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LEGGE 5 agosto 1978, n. 457

LEGGE 5 agosto 1978, n. 457 - Norme per l'edilizia residenziale (4a) (G.U. n. 231, 19 agosto 1978, Serie Generale)

LEGGE 5 agosto 1978, n. 457

Norme per l’edilizia residenziale
(4a)

(G.U. n. 231, 19 agosto 1978, Serie Generale)

(4a) Per la
determinazione dei nuovi limiti di reddito, dei tassi agevolati e dei
massimali di mutuo per l’edilizia agevolata, ai sensi della presente
legge, vedi la Deliberazione 30 marzo 1989.

IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

TITOLO I
PIANO DECENNALE PER
L’EDILIZIA RESIDENZIALE. ORGANI E FUNZIONI.

Art. 1

(Contenuti del
piano)

A partire dall’anno 1978 è attuato un piano decennale di
edilizia residenziale riguardante:

a) gli interventi di edilizia
sovvenzionata diretti alla costruzione di abitazioni e al recupero del
patrimonio degli enti pubblici;

b) gli interventi di edilizia
convenzionata e agevolata diretti alla costruzione di abitazioni e al
recupero del patrimonio edilizio esistente;

c) l’acquisizione e
l’urbanizzazione di aree destinate agli insediamenti residenziali.

I finanziamenti per l’edilizia residenziale agevolata e
sovvenzionata possono essere destinati ad interventi di edilizia
residenziale pubblica o ad opere ad essi funzionali, da realizzare su
aree o immobili demaniali concessi a comuni o ad altri enti ai sensi
della normativa vigente. Tali aree o immobili devono comunque essere
ricompresi in piani di recupero ovvero in programmi integrati di
intervento, di riqualificazione urbana o di recupero urbano(74).

Il
piano indica e quantifica le risorse finanziarie e creditizie da
destinare all’edilizia residenziale pubblica e determina i criteri per
la loro gestione coordinata, tenuto conto delle linee generali di
intervento nel settore dell’edilizia residenziale indicate dal
C.I.P.E.

Il piano decennale definisce il programma operativo per il
primo quadriennio ed è soggetto a revisione ogni quattro anni.

Sulla
base del piano nazionale le regioni formulano propri programmi
quadriennali e progetti biennali di intervento.

Alla relazione
previsionale e programmatica ed alla relazione generale sulla
situazione economica del Paese, è allegata una relazione
sull’andamento del settore edilizio e sullo stato di realizzazione dei
programmi di edilizia residenziale.

(74)Comma inserito dall’art. 2,
comma 2, L. 30 aprile 1999, n. 136, a decorrere dal giorno successivo
a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Art.
1

(Contenuti del piano)(73)

A partire dall’anno 1978 è attuato un
piano decennale di edilizia residenziale riguardante:

a) gli
interventi di edilizia sovvenzionata diretti alla costruzione di
abitazioni e al recupero del patrimonio degli enti pubblici;

b) gli
interventi di edilizia convenzionata e agevolata diretti alla
costruzione di abitazioni e al recupero del patrimonio edilizio
esistente;

c) l’acquisizione e l’urbanizzazione di aree destinate
agli insediamenti residenziali.

Il piano indica e quantifica le
risorse finanziarie e creditizie da destinare all’edilizia
residenziale pubblica e determina i criteri per la loro gestione
coordinata, tenuto conto delle linee generali di intervento nel
settore dell’edilizia residenziale indicate dal C.I.P.E.

Il piano
decennale definisce il programma operativo per il primo quadriennio ed
è soggetto a revisione ogni quattro anni.

Sulla base del piano
nazionale le regioni formulano propri programmi quadriennali e
progetti biennali di intervento.

Alla relazione previsionale e
programmatica ed alla relazione generale sulla situazione economica
del Paese, è allegata una relazione sull’andamento del settore
edilizio e sullo stato di realizzazione dei programmi di edilizia
residenziale.

(73)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 30
aprile 1999, n. 136.

Art. 2

(Competenze del C.I.P.E.)

Il C.I.P.E.,
previo parere della commissione consultiva interregionale per la
programmazione economica, indica gli indirizzi programmatrici per
l’edilizia residenziale e in particolare:

a) determina le linee
d’intervento nel settore dell’edilizia residenziale, secondo gli
obiettivi della programmazione economica nazionale, con particolare
riguardo al soddisfacimento dei fabbisogni abitativi prioritari, alla
riduzione dei costi di costruzione e di gestione e all’esigenza
d’industrializzazione del settore;

b) indica e quantifica le
risorse finanziarie da destinare all’edilizia residenziale;

c)
determina la quota minima degli incrementi delle riserve tecniche
degli istituti di previdenza e delle imprese di assicurazione da
destinare al finanziamento dell’edilizia convenzionata ed agevolata,
anche attraverso la sottoscrizione di titoli emessi dalla Cassa
depositi e prestiti nonché da altri istituti autorizzati ad esercitare
il credito fondiario sul territorio della Repubblica;

d) determina
i criteri generali per la ripartizione delle risorse finanziarie tra i
vari settori d’intervento;

e) indica i criteri per la ripartizione
delle risorse finanziarie tra le regioni, ivi comprese quelle
destinate all’edilizia rurale, e stabilisce la quota minima degli
interventi che non può, comunque, essere inferiore al 40 per cento del
complesso di essi da destinare ai territori di cui all’articolo 1 del
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, che
approva il testo unico delle norme sugli interventi straordinari nel
Mezzogiorno;

f) determina le quote, per un importo non superiore
all’ 1 per cento, dei finanziamenti di edilizia sovvenzionata ed al 3
per cento dei finanziamenti di edilizia egevolata da destinare
all’anagrafe degli assegnatari di abitazioni di edilizia residenziale
comunque fruenti di contributi dello Stato e ad iniziative di ricerca
e studi nel settore dell’edilizia residenziale.(34).

Il C.I.P.E.
approva, su proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, il
piano decennale, i programmi quadriennali e le loro revisioni
biennali. Inoltre, previo parere della commissione consultiva
interregionale per la programmazione economica:

1) delibera, su
proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, le misura dei tassi
e gli aggiornamenti di cui alla lettera o) dell’articolo 3 della
presente legge;

2) determina, su proposta del Comitato per
l’edilizia residenziale, i criteri generali per le assegnazioni e per
la fissazione dei canoni delle abitazioni di edilizia residenziale
pubblica.

Per il biennio 1978-1979 si provvede alla formulazione ed
attuazione del programma secondo quanto previsto dal successivo
articolo 41.

(34)Lettera sostituita dall’art. 4, comma 14, D.L. 23
gennaio 1982, n. 9.

Art. 2

(Competenze del C.I.P.E.)(1)

Il
C.I.P.E., previo parere della commissione consultiva interregionale
per la programmazione economica, indica gli indirizzi programmatici
per l’edilizia residenziale e in particolare:

a) determina le linee
d’intervento nel settore dell’edilizia residenziale, secondo gli
obiettivi della programmazione economica nazionale, con particolare
riguardo al soddisfacimento dei fabbisogni abitativi prioritari, alla
riduzione dei costi di costruzione e di gestione e all’esigenza
d’industrializzazione del settore;

b) indica e quantifica le
risorse finanziarie da destinare all’edilizia residenziale;

c)
determina la quota minima degli incrementi delle riserve tecniche
degli istituti di previdenza e delle imprese di assicurazione da
destinare al finanziamento dell’edilizia convenzionata ed agevolata,
anche attraverso la sottoscrizione di titoli emessi dalla Cassa
depositi e prestiti nonché da altri istituti autorizzati ad esercitare
il credito fondiario sul territorio della Repubblica;

d) determina
i criteri generali per la ripartizione delle risorse finanziarie tra i
vari settori d’intervento;

e) ndica i criteri per la ripartizione
delle risorse finanziarie tra le regioni, ivi comprese quelle
destinate all’edilizia rurale, e stabilisce la quota minima degli
interventi che non può, comunque, essere inferiore al 40 per cento del
complesso di essi da destinare ai territori di cui all’art. 1 del
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, che
approva il testo unico delle norme sugli interventi straordinari nel
Mezzogiorno;

f) determina le quote, per un importo non superiore al
3 per cento dei finanziamenti complessivi, da destinare all’anagrafe
degli assegnatari di abitazioni di edilizia residenziale comunque
fruenti di contributo dello Stato e ad iniziative di ricerca e
sperimentazione nel settore dell’edilizia residenziale.

Il C.I.P.E.
approva, su proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, il
piano decennale, i programmi quadriennali e le loro revisioni
biennali. Inoltre, previo parere della commissione consultiva
interregionale per la programmazione economica:

1) delibera, su
proposta del Comitato per l’edilizia residenziale, la misura dei tassi
e gli aggiornamenti di cui alla lettera o) dell’art. 3 della presente
legge;

2) determina, su proposta del Comitato per l’edilizia
residenziale, i criteri generali per le assegnazioni e per la
fissazione dei canoni delle abitazioni di edilizia residenziale
pubblica.

Per il biennio 1978-79 si provvede alla formulazione ed
attuazione del programma secondo quanto previsto dal successivo art.
41.

(1)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 23 gennaio
1982, n. 9.

Art. 3

(Competenze del Comitato per l’edilizia
residenziale)

Il Comitato per l’edilizia residenziale, sulla base
degli indirizzi programmatici indicati dal C.I.P.E.:

a) predispone
il piano decennale, i programmi quadriennali e le eventuali revisioni;

b) provvede alla ripartizione dei fondi tra le regioni;

c)
indica i criteri generali per la scelta delle categorie degli
operatori, in modo da garantire una equilibrata distribuzione dei
contributi fra le diverse categorie interessate e programmi articolati
in relazione alle varie forme di intervento;

d) adotta le opportune
determinazioni in ordine all…

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