LEGGE 3 febbraio 2011, n. 7 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa allo sdoganamento centralizzato, concernente l'attribuzione delle spese di riscossione nazionali trattenute allorche' le risorse proprie tradizionali sono messe a disposizione del bilancio dell'UE, fatta a Bruxelles il 10 marzo 2009. (11G0047) (GU n. 45 del 24-2-2011 | Architetto.info

LEGGE 3 febbraio 2011, n. 7 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa allo sdoganamento centralizzato, concernente l’attribuzione delle spese di riscossione nazionali trattenute allorche’ le risorse proprie tradizionali sono messe a disposizione del bilancio dell’UE, fatta a Bruxelles il 10 marzo 2009. (11G0047) (GU n. 45 del 24-2-2011

LEGGE 3 febbraio 2011, n. 7 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa allo sdoganamento centralizzato, concernente l'attribuzione delle spese di riscossione nazionali trattenute allorche' le risorse proprie tradizionali sono messe a disposizione del bilancio dell'UE, fatta a Bruxelles il 10 marzo 2009. (11G0047) (GU n. 45 del 24-2-2011 - Suppl. Ordinario n.50) note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/02/2011

LEGGE 3 febbraio 2011 , n. 7

Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa allo sdoganamento
centralizzato, concernente l’attribuzione delle spese di riscossione
nazionali trattenute allorche’ le risorse proprie tradizionali sono
messe a disposizione del bilancio dell’UE, fatta a Bruxelles il 10
marzo 2009. (11G0047)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
ART. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

1. Il Presidente della Repubblica e’ autorizzato a ratificare la
Convenzione relativa allo sdoganamento centralizzato, concernente
l’attribuzione delle spese di riscossione nazionali trattenute
allorche’ le risorse proprie tradizionali sono messe a disposizione
del bilancio dell’UE, fatta a Bruxelles il 10 marzo 2009.

ART. 2.
(Ordine di esecuzione).

1. Piena ed intera esecuzione e’ data alla Convenzione di cui
all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore,
in conformita’ a quanto disposto dall’articolo 7 della Convenzione
stessa.

ART. 3.
(Clausola di monitoraggio).

1. Ogni sei mesi l’Agenzia delle dogane provvede ad effettuare il
monitoraggio degli effetti delle misure della Convenzione di cui
all’articolo 1 e trasmette le risultanze al Ministero dell’economia e
delle finanze, che riferisce al Parlamento con apposita relazione nei
successivi sessanta giorni.

ART. 4.
(Entrata in vigore).

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 3 febbraio 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Frattini, Ministro degli affari esteri

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati (atto n. 3356):
Presentato dal Ministro degli affari esteri (Frattini) il 29
marzo 2010.
Assegnato alla III commissione (Affari esteri e comunitari), in
sede referente, il 21 aprile 2010 con pareri delle commissioni I, V,
VI, X e XIV.
Esaminato dalla III commissione, in sede referente, il
28 aprile 2010 ed il 6 maggio 2010.
Esaminato in Aula ed approvato l’11 maggio 2010.
Senato della Repubblica (atto n. 2178):
Assegnato alla 3ª commissione (Affari esteri, emigrazione), in
sede referente, il 19 maggio 2010 con pareri delle commissioni
1ª, 5ª, 6ª 10ª e 14ª.
Esaminato dalla 3ª commissione, in sede referente, il 15 giugno
2010 ed il 9 novembre 2010.
Esaminato in Aula ed approvato il 17 novembre 2010.
Camera dei deputati (atto n. 3356-B):
Assegnato alla III commissione (Affari esteri e comunitari), in
sede referente, il 23 novembre 2010 con pareri delle commissioni I, V
e VI.
Esaminato dalla III commissione, in sede referente, il 30
novembre 2010 ed il 22 dicembre 2010.
Esaminato in Aula ed approvato il 10 gennaio 2011.

CONVENZIONE

RELATIVA ALLO SDOGANAMENTO CENTRALIZZATO,
CONCERNENTE L’ATTRIBUZIONE DELLE SPESE DI RISCOSSIONE
NAZIONALI TRATTENUTE ALLORCHE’ LE RISORSE PROPRIE TRADIZIONALI
SONO MESSE A DISPOSIZIONE DEL BILANCIO DELL’UE

LE PARTI CONTRAENTI, Stati membri dell’Unione europea:

VISTA la decisione 2007/436/CE, EURATOM, del Consiglio, del 7 giugno
2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunita’
europee (“la decisione”),

CONSIDERANDO il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 del Consiglio,
del 22 maggio 2000, recante applicazione della succitata decisione
relativa al sistema delle risorse proprie (“il regolamento”),

CONSIDERANDO che lo sdoganamento centralizzato, e altre
semplificazioni delle formalita’ doganali, ai sensi del regolamento
(CE) n. 450/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23
aprile 2008, che istituisce il codice doganale comunitario (“il
codice doganale aggiornato”) puo’ contribuire alla creazione di
condizioni propizie al commercio,

CONSIDERANDO che l’autorizzazione unica quale definita all’articolo
1, punto 13 del regolamento (CE) n. 2454/93 della Commissione prevede
gli stessi benefici per il periodo fino all’applicazione del codice
doganale aggiornato,

CONSIDERANDO la dichiarazione del Consiglio, del 25 giugno 2007,
sulla condivisione delle spese di riscossione dei dazi, sull’IVA e
sulle statistiche elaborate nel quadro del sistema di sdoganamento
centralizzato e la dichiarazione del Consiglio e della Commissione,
del 25 giugno 2007, sulla valutazione del funzionamento del sistema
di sdoganamento centralizzato,

TENUTO CONTO degli articoli 17 e 120 del codice doganale aggiornato
che prevedono rispettivamente il riconoscimento della validita’ delle
decisioni prese dalle autorita’ doganali in tutta la Comunita’,
nonche’ la forza probante dei risultati delle verifiche in tutto il
territorio della Comunita’,

CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:

(1) la gestione dello sdoganamento centralizzato, che puo’ essere
integrata da semplificazioni delle formalita’ doganali,
comporta, allorche’ le merci sono dichiarate per l’immissione in
libera pratica in uno Stato membro ma sono presentate alla
dogana di un altro Stato membro, spese amministrative nei due
Stati membri. Questo giustifica una ridistribuzione parziale
delle spese di riscossione che sono trattenute allorche’ le
risorse proprie tradizionali sono messe a disposizione del
bilancio comunitario in conformita’ del regolamento.

(2) Tale ridistribuzione, effettuata dalla Parte contraente in cui e’
presentata la dichiarazione in dogana a favore della Parte
contraente in cui sono presentate le merci, corrisponde in
totale al 50% delle spese di riscossione trattenute.

(3) Una corretta attuazione della ridistribuzione delle spese di
riscossione necessita dell’adozione di procedure specifiche
sotto forma di convenzione tra le Parti contraenti.

(4) La presente convenzione deve essere applicata dalle Parti
contraenti in conformita’ alle rispettive norme e procedure
nazionali,

HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:

CAPITOLO I

AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

ARTICOLO 1

1. La presente convenzione definisce le procedure, relative alla
ridistribuzione delle spese di riscossione allorche’ le risorse
proprie sono messe a disposizione del bilancio dell’UE, che le Parti
contraenti seguono in caso di sdoganamento centralizzato, quale
definito dall’articolo 106 del codice doganale aggiornato, qualora le
merci siano dichiarate per l’immissione in libera pratica in uno
Stato membro ma siano presentate alla dogana di un altro Stato
membro.

2. Le procedure di cui al paragrafo 1 si applicano altresi’ se il
concetto di sdoganamento centralizzato e’ integrato da
semplificazioni previste in conformita’ al codice doganale
aggiornato.

3. Le procedure di cui al paragrafo 1 si applicano anche
all’autorizzazione unica quale definita dall’articolo 1, punto 13 del
regolamento (CE) n. 2454/93 della Commissione, per l’immissione in
libera pratica.

ARTICOLO 2

Ai fini della presente convenzione si intende per:

a) “autorizzazione”: qualsiasi autorizzazione rilasciata dalle
autorita’ doganali che consente l’immissione in libera pratica
delle merci all’ufficio doganale competente per il luogo in cui
e’ stabilito il titolare dell’autorizzazione, indipendentemente
dall’ufficio doganale dove sono presentate le merci;

b) “autorita’ doganali che rilasciano l’autorizzazione”: le autorita’
doganali dello Stato membro partecipante che consentono
l’immissione in libera pratica delle merci all’ufficio doganale
competente per il luogo in cui e’ stabilito il titolare
dell’autorizzazione, indipendentemente dall’ufficio doganale dove
sono presentate le merci;

c) “autorita’ doganali che forniscono assistenza”: le autorita’
doganali dello Stato membro partecipante, le quali assistono le
autorita’ doganali che rilasciano l’autorizzazione per quanto
riguarda il controllo della procedura e lo svincolo delle merci;

d) “dazi all’importazione”: i dazi doganali dovuti all’importazione
delle merci;

e) “spese di riscossione”: gli importi che gli Stati membri sono
autorizzati a trattenere in conformita’ all’articolo 2, paragrafo
3 della decisione o ad una corrispondente disposizione di
qualsiasi altra decisione successiva che la sostituisca.

CAPITOLO II

DETERMINAZIONE E RIDISTRIBUZIONE
DELLE SPESE DI RISCOSSIONE

ARTICOLO 3

1. Lo Stato membro delle autorita’ doganali che rilasciano
l’autorizzazione notifica allo Stato membro delle autorita’ doganali
che forniscono assistenza, per via elettronica oppure, ove non
disponibile, con qualsiasi altro mezzo idoneo, le pertinenti
informazioni concernenti l’importo delle spese di riscossione da
ridistribuire.

2. Le autorita’ doganali che forniscono assistenza comunicano alle
autorita’ doganali che rilasciano l’autorizzazione:

a) il nome e l’indirizzo dell’autorita’ competente a ricevere le
informazioni a norma del paragrafo 1;

b) gli estremi del conto bancario da utilizzare per il versamento
dell’importo delle spese di riscossione da ridistribuire.

3. Le pertinenti informazioni di cui al paragrafo 1 sono le seguenti:

a) l’identificazione dell’autorizzazione;

b) la data in cui l’importo delle risorse proprie accertate e’
accreditato in conformita’ degli articoli 9 e 10 del regolamento;

c) l’importo delle risorse proprie messe a disposizione, tenuto conto
dell’eventuale rimborso o recupero a posteriori dei dazi
all’importazione;

d) l’importo delle spese di riscossione trattenute.

ARTICOLO 4

L’importo delle spese di riscossione che lo Stato membro delle
autorita’ doganali che rilasciano l’autorizzazione deve ridistribuire
allo Stato membro delle autorita’ doganali che forniscono assistenza
e’ pari al cinquanta per cento (50%) dell’importo delle spese di
riscossione trattenute.

ARTICOLO 5

1. Il pagamento dell’importo di cui all’articolo 4 e’ effettuato nel
mese nel corso del quale l’importo delle risorse proprie accertato e’
accreditato in conformita’ agli articoli 9 e 10 del regolamento.

2. Sull’importo di cui al paragrafo 1 viene applicato un interesse di
mora dalla data di scadenza del termine prescritto fino alla data del
pagamento.

Il tasso dell’interesse di mora e’ quello applicato dalla Banca
centrale europea alla sua piu’ recente operazione di rifinanziamento
principale, effettuata anteriormente al primo giorno di calendario
del semestre in questione (“tasso di riferimento”), piu’ due punti
percentuali.

Qualora lo Stato membro a cui appartengono le autorita’ doganali che
rilasciano l’autorizzazione non partecipi alla terza fase dell’Unione
economica e monetaria, il tasso di riferimento di cui sopra e’ il
tasso equivalente fissato dalla propria banca centrale nazionale. In
questo caso il tasso di riferimento in vigore il primo giorno di
calendario del semestre in questione si applica per i sei mesi
successivi.

CAPITOLO III

RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

ARTICOLO 6

Le eventuali controversie tra le Parti contraenti riguardo
all’interpretazione o al funzionamento della presente convenzione
sono per quanto possibile risolte in via negoziale. Ove non si giunga
ad una soluzione entro il termine di tre mesi, le Parti contraenti
interessate possono, di comune accordo, designare un conciliatore per
risolverle.

CAPITOLO IV

ATTUAZIONE E DISPOSIZIONI FINALI

ARTICOLO 7

1. Il Segretario generale del Consiglio dell’Unione europea agisce in
qualita’ di depositario della presente convenzione.

2. Gli Stati membri dell’Unione europea possono divenire Parti
contraenti della presente convenzione depositando presso il
Segretario generale del Consiglio dell’Unione europea uno strumento
di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, una
volta espletate le procedure interne richieste per l’adozione della
presente convenzione.

3. La presente convenzione entra in vigore novanta giorni dopo che
l’ultimo Stato membro firmatario ha dichiarato di aver espletato
tutte le procedure interne necessarie per la sua adozione. Fino
all’entrata in vigore, ogni Stato membro che abbia ottemperato a tali
procedure puo’ tuttavia dichiarare che applichera’ la convenzione,
nei suoi rapporti con gli Stati membri che hanno formulato la stessa
dichiarazione, in relazione alle disposizioni cui si applica la
presente convenzione.

4. Tutti gli accordi amministrativi tra Stati membri, concernenti la
ridistribuzione degli importi delle spese di riscossione in
situazioni che rientrano nell’ambito di applicazione della presente
convenzione, sono sostituiti dalle disposizioni della presente
convenzione a decorrere dalla data della sua applicazione tra gli
Stati membri interessati.

ARTICOLO 8

1. Ogni Parte contraente puo’ proporre modifiche alla presente
convenzione, in particolare se la Parte contraente subisca gravi
perdite di bilancio a seguito dell’applicazione della presente
convenzione. Ogni proposta di modifica e’ inviata al depositario di
cui all’articolo 7, il quale ne da’ comunicazione alle Parti
contraenti.

2. Le modifiche sono adottate di comune accordo dalle Parti
contraenti.

3. Le modifiche adottate in base al paragrafo 2 entrano in vigore a
norma dell’articolo 7.

ARTICOLO 9

La presente convenzione e’ riesaminata dalle Parti contraenti al piu’
tardi tre anni dopo la data di applicazione del codice doganale
aggiornato e se necessario puo’ essere modificata sulla base di tale
riesame in conformita’ all’articolo 8.

ARTICOLO 10

1. Qualsiasi parte contraente puo’ denunciare la presente convenzione
mediante notifica al Segretario generale del Consiglio dell’Unione
europea.

2. Gli effetti della denuncia decorrono trascorsi novanta giorni
dalla data di ricevimento, da parte del Segretario generale, della
relativa notifica.

In fede di che, i sottoscritti plenipotenziari hanno apposto le loro
firme in calce alla presente convenzione.

Fatto a Bruxelles, decimo giorno di marzo nell’anno duemilanove in un
unico esemplare in lingua bulgara, ceca, danese, estone, finlandese,
francese, greca, inglese, irlandese, italiana, lettone, lituana,
maltese, olandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena,
spagnola, svedese, tedesca e ungherese, tutti i testi facenti
ugualmente fede. L’originale e’ depositato presso gli archivi del
Segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea.

Parte di provvedimento in formato grafico

LEGGE 3 febbraio 2011, n. 7 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa allo sdoganamento centralizzato, concernente l’attribuzione delle spese di riscossione nazionali trattenute allorche’ le risorse proprie tradizionali sono messe a disposizione del bilancio dell’UE, fatta a Bruxelles il 10 marzo 2009. (11G0047) (GU n. 45 del 24-2-2011

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