LEGGE 28 febbraio 1985, n. 47: Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere abusive | Architetto.info

LEGGE 28 febbraio 1985, n. 47: Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere abusive

LEGGE 28 febbraio 1985, n. 47: Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere abusive - (G.U. n. 53, 2 marzo 1985, Supplemento Ordinario)

LEGGE 28 febbraio 1985, n. 47

Norme in materia di controllo
dell’attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria
delle opere abusive

(G.U. n. 53, 2 marzo 1985, Supplemento
Ordinario)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica
hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente
legge:

CAPO I
Norme in materia di controllo dell’attività
urbanistico-edilizia
Sanzioni amministrative e penali

Art.
1

(Legge-quadro).

Fermo restando quanto previsto dal capo IV, le
regioni emanano norme in materia di controllo dell’attività
urbanistica ed edilizia e di sanzioni amministrative in conformità ai
principi definiti dai capi I, II e III della presente legge.

Fino
all’emanazione delle norme regionali si applicano le norme della
presente legge.

Sono in ogni caso fatte salve le competenze delle
regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di
Bolzano.

Art. 2

(Sostituzione di norme).

Le disposizioni di cui
al capo I della presente legge sostituiscono quelle di cui all’art. 32
della legge 17 agosto 1942, n. 1150, ed agli artt. 15 e 17 della legge
28 gennaio 1977, n. 10.

Art. 3

(Ritardato od omesso versamento del
contributo afferente alla concessione)(169)

(169)Articolo abrogato
dall’art. 136, comma 2, lett. f), D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come
modificato da errata-corrige pubblicata nella G.U. 10 novembre 2001,
n. 262, a decorrere dal 1° gennaio 2002; successivamente, tale ultimo
termine è stato prorogato al 30 giugno 2002, dall’art. 5-bis, comma 1,
D.L. 23 novembre 2001, n. 411, convertito dalla L. 31 dicembre 2001,
n. 463.

Art. 3

(Ritardato od omesso versamento del contributo
afferente alla concessione)(168)

Le regioni determinano le sanzioni
per il ritardato o mancato versamento del contributo di concessione in
misura non inferiore a quanto previsto nel presente articolo e non
superiore al doppio.

Il mancato versamento, nei termini di legge,
del contributo di concessione di cui agli artt. 3,5, 6 e10 della legge
28 gennaio 1977, n. 10, comporta:

a) l’aumento del contributo in
misura pari al 20 per cento qualora il versamento del contributo sia
effettuato nei successivi centoventi giorni;

b) l’aumento del
contributo in misura pari al 50 per cento quando, superato il termine
di cui alla lettera a), il ritardo si protrae non oltre i successivi
sessanta giorni;

c) l’aumento del contributo in misura pari al 100
per cento quando, superato il termine di cui alla lettera b), il
ritardo si protrae non oltre i successivi sessanta giorni.

Le
misure di cui alle lettere precedenti non si cumulano.

Nel caso di
pagamento rateizzato le norme di cui al secondo comma si applicano ai
ritardi nei pagamenti delle singole rate.

Decorso inutilmente il
termine di cui alla lettera c) del secondo comma il comune provvede
alla riscossione coattiva del complessivo credito nei modi previsti
dall’art. 16 della presente legge.

Fino all’entrata in vigore delle
leggi regionali che determineranno la misura delle sanzioni di cui al
presente articolo, queste saranno applicate nelle misure indicate nel
secondo comma.

(168)Testo precedente le modifiche apportate dal
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

Art. 4

(Vigilanza sull’attività
urbanistico-edilizia)(171)

(171)Articolo abrogato dall’art. 136,
comma 2, lett. f), D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come modificato da
errata-corrige pubblicata nella G.U. 10 novembre 2001, n. 262, a
decorrere dal 1° gennaio 2002; successivamente, tale ultimo termine è
stato prorogato al 30 giugno 2002, dall’art. 5-bis, comma 1, D.L. 23
novembre 2001, n. 411, convertito dalla L. 31 dicembre 2001, n.
463.

Art. 4

(Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia)(170)

Il
sindaco esercita la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia nel
territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle norme di legge
e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed
alle modalità esecutive fissate nella concessione o
nell’autorizzazione.

Il sindaco, quando accerti l’inizio di opere
eseguite senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali,
regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo
di inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad
interventi di edilizia residenziale pubblica di cui alla legge 18
aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni ed integrazioni,
provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
Qualora si tratti di aree assoggettate alla tutela di cui al
regio-decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, o appartenenti ai beni
disciplinati dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766, nonché delle aree di
cui alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e
successive modificazioni ed integrazioni, il sindaco provvede alla
demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa
comunicazione alle amministrazioni competenti le quali possono
eventualmente intervenire, ai fini della demolizion, anche di propria
iniziativa.

Ferma rimanendo l’ipotesi prevista dal precedente comma,
qualora sia constatata dai competenti uffici comunali, l’inosservanza
delle norme, prescrizioni e modalità di cui al primo comma, il sindaco
ordina l’immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino
all’adozione dei provvedimenti definitivi di cui ai successivi
articoli, da adottare e notificare entro quarantacinque giorni
dall’ordine di sospensione dei lavori.

Gli ufficiali ed agenti di
polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere
non sia esibita la concessione ovvero non sia stato apposto il
prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta
violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione
all’autorità giudiziaria, al presidente della giunta regionale ed al
sindaco, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle
opere e dispone gli atti conseguenti.

(170)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

Art. 5

(Opere
di Amministrazioni statali)(173)

(173)Articolo abrogato dall’art.
136, comma 2, lett. f), D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come modificato
da errata-corrige pubblicata nella G.U. 10 novembre 2001, n. 262, a
decorrere dal 1° gennaio 2002; successivamente, tale ultimo termine è
stato prorogato al 30 giugno 2002, dall’art. 5-bis, comma 1, D.L. 23
novembre 2001, n. 411, convertito dalla L. 31 dicembre 2001, n.
463.

Art. 5

(Opere di Amministrazioni statali)(172)

Per le opere
eseguite da amministrazioni statali, qualora ricorrono le ipotesi di
cui al precedenteart. 4, il sindaco, ai sensi dell’art. 81 del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, informa
immediatamente il presidente della giunta regionale e il Ministro dei
lavori pubblici, al quale compete, d’intesa con il presidente della
giunta regionale, la adozione dei provvedimenti previsti dal suddetto
art. 4.

(172)Testo precedente le modifiche apportate dal D.P.R. 6
giugno 2001, n. 380.

Art. 6

Responsabilità del titolare della
concessione, del committente, del costruttore e del direttore dei
lavori (174)

(174)Articolo modificato dall’art. 5-bis, D.L. 23
aprile 1985, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 giugno
1985, n. 298 e da ultimo abrogato dall’art. 136, comma 2, lett. f),
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come modificato da errata-corrige
pubblicata nella G.U. 10 novembre 2001, n. 262, a decorrere dal 1°
gennaio 2002; successivamente, tale ultimo termine è stato prorogato
al 30 giugno 2002, dall’art. 5-bis, comma 1, D.L. 23 novembre 2001, n.
411, convertito dalla L. 31 dicembre 2001, n. 463.

Art.
6

Responsabilità del titolare della concessione, del committente, del
costruttore e del direttore dei lavori (175)

Il titolare della
concessione, il committente, e il costruttore sono responsabili, ai
fini e per gli effetti delle norme contenute nel presente capo, della
conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di
piano nonché – unitamente al direttore dei lavori – a quelle della
concessione ad edificare e alle modalità esecutive stabilite dalla
medesima. Essi sono, altresì, tenuti al pagamento delle sanzioni
pecuniarie e solidalmente alle spese per l’esecuzione in danno, in
caso di demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che
dimostrino di non essere responsabili dell’abuso(1).

Il direttore dei
lavori non è responsabile qualora abbia contestato agli altri soggetti
la violazione delle prescrizioni della concessione edilizia, con
esclusione delle varianti in corso d’opera di cui all’art. 15,
fornendo al sindaco contemporanea e motivata comunicazione della
violazione stessa. Nei casi di totale difformità o di variazione
essenziale rispetto alla concessione, il direttore dei lavori deve
inoltre rinunziare all’incarico contestualmente alla comunicazione
resa al sindaco. In caso contrario il sindaco segnala al consiglio
dell’ordine professionale di appartenenza la violazione in cui è
incorso il direttore dei lavori, che è passibile di sospensione
dall’albo professionale da tre mesi a due anni.

(175)Testo precedente
le modifiche apportate dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

(1)Comma
sostituito dall’art. 5-bis, D.L. 23 aprile 1985, n. 146, convertito,
con modificazioni, dalla L. 21 giugno 1985, n. 298.

Art.
6

(Responsabilità del titolare della concessione, del committente,
del costruttore e del direttore dei lavori).(87)

Il titolare della
concessione, il committente, il costruttore e il direttore dei lavori
sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel
presente capo della conformità delle opere alla normativa urbanistica,
alle previsioni di piano nonché a quelle della concessione ad
edificare e alle modalità esecutive stabilite dalla medesima. Essi
sono altresì tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie e
solidalmente alle spese per l’esecuzione in danno, in caso…

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