LEGGE 3 gennaio 1978, n. 1 | Architetto.info

LEGGE 3 gennaio 1978, n. 1

LEGGE 3 gennaio 1978, n. 1 - Accelerazione delle procedure per la esecuzione di opere pubbliche e di impianti e costruzioni industriali. (G.U. n. 14, 14 gennaio 1978, Serie Generale)

LEGGE 3 gennaio 1978, n. 1

Accelerazione delle procedure per la
esecuzione di opere pubbliche e di impianti e costruzioni
industriali.

(G.U. n. 14, 14 gennaio 1978, Serie Generale)

La
Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Capo
I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

Dichiarazione
d’urgenza(40)

(40)Articolo modificato dall’art. 8, L. 10 febbraio
1989, n. 48, dall’art. 4, comma 3, L. 18 novembre 1998, n. 415 e, da
ultimo, abrogato dall’art. 58, comma 1, n. 108), D.P.R. 8 giugno 2001,
n. 327, a decorrere dal 1° gennaio 2002; successivamente, l’art. 136,
comma 2, lett. d), D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come modificato da
errata-corrige pubblicata nella G.U. 10 novembre 2001, n. 262, ha
confermato l’abrogazione del presente articolo relativamente ai commi
4 e 5, a decorrere dal 1° gennaio 2002; tale ultimo termine è stato
prorogato al 30 giugno 2002, dagli artt. 5, comma 1, e 5-bis, D.L. 23
novembre 2001, n. 411, convertito dalla L. 31 dicembre 2001, n.
463.

Art. 1

Dichiarazione d’urgenza(41)

L’approvazione dei progetti
di opere pubbliche da parte dei competenti organi statali, regionali,
delle provincie autonome di Trento e Bolzano e degli altri enti
territoriali equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di urgenza
ed indifferibilità delle opere stesse.

Rimangono ferme le
disposizioni contenute in leggi speciali regolanti la stessa
materia.

Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità e di
urgenza ed indifferibilità cessano se le opere non hanno avuto inizio
nel triennio successivo all’approvazione del progetto.

Nei casi in
cui lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni specifiche
di aree per la realizzazione di servizi pubblici, l’approvazione dei
progetti preliminari di lavori pubblici da parte del consiglio
comunale, e dei conseguenti progetti definitivi ed esecutivi di lavori
pubblici da parte della giunta comunale, anche se non conformi alle
specifiche destinazioni di piano, non comporta necessità di varianti
allo strumento urbanistico medesimo sempre che ciò non determini
modifiche al dimensionamento o alla localizzazione delle aree per
specifiche tipologie di servizi alla popolazione, regolamentate con
standard urbanistici minimi da norme nazionali o regionali(14).

Nel
caso in cui le opere ricadano su aree che negli strumenti urbanistici
approvati non sono destinate a pubblici servizi oppure sono destinate
a tipologie di servizi diverse da quelle cui si riferiscono le opere
medesime e che sono regolamentate con standard minimi da norme
nazionali o regionali, la deliberazione del consiglio comunale di
approvazione del progetto preliminare e la deliberazione della giunta
comunale di approvazione del progetto definitivo ed esecutivo
costituiscono adozione di variante degli strumenti stessi, non
necessitano di autorizzazione regionale preventiva e vengono approvate
con le modalità previste dagli articoli 6 e seguenti della legge 18
aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni(14).

La regione emana
il decreto di approvazione entro sessanta giorni dal ricevimento degli
atti.

(15).

(41)Testo precedente le modifiche apportate dal D.P.R. 8
giugno 2001, n. 327.

(14)Comma sostituito dall’art. 4, comma 3, L. 18
novembre 1998, n. 415.

(15)Comma abrogato dall’art. 8, L. 10 febbraio
1989, n. 48.

Art. 1

Dichiarazione d’urgenza(12)

L’approvazione dei
progetti di opere pubbliche da parte dei competenti organi statali,
regionali, delle provincie autonome di Trento e Bolzano e degli altri
enti territoriali equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di
urgenza ed indifferibilità delle opere stesse.

Rimangono ferme le
disposizioni contenute in leggi speciali regolanti la stessa
materia.

Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità e di
urgenza ed indifferibilità cessano se le opere non hanno avuto inizio
nel triennio successivo all’approvazione del progetto.

Nei casi in
cui lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni specifiche
di aree per la realizzazione di servizi pubblici l’approvazione di
progetti di opere pubbliche da parte del consiglio comunale, anche se
non conformi alle specifiche destinazioni di piano, non comporta
necessità di varianti allo strumento urbanistico medesimo(11).

Nel
caso in cui le opere ricadano su aree che negli strumenti urbanistici
approvati non sono destinate a pubblici servizi, la deliberazione del
consiglio comunale di approvazione del progetto costituisce adozione
di variante degli strumenti stessi, non necessita di autorizzazione
regionale preventiva e viene approvata con le modalità previste dagli
articoli 6 e seguenti della legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive
modificazioni ed integrazioni(11).

La regione emana il decreto di
approvazione entro sessanta giorni dal ricevimento degli
atti.

(9).

(12)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 18
novembre 1998, n. 415.

(11)Le disposizioni di cui al presente comma,
già prorogate dal D.L. 8 gennaio 1981, n. 4, dalD.L. 29 dicembre 1983,
n. 747 e dal D.L. 22 dicembre 1984, n. 901, sono ulteriormente
prorogate fino al 30 settembre 1986, dall’art. 1, comma 3, D.L. 30
dicembre 1985, n. 791.

(9)Comma abrogato dall’art. 8, L. 10 febbraio
1989, n. 48.

Art. 1

Dichiarazione d’urgenza (1)

L’approvazione dei
progetti di opere pubbliche da parte dei competenti organi statali,
regionali, delle provincie autonome di Trento e Bolzano e degli altri
enti territoriali equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di
urgenza ed indifferibilità delle opere stesse.

Rimangono ferme le
disposizioni contenute in leggi speciali regolanti la stessa
materia.

Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità e di
urgenza ed indifferibilità cessano se le opere non hanno avuto inizio
nel triennio successivo all’approvazione del progetto.

Nei casi in
cui lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni specifiche
di aree per la realizzazione di servizi pubblici l’approvazione di
progetti di opere pubbliche da parte del consiglio comunale, anche se
non conformi alle specifiche destinazioni di piano, non comporta
necessità di varianti allo strumento urbanistico medesimo(10).

Nel
caso in cui le opere ricadano su aree che negli strumenti urbanistici
approvati non sono destinate a pubblici servizi, la deliberazione del
consiglio comunale di approvazione del progetto costituisce adozione
di variante degli strumenti stessi, non necessita di autorizzazione
regionale preventiva e viene approvata con le modalità previste dagli
articoli 6 e seguenti della legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive
modificazioni ed integrazioni(10).

La regione emana il decreto di
approvazione entro sessanta giorni dal ricevimento degli atti.

Le
norme di cui al quarto e al quinto comma del presente articolo si
applicano per tre anni dall’entrata in vigore della presente legge
.

(1)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 10 febbraio
1989, n. 48.

(10)Le disposizioni di cui al presente comma, già
prorogate dal D.L. 8 gennaio 1981, n. 4, dalD.L. 29 dicembre 1983, n.
747 e dal D.L. 22 dicembre 1984, n. 901, sono ulteriormente prorogate
fino al 30 settembre 1986, dall’art. 1, comma 3, D.L. 30 dicembre
1985, n. 791.

Art. 2

Aree destinate all’edilizia
scolastica

L’ampiezza minima delle aree destinate all’edilizia
scolastica può essere inferiore di non oltre il venti per cento di
quella stabilita dalle norme tecniche emanate in applicazione
dell’art. 11 della legge 28 luglio 1967, n. 641 e dell’art. 9 della
legge 5 agosto 1975, n. 412, a condizione che l’individuazione
dell’area sia disposta entro un anno dall’entrata in vigore della
presente legge.

Art. 3

Stato di consistenza ai fini dell’occupazione
temporanea(43)

(43)Articolo abrogato dall’art. 58, comma 1, n. 108),
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, a decorrere dal 1° gennaio 2002,
successivamente tale termine è stato prorogato al 30 giugno 2002,
dall’art. 5, comma 1, D.L. 23 novembre 2001, n. 411.

Art. 3

Stato di
consistenza ai fini dell’occupazione temporanea(42)

Le operazioni di
cui agli articoli 7 e 16 della legge 25 giugno 1865, n. 2359,
preordinate all’esecuzione delle opere di cui all’art. 1 della
presente legge, nonché quelle connesse alla formazione di strumenti
urbanistici esecutivi, sono autorizzate, nell’ambito della rispettiva
competenza, dai soggetti indicati dall’art. 106 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.

Per le opere
dichiarate urgenti ed indifferibili, lo stato di consistenza del fondo
prescritto dagli articoli 71, primo comma, e 76 della legge 25 giugno
1865, n. 2359, va compilato, dopo che sia stata disposta l’occupazione
temporanea o d’urgenza, a cura dell’ente espropriante o dei suoi
concessionari che vi provvedono in concomitanza con la redazione del
verbale di immissione nel possesso.

Detto verbale deve essere redatto
in contraddittorio con il proprietario o, in sua assenza, con
l’intervento di due testimoni che non siano dipendenti
dell’espropriante o del concessionario; al contraddittorio sono
ammessi il fittavolo, il mezzadro, il colono, o il
compartecipante.

Il relativo avviso, contenente l’indicazione del
luogo, del giorno e dell’ora, è notificato almeno venti giorni prima
al proprietario del fondo secondo le risultanze catastali, ed entro lo
stesso termine è affisso, per almeno venti giorni, all’albo del comune
o dei comuni in cui sono siti gli immobili.

(42)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

Art.
4

Attraversamenti e spostamenti(45)

(45)Articolo abrogato dall’art.
58, comma 1, n. 108), D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, a decorrere dal 1°
gennaio 2002, successivamente tale termine è stato prorogato al 30
giugno 2002, dall’art. 5, comma 1, D.L. 23 novembre 2001, n.
411.

Art. 4

Attraversamenti e spostamenti(44)

Per …

[Continua nel file zip allegato]

LEGGE 3 gennaio 1978, n. 1

Architetto.info