 2»;
dopo il comma 14 e’ inserito il seguente: «14-bis. L’imposta di
cui al comma 11 e’ applicata anche agli aeromobili non immatricolati
nel registro aeronautico nazionale la cui sosta nel territorio
italiano si protrae oltre quarantotto ore»;
dopo il comma 15 sono aggiunti i seguenti:
«15-bis. In caso di omesso o insufficiente pagamento
dell’imposta di cui al comma 11 si applicano le disposizioni del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.
15-ter. L’addizionale di cui al comma 1 e’ ridotta dopo cinque,
dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo,
rispettivamente, al 60, al 30 e al 15 per cento e non e’ piu’ dovuta
decorsi venti anni dalla data di costruzione. La tassa di cui ai
commi 2 e 3 e’ ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data
di costruzione dell’unita’ da diporto, rispettivamente, del 15, del
30 e del 45 per cento. I predetti periodi decorrono dal 1º gennaio
dell’anno successivo a quello di costruzione. Con decreto del
direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato e’ rideterminata l’aliquota di accisa del tabacco da fumo in
misura tale da conseguire un maggior gettito pari all’onere derivante
dal presente comma».
All’articolo 18:
al comma 1, lettera b), la parola: «sostitute» e’ sostituita
dalla seguente: «sostituite».
L’articolo 19 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 19. – (Disposizioni in materia di imposta di bollo su conti
correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari nonche’ su valori
“scudati” e su attivita’ finanziarie e immobili detenuti all’estero).
– 1. A decorrere dal 1º gennaio 2012, all’articolo 13 della tariffa
allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 642, i commi 2-bis e 2-ter sono sostituiti dai seguenti:

Parte di provvedimento in formato grafico

2. La nota 3-bis all’articolo 13 della tariffa allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e’
sostituita dalla seguente:
“3-bis. L’estratto conto o il rendiconto si considerano in ogni
caso inviati almeno una volta nel corso dell’anno anche quando non
sussiste un obbligo di invio o di redazione. Se gli estratti conto
sono inviati periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo
dovuta e’ rapportata al periodo rendicontato. Se il cliente e’
persona fisica, l’imposta non e’ dovuta quando il valore medio di
giacenza annuo risultante dagli estratti e dai libretti e’
complessivamente non superiore a euro 5.000”.
3. Nella nota 3-ter all’articolo 13 della tariffa allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642:
a) il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti: “La
comunicazione relativa agli strumenti e ai prodotti finanziari, ivi
compresi i buoni postali fruttiferi, anche non soggetti all’obbligo
di deposito, si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel
corso dell’anno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di
redazione. L’imposta e’ comunque dovuta una volta l’anno o alla
chiusura del rapporto. Se le comunicazioni sono inviate
periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta e’
rapportata al periodo rendicontato”;
b) l’ultimo periodo e’ sostituito dai seguenti: “L’imposta e’
dovuta nella misura minima di euro 34,20 e, limitatamente all’anno
2012, nella misura massima di euro 1.200. Sono comunque esenti i
buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non
superiore a euro 5.000”.
4. Per le comunicazioni di cui al comma 2-ter dell’articolo 13
della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, e successive modificazioni, la percentuale
della somma da versare entro il 30 novembre 2012 ai sensi
dell’articolo 15-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, e’ ridotta al 50 per cento.
5. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono
stabilite modalita’ di attuazione dei commi da 1 a 3.
6. Le attivita’ finanziarie oggetto di emersione ai sensi
dell’articolo 13-bis del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e
successive modificazioni, e degli articoli 12 e 15 del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 350, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 409, e successive modificazioni, sono soggette a
un’imposta di bollo speciale annuale del 4 per mille. Per gli anni
2012 e 2013 l’aliquota e’ stabilita, rispettivamente, nella misura
del 10 e del 13,5 per mille.
7. L’imposta di cui al comma 6 e’ determinata al netto
dell’eventuale imposta di bollo pagata ai sensi del comma 2-ter
dell’articolo 13 della tariffa allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e successive modificazioni.
8. Gli intermediari di cui all’articolo 11, comma 1, lettera b),
del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, provvedono a
trattenere l’imposta di cui al comma 6 dal conto del soggetto che ha
effettuato l’emersione o ricevono provvista dallo stesso
contribuente, ed effettuano il relativo versamento entro il 16
febbraio di ciascun anno con riferimento al valore delle attivita’
ancora segretate al 31 dicembre dell’anno precedente. Il versamento
e’ effettuato secondo le disposizioni contenute nel capo III del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni. Per il solo versamento da effettuare nel 2012 il
valore delle attivita’ segretate e’ quello al 6 dicembre 2011.
9. Gli intermediari di cui al comma 8 segnalano all’Agenzia delle
entrate i contribuenti nei confronti dei quali non e’ stata applicata
e versata l’imposta con le modalita’ di cui al medesimo comma 8. Nei
confronti dei predetti contribuenti l’imposta e’ riscossa mediante
iscrizione a ruolo ai sensi dell’articolo 14 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive
modificazioni.
10. Per l’omesso versamento dell’imposta di cui al comma 6 si
applica una sanzione pari all’importo non versato.
11. Per l’accertamento e la riscossione dell’imposta di cui al
comma 6 nonche’ per il relativo contenzioso si applicano le
disposizioni in materia di imposta di bollo.
12. Per le attivita’ finanziarie oggetto di emersione che, alla
data del 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in parte prelevate
dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per
effetto della procedura di emersione ovvero comunque dismesse, e’
dovuta, per il solo anno 2012, un’imposta straordinaria pari al 10
per mille. Si applicano le disposizioni dei commi da 8 a 11.
13. A decorrere dal 2011 e’ istituita un’imposta sul valore degli
immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone
fisiche residenti nel territorio dello Stato.
14. Soggetto passivo dell’imposta di cui al comma 13 e’ il
proprietario dell’immobile ovvero il titolare di altro diritto reale
sullo stesso. L’imposta e’ dovuta proporzionalmente alla quota di
possesso e ai mesi dell’anno nei quali si e’ protratto il possesso; a
tal fine il mese durante il quale il possesso si e’ protratto per
almeno quindici giorni e’ computato per intero.
15. L’imposta di cui al comma 13 e’ stabilita nella misura dello
0,76 per cento del valore degli immobili. Il valore e’ costituito dal
costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in
mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui e’
situato l’immobile.
16. Dall’imposta di cui al comma 13 si deduce, fino a concorrenza
del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare
dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui e’
situato l’immobile.
17. Per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la
riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonche’ per il contenzioso,
relativamente all’imposta di cui al comma 13 si applicano le
disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone
fisiche.
18. A decorrere dal 2011 e’ istituita un’imposta sul valore delle
attivita’ finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche
residenti nel territorio dello Stato.
19. L’imposta di cui al comma 18 e’ dovuta proporzionalmente alla
quota e al periodo di detenzione.
20. L’imposta di cui al comma 18 e’ stabilita nella misura dell’1
per mille annuo, per il 2011 e il 2012, e dell’1,5 per mille, a
decorrere dal 2013, del valore delle attivita’ finanziarie. Il valore
e’ costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun
anno solare nel luogo in cui sono detenute le attivita’ finanziarie,
anche utilizzando la documentazione dell’intermediario estero di
riferimento per le singole attivita’ e, in mancanza, secondo il
valore nominale o di rimborso.
21. Dall’imposta di cui al comma 18 si deduce, fino a concorrenza
del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare
dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui sono
detenute le attivita’ finanziarie.
22. Per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la
riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonche’ per il contenzioso,
relativamente all’imposta di cui al comma 18 si applicano le
disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone
fisiche.
23. Con uno o piu’ provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle
entrate sono stabilite le disposizioni di attuazione dei commi da 6 a
22, disponendo comunque che il versamento delle imposte di cui ai
commi 13 e 18 e’ effettuato entro il termine del versamento a saldo
delle imposte sui redditi relative all’anno di riferimento.
24. All’articolo 11 del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 e’ abrogato;
b) al comma 6, le parole: “di cui ai commi 1, 3 e 5” sono
sostituite dalle seguenti: “di cui ai commi 1 e 3″».
All’articolo 20:
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. I termini di versamento di cui al comma 1 si
applicano anche alle operazioni effettuate nel periodo d’imposta in
corso al 31 dicembre 2010 e in quelli precedenti. In tal caso, a
decorrere dal 1º dicembre 2011, su ciascuna rata sono dovuti
interessi nella misura pari al saggio legale».
All’articolo 21:
al comma 1, le parole: «dalla data di entrata in vigore del
presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1º gennaio
2012» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Dalla data di
entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2011,
l’INPDAP e l’ENPALS possono compiere solo atti di ordinaria
amministrazione»;
al comma 2, le parole: «alla data di entrata in vigore del
presente decreto legge e» sono soppresse;
dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: «2-bis. In attesa
dell’emanazione dei decreti di cui al comma 2, le strutture centrali
e periferiche degli Enti soppressi continuano ad espletare le
attivita’ connesse ai compiti istituzionali degli stessi. A tale
scopo, l’INPS, nei giudizi incardinati relativi alle attivita’ degli
Enti soppressi, e’ rappresentato e difeso in giudizio dai
professionisti legali, gia’ in servizio presso l’INPDAP e l’ENPALS»;
il comma 19 e’ sostituito dal seguente: «19. Con riguardo
all’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di
acqua, sono trasferite all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
le funzioni attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi
idrici, che vengono esercitate con i medesimi poteri attribuiti
all’Autorita’ stessa dalla legge 14 novembre 1995, n. 481. Le
funzioni da trasferire sono individuate con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto»;
al comma 20, l’allegato A e’ sostituito dal seguente:

«Allegato A

Parte di provvedimento in formato grafico

»;
dopo il comma 20 e’ inserito il seguente:
«20-bis. Con riguardo all’Agenzia per la sicurezza nucleare, in
via transitoria e fino all’adozione, di concerto anche con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del
decreto di cui al comma 15 e alla contestuale definizione di un
assetto organizzativo rispettoso delle garanzie di indipendenza
previste dall’Unione europea, le funzioni e i compiti facenti capo
all’ente soppresso sono attribuiti all’Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)»;
al comma 21, le parole: «da 13 a 20» sono sostituite dalle
seguenti: «da 13 a 20-bis».
All’articolo 22:
al comma 6:
il capoverso 18 e’ sostituito dai seguenti:
«18. E’ istituita l’Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane, denominata “ICE –
Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle
imprese italiane”, ente dotato di personalita’ giuridica di diritto
pubblico, sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero
dello sviluppo economico, che li esercita, per le materie di
rispettiva competenza, d’intesa con il Ministero degli affari esteri
e sentito il Ministero dell’economia e delle finanze.
18-bis. I poteri di indirizzo in materia di promozione e
internazionalizzazione delle imprese italiane sono esercitati dal
Ministro dello sviluppo economico e dal Ministro degli affari esteri.
Le linee guida e di indirizzo strategico in materia di promozione e
internazionalizzazione delle imprese, anche per quanto riguarda la
programmazione delle risorse, comprese quelle di cui al comma 19,
sono assunte da una cabina di regia, costituita senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica, copresieduta dai
Ministri degli affari esteri e dello sviluppo economico e composta
dal Ministro dell’economia e delle finanze, o da persona dallo stesso
designata, dal presidente della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano e dai presidenti, rispettivamente, dell’Unione italiana delle
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, della
Confederazione generale dell’industria italiana, di R.E.TE. Imprese
Italia e dell’Associazione bancaria italiana»;
al capoverso 19, primo periodo, le parole: «dall’entrata in
vigore della legge» sono sostituite dalle seguenti: «dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione»;
al capoverso 21, decimo periodo, le parole: «decreto
legislativo 27 gennaio 2009, n. 39» sono sostituite dalle seguenti:
«decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39»;
al capoverso 24, terzo periodo, le parole: «Ministero degli
esteri» sono sostituite dalle seguenti: «Ministero degli affari
esteri»;
al capoverso 25, quinto periodo, le parole da: «dipende dal
titolare della Rappresentanza diplomatica» fino a: «di direzione e
opera» sono sostituite dalle seguenti: «opera nel quadro delle
funzioni di direzione, vigilanza e coordinamento dei Capi missione,»;
il capoverso 26-bis e’ sostituito dal seguente:
«26-bis. Con uno o piu’ decreti di natura non regolamentare del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentito il Ministro degli affari esteri per le materie di
sua competenza, si provvede, nel rispetto di quanto previsto dal
comma 26 e dalla lettera b) del comma 26-sexies, all’individuazione
delle risorse umane, strumentali, finanziarie, nonche’ dei rapporti
giuridici attivi e passivi facenti capo al soppresso istituto, da
trasferire all’Agenzia e al Ministero dello sviluppo economico»;
al capoverso 26-ter, l’ultimo periodo e’ soppresso;
al capoverso 26-quinquies, le parole: «primo periodo,» sono
soppresse;
al capoverso 26-sexies, l’alinea e’ sostituito dal seguente:
«26-sexies. Sulla base delle linee guida e di indirizzo
strategico determinate dalla cabina di regia di cui al comma 18-bis,
adottate dal Ministero dello sviluppo economico d’intesa con il
Ministero degli affari esteri per quanto di competenza, sentito il
Ministero dell’economia e delle finanze, l’Agenzia provvede entro sei
mesi dalla costituzione a:»;
al capoverso 26-septies, primo periodo, le parole: «con uno o
piu’ dei decreti» sono sostituite dalle seguenti: «con uno o piu’
decreti» e le parole: «e per l’innovazione» sono sostituite dalle
seguenti: «e la semplificazione»;
al comma 7, dopo le parole: «comma 26-bis» sono inserite le
seguenti: «del citato articolo 14», le parole: «dal medesimo comma
26,» sono sostituite dalle seguenti: «dal comma 26 del medesimo
articolo,» e dopo le parole: «spettanti al soppresso istituto,» sono
inserite le seguenti: «sono individuate»;
al comma 8, quarto periodo, le parole: «primo periodo del» sono
soppresse;
dopo il comma 9 e’ aggiunto il seguente:
9-bis. Il comma 7 dell’articolo 36 del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111, e’ sostituito dai seguenti:
“7. Entro il 31 marzo 2012, la societa’ ANAS Spa trasferisce
alla societa’ Fintecna Spa tutte le partecipazioni detenute da ANAS
Spa in societa’ co-concedenti; la cessione e’ esente da imposte
dirette e indirette e da tasse.
7-bis. La cessione di cui al comma 7 e’ realizzata dalle
societa’ Fintecna Spa e ANAS Spa al valore netto contabile risultante
al momento della cessione ovvero, qualora Fintecna Spa lo richieda,
al valore risultante da una perizia effettuata da un collegio di tre
esperti, due dei quali nominati rispettivamente dalle due societa’ e
il terzo, in qualita’ di presidente, congiuntamente dalle stesse, con
oneri a carico della societa’ richiedente”».
All’articolo 23:
al comma 1:
alla lettera a) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «.
Conseguentemente, il numero dei componenti della commissione per le
infrastrutture e le reti dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni e’ ridotto da quattro a due, escluso il Presidente, e
quello dei componenti della commissione per i servizi e i prodotti
della medesima Autorita’ e’ ridotto da quattro a due, escluso il
Presidente»;
alla lettera b), le parole: «dell’Autorita’ di vigilanza»
sono sostituite dalle seguenti: «dell’Autorita’ per la vigilanza»;
al comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ove il
numero dei componenti, incluso il Presidente, risulti pari, ai fini
delle deliberazioni, in caso di parita’, il voto del Presidente vale
doppio»;
dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Allo scopo di consentire il regolare funzionamento
della Commissione di cui al comma 1, lettera e), del presente
articolo, al decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, nono comma, il primo periodo e’ soppresso;
b) all’articolo 2, quarto comma, terzo periodo, le parole:
“con non meno di quattro voti favorevoli” sono sostituite dalle
seguenti: “dalla Commissione”;
c) all’articolo 2, quarto comma, quarto periodo, le parole:
“e con non meno di quattro voti favorevoli” sono soppresse;
d) all’articolo 2, quinto comma, le parole: “adottata con non
meno di quattro voti favorevoli” sono soppresse;
e) all’articolo 2, ottavo comma, l’ultimo periodo e’
soppresso.
2-ter. All’articolo 4 della legge 4 giugno 1985, n. 281, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al quinto comma, le parole: “assume le deliberazioni
occorrenti per l’attuazione delle norme di cui ai due precedenti
commi con non meno di quattro voti favorevoli” sono sostituite dalle
seguenti: “con proprie deliberazioni da’ attuazione alle norme di cui
ai due precedenti commi”;
b) all’ottavo comma, le parole: “con non meno di quattro voti
favorevoli” sono soppresse»;
al comma 4, capoverso 3-bis, dopo le parole: «dei competenti
uffici» e’ inserito il seguente segno: «”»;
al comma 7, le parole: «il Governo provvedera’ con apposito
provvedimento d’urgenza» sono sostituite dalle seguenti: «il
Parlamento e il Governo, ciascuno nell’ambito delle proprie
attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire gli
obiettivi di cui al citato articolo 1, comma 3, del decreto-legge n.
98 del 2011»;
al comma 8, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: «a)
l’articolo 2 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 2. – (Composizione del Consiglio). – 1. Il Consiglio
nazionale dell’economia e del lavoro e’ composto da esperti e da
rappresentanti delle categorie produttive e da rappresentanti delle
associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni di
volontariato in numero di sessantaquattro, oltre al presidente,
secondo la seguente ripartizione:
a) dieci esperti, qualificati esponenti della cultura
economica, sociale e giuridica, dei quali otto nominati dal
Presidente della Repubblica e due proposti dal Presidente del
Consiglio dei Ministri;
b) quarantotto rappresentanti delle categorie produttive, dei
quali ventidue rappresentanti dei lavoratori dipendenti, di cui tre
in rappresentanza dei dirigenti e quadri pubblici e privati, nove
rappresentanti dei lavoratori autonomi e delle professioni e
diciassette rappresentanti delle imprese;
c) sei rappresentanti delle associazioni di promozione
sociale e delle organizzazioni di volontariato, dei quali,
rispettivamente, tre designati dall’Osservatorio nazionale
dell’associazionismo e tre designati dall’Osservatorio nazionale per
il volontariato.
2. L’assemblea elegge in unica votazione due vicepresidenti”»;
al comma 10, le parole: «di cui sopra,» sono sostituite dalle
seguenti: «di cui al comma 9»;
al comma 14, la parola: «politico» e’ soppressa;
ai commi 16 e 18, le parole: «30 aprile 2012», ovunque
ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2012»;
al comma 17 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«secondo le modalita’ stabilite dalla legge statale di cui al comma
16»;
il comma 20 e’ sostituito dal seguente:
«20. Agli organi provinciali che devono essere rinnovati entro
il 31 dicembre 2012 si applica, sino al 31 marzo 2013, l’articolo 141
del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive
modificazioni. Gli organi provinciali che devono essere rinnovati
successivamente al 31 dicembre 2012 restano in carica fino alla
scadenza naturale. Decorsi i termini di cui al primo e al secondo
periodo del presente comma, si procede all’elezione dei nuovi organi
provinciali di cui ai commi 16 e 17»;
dopo il comma 20 e’ inserito il seguente:
«20-bis. Le regioni a statuto speciale adeguano i propri
ordinamenti alle disposizioni di cui ai commi da 14 a 20 entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Le
medesime disposizioni non trovano applicazione per le province
autonome di Trento e di Bolzano»;
al comma 22 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, con
esclusione dei comuni di cui all’articolo 2, comma 186, lettera b),
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni».
Nel titolo III, capo III, dopo l’articolo 23 sono aggiunti i
seguenti:
«Art. 23-bis. – (Compensi per gli amministratori con deleghe
delle societa’ partecipate dal Ministero dell’economia e delle
finanze). – 1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 19, comma 6,
del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previo
parere delle Commissioni parlamentari competenti, le societa’ non
quotate, direttamente controllate dal Ministero dell’economia e delle
finanze ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1), del
codice civile, sono classificate per fasce sulla base di indicatori
dimensionali quantitativi e qualitativi. Per ciascuna fascia e’
determinato il compenso massimo al quale i consigli di
amministrazione di dette societa’ devono fare riferimento, secondo
criteri oggettivi e trasparenti, per la determinazione degli
emolumenti da corrispondere, ai sensi dell’articolo 2389, terzo
comma, del codice civile. L’individuazione delle fasce di
classificazione e dei relativi compensi potra’ essere effettuata
anche sulla base di analisi svolte da primarie istituzioni
specializzate.
2. In considerazione di mutamenti di mercato e in relazione al
tasso di inflazione programmato, nel rispetto degli obiettivi di
contenimento della spesa pubblica, con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze si provvede a rideterminare, almeno
ogni tre anni, le fasce di classificazione e l’importo massimo di cui
al comma 1.
3. Gli emolumenti determinati ai sensi dell’articolo 2389, terzo
comma, del codice civile, possono includere una componente variabile
che non puo’ risultare inferiore al 30 per cento della componente
fissa e che e’ corrisposta in misura proporzionale al grado di
raggiungimento di obiettivi annuali, oggettivi e specifici,
determinati preventivamente dal consiglio di amministrazione.
L’assemblea verifica il raggiungimento dei predetti obiettivi.
4. Nella determinazione degli emolumenti da corrispondere, ai
sensi dell’articolo 2389, terzo comma, del codice civile, i consigli
di amministrazione delle societa’ non quotate, controllate dalle
societa’ di cui al comma 1 del presente articolo, non possono
superare il limite massimo indicato dal decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze di cui al predetto comma 1 per la
societa’ controllante e devono in ogni caso attenersi ai medesimi
principi di oggettivita’ e trasparenza.
5. Il decreto di cui al comma 1 e’ sottoposto alla registrazione
della Corte dei conti.
Art. 23-ter. – (Disposizioni in materia di trattamenti
economici). – 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari,
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, e’ definito il trattamento
economico annuo onnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle
finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni nell’ambito di rapporti
di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni
statali, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ivi incluso il
personale in regime di diritto pubblico di cui all’articolo 3 del
medesimo decreto legislativo, e successive modificazioni, stabilendo
come parametro massimo di riferimento il trattamento economico del
primo presidente della Corte di cassazione. Ai fini dell’applicazione
della disciplina di cui al presente comma devono essere computate in
modo cumulativo le somme comunque erogate all’interessato a carico
del medesimo o di piu’ organismi, anche nel caso di pluralita’ di
incarichi conferiti da uno stesso organismo nel corso dell’anno.
2. Il personale di cui al comma 1 che e’ chiamato, conservando il
trattamento economico riconosciuto dall’amministrazione di
appartenenza, all’esercizio di funzioni direttive, dirigenziali o
equiparate, anche in posizione di fuori ruolo o di aspettativa,
presso Ministeri o enti pubblici nazionali, comprese le autorita’
amministrative indipendenti, non puo’ ricevere, a titolo di
retribuzione o di indennita’ per l’incarico ricoperto, o anche
soltanto per il rimborso delle spese, piu’ del 25 per cento
dell’ammontare complessivo del trattamento economico percepito.
3. Con il decreto di cui al comma 1 possono essere previste
deroghe motivate per le posizioni apicali delle rispettive
amministrazioni ed e’ stabilito un limite massimo per i rimborsi di
spese.
4. Le risorse rivenienti dall’applicazione delle misure di cui al
presente articolo sono annualmente versate al Fondo per
l’ammortamento dei titoli di Stato».
All’articolo 24:
al comma 3, secondo periodo, alla lettera a), dopo le parole:
«di cui ai commi 6 e 7» sono inserite le seguenti: «, salvo quanto
stabilito ai commi 14, 15-bis e 18» e, alla lettera b), le parole:
«di cui ai comma» sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi» e
le parole: «salvo quanto stabilito ai commi 14, 17 e 18» sono
sostituite dalle seguenti: «salvo quanto stabilito ai commi 14,
15-bis, 17 e 18»;
al comma 7:
al quinto periodo, le parole: «di un’eta anagrafica» sono
sostituite dalle seguenti: «di un’eta’ anagrafica»;
al sesto periodo, le parole: «convertito con legge» sono
sostituite dalle seguenti: «convertito, con modificazioni, dalla
legge»;
al comma 8, le parole: «e dell’articolo 19» sono sostituite
dalle seguenti: «e all’articolo 19»;
al comma 9:
al terzo periodo, le parole: «dal penultimo periodo» sono
sostituite dalle seguenti: «dal secondo periodo»;
al quarto periodo, la parola: «soppresso» e’ sostituita dalla
seguente: «abrogato»;
al comma 10, terzo periodo, le parole da: «e’ applicata» fino
a: «62 anni» sono sostituite dalle seguenti: «e’ applicata una
riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di
anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’eta’ di 62 anni;
tale percentuale annua e’ elevata a 2 punti percentuali per ogni anno
ulteriore di anticipo rispetto a due anni»;
al comma 14:
all’alinea, le parole: «del presente articolo» sono
sostituite dalle seguenti: «del presente decreto» e le parole:
«nonche’ nei limiti del numero di 50.000 lavoratori beneficiari,»
sono sostituite dalle seguenti: «nonche’ nei limiti delle risorse
stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base della procedura ivi
disciplinata,»;
alle lettere a), b), c), d) ed e), le parole: «31 ottobre
2011» sono sostituite dalle seguenti: «4 dicembre 2011»;
alla lettera c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, nonche’ ai lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi
collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai
predetti fondi di solidarieta’; in tale secondo caso gli interessati
restano tuttavia a carico dei fondi medesimi fino al compimento di
almeno 59 anni di eta’, ancorche’ maturino prima del compimento della
predetta eta’ i requisiti per l’accesso al pensionamento previsti
prima della data di entrata in vigore del presente decreto»;
alla lettera d), la parola: «lavoratori» e’ sostituita dalle
seguenti: «ai lavoratori»;
alla lettera e) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«; ai fini della presente lettera, l’istituto dell’esonero si
considera comunque in corso qualora il provvedimento di concessione
sia stato emanato prima del 4 dicembre 2011; dalla data di entrata in
vigore del presente decreto sono abrogati i commi da 1 a 6
dell’articolo 72 del citato decreto-legge n. 112 del 2008, che
continuano a trovare applicazione per i lavoratori di cui alla
presente lettera. Sono altresi’ disapplicate le disposizioni
contenute in leggi regionali recanti discipline analoghe a quelle
dell’istituto dell’esonero dal servizio»;
il comma 15 e’ sostituito dal seguente:
«15. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto sono definite le modalita’
di attuazione del comma 14, ivi compresa la determinazione del limite
massimo numerico dei soggetti interessati ai fini della concessione
del beneficio di cui al comma 14 nel limite delle risorse
predeterminate in 240 milioni di euro per l’anno 2013, 630 milioni di
euro per l’anno 2014, 1.040 milioni di euro per l’anno 2015, 1.220
milioni di euro per l’anno 2016, 1.030 milioni di euro per l’anno
2017, 610 milioni di euro per l’anno 2018 e 300 milioni di euro per
l’anno 2019. Gli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria
provvedono al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del
rapporto di lavoro o dell’inizio del periodo di esonero di cui alla
lettera e) del comma 14, delle domande di pensionamento presentate
dai lavoratori di cui al comma 14 che intendono avvalersi dei
requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima
della data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal
predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del limite numerico
delle domande di pensione determinato ai sensi del primo periodo del
presente comma, i predetti enti non prenderanno in esame ulteriori
domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici
previsti dalla disposizione di cui al comma 14. Nell’ambito del
predetto limite numerico sono computati anche i lavoratori che
intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari presupposti e
requisiti, congiuntamente del beneficio di cui al comma 14 del
presente articolo e di quello relativo al regime delle decorrenze
disciplinato dall’articolo 12, comma 5, del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, e successive modificazioni, per il quale risultano
comunque computati nel relativo limite numerico di cui al predetto
articolo 12, comma 5, afferente al beneficio concernente il regime
delle decorrenze. Resta fermo che, in ogni caso, ai soggetti di cui
al presente comma che maturano i requisiti dal 1º gennaio 2012
trovano comunque applicazione le disposizioni di cui al comma 12 del
presente articolo»;
dopo il comma 15 e’ inserito il seguente:
«15-bis. In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del
settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico
dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive
della medesima:
a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianita’
contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali
avrebbero maturato, prima dell’entrata in vigore del presente
decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31
dicembre 2012 ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto
2004, n. 243, e successive modificazioni, possono conseguire il
trattamento della pensione anticipata al compimento di un’eta’
anagrafica non inferiore a 64 anni;
b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di
vecchiaia oltre che, se piu’ favorevole, ai sensi del comma 6,
lettera a), con un’eta’ anagrafica non inferiore a 64 anni qualora
maturino entro il 31 dicembre 2012 un’anzianita’ contributiva di
almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un’eta’ anagrafica di
almeno 60 anni»;
al comma 17:
l’alinea e’ sostituito dal seguente:
«17. Ai fini del riconoscimento della pensione anticipata,
ferma restando la possibilita’ di conseguire la stessa ai sensi dei
commi 10 e 11 del presente articolo, per gli addetti alle lavorazioni
particolarmente faticose e pesanti, a norma dell’articolo 1 della
legge 4 novembre 2010, n. 183, all’articolo 1 del decreto legislativo
21 aprile 2011, n. 67, sono apportate le seguenti modificazioni:»;
l’ultimo capoverso e’ numerato come comma 17-bis e, al
medesimo capoverso, le parole: «di cui al presente comma» sono
sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 17» e le parole: «dal
presente comma,» sono sostituite dalle seguenti: «dal comma 17 del
presente articolo,»;
al comma 18, primo periodo, le parole: «del presente articolo»
sono sostituite dalle seguenti: «del presente decreto», le parole:
«ivi compresi i lavoratori» sono sostituite dalle seguenti: «ivi
compresi quelli relativi ai lavoratori», le parole: «e il personale»
sono sostituite dalle seguenti: «e al personale» e le parole:
«nonche’ dei rispettivi dirigenti» sono sostituite dalle seguenti:
«nonche’ ai rispettivi dirigenti»;
al comma 20, secondo periodo, le parole: «presente
provvedimento» sono sostituite dalle seguenti: «presente decreto»;
al comma 21, primo periodo, le parole: «del predetto Fondo»
sono sostituite dalle seguenti: «dei predetti fondi»;
al comma 22, le parole: «0,3 punti percentuali ogni anno fino a
raggiungere il livello del 22 per cento» sono sostituite dalle
seguenti: «1,3 punti percentuali dall’anno 2012 e successivamente di
0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24
per cento»;
al comma 24, le parole: «31 marzo 2012», ovunque ricorrono,
sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2012» e, al secondo
periodo, le parole: «, che si esprime» sono sostituite dalle
seguenti: «; essi si esprimono»;
il comma 25 e’ sostituito dal seguente: «25. In considerazione
della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica
dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito
dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e’
riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti
pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento
minimo INPS, nella misura del 100 per cento. Per le pensioni di
importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore
a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica
spettante ai sensi del presente comma, l’aumento di rivalutazione e’
comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite
maggiorato. Il comma 3 dell’articolo 18 del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111, e’ abrogato»;
al comma 27, secondo periodo, le parole: «e a decorrere
dall’anno 2013 con 300 milioni di euro» sono sostituite dalle
seguenti: «con 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2013
e 2014 e con 240 milioni di euro per l’anno 2015»;
dopo il comma 27 e’ inserito il seguente:
«27-bis. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ ridotta di
500.000 euro per l’anno 2013»;
al comma 29, primo periodo, le parole: «Ministero del Lavoro e
della Politiche Sociali» sono sostituite dalle seguenti: «Ministero
del lavoro e delle politiche sociali»;
dopo il comma 31 e’ aggiunto il seguente:
«31-bis. Al primo periodo del comma 22-bis dell’articolo 18 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo le parole: “eccedente
150.000 euro” sono inserite le seguenti: “e al 15 per cento per la
parte eccedente 200.000 euro”».
All’articolo 25:
al comma 1, le parole: «dei Ministri dell’ambiente, della
tutela del territorio e del mare e del Ministro dell’economia e delle
finanze,» sono sostituite dalle seguenti: «del Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dell’economia
e delle finanze,»;
dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. Le somme non impegnate alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto per la realizzazione
degli interventi necessari per la messa in sicurezza e l’adeguamento
antisismico delle scuole, di cui all’articolo 2, comma 239, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, in misura
pari all’importo di 2,5 milioni di euro, come indicato nella
risoluzione approvata dalle competenti Commissioni della Camera dei
deputati il 2 agosto 2011, sono destinate al Fondo per l’ammortamento
dei titoli di Stato di cui all’articolo 44 del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di debito
pubblico, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 2003, n. 398».
All’articolo 26:
al comma 1, le parole: «Fondo ammortamento» sono sostituite
dalle seguenti: «Fondo per l’ammortamento».
All’articolo 27:
al comma 1:
al capoverso «Art. 33-bis», comma 1, le parole: «della
presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «del presente
decreto»;
al capoverso «Art. 33-bis», comma 2, quarto periodo, le
parole: «dell’iniziative» sono sostituite dalle seguenti: «delle
iniziative»;
al capoverso «Art. 33-bis», comma 7, alinea, le parole: «Il
primo e il secondo comma» sono sostituite dalle seguenti: «I commi 1
e 2»;
al capoverso «Art. 33-bis», comma 7, capoverso 2, al quarto
periodo, le parole: «della presente legge» sono sostituite dalle
seguenti: «della presente disposizione» e, al settimo periodo, le
parole: «al comma 3 e all’articolo 3 della direttiva 2001/42/CE e del
comma 4» sono sostituite dalle seguenti: «al paragrafo 3
dell’articolo 3 della direttiva 2001/42/CE e al comma 4»;
al comma 2:
al capoverso «Art. 3-ter», comma 2, al secondo periodo, le
parole: «valorizzazione territoriali» sono sostituite dalle seguenti:
«valorizzazione territoriale» e, al terzo periodo, le parole: «del
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351 convertito, con modificazioni
dalla legge 23 novembre 2001, n. 410 dal» sono sostituite dalle
seguenti: «del presente decreto, dal»;
al capoverso «Art. 3-ter», comma 5, secondo periodo, le
parole: «dalla presente norma» sono sostituite dalle seguenti: «dal
presente articolo» e le parole: «della presente norma» sono
sostituite dalle seguenti: «del presente articolo»;
al capoverso «Art. 3-ter», comma 7, terzo periodo, dopo le
parole: «dei tempi del procedimento e» sono inserite le seguenti:
«tali importi»;
al capoverso «Art. 3-ter», comma 12, primo periodo, la
parola: «capoverso» e’ sostituita dalla seguente: «periodo»;
al capoverso «Art. 3-ter», comma 13, al primo periodo, le
parole: «del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351 convertito, con
modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410» sono soppresse e,
al secondo periodo, dopo le parole: «alla lettera c)» sono inserite
le seguenti: «del comma 1»;
al comma 3:
i capoversi sono rinumerati come commi 3-bis, 3-ter, 3-quater
e 3-quinquies;
al secondo capoverso, rinumerato come comma 3-ter, la parola:
«capoverso» e’ sostituita dalla seguente: «periodo»;
all’ultimo capoverso, rinumerato come comma 3-quinquies, dopo
le parole: «sono sostituite» sono inserite le seguenti: «dalle
seguenti:»;
al comma 7:
al primo periodo, le parole: «Al comma 1,» sono sostituite
dalle seguenti: «All’articolo 1, comma 1,»;
i capoversi sono rinumerati come commi 7-bis, 7-ter e
7-quater;
al comma 11, le parole da: «Ministero del Tesoro» a: «codice
degli appalti di cui al Decreto Legislativo» sono sostituite dalle
seguenti: «Ministero dell’economia e delle finanze, in qualita’ di
centrale di committenza, ai sensi dell’articolo 33 del codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al
decreto legislativo»;
al comma 12, le parole: «il contraente generale previsto dal»
sono sostituite dalle seguenti: «la centrale di committenza di cui
al»;
al comma 13:
alla lettera a), le parole: «del contraente generale» sono
sostituite dalle seguenti: «della centrale di committenza»;
alla lettera b), le parole: «decretata dal» sono sostituite
dalle seguenti: «effettuata con decreto del»;
alla lettera e), le parole: «il contraente generale» sono
sostituite dalle seguenti: «la centrale di committenza»;
al comma 14, le parole: «comma 3» sono sostituite dalle
seguenti: «comma 11»;
al comma 16, primo periodo, le parole: «commi 11 e 12 lettera
e)» sono sostituite dalle seguenti: «commi 12 e 13, lettera e),».
All’articolo 28:
dopo il comma 11 sono aggiunti i seguenti:
«11-bis. Il comma 5 dell’articolo 17 del decreto legislativo 6
maggio 2011, n. 68, e’ abrogato. Le misure di cui all’articolo 1,
comma 12, periodi dal terzo al quinto, del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, e successive modificazioni, si applicano nell’intero
territorio nazionale.
11-ter. Al fine di potenziare il coordinamento della finanza
pubblica e’ avviata la ridefinizione delle regole del patto di
stabilita’ interno.
11-quater. All’articolo 76, comma 7, primo periodo, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, le
parole: “40 %” sono sostituite dalle seguenti: “50 per cento”».
All’articolo 29:
al comma 2, le parole: «articolo 3, comma 66,» sono sostituite
dalle seguenti: «articolo 4, comma 66,»;
dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Per gli anni 2011, 2012 e 2013, un importo pari a 2,5
milioni di euro, iscritto nel capitolo 7513 del programma 3.5
“Regolazioni contabili ed altri trasferimenti alle Regioni a statuto
speciale” della missione “Relazioni finanziarie con le autonomie
territoriali” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze, e’ destinato al sostegno delle attivita’ e delle
iniziative culturali, artistiche, sportive, ricreative, scientifiche,
educative, informative ed editoriali di cui all’articolo 16 della
legge 23 febbraio 2001, n. 38».
Nel capo VII del titolo III, dopo l’articolo 29 e’ aggiunto il
seguente:
«Art. 29-bis. – (Introduzione dell’impiego di software libero
negli uffici pubblici per la riduzione dei costi della pubblica
amministrazione). – 1. La lettera d) del comma 1 dell’articolo 68 del
codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82, e’ sostituita dalla seguente:
” d) acquisizione di programmi informatici appartenenti alla
categoria del software libero o a codice sorgente aperto;”».
All’articolo 30:
al comma 3, secondo periodo, la parola: «provvedimento» e’
sostituita dalla seguente: «decreto»;
dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:
«3-bis. All’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 19
novembre 1997, n. 422, dopo le parole: “e gli altri enti locali” sono
aggiunte le seguenti: “; per servizio di trasporto pubblico locale
lagunare si intende il trasporto pubblico locale effettuato con
unita’ che navigano esclusivamente nelle acque protette della laguna
di Venezia”.
3-ter. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, il Governo, con uno
o piu’ regolamenti adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni:
a) modifica, secondo criteri di semplificazione, le norme del
titolo I del libro sesto del regolamento per l’esecuzione del codice
della navigazione (Navigazione marittima), di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, concernenti il
personale navigante, anche ai fini dell’istituzione di specifiche
abilitazioni professionali per il trasporto pubblico locale lagunare;
b) modifica, secondo criteri di semplificazione, il
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8
novembre 1991, n. 435, delimitando l’ambito di applicazione delle
relative norme con riguardo al trasporto pubblico locale lagunare.
3-quater. Al servizio di trasporto pubblico locale lagunare si
applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81. Con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro dodici mesi dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali,
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della
salute, e’ emanata la normativa tecnica per la progettazione e la
costruzione delle unita’ navali adibite al servizio di trasporto
pubblico locale lagunare.
3-quinquies. Per trasporti pubblici non di linea per via
d’acqua con riferimento alla laguna di Venezia si intendono quelli
disciplinati dalla vigente legislazione regionale»;
dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
«5-bis. Al fine di garantire la realizzazione di interventi
necessari per la messa in sicurezza e l’adeguamento antisismico delle
scuole, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, il Governo da’ attuazione
all’atto di indirizzo approvato dalle Commissioni parlamentari
competenti il 2 agosto 2011, ai sensi dell’articolo 2, comma 239,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni,
adotta gli atti necessari all’erogazione delle risorse del Fondo per
lo sviluppo e la coesione destinate alle medesime finalita’ ai sensi
dell’articolo 33, comma 3, della legge 12 novembre 2011, n. 183, e
nell’ambito della procedura ivi prevista, e riferisce alle Camere in
merito all’attuazione del presente comma»;
al comma 7, dopo le parole: «due milioni di euro annui» sono
inserite le seguenti: «a decorrere dall’anno 2012»;
dopo il comma 8 sono aggiunti i seguenti:
«8-bis. All’elenco 3 allegato alla legge 12 novembre 2011, n.
183, sono aggiunte, in fine, le seguenti voci:
“- Interventi di carattere sociale di cui all’articolo 3 del
decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e successive modificazioni;
stipula di convenzioni con i comuni interessati alla stabilizzazione
dei lavoratori socialmente utili con oneri a carico del bilancio
comunale, di cui all’articolo 2, comma 552, della legge 24 dicembre
2007, n. 244;
– Interventi di sostegno all’editoria e al pluralismo
dell’informazione”.
8-ter. All’articolo 4, comma 53, della legge 12 novembre 2011,
n. 183, le parole: “32,4 milioni di euro” sono sostituite dalle
seguenti: “47,2 milioni di euro”.
8-quater. Per le finalita’ di cui all’articolo 4 della legge 23
dicembre 1999, n. 499, e successive modificazioni, per l’anno 2012,
la somma aggiuntiva di 14,8 milioni di euro di cui al comma 8-ter del
presente articolo e’ riassegnata ad apposito capitolo di spesa dello
stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali».
All’articolo 31:
al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «dell’ambiente» sono
inserite le seguenti: «, ivi incluso l’ambiente urbano,».
All’articolo 32:
il comma 1 e’ sostituito dai seguenti:
«1. In materia di vendita dei farmaci, negli esercizi
commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 2006, n. 248, che ricadono nel territorio di comuni aventi
popolazione superiore a 12.500 abitanti e, comunque, al di fuori
delle aree rurali come individuate dai piani sanitari regionali, in
possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi
fissati con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, adottato entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, possono, esperita la procedura di cui al comma
1-bis, essere venduti senza ricetta medica anche i medicinali di cui
all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, e successive modificazioni, ad eccezione dei medicinali di
cui all’articolo 45 del testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni,
e di cui all’articolo 89 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n.
219, nonche’ dei farmaci del sistema endocrino e di quelli
somministrabili per via parenterale. Con il medesimo decreto, sentita
l’Agenzia italiana del farmaco, sono definiti gli ambiti di attivita’
sui quali sono assicurate le funzioni di farmacovigilanza da parte
del Servizio sanitario nazionale.
1-bis. Il Ministero della salute, sentita l’Agenzia italiana
del farmaco, individua entro centoventi giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto un elenco,
periodicamente aggiornabile, dei farmaci di cui all’articolo 8, comma
10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive
modificazioni, per i quali permane l’obbligo di ricetta medica e dei
quali non e’ consentita la vendita negli esercizi commerciali di cui
al comma 1»;
al comma 4, le parole: «su tutti i prodotti venduti» sono
sostituite dalle seguenti: «sui medicinali di cui ai commi 1 e
1-bis».
L’articolo 33 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 33. – (Soppressione di limitazioni all’esercizio di
attivita’ professionali). – 1. Il comma 2 dell’articolo 10 della
legge 12 novembre 2011, n. 183, e’ sostituito dal seguente:
“2. All’articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
‘5-bis. Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali in
contrasto con i principi di cui al comma 5, lettere da a) a g), sono
abrogate con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento
governativo di cui al comma 5 e, in ogni caso, dalla data del 13
agosto 2012.
5-ter. Il Governo, entro il 31 dicembre 2012, provvede a
raccogliere le disposizioni aventi forza di legge che non risultano
abrogate per effetto del comma 5-bis in un testo unico da emanare ai
sensi dell’articolo 17-bis della legge 23 agosto 1988, n. 400′”.
2. All’articolo 3, comma 5, lettera c), del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, le parole: “la durata del tirocinio non
potra’ essere complessivamente superiore a tre anni” sono sostituite
dalle seguenti: “la durata del tirocinio non potra’ essere superiore
a diciotto mesi”».
All’articolo 34:
al comma 8, dopo le parole: «le professioni,» sono inserite le
seguenti: «il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non
di linea,».
All’articolo 35:
alla rubrica, la parola: «Antitrust» e’ sostituita dalle
seguenti: «Autorita’ garante della concorrenza e del mercato»;
al comma 1, capoverso Art. «21-bis», comma 2, dopo la parola:
«emette» sono inserite le seguenti: «, entro sessanta giorni,».
All’articolo 36:
dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
«2-bis. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i titolari di cariche
incompatibili possono optare nel termine di novanta giorni dalla
nomina. Decorso inutilmente tale termine, decadono da entrambe le
cariche e la decadenza e’ dichiarata dagli organi competenti degli
organismi interessati nei trenta giorni successivi alla scadenza del
termine o alla conoscenza dell’inosservanza del divieto. In caso di
inerzia, la decadenza e’ dichiarata dall’autorita’ di vigilanza di
settore competente.
2-ter. In sede di prima applicazione, il termine per esercitare
l’opzione di cui al comma 2-bis, primo periodo, e’ di centoventi
giorni, decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto».
Dopo l’articolo 36 e’ inserito il seguente:
«Art. 36-bis. – (Ulteriori disposizioni in materia di tutela
della concorrenza nel settore del credito). – 1. All’articolo 21 del
codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206, e successive modificazioni, dopo il comma 3 e’ inserito il
seguente:
“3-bis. E’ considerata scorretta la pratica commerciale di una
banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario
che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il
cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla
medesima banca, istituto o intermediario”».
All’articolo 37:
il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Il Governo, con uno o piu’ regolamenti da adottare ai
sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e successive modificazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, sentite le
competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono nel termine di
trenta giorni, emana le disposizioni volte a realizzare una compiuta
liberalizzazione e un’efficiente regolazione nel settore dei
trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture»;
al comma 2:
all’alinea, le parole: «secondo i seguenti principi e criteri
direttivi» sono sostituite dalle seguenti: «nel rispetto delle
seguenti norme generali»;
alla lettera b), il numero 1) e’ sostituito dal seguente:
«1) garantire condizioni di accesso eque e non
discriminatorie alle infrastrutture e alle reti ferroviarie,
aeroportuali, portuali e alla mobilita’ urbana collegata a stazioni,
aeroporti e porti».
All’articolo 39:
dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente:
«7-bis. Nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, una
quota delle disponibilita’ finanziarie del Fondo di garanzia a favore
delle piccole e medie imprese, di cui all’articolo 2, comma 100,
lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e’ riservata ad
interventi di garanzia in favore del microcredito di cui all’articolo
111 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di
cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive
modificazioni, da destinare alla microimprenditorialita’. Con decreto
di natura non regolamentare, adottato dal Ministro dello sviluppo
economico, sentito l’Ente nazionale per il microcredito, sono
definiti la quota delle risorse del Fondo da destinare al
microcredito, le tipologie di operazioni ammissibili, le modalita’ di
concessione, i criteri di selezione nonche’ l’ammontare massimo delle
disponibilita’ finanziarie del Fondo da destinare alla copertura del
rischio derivante dalla concessione della garanzia di cui al presente
periodo. L’Ente nazionale per il microcredito stipula convenzioni con
enti pubblici, enti privati e istituzioni, nazionali ed europee, per
l’incremento delle risorse del Fondo dedicate al microcredito per le
microimprese o per l’istituzione di fondi di riserva separati presso
il medesimo Fondo».
All’articolo 40:
il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Il comma 3 dell’articolo 109 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:
“3. Entro le ventiquattro ore successive all’arrivo, i
soggetti di cui al comma 1 comunicano alle questure territorialmente
competenti, avvalendosi di mezzi informatici o telematici o mediante
fax, le generalita’ delle persone alloggiate, secondo modalita’
stabilite con decreto del Ministro dell’interno, sentito il Garante
per la protezione dei dati personali”»;
al comma 3, capoverso 9-bis, alinea, le parole: «L’attivita’
di’ lavoro» sono sostituite dalle seguenti: «L’attivita’ di lavoro»;
al comma 5, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dal
seguente: «Al comma 9 del medesimo articolo 242 del decreto
legislativo n. 152 del 2006, le parole: “con attivita’ in esercizio”
sono soppresse ed e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Possono
essere altresi’ autorizzati interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria e di messa in sicurezza degli impianti e delle reti
tecnologiche, purche’ non compromettano la possibilita’ di effettuare
o completare gli interventi di bonifica che siano condotti adottando
appropriate misure di prevenzione dei rischi”»;
dopo il comma 9 sono aggiunti i seguenti:
«9-bis. All’articolo 27 del testo unico dei servizi di media
audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio
2005, n. 177, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
“7-bis. La cessione anche di un singolo impianto
radiotelevisivo, quando non ha per oggetto unicamente le
attrezzature, si considera cessione di ramo d’azienda. Gli atti
relativi ai trasferimenti di impianti e di rami d’azienda ai sensi
del presente articolo, posti in essere dagli operatori del settore
prima della data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al
presente comma, sono in ogni caso validi e non rettificabili ai fini
tributari”.
9-ter. Il termine di cui all’articolo 1, comma 862, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e’ prorogato al
31 dicembre 2012. Per il completamento degli interventi in fase di
ultimazione e non revocati, oggetto di proroga ai sensi del presente
comma, l’agevolazione e’ rideterminata nel limite massimo delle
anticipazioni gia’ erogate al beneficiario alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, con
esclusione di ulteriori erogazioni a carico dello Stato».
All’articolo 41:
dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:
«5-bis. L’articolo 175 del codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, e’ sostituito dal
seguente:
“Art. 175. – (Promotore e finanza di progetto). – 1. Il
Ministero pubblica nel sito informatico di cui al decreto del
Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2001, nonche’ nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e in quella dell’Unione europea, la lista
delle infrastrutture inserite nel programma di cui all’articolo 161,
comma 1, del presente codice, per le quali i soggetti aggiudicatori
intendono ricorrere alle procedure della finanza di progetto
disciplinate dal presente articolo. Nella lista e’ precisato, per
ciascuna infrastruttura, l’ufficio del soggetto aggiudicatore presso
il quale gli interessati possono ottenere le informazioni ritenute
utili.
2. Ai fini dell’inserimento dell’intervento nella lista, i
soggetti aggiudicatori rimettono lo studio di fattibilita’ al
Ministero, che ne cura l’istruttoria secondo quanto previsto
dall’articolo 161, comma 1-quater. Il Ministero sottopone lo studio
di fattibilita’ al CIPE, che si esprime con la partecipazione dei
presidenti delle regioni e delle province autonome eventualmente
interessate e, in caso di valutazione positiva, indica, fra l’altro,
le eventuali risorse pubbliche destinate al progetto, che devono
essere disponibili a legislazione vigente. Dette risorse devono
essere mantenute disponibili per i progetti approvati sino alla loro
realizzazione.
3. Il Ministero aggiorna la lista di cui al comma 1, indicando
gli interventi i cui studi di fattibilita’ sono stati approvati dal
CIPE.
4. Il soggetto aggiudicatore, entro novanta giorni dalla data in
cui diventa efficace la delibera del CIPE di approvazione dello
studio di fattibilita’, provvede alla pubblicazione del bando di gara
sulla base dello studio di fattibilita’.
5. Il bando, oltre a quanto previsto dall’articolo 177, deve
specificare che:
a) le offerte devono contenere un progetto preliminare che,
oltre a quanto previsto nell’allegato tecnico di cui all’allegato
XXI, deve evidenziare, con apposito adeguato elaborato cartografico,
le aree impegnate, le relative eventuali fasce di rispetto e le
occorrenti misure di salvaguardia, e deve, inoltre, indicare ed
evidenziare anche le caratteristiche prestazionali, le specifiche
funzionali e i costi dell’infrastruttura da realizzare, ivi compreso
il costo per le eventuali opere e misure compensative dell’impatto
territoriale e sociale; una bozza di convenzione; un piano
economico-finanziario asseverato ai sensi dell’articolo 153, comma 9,
primo periodo, nonche’ dare conto del preliminare coinvolgimento di
uno o piu’ istituti finanziatori nel progetto. Il piano
economico-finanziario comprende l’importo delle spese sostenute per
la predisposizione dell’offerta, comprensivo anche dei diritti sulle
opere dell’ingegno di cui all’articolo 2578 del codice civile. Tale
importo non puo’ superare il 2,5 per cento del valore
dell’investimento, come desumibile dallo studio di fattibilita’ posto
a base di gara;
b) il soggetto aggiudicatore richiede al promotore scelto ai
sensi del comma 6 di apportare al progetto preliminare, ed
eventualmente allo schema di convenzione e al piano
economico-finanziario, da esso presentati, le modifiche eventualmente
intervenute in fase di approvazione del progetto preliminare da parte
del CIPE. In tal caso la concessione e’ definitivamente aggiudicata
al promotore solo successivamente all’accettazione, da parte di
quest’ultimo, delle modifiche indicate. In caso di mancata
accettazione delle modifiche indicate dal CIPE da parte del
promotore, il soggetto aggiudicatore ha facolta’ di chiedere ai
concorrenti successivi in graduatoria l’accettazione, entro trenta
giorni dalla richiesta, delle modifiche da apportare al progetto
preliminare presentato dal promotore alle stesse condizioni proposte
a quest’ultimo e non accettate dallo stesso. In caso di esito
negativo o di una sola offerta, il soggetto aggiudicatore ha facolta’
di procedere ai sensi dell’articolo 177, ponendo a base di gara il
progetto preliminare predisposto dal promotore, aggiornato con le
prescrizioni del CIPE;
c) il promotore, o eventualmente altro concorrente scelto ai
sensi della lettera b) ai fini dell’aggiudicazione definitiva della
concessione, deve dare adeguato conto dell’integrale copertura
finanziaria dell’investimento, anche acquisendo la disponibilita’ di
uno o piu’ istituti di credito a concedere il finanziamento previsto
nel piano economico-finanziario correlato al progetto preliminare
presentato dal promotore ed eventualmente adeguato a seguito della
deliberazione del CIPE.
6. In parziale deroga a quanto stabilito dall’articolo 177, il
soggetto aggiudicatore valuta le offerte presentate con il criterio
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, redige una graduatoria
e nomina promotore il soggetto che ha presentato la migliore offerta;
la nomina del promotore puo’ aver luogo anche in presenza di una sola
offerta. L’esame delle offerte e’ esteso agli aspetti relativi alla
qualita’ del progetto preliminare presentato, al valore economico e
finanziario del piano e al contenuto della bozza di convenzione.
7. Le offerte sono corredate delle garanzie e delle cauzioni di
cui all’articolo 153, comma 13, primo periodo.
8. L’offerta del promotore e’ vincolante per il periodo indicato
nel bando, comunque non inferiore a un anno dalla presentazione
dell’offerta stessa.
9. Il soggetto aggiudicatore promuove, ove necessaria, la
procedura di valutazione di impatto ambientale e quella di
localizzazione urbanistica, ai sensi dell’articolo 165, comma 3. A
tale fine, il promotore integra il progetto preliminare con lo studio
di impatto ambientale e con quanto necessario alle predette
procedure.
10. Il progetto preliminare, istruito ai sensi dell’articolo 165,
comma 4, e’ approvato dal CIPE ai sensi dell’articolo 169-bis,
unitamente allo schema di convenzione e al piano
economico-finanziario. La mancata approvazione del progetto
preliminare da parte del CIPE non determina alcun diritto in capo
all’offerente con riguardo alle prestazioni e alle attivita’ gia’
svolte.
11. Il soggetto aggiudicatore procede all’aggiudicazione e alla
stipula del contratto di concessione nei termini e alle condizioni di
cui al comma 5, lettere b) e c). Nel caso in cui risulti
aggiudicatario della concessione un soggetto diverso dal promotore,
quest’ultimo ha diritto al pagamento, a carico dell’aggiudicatario
definitivo, dell’importo delle spese sostenute per la predisposizione
dell’offerta e al rimborso dei costi sostenuti per le integrazioni di
cui al comma 9.
12. Il soggetto aggiudicatario e’ tenuto agli adempimenti
previsti dall’articolo 153, comma 13, secondo e terzo periodo.
13. E’ facolta’ dei soggetti di cui all’articolo 153, comma 20,
presentare al soggetto aggiudicatore studi di fattibilita’ relativi
alla realizzazione di infrastrutture inserite nel programma di cui
all’articolo 161, non presenti nella lista di cui al comma 1 del
presente articolo. Ai fini dell’inserimento dell’intervento nella
lista di cui al predetto comma 1, il soggetto aggiudicatore trasmette
lo studio di fattibilita’ al Ministero il quale, svolta l’istruttoria
ai sensi dell’articolo 161, comma 1-quater, lo sottopone al CIPE per
l’approvazione ai sensi del comma 2 del presente articolo.
L’inserimento dell’intervento nella lista non determina alcun diritto
del proponente al compenso per le prestazioni compiute o alla
realizzazione degli interventi proposti.
14. I soggetti di cui all’articolo 153, comma 20, possono
presentare al soggetto aggiudicatore proposte relative alla
realizzazione di infrastrutture inserite nel programma di cui
all’articolo 161, non presenti nella lista di cui al comma 1 del
presente articolo. Il soggetto aggiudicatore puo’ riservarsi di non
accogliere la proposta ovvero di interrompere il procedimento, senza
oneri a proprio carico, prima che siano avviate le procedure di cui
al settimo periodo del presente comma. La proposta contiene il
progetto preliminare redatto ai sensi del comma 5, lettera a), lo
studio di impatto ambientale, la bozza di convenzione, il piano
economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui
all’articolo 153, comma 9, primo periodo, nonche’ l’indicazione del
contributo pubblico eventualmente necessario alla realizzazione del
progetto e la specificazione delle caratteristiche del servizio e
della gestione. Il piano economico-finanziario comprende l’importo
delle spese sostenute per la predisposizione della proposta,
comprensivo anche dei diritti sulle opere dell’ingegno di cui
all’articolo 2578 del codice civile. Tale importo non puo’ superare
il 2,5 per cento del valore dell’investimento. La proposta e’
corredata delle autodichiarazioni relative al possesso dei requisiti
di cui all’articolo 153, comma 20, della cauzione di cui all’articolo
75, e dell’impegno a prestare una cauzione nella misura dell’importo
di cui all’articolo 153, comma 9, terzo periodo, nel caso di
indizione di gara. Il soggetto aggiudicatore promuove, ove
necessaria, la procedura di impatto ambientale e quella di
localizzazione urbanistica, ai sensi dell’articolo 165, comma 3,
invitando eventualmente il proponente ad integrare la proposta con la
documentazione necessaria alle predette procedure. La proposta viene
rimessa dal soggetto aggiudicatore al Ministero, che ne cura
l’istruttoria ai sensi dell’articolo 165, comma 4. Il progetto
preliminare e’ approvato dal CIPE ai sensi dell’articolo 169-bis,
unitamente allo schema di convenzione e al piano
economico-finanziario. Il soggetto aggiudicatore ha facolta’ di
richiedere al proponente di apportare alla proposta le modifiche
eventualmente intervenute in fase di approvazione da parte del CIPE.
Se il proponente apporta le modifiche richieste assume la
denominazione di promotore e la proposta e’ inserita nella lista di
cui al comma 1 ed e’ posta a base di gara per l’affidamento di una
concessione ai sensi dell’articolo 177, cui partecipa il promotore.
Se il promotore non partecipa alla gara, il soggetto aggiudicatore
incamera la cauzione di cui all’articolo 75. I concorrenti devono
essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 153, comma 8. Il
soggetto aggiudicatore valuta le offerte presentate con il criterio
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa. Se il promotore non
risulta aggiudicatario ha diritto al pagamento, a carico
dell’aggiudicatario, dell’importo delle spese sostenute per la
predisposizione della proposta, nei limiti indicati nel piano
economico-finanziario. Il soggetto aggiudicatario e’ tenuto agli
adempimenti previsti dall’articolo 153, comma 13, secondo e terzo
periodo”.
5-ter. Le disposizioni di cui al comma 5-bis non si applicano
alle procedure gia’ avviate alla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, per le quali continuano ad
applicarsi le disposizioni di cui all’articolo 175 del codice di cui
al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nella formulazione
vigente prima della medesima data».
All’articolo 42:
dopo il comma 9 e’ aggiunto il seguente:
«9-bis. All’alinea del comma 1 dell’articolo 18 della legge 12
novembre 2011, n. 183, le parole: “infrastrutture autostradali” sono
sostituite dalle seguenti: “infrastrutture stradali e autostradali,
anche di carattere regionale,”».
All’articolo 43:
al comma 2, le parole: «concessioni autostradali» sono
sostituite dalle seguenti: «convenzioni autostradali»;
al comma 3, le parole: «concessioni autostradali» sono
sostituite dalle seguenti: «convenzioni autostradali»;
al comma 5, capoverso 2-ter, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: «. A tal fine sono da considerarsi concessionari
solo i soggetti individuati ai sensi della parte II, titolo III, capo
II, dello stesso decreto. Sono fatti salvi i soggetti gia’
individuati alla data di entrata in vigore della presente
disposizione secondo la normativa nazionale di riferimento, nonche’ i
titolari di concessioni di cui all’articolo 253, comma 25, del
predetto decreto legislativo”»;
al comma 7, dopo le parole: «il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti individua» sono inserite le seguenti: «, entro il 31
dicembre 2012,»;
il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
«8. Ai fini del mantenimento delle condizioni di sicurezza, il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
d’intesa con le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, individua, entro il 30 giugno 2013, in ordine di priorita’ e
sulla base anche dei progetti di gestione degli invasi ai sensi
dell’articolo 114 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
successive modificazioni, le grandi dighe per le quali, accertato il
concreto rischio di ostruzione degli organi di scarico, siano
necessarie e urgenti l’adozione di interventi nonche’ la rimozione
dei sedimenti accumulatisi nei serbatoi. Le regioni e le province
autonome nei cui territori sono presenti le grandi dighe per le quali
sia stato rilevato il rischio di ostruzione degli organi di scarico e
la conseguente necessita’ e urgenza della rimozione dei sedimenti
accumulati nei serbatoi individuano idonei siti per lo stoccaggio
definitivo di tutto il materiale e sedimenti asportati in attuazione
dei suddetti interventi»;
al comma 9, le parole: «30 giugno 2012» sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2012»;
al comma 10, le parole: «, entro sei mesi dall’entrata in
vigore del presente decreto,» sono sostituite dalle seguenti: «,
entro il 31 dicembre 2012,»;
al comma 11, primo periodo, le parole: «, entro sei mesi
dall’entrata in vigore del presente decreto,» sono sostituite dalle
seguenti: «, entro il 31 dicembre 2012,»;
al comma 12, le parole: «dall’emanazione» sono sostituite dalle
seguenti: «dalla data di entrata in vigore»;
al comma 15, ultimo periodo, le parole: «entro tre mesi
dall’entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle
seguenti: «, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione,» e, dopo le parole: «della normativa sopra
indicata» e’ inserito il seguente segno: «”».
All’articolo 44:
al comma 1, alinea, le parole: «restano comunque disciplinati»
sono sostituite dalle seguenti: «resta comunque disciplinata»;
il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5. All’articolo 91, comma 1, del codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, le parole: “di
importo pari o superiore alle soglie di cui alle lettere a) e b) del
comma 1 dell’articolo 28” sono sostituite dalle seguenti: “di importo
pari o superiore a 100.000 euro”. L’articolo 12 della legge 11
novembre 2011, n. 180, e’ abrogato».
Dopo l’articolo 44 e’ inserito il seguente:
«Art. 44-bis. – (Elenco-anagrafe nazionale delle opere pubbliche
incompiute). – 1. Ai sensi del presente articolo, per “opera pubblica
incompiuta” si intende l’opera che non e’ stata completata:
a) per mancanza di fondi;
b) per cause tecniche;
c) per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di
legge;
d) per il fallimento dell’impresa appaltatrice;
e) per il mancato interesse al completamento da parte del
gestore.
2. Si considera in ogni caso opera pubblica incompiuta un’opera
non rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal
relativo progetto esecutivo e che non risulta fruibile dalla
collettivita’.
3. Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e’
istituito l’elenco-anagrafe nazionale delle opere pubbliche
incompiute.
4. L’elenco-anagrafe di cui al comma 3 e’ articolato a livello
regionale mediante l’istituzione di elenchi-anagrafe presso gli
assessorati regionali competenti per le opere pubbliche.
5. La redazione dell’elenco-anagrafe di cui al comma 3 e’
eseguita contestualmente alla redazione degli elenchi-anagrafe su
base regionale, all’interno dei quali le opere pubbliche incompiute
sono inserite sulla base di determinati criteri di adattabilita’
delle opere stesse ai fini del loro riutilizzo, nonche’ di criteri
che indicano le ulteriori destinazioni a cui puo’ essere adibita ogni
singola opera.
6. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti stabilisce, con proprio regolamento, le modalita’ di
redazione dell’elenco-anagrafe, nonche’ le modalita’ di formazione
della graduatoria e dei criteri in base ai quali le opere pubbliche
incompiute sono iscritte nell’elenco-anagrafe, tenendo conto dello
stato di avanzamento dei lavori ed evidenziando le opere prossime al
completamento.
7. Ai fini della fissazione dei criteri di cui al comma 5, si
tiene conto delle diverse competenze in materia attribuite allo Stato
e alle regioni».
All’articolo 45:
al comma 4, le parole: «del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 16 luglio 2009» sono sostituite dalle
seguenti: «del piano nazionale di edilizia abitativa, di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 luglio 2009,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19 agosto 2009».
All’articolo 48:
al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: «legge di
conversione del presente decreto» sono inserite le seguenti: «e da
trasmettere alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica»;
dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. Ferme restando le disposizioni previste dagli
articoli 13, 14 e 28, nonche’ quelle recate dal presente articolo,
con le norme di attuazione statutaria di cui all’articolo 27 della
legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni, sono definiti
le modalita’ di applicazione e gli effetti finanziari del presente
decreto per le regioni a statuto speciale e per le province autonome
di Trento e di Bolzano».
All’articolo 49:
al comma 1, le parole: «a 13.108,628 milioni di euro per l’anno
2015, a 14.630,928 milioni di euro per l’anno 2016, a 14.138,228
milioni di euro per l’anno 2017, a 14.456,228 milioni di euro per
l’anno 2018, a 14.766,128 milioni di euro per l’anno 2019, a
15.078,428 milioni di euro per l’anno 2020, a 15.390,728 milioni di
euro per l’anno 2021, a 15.703,028 di euro per l’anno 2022 e a
15.721,128 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023,» sono
sostituite dalle seguenti: «a 13.048,628 milioni di euro per l’anno
2015, a 14.330,928 milioni di euro per l’anno 2016, a 13.838,228
milioni di euro per l’anno 2017, a 14.156,228 milioni di euro per
l’anno 2018, a 14.466,128 milioni di euro per l’anno 2019, a
14.778,428 milioni di euro per l’anno 2020, a 15.090,728 milioni di
euro per l’anno 2021, a 15.403,028 milioni di euro per l’anno 2022 e
a 15.421,128 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023,».
All’allegato 1, le tabelle B e C sono sostituite dalle seguenti:
«Tabella B – Aliquote di finanziamento

Parte di provvedimento in formato grafico

LEGGE 22 dicembre 2011, n. 214 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0256) – (GU n. 300 del 27-12-2011

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