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Legge Finanziaria 2002

Legge Finanziaria 2002 - LEGGE 28 dicembre 2001, n.448: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002). (GU n. 301 del 29-12-2001- Suppl. Ordinario n.285)

Legge Finanziaria 2002
LEGGE 28 dicembre 2001, n.448

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato (legge finanziaria 2002).
(GU n. 301 del 29-12-2001-
Suppl. Ordinario n.285)
TITOLO I
DISPOSIZIONI DI CARATTERE
FINANZIARIO

Art. 1.

(Risultati differenziali)

1. Per l’anno 2002,
il livello massimo del saldo netto da finanziare resta determinato in
termini di competenza in 33.157 milioni di euro, al netto di 14.649
milioni di euro per regolazioni debitorie. Tenuto conto delle
operazioni di rimborso di prestiti, il livello massimo del ricorso al
mercato finanziario di cui all’articolo 11 della legge 5 agosto 1978,
n. 468, e successive modificazioni, ivi compreso l’indebitamento
all’estero per un importo complessivo non superiore a 2.066 milioni di
euro relativo ad interventi non considerati nel bilancio di previsione
per il 2002, resta fissato, in termini di competenza, in 224.636
milioni di euro per l’anno finanziario 2002.

2. Per gli anni 2003 e
2004 il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio
pluriennale a legislazione vigente, tenuto conto degli effetti della
presente legge, è determinato, rispettivamente, in 31.659 milioni di
euro ed in 29.800 milioni di euro, al netto di 5.091 milioni di euro
per l’anno 2003 e 3.174 milioni di euro per l’anno 2004, per le
regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato è
determinato, rispettivamente, in 219.367 milioni di euro ed in 225.684
milioni di euro. Per il bilancio programmatico degli anni 2003 e 2004,
il livello massimo del saldo netto da finanziare è determinato,
rispettivamente, in 29.955 milioni di euro ed in 26.339 milioni di
euro ed il livello massimo del ricorso al mercato è determinato,
rispettivamente, in 217.663 milioni di euro ed in 222.223 milioni di
euro.

3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai commi 1 e 2 si
intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare
prima della scadenza o ristrutturare passività preesistenti con
ammortamento a carico dello Stato.

4. Il Governo presenta alle Camere
entro il 30 giugno 2002 una relazione che prospetta analiticamente gli
effetti prodotti sull’andamento delle entrate dai provvedimenti
legislativi recanti incentivi fiscali per gli investimenti e lo
sviluppo. La relazione indica i dati ed i metodi utilizzati per la
quantificazione, le loro fonti ed ogni elemento utile per la verifica
in sede parlamentare.

5. Fino alla presentazione della relazione di
cui al comma 4 non possono essere emanati i decreti di cui
all’articolo 1, comma 8, della legge 18 ottobre 2001, n. 383.

6. Per
ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, le maggiori entrate rispetto
alle previsioni derivanti dalla normativa vigente sono destinate
prioritariamente al conseguimento della misura del saldo netto da
finanziare stabilita dai commi 1 e 2 del presente articolo, salvo che
si renda necessario finanziare interventi urgenti ed imprevisti
necessari per fronteggiare calamità naturali, improrogabili esigenze
connesse con la tutela della sicurezza del Paese, situazioni di
emergenza economico-finanziaria. In quanto eccedenti rispetto agli
obiettivi di saldo netto da finanziare di cui al periodo precedente,
le eventuali maggiori entrate a legislazione vigente sono destinate a
misure di riduzione della pressione fiscale, finalizzate al
conseguimento dei valori programmatici fissati al riguardo nel
Documento di programmazione economico-finanziaria.

TITOLO
II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTRATA

Art. 2.

(Modificazioni alla
disciplina dell’IRPEF per le famiglie, della detraibilità delle spese
sostenute dai soggetti sordomuti e della deducibilità delle spese per
le imprese del settore farmaceutico)

1. All’articolo 12, comma 1, del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di
detrazioni per carichi di famiglia, la lettera b) è sostituita dalla
seguente:
«b) per ciascun figlio, compresi i figli naturali
riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, nonchè ogni
altra persona indicata nell’articolo 433 del codice civile che conviva
con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da
provvedimenti dell’autorità giudiziaria, complessivamente lire 408.000
per l’anno 2000, lire 516.000 per l’anno 2001 e 285,08 euro a
decorrere dal 1º gennaio 2002 da ripartire tra coloro che hanno
diritto alla detrazione in proporzione all’effettivo onere sostenuto
da ciascuno; il suddetto importo è aumentato di lire 240.000 per
ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Per l’anno 2001 l’importo
di lire 516.000 è aumentato a lire 552.000, ovvero a lire 616.000
quando la detrazione sia relativa ai figli successivi al primo, a
condizione che il reddito complessivo non superi lire 100.000.000. A
decorrere dal 1º gennaio 2002 l’importo di 285,08 euro è comunque
aumentato a 303,68 euro, ovvero a 336,73 euro quando la detrazione sia
relativa ai figli successivi al primo, a condizione che il reddito
complessivo non superi 51.645,69 euro. A decorrere dall’anno 2002 la
misura della detrazione è stabilita in 516,46 euro per ciascun figlio
a carico, nei seguenti casi: 1) contribuenti con reddito complessivo
non superiore a 36.151,98 euro con un figlio a carico; 2) contribuenti
con reddito complessivo non superiore a 41.316,55 euro con due figli a
carico; 3) contribuenti con reddito complessivo non superiore a
46.481,12 euro con tre figli a carico; 4) contribuenti con almeno
quattro figli a carico. Per ogni figlio portatore di handicap ai sensi
dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, la detrazione di
cui ai periodi precedenti è aumentata a 774,69 euro».

2. All’articolo
12, comma 2, del citato testo unico delle imposte sui redditi le
parole: «la detrazione prevista alla lettera a) del comma 1 si applica
per il primo figlio» sono sostituite dalle seguenti: «la detrazione
prevista alla lettera a) del comma 1 si applica, se più conveniente,
per il primo figlio».

3. All’articolo 13-bis, comma 1, del citato
testo unico delle imposte sui redditi, in materia di detrazioni per
oneri, dopo la lettera c-bis) è inserita la seguente:
«c-ter) le spese
sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti
sordomuti, ai sensi della legge 26 maggio 1970, n. 381;».

4.
L’articolo 19, comma 14, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e
successive modificazioni, concernente la deducibilità delle spese
sostenute da imprese produttrici di medicinali per promuovere ed
organizzare congressi, convegni e viaggi ad essi collegati, è
abrogato.

5. All’articolo 36 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, il
comma 13 è sostituito dal seguente:
«13. Le spese di pubblicità di
medicinali comunque effettuata dalle aziende farmaceutiche, ai sensi
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, attraverso convegni
e congressi, sono deducibili nella misura del 20 per cento ai fini
della determinazione del reddito di impresa. La deducibilità della
spesa è subordinata all’ottenimento da parte dell’azienda della
prescritta autorizzazione ministeriale alla partecipazione al convegno
o al congresso in forma espressa, ovvero nelle forme del
silenzio-assenso nei casi previsti dalla legge».

6. Il disposto
dell’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre 2000, n.
388, è sospeso per l’anno 2002.

Art. 3.

(Disposizioni in materia di
beni di impresa)

1. La rivalutazione dei beni di impresa e delle
partecipazioni, di cui alla sezione II del capo I della legge 21
novembre 2000, n. 342, può essere eseguita anche con riferimento a
beni risultanti dal bilancio relativo all’esercizio chiuso entro la
data del 31 dicembre 2000, nel bilancio o rendiconto dell’esercizio
successivo, per il quale il termine di approvazione scade
successivamente alla data di entrata in vigore della presente
legge.

2. Il maggiore valore attribuito in sede di rivalutazione si
considera fiscalmente riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e
dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) a decorrere
dal secondo esercizio successivo a quello con riferimento al quale è
stata eseguita.

3. I soggetti di cui all’articolo 87, comma 1,
lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, se
si avvalgono della facoltà prevista dal comma 1 del presente articolo,
computano l’importo dell’imposta sostitutiva liquidata nell’ammontare
delle imposte di cui all’articolo 105, commi 2 e 3, del predetto testo
unico delle imposte sui redditi, recante adempimenti per
l’attribuzione del credito di imposta ai soci o partecipanti sugli
utili distribuiti.

4. L’imprenditore individuale che alla data del 30
novembre 2001 utilizza beni immobili strumentali di cui all’articolo
40, comma 2, primo periodo, del citato testo unico delle imposte sui
redditi, può, entro il 30 aprile 2002, optare per l’esclusione dei
beni stessi dal patrimonio dell’impresa, con effetto dal periodo di
imposta in corso alla data del 1º gennaio 2002, mediante il pagamento
di una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone
fisiche, dell’imposta regionale sulle attività produttive,
dell’imposta sul valore aggiunto, nella misura del 10 per cento della
differenza tra il valore normale di tali beni ed il relativo valore
fiscalmente riconosciuto. Per gli immobili la cui cessione è soggetta
all’imposta sul valore aggiunto, l’imposta sostitutiva è aumentata di
un importo pari al 30 per cento dell’imposta sul valore aggiunto
applicabile al valore normale con l’aliquota propria del bene.

5. Per
gli immobili, il valore normale è quello risultante dall’applicazione
dei moltiplicatori stabiliti dalle singole leggi di imposta alle
rendite catastali ovvero a quella stabilita ai sensi dell’articolo 12
del decreto-legge 14 marzo …

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